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15 aprile 2015

Venerdì 17 aprile Paolo Calosso (#Consorzio #Traitd'Union) ospite a #ImpresaVda su #Radiopropostainblu


Carissimo visitatore, dopodomani, Venerdì 17 aprile, puntata numero 187 di ImpresaVda, alle 9,30, su Radio Proposta in Blu. 

Anche questa settimana la trasmissione sarà realizzata grazie al contributo della BCC Valdostana. 

Ti aspetto allora Venerdì 17 aprile, sempre alle 9,30.  Avrò come ospite Paolo Calosso, Presidente del Consorzio Trait d'Union.

Nel frattempo ti segnalo che  qui puoi trovare l'intervista a  Paolo Musumeci della Musumeci editore della scorsa settimana. Musumeci oltre che sul settore dell'editoria si concede anche qualche riflessione sul fare impresa in Valle d'Aosta

 
L'intervista è stata pubblicata anche sul Corriere della Valle che troverai in edicola questo venerdì.

Ti ricordo che il programma è in diretta per cui puoi intervenire sia telefonicamente (0165 - 44575) sia via mail diretta@radiopropostainblu.it).

Come sempre ti chiedo di scrivere nell'oggetto della mail «ImpresaVda» in modo che io possa capire subito se si tratta di un lettore del blog.


Puoi naturalmente anche lasciare messaggi direttamente su ImpresaVda, possibilmente prima della trasmissione. Di che genere? E' molto semplice: domande sui temi trattati e suggerimenti sugli argomenti da trattare o gli ospiti da invitare.


Se non conosci ancora la radio ti ricordo le sue frequenze: Courmayeur 103.8 - La Salle 93.7 - Saint-Nicolas 107.6 - Aosta 107.8 - Saint-Vincent 107.4 - Bassa Valle 107.8 - Brusson 88.5 - Ayas 107.6 - Valtournenche 107.6 - Valle del Gran San Bernardo 107.6 e Valgrisenche 88.0.

Buon ascolto. 

8 aprile 2015

Venerdì 10 aprile Paolo Musumeci (#Musumeci) ospite a #ImpresaVda su #RadioPropostainBlu


Carissimo visitatore, dopodomani, Venerdì 10 aprile, puntata numero 186 di ImpresaVda, alle 9,30, su Radio Proposta in Blu. 

Anche questa settimana la trasmissione sarà realizzata grazie al contributo della BCC Valdostana. 

Ti aspetto allora Venerdì 10 aprile, sempre alle 9,30.  Avrò come ospite Paolo Musumeci della Musumeci editore.

Nel frattempo ti segnalo che  qui puoi trovare l'intervista a  Michelangelo Chasseur, direttore e co-fondatore della Touchware, azienda valdostana di sviluppo informatico della scorsa settimana. 

 
L'intervista è stata pubblicata anche sul Corriere della Valle che troverai in edicola questo venerdì.

Ti ricordo che il programma è in diretta per cui puoi intervenire sia telefonicamente (0165 - 44575) sia via mail diretta@radiopropostainblu.it).

Come sempre ti chiedo di scrivere nell'oggetto della mail «ImpresaVda» in modo che io possa capire subito se si tratta di un lettore del blog.


Puoi naturalmente anche lasciare messaggi direttamente su ImpresaVda, possibilmente prima della trasmissione. Di che genere? E' molto semplice: domande sui temi trattati e suggerimenti sugli argomenti da trattare o gli ospiti da invitare.


Se non conosci ancora la radio ti ricordo le sue frequenze: Courmayeur 103.8 - La Salle 93.7 - Saint-Nicolas 107.6 - Aosta 107.8 - Saint-Vincent 107.4 - Bassa Valle 107.8 - Brusson 88.5 - Ayas 107.6 - Valtournenche 107.6 - Valle del Gran San Bernardo 107.6 e Valgrisenche 88.0.

Buon ascolto. 

24 settembre 2011

Delibere di Giunta: Segnalazioni per le Aziende (119): Criteri Finanziamenti Pmi

ATTIVITA’ PRODUTTIVE

Musumeci nell'Espace Aosta
Autorizzazione a Vallée d'Aoste Structure a stipulare con l'impresa Musumeci di Quart un contratto per la locazione di una porzione dell'immobile a destinazione produttiva denominato «Pac» situato nell'Espace Aosta. (delibera 2.185)

Criteri finanziamenti PMI

Sono stati approvati i criteri e le modalità per la concessione dei contributi a sostegno delle piccole e medie imprese per il finanziamento di iniziative a favore della qualità, dell’ambiente, della sicurezza e della responsabilità sociale, come previsto dalle Legge regionale n. 31 del 2001. (delibera 2.186)

16 marzo 2010

Welcome Day: le 9 Aziende con più di 50 Anni di Iscrizione a Confindustria Valle d'Aosta

Gli attestati sono stati consegnati dalla Presidente di Confindustria Valle d'Aosta Monica Pirovano, dal veterano dei past president Michele Pignataro e dal Presidenta della Giunta Augusto Rollandin
Ecco le nove aziende con più di 50 anni di iscrizione premiate in occasione del Welcome day con un attestato firmato dalla presidente nazionale di Confindustria Emma Marcegaglia.
Per ciascuna ti propongo il profilo aziendale predisposto da Confindustria Valle d'Aosta.

COGNE ACCIAI SPECIALI S.P.A.

Lavoro, impegno e innovazione: questo il volto attuale della Cogne Acciai Speciali, l’azienda siderurgica che a partire dagli inizi del ‘900 ha legato indissolubilmente la sua storia a quella del capoluogo regionale e dell’intera Valle d’Aosta. La nascita dello stabilimento, fissata dai libri di storia nel 1917, oltre alla crescita economica di Aosta e della Regione, ne ha determinato le caratteristiche sociali; basti pensare alle ondate migratorie avvenute durante e dopo le guerre.
Oggi la CAS occupa oltre mille dipendenti (almeno 1.400 persone se contiamo l’indotto) e al di là dei fasti del passato (quando era azienda statale era arrivata ad occupare addirittura 7 mila persone) e viceversa, delle seppur dolorose ma necessarie razionalizzazioni interne, che hanno dapprima portato al rischio della chiusura dello stabilimento e poi ad un progressivo ridimensionamento, la Cogne, nel 1993 affronta il passaggio, non indolore, della privatizzazione. Da quel momento nasce la nuova Cogne Acciai Speciali, sintesi di due tradizioni, una quasi centennale imperniata sulla Valle d’Aosta e una di imprenditoria familiare consolidata in più generazioni. Da una parte, lo stabilimento siderurgico, fondato nel 1917, capace di distinguersi a livello mondiale nell’immediato dopoguerra nella produzione di acciai speciali e inossidabili; dall’altra, la holding svizzera di cui fa parte la famiglia Marzorati desiderosa di far crescere queste eccellenze, investendo per rivitalizzare una società che sotto la gestione pubblica aveva perso la capacità di credere in se stessa. Così, da questo connubio, fatto di tradizione, lavoro e impegno, ma anche di progettualità, innovazione e persone qualificate, la Cogne Acciai Speciali ha tratto la forza necessaria per riconquistare i mercati mondiali e affermarsi tra i principali produttori di acciai inossidabili e speciali lunghi nelle linee della vergella, delle barre, dei semiprodotti, dell’automotive, degli utensili e delle infrastrutture.
Un lungo percorso che trova il suo approdo nel progetto “Eccellenza Cogne 2008”, attraverso il quale, in accordo con l’Amministrazione regionale e il Comune di Aosta, l’azienda ha inteso ottimizzare gli spazi e razionalizzare l’utilizzo strutturale dei capannoni allo scopo di consentire uno sviluppo impiantistico e produttivo dello stabilimento, riducendo l’impatto ambientale sulla piana di Aosta e restituendo importanti porzioni di terreno all’utilizzo pubblico.
Oltre allo stabilimento di Aosta, il Gruppo Cogne può contare su altre due unità produttive: una a Novara, la “Novacciai”, e una in Cina a Dong Guan, la “Cogne China”.

HEINEKEN S.P.A.
Nel 1837 viene costituita in Aosta una Società per la produzione della birra: la Brasserie Zimmermann. L’azienda, strutturata su un modello di gestione familiare, dispone inizialmente di un piccolo impianto sito in Via Xavier de Maistre. La birra Zimmermann conosce un immediato successo sia tra gli abitanti della Valle sia tra i turisti che all’epoca frequentavano la Regione; anno dopo anno la Brasserie Zimmermann si afferma e realizza nuovi e ambiziosi programmi di aggiornamento della produzione.
Alla fine dell’800 la Brasserie Zimmermann comincia a diversificare la produzione: alla Munchen scura si affianca la Pilsen chiara che stava riscuotendo un grandissimo successo su scala europea.
All’inizio della prima guerra mondiale la Brasserie Zimmermann cambia ragione sociale e diventa la Società in accomandita semplice Birra Aosta di Matilde Vincent & C.
Negli anni ‘20 vengono creati depositi a Torino, Milano e Genova, e si arriva al 1931 con una produzione di 2.600 ettolitri che salgono a 7 mila nel 1955.
Gli eredi della famiglia Vincent decidono di mettere l’azienda in vendita e dopo varie trattative viene accettata l’offerta del Gruppo Faranda in quanto l’unico a garantire la continuazione in loco dell’attività imprenditoriale. Il 7 novembre 1966 nasce la Società per Azioni S.I.B. (Società Internazionale Birraria – Société Internationale de Brasserie) con un capitale sociale di 160 milioni di lire. La nuova società nasce con l’obiettivo di operare su scala nazionale. Non ritenendo perciò più sufficiente il vecchio stabilimento di Via Xavier de Maistre viene acquisita una vasta superficie di 40.000 metri quadri in “Località Autoporto” a Pollein su cui viene eretta una nuova grande fabbrica inaugurata il 31 marzo 1973.
Nel frattempo un’intesa commerciale con la Henninger Bräu di Francoforte assicura un importante know-how frutto di oltre 500 anni di tradizione di mastri birrai ed un marchio di indiscusso prestigio internazionale. Nel 1987 lo stabilimento di Pollein arriva a coprire un’area di 80.000 metri quadri di cui 30.000 coperti. Il capitale sociale ammonta a 5.625 milioni, la maestranza, da 37 dipendenti del 1966, è passata a 190, la produzione dai 7.000 ettolitri del 1955 è arrivata a 500.000. Tra la fine del 1988 e l'inizio del 1989, la S.I.B. entra a far parte del gruppo Heineken, rappresentato in Italia dalla Birra Dreher S.p.A. Oggi Pollein produce lattine dei brand di proprietà di Heineken, tra cui Heineken, Birra Moretti, Foster’s, Amstel, Dreher, e altri marchi.

IMPRESA VIRANDO E PIGNATARO S.R.L.
Il sodalizio professionale tra il Geom. Michele Pignataro e l’Ing. Agostino Virando nasce nel 1955 quando fu costituita la Società Semplice Santa Lucia che da lì a poco avrebbe iniziato i lavori di costruzione di un fabbricato di otto piani fuori terra, posto in Viale Partigiani, il cui progetto era stato redatto dallo stesso Pignataro. L’operazione fu realizzata in 14 mesi; ne seguirono altre due, anche in quel caso vennero costruiti due fabbricati di otto piani ciascuno. Dopo queste esperienze, nel 1958 venne costituita la “Impresa di Agostino Virando e Michele Pignataro”, con sede in Aosta.
Passeranno altri 50 anni durante i quali la Società progetta e costruisce in tutta la Valle d’Aosta e a Torino.
Tra le opere realizzate citiamo i complessi residenziali: Santa Lucia, St. Martin, Nuova St. Martin, complesso in Regione Chabloz e Gran Nomenon, Cogne e Torri in zona Consolata, capannoni industriali in zona Tzamberlet e in Regione Sogno, complesso residenziale Miramonti in 3 blocchi, Tour Blanche e la Torille, ospedale geriatrico Beauregard, capannoni e invertitore Acciaieria Nazionale Cogne, modifiche e ristrutturazioni di numerosi impianti all’interno dello stabilimento, demolizione e ricostruzione delle murature refrattarie degli alti forni e altre opere per oltre 10 anni all’interno dello stabilimento Nazionale Cogne.
A Courmayeur – Entrèves, invece, solo per citare uno dei tanti comuni della Valle dove la Virando e Pignataro ha lasciato il segno, sono stati realizzati: la ricostruzione del Rifugio Dalmazzi – Monte Bianco, complesso Le Volpi, Villa Mitzi, Villa Santagostino, complesso Brenva, Freney, Brouillard.

MUSUMECI S.P.A.
Musumeci S.p.A. è un’azienda di tradizione centenaria, nasce infatti ad Aosta nel 1837 come Imprimerie Lyboz, diventando poi Mensio, Allasia e Marguerettaz, con sede in Via De Tillier, e come tale viene rilevata dalla famiglia Musumeci negli anni Sessanta. La sua iscrizione all’Associazione Valdostana Industriali risale al 1946. La tipografia cresce negli anni, svariata è la tipologia dei prodotti dai primi giornali e libri, agli opuscoli, dépliants, manifesti, etc. Cambia la tecnologia, aumenta il parco macchine e anche la clientela che da locale diventa internazionale. Nel 1981, l’azienda lascia la seconda sede di Aosta centro (nel frattempo si è, infatti, trasferita in Via Xavier de Maistre) per entrare in quella di Quart, più consona alle nuove esigenze di spazio e logistica, diventando uno stabilimento di dimensioni industriali in grado di competere con importanti complessi nazionali. Alla prima vocazione di tipografia, Musumeci ne affianca una nuova e diventa Editore nel 1977, continuando a evolvere nel tempo. Primo in Italia a pubblicare una collana sui parchi nazionali e le zone protette in generale, si specializza ben presto nelle tematiche ambientali. Prodotto di punta di questo settore è stata la rivista Oasis, una delle principali testate italiane di ambiente, natura, fotografia e viaggi che ha ricevuto il prestigioso premio statunitense Trans World Visions quale migliore rivista europea del settore.
La produzione di Musumeci Editore, si articola in varie collane. Conosciuto e apprezzato per i Grandi Libri illustrati: libri d’arte, di storia, ma anche di montagna e di fotografia, dove la qualità di stampa è sempre stata collocata al primo posto, nel corso degli anni ha avviato una decina di collane a carattere nazionale ed è stato anche il primo Editore a pubblicare in Italia libri dedicati alla salute naturale. Vincitore del premio ITAS Cardo d’Argento nel 1988 e nel 2007, molte sue pubblicazioni hanno ricevuto altri riconoscimenti nazionali ed esteri. Molte iniziative editoriali di Musumeci, dopo il successo avuto in Italia, sono state chieste per la traduzione in varie lingue da numerosi editori europei. Oggi la produzione principale è rappresentata da grandi libri illustrati, guide turistiche e il patrimonio culturale della Valle d’Aosta.
L’esperienza accumulata da Musumeci S.p.A. nel corso degli anni, sia dal punto di vista tecnico che di conoscenza del mercato editoriale, le ha permesso di rafforzare la sua posizione di stampatore d’eccellenza, consolidando la sua vocazione di esportatore abituale, e di ampliare notevolmente il mercato verso Svizzera, Francia, Germania e Stati Uniti.
Nel 2005 una nuova grande svolta: l’azienda entra a far parte del gruppo svizzero P.C.L (Presses Centrales Lausanne), passando da un assetto societario a carattere famigliare, non più adatto alle attuali caratteristiche del mercato, a una dimensione di respiro internazionale.
Oggi la sua presenza sui mercati esteri si è consolidata, mantenendo al contempo la più completa autonomia sul mercato italiano, completando un impegnativo processo di rinnovamento degli impianti di produzione per realizzare qualunque pubblicazione editoriale e di comunicazione con estrema rapidità e convenienza. La filosofia che guida l’azienda oggi è il servizio al cliente, garantito dall’esperienza e da un forte lavoro di gruppo.

NUOVA CEVAL S.R.L.
La Nuova Ceval S.r.l., già Maison Carlo Luchini, inizia la propria attività, a partire dagli anni ‘30, nel settore degli impianti idro-termo sanitari e del condizionamento. Negli anni ’40 il settore di attività si amplia all’edilizia pubblica: scuole, ospedali, sedi di assessorati regionali; ed edilizia privata: residenziale, terziaria ed industriale. Negli anni ‘70/’80, invece, la ditta si specializza nel campo delle ristrutturazioni e dei restauri.
In tale contesto spiccano il restauro del Castello di Ussel nel comune di Châtillon e la costruzione-ristrutturazione della nuova Biblioteca Regionale di Aosta. Negli ultimi anni le specializzazioni dell’impresa si sono rivolte alla progettazione e alla realizzazione di edifici a basso consumo energetico, impianti tecnologici a fonti energetiche rinnovabili, piscine pubbliche, private e centri polifunzionali.

ST. ROCH S.R.L.
Angelo Levi e il figlio Guglielmo, alla fine dell’800, fondano ad Aosta, nel millenario Borgo di Sant’Orso, la Distilleria Levi. Lì nasce la Grappa Sant’Orso, che per molti anni rimarrà il prodotto storico dell’azienda.
Nel 1968 Natalina Levi, ultima figlia di Guglielmo, e il marito Cesare Rosset, danno vita alle Distillerie St. Roch. Oggi la distilleria ha sede a Quart, alle porte di Aosta, dove modernità e tecnologia convivono con il rispetto della tradizione, consentendo la produzione dei liquori tipici valdostani. Oltre ai prodotti St. Roch, l’azienda firma i distillati Levi e ha recentemente acquisito il marchio Ottoz. Marchio che sin dal 1902, grazie a Laurent Ottoz, ha contraddistinto il primo génépy prodotto in Valle d’Aosta, per molti anni uno dei simboli dei prodotti tipici valdostani. L’azienda St. Roch S.r.l. ha un fatturato di 7 milioni di euro e un organico di circa 20 dipendenti. L’export vale il 35%, ed è diretto verso Francia, Svizzera, Olanda e Gran Bretagna.

SAVDA S.P.A.
La SAVDA, Società Autoservizi Valle d’Aosta da oltre 60 anni è sinonimo di trasporto con autobus e vetture con conducente, nel territorio valdostano e con collegamenti tra questo e le principali città delle regioni e Stati confinanti con la Valle d’Aosta.
I servizi di autotrasporto persone sono suddivisi in: autolinee regionali, autolinee nazionali, autolinee internazionali e servizi privati di noleggio. Attualmente la Società impegna circa 140 dipendenti tra personale di terra e di bordo. Il parco macchine è costituito da circa 110 veicoli per servizi privati di autonoleggio e per servizio di trasporto pubblico locale. La SAVDA nasce nel 1947 nell’ambito della ristrutturazione del sistema di trasporto del Gruppo FIAT. Inizia la sua attività nella zona di Châtillon/Saint-Vincent con l’acquisizione di alcune piccole ditte locali. Nel 1962 si fonde con la Società TOSCO ed assume così la configurazione attuale, estendendo i suoi servizi all’intero bacino valdostano.
Attualmente la Società esercita in regime di concessione circa il 45% dei servizi di trasporto pubblico locale su gomma previsti dal Piano di Bacino di Traffico della Valle d’Aosta, ed, inoltre, ha in concessione la gestione dell’autostazione “Terminal Bus” di Aosta dove fanno capo tutte le autolinee extraurbane in transito nel capoluogo della Regione. In campo nazionale gestisce i collegamenti autostradali con Novara, Milano, e Torino. In campo internazionale gestisce i collegamenti via Tunnel del Gran San Bernardo con Martigny (Canton Vallese – CH), via Tunnel del Monte Bianco con Chamonix, Annecy e Chambery, nonché numerose autolinee internazionali estive a carattere turistico nel territorio della Savoia, Alta Savoia e Vallese.
Nel campo dei servizi privati di noleggio autobus annovera i più importanti clienti del panorama valdostano e fornisce i suoi servizi a gran parte degli Operatori Turistici stranieri che promuovono i soggiorni in Valle d’Aosta. La SAVDA opera nel campo del turismo tramite l’Agenzia di Viaggio, controllata totalitaria “Mont Blanc Tour Operator S.r.l.” di Courmayeur (AO).

SICAV 2000 S.P.A.
La Sicav, Società Industriale Commerciale Autoveicoli Valdostana, storica concessionaria di automobili in Valle d’Aosta, nasce nel 1950, dalla volontà di Efisio Noussan, che dopo una breve esperienza nello stabilimento Cogne decide di partire con un’iniziativa imprenditoriale per la produzione di conserve alimentari. La denominazione iniziale di Sicav infatti era ICAV, acronimo di Industria Conserve Alimentari Valdostana. Oggi, dopo 60 anni, l’azienda è cresciuta in qualità ed offerta e rappresenta la più importante realtà valdostana del settore con 9 marchi automobilistici rappresentati, tre sedi e oltre 35 dipendenti per un fatturato variabile da 25 a 30 milioni di euro....”60 anni portati bene”.

V.I.CO. S.R.L.
La V.I.CO. (Valdostana Impresa Costruzioni) nasce nel 1987 come evoluzione e sviluppo dell’originaria Colliard Giovanni, ditta fondata nel dopoguerra dall’intraprendenza dei fratelli Colliard.
Dall’impronta familiare dalle caratteristiche artigianali, che aveva caratterizzato inizialmente l’attività, la V.I.CO. si è via via trasformata in azienda moderna con competenze sempre più specialistiche, cosi come sono cresciute in termini numerici le maestranze. Oggi la V.I.CO. è un’impresa con caratteristiche di management e strutturali solide, in grado di intervenire con professionalità nei vari settori dell’edilizia.
In questi due decenni la V.I.CO. ha costruito edifici, strade, ponti, acquedotti, arginature, impianti di irrigazione e di innevamento, piste da sci, bonifiche e sistemazioni ambientali. Inoltre si è specializzata nella realizzazione di parchi, giardini, impianti sportivi e nella manutenzione del verde.

19 novembre 2009

Paolo Musumeci sul Sole 24 Ore: Ricette Contro la Crisi


Ti segnalo che sul Sole 24 Ore di oggi, a pagina 2, si parlava di imprenditori valdostani. Nino Ciravegna nell'articolo «Tre vie maestre per allearsi contro la crisi» cita l'esperienza di Paolo Musumeci (nella foto con il presidente della Piccola Industria Giuseppe Morandini) presso la Svizzera Pcl come esempio di rlancio aziendale. Una storia che in quanto lettore di ImpresaVda sicuramente conosci già - leggi qui - ma è bello vedere come anche testate nazionali prestigiose la considerino esemplare, soprattutto visto che l'articolo mette in evidenza le stesse motivazioni che mi hanno spinto ad inserirlo nel mio Concorso per eleggere il miglior imprenditore valdostano del 2009.

26 maggio 2009

Confindustria Valle d'Aosta: Emiliani (Core Informatica) e Grosjacques (Costruzioni stradali B.G.F.) in Giunta

Il completamento della composizione dell'organo esecutivo con i due rappresentanti di nomina del Presidente e la nomina del nuovo Consiglio Direttivo sono stati i due punti principali all'ordine del giorno della prima riunione della Giunta di Confindustria Valle d'Aosta presieduta da Monica Pirovano, svoltasi ieri, presso la sede dell'associazione. Pirovano ha designato Francesco Emiliani (Core Informatica S.r.l.) e Giulio Grosjacques (Costruzioni Stradali B.G.F. S.r.l.).

La Giunta ha poi eletto al fianco dei due membri di diritto del Consiglio direttivo (la Presidente Monica Pirovano e il Vice Presidente Nicola Rosset) Paolo Conta (Laser S.r.l.), Alfredo Lingeri (Honestamp S.r.l.) e Paolo Musumeci (Musumeci S.p.A.)

Fra i compiti del Consiglio Direttivo figurano la definizione delle azioni da porre in essere nel breve periodo e la predisposizione dei piani per l'azione a medio e lungo termine che dovranno essere poi sottoposti all'approvazione della Giunta.

9 ottobre 2008

Morandini (Piccola Industria): «Aggregazioni e alleanze sono il codice Pin del futuro di tante nostre aziende»

«Aggregazioni e alleanze sono il codice Pin del futuro di tante nostre aziende. In particolare per chi non può acquistare, ma neppure vuole vendere è la soluzione più intelligente». Giuseppe Morandini, Presidente della Piccola Industria di Confindustria, è stato il piatto forte del seminario (moderato da Andrea Milano, Direttore de L’Imprenditore) «Aggregazioni tra Imprese per accelerare lo sviluppo» organizzato dal Comitato Piccola Industria di Confindustria Valle d’Aosta, in collaborazione con il Comitato Piccola Industria di Confindustria
Canavese, svoltosi venerdì scorso (26 settembre ndr), presso la Sala Archi Candidi del Forte di Bard. Un intervento (qui potete leggere l'intervista a Morandini) che ha indubbiamente scosso gli imprenditori presenti raccomandando loro di fare attenzione al principale difetto dell’imprenditore «quello di farci possedere dalla quotidianità aziendale, mentre ogni tanto occorre fare quello che io chiamo l’esercizio di salute pubblica, cioè il pensare a come vi vedete in azienda fra 2-3 anni. E chiedervi soprattutto se vi vedete». Un esercizio che ha portato l’imprenditore friulano a dare il via ad un’azione di aggregazione grazie alla quale è riuscito ad assicurare un futuro alla sua azienda. Prima di Morandini era intervenuto Tiziano Ianni, Presidente del Comitato Piccola Industria di Confindustria Canavese, che ha evidenziato da subito «la difficoltà di essere troppo piccoli rispetto alla globalizzazione, all’evoluzione dei mercati mondiali, alla sempre più agguerrita concorrenza ed all’attuale congiuntura economica e finanziaria». Federico Visconti, Preside della Facoltà di Scienze dell’Economia e gestione aziendale dell’Università della Valle d’Aosta, ha invece sottolineato come «per certi mestieri» le soglie si stiano alzando, senza dimenticare che spesso per alcune imprese «il mercato interno è giunto al capolinea». Di qui la necessità di sviluppare una cultura dell’aggregazione, ancora prima di individuare le formule con cui realizzarla. Il ruolo del credito per favorire l’integrazione è stato illustrato da Corrado Piazzalunga, Responsabile Regione Commerciale Ovest UniCredit Corporate Banking. «Il 2007 – ha spiegato Piazzalunga - ha confermato il trend italiano di ripresa delle fusioni e delle acquisizioni. Le operazioni sono salite da 685 del 2006 a 822. Il dato più significativo da rilevare è che non si tratta solo di operazioni di alto rango o aggregazioni puramente finanziarie, considerato che il 45% dei target è rappresentato da aziende che fatturano meno di 25 milioni di euro. Raggruppamento che vale il 58% se si sale fino alla soglia dei 130 milioni di euro». «In quest’ottica, UniCredit Corporate Banking – ha concluso Piazzalunga - si presenta al mercato offrendo alla PMI una serie completa di servizi ad elevato livello qualitativo. Sfruttando la vocazione internazionale del gruppo UniCredit, la cui rete è estesa in 22 paesi, UniCredit è in grado di assistere le PMI che cercano partner all’estero per creare joint venture e per individuare imprese, sia italiane che estere, come possibili target per operazioni di fusioni e acquisizioni». Di particolare interesse anche la testimonianza di Enrico Fini, di Obiettivo 50. L’associazione nasce nel 2004, a Milano, per volontà di una quarantina di Dirigenti Industriali over 50, che, scomparse molte delle grandi Imprese nelle quali hanno maturato la propria esperienza professionale ricoprendo ruoli di A.D., D.G., Direttori di Divisione, costituiscono l’Associazione per proporsi nel mondo delle PMI ed offrire alla Creatività dell’Imprenditore, in momenti di decisioni straordinarie, un “Metodo” collaudato di lavoro per: dare priorità, pianificare e tradurre in numeri gestionali. Una disponibilità su chiamata di cui potrebbero usufruire molte Pmi interessate ad avviare un processo di aggregazione. Ha concluso poi i lavori Paolo Musumeci, presidente della Piccola Industria della Valle d’Aosta. L’imprenditore ha voluto lanciare un messaggio di ottimismo. «Sempre di più ci troviamo di fronte ad aziende buone ad aziende cattive. Questo perché l’imprenditore che sa far bene il proprio lavoro riesce a fare utili anche in settori maturi. Magari le marginalità si riducono, ma è possibile raggiungere risultati positivi».
(Pubblicato sul Corriere della Valle d'Aosta del 2 ottobre 2008)

27 settembre 2008

Morandini (Confindustria):per le PMI italiane la necessità di aggregarsi è una variabile non più negoziabile

Ho potuto partecipare al seminario «Aggregazioni tra Imprese per accelerare lo sviluppo» che si è svolto ieri pomeriggio, venerdì 26 settembre, presso la Sala Archi Candidi del Forte di Bard, organizzato dal Comitato Piccola Industria di Confindustria Valle d’Aosta, presieduto da Paolo Musumeci, in collaborazione con il Comitato Piccola Industria di Confindustria Canavese, guidato da Paolo Ianni. Al di là dei contenuti di cui potrete leggere un servizio, spero esauriente, sul Corriere della Valle d'Aosta della prossima settimana, e i testi di alcuni interventi, che sto pensando di proporre in versione integrale o quasi, sul mio blog, prima dell'inizio dei lavori ho potuto fare una mini-intervista a Giuseppe Morandini, presidente nazionale Piccola Industria Confindustria e vice della Presidente Emma Marcegaglia, che voglio proporre ai visitatori del mio blog. Qui trovate una slideshow di alcuni momenti del pomeriggio.

Presidente quale messaggio vuole lanciare agli imprenditori valdostani e canavesani riuniti oggi a Bard?
Ci sono due punti fissi che devono valere come delle affermazioni culturali per una piccola impresa che vuole guardare con decisione al futuro. Il primo punto deve essere netto, senza compromessi o tentennamenti, cioè la giusta dimensione. Non parliamo di dimensioni assolute, piccola o grande, ma della giusta dimensione rispetto al proprio settore. E' un concetto che ormai deve essere una variabile non negoziabile. Se noi vogliamo parlare del futuro della piccola impresa dobbiamo essere aperti, stimolati e convinti dell'importanza dell'obiettivo del raggiungimento della giusta dimensione per le nostre aziende. Questo perchè - ed è la seconda osservazione,il secondo punto - ci sono tutta una serie di fattori esterni alle nostre aziende che ci dicono che dobbiamo andare in quella direzione. Il Presidente Ianni ha fatto un riferimento corretto, ad esempio, all'applicazione dei parametri di Basilea 2. Ma non solo. Abbiamo anche chiari segnali dei problemi derivanti dalla corretta applicazione del decreto sulla sicurezza, composto di una parte burocratica che ha un peso e un costo di grandissimo impatto quanto è più piccola la dimensione dell'azienda che lo deve applicare. Sono tutte variabili esterne che incidono su quelli che devono essere le decisioni aziendali. Senza poi dimenticare il momento congiunturale caratterizzato da una crisi strutturata in un modo che, secondo me, non ha precedenti. E' di una complessità enorme perchè deriva dal combinarsi di più fattori negativi come mai prima si era vistao crisi finanziaria, crisi energetica con costi insostenibili e variazioni dei prezzi delle materie prime con rialzi del 30% in una settimana. Tutto questo ci spinge ad avere una dimensione adeguata per affrontare tutti questi stimoli. Consideri - e qui mi riaggancio anche al rapporto nuovo che spero si possa instaurare a breve con il mondo del credito - come sia evidente che gestire sbalzi di questo tipo significa dover avere un approvigionamento al credito elastico e basato su una valutazione strategica dell'attività dell'impresa e non solamente sui numeri e sugli indici del bilancio. Quello che noi chiederemo al sistema creditizio è la possibilità di essere valutati nell'attribuzione dei nostri affidamenti con dei parametri pesantemente qualitativi che tengano presente l'organizzazione dell'azienda, la professionalità dei nostri uomini, la nostra posizione sui mercati internazionali e, soprattutto, i progetti di crescita che quelle piccole imprese hanno. E qui c'è il forte aggancio al tema di oggi.

Un secondo tema importante credo che sia quello del sistema-paese. Pensando alle piccole imprese, in particolare, mi viene in mente la problematica, ribadita più volte da Confindustria, della semplificazione.
Ha perfettamente ragione. La prima aspettativa della piccola impresa è quella di vedere una concreta risposta del sistema paese. E le spiego perchè. La piccola impresa è in piena fase di riorganizzazione. Le piccole imprese di oggi non sono più quelle di qualche anno fa. Si sono completamente ristrutturate, riorganizzate, hanno rivisto le linee produttive, le linee commerciali, sono sbarcate sui mercati internazionali. Tutto questo passaggio è stato fatto chiudendo gli occhi e facendo grandi sacrifici sulla marginalità delle aziende. I mercati internazionali li abbiamo conquistati - tutti celebrano i dati dell'export italiano -, ma li abbiamo conquistati facendo sacrifici sui margini nostri, puntando sulla genialità dei nostri collaboratori e dell'imprenditore che si inventa ogni giorno un prodotto nuovo pur di rimanere sul mercato. Ora le variabili esterne a quella che è l'attività imprenditoriali si sono modificate secondo lo scenario di cui ho detto prima. La singola impresa, per quanto brava e riorganizzata sia, non è nelle però più nelle condizioni di poter affrontare quei parametri ai quali deve rispondere necessariamente d un sistema paese attrezzato. Argomenti come materie prime, andamenti dei cambi, costi della logistica implicano scelte che non possono essere fatte all'interno dell'azienda. La prima risposta che vorremmo veder data come sistema paese consiste in misure fiscali per migliorare la capitalizzazione e la gestione della liquidità delle nostre imprese. Sono misure che non costano ed è sufficiente la volontà politica di farle per riuscire a dare ai piccoli imprenditori quell'aiuto che chiedono su tutto il territorio.

Un'ultima domanda: l'attività di coordinamento per l'estero...
La ringrazio per questa domanda perchè mi dà la possibilità di richiamare il Forum annuale della Piccola industria che si terrà quest'anno il 24 e il 25 ottobre a Bologna e che ha come tema di riferimento l'internazionalizzazione della piccola impresa. L'argomento sarà interpretato nell'ottica di un confronto operativo sulle necessità che la piccola impresa ha quando va all'estero con le istituzioni che normalmente l aaiutano nel presentarsi su questi mercati. E' per noi un passaggio fondamentale. La necessità di internazionalizzarsi della piccola impresa è infatti una grandissima spinta, di fatto, all'aggregazione e lungo questa strada le piccole imprese devono essere sostenute da parte delle strutture esistenti tenendo conto della dimensione che noi rappresentiamo. E' un passaggio fondamentale perché le aziende che vivono di mercato interno in questo momento sentono maggiormente aumentare le difficoltà. Un mercato che io definisco il "caro estinto" poiché non è più in grado di dare quei volumi necessari al nostro sostentamento. Del resto i settori che vanno bene sono quelli che, organizzandosi, sono riusciti a recuperare all'estero ciò che il "caro estinto" non può dare più.

19 settembre 2008

Aggregare per accelerare lo sviluppo: Morandini (Piccola Industria) al Forte di Bard

Il Comitato Piccola Industria di Confindustria Valle d’Aosta, in collaborazione con il Comitato Piccola Industria di Confindustria Canavese, organizza il seminario «Aggregazioni tra Imprese per accelerare lo sviluppo» che si terrà venerdì 26 settembre a partire dalle 15,30, presso la Sala Archi Candidi del Forte di Bard. «L’aggregazione tra imprese - si legge in una nota diffusa da Confindustria Valle d'Aosta - è probabilmente una delle modalità che, se attuata, maggiormente aiuterebbe lo sviluppo e la crescita delle attività imprenditoriali di minori dimensioni. Quasi sempre, tuttavia, aggregarsi significa anche limitare l’individualità alla quale l’imprenditore è "naturalmente" abituato. E’ necessario, dunque, evolvere ancora la cultura d’impresa verso forme di maggior collegamento». Condividere progetti, accedere a nuovi mercati, integrare competenze, migliorare la struttura patrimoniale sono solo alcuni degli aspetti che lo strumento-aggregazioni renderebbe possibili.In tale ambito, il ruolo del credito può diventare determinante per la concreta realizzazione degli obiettivi. L’incontro è l’occasione per approfondire questi argomenti e condividere esperienze imprenditoriali concretamente attuate.
Il seminario, rivolto esclusivamente alle aziende associate, rientra tra gli appuntamenti de L’Imprenditore, rivista della Piccola Industria di Confindustria, al quale parteciperà con un suo intervento il Presidente della Piccola Industria di Confindustria, Giuseppe Morandini.Interverranno anche Tiziano Ianni, Presidente del Comitato Piccola Industria di Confindustria Canavese, che apre i lavori, Andrea Milano, Direttore de L’Imprenditore, che coordina i lavori, Federico Visconti, Preside della Facoltà di Scienze dell’Economia e gestione aziendale dell’Università della Valle d’Aosta, Corrado Pizzalunga, Responsabile Regione Commerciale Ovest UniCredit Corporate Banking e Enrico Fini dell’Associazione di manager Obietivo 50 che porta la testimonianza di alcune imprese. Concludera i lavori Paolo Musumeci, Presidente della Piccola Industria di Confindustria della Valle d’Aosta.
Se qualche imprenditore vuole esprimermi la sua opinione sul tema on line sarò molto lieto di ospitarlo.

22 maggio 2008

Federico Jacquin confermato alla guida del Confidi Industriali

Federico Jacquin, giovedì scorso, è stato confermato presidente del Confidi Industriali. Con lui nel direttivo Flavio Bertino, Giuseppe Bordon, Giulio Grosjacques, Alfredo Lingeri, Roberto Mussino, Paolo Musumeci, Pierre Noussan e Nicola Rosset. Durante l’Assemblea, alla quale sono intervenuti il Presidente della Giunta Luciano Caveri e gli assessori Aurelio Marguerettaz (Bilancio) e Leonardo La Torre (Attività Produttive), Jacquin ha informato l’assemblea che l’annunciata fusione con «Fidindustria Biella» è sfumata. «Dopo attenta valutazione, - ha spiegato il Presidente - l’operazione di fusione non si è concretizzata in quanto non c’erano le condizioni ambientali e finanziarie, ma soprattutto sono sopravvenute importanti novità legislative che hanno profondamente cambiato il quadro di riferimento in cui operano i confidi». Jacquin come sempre ha fotografato lo stato di salute del Consorzio che nel 2007 ha fatto registrare un forte incremento dello stock dei finanziamenti complessivi, facendo registrare al 31 dicembre 2007 quota 79,2 milioni contro i 68 dell’anno precedente, di cui €40,3 milioni per fidi a breve (€32,8 milioni nel 2006) e €38,9 milioni per mutui (€35,2 milioni nel 2006). Le pratiche deliberate nel 2007 sono state 384 (compresi i rinnovi), di cui 76 relative ad operazioni a medio/lungo termine, per un totale complessivo di €39,1 milioni di fidi garantiti. «Il patrimonio del consorzio al 31 dicembre 2007 – ha sottolineato Jacquin - ammonta a 11,0 milioni di euro rappresentato da 0,3 milioni di Fondo consortile, 9,3 di Fondi rischi e 1,4 di Fondi disponibili». «Il consorzio – ha coincluso il confermato Presidente - è intervenuto nel corso del 2007 a copertura di insolvenze per € 139.000. Nel corso del 2007 ci sono stati altresì € 106.000 di recuperi per contenzioso pregresso, per cui le perdite effettive sono state € 33.000 pari allo 0,10% delle garanzie in essere (0,56% nel 2006)». (Pubblicato sul Corriere della Valle del 22 maggio 2008)

5 maggio 2008

C'è un Ansa per me...

Oggi il mio blog con il post sulla nomina di Paolo Musumeci nella Chambre Vaudoise ha avuto l'inaspettata sorpresa di essere citato dall'Ansa regionale. Con un pizzico di narcisismo, di cui, spero, mi perdonerete, vi invito a leggere il lancio in questione.

Paolo Musumeci eletto nella Chambre Vaudoise du commerce et de l'industrie

L’imprenditore valdostano Paolo Musumeci, dalla fine del 2007 Amministratore Delegato di PCL Holding SA e delle collegate, importante gruppo grafico della Svizzera Romanda di cui da circa tre anni fa parte la Musumeci spa di Quart, è stato eletto il 23 aprile nella «assemblée des délégués» (60 componenti) della Chambre vaudoise du commerce et de l’industrie (CVCI), praticamente l’equivalente della nostra camera di Commercio. Creata nel 1989 la Chambre raggruppa oltre 2500 imprese per un totale di 90.000 occupati. L’ente è totalmente privato, cioè non accede a nessun contributo pubblico. La Chambre finanzia la sua attività attraverso le quote dei soci, la vendita di servizi e svolgendo i diversi mandati che le vengono affidati. La CVCI ha un ruolo di interlocutrice e di portavoce delle imprese e aderisce a Economiesuisse e all’Union patronale suisse oltre naturalmente ad essere inserita nella vasta rete nazionale e internazionale delle Camere di commercio.

13 dicembre 2007

Musumeci: valorizzare l'atout della francofonia


L’editore Paolo Musumeci é stato recentemente nominato Amministratore Delegato di PCL
Holding SA, importante gruppo grafico della Svizzera Romanda all’interno del quale due anni fa’ era entrata la Musumeci spa di Quart. «Con questa operazione – aveva spiegato Musumeci – diamo un nuovo futuro all’azienda passando da un assetto societario a carattere famigliare,
non più adatto alle attuali caratteristiche del mercato, come rilevato anche da diversi studi, ad una dimensione di respiro internazionale grazie alla quale apriremo una nuova fase di sviluppo della Musumeci sul mercato europeo
». Musumeci era entrato, attraverso un’operazione di concambio di azioni, a far parte del Consiglio di amministrazione della holding elvetica in qualità di secondo socio, preceduto soltanto dalla fondazione Sandoz, che controlla il pacchetto di maggioranza del Gruppo.
Il Gruppo, fondato nel 1930, è attualmente presieduto dall’avvocato François Carrard, che vanta un illustre passato all’interno del Comitato internazionale olimpico e dopo l’entrata della Musumeci presenta un fatturato di 31 milioni di franchi svizzeri e 160 dipendenti. Musumeci è stato così di parola permettendo alla sua azienda di affacciarsi da protagonista sul mercato continentale.
«Credo che sia evidente come la mia nomina alla guida del Gruppo – prosegue l’imprenditore – dimostri concretamente che non si è trattato di una mera operazione finanziaria, ma di un passaggio necessario per un progetto industriale di grande respiro ». «Spesso – prosegue
Musumeci - gli imprenditori sono stati criticati di attendere l’intervento della pubblica amministrazione come unica panacea. Io credo che i reciproci ruoli siano chiaramente definiti. Come imprenditori dobbiamo essere pronti a cogliere le evoluzioni del mercato, a cercare
nuove soluzioni per dare un futuro alla nostra azienda; mentre alla pubblica amministrazione
spetta di creare un territorio attrattivo per gli investimenti e favorevole a chi già fa industria nella nostra regione, spetta dare a questa Regione una politica industriale
».
Musumeci affronta il suo nuovo incarico con una mission perfettamente definita. «Gli azionisti – sottolinea Musumeci – hanno chiaramente indicato la loro volontà che il gruppo si affermi
quale attore centrale dell’industria grafica in Svizzera ed in Europa, consolidando le sue competenze sui mercati specifici del libro e delle edizioni d’arte. In particolare mi è stato affidato il compito di compito di realizzare una nuova e più incisiva strategia di sviluppo, caratterizzata da una cultura di gruppo che miri a rinforzare le sinergie e le complementarietà tra le diverse filiali: PCL Presses Centrales SA, Imprivite SA, Imprimerie Cornaz SA, Imprimerie Vaudoise SA e Musumeci Spa
».
Musumeci ricoprirà anche l’incarico di amministratore delegato e direttore della Pcl Presses Centrales, rimanendo ovviamente contemporaneamente ad della Musumeci spa con i suoi 43 dipendenti e i 6,2 milioni di fatturato. «La mia vicenda si fonda su tre pilastri: il primo – osserva Musumeci che ricopre anche l’incarico di Presidente regionale della Piccola impresa – è la consapevolezza che si può affrontare un mercato maturo o comunque una congiuntura negativa puntando sull’aggregazione tra aziende, il secondo è l’atout della francofonia, il terzo, infine, è la necessità di ragionare anche al di fuori dei tradizionali canoni dell’impresa familiare, a prescindere dalla proprietà, arrivando addirittura a rilanciarsi in un ruolo di tipo più manageriale».
Per il futuro sembra un po’ delinearsi il sogno di Musumeci di dare vita in Valle d’Aosta ad un polo grafico di eccellenza che utilizzi il bilinguismo come un atout commerciale per proporsi ai mercati svizzero e francese. L’idea piace e affascina ma Musumeci preferisce prudentemente evitare annunci troppo prematuri e che per ora possono rischiare di limitarsi a pure dichiarazioni di intenti. Di certo nel futuro della Pcl c’è l’intenzione grazie ad un cash flow corposo di acquisire nuove aziende funzionali all’attuale asset del gruppo.
Tuttavia i nuovi scenari non impediscono a Paolo Musumeci di guardare alle radici di un’azienda nata nel 1837 con il nome di «Imprimerie Lyboz» e poi divenuta nel 1962 Industrie Grafiche Musumeci, sotto la guida attenta del padre Sergio, una storia lunga costellata spesso da scelte innovative e controcorrente, alla ricerca sapiente dell’onda più alta. «In questo momento – conclude Paolo Musumeci – il mio pensiero va proprio a mio padre che è stato il mio grande maestro, con la sua enorme voglia di fare e il suo carattere forte, e a mia madre. A loro sono riconoscente per i valori che mi hanno trasmesso e che io spero di trasmettere a mia volta alle mie figlie». (pubblicato sul Corriere della Valle d'Aosta del 4 Ottobre)

20 novembre 2007

Borla, cresce l'export all'interno dell'Unione


2000 metri di capannone per stoccare fino ad un massimo di 1200 tonnellate di carni congelate
contro le attuali 300. La Valdostana Carni di Pollein (25 dipendenti), dal 1968 gestita dalla famiglia Borla, da quattro generazioni sempre attiva nel settore della macellazione, prima in Piemonte e poi in Valle d’Aosta, dal 2005 ha ampliato la sua capacità di commercializzazione
grazie all’inaugurazione del suo nuovo capannone di stoccaggio. «Si è trattato di un vero e proprio salto di qualità – spiega Sergio Borla con la moglie Antonella alla guida dell’azienda - grazie al quale abbiamo potuto aumentare la nostra capacità produttiva e presentarci con le carte in regola sui mercati internazionali, prima su quello russo e oggi su quello rumeno e bulgaro entrati nell’area dell’euro. La crescita dei volumi, o meglio la garanzia della loro continuità durante tutto l’anno, ci ha proiettato verso grossi contratti internazionali con aziende che operano a livello industriale, ad esempio c’è un’azienda dell’Est europeo che lavora circa 1000 quintali di impasti al giorno cui forniamo due-tre camion al mese, cioè una sessantina di tonnellate».

L’investimento è stato di circa 1,5 milioni. Una somma ingente che però già nel medio periodo ha permesso all’azienda valdostana significativi risparmi e una sicura crescita di fatturati che nel 2006 ha portato ad un + 21%, circa 12,5 milioni. «Sul 2007 è ancora difficile fare previsioni. – aggiunge Borla -. Il primo semestre è in leggera crescita, ma riteniamo che a fine anno confermeremo il buon risultato del 2006. E’ un anno di consolidamento. Anche perché l’euro forte e la diminuzione dei sussidi all’export per surplus da parte dell’Unione europea ci hanno reso meno competitivi sul mercato russo dove, come si sa, si esporta soltanto in dollari. In compenso però stiamo facendo crescere le nostre quote di mercato in Francia, Inghilterra e
Germania
».

L’azienda, che mediamente commercializza 100 tonnellate di carne alla settimana, sta ampliando il proprio portafoglio di clienti e in particolare sta rafforzando la sua penetrazione sui mercati dell’est europeo, soprattutto su quello russo. Complessivamente l’export della Valdostana Carni pesa per il 40% dal punto di vista quantitativo e per il 25% in termini di fatturato, in quanto si tratta principalmente di prodotti poveri. Sul mercato italiano l’azienda opera da tempo nella grande distribuzione, nel settore del catering, nelle forniture di bordo (ad esempio MSC Crociere) e nelle mense aziendali in particolare nell’area del Nord Ovest.
La Valdostana carni in particolare ha sviluppato il servizio di forniture ai provveditori di bordo e
così offre la sua carne alle navi mercantili e a quelle petroliere. La carne è acquistata su tutto il territorio nazionale, privilegiando soprattutto l’area del Nord Ovest (Valle d’Aosta, Piemonte e Lombardia) e anche sui principali mercati europei (Olanda, Danimarca, Francia, Belgio, Germania e ultimamente anche Spagna). Borla non ha particolari riflessioni sul fare impresa in Valle d’Aosta. «E’ chiaro – osserva Borla, che fa anche parte del Comitato di Confindustria della Piccola industria, guidato da Paolo Musumeci - che la Valle d’Aosta non è una piazza come Milano, ma credo che, tenendo conto, appunto, delle dimensioni della nostra regione, non ci siano critiche particolari da fare». In materia di nuovi investimenti l’imprenditore non segnala particolari novità. «Noi – conclude l’imprenditore - ogni anno abbiamo una sorta di manutenzione straordinaria continua. Dedichiamo infatti una parte del nostro bilancio al riammodernamento del nostro stabilimento. Ultimamente, ad esempio, abbiamo rifatto gli uffici». (Pubblicato sul Corriere della Valle d'Aosta del 28 giugno 2007)
 

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