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16 luglio 2017

Qualità alimentare e marchi comunitari: conoscere per decidere (#mossoni 05)

E’ indubbio che i consumatori siano sempre più attenti e più consapevoli nelle scelte alimentari, marchi ed etichette sono sempre più controllati e la trasparenza sta diventando, nel settore agroalimentare, un valore aggiunto. Nella nostra Regione abbiamo la fortuna , - e l’abilità, perché no ! -  di avere ben 4 denominazioni DOP (Fontina Dop - Vallée  d'Aoste  Lard  d'Arnad  Dop - Fromadzo  Dop - Vallée  d'Aoste  Jambon de Bosses  Dop). Si tratta, probabilmente, di un vero “record” di qualità; se rapportiamo le quattro DOP con la ridotta superficie del nostro territorio, il numero degli abitanti e degli addetti al settore agricolo, si tratta di un exploit molto difficilmente replicabile in Europa.

La denominazione DOP è entrata nel lessico comune e, ai più, indica qualità di un prodotto. La qualità, seppur intrinseca, non è, invece, l’elemento di discrimine assoluto ma è la conseguenza di un processo produttivo controllato. La Denominazione di Origine Protetta pone, infatti, una ferrea regolamentazione sulle  tre fasi di realizzazione di un prodotto: produzione, trasformazione ed elaborazione. Per essere più chiari è facile rifarsi al nostro principale prodotto: la Fontina DOP. 
La fase della produzione è regolamentata : solo in Valle d’Aosta, solo latte valdostano e solo da razze autoctone (per determinare l’origine della materia prima) così come sono regolamentate, ad esempio, l’alimentazione delle bovine e la caseificazione,  da eseguire ad ogni mungitura. La seconda fase è altrettanto regolamentata; latte crudo e intero, temperatura del latte, tempi di rottura delle cagliate, modalità di pressatura, ecc. La fase della elaborazione viene garantita con i tempi prescritti di maturazione del prodotto, modalità di salagione, caratteristiche delle forme e dei magazzini e, infine il marchio.
Naturalmente la regola è valida – ad esempio – anche per il Lardo d’Arnad: l’origine è garantita dal disciplinare (maiali allevati in Valle d’Aosta, Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna, e Veneto , come per i Prosciutti di Parma e San Daniele) la zona di produzione è esclusivamente il territorio del Comune di Arnad, mentre la trasformazione deve avvenire, come condizione fondamentale, attraverso l’uso di sale, erbe aromatiche e salamoia con relativa maturazione nei “doils”. 

Una seconda denominazione Comunitaria, molto più cara al settore dell’industria agroalimentare, è quella delle IGP – Indicazione Geografica Protetta -  che, in effetti, è più effimera e – a volte – più si presta a “confondere” il consumatore. Infatti la denominazione del marchio garantisce che una sola delle tre fasi sopra menzionate (produzione, trasformazione ed elaborazione) avvenga in una particolare area geografica determinata a cui si attribuiscono una data qualità o una particolare reputazione alimentare. Ecco che un salume IGP può essere prodotto in una zona particolare d’Italia ma con maiali che provengono dall’estero, così come un formaggio con latte straniero. Tutto ciò non vuol certamente dire che il prodotto non sia buono o che non sia controllato ma, a volte soprattutto a fronte di grandi produzioni industriali, si può perdere quel contatto con il tessuto agricolo del territorio, che è quell’elemento che il consumatore moderno cerca e che organizzazioni, come Coldiretti, sostengono da sempre.

Una terza denominazione, peraltro molto meno nota,  è STG – Specialità Tradizionale Garantita – a cui appartengono, a livello nazionale, “solo” la Mozzarella (nella sua definizione generica) e la Pizza. Questa denominazione  non fa riferimento all’origine del prodotto ma ad un metodo tradizionale, non solo del prodotto, ma anche della ricetta di preparazione. 

Più rilevanza assume, invece, – anche nella nostra Regione – l’elenco che viene identificato con la sigla PAT, - Prodotti Agricoli Tradizionali -  elenco nazionale che viene pubblicato in costante aggiornamento dal Ministero dell’Agricoltura e riservato a prodotti ottenuti con metodi di lavorazione, conservazione e stagionatura consolidati nel tempo, omogenei per tutto il territorio interessato, secondo regole tradizionali, per un periodo non inferiore a 25 anni. Si tratta, per la Valle d’Aosta, di 29 prodotti, dalla Motsetta al Réblec, dal Pan Ner all’Olio di noci.

Per ulteriori approfondimenti gli elenchi completi di tutti i prodotti DOP, IGP, STG, e PAT sono facilmente reperibili sul sito  www.politicheagricole.it.

Ezio Mossoni




22 luglio 2016

#Delibere di Giunta (353) - Tracciabilità prodotti #DOP


AGRICOLTURA, FORESTAZIONE E RISORSE NATURALI

Lotta alla processionaria
E’ stata approvato il progetto di lotta alla processionaria del pino. L’importo previsto è di 800 mila euro. Il documento verrà sottoposto al Consiglio permanente degli Enti locali.
 
ATTIVITA’ PRODUTTIVE, ENERGIA E POLITICHE DEL LAVORO

Tracciabilità prodotti DOP
E’ stata approvata la realizzazione di un sistema di autenticazione e di tracciabilità dei prodotti DOP della Regione Valle d’Aosta.

Innovazione
E’ stato approvato un accordo quadro con il Polo di innovazione ICT della Regione Piemonte per la collaborazione nel settore della ricerca e dell’innovazione.

Sportello unico
La Giunta ha dato parere favorevole al piano annuale ed economico-finanziario 2016 del SUEL, lo sportello unico degli Enti locali.

ISTRUZIONE E CULTURA

Agevolazioni tariffarie area megalitica
E’ stato deciso di approvare l’adesione dell’Assessorato istruzione e cultura all’iniziativa Commercianti in Festapromossa da Confcommercio – Imprese per l’Italia – Regione Valle d’Aosta, nell’ambito della quale sono state previste agevolazioni tariffarie per l’ingresso all’Area megalitica di Saint-Martin-de-Corléans.



OPERE PUBBLICHE, DIFESA DEL SUOLO E EDILIZIA RESIDENZIALE PUBBLICA
Acquisti servizi e fornitura
La Giunta ha dato parere favorevole al documento programmatico degli acquisti di servizi e fornitura con caratteristiche standardizzabili e acquisibili dalla CUC attraverso convenzioni quadro nell’ambito dei rapporti disciplinati tra Regione, Enti locali e Centrale Unica di Committenza.

Edificio scolastico Via Chavanne
Il governo ha approvato il progetto preliminare relativo all’ampliamento dell’edificio scolastico in via Chavanne nel comune di Aosta.


TURISMO, SPORT, COMMERCIO E TRASPORTI
Slot Free
La Giunta ha approvato le caratteristiche ideografiche del marchio regionale Slot Free, così come i criteri e le modalità che lo regolamentano.

Impianti funiviari
Il Governo ha preso in esame la deliberazione che determina le graduatorie per la concessione dei finanziamenti destinati allo sviluppo degli impianti funiviari, dando mandato a Finaosta per il finanziamento tramite il Fondo di rotazione. La deliberazione verrà ora illustrata alla Commissione consiliare competente.

23 dicembre 2015

Massimiliano Bernardini: il nostro impegno per #Vertosan, dal #Genepy al #Gin

Massimiliano Bernardini
Intervistiamo questa settimana Massimiliano Bernardini dell'azienda Vertosan di Châtillon, attiva nel settore dei liquori.

Con il vostro nome puntate ad una forte caratterizzazione legata al territorio…
Assolutamente sì. Questa azienda ha una connotazione territoriale fin dagli anni '70, quando è nata. Prende il nome dal vallone omonimo e questo fa sì che noi si produca al momento sul mercato regionale prodotti del territorio, in primis il genepì.

Come è nata l'azienda?
Noi siamo la terza proprietà e gestione di questa azienda nata appunto nei primi anni '70 da un'idea di Maschi, il fondatore oggi non più fra noi, per varie vicissitudini passa ad una seconda proprietà che ha poi venduto a noi il marchio nel 2007. Noi abbiamo ricominciato a produrre alla fine del 2009. Siamo a Châtillon e l'azienda ha una gestione famigliare.

Venite da esperienze precedenti nel settore?
Io, mio papà e mio fratello. Mio papà dai primi anni 80 e io dopo pochi anni abbiamo sempre operato nella distribuzione e vendita di liquori nazionali ed internazionali anche con alcune presenze in aziende regionali. Di conseguenza abbiamo sempre frequentato il settore dell'hotellerie, della ristorazione, della caffetteria.

A fianco del Genepy proponete anche un gin, che sicuramente non è un prodotto con una tradizione locale, come mai questa scelta?
Il Gin è stato presentato da poco più di un mese. La scelta nasce dall'idea di prendere un prodotto di fama mondiale, con più di 150 anni di storia alle spalle, e dargli una connotazione territoriale. Il Gin è un distillato di ginepro. Noi abbiamo voluto mettere all'interno di questo prodotto il fiore di genepy distillato insieme ad altri botanici.

Avete anche una linea per l'industria alberghiera. Perché avete deciso di operare in questo settore?
Il settore dell'hotellerie è imprescindibile per chi come noi fa prodotti del territorio e vuole farli conoscere. Per questo noi poniamo molta attenzione nella cura del prodotto e del servizio presso queste categorie senza naturalmente dimenticarci la vendita al dettaglio.

Non ci sono differenze di tipologie tra un settore e l'altro?
No. E' la stessa. Non abbiamo richieste differenti.

Al di là del Gin comunque va evidenziato che l'80% della vostra produzione è legata al Genepy.
Assolutamente noi quando abbiamo dato vita alla nuova Vertosan ci siamo posti come focus principale di lavorare il genepy valdostano. Produciamo diverse tipologie: un prodotto che facciamo affinare per sei mesi in botti di rovere, il più delicato della nostra gamma; un altro, che si chiama «Zerbion» lavorato con materia prima non essicata e, infine, il classico riservato agli amici che invece viene essicato e messo in bottiglia, del quale facciamo una variante con il miele e, anche in questo caso, sia il genepy che il miele sono al 100% di provenienza valdostana.

Commercializzate i vostri prodotti soltanto sul mercato valdostano?
Al momento siamo concentrati sulla Valle d'Aosta. Stiamo cominciando a guardarci anche intorno. Qualcosa stiamo iniziando a fare. Va tenuto conto che la nostra produzione è molto limitata. Per ora si tratta di piccolissime realtà estremamente specializzate.

Il settore dei liquori è caratterizzato da una forte concorrenza quali sono gli atout utili per proporsi efficacemente sul mercato?
Il primo è la cura del prodotto a partire dalla materia prima, dalla coltivazione del genepy. Noi conoscendo chi ci fornisce le materie prime abbiamo questo tipo di garanzia che cerchiamo di portare avanti mantenendola in bottiglia e questo è secondo me il primo atout. Il secondo è il servizio alla clientela che noi curiamo personalmente. Siamo molto presenti quando c'è un'esigenza del cliente e riusciamo anche a dare risposte oggi per domani.

Si parla da molto tempo di una dop per il Genepy. Quanto può essere importante per un produttore questo percorso per chi opera nel settore?
E' molto importante. Stiamo lavorando in collaborazione con altri produttori per raggiungerlo quanto prima. Speriamo già nel corso del 2016 in quanto ci darebbe grande visibilità ben all'esterno dei confini regionali.

Una novità in vista per il 2016 da annunciare?
La grande novità è stata sicuramente il Gin di conseguenza stiamo lavorando ancora su questa freschissima novità. Sicuramente nel 2016 in merito al genepy proporremo qualcosa di nuovo.

Come nasce un prodotto nuovo?
E' una sperimentazione continua.

Un sogno imprenditoriale da realizzare?
Vorrei poter vedere - spero in un futuro non troppo lontano - il genepy assurgere all'onore delle cronache alla stessa stregua di altri prodotti del territorio come il limoncello o il mirto. Vorrei che diventasse un prodotto riconosciuto come fine pasto al di fuori del territorio valdostano. Questo mi porta a dire che non mi dispiacerebbe che questo portasse a nuovi posti di lavoro nella mia ma anche nelle altre realtà valdostane del comparto. 

10 dicembre 2015

Roberta Sirio (#Sicpa): «Dalla Valle d'#Aosta parte la nostra sfida contro la #contraffazione dei sapori tipici»

Questa settimana intervistiamo Roberta Sirio, direttore sviluppo del business di Sicpa.
 Prima di tutto spieghiamo che cosa è Sicpa...
SICPA è un'azienda privata svizzera fondata nel 1927, che opera nel campo della sicurezza e dei sistemi anti-contraffazione. Ha una presenza internazionale: vende infatti in 180 paesi ed ha filiali in 31 paesi con circa 3.000 dipendenti, tra cui una filiale italiana – SICPA Italia – con un importante sito produttivo ad Arnad, in Valle d’Aosta.
Come arrivate in Valle d'Aosta?
SICPA Italia nasce in seguito all’acquisizione del ramo d’azienda ink jet della Olivetti – Gruppo Telecom, che si è completata a Giugno 2014. L’interesse di SICPA è nato dal fatto che le competenze R&D presenti ad Arnad sulle tecnologie di stampa ink jet, sulla microfluidica, etc… erano in linea con le soluzioni di marcatura digitale di SICPA, che consistono nella marcatura dei beni per mezzo di etichette di sicurezza o direttamente sul packaging, attraverso elementi di sicurezza materiale e codici unici che permettono l’identificazione e l’autenticazione dei prodotti, la loro tracciabilità lungo la filiera di trasformazione e distributiva, garantendo cosi’ l’integrità e la sicurezza dei prodotti dalla loro produzione alla vendita. A seguito dell’acquisizione è stato possibile ripristinare le linee produttive di testine a ink jet termico presenti ad Arnad.
La casa madre da tempo opera in Italia...
Corretto. SICPA opera da molti anni nella protezione di beni di valore, come le banconote e i documenti d’identità. Ha come clienti nel mondo i governi, le banche centrali come la BCE e la Federal Reserve negli Stati Uniti e sul mercato italiano ha come clienti per gli inchiostri di sicurezza e i device di autenticazione L’Istituto Poligrafico della Zecca e dello Stato e la Banca d’Italia. Operando nel campo dei sistemi di alta sicurezza, è estremamente importante che noi controlliamo e gestiamo le tecnologie da cui dipendiamo. E’ inoltre un fattore importante nel nostro approccio al mercato fornire un servizio di alto livello ai nostri clienti. L’acquisizione di queste capacità e know how in Italia ci aiuta quindi a espandere la nostra offerta, a controllare l’integrazione verticale delle tecnologie e riduce le nostre dipendenze dai fornitori esterni.
In Valle d'Aosta avete sviluppato un progetto pilota legato al settore dell'agroalimentare. Di cosa si tratta?
Il progetto sperimentale, primo in Italia, è nato per iniziativa dell’Amministrazione Regionale e di EXPO VDA ed ha tra i suoi obiettivi quello di promuovere e far conoscere un sistema completo per la tracciabilità e l’autenticazione nel settore agroalimentare e al contempo promuovere i produttori e i prodotti valdostani sotto regime di Qualità, quali i DOP e gli IG, valorizzandone l’originalità e la storia.
Concretamente in cosa consiste?
L’elemento centrale della soluzione è un’etichetta che contiene importanti elementi di sicurezza materiali, quali gli inchiostri di sicurezza della stessa famiglia di quelli già utilizzati nella protezione di banconote e di documenti di valore, che insieme alle caratteristiche di sicurezza digitale, come il codice QR e il codice identificativo unico utilizzato per la serializzazione, offrono la maggiore efficacia contro la contraffazione. Uno dei punti di forza di questa soluzione è che il consumatore puo’ verificare l’autenticità del prodotto con due metodi, uno è inserendo il codice su un sito web ed ottenendo in tempo reale la risposta, il secondo attraverso una APP per Smartphone, disponibile per sistemi IOS e Android, che verifica l’autenticità dell’inchiostro apposto sull’etichetta attraverso la validazione della variazione di colore, da un riscontro all’acquirente del prodotto, ne legge il QR code e il codice alfanumerico e trasferisce il consumatore alla pagina con la “prova dell’originalità” e tutte le informazioni correlate. Il consumatore può inoltre interagire direttamente con il produttore via email. I produttori possono quindi ricambiare la fiducia posta dai consumatori che acquistano i loro prodotti dando loro tutte le informazioni che ritengono utili e nel contempo beneficiano di una maggiore visibilità del loro marchio e del loro territorio, cosa particolarmente utile per produttori medio-piccoli e con pochi mezzi per fare comunicazione.
Ad oggi quante aziende valdostane hanno aderito? 
Oltre la metà dei produttori valdostani di prodotti DOP e IG hanno già aderito, in particolare sono i produttori di Lardo di Arnad Dop, Fontina Dop, Fromadzo Dop, Jambon de Bosses Dop, Vini Vallée D’Aoste Doc e Genepy Ig. Grazie alla collaborazione di questi produttori ad oggi sono tracciate alcune centinaia di migliaia di prodotti. Ora, insieme all’amministrazione regionale e alla Chambre valdôtaine si sta studiando come estendere il progetto agli altri produttori e ad altri prodotti.
Lo state commercializzando anche in altre regioni? Ci sono state manifestazioni di interesse? 
In Italia, questo è il primo progetto sperimentale che è stato fatto e lo abbiamo presentato in diverse occasioni durante il semestre di EXPO dove ha riscontrato un notevole interesse. Ora lo stiamo proponendo anche ad altre Regioni e proprietari di marchi che vogliono difendersi dalla contraffazione. Nel mondo abbiamo diverse referenze, in particolare con i Governi nel campo della protezione delle accise, su prodotti quali il tabacco, i prodotti alcolici, i soft drinks dove il rischio di frode è particolarmente elevato. Tali soluzioni utilizzano le etichette di sicurezza ma anche la codifica diretta sui prodotti sempre con speciali inchiostri di sicurezza. Con oltre 76 miliardi di prodotti protetti ogni anno, SICPA è oggi il leader mondiale delle soluzioni di tracciabilità sicura per i prodotti soggetti alle accise. Nel capo dell’industria abbiamo, sempre in campo internazionale, progetti in corso che riguardano ad esempio l’olio di oliva e altri prodotti di alto consumo, quali i cosmetici, gli apparati elettronici, l’abbigliamento e gli accessori di brand del lusso e soluzioni anticontraffazione per i farmaci.
Una curiosità: quali competenze bisogna avere per lavorare per una azienda come la vostra? 
Le competenze essenziali sono nella chimica e nell’ingegneria in generale in quanto nella tecnologia di stampa e nei sistemi anti-contraffazione concorrono la micromeccanica, la fluidica, l’elettronica e lo sviluppo SW per l’integrazione nei sistemi industriali.     Vi è poi la parte di competenze commerciali e di supporto al cliente il cui impiego in futuro dipenderà ovviamente dal successo che queste soluzioni avranno sul mercato italiano.
State lavorando su altri progetti? Per il 2016 c'è qualche novità da annunciare? 
Il sistema SICPA, che può essere adattato a filiere di diverse tipologie di prodotti, agroalimentari e di altri beni industriali, si integra facilmente nella grande industria con processi di produzione completamente automatizzati e ad alta velocità, ma anche nelle aziende di piccole-medie dimensioni con processi artigianali. Si stanno individuando quindi quali settori e filiere industriali sono le piu’ recettive. Molte aziende prendono di solito in considerazione la protezione dei loro prodotti quando si verifica un problema, tuttavia vediamo che oggi la sensibilità verso queste problematiche sta aumentando in particolare quando le aziende si espongono verso mercati esteri particolarmente a rischio. Stiamo quindi ragionando con queste aziende come le nostre tecnologie e la nostra esperienza possono aiutarle a proteggere il loro brand e il loro business.
Un sogno imprenditoriale da realizzare? 
Giusto! Bisogna sempre avere un sogno, pensare in grande…Il nostro piano ambizioso, potendo beneficiare delle numerose esperienze di successo attive in molti altri paesi, è quello di aiutare le aziende e dare il nostro contributo alle autorità italiane supportando un piano esteso a livello nazionale per proteggere le produzioni Made in Italy, la Sicurezza e la Salute Pubblica, e consentire alla Stato di beneficiare di maggiori introiti fiscali e salvaguardare molti posti di lavoro, oggi persi a causa del commercio illecito nei diversi settori in Italia. L’utilizzo estensivo del nostro sistema consentirebbe, oltre al raggiungimento di economie di scala, l’accesso sicuro e in tempo reale ai dati generati da parte di tutti gli attori che co-operano in Italia nella lotta alla contraffazione, alle frodi e alla criminalità. Pensando alla SICPA ITALIA e alla Valle d’Aosta, questo progetto con i produttori valdostani è un primo esempio di diversificazione delle attività del sito, con tutti i benefici che comporta. Ritengo che questo sia un obiettivo di buon livello dopo tutta una storia di  più di 20 anni nella stampa a getto di inchiostro. 

26 febbraio 2015

Salon de l'#Agriculture de #Paris

 
E’ in corso a Parigi il Salon international de l’Agriculture, la grande manifestazione fieristica che presenta ad un pubblico eterogeneo, formato da professionisti e addetti ai lavori ma anche da tanti consumatori e curiosi, i diversi ambiti del settore, dall’allevamento alle filiere vegetali ai prodotti enogastronomici.

La Valle d’Aosta partecipa per il secondo anno consecutivo con uno stand realizzato grazie alla collaborazione tra l’Assessorato dell’agricoltura e delle risorse naturali e la Maison du Val d’Aoste de Paris.  Nello spazio allestito dalla Regione, sono ospitati i responsabili delle aziende valdostane di prodotti DOP e DOC, che presentano e promuovono le loro produzioni, anche attraverso degustazioni. Contestualmente, un desk è attivo per fornire informazioni non solo sull’agroalimentare, l’agriturismo e le risorse naturali, ma sull’offerta turistica generale del territorio, per una valorizzazione sinergica e integrata del patrimonio regionale.

Secondo l’Assessore all'Agricoltura Renzo Testolin «la presenza della Valle d’Aosta al Salon di Parigi riveste una grande importanza. Sono presenti più di mille espositori, provenienti da 22 paesi: è una vera vetrina del mondo agricolo, delle sue peculiarità, dei singoli territori e dell’enogastronomia, che si presenta a oltre 700mila visitatori. Ed è anche un’occasione perché la città incontri la campagna e, nel nostro caso, la montagna, per far sì che il grande pubblico capisca l’importante e appassionato lavoro che gli agricoltori compiono e il valore, non solo economico ma anche culturale, della loro opera. Per la nostra Regione, è anche un’occasione imperdibile per proporre ai parigini e a tutti i presenti il nostro territorio e invitarli a visitare di persona la Valle d’Aosta».

Alla grande kermesse, che ha aperto i battenti a Paris Expo Porte de Versailles sabato 21 febbraio e che chiuderà domenica 1° marzo, ha preso parte nei giorni scorsi anche la Consigliera regionale Marilena Péaquin (che da imprenditrice del settore si intende del tema), che ha dichiarato «dobbiamo essere sempre più determinati e severi nel difendere i prodotti valdostani di qualità, che nel mondo vediamo spesso imitati e contraffatti. Dobbiamo fare conoscere le nostre DOP e DOC, spiegare le loro peculiarità e il lavoro che sta dietro a ogni produzione e denunciare laddove vediamo che altri si fregiano dei nostri label. Anche a Parigi, per esempio, abbiamo notato in uno stand una forma che veniva presentata come “Fontina” ma che era in realtà un banale e anonimo formaggio. Abbiamo quindi avvisato l’ente fieristico e chiesto che venisse immediatamente rimosso. Il personale della Maison du Val d’Aoste, che coordina lo stand regionale, sta continuando questa azione di controllo nei vari padiglioni enogastronomici».

17 dicembre 2013

Il Re è Crudo

Anche quest’anno, il Comitato per la Promozione e la Valorizzazione del Vallée d’Aoste Jambon de Bosses Dop rinnova l’invito a tutti gli amanti della buona tavola a partecipare alle serate de “Il Re è crudo!”, due momenti di degustazione guidata ad alcuni prodotti tipici locali. Nelle serate del 29 Dicembre 2013 e del 4 Gennaio 2014, "Il Re è crudo!" aspetta tutti nell’antico e restaurato Castello di Bosses (ante XIV sec.) a Saint-Rhémy-En-Bosses..

Ed alla Corte del re si faranno assaggiare il Lard d’Arnad Dop, la Motzetta e l’olio di noci, e il prosciutto alla braise di St. Oyen. Dopo il successo riscosso nella passata edizione torna ancora una volta la Souppa alla Valpellinentze, mentre, il Re dei crudi accoglie, per la prima volta alla sua corte, i vini de “La cantina di Nadir Cuneaz” un piccolo produttore di Gressan dall'Ancien Cepage, infatti buona parte dei suoi vigneti erano del padre e prima ancora del nonno.

Attenzione però. Per motivi organizzativi le degustazioni hanno un numero limitato di posti, quindi è indispensabile la prenotazione: etroubles@turismo.vda.it

Per chi non lo conoscesse il Vallée d’Aoste Jambon de Bosses Dop è un prosciutto dalle origini antichissime (registri inventariali di vendita risalenti al XIV secolo) e dalla naturale bontà, si distingue anche per la sua qualità certificata dalla Denominazione di Origine Protetta. Grazie a un ambiente con un microclima particolare e all’abilità di uomini che si tramandano una tecnica di produzione artigianale lunga secoli, il Vallée d’Aoste Jambon de Bosses Dop è il gioiello di una tradizione plurisecolare dove tutto il processo di lavorazione è sottoposto a controlli costanti: dalla selezione delle migliori cosce di suini italiani di razza pregiata ai metodi manuali di salatura, fino all’attenta stagionatura. Recentemente si è costituito un Comitato per la sua promozione e valorizzazione per garantirne la qualità e smascherare le molte imitazioni.

7 ottobre 2013

#Enogastronomia: decima edizione per il Marché au Fort


L’Assessorato dell’agricoltura e risorse naturali, la Chambre Valdôtaine des entreprises et des activités libérales, l’Associazione Forte di Bard e il Comune di Bard organizzano, anche quest’anno, il Marché au Fort, la più importante rassegna agroalimentare ed enogastronomica della Valle d’Aosta.

Domenica 13 ottobre, dalle 9.30 alle 18, tra le mura del Borgo medievale e del Forte di Bard, gli oltre ottanta produttori presenti proporranno ai visitatori, come di consueto, l’ampia offerta dei prodotti valdostani: formaggi, salumi, vini, mieli, carni, frutta, prodotti dolciari e da forno.

Grazie all’iniziativa promossa dalla Chambre, che prevede un “buono prodotti” del valore di 10 euro ogni 50 euro di spesa, acquistare sarà anche conveniente.

Nel corso della giornata sono previste diverse animazioni, sfilate di gruppi folcloristici e annullo filatelico.
Nella Petite Place du Marché, ricavata nella suggestiva Piazza di Casa Challant, si potranno degustare formaggi dell’arco alpino provenienti, oltre che dalla Valle d’Aosta, anche da Piemonte, Lombardia, Trentino Alto Adige e Veneto.

Al Forte sono in programma: un laboratorio di falconeria e uno di bolle di sapone giganti; la Libreria del Marché, dove acquistare pubblicazioni dedicate alla cucina e ai sapori della Valle d’Aosta; il CinéMarché, con la proiezione dei film vincitori all’ultima edizione del Cervino CineMountain Festival e del Gran Paradiso Film Festival. La visita al Forte sarà anche l’occasione per una visita al Museo delle Alpi, al percorso Le Alpi dei Ragazzi e alle mostre Magnum Contact Sheets e Dalla Terra all’Uomo.
Nella sala al piano terra del Municipio si potrà visitare una sezione dell’esposizione RiTORniamo, in corso al Museo dell’artigianato Valdostano di Fénis.
Sono previste, infine, escursioni alla scoperta del territorio circostante l’evento.

«Il Marché au Fort – sottolinea il Presidente dell’Associazione Forte di Bard, Augusto Rollandin – raggiunge il decimo anno di vita, confermandosi un’importante vetrina per i produttori valdostani che possono così cogliere l’opportunità di farsi conoscere al numeroso pubblico che il Forte e il Borgo di Bard riescono ad attrarre. L’incontro tra offerta culturale, turistica ed enogastronomica non può che essere una delle leve su cui puntare per lo sviluppo del nostro territorio e il Marché au Fort ne è un ottimo esempio».

«L’evento, ormai decennale, attrae ogni anno migliaia di visitatori, a testimonianza del fatto che le produzioni agroalimentari ed enogastronomiche della Valle d’Aosta hanno raggiunto livelli di assoluta eccellenza –
commenta l’Assessore all'Agricoltura Renzo Testolin - Ai numerosi ospiti che verranno a trovarci ci presenteremo, quindi, con grande orgoglio e consapevoli della qualità delle nostre produzioni, frutto di una tradizione millenaria e del ‘’savoir faire’’ degli agricoltori e degli allevatori valdostani».

«Quello con il Marché au Fort – spiega il Presidente della Chambre Nicola Rosset – è un appuntamento di grande rilievo che presenta l’importante valore aggiunto di essere una rilevante occasione di commercializzazione dei prodotti e quindi di immediato riscontro, anche economico, per le imprese. Proprio per questa ragione la Chambre, anche per l’edizione 2013 del Marché au Fort, ha voluto riproporre, nell’ambito di una collaborazione ormai consolidata con l’Amministrazione regionale, la formula dei ‘’Sapori Valdostani offerti dalla Chambre’’ il cui obiettivo va esattamente nella direzione di incentivare ulteriormente il desiderio di spesa dei numerosi visitatori. Siamo infatti convinti che se da una parte è importante stimolare le aziende nel proprio processo di crescita e di formazione, altrettanto importante è cercare di accompagnare e supportare i produttori anche nella fase di vendita del prodotto, che costituisce un elemento imprescindibile la sopravvivenza delle nostre aziende».

26 gennaio 2013

Dalla Doc alla Dop

L’Assessorato dell’agricoltura e risorse naturali, in collaborazione con il Comitato promotore per il cinquantenario della Doc dei vini italiani, organizza il convegno Dalla Doc alla Dop in Valle d’Aosta, in programma venerdì 8 febbraio all’Institut Agricole Régional di Aosta.

Nel corso dell’incontro, relatori esperti ripercorreranno le tappe salienti che hanno portato all’ottenimento della Doc, dalla prima legge del 1963 a oggi, e del cammino verso la Dop.


IL PROGRAMMA DELL'EVENTO

ore 14.30 Accoglienza e registrazione dei partecipanti

ore 15.00 Indirizzi di saluto

Andrea Desana, Coordinatore del Comitato promotore per il cinquantenario della DOC dei vini italiani

Vincenzo Grosjean, Presidente dei Viticulteurs Encaveurs Vallée d’Aoste

Augusto Châtel, Presidente dell’Institut Agricole Régional

Giuseppe Isabellon, Assessore regionale all’agricoltura e risorse naturali



ore 15.30 Inizio dei lavori

Moderatore: Giorgio Vola

I nomi dei vini: dalle anfore alle etichette attuali.

La DOC Valle d’Aosta.

Mario Fregoni, Università Cattolica Sacro Cuore di Piacenza


ore 16 Dal formaggio la nascita della DOP nella CEE.

Leo Bertozzi, consulente Consorzio Parmigiano Reggiano di Reggio Emilia



ore 16.30 Anche i vini confluiscono nella DOP, denominazione di origine nell’Unione Europea.

Problemi e prospettive anche nel mercato mondiale.

Domenico Bosco, Coldiretti, Area Economica, Responsabile Ufficio Vitivinicolo Roma


ore 17.00 Considerazioni finali
 

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