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16 gennaio 2015

Valle d'Aosta #OGMfree: la soddisfazione di #Coldiretti

Coldiretti esprime soddisfazione nei confronti della decisione, unanime, assunta dal Consiglio Regionale di considerare la nostra Regione, prima in Italia, territorio libero da OGM.

La lotta conto gli OGM di Coldiretti Valle d’Aosta è iniziata sin dal 2004 attraverso l’adesione di alcuni Comuni (Chambave, Champdepraz, Donnas, Etroubles, Valsavarenche, Valtournenche, Verrès ) al progetto “liberi da OGM” che, con delibere Comunali dichiaravano volontariamente, sin da allora, il divieto di uso di OGM sul loro territorio. Ricordiamo ancora che il Consorzio tutela DOP Fontina, già dal 2006, primo Consorzio di tutela DOP in Italia, bandiva, in autoregolamentazione, l’uso di mangimi OGM quali integratori dell’alimentazione delle vacche il cui latte è destinato alla produzione della Fontina DOP.

In Consiglio Regionale dopo la L.R. sulla coesistenza nel 2008 si è riaperto il dibattito nel 2010 con nuove proposte di legge che si sono scontrate con l’evoluzione delle normative Comunitarie. Ora che anche l’Unione Europea sembra tener conto delle esigenze degli agricoltori e dei cittadini consumatori (8 su 10 contrari) la nostra Regione ha già dichiarato il territorio Regionale OGM Free con l’abrogazione delle norme che prevedevano la coesistenza e la dichiarazione di divieto di coltivazione di OGM.

A livello Comunitario la definitiva approvazione della modifica della direttiva in materia di emissione deliberata nell’ambiente di ogm messa a punto dal Consiglio e dal Parlamento Europeo è recentissima (13 gennaio) mentre, naturalmente, si è in attesa del recepimento Nazionale.

«Non siamo mai stati contro gli OGM in maniera strumentale e ideologica, o peggio demagogica, - afferma il direttore della Coldiretti Ezio Mossonima la nostra posizione è una semplice conseguenza coerente della conclamata posizione a favore della tipicità, dell’origine esclusiva della materia prima legata al territorio, della biodiversità, della valorizzazione dell’ambiente e dell’economia legate alla produzione locale agroalimentare. Se si crede in tutto ciò non si può essere a favore degli OGM, che sono omologazione, appiattimento e massificazione delle produzioni, l’esatto contrario dell’agricoltura in cui crediamo, la nostra agricoltura – anche quella Nazionale e non solo quella locale - non potrà mai competere sulla base di bassi costi e bassi prezzi, ma solo giocandosela a livello di distintività e qualità» .

«Stanno cadendo tutti i paradigmi sugli OGM, che si stanno rivelando utili solo all’industria che li produce: ormai è ampiamente dimostrato che non si deve più produrre per sfamare i Paesi poveri, il cibo c’è già, il problema è la giusta distribuzione tra chi spreca e chi ha fame, - conclude Mossoniè stato ampiamente dimostrato che non sono convenienti; laddove gli OGM sono consentiti le produzioni non sono aumentate, non sono diminuiti né i costi per gli agricoltori né prezzi i prezzi per i consumatori , si è creata solo una nuova dipendenza tra gli agricoltori e l’industria biotecnologica, naturalmente a tutto favore di quest’ultima».

Secondo una analisi della Coldiretti nell’Unione Europea nonostante l’azione delle lobbies che producono Ogm, nel 2013 sono rimasti solo cinque, su ventotto, i paesi a coltivare Ogm (Spagna, Portogallo, Repubblica Ceca, Slovacchia e Romania), con appena 148mila ettari di mais transgenico MON810 piantati nel 2013, la quasi totalità in Spagna (136.962 ettari). Si tratta quindi di fatto - conclude la Coldiretti - di un unico Paese (la Spagna) dove si coltiva un unico prodotto (il mais MON810). In ogni caso, sino all’11 febbraio, vale ancora il divieto di coltivazioni di ogm a livello nazionale in forza delle misure straordinarie disposte dalle amministrazioni competenti nel 2013. 

Consiglio regionale: I temi economici dell'ultima seduta

Tanta carne al fuoco nella seduta del 14 e 15 gennaio a partire dalla messa a disposizione della maggioranza consiliare da parte del Presidente del Consiglio Marco  Viérin del proprio incarico di componente dell'Ufficio di Presidenza. Dimissioni che indubbiamente annunciano e vogliono favorire nuovi equilibri politici.

Sul piano economico si segnala l'interrogazione sull'aumento delle tariffe autostradali da parte del Capogruppo dell'Uvp Luigi Bertschy.

Il Movimento 5 Stelle ha presentato un'interpellanza in merito a presunti prelievi anomali di acqua a fini idroelettrici dal torrente Chalamy.

Il gruppo Union Valdôtaine Progressiste ha presentato un'interpellanza in merito all'applicazione del decreto ministeriale relativo alla rimodulazione dell'esenzione dall'Imu sui terreni agricoli.

 Il Consiglio regionale ha approvato all'unanimità il disegno di legge che contiene interventi e iniziative per l'accesso al credito sociale e per il contrasto alla povertà e all'esclusione sociale.

 Il Consiglio regionale ha anche approvato all'unanimità il disegno di legge che contiene disposizioni in materia di impiego di organismi geneticamente modificati sul territorio della Regione autonoma Valle d'Aosta.
Il provvedimento legislativo, che si compone di 7 articoli, abroga la vigente normativa regionale in materia di coesistenza tra colture transgeniche, convenzionali e biologiche (n. 29/2005), introducendo il divieto generale di coltivazione degli OGM in Valle d'Aosta.

In chiusura dei lavori dell'adunanza il Consiglio regionale ha respinto con 18 astensioni (UV e SA) e 17 voti favorevoli, una risoluzione a proposito del rinnovo dell'organo di amministrazione della Casa da gioco di Saint-Vincent. Il Consiglio regionale ha anche respinto, con 18 astensioni (UV e SA) e 17 voti a favore (UVP, Alpe, PD-SVdA e M5S), una risoluzione riguardante la costituzione di una Commissione speciale per la Casa da gioco di Saint-Vincent, depositata in Aula dal Movimento 5 Stelle. Il Consiglio Valle ha infine respinto con 18 astensioni (UV e SA) e 17 voti favorevoli, una risoluzione riguardante le concessioni idroelettriche, iscritta in Aula e presentata dai gruppi di opposizione (UVP, Alpe, PD-SVdA e M5S).



24 febbraio 2014

#Coldiretti gioisce per la Valle d'#Aosta #Ogm free


Soddisfazione e condivisione. Così accoglie la Coldiretti Valdostana la notizia del disegno di legge  relativo alla messa in mora degli OGM su tutto il territorio della Regione.

Quella di Coldiretti é una lunga guerra contro gli organismi geneticamente modificati: sin dal 2002 Coldiretti ha chiesto ai nostri Comuni di dichiarare libero il territorio ( e già allora molti avevano aderito), poi Il Consorzio Produttori Fontina aveva sancito, in autoregolamentazione, il bando dei mangimi OGM e nel 2010/2011 Coldiretti era pesantemente entrata nel dibattito regionale che già aveva affrontato la questione contrapponendo un piano di coesistenza ad una legge ogm-free.

«La nostra posizione non è mai stata alimentata da preconcetti o, peggio, da posizioni ideologiche - sottolinea il direttore della Coldiretti Ezio Mossoni - noi siamo, come noto, per la valorizzazione dell'origine della materia prima, per la biodiversità, per Il sostegno integrato dei territori: detto questo è evidente che gli OGM si trovano completamente all'opposto di tali valori e non possono essere condivisi».




21 febbraio 2014

Delibere di Giunta - Segnalazioni per le imprese (239): #Ogm vietati


AGRICOLTURA E RISORSE NATURALI

Nuovo ddl sugli OGM
E’ stato approvato il disegno di legge che determina le nuove disposizioni in materia di impiego di organismi geneticamente modificati sul territorio valdostano, in particolare per quanto riguarda le modalità per prevenire la presenza e la contaminazione involontaria di OGM nelle colture convenzionali e biologiche, prevedendone un divieto generale di coltivazione in tutta la regione.

ATTIVITA’ PRODUTTIVE, ENERGIA E POLITICHE DEL LAVORO

Fondi di rotazione per imprese artigiane
E’ stato approvato un impegno complessivo di 455 mila e 800 euro, a valere sui Fondi di rotazione, per la concessione di mutui a tasso agevolato a favore delle imprese artigiane, come previsto dalla legge regionale numero 6 del 2003.

Editoria locale
Sono stati concessi i contributi, relativi al primo semestre 2013, a sostegno delle spese sostenute da imprese appartenenti all’editoria locale. L’impegno di spesa è di oltre 60 mila euro.


TURISMO, SPORT, COMMERCIO E TRASPORTI

Bilancio Office du Tourisme
E’ stato approvato il bilancio di previsione dell’Office régional du tourisme per l’esercizio finanziario 2014, così come l’assegnazione del fondo annuale che è di oltre 2 milioni 266 mila euro.

Saveurs du Val d'Aoste
E’ stato dato parere favorevole alla proroga, fino al 31 dicembre 2014, del periodo sperimentale per il rilascio della concessione di utilizzo del contrassegno di qualità Saveurs du Val d’Aoste

25 marzo 2011

Consiglio Regionale (25): I Temi Economici dell'Ultima Seduta

Il 23 marzo si è svolta la consueta seduta del Consiglio regionale. Come sempre ti propongo i temi trattati a maggiore rilevanza economica.


La Capogruppo del Partito Democratico, Carmela Fontana, ha presentato un'interpellanza sulle iniziative per il rilancio dello scalo aeroportuale "Corrado Gex" di Aosta.


Il Vicepresidente del Consiglio, Albert Chatrian (Alpe), ha voluto conoscere le iniziative per migliorare la programmazione delle opere da inserire nel Piano regionale operativo dei lavori pubblici.


Con 26 voti di astensione e 8 favorevoli (Alpe e PD), il Consiglio regionale ha respinto la proposta di legge recante disposizioni relative all'impiego di organismi geneticamente modificati (OGM) in agricoltura, presentata dal gruppo Alpe.


In chiusura di lavori, l'Assemblea ha discusso una risoluzione, depositata in Aula dai gruppi consiliari Alpe e Partito Democratico, in merito all'introduzione delle attività nucleari in Italia. Il testo è stato respinto con 8 voti a favore (Alpe e PD), 17 astensioni (UV e SA) e 6 voti contrari (PdL, FA e il Consigliere Francesco Salzone di SA).

2 marzo 2011

Coldiretti Chiede Decisione Condivisa al Consiglio Regionale contro gli OGM

Il Direttore della Coldiretti Valdostana Ezio Mossoni ha partecipato, nei giorni scorsi, all'audizione della terza Commissione Regionale «Assetto del Territorio» in merito al disegno di legge presentato dal gruppo «Alpe» relativo al divieto di coltivare OGM sul territorio della Regione.

Mossoni ha sottolineato come gli OGM siano in netta contrapposizione con le costanti politiche di valorizzazione della tipicità dell’agroalimentare Regionale, della tutela del territorio, della biodiversità e ha ribadito l’avversità agli OGM che – da sempre – contraddistingue la Coldiretti, sia a livello Nazione che in Valle d’Aosta. Ma il passaggio più importante la Coldiretti Valdostana la dedica ad una richiesta di decisione condivisa che coinvolga tutto il Consiglio Regionale.

«Da una parte si chiede il bando degli OGM - ricorda infatti Mossoni - dall’altra si stanno preparando le linee di coesistenza che, vista la situazione fondiaria e meteorologica della nostra regione, porterà al risultato di impossibilità di utilizzo di OGM in Valle. Sono due provvedimenti che, con percorsi diversi – sostanzialmente – porteranno allo stesso risultato. Non vale forse la pena di chiedere al Consiglio Regionale di non trasformare il problema in dibattito politico e di condividere un testo unitario che dichiari chiaramente la volontà di salvaguardare il territorio da colture modificate geneticamente?»

In proposito Mossoni mi ha mandato un contributo di Coldiretti dal titolo «Ogm: Coldiretti, il Biotech in Europa fa flop (- 3 % semine nel 2010)» che ti sottopongo.

Calano del 3 per cento i terreni seminati con organismi geneticamente modificati (ogm) in Europa nel 2010 a conferma della crescente diffidenza nei confronti di una tecnologia che gli agricoltori europei stanno abbandonando, anche nei Paesi dove è ammessa, poiché nel coltivare prodotti transgenici non c’è neanche convenienza economica. E’ quanto afferma la Coldiretti nel sottolineare che dall’analisi del rapporto annuale 2010 dell’«International Service for the Acquisition of Agri-biotech Applications» (ISAAA) emerge che la superficie ogm in Europa nel 2010 si è ridotta a 91.643 ettari dei quali 91.193 coltivati a mais bt e 450 con patata «amflora» da seme autorizzata nel corso dell’anno dall’Unione Europea. Su un totale di 27 paesi dell’Unione Europea - sottolinea la Coldiretti in una nota - solo in 8 sono stati coltivati prodotti Ogm ed in particolare in cinque paesi è stato seminato solo mais (Spagna dove si trova quasi l’80 per cento del terreno seminato con ogm in Europa, Romania, Slovacchia, Portogallo e Polonia), in due solo patata (Germania e Svezia) e in Repubblica Ceca sia il mais che la patata.

«Sembra irreversibile dunque - sottolinea la Coldiretti - il trend negativo che aveva già portato nel 2009 ad una riduzione delle semine biotech in Europa con 94.750 ettari coltivati in calo del 12 per cento rispetto all’anno precedente, per effetto della crescente diffidenza degli agricoltori nei confronti di una tecnologia considerata vecchia, insicura e svantaggiosa dal punto di vista economico. Il fatto che, anche dove è possibile la coltivazione, gli agricoltori riducano le semine è la concreta dimostrazione che  per gli ogm attualmente in commercio non c’è quella miracolosa convenienza economica che le multinazionali e i loro “tifosi” propagandano. Tutt’altro, a tredici anni dalla loro introduzione in Europa, le coltivazioni biotech sono in calo per il secondo anno consecutivo e rappresentano appena lo 0,05 per cento perché, di fatto, non sono riuscite a trovare un mercato, vista la persistente contrarietà dei consumatori ad acquistare prodotti geneticamente modificati. Una contrarietà giustificata dai crescenti dubbi sul piano sanitario e ambientale che dà valore alla scelta lungimirante fatta dall’Italia per un agricoltura libera da ogm grazie all’impegno di un vasto schieramento che comprende Coldiretti, movimenti ambientalisti, consumatori e istituzioni in rappresentanza della maggioranza dei cittadini e agricoltori italiani che sono contrari al biotech nei campi e nel piatto».

Sulla base dei risultati dell'ultima indagine annuale Coldiretti-Swg «Le opinioni di italiani e europei sull'alimentazione», il 73 per cento dei cittadini italiani che esprimono una opinione ritiene che i prodotti alimentari contenenti organismi geneticamente modificati siano meno salutari rispetto a quelli tradizionali.
La forte contrarietà espressa dai consumatori sui prodotti geneticamente modificati è rimasta sostanzialmente stabile negli ultimi quattro anni nei quali è stato condotta la tradizionale indagine della Coldiretti ed è la conferma che non si tratta di una valutazione emotiva. «Gli ogm spingono - sostiene la Coldiretti - verso un modello di sviluppo che è il grande alleato dell'omologazione e il grande nemico della tipicità, della distintività e del Made in Italy. Il modello produttivo cui è orientato l’impiego ogm è il grande nemico della tipicità e della biodiversità e il grande alleato dell’omologazione, che è il vero nemico dell’agroalimentare italiano e per questo siamo contrari. In Italia, per la conformazione morfologica dei nostri terreni e le dimensioni delle nostre aziende, non sarebbe possibile evitare le contaminazioni e sarebbe violata  la sacrosanta libertà della stragrande maggioranza degli agricoltori e cittadini di avere i propri territori liberi da ogm».

29 marzo 2010

OGM: per saperne di più (2)

Ezio Mossoni, direttore di Coldiretti, mi ha mandato una sintesi del «Dossier Ogm - marzo 2010» curato da Coldiretti che ho pubblicato sull'ultimo numero del Corriere della Valle. A distanza di qualche giorno propongo il suo testo anche on line in due puntate. La prima è stata messa in rete ieri. Buona lettura.

Impatti ambientali : ne sono stati valutati molteplici, dalla possibilità che le piante GM diventino infestanti o ai vari inquinamenti genetici tra piante della stessa specie e tra piante di specie diverse, oppure ancora lo sviluppo naturale “di contromisure” con maggiore resistenza o tolleranza degli infestanti. La modificazione genetica più diffusa è, infatti, quella della tolleranza agli erbicidi che permette alle grandi industrie che producono semi OGM di vendere anche l’erbicida chimico da somministrare, tanto che dal 1996 al 2003 (primo momento di grande diffusione OGM) il consumo totale di erbicidi è aumentato del 11,5 %.

Aspettative dei Consumatori : Vi è una diffusa diffidenza tanto che in UE nel 2003 il 52% dei consumatori che si dichiarava contrario agli OGM rappresenta oggi il 63%. ( fino al 73% in Italia) Alcuni studi confermano, per l’uomo, la possibilità dell’insorgenza di allergie, con effetti su intestino e fegato (da test su animali) e una possibilità di forte resistenza agli antibiotici.

La fame nel mondo : questa giustificazione è una autentica chimera : come detto gli agricoltori che utilizzano OGM sono circa 14 milioni, di questi oltre 12 milioni sono in Cina e in India, e in queste zone mentre i terreni OGM lavorati sono aumentati di circa il 7 per cento, gli affamati sono aumentati anch’essi ma del 9 per cento. Ma la verità vera – che spesso viene taciuta – è che gli OGM riguardano quasi esclusivamente le colture NOFOOD – quindi non destinate all’alimentazione umana, ma alla realizzazione di mangimi o nell’industria chimica - (con la patata Amflora si fanno collanti) e sono destinate all’esportazione, non migliorano le condizioni di vita e il reddito degli agricoltori, non creano sviluppo.

Come si riconoscono : la norma generale prevede che i prodotti OGM rechino l’indicazione – in etichetta – di tale presenza, ma è ammessa una presenza «accidentale» (quindi senza alcuna indicazione in etichetta) nei prodotti alimentari fino alla soglia dello 0,9% . Inoltre è bene sapere che, in UE, solo circa il 10% dei mangimi dei bovini da latte contiene OGM, e che meno del 5% degli allevamenti lo utilizza, e che il Consorzio Tutela Fontina DOP ha bandito tali mangimi, con autoregolamentazione, fin dal 2006.

Allora «Chi ci guadagna con gli OGM ?» : Nell’arco di 10 anni si è assistito ad una concentrazione delle imprese che registrano brevetti OGM, le prime cinque aziende produttrici sono passate dal 36.7% di brevetti al 80.5% e le loro prove in campo sono aumentate dal 31 al 47%, senza contare che, come logico, da piante GM non nasce nulla e si crea ogni anno, per le aziende agricole, la dipendenza da seme. Ma agli agricoltori la soia OGM viene pagata circa il 15% in meno rispetto a quella tradizionale, mentre negli USA il prezzo delle sementi è aumentato del 143% e una confezione di semi tradizionali costa la metà di quelli OGM. Quindi la convenienza maggiore deriva dal fatto che i costi di produzione vengono ripartiti su un numero crescente di ettari e non dalla produttività. Ma più ettari fanno più produzione e più eccedenze che fanno, inesorabilmente, un prezzo più basso pagato agli agricoltori che non si trasferisce, però, mai sul consumatore.

Concludendo mi permetto due considerazioni tra il serio e il faceto e che, spero, possano far sorridere e pensare un poco: primo, conosco molte persone favorevoli agli OGM ma vogliono sempre risolvere i problemi “degli altri”, coltiviamo OGM per il terzo mondo, aiutiamo i bisognosi……non sono però mai così convinti quando propongo loro il contrario….se gli OGM sono così buoni coltiviamoli per noi e mandiamo al terzo mondo i prodotti tradizionali………….l’altra considerazione è che vi sono numerosi luminari della scienza che sostengono che gli OGM siano assolutamente innocui e che saranno il futuro della agricoltura e della alimentazione . Affermazioni che mi danno grandi speranze, peccato però che la scienza sia letteralmente spaccata in due su questo tema e per ogni SI vi sia almeno un NO……. tutti i medici che conosco sono concordi nel dire che il fumo fa male……non così per gli OGM……in questa situazione li dareste a vostro figlio ? .

28 marzo 2010

OGM: per saperne di più (1)

Ezio Mossoni, direttore di Coldiretti, mi ha mandato una sintesi del «Dossier Ogm - marzo 2010» curato da Coldiretti che ho pubblicato sull'ultimo numero del Corriere della Valle. A distanza di qualche giorno propongo il suo testo anche on line in due puntate. Oggi e domani. Buona lettura.

La diffusione degli OGM (organismi geneticamente modificati) in agricoltura è tornata prepotentemente di attualità sui media alla notizia della recente autorizzazione Europea per la patata Amflora. Innanzi tutto vorrei sottolineare che il problema non riguarda “l’agricoltura” in quanto tale ma, fino a prova contraria con l’agricoltura si introduce – evidentemente – il concetto di alimentazione e il fatto diventa, chiaramente, di più ampio interesse.


Come sovente accade i cittadini consumatori – che sono poi quelli a cui si deve il maggior rispetto e la maggior trasparenza – sono poco informati sull’argomento. Dopo una prima sensazione di contrarietà agli OGM abbiamo visto che i maggiori quotidiani nazionali hanno dato spazio – giustamente – anche al pensiero opposto e molti titoli sono comparsi del tipo «Chi ha paura degli OGM». Credo che il cittadino attento possa immaginare che non è questo il filo rosso che deve guidare il ragionamento, ma nel mondo globalizzato, degli interessi enormi e delle gestioni dell’agroalimentare mondiale in mano a poche multinazionali, per tentare di capirne qualcosa di più, la domanda esatta da porsi è «Chi ci guadagna con gli OGM ?».

Cosa sono : sono organismi le cui caratteristiche genetiche sono state manipolate in laboratorio, il DNA viene modificato con intervento di geni esterni all’organismo, viene isolata una cellula animale o vegetale e inserita nel DNA del batterio “vettore” che trasferirà parte del proprio patrimonio genetico ad altre specie. La transgenesi, invece, permette di ottenere una specie vivente che non esiste e non esiterebbe mai in natura, anche con geni che possono essere inseriti in piante pur provenendo da animali. (emblematico il primo esperimento dei geni del salmone trapiantati nelle fragole per far meglio sopportare le basse temperature)

A cosa servono : in farmacologia e medicina, in agricoltura veterinaria e zootecnia, nella bioindustria (vitamine, aminoacidi, prodotti alimentari, bevande) e per lo smaltimento dei rifiuti, la depurazione delle acque contaminate e identificazione di alcune sostanze tossiche.

Ogm in agricoltura : l’applicazione delle biotecnologie consentono resistenza agli erbicidi, resistenza ai parassiti, resistenza ai disagi ambientali, migliori caratteristiche nutrizionali, maggiore conservabilità.

Le principali Colture: sono la soia, il cotone, la colza e il mais. Coinvolgono 14 milioni di agricoltori, 25 paesi e 134 milioni di ettari ma, in realtà, rappresentano solo circa il 9% della superficie agricola mondiale e lo 0,5% degli agricoltori. Mentre in Europa, ad oggi (vi sono 3 tipologie autorizzate, due tipi di Mais e la recente patata Amflora) malgrado le tre autorizzazioni l’unica effettivamente coltivata riguarda il Mais BTMON810. Mais che – comunque, è stato bloccato dalla Francia nel 2008, dalla Germania nel 2009, e anche Austria Ungheria, Grecia e Lussemburgo hanno fatto ricorso alla clausola di salvaguardia mentre la Svizzera dopo il referendum del 2005 ha prorogato per altri tre anni il programma di ricerca, il tutto per un totale di 97.749 ettari coltivati a OGM in Europa su 160 milioni di ettari di superficie agricola – meno dello 0,001 % ! - (continua)

4 marzo 2010

La Valle d'Aosta Fortunatamente è già OGM Free

Ospito una nota di Coldiretti sul problema degli Ogm. Nota che come consumatore non posso che condividere e sottoscrivere.

Con la pericolosa fine della moratoria in pieno contrasto con la volontà dei cittadini, la Commissione Europea ha annunciato la storica intenzione di presentare entro l’estate una proposta per far decidere liberamente ai singoli Stati membri se coltivare o meno Organismi Geneticamente Modificati (Ogm) sul proprio territorio, invertendo l’attuale quadro normativo. Questo darà finalmente la possibilità all’Italia e alle sedici regioni che si sono già dichiarate ogm free di vietare la coltivazione nei loro territori. «Stando cosi le cose - precisa Sergio Marini Presidente Nazionale Coldiretti – l’Europa autorizzi pure quello che vuole tanto in Italia continueremo a non coltivarli».

Sull’argomento il presidente della Coldiretti Valdostana Pino Balicco ricorda che «La nostra Regione non si è dichiarata OGM free – evitando il contrasto con le disposizioni Comunitarie - ma si è dotata, intelligentemente attraverso i canali istituzionali, di una legge regionale (29 del 2005) attraverso la quale si stabiliscono i criteri di coesistenza tra le colture tradizionali e le colture transgeniche. La legge, di fatto, stabilendo regole molto rigide, impedisce indirettamente le coltivazioni OGM in Valle d’Aosta».
In effetti stupirebbe il contrario in una Regione ove si è contato sempre sulle specificità e sulla particolarità del territorio, sull’identità e l’origine dei prodotti di nicchia, sulla qualità, sulla biodiversità.

«Contro gli OGM  - ricorda il direttore della Coldiretti Ezio Mossonisi sono schierati, con delibera Comunale già dal 2005 i Comuni di Chambave, Champdepraz, Donnas, Etroubles, Valsavarenche, Valtournenche e Verrès mentre risale al 2006 l’importante decisione assunta dal Consorzio di Tutela della Fontina DOP di adottare, in regime di autodisciplina, l’utilizzo esclusivo di mangimi per i quali non sia riportato in etichetta nessun alimento proveniente da coltivazioni geneticamente modificate»

Il modello produttivo cui è orientato l’impiego ogm è il grande nemico della tipicità e della biodiversità e il grande alleato dell’omologazione, che è il vero nemico dell’agroalimentare italiano e per questo siamo contrari. In Italia per la conformazione morfologica dei nostri terreni e le dimensioni delle nostre aziende, non sarebbe possibile evitare le contaminazioni e sarebbe violata la sacrosanta libertà della stragrande maggioranza degli agricoltori e cittadini di avere i propri territori liberi da ogm. La Coldiretti chiede invece, con decisione una etichettatura chiara che permetta di sapere se il cibo che mangiamo contiene, direttamente o indirettamente, organismi geneticamente modificati.

La Commissione Europea - sottolinea ancora Coldiretti – deve prendere atto della forte opposizione dei cittadini europei come dimostra il fatto che non è presente nessun prodotto geneticamente modificato in vendita sugli scaffali e difficilmente arriveranno le patatine ogm, nonostante siano ormai 35 gli organismi geneticamente modificati autorizzati in Europa (19 di mais, 6 di cotone, 3 di colza, 3 di soia, 1 di barbabietola, 1 di patata, 1 microrganismo), dopo il grave via libera comunitario alla coltivazione e commercializzazione della patata Amflora e per la commercializzazione ad altre tre varietà di mais geneticamente modificato.

Dopo il divieto posto anche in Germania nell’aprile 2009, si sono ridotti a soli sei, su ventisette, i Paesi Europei dove - sottolinea la Coldiretti - è possibile coltivare il mais BT geneticamente modificato, l’unico presente nel Vecchio Continente. Peraltro il drastico crollo del 12 per cento nei terreni seminati con organismi geneticamente modificati (ogm) in Europa nel 2009 conferma che - continua la Coldiretti - si è verificata una inversione di tendenza a conferma che fatto che nel coltivare prodotti transgenici non c’è neanche convenienza economica, anche nei Paesi dove è ammesso. Le sei nazioni che hanno coltivato mais BT in ordine di grandezza della superficie coltivata sono Spagna (80 per cento del totale), Repubblica Ceca, Portogallo, Romania, Polonia e Slovacchia. Cali si sono verificati in Spagna (- 4 per cento), in Repubblica Ceca, Romania e Slovacchia, la Polonia - precisa la Coldiretti - ha mantenuto la stessa superficie coltivata, mentre solo per il Portogallo è aumentata, sulla base del rapporto annuale 2009 dell’ «International Service for the Acquisition of Agri-biotech Applications» (ISAAA) emerge che la superficie ogm in Europa nel 2009 per la prima volta si è drasticamente ridotta da 107.719 ettari a 94.750 ettari.

La decisione dell’esecutivo comunitario sulla libertà di non seminare per i singoli Stati, dà valore - sostiene Coldiretti - alla scelta lungimirante fatta dall’Italia per una agricoltura libera da ogm grazie all’impegno di un vasto schieramento che comprende Coldiretti, movimenti ambientalisti, consumatori e istituzioni in rappresentanza della maggioranza dei cittadini e agricoltori italiani che sono contrari al biotech nei campi e nel piatto. Sulla base dei risultati dell'ultima indagine annuale Coldiretti-Swg «Le opinioni di italiani e europei sull'alimentazione», il 72 per cento dei cittadini italiani che esprimono una opinione ritiene che i prodotti alimentari contenenti organismi geneticamente Modificati siano meno salutari rispetto a quelli tradizionali.

Il fatto che, anche dove è possibile la coltivazione, gli agricoltori riducano le semine è la concreta dimostrazione che, per gli ogm attualmente in commercio, non c’è quella miracolosa convenienza economica che le multinazionali e i loro «tifosi» propagandano. Tutt’altro, a dodici anni dalla loro introduzione in Europa, le coltivazioni biotech sono già in calo e rappresentano molto meno dell’uno per cento del totale perché, di fatto, non sono riuscite a trovare un mercato, vista la persistente contrarietà dei consumatori ad acquistare prodotti geneticamente modificati. Una contrarietà giustificata - continua la Coldiretti - dai crescenti dubbi sul piano sanitario e ambientale che nel corso del 2009 hanno portato il governo tedesco a vietare il mais Mon 810 (che alcuni vorrebbero seminare in Italia) a seguito di nuove acquisizioni circa gli effetti negativi sull’apparato intestinale, sugli organismi del terreno e sulla dispersione del polline, con contaminazioni derivanti dalla impollinazione incrociata tra coltivazioni transgeniche e non.
 

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