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30 agosto 2013

Super promozione bis da #Billa: l'Ipad mini costa la metà!


Billa annuncia il ritorno della promozione “Facciamoa metà” che vede protagonista l’ultimo tablet di casa Apple, l’iPad Mini da 16 GB in configurazione wifi + cellular. Fino al 10 Settembre, tutti i clienti in possesso della carta fedeltà Billa potranno acquistare un iPad Mini e avere un rimborso pari al 50% del prezzo del prodotto in buoni acquisto, utilizzabili in tutti i punti vendita Billa. Far ripartire i consumi e riportare la clientela nei punti vendita ormai è diventato fondamentale e le iniziative anche eclatanti non mancano.

Il tablet, nella sua versione da 16 GB, sarà disponibile nei due punti vendita ad Aosta.

L’ iPad Mini sarà acquistabile al prezzo di 460 € e, insieme al prodotto, il cliente riceverà 230 € di buoni acquisto Billa: i coupon saranno otto in tagli da 25 € e uno da 30 € da utilizzare per la spesa familiare (sono esclusi dalla promozione giornali, riviste, ricariche telefoniche, pay tv, farmaci, spumanti e champagne, superalcolici e contributi economici per il ritiro dei regali delle collection). I buoni potranno essere utilizzati dal  12 Settembre 2013 al 12 Gennaio 2014 su una spesa minima di 50/60 €, in base al valore del buono utilizzato. 

12 aprile 2013

Grande Distribuzione: Anche in Valle d'#Aosta metà #tablet te lo paga #Billa | Superpromozioni per far ripartire i consumi

La potenza delle promozioni di questi ultimi giorni da parte delle grandi catene di iper e super mercati sono il segno di quanto ci sia bisogno di far ripartire i consumi (pensa alla pubblicità in televisione della Coop). 


In questa logica Billa ha annunciato proprio oggi con una nota il ritorno della promozione “Facciamo a metà” con il tablet più ambito del mercato, l’iPad di quarta generazione con display Retina in configurazione wifi e cellular. 

Fino al 23 aprile, tutti i clienti in possesso della carta fedeltà Billa potranno acquistare un iPad e avere un rimborso pari al 50% del prezzo del prodotto, in buoni acquisto utilizzabili in tutti i punti vendita Billa.

Il tablet nella sua versione da 16 Gb, sarà disponibile in 138 punti vendita Billa.  In Valle d’Aosta Billa è presente con 2 punti vendita ad Aosta.

Come funzione lo sconto? Mi raccomando leggi attentamente. L’ iPad sarà acquistabile al prezzo di 630 € e, insieme al prodotto, il cliente riceverà 315 € di buoni acquisto Billa: i coupon saranno in tutto 21 - suddivisi in tagli da 15 € l’uno - da utilizzare per la spesa familiare (sono esclusi dalla promozione giornali, riviste, ricariche telefoniche, pay tv, farmaci, spumanti e champagne, superalcolici e contributi economici per il ritiro dei regali delle collection). I buoni potranno essere utilizzati dal  25 aprile al 25 ottobre 2013 su una spesa minima di 30 €. 

11 febbraio 2011

Il Giornale non è la sua Carta, Parola di Luca De Biase

Siccome ho scoperto che un nutrito numero di fan (numerosi quasi come i lettori del Manzoni) attende un mio post notturno (del resto di giorno chi diavolo ce la fa tra Corriere e Radio Proposta, mica sono supermen!!!) sulla chiacchierata con Luca De Biase (di Paolo Conta mi occuperò in seguito) sul tema «Dalla carta all'eBook», per non scontentarli, ma allo stesso tempo per non fare le ore piccole, mi limiterò a due regali.

Il primo è un post (del 2006) tratto dal blog di De Biase dal titolo «Chi ha ucciso i giornali?!?». Non lo riporto integrale ma è già sufficiente per esprimere alcuni dei concetti centrali illustrati nel corso della chiacchierata.
Molto altro potete trovare sul suo blog che vi consiglio di visitare.

Il secondo regalo è soprattutto per chi non c'era. Si tratta del video che ho proposto in visione alla sala.
Il titolo è «Ecco perchè un iPad non potrà mai sostituire un giornale...».
Dimenticavo. Lo spazio commenti è a tua disposizione per dirmi le tue impressioni su questo secondo appuntamento..

Chi ha ucciso i giornali?!?

L'Economist riporta una previsione secondo la quale i giornali spariranno entro il 2043. Io avrò 87 anni allora e l'avrò sfangata. Ma che cosa vedrò tra ora e quell'anno? Un triste declino, una gioiosa rivoluzione, o una sordida trasformazione? (...) 



Mi sono fatto alcune ipotesi interpretative:

1. Il giornale non è la sua carta
2. Gli editori tradizionali sono il cuore del problema
3. Il rapporto con il pubblico attivo è strategico

In particolare:
1. Distinguere. La carta è un medium e non coincide col concetto di giornale. La carta ha la sua dinamica, i suoi costi e i suoi vantaggi. Finirà, forse, ma il giornale non finirà necessariamente con lei. Il giornale non è la sua carta: è la redazione, la testata, il rapporto che ha costruito con il suo pubblico, la sua visione, la sua interpretazione dei fatti, la sua competenza. E il giornale non è neppure il suo editore.
2. Gli editori tradizionali sono il problema centrale. Possono puntare ai profitti immediati e portare i giornali alla crisi del 2043, restringendo la loro strategia alla riduzione dei costi e alla difesa delle posizioni. Possono essere pessimi se non fanno che sfruttare le posizioni acquisite senza innovare. Ma possono anche funzionare se: guardano al rapporto di lungo termine con il pubblico, pensano in modo crossmediale, riorganizzano la raccolta pubblicitaria per i contenuti generalisti e sviluppano nuovi contenuti da vendere, investono sulla competenza delle redazioni, la credibilità delle testate, la relazione costruttiva con il pubblico, la libertà di interpretazione.
3. Lo sviluppo incontenibile del pubblico attivo è un'opportunità fondamentale. La strategia dei giornali, dei giornalisti, degli editori, si deve ridefinire in modo da tener conto che una relazione costruttiva con il pubblico attivo genera ricchezza e qualità. La distinzione dei ruoli non sarà messa in discussione da nessuno. Ma la collaborazione, la conversazione, l'apertura dei giornali, la consapevolezza delle qualità del pubblico attivo finirà per essere la chiave per far diventare gli anni che restano da qui al 2043 una simpatica rivoluzione. Il mondo dei blog è il primo laboratorio nel quale sviluppare questa innovazione.

Non sarà per tutti lo stesso. I giornalisti e i giornali avranno molto da imparare. Ma questo è l'unico motivo per cui è bello fare il giornalista: si lavora per imparare.


 

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