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14 febbraio 2018

Mercoledì delle Ceneri

Mercoledì delle Ceneri: Il Vescovo di Aosta, Mons. Franco Lovignana, oggi, alle 18, presiede l'eucarestia in Cattedrale con il rito dell'imposizione delle ceneri.

Sul Corriere della Valle l'occasione per riflettere e vivere questo periodo ne migliore dei modi.

Dal Messaggio per la Quaresima di Papa Francesco:

Cari fratelli e sorelle,ancora una volta ci viene incontro
la Pasqua del Signore! Per prepararci ad essa la Provvidenza di Dio ci offre ogni anno la Quaresima, «segno sacramentale della nostra conversione», che annuncia e realizza la possibilità di tornare al Signore con tutto il cuore e con tutta la vita. Anche quest’anno, con il presente messaggio, desidero aiutare tutta la Chiesa a vivere con gioia e verità in questo tempo di grazia; e lo faccio lasciandomi ispirare a un’espressione di Gesù nel Vangelo di Matteo: «Per il dilagare dell’iniquità l’amore di molti si raffredderà» (24,12).Questa frase si trova nel discorso che riguarda la fine dei tempi e che è ambientato a Gerusalemme, sul Monte degli Ulivi, proprio dove avrà inizio la passione 
del Signore. Rispondendo a una domanda dei discepoli, Gesù annuncia una grande tribolazione e
descrive la situazione in cui potrebbe trovarsi la comunità dei credenti: di fronte ad eventi dolorosi, alcuni falsi profeti inganneranno molti, tanto da minacciare di spegnere nei cuori la carità che è il centro di tutto il Vangelo. 

6 gennaio 2018

Festa dell'#Epifania


Celebriamo la festa dell'Epifania partecipando questo pomeriggio, alle 15, in Cattedrale, alla consacrazione nell'Ordo Virginum di Ivana Debernardi.

Qui puoi leggere la sua storia.

Anche sul Corriere della Valle in edicola puoi trovare una pagina interamente dedicata a lei.

Buona lettura.

2 novembre 2016

2 novembre: il ricordo dei #defunti


2 novembre 2014 - Angelus Papa Francesco

Il ricordo dei defunti, la cura dei sepolcri e i suffragi sono testimonianza di fiduciosa speranza, radicata nella certezza che la morte non è l’ultima parola sulla sorte umana, poiché l’uomo è destinato ad una vita senza limiti, che ha la sua radice e il suo compimento in Dio. A Dio rivolgiamo questa preghiera: «Dio di infinita misericordia, affidiamo alla tua immensa bontà quanti hanno lasciato questo mondo per l’eternità, dove tu attendi l'intera umanità, redenta dal sangue prezioso di Cristo, tuo Figlio, morto in riscatto per i nostri peccati. Non guardare, Signore, alle tante povertà, miserie e debolezze umane, quando ci presenteremo davanti al tuo tribunale, per essere giudicati per la felicità o la condanna. Volgi su di noi il tuo sguardo pietoso, che nasce dalla tenerezza del tuo cuore, e aiutaci a camminare sulla strada di una completa purificazione. Nessuno dei tuoi figli vada perduto nel fuoco eterno dell’inferno, dove non ci può essere più pentimento. Ti affidiamo Signore le anime dei nostri cari, delle persone che sono morte senza il conforto sacramentale, o non hanno avuto modo di pentirsi nemmeno al temine della loro vita. Nessun abbia da temere di incontrare Te, dopo il pellegrinaggio terreno, nella speranza di essere accolto nelle braccia della tua infinita misericordia. Sorella morte corporale ci trovi vigilanti nella preghiera e carichi di ogni bene fatto nel corso della nostra breve o lunga esistenza. Signore, niente ci allontani da Te su questa terra, ma tutto e tutti ci sostengano nell'ardente desiderio di riposare serenamente ed eternamente in Te. Amen» (P. Antonio Rungi, passionista, Preghiera dei defunti).

1 novembre 2016

Solennità di Tutti i Santi


19 novembre 2014 - Udienza generale di Papa Francesco

Cari fratelli e sorelle, buongiorno.
Un grande dono del Concilio Vaticano II è stato quello di aver recuperato una visione di Chiesa fondata sulla comunione, e di aver ricompreso anche il principio dell’autorità e della gerarchia in tale prospettiva. Questo ci ha aiutato a capire meglio che tutti i cristiani, in quanto battezzati, hanno uguale dignità davanti al Signore e sono accomunati dalla stessa vocazione, che è quella alla santità (cfr Cost. Lumen gentium, 39-42). Ora ci domandiamo: in che cosa consiste questa vocazione universale ad essere santi? E come possiamo realizzarla?

1. Innanzitutto dobbiamo avere ben presente che la santità non è qualcosa che ci procuriamo noi, che otteniamo noi con le nostre qualità e le nostre capacità. La santità è un dono, è il dono che ci fa il Signore Gesù, quando ci prende con sé e ci riveste di se stesso, ci rende come Lui. Nella Lettera agli Efesini, l’apostolo Paolo afferma che «Cristo ha amato la Chiesa e ha dato se stesso per lei, per renderla santa» (Ef 5,25-26). Ecco, davvero la santità è il volto più bello della Chiesa, il volto più bello: è riscoprirsi in comunione con Dio, nella pienezza della sua vita e del suo amore. Si capisce, allora, che la santità non è una prerogativa soltanto di alcuni: la santità è un dono che viene offerto a tutti, nessuno escluso, per cui costituisce il carattere distintivo di ogni cristiano.

2. Tutto questo ci fa comprendere che, per essere santi, non bisogna per forza essere vescovi, preti o religiosi: no, tutti siamo chiamati a diventare santi! Tante volte, poi, siamo tentati di pensare che la santità sia riservata soltanto a coloro che hanno la possibilità di staccarsi dalle faccende ordinarie, per dedicarsi esclusivamente alla preghiera. Ma non è così! Qualcuno pensa che la santità è chiudere gli occhi e fare la faccia da immaginetta. No! Non è questo la santità! La santità è qualcosa di più grande, di più profondo che ci dà Dio. Anzi, è proprio vivendo con amore e offrendo la propria testimonianza cristiana nelle occupazioni di ogni giorno che siamo chiamati a diventare santi. E ciascuno nelle condizioni e nello stato di vita in cui si trova. Ma tu sei consacrato, sei consacrata? Sii santo vivendo con gioia la tua donazione e il tuo ministero. Sei sposato? Sii santo amando e prendendoti cura di tuo marito o di tua moglie, come Cristo ha fatto con la Chiesa. Sei un battezzato non sposato? Sii santo compiendo con onestà e competenza il tuo lavoro e offrendo del tempo al servizio dei fratelli. “Ma, padre, io lavoro in una fabbrica; io lavoro come ragioniere, sempre con i numeri, ma lì non si può essere santo…” – “Sì, si può! Lì dove tu lavori tu puoi diventare santo. Dio ti dà la grazia di diventare santo. Dio si comunica a te”. Sempre in ogni posto si può diventare santo, cioè ci si può aprire a questa grazia che ci lavora dentro e ci porta alla santità. Sei genitore o nonno? Sii santo insegnando con passione ai figli o ai nipoti a conoscere e a seguire Gesù. E ci vuole tanta pazienza per questo, per essere un buon genitore, un buon nonno, una buona madre, una buona nonna, ci vuole tanta pazienza e in questa pazienza viene la santità: esercitando la pazienza. Sei catechista, educatore o volontario? Sii santo diventando segno visibile dell’amore di Dio e della sua presenza accanto a noi. Ecco: ogni stato di vita porta alla santità, sempre! A casa tua, sulla strada, al lavoro, in Chiesa, in quel momento e nel tuo stato di vita è stata aperta la strada verso la santità. Non scoraggiatevi di andare su questa strada. E’ proprio Dio che ci dà la grazia. Solo questo chiede il Signore: che noi siamo in comunione con Lui e al servizio dei fratelli.

3. A questo punto, ciascuno di noi può fare un po’ di esame di coscienza, adesso possiamo farlo, ognuno risponde a se stesso, dentro, in silenzio: come abbiamo risposto finora alla chiamata del Signore alla santità? Ho voglia di diventare un po’ migliore, di essere più cristiano, più cristiana? Questa è la strada della santità. Quando il Signore ci invita a diventare santi, non ci chiama a qualcosa di pesante, di triste… Tutt’altro! È l’invito a condividere la sua gioia, a vivere e a offrire con gioia ogni momento della nostra vita, facendolo diventare allo stesso tempo un dono d’amore per le persone che ci stanno accanto. Se comprendiamo questo, tutto cambia e acquista un significato nuovo, un significato bello, un significato a cominciare dalle piccole cose di ogni giorno. Un esempio. Una signora va al mercato a fare la spesa e trova una vicina e incominciano a parlare e poi vengono le chiacchiere e questa signora dice: “No, no, no io non sparlerò di nessuno.” Questo è un passo verso la santità, ti aiuta a diventare più santo. Poi, a casa tua, il figlio ti chiede di parlare un po’ delle sue cose fantasiose: “Oh, sono tanto stanco, ho lavorato tanto oggi…” – “Ma tu accomodati e ascolta tuo figlio, che ha bisogno!”. E tu ti accomodi, lo ascolti con pazienza: questo è un passo verso la santità. Poi finisce la giornata, siamo tutti stanchi, ma c’è la preghiera. Facciamo la preghiera: anche questo è un passo verso la santità. Poi arriva la domenica e andiamo a Messa, facciamo la comunione, a volte preceduta da una bella confessione che ci pulisca un po’. Questo è un passo verso la santità. Poi pensiamo alla Madonna, tanto buona, tanto bella, e prendiamo il rosario e la preghiamo. Questo è un passo verso la santità. Poi vado per strada, vedo un povero un bisognoso, mi fermo gli domando, gli do qualcosa: è un passo alla santità. Sono piccole cose, ma tanti piccoli passi verso la santità. Ogni passo verso la santità ci renderà delle persone migliori, libere dall’egoismo e dalla chiusura in se stesse, e aperte ai fratelli e alle loro necessità.
Cari amici, nella Prima Lettera di san Pietro ci viene rivolta questa esortazione: «Ciascuno viva secondo la grazia ricevuta, mettendola a servizio degli altri, come buoni amministratori di una multiforme grazia di Dio. Chi parla, lo faccia come con parole di Dio; chi esercita un ufficio, lo compia con l’energia ricevuta da Dio, perché in tutto venga glorificato Dio per mezzo di Gesù Cristo» (4,10-11). Ecco l’invito alla santità! Accogliamolo con gioia, e sosteniamoci gli uni gli altri, perché il cammino verso la santità non si percorre da soli, ognuno per conto proprio, ma si percorre insieme, in quell’unico corpo che è la Chiesa, amata e resa santa dal Signore Gesù Cristo. Andiamo avanti con coraggio, in questa strada della santità.

7 settembre 2016

Buon #SanGrato a tutti

Oggi alle 9,30 in Cattedrale il Vescovo di Aosta, Mons. Franco Lovignana, celebra solennemente San Grato, patrono della Diocesi e della Città.

Sul Corriere della Valle d'Aosta che arriverà nelle vostre case domani se siete abbonati o che troverete venerdì in edicola  la cronaca dell'evento e il testo integrale della lettera pastorale dal titolo «Il regno di Dio è come un uomo che getta il seme nella terra (Mc 4,26)». 

Nell'immagine la copertina degli orientamenti pastorali che prende spunto dalla parabola del seminatore.. 

Buona festa e buona lettura.

15 agosto 2016

Assunzione della Beata Vergine Maria

L’odierna pagina del Vangelo (Lc 1,39-56) ci presenta Maria che, subito dopo aver concepito Gesù per opera dello Spirito Santo, si reca dall’anziana parente Elisabetta, anch’essa miracolosamente in attesa di un figlio. In questo incontro pieno di Spirito Santo, Maria esprime la sua gioia con il cantico del Magnificat, perché ha preso piena coscienza del significato delle grandi cose che si stanno realizzando nella sua vita: per mezzo di lei giunge a compimento tutta l’attesa del suo popolo.
Ma il Vangelo ci mostra anche qual è il motivo più vero della grandezza di Maria e della sua beatitudine: il motivo è la fede. Infatti Elisabetta la saluta con queste parole: «Beata colei che ha creduto nell’adempimento di ciò che il Signore le ha detto» (Lc 1,45). La fede è il cuore di tutta la storia di Maria; lei è la credente, la grande credente; lei sa – e lo dice – che nella storia pesa la violenza dei prepotenti, l’orgoglio dei ricchi, la tracotanza dei superbi. Tuttavia, Maria crede e proclama che Dio non lascia soli i suoi figli, umili e poveri, ma li soccorre con misericordia, con premura, rovesciando i potenti dai loro troni, disperdendo gli orgogliosi nelle trame del loro cuore. Questa è la fede della nostra Madre, questa è la fede di Maria! 

Papa Francesco - Angelus 15 agosto 2015

8 dicembre 2015

Buon #Giubileo a tutti - Che sia davvero per tutti un anno di #Misericordia

Ha scritto Papa Francesco nel testo della Bolla di indizione dell'Anno Santo straordinario

Ho scelto la data dell’8 dicembre perché è carica di significato per la storia recente della Chiesa. Aprirò infatti la Porta Santa nel cinquantesimo anniversario della conclusione del Concilio Ecumenico Vaticano II. La Chiesa sente il bisogno di mantenere vivo quell’evento. Per lei iniziava un nuovo percorso della sua storia. I Padri radunati nel Concilio avevano percepito forte, come un vero soffio dello Spirito, l’esigenza di parlare di Dio agli uomini del loro tempo in un modo più comprensibile. Abbattute le muraglie che per troppo tempo avevano rinchiuso la Chiesa in una cittadella privilegiata, era giunto il tempo di annunciare il Vangelo in modo nuovo. Una nuova tappa dell’evangelizzazione di sempre. Un nuovo impegno per tutti i cristiani per testimoniare con più entusiasmo e convinzione la loro fede. La Chiesa sentiva la responsabilità di essere nel mondo il segno vivo dell’amore del Padre. Tornano alla mente le parole cariche di significato che san Giovanni XXIII pronunciò all’apertura del Concilio per indicare il sentiero da seguire: «Ora la Sposa di Cristo preferisce usare la medicina della misericordia invece di imbracciare le armi del rigore … La Chiesa Cattolica, mentre con questo Concilio Ecumenico innalza la fiaccola della verità cattolica, vuole mostrarsi madre amorevolissima di tutti, benigna, paziente, mossa da misericordia e da bontà verso i figli da lei separati». Sullo stesso orizzonte, si poneva anche il beato Paolo VI, che si esprimeva così a conclusione del Concilio: «Vogliamo piuttosto notare come la religione del nostro Concilio sia stata principalmente la carità … L’antica storia del Samaritano è stata il paradigma della spiritualità del Concilio … Una corrente di affetto e di ammirazione si è riversata dal Concilio sul mondo umano moderno. Riprovati gli errori, sì; perché ciò esige la carità, non meno che la verità; ma per le persone solo richiamo, rispetto ed amore. Invece di deprimenti diagnosi, incoraggianti rimedi; invece di funesti presagi, messaggi di fiducia sono partiti dal Concilio verso il mondo contemporaneo: i suoi valori sono stati non solo rispettati, ma onorati, i suoi sforzi sostenuti, le sue aspirazioni purificate e benedette … Un’altra cosa dovremo rilevare: tutta questa ricchezza dottrinale è rivolta in un’unica direzione: servire l’uomo. L’uomo, diciamo, in ogni sua condizione, in ogni sua infermità, in ogni sua necessità» 

5 aprile 2015

Buona Pasqua!



Cari visitatori eccovi i miei auguri di Buona Pasqua. Come sempre li accompagno con una mia riflessione. Sono parole di Paolo VI, Messaggio Urbi et Orbi, Domenica di Pasqua, 6 aprile 1969. Vi invito anche a leggere il messaggio del Vescovo di Aosta, Mons. Franco Lovignana che abbiamo pubblicato sul Corriere attualmente in edicola.


IL CRISTIANESIMO NON È FACILE, MA È FELICE

Eppure, Fratelli e Figli carissimi, e voi uomini pensosi a cui giunge questa Nostra voce pasquale! Il Nostro è un messaggio vero ed è un messaggio di gioia. Il cristianesimo, lo ripetiamo, non è facile, ma è felice.
 
È felice, non già per le forme esteriori e temporali di cui si riveste la felicità umana, oggi straziata dalle contestazioni che sorgono dal suo stesso cuore, e che ne svelano l’insufficienza, l’insussistenza, l’ingiustizia e la caducità; ma per ragioni invincibili su cui è fondato; ragioni dell’infinita felicità di Dio, che si irradia in amore sul panorama umano e vi semina le sue scintille, segni e richiami ad una superiore pienezza, e che batte alle soglie del cuore umano (cfr. Ap. 3, 20) per un’ineffabile comunione soprannaturale; ragioni di tutta l’economia della. salvezza, che ci è appunto offerta per la liberazione dalle nostre più gravi e per sé inguaribili miserie interiori, i nostri falli; e che ci è comunicata per dare risoluzione positiva a tutte le cose (Rom. 8, 28), anche le più negative, il dolore, la povertà, la fatica, la delusione, la morte.
 
Non sia vano ricordare, anche in questo momento, che la economia della salvezza, polarizzata verso la città dello spirito oggi, del cielo domani, non paralizza l’economia temporale, che costruisce la città terrena, dove l’uomo viva da uomo, nella vera libertà, nella giustizia sociale, nella ricerca del sapere, nell’operosità del lavoro, nell’equa distribuzione del pane e del benessere, nell’amore onesto ed amico, nell’ordine sempre nuovo e nella pace; in una parola: in quella gioia di vivere, che Cristo stesso ha annunciato, quale sovrabbondante risultato a chi cerca per primo il regno di Dio (cfr. Encicl. Immortale Dei di Leone XIII; e Costit. Gaudium et spes del Concilio Vaticano II).
 
Ragioni vere, dunque, Fratelli, alle quali oggi dobbiamo testimonianza. Vi ripeteremo con l’Apostolo: «Siate lieti sempre nel Signore; lo ripeto, siate lieti» (Phil. 4, 4). Non più, diremmo, per il nativo bisogno di felicità; non più soltanto per il diritto, che la civiltà progredendo vuole assicurare ad ogni essere umano; ma per dovere altresì, per la gloria di Dio; ed oggi per la celebrazione di questo indescrivibile avvenimento, che tutti ci riguarda e ci avvolge, che è la risurrezione di Cristo.
 
INNO ALLA VITA CHE NON MUORE E RISORGE
 
Siate lieti, siate felici di questa fede, di questa fortuna! Di questo inno pasquale alla vita! alla vita che non muore e risorge! alla vita, che anche nella sfera temporale, è illuminata da speranza nuova, capace, come dicevamo, di farle osare le più ardue imprese e di risolvere i più intricati problemi.
Buona Pasqua perciò a voi tutti, membri di questa Chiesa, che dalla fede trae le sue ragioni di vivere e di spiritualmente godere.
 
Buona Pasqua «ecumenica» a tutti i Fratelli cristiani. A tutti i Popoli!
 
Buona Pasqua specialmente a voi, giovani, che avete tanto bisogno di fiducia e di felicità, e che fra tutti siete i migliori candidati a capire, a far vostra la Pasqua, cioè la vita, la pienezza di Cristo.
 
Buona Pasqua a voi, genitori, che alla vita immortale offrite i frutti del vostro puro amore.
 
Buona Pasqua a voi, sofferenti e poveri tutti, ai quali la beatitudine di Cristo è per primi dovuta e ai quali chiunque ha cuore umano e cristiano deve il dono del suo servizio e del suo amore.
 
Buona Pasqua a voi, gente del lavoro, fratelli di Cristo, ch’Egli a Sé chiama per la sua autentica consolazione (cfr. Matth. 11, 28); buona Pasqua a voi, uomini politici, a cui la speranza vittoriosa di questa giornata deve infondere sapienza, coraggio e fiducia a far vivere e rivivere la pace nel mondo.
 
Buona Pasqua a tutti, nel segno sicuro della beatitudine derivante dalla risurrezione benedetta di Cristo! Alleluia!

3 aprile 2015

Venerdì Santo: Pausa di riflessione



Per chi crede l'invito è alla preghiera e al silenzio. Un aiuto può venirci dal messaggio del Vescovo di Aosta ai fedeli della Diocesi (già pubblicato sul Corriere della Valle di questa settimana).

E per chi non crede penso che il ritagliarsi un intimo momento personale di riflessione sia comunque importante e utile.

8 dicembre 2014

8 Dicembre: Solennità dell'#Immacolata Concezione


Propongo ai visitatori di ImpresaVda un brano che mi è stato segnalato dalle monache del Regina Pacis di Saint-Oyen nei loro spunti di riflessione settimanali. 

Maria Immacolata portatrice di gioia
«Maria Immacolata ci parla della gioia, quella gioia autentica che si diffonde nel cuore liberato dal peccato. Il peccato porta con sé una tristezza negativa, che induce a chiudersi in se stessi. La Grazia porta la vera gioia, che non dipende dal possesso delle cose ma è radicata nell’intimo, nel profondo della persona, e che nulla e nessuno possono togliere.

Il Cristianesimo è essenzialmente un “evangelo”, una “lieta notizia”, mentre alcuni pensano che sia un ostacolo alla gioia, perché vedono in esso un insieme di divieti e di regole. In realtà, il Cristianesimo è l’annuncio della vittoria della Grazia sul peccato, della vita sulla morte. E se comporta delle rinunce e una disciplina della mente, del cuore e del comportamento è proprio perché nell’uomo c’è la radice velenosa dell’egoismo, che fa male a se stessi e agli altri. Bisogna dunque imparare a dire no alla voce dell’egoismo e a dire sì a quella dell’amore autentico.
La gioia di Maria è piena, perché nel suo cuore non c’è ombra di peccato. Questa gioia coincide con la presenza di Gesù nella sua vita: Gesù concepito e portato in grembo, poi bambino affidato alle sue cure materne, quindi adolescente e giovane e uomo maturo; Gesù visto partire da casa, seguito a distanza con fede fino alla Croce e alla Risurrezione: Gesù è la gioia di Maria ed è la gioia della Chiesa, di tutti noi.


In questo tempo di Avvento, Maria Immacolata ci insegni ad ascoltare la voce di Dio che parla nel silenzio; ad accogliere la sua Grazia, che ci libera dal peccato e da ogni egoismo; per gustare così la vera gioia» (Benedetto XVI, Discorsi – 8.12.2012).

20 aprile 2014

Buona Pasqua!

«Surrexit Christus, alleluia! 
Il saluto dice radioso programma: non morte, ma vita; 
non divisioni, ma pace; 
non egoismi, ma carità; 
non menzogna, ma verità; 
non quel che deprime, 
ma il trionfo della luce, della purezza, del mutuo rispetto. 
E poiché ciò costituisce la salvezza, 
il servizio, l'onore del cristiano, questa sia la vostra testimonianza, 
ora e sempre, diletti figli!»

(Giovanni XXIII Pasqua 1963)


Buona Pasqua

5 marzo 2014

Mercoledì delle #Ceneri

Il Vescovo di Aosta, oggi, alle 18,30 presiede l'eucarestia in Cattedrale con il rito dell'imposizione delle ceneri. Per l'inizio della Quaresima ti propongo la lettera che Mons. Franco Lovignana ha scritto alla comunità diocesana e che ho pubblicato la settimana scorsa sul Corriere della Valle. Buona lettura e Buona Quaresima.
Carissimi,

entriamo nel tempo santo della Quaresima accompagnati dalle parole del profeta Gioele che ascoltiamo il Mercoledì delle Ceneri, appuntamento al quale vi chiedo di non mancare anche facendo qualche sacrificio, magari dovendo spostarvi ad un'altra Chiesa.

Così dice il Signore: «Ritornate a me con tutto il cuore, con digiuni, con pianti e lamenti. Laceratevi il cuore e non le vesti, ritornate al Signore, vostro Dio, perché egli è misericordioso e pietoso, lento all'ira, di grande amore (Gl 2, 12-13).

Ritornate al Signore: ecco il vero ed unico scopo della Quaresima. Tutti - siamo sinceri - ci allontaniamo da Lui, perché tutti abbiamo peccato (cfr Rm 3, 23). Nessuno deve avere paura perché il Signore è misericordioso, di grande amore.

Riscopriamo la presenza di Dio, facciamogli spazio dentro di noi: ci guarisce dalle ferite della vita, provocate dai nostri peccati, ma anche dalle situazioni che abbiamo patito da innocenti, ferite sempre inferte dal male che agisce in noi e attorno a noi e genera sofferenza. Ritorniamo al Signore: egli è misericordioso e pietoso, lento all'ira, di grande amore. Da parte nostra, accogliendo la sua misericordia, pentiamoci sinceramente e correggiamo le storture che ci compromettono con il male e che ci appesantiscono, ci rendono tristi e rendono più faticose le relazioni con gli altri, in famiglia, in società e nella comunità ecclesiale.

Questo percorso di riscoperta dell'amore misericordioso di Dio e di conversione passa attraverso la preghiera, il digiuno e l'elemosina. Sono realtà grandi alle quali dobbiamo dare un volto concreto. Per questo suggerisco a me stesso e a voi tutti - se lo volete - un cammino pratico:

1) Per imparare a pregare di più, proponiamoci di coltivare la memoria della presenza di Dio nella nostra vita dedicando tre brevi momenti alla recita dell'Angelus, al mattino, a mezzogiorno e alla sera. È un modo semplice per qualche minuto di raccoglimento, faccia a faccia con il Signore, e per meditare la sua Parola che si fa Carne e diventa vita nostra.

2) Per fare spazio a Dio e ai fratelli dentro di noi, proponiamoci seriamente il digiuno non solo il Mercoledì delle Ceneri e il Venerdì Santo, ma ogni venerdì di Quaresima. Sentire un po' i morsi della fame (che tormentano tante persone nel mondo e anche vicino a noi) ci può aiutare a vincere le durezze del cuore e ad aprire gli occhi sulle sofferenze e i bisogni altrui. Destiniamo alla Quaresima di fraternità quanto togliamo alla nostra mensa.

3) Per imparare a condividere, mettiamo in programma un gesto di carità personale o familiare che nasca da una vera rinuncia e che aiuti effettivamente una persona o una famiglia nel bisogno. Papa Francesco ci suggerisce di guardare a Gesù che da ricco che era, si è fatto povero per voi, perché voi diventaste ricchi per mezzo della sua povertà (2 Cor 8, 9). Accogliamo il dono di grazia e di amore di Gesù ed imitiamolo spogliandoci per venire incontro «a quanti vivono nella miseria materiale, morale e spirituale ... La Quaresima è un tempo adatto per la spogliazione; e ci farà bene domandarci di quali cose possiamo privarci al fine di aiutare e arricchire altri con la nostra povertà. Non dimentichiamo che la vera povertà duole: non sarebbe valida una spogliazione senza questa dimensione penitenziale. Diffido dell'elemosina che non costa e che non duole» (Papa Francesco, Messaggio per la Quaresima 2014).

8 dicembre 2013

8 Dicembre: Solennità dell'#Immacolata Concezione

Le monache benedettine del Monastero «Regina Pacis» di Saint-Oyen inviano tutte le settimane via mail un foglio con alcuni spunti di riflessione.

Ecco che cosa propongono per la Festa dell'Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria. 

Buona lettura e buona festa.

Maria, donna dell’Avvento

«L’Immacolata deve diventare la festa della nostra speranza. La speranza non è un vago ottimismo, ma la certezza che a tutti è offerta la possibilità di essere diversi, di essere fedeli al progetto di Dio, non nell’illusione e nel sogno, ma nella concretezza della nostra vita. In questa fedeltà nel quotidiano si rivela la grandezza di Maria. Maria non è una creatura idealizzata, irreale, lontana, da ammirare. È una donna vera, semplice, che incarna i grandi valori della nostra umanità» (P. Piero Buschini).

La gioia della santità – «Maria Immacolata ci parla della gioia, quella gioia autentica che si diffonde nel cuore liberato dal peccato. Il peccato porta con sé una tristezza negativa, che induce a chiudersi in se stessi. La Grazia porta la vera gioia, che non dipende dal possesso delle cose ma è radicata nell’intimo, nel profondo della persona, e che nulla e nessuno possono togliere. Il Cristianesimo è essenzialmente un “evangelo”, una “lieta notizia”, mentre alcuni pensano che sia un ostacolo alla gioia, perché vedono in esso un insieme di divieti e di regole. In realtà, il Cristianesimo è l’annuncio della vittoria della Grazia sul peccato, della vita sulla morte. E se comporta delle rinunce e una disciplina della mente, del cuore e del comportamento è proprio perché nell’uomo c’è la radice velenosa dell’egoismo, che fa male a se stessi e agli altri. Bisogna dunque imparare a dire no alla voce dell’egoismo e a dire sì a quella dell’amore autentico. La gioia di Maria è piena, perché nel suo cuore non c’è ombra di peccato. Questa gioia coincide con la presenza di Gesù nella sua vita… Gesù è la gioia di Maria ed è la gioia della Chiesa di tutti noi. In questo tempo di Avvento, Maria Immacolata ci insegni ad ascoltare la voce di Dio che parla nel silenzio; ad accogliere la sua Grazia, che ci libera dal peccato e da ogni egoismo; per gustare così la vera gioia» (Benedetto XVI, Discorso in Piazza di Spagna – 8.12.2012).

La nostra vocazione – «La Vergine Maria è immacolata per poter concepire e dare alla luce Gesù Cristo, cioè per permettere a Dio di farsi presente all’uomo peccatore facendosi uomo. La Vergine Maria è immacolata affinché il suo “sì” possa permettere a ciascuno di noi di ritrovare la propria vocazione originaria, quella di essere “glorificatori di Dio”, santi e immacolati al cospetto di Dio nella carità. Essere santi e immacolati, però, non è una condizione per accedere alla presenza di Dio: ne è la conseguenza. Noi diventiamo santi e immacolati, cioè diventiamo pienamente noi stessi, stando al cospetto di Dio, accogliendo e riconoscendo la presenza del Signore nella nostra vita. È la presenza di Dio che santifica l’uomo, non la santità dell’uomo che rende presente Dio. L’alba non produce il sole: è il primo segno che il sole sta sorgendo. Ma che cosa significa tutto questo per noi? Forse la cosa più importante è quella di capire che la presenza di Dio è più grande dei nostri peccati, più grande delle nostre resistenze all’amore. Un peccatore non si purifica prima di trovarsi di fronte a Cristo, ma è purificato dalla presenza di Cristo, perché la presenza di Gesù è la misericordia di Dio» (P. Mauro Giuseppe Lepori, La vita si è manifestata).

«Signore tu sei in mezzo a noi,
ma non ancora completamente in noi, non ancora fatto nostra vita.
Per questo siamo sempre in attesa e il nostro tempo è ancora tempo di avvento.
Ti preghiamo: fa’ che la pienezza di vita che risplende nell’esistenza di Maria
aiuti tutti noi a pregare sempre con le sue parole:
“Ecco, sono la serva del Signore, si compia in me la sua parola”.
La tua grazia, Signore, guarisca anche in noi le ferite del peccato da cui hai liberato la Vergine Maria,
 perché, liberati dalla soggezione al nostro istinto egoista,

possiamo essere anche noi protagonisti della storia nuova a cui chiami tutti gli uomini» (Piero Buschini).

31 marzo 2013

Buona Pasqua!

Che sia davvero per tutti una Pasqua di Risurrezione!

29 marzo 2013

Venerdì Santo: Giornata di riflessione e preghiera

Venerdì Santo: oggi il blog si prende una pausa per una giornata da dedicare alla preghiera e alla riflessione.

Ti invito a leggere il messaggio alla Diocesi del Vescovo di Aosta, Mons. Franco Lovignana in occasione della Santa Pasqua.

Il messaggio è già stato pubblicato sul Corriere della Valle in edicola questa settimana.

31 maggio 2012

I primi 30 anni dell'Ucsi Valle d'Aosta

Una delle foto della mostra
Consentimi un post che esula dall'argomento del blog ma mi riguarda direttamente.

A partire dal 1° giugno (cioè domani), alle 17, fino al 14 giugno presso il Chiostro della Cattedrale (tutti i pomeriggi dalle 15 alle 18), in qualità di Presidente della sezione valdostana dell'Unione cattolica Stampa Italiana, per festeggiare i 30 anni dell'associazione a livello regionale,  ho organizzato con il mio direttivo una mostra fotografica di Mario Rebeschini dal titolo “Io Credo. Alla scoperta della fede e delle nuove chiese arrivate con gli stranieri”.

Inoltre il 1°, l8, il 15 e il 22 giugno, alle 18, presso il seminario maggiore sarà possibile assistere ad una serie di conferenze il cui obiettivo consiste nel riflettere sull’informazione diocesana nelle sue varie sfaccettature – on-line, nazionale, radiofonica e cartacea – oltre che nel conoscere meglio la situazione valdostana dell’informazione e interrogarsi su come i media comunicano la vita della comunità diocesana.

L'iniziativa ha il patrocinio dell'Ufficio diocesano della Cultura e delle Comunicazioni sociali e della Presidenza del Consiglio regionale. Qui puoi trovare qualche informazione in più. 

Ovviamente sei invitato a tutti questi eventi.

1 maggio 2012

Buon 1° maggio!

Il Card. Carlo Maria Martini
Per festeggiare il 1° Maggio ho trovato sul sito del Corriere della Sera uno stralcio di frase del Card. Carlo Maria Martini sul lavoro. E' una frase pronunciata nell'aprile 2010 in vista delle celebrazioni della Settimana Santa e della Pasqua. Te la propongo.

«Allora l’uomo esce al suo lavoro, per la sua fatica fino a sera». In questo modo nel Salmo 104 è espressa la principale occupazione dell’uomo, la sua «quotidianità». Ad essa è legata una promessa: «Vivrai del lavoro delle tue mani, sarai felice e godrai di ogni bene» (Salmo 128).

L’uomo ha bisogno di lavorare, di sentirsi in qualche modo utile.
Vi sono oggi molte discussioni a proposito del lavoro, della sua libertà, della sua sicurezza ecc. Non entriamo qui in tali questioni, ma vorremmo vedere nel mondo leggi che assicurino un lavoro per tutti. L’uomo che non lavora muore di noia e di vergogna. Ma insieme col lavoro l’uomo ha anche bisogno di una certezza globale, di un qualche cosa che gli assicuri la speranza, la giustezza di un progetto di vita. Per questo vorremmo che fosse garantita quell’alternanza tra lavoro e riposo, che la Bibbia ci presenta nelle sue fondamenta e nella sua importanza.
Ci vogliono per ogni uomo o donna, alternati al periodo del lavoro, tempi di riposo e anche di silenzio, per custodire e far operare quanto di più profondo c’è in noi.

8 aprile 2012

Pasqua di Risurrezione



Metto le mani  avanti. La frase che ti propongo qui sotto non è farina del mio sacco, ma è utilizzata da Fratel  MichaelDavide Semeraro per i suoi auguri di Buona Pasqua via mail. Io però l'ho trovata così bella che non ho resistito alla tentazione di utilizzarla anche per i miei auguri. 

Faccio perciò parziale ammenda di questo piccolo furto creativo segnalandoti e consigliandoti l'acquisto del libro  di Padre Semeraro (di cui questa settimana abbiamo anche scritto sul Corriere) dal titolo "E' la Pasqua del Signore". E' un lavoro che merita attenzione.

Ed ora i miei auguri.

“Gioite, fratelli, lo ripeto, gioite.
 Perché la gioia dei cristiani
non è un sentimentalismo fugace,
è una partecipazione esperienziale
alla vita del Cristo risorto.”
 (da un testo dell’Archimandrita Emiliano di Simonos Petra)


Buona Pasqua

Fabrizio Favre

9 novembre 2011

Fra Gioia e Gratitudine

Mons. Giuseppe Anfossi e Mons. Franco Lovignana
La notizia ormai è nota. Da oggi Mons. Franco Lovignana è il nuovo Vescovo di Aosta. Per la cronaca e alcune considerazioni più diffuse vi rimando al Corriere di domani (per chi è abbonato) e di venerdì per chi lo acquisterà in edicola. In particolare vi segnalo un'intervista particolarmente approfondita al nuovo Vescovo che già può aprire un piccolo squarcio su quello che sarà il suo episcopato.
Qui mi limito ad un breve pensiero: da un lato la gioia per il nuovo pastore che si mette alla guida del Popolo di Dio e dall'altro la gratitudine anche un po' commossa per Mons. Giuseppe Anfossi per il quale ho ricoperto umilmente ma con passione il ruolo di direttore responsabile del Corriere della Valle per tanti anni e della radio diocesana più recentemente.

15 agosto 2011

Assunzione della Beata Vergine Maria

L'Assunta è primizia della Chiesa celeste e segno di consolazione e di sicura speranza per la chiesa pellegrina. La «dormitio Virginis» e l'Assunzione, in Oriente e in Occidente, sono fra le più antiche feste mariane. Buona festa a tutti...
 

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