Visualizzazione post con etichetta Charrey Vivien. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Charrey Vivien. Mostra tutti i post

15 marzo 2018

Vivien Charrey: la mia start up dal mercato mondiale


L’ospite di questa settimana è Vivien Charrey, che gestisce una società di consulenza imprenditoriale.

Questa settimana di cosa ti sei occupato?
Io mi occupo di consulenza manageriale, imprenditoriale. Seguo delle aziende, degli imprenditori nello sviluppo della loro impresa, della loro organizzazione. Questa settimana in particolare mi sono occupato di avviare la filiale americana di un cliente che si occupa di produrre packaging per l’industria cosmetica. Abbiamo aperto con degli uffici a Los Angeles. Molto interessante. Mercato particolare. Molto diverso da quello europeo, italiano però con delle prospettive interessanti per le aziende made in Italy. 

So che fai parte di una nuova esperienza imprenditoriale. Di cosa si tratta?
Circa un anno e mezzo fa ho raggiunto un gruppo di ragazzi che hanno avviato una start up con sede a Londra però i componenti sono dislocati in giro per l’Europa. E questa start up sta creando un applicativo, un software per gestire le performance aziendali nella grandi aziende, nelle multinazionali.

Entriamo più nel dettaglio: concretamente come un’azienda può usare questa app?
Questo software viene installato all’interno dei sistemi e coinvolge tutti i processi aziendali a 360 gradi. L’idea è nata dal fatto che ci siamo resi conto che nelle grandi aziende ci sono una moltitudine di informazioni che vengono gestite in maniera disorganica. Questo software consente di convogliare in un unico strumento le informazioni rilevanti per poter gestire al meglio l’organizzazione aziendale. Penso agli indicatori, ai kpi di processo, alla valutazione degli skill delle varie persone.

In pratica compatta quelle informazioni che normalmente tu raccogli quando devi occuparti di un’azienda…
Esattamente. L’idea era di creare una sorta di consulente virtuale che non lavorasse su strumenti quali excel e powerpoint ma avesse uno strumento per poter governare tutti questi aspetti che confluiscono nel metodo della gestione delle performance aziendali.

Esistono altri applicativi di questo tipo?
No. Esistono dei software specifici settoriali, ma nessuno mette insieme tutto, sempre con un ottica e una filosofia legata al lean six sigma di cui quotidianamente mi occupo, cioè miglioramento dei processi, miglioramento continuo, riduzione degli sprechi, cioè metodologie di origine americana e giapponese.
Potenzialmente un mercato mondiale…
Assolutamente. Per adesso stiamo spingendo nel promuoverlo all’estero con contatti con imprese a Dubai, in Germania, negli Stati Uniti, in Brasile. Siamo ancora in una fase di lancio del prodotto, ma stiamo incontrando veramente un notevole interessamento da parte di clienti internazionali.

Ha un nome?
Sì. Si chiama Presto. Il fondatore dell’azienda è un americano con origini italiane e perciò è un acronimo che però richiama una parola italiana.

Un tuo sguardo sulle imprese valdostane: c’è la ripresa?
Devo dire che per la mia esperienza - ho conosciuto e seguo in Valle delel aziende molto interessanti – forse l’aspetto più critico del contesto imprenditoriale valdostano è la dimensione delle imprese. Perché oggi per essere competitivi, andare all’estero, fare economie di scala ed assorbire la quota di costi fissi e riuscire ad avere marginalità interessanti deve avere una massa critica sufficiente. Questo in Valle si fatica a riscontrare nelle imprese.

 Un consiglio (gratuito) da dare a un imprenditore in ascolto?
Ho conosciuto imprenditori con delle idee veramente interessanti, ma la vera differenza oggi si gioca sull’implementazione, cioè su come trasformi un’idea in realtà e quindi quello che cerco di spiegare è che l’idea va concretizzata. La concorrenza la batti su quanto sei bravo e veloce ad implementare i progetti. Questo richiede competenze manageriali, di project management che non tutti hanno necesariamente.

Recentemente sei anche entrato nel CDA di Finaosta?
E’ un’esperienza interessante. Ormai è quasi un anno che ne faccio parte. E’ un’esperienza molto intensa e formativa perché è un’impresa a capitale pubblico con dei vincoli che le altre imprese non hanno, quindi la complessità è maggiore dal punto di vista della gestione. E’ un piccolo gioiellino in quanto è una macchina che lavora in maniera efficace ed efficiente sul territorio ed ha questa mission aziendale molto interessante come lo stimolare il contesto economico valdostano.

Anche un forte senso di responsabilità…
Se posso fare una battuta la prima cosa che ho fatto una volta nominato nel Cda è stata l’assicurazione per eventuali danni erariali. Sono imprese sottoposte al controllo della Corte dei Conti e quindi bisogna ponderare bene ogni decisione.

Per il 2018 hai in mente un nuovo progetto. Di cosa si tratta?
Devo dire che sono già ababstanza saturo, ma certamente ci sono sempre nuovi progetti interessanti. Quello degli Stati Uniti mi sta particolarmente a cuore perché oggi ho avviato insieme al mio cliente la filiale e adesso si tratta di trasformare il sogno in realtà. Sarà la sfida del 2018 oltre naturalmente allo sviluppare il mio mercato di consulente non soltanto in giro per l’Italia e per il mondo, ma anche in Valle d’Aosta.

Il settore dei cosmetici ha ancora dei margini di sviluppo o comunque bisogna sapersi muovere?
Bisogna certamente sapersi muovere, ma la componente made in Italy ha un impatto interessantissimo in termini di appeal all’estero e le prospettive e le opportunità sono interessanti con tassi di crescita che raramente ho visto in altri settori.

Altri settori interessanti?
Adesso io sto seguendo una media azienda con circa 100 dipendenti che opera nel settore dello stampaggio, sia materiale plastico che metallico, e devo dire che nonostante sembri un settore vecchio, arcimaturo, in realtà ci sono ancora delle opportunità per poter crescere. Si tratta di lavorare in maniera efficiente, stringere ottimi rapporti con clienti importanti e poi le prospettive ci possono essere

Un sogno imprenditoriale da realizzare?
La mia entrata in una start up è molto divertente. Ammetto che a volte mi sembra un po’ un’americanata perché il fondatore è un americano di origini italiane, sviluppiamo con un team di Bangalore in India e il nostro direttore finanziario si trova Londra ma è un tedesco e così quando le call di allenamento o qualche meeting sembriamo un po’ degli imprenditori da Silicon Valley. Diciamo che l’ambizione è un po’ quella di trasformare questo sogno imprenditoriale in una azienda vera e propria. 

14 febbraio 2018

Venerdì 16 febbraio Vivien #Charrey (#LeanSixSigma) ospite a #ImpresaVda su #RadioPropostainBlu

Carissimo visitatore, dopodomani, venerdì 16 febbraio, alle 9,35, sedicesima puntata di ImpresaVda su Radio Proposta in Blu. L'ospite sarà Vivien Charrey, consulente imprenditoriale.  

Dopodomani a circa un'ora dalla trasmissione della puntata - se te la sei persa - puoi scaricare il podcast nell'apposita sezione sul sito di Radio Proposta in Blu.


Sul Corriere della Valle in edicola questa settimana trovi l'intervista a Mauro Treves della Cooperativa Produttori Latte e Fontina.

Qui trovi le interviste audio a 
Carla Chiarle
Giovanna Casagrande
Mauro Treves 

Ne approfitto anche per ricordare che ImpresaVda va in ondacon il patrocinio della Camera di Commercio di Aosta che per dodici puntate patrocinerà la nostra trasmissione, Camera di Commercio che –lo ricordiamo – di cui ricordiamo l’adesione, dello Sportello SPIN2 – gestione associata tra Chambre valdôtaine e Unioncamere Piemonte, alla rete Enterprise Europe Network, rete europea di supporto alle imprese.


Se non conosci ancora la radio ti ricordo le sue frequenze: Courmayeur 103.8 - La Salle 93.7 - Saint-Nicolas 107.6 - Aosta 107.8 - Saint-Vincent 107.4 - Bassa Valle 107.8 - Brusson 88.5 - Ayas 107.6 - Valtournenche 107.6 - Valle del Gran San Bernardo 107.6 e Valgrisenche 88.0.

30 marzo 2016

Vivien #Charrey: «Sono un consulente al servizio delle #imprese #valdostane»

Vivien Charrey
Questa settimana intervistiamo Vivien Charrey, consulente di impresa.

Tu sei un imprenditore che aiuta altri imprenditori. Per dare un'idea pratica del tuo lavoro. Questa settimana di cosa ti sei occupato?
Sono anche io imprenditore perché ho la mia società di consulenza ma ovviamente io ho focalizzato il mio lavoro nell'aiutare gli altri imprenditori a fare impresa. Questa settimana sono stato presso un cliente che opera nel mercato della cosmetica – un mercato particolarmente dinamico di questi tempi – e fondamentalmente mi sono occupato di pianificazione economico finanziaria. Sempre per conto di questo cliente poi stiamo definendo il lancio di un nuovo prodotto e, quindi, stiamo facendo business plan, stiamo mettendo in piedi la struttura che dovrà seguire il lancio del prodotto, saranno fatti degli investimenti piuttosto pesanti e quindi occorre un supporto in termini di accompagnamento nel lancio.

Tu applichi un metodo il lean six sigma di cui abbiamo anche parlato in una delle edizioni precedenti di ImpresaVda. E' ancora questo il tuo metodo di riferimento?
Più che un metodo è una filosofia, una cultura ed è ancora presente nel mio lavoro, e consiste in un orientamento nella creazione di processi snelli che abbiano difettosità zero. Il punto ad un processo che si sviluppi senza commettere errori e senza sprecare tempo. Poi ci sono aziende più strutturate, più grandi, essenzialmente di cultura anglosassone, che richiedono in maniera specifica l'implementazione di progetti e programmi con questa metodologia. Però oserei dire che nel mio lavoro rimane una mia caratteristica, il dna del mio lavoro.

Ma quali sono le esigenze delle imprese valdostane oggi in termini di management aziendale?
Da qualche anno opero anche in Valle d'Aosta. Sicuramente un contesto imprenditoriale molto interessante, fatto però di aziende di taglio medio-piccolo e quello che ho potuto notare e che è un gap che va colmato in qualche modo è la carenza di tempo e, a volte, anche di competenza in ambito manageriale. Mi spiego l'imprenditore tipo valdostano è talmente preso e occupato dalla gestione del business operativa che difficilmente ha tempo per mettere in piedi una strategia, per definire la sua propria vision, la mission e degli strumenti di controllo e monitoraggio dell'azienda che gli consentano di governare correttamente l'azienda. Delle figure esterne, come dei consulenti che non rappresentano un costo fisso ma semplicemente un investimento, possano creare cultura e definire questi aspetti che oggi sono carenti.

 Hai creato una società: la Vic advisory. Il settore della consulenza direzionale è in espansione dunque?
E' un settore particolare perché ha sofferto della crisi in quanto è un costo molto facile da tagliare. Devo dire però che per a consulenza finalizzata al creare valore, cioè recuperare efficienza e redditività, c'è ancora grande interesse da parte del mercato. Peraltro, spesso e volentieri, lavoro proponendo un compenso fisso ma anche ragionando sui risultati raggiunti. Quindi metto in gioco anche le mie competenze e delle persone che lavorano con me e se i risultati sono raggiunti si condividono con l'impresa altrimenti è stato un investimento che è andato male per me.

Tu operi sul mercato nazionale e europeo come si riesce a rimanere competitivi a questi livelli?
Per quanto riguarda il mercato europeo necessariamente occorre fare delle partnership. Io ne ho fatta una da qualche anno con una società israeliana che ha duecento consulenti sparsi per il mondo e una ventina di sedi – Parigi, Londra, New Jork – e in questa maniera si riesce ad avere una struttura di genete formata con esperienze e bagaglio tecnico interessante per poter approcciare clienti internazionali. La difficoltà oggi sta nel fatto che il contesto delle aziende internazionali è fatto da multinazionali con sedi sparse in giro per il mondo dove necessariamente devi garantire una presenza fisica e una competenza anche linguistica in quanto devi essere in grado di operare in Spagna in spagnolo, in Inghilterra in inglese e andare in Francia parlando francese. Di conseguenza avere alle spalle una simile partnership ti consente di essere competitivo. Per quanto riguarda invece le aziende più piccole l'elemento il valore aggiunto che tu apporti è l'elemento chiave.

Quando un'azienda ti chiama qual è la prima cosa che fai?
La prima cosa che faccio, che devo fare - ed è sicuramente la più difficile - è capire le esigenze del cliente. La consulenza approccia questa fase con il momento dell'assesment, del diagnostico. Si tratta di fare una serie di incontri per capire le problematiche, le esigenze del cliente e poi proporre una soluzione. Io cerco sempre di fare emergere quelle che sono le problematiche ancora nascoste che non erano venute in mente all'imprenditore o al dirigente dell'azienda. A me piace molto lo slogan di una società di consulenza americana che dice “problem solver”. L'obiettivo è quello di far emergere i problemi con la finalità di trovare delle soluzioni.

Significa visite in azienda, controlli dei bilanci…
Sì. C'è una fase di analisi di dati, ma anche una fase molto interattiva con le figure chiave dell'azienda e non solo in cui con tecniche di brainstorming - ci si chiude in una stanza, la war room, la stanza della guerra – si fa la battaglia agli sprechi, ai problemi. Cominciamo ad identificarli, poi li andremo a misurare e cercheremo di identificare le soluzioni più opportune.

Ho notato che ti sei occupato anche di brand importanti? Penso a Ferrero. Come si entra in contatto con simili realtà?
Come ti accennavo prima su determinati clienti di dimensioni grosse bisogna andare con un partner. A livello nazionale è più il network delle relazioni personali che fa. La consulenza se la gioca molto su quanto tu sei bravo a capire le esigenze di un cliente e a proporre un approccio innovativo molto rapido che vada dritto al punto per risolvere la problematica più rapidamente. Bisogna evitare quei progetti di consulenza di qualche anno fa molto lunghi e fatti di tante giornate con investimenti pesanti. L'idea è quello di trovare qualcosa di snello, di lean appunto.

Il vostro approccio non cambia in base alle dimensioni dell'azienda…
La forza di una consulenza che aggiunge valore a quello che tu porti al cliente è il metodo. Il metodo deve essere alla base. Se uno conosce il metodo è in grado di adattarlo e renderlo flessibile.

Per il 2016 hai in mente un nuovo progetto?
 Sto lavorando ad un progetto proprio per le imprese valdostane. L'obiettivo è quello di colmare questo gap manageriale che ho rilevato nel contesto imprenditoriale della Valle d'Aosta con un servizio che potrebbe essere chiamato “360° al servizio delle imprese” con l'obiettivo di permettere all'imprenditore di concentrarsi sul suo business, sul suo prodotto, sul servizio, e lasciare a società come la mia, a professionisti come posso essere io e i miei collaboratori l'onere della gestione del business, cioè monitoraggio degli indicatori, pianificazione economico-finanziaria, rapporti con le banche, ottimizzazione dei processi, anche la parte legale. Questo perché dare l'opportunità agli imprenditori di potersi focalizzare al 100% su quello che sanno fare e dove possono fare la differenza sia un valore inestimabile. L'idea è quella di ovviare al fatto di doversi prendere delle figure interne all'azienda con la possibilità di fare leva su una società di consulenza che è un costo più variabile.

Un sogno imprenditoriale da realizzare?
Per quanto mi concerne il sogno è quello di avere una società di consulenza con sede in Valle d'Aosta che faccia anche leva su consulenti valdostani e, quindi, diffonda un po' di cultura d'impresa, e faccia lavorare un po' di valdostani e nel contempo operare anche all'estero. 

16 marzo 2016

Venerdì 18 marzo Flavio #Lanese (#SpeedyBRICK) ospite a #ImpresaVda su #RadioPropostainBlu

Carissimo visitatore, dopodomani, venerdì 18 marzo, ImpresaVda. avrà come ospite Flavio Lanese che ci nformerà su come sta andando avanti il suo progetto SpeedyBRICK.

L'ospite della scorsa settimana è stato Vivien Charrey, Master black belt del metodo Lean Six Sigma.   Qui (se te la sei persa o la vuoi riascoltare) puoi trovare la sua intervista.

Il prossimo appuntamento, patrocinato dalla BCC Valdostana, sarà, dunque, Venerdì 18 marzo, sempre alle 9,30. Avrò come ospite Flavio Lanese.

Le interviste a Charrey e Lanese saranno anche pubblicate sul Corriere della Valle in edicola nelle prossime settimane. Questa settimana trovi quella a Usel.

Ti ricordo che il programma è in diretta per cui puoi intervenire sia telefonicamente (0165 - 44575) sia via mail diretta@radiopropostainblu.it).

Come sempre ti chiedo di scrivere nell'oggetto della mail «ImpresaVda» in modo che io possa capire subito se si tratta di un lettore del blog.


Puoi naturalmente anche lasciare messaggi direttamente su ImpresaVda, possibilmente prima della trasmissione. Di che genere? E' molto semplice: domande sui temi trattati e suggerimenti sugli argomenti da trattare o gli ospiti da invitare.


Se non conosci ancora la radio ti ricordo le sue frequenze: Courmayeur 103.8 - La Salle 93.7 - Saint-Nicolas 107.6 - Aosta 107.8 - Saint-Vincent 107.4 - Bassa Valle 107.8 - Brusson 88.5 - Ayas 107.6 - Valtournenche 107.6 - Valle del Gran San Bernardo 107.6 e Valgrisenche 88.0.

Buon ascolto. 

9 marzo 2016

Venerdì 11 marzo Vivien #Charrey (#LeanSixSigma) ospite a #ImpresaVda su #RadioPropostainBlu

Carissimo visitatore, dopodomani, venerdì 11 marzo marzo, ImpresaVda. avrà come ospite Vivien Charrey, Master black belt del metodo Lean Six Sigma.

L'ospite della scorsa settimana è stata Luana Usel della Cooperativa Les Tisserands di Valgrisenche.   Qui (se te la sei persa o la vuoi riascoltare) puoi trovare la sua intervista.

Il prossimo appuntamento, patrocinato dalla BCC Valdostana, sarà, dunque, Venerdì 11 marzo, sempre alle 9,30. Avrò come ospite Vivien Charrey.

Le interviste a Usel e Charrey saranno anche pubblicate sul Corriere della Valle in edicola nelle prossime settimane. Questa settimana trovi quella a Monzeglio.

Ti ricordo che il programma è in diretta per cui puoi intervenire sia telefonicamente (0165 - 44575) sia via mail diretta@radiopropostainblu.it).

Come sempre ti chiedo di scrivere nell'oggetto della mail «ImpresaVda» in modo che io possa capire subito se si tratta di un lettore del blog.


Puoi naturalmente anche lasciare messaggi direttamente su ImpresaVda, possibilmente prima della trasmissione. Di che genere? E' molto semplice: domande sui temi trattati e suggerimenti sugli argomenti da trattare o gli ospiti da invitare.


Se non conosci ancora la radio ti ricordo le sue frequenze: Courmayeur 103.8 - La Salle 93.7 - Saint-Nicolas 107.6 - Aosta 107.8 - Saint-Vincent 107.4 - Bassa Valle 107.8 - Brusson 88.5 - Ayas 107.6 - Valtournenche 107.6 - Valle del Gran San Bernardo 107.6 e Valgrisenche 88.0.

Buon ascolto. 

13 marzo 2014

Vivien #Charrey e il Metodo #LeanSixSigma

Vivien Charrey
Intervista a Vivien Charrey master black belt del metodo Lean Six Sigma. 

Prima di tutto spieghiamo di cosa si tratta?
E’ un metodo che trae origini negli anni ’80 dal Giappone e dagli Stati Uniti. E’ di fatto una metodologia di ottimizzazione dei processi aziendali e, quindi, di miglioramento di quelle che sono le performance di un’azienda. E’ una metodologia che è stata inventata da due grandi aziende principalmente. La Toyota che ha sviluppato la parte del Lean negli anni ’70 e ’80. Bisogna ovviamente contestualizzare e immaginarsi la Toyota che decide di voler diventare una delle aziende più importanti in quegli anni per quanto riguarda l’automotive, il Giappone, paese piccolo, con problemi di  spazio, e a partire da questi presupposti la nascita di una metodologia il cui obiettivo è la definizione di processi molto veloci che utilizzano pochissima superficie di stabilimento di stoccaggio e che ha come elemento chiave la soddisfazione del cliente, cioè io produco una vettura soltanto nel momento in cui ho l’ordine del cliente in mano e, quindi, per soddisfare il mio cliente io devo essere estremamente rapido nel produrre questa autovettura. Questo consente di ridurre i costi di stoccaggio in quanto non ho bisogno di giganteschi piazzali per stoccare le vetture e poi venderle al cliente, ma dall’altro spinge la Toyota ad abbassare i tempi di produzione.

Abbiamo visto il Lean e il Six Sigma?
Nasce negli anni 80 viene diffuso negli Stati Uniti. Inizialmente dalla Motorola e poi viene sviluppato dalla multinazionale General Electric. Il Six Sigma si basa su un concetto statistico di analisi della variabilità dei processi ha come obiettivo principale quello di ridurre la difettosità. Ogni azienda è composta da un insieme di processi che producono un dato output, dei prodotti, dei servizi che siano, l’obiettivo è che questi siano il meno difettosi possibili. Il Six Sigma è un parametro statistico che indica l’obiettivo a cui tendere. Sei sigma vuol dire in qualunque processo produttivo produrre ad un ritmo di 3,4 difetti per milione di prodotti.

Quindi da un lato velocità ed efficienza e dall’altro riduzione di errori di processo. Il tutto converge in un unico metodo. E’ esatto?
Assolutamente sì.

Come si è avvicinato a questa professione?
Io ho cominciato l’attività di consulenza all’interno di grandi multinazionali. Prima di tutto Accenture che è un colosso americano con sedi in tutto il mondo e successivamente nella Kpmg, nella parte advisory. Sono società che investono molto nella formazione personale di conseguenza ho avuto modo di seguire un percorso formativo interno e poi specializzarmi in queste tematiche.

Quali sono i vantaggi di un simile sistema?
Bisogna prima definire correttamente qual è il suo obiettivo. Ovviamente l’obiettivo principe è chiaramente recuperare efficienza internamente dell’azienda. Questo porta dei vantaggi dal punto di vista della redditività. Ce ne sono però altri ad esempio questo metodo lavora molto sulle implementazioni di soluzioni molto semplici per migliorare i processi aziendali. Non si pensa  a grandi automatismi, macchinari sistemi informativi complicati, ma si lavora sul processo. Un processo è fatto di sistemi, strutture, dotazioni, ma soprattutto sulle persone. Si lavora molto sulle persone, sull’esistente. Gli americani dicono si lavora sull’”as is”, cioè sul com’è, per andare a creare un “to be”.

Immagino che con un simile metodo si lavori molto al di fuori dei confini regionali…
Sì. Al di fuori dei confini regionali e pure di quelli italiani. Sono metodologie fortemente sviluppate in Europa e negli Stati Uniti. Attualmente sto seguendo un’azienda che ha il suo quartier generale europeo in Olanda e diverse sedi in Germania, Inghilterra, Francia. Oserei dire che ormai l’80% del mio tempo lo spendo all’estero.

Ma anche in Valle questo sistema comincia a fare breccia…
E’ Vero. L’anno scorso grazie al contributo di Confindustria Valle d’Aosta è stato possibile organizzare un seminario su questo metodo invitando una serie di imprenditori e alcuni sono rivelati molto interessati ad approndirlo. Ad oggi il Lean Six Sigma è stato molto sviluppato nelle aziende grandi, ma ha anche sicuramente un potenziale in quelle più piccole.

Qual è la prima raccomandazione che fa ad un cliente?
La prima cosa che dico è che c’è sempre una soluzione. Tipicamente quando si va da un cliente che ha dei problemi e si deve implementare queste metodologie c’è sempre un po’ di resistenza al cambiamento di conseguenza bisogna avere il coraggio di mettere in discussione ogni tipo di logica organizzativa messa in piedi all’interno dell’azienda. E’ un aspetto fondamentale.

Voi avete un importante ruolo di specchio. Analizzando dall’esterno voi probabilmente cogliete elementi che sfuggono a chi vi è immerso
Questo è uno degli elementi chiave della professione che svolgo, cioè il fatto di non essere esperto di nessuna industry in particolare, ma sono un esperto della metodologia. Quanto meno conosco il tipo di business quanto a volte è più facile porre le giuste domande alle persone per trovare quali sono le chiavi di miglioramento dei processi. Bisogna proprio fare delle domande che apparentemente sembrano stupide ma che poi possono scardinare determinate logiche che esistono da anni in alcune aziende.

Mettiamoci nei panni di un giovane che vuole fare impresa: cosa possiamo consigliargli?  
Ne darei due: uno sulla strategia ed uno sull’organizzazione. Come strategia definire un business plan e capire dove si vuole andare e come organizzazione costruire un’azienda che abbia una visione di processo e non di organizzazione.

Les è sei spesso all’estero. Vede differenze nel modo di affrontare la crisi rispetto all’Italia?
Qualcuna c’è. La prima che mi salta all’occhio è che all’estero non hanno paura di investire per uscire dalla crisi. Nel momento in cui devono avviare anche un programma di riduzione dei costi molto pesanti non c’è la paura di investire per provare a migliorare le cose, di investire cioè nel cambiamento. In Italia invece si guarda molto alla leva dei costi e si cerca soltanto di ridurli.

Una novità da annunciare?
Si sta sviluppando a livello nazionale la realtà dei minibond per le piccole aziende, cioè la possibilità per le Pmi sotto forma di spa di emettere dei bond e superare così l’ostacolo di accesso al credito che oggi assilla le piccole e medie imprese per poter fare programmi di sviluppo e di rilancio. Credo che sia un’iniziativa molto utile per permettere alle aziende minori di recuperare risorse. Io sono in contatto con i promotori a livello italiano di questa iniziativa e confidiamo di trovare anche l’appoggio di banche, istituti finanziari per poter dare nuova linfa alle Pmi e non fermarsi ad un mero taglio dei costi

Un sogno imprenditoriale o meglio consulenziale da realizzare? 
Vorrei portare queste metodologie anche nel mondo pubblico. In Regione, nei comuni, nei ministeri. Ci sono degli esperimenti che hanno già dato alcuni frutti in alcune regioni italiane e nel mondo anglosassone è qualcosa che viene sviluppato già da tempo  in maniera capillare nei ministeri, nelle Poste, nelle Forze Armate. Non soltanto in un’ottica di riduzione dei costi ma di soddisfazione del cliente finale, cioè colui che poi usufruisce dei servizi che il pubblico deve fornire ai cittadini. Dovunque c’è un processo si può utilizzare il Lean Six Sigma.

5 marzo 2014

Venerdì 7 marzo Pietro Giorgio (#SeaEnergia) ospite a #ImpresaVda su Radio Proposta in Blu

Carissimo visitatore Venerdì 7 marzo, torna il diciannovesimo appuntamento con «ImpresaVda», alle 9,35, su Radio Proposta in Blu. Il programma come già negli anni passati è realizzato in collaborazione con la Chambre Valdôtaine, con il coinvolgimento anche quest'anno dello sportello europeo di supporto alle imprese «Enterprise Europe Network».

Ti aspetto allora Venerdì 7 marzo, sempre alle 9,35 per la puntata numero 144.   Avrò come ospite Pietro Giorgio della Sea Energia di Pollein con cui ci interrogheremo su questa crisi e su come sia riuscito a salvaguardare azienda e posti di lavoro. Nel frattempo ti segnalo che qui puoi trovare l'intervista del 28 febbraio  aVivien Charrey, Master black belt del metodo Lean Six Sigma, la versione cartacea è disponibile anche sul Corriere della Valle che troverai in edicola venerdì. In proposito ti ricordo che è iniziata la campagna abbonamenti. A 40 euro avrai un Corriere tutto a colori.

Ti ricordo che il programma è in diretta per cui puoi intervenire sia telefonicamente (0165 - 44575) sia via mail diretta@radiopropostainblu.it).

Come sempre ti chiedo di scrivere nell'oggetto della mail «ImpresaVda» in modo che io possa capire subito se si tratta di un lettore del blog.

Puoi naturalmente anche lasciare messaggi direttamente su ImpresaVda, possibilmente prima della trasmissione. Di che genere? E' molto semplice: domande sui temi trattati e suggerimenti sugli argomenti da trattare o gli ospiti da invitare.

Se non conosci ancora la radio ti ricordo le sue frequenze: Courmayeur 103.8 - La Salle 93.7 - Saint-Nicolas 107.6 - Aosta 107.8 - Saint-Vincent 107.4 - Bassa Valle 107.8 - Brusson 88.5 - Ayas 107.6 - Valtournenche 107.6 - Valle del Gran San Bernardo 107.6 e Valgrisenche 88.0.

Buon ascolto.

26 febbraio 2014

Venerdì 28 Febbraio Vivien #Charrey (#LeanSixSigma) ospite a #ImpresaVda su Radio Proposta in Blu

Carissimo visitatore Venerdì 28 febbraio, torna con il diciottesimo appuntamento con «ImpresaVda», alle 9,35, su Radio Proposta in Blu. Il programma come già negli anni passati è realizzato in collaborazione con la Chambre Valdôtaine, con il coinvolgimento anche quest'anno dello sportello europeo di supporto alle imprese «Enterprise Europe Network».

Ti aspetto allora Venerdì 28 febbraio, sempre alle 9,35 per la puntata numero 143.   Avrò come ospite Vivien Charrey, Master black belt del metodo Lean Six Sigma su cui ho già scritto in questo blog. Nel frattempo ti segnalo che qui puoi trovare l'intervista del 21 febbraio ad Alessandra Miletto della Filmcommission Valle d'Aosta, la versione cartacea è disponibile anche sul Corriere della Valle che troverai in edicola venerdì. In proposito ti ricordo che è iniziata la campagna abbonamenti. A 40 euro avrai un Corriere tutto a colori.

Ti ricordo che il programma è in diretta per cui puoi intervenire sia telefonicamente (0165 - 44575) sia via mail diretta@radiopropostainblu.it).

Come sempre ti chiedo di scrivere nell'oggetto della mail «ImpresaVda» in modo che io possa capire subito se si tratta di un lettore del blog.

Puoi naturalmente anche lasciare messaggi direttamente su ImpresaVda, possibilmente prima della trasmissione. Di che genere? E' molto semplice: domande sui temi trattati e suggerimenti sugli argomenti da trattare o gli ospiti da invitare.

Se non conosci ancora la radio ti ricordo le sue frequenze: Courmayeur 103.8 - La Salle 93.7 - Saint-Nicolas 107.6 - Aosta 107.8 - Saint-Vincent 107.4 - Bassa Valle 107.8 - Brusson 88.5 - Ayas 107.6 - Valtournenche 107.6 - Valle del Gran San Bernardo 107.6 e Valgrisenche 88.0.

Buon ascolto.

19 agosto 2013

Come ridurre i costi ed incrementare la produttività: il metodo #Lean Six Sigma spiegato da Vivien Charrey

Il valdostano Vivien Charrey è un Lean Six Sigma (LSS) Master Black Belt (massimo livello di
Vivien Charrey
certificazione della metodologia Lean Six Sigma).

Il Lean Six Sigma è una potente metodologia di ottimizzazione di processo che, partendo dalla Voce del Cliente, ricerca la modalità più efficiente per soddisfarla, riducendo la variabilità in ogni fase del processo sia esso mirato alla produzione di un prodotto, sia all'erogazione di un servizio.

Il Lean Six Sigma, attraverso la riduzione sistematica della variabilità di processo, garantisce contemporaneamente il raggiungimento di due obiettivi strategici dell’impresa apparentemente antitetici: migliorare i livelli qualitativi dei prodotti e dei servizi e allo stesso tempo, ridurre drasticamente i costi (sprechi) dei processi.

Ho conosciuto Charrey, attraverso Oliviero Gobbi, e devo dire che ho trovato davvero interessante il suo approccio e vistolo desideroso di farsi conoscere anche in Valle d'Aosta (molti dei suoi clienti sono al di fuori non solo dei confini regionali ma pure nazionali) ho deciso di offrirgli un po' di visibilità sul mio blog. 

Su sua gentile concessione ti propongo le slides di un suo seminario tenuto per gli iscritti di Confindustria. Un'occasione di formazione estiva che mi auguro ti farà piacere. Fammi sapere che cosa ne pensi.


 

© ImpresaVda Template by Netbe siti web