23 agosto 2018

Terzo trimestre 2018: #Confindustria segnala l'indebolimento dell'economia valdostana

Giancarlo Giachino
La rilevazione del 3° trimestre 2018 registra un indebolimento di quasi tutti gli indicatori anche se restano in terreno positivo, tranne quelli del carnet ordini, dell’utilizzo impianti e dei tempi medi di incasso che migliorano leggermente. Le previsioni relative alla produzione restano positive, ma fanno registrare un arretramento di 2 punti rispetto alla rilevazione del trimestre precedente.
Stesso andamento cedente per l’occupazione, che resta stabile per l’84% degli intervistati, mentre il ricorso alla CIG scende ancora di un punto percentuale e si porta su valori fisiologici.
Frenano gli ordini totali, mentre le aspettative per gli ordini export hanno un brusco rallentamento, portandosi su valori negativi.

Restano positivi gli indicatori relativi agli investimenti per sostituzioni che aumentano di 4 punti e interessano i servizi, mentre la propensione per gli ampliamenti diminuisce per entrambi i settori.
Il tasso di utilizzo della capacità produttiva resta stabile per il manifatturiero, mentre registra una lieve crescita per il settore dei servizi.

La composizione del carnet ordini si attesta su valori soddisfacenti, solo l’11% degli intervistati ha un lavoro garantito per meno di un mese.
I dati relativi all’andamento degli incassi sono stabili, mentre i giorni medi di pagamento evidenziano un ulteriore miglioramento sia tra privati che da parte della Pubblica Amministrazione.

«Le valutazioni delle imprese valdostane – dichiara Giancarlo Giachino, Presidente di Confindustria Valle d’Aostarestano positive anche se in lieve rallentamento, frenano invece le vendite estere condizionate dal crescente clima di protezionismo internazionale».

SCHEDA TECNICA

Le attese sulla produzione scendono dal 21,62% del trimestre precedente al 19%, le imprese manifatturiere si dimostrano più dinamiche con un saldo del 23%.
I nuovi ordini registrano un calo di quasi 11 punti e si portano dal 10,81% allo 0%; questa riduzione è imputabile sia al settore dei servizi che al manifatturiero.

Gli ordini export si portano su un terreno negativo, portandosi ad una quota del -40%, contro il 10,81% del 2° trimestre. Le previsioni più pessimistiche riguardano il settore manifatturiero.
L’attività degli investimenti fa registrare un incremento di 5 punti percentuali per le sostituzioni arrivando al 35%, contro il 30% del trimestre precedente, mentre per gli ampliamenti è previsto un rallentamento attestandosi al 13% (25% nel 2° trimestre 2018).
Il grado di utilizzo degli impianti si porta ad una quota del 69,47% (+6,14 punti percentuali rispetto al trimestre precedente).

Cambia la composizione del carnet ordini: si riduce la percentuale di imprese che hanno ordini garantiti per meno di un mese (da 27,59% del 2° trimestre all’11,11%; 20,59% nel 3° trimestre 2017), mentre si registra un rialzo degli ordini da uno a tre mesi (50% contro il 31,03% del 2° trimestre e 52,54% del 3° trimestre 2017), sostanzialmente stabili gli ordini superiori ai tre mesi (dal 41% al 39%; 26% nel 3° trimestre 2017). L’87% degli intervistati del settore dei servizi dichiara di avere ordini superiori ai tre mesi, mentre il 73% delle imprese del manifatturiero dichiara di avere ordini tra uno e tre mesi.

Un segnale positivo deriva dall’andamento degli incassi che prosegue la riduzione cominciata ad inizio 2017, stabilendosi ad un valore pari al 36% (34% nel trimestre precedente e 48% nel terzo trimestre 2017).

In miglioramento i tempi di pagamento che registrano una leggera diminuzione dei giorni medi di pagamento sia nei confronti dei privati (da 59 giorni del trimestre precedente a 55 giorni), sia nei confronti della pubblica amministrazione (da 71 giorni a 54).

Le previsioni dell’occupazione restano stabili per l’84% delle imprese intervistate. Il ricorso alla Cassa Integrazione resta stabile con il 96% delle imprese intervistate che dichiara di non fare ricorso a questo ammortizzatore sociale.
 

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