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3 settembre 2015

A #Cogne si studia il processo di #branding

E' iniziato a Cogne il 3 e il 4 settembre il “5th International Colloquium on Place Brand Management”, organizzato dall’Università della Valle d’Aosta in collaborazione con la Lincoln University e con la Middlesex University.

Il tema dominante del convegno, il "Place Brand Management", riguarda la concezione, la trasformazione e la gestione di un territorio in chiave di branding, ovvero di marca. Non si tratta semplicemente di studi di scienze turistiche, ma di un ripensamento globale dei territori volto a potenziarne la capacità di attrazione. Il processo di branding coinvolge numerosissimi attori, tra cui a buon titolo anche le università che hanno tra le proprie mission quella di sviluppare conoscenze e competenze allineate alle necessità del luogo in cui sorgono.

Il convegno si aprirà, dopo i saluti istituzionali del Rettore Fabrizio Cassella e dell’Assessore regionale al turismo Aurelio Marguerettaz, con la relazione dell’ospite d’onore Keith Dinnie, Senior lecturer in Branding, Middlesex University, visiting professor in università di tutto il mondo, fondatore della società di consulenza Brand Horizons e autore del primo testo sul concetto di nazione come brand.

Il convegno, giunto alla quinta edizione e ospitato per la seconda volta (la prima fu nel 2013) dall’Università della Valle d’Aosta, fa il punto della situazione sulla disciplina del marketing turistico e del branding. I 30 partecipanti, provenienti da Italia, Regno Unito,

Tailandia, Canada, Finlandia, Brasile, Spagna, Svizzera e Turchia, presenteranno i risultati delle loro ricerche circa il processo di branding dei loro territori di provenienza.

Gli studiosi discuteranno di eredità e cultura dei luoghi, di coinvolgimento degli stakeholder nella gestione delle destinazioni turistiche, di sostenibilità del processo di branding, dell'uso dei social media nel promuovere il brand, di destination brand equity.

Le ricerche Univda

Tra i paper che saranno presentati e discussi nel corso del convegno, sei sono il risultato di studi condotti all’Università della Valle d’Aosta da professori, ricercatori e titolari di assegni di ricerca:

  • "From ski to snow: rethinking package holidays in a winter mountain destination". Chiara Mauri, Lorenzo Turci. Indagine sul comportamento dei turisti che trascorrono vacanze invernali in montagna per individuare vie di riprogettazione dell'offerta. Indagine empirica a Courmayeur, Pila e Chamonix.
  • "Place brand architecture optimization: the case of Aosta Valley". Chiara Mauri, Carmine Tripodi, Lorenzo Turci. Individuazione di tutti i marchi di un territorio, classificazione dei marchi in tipologie e riconfigurazione della loro gerarchia. Applicazione ai marchi del territorio della Valle d'Aosta.
  • "Targeting leisure and business passengers with unsegmented pricing". Marco Alderighi, Marcella Nicolini, Claudio Piga. Analisi della strategia di pricing della Ryanair in base al tempo di prenotazione e alla percentuale di saturazione degli aerei con distinzione tra viaggi per leisure e viaggi per business.
  • "Tourism animation, cultural heritage and experiential learning. A case study in the Aosta Valley Region". Teresa Grange, Francesca Bracci, Claudia Iorio, Saverio Favre. Analisi dell'offerta turistica del Bureau Regional pur l'Ethnologie et Linguistique in termini di soddisfazione dei visitatori.
  • "Cuture-driven development local processes: the approach of cultural destination management". Azzurra Gigante. Revisione e sistematizzazione della letteratura che ha affrontato il tema dei distretti culturali e dello sviluppo dei luoghi trainati dalla cultura.
  • "Creating local identities. Cultural themes generation: a theoretical proposal and the application to Valle d'Aosta cultural heritage”. Azzurra Gigante. Classificazione dei temi culturali e applicazione alla Regione Valle d'Aosta.

Il ruolo della VDA e di Univda

La Valle d'Aosta è una candidata ideale a ospitare un convegno così innovativo, sia perché offre una location invidiabile che ultimamente sta puntando proprio sul turismo congressuale, sia perché costituisce un “laboratorio” vivente di branding e destination management con tutto il corredo di ricchezze naturalistiche, storico-culturali e sportive.

«Per l’Università della Valle d’Aosta ospitare questo simposio, che si incentra su un filone di ricerca “giovane” (quella di Cogne sarà solo la quinta edizione del convegno accademico), significa percorrere una strada ancora poco battuta e approfittare di un’occasione di crescita ma anche di costruzione di visibilità internazionale e di credibilità scientifica”– ha spiegato Chiara Mauri, Direttore scientifico del convegno. Sono incoraggianti i primi segnali di riconoscimento pervenuti: l’Ateneo valdostano è stato infatti chiamato a costituire l’International Place Branding Association, la cui fondazione sarà annunciata proprio al Colloquium».

14 novembre 2014

#Sephora e i giovani talenti della Valle d'#Aosta: Where Beauty Beats

Sephora si impegna in Valle d'Aosta per i giovani talenti, dando vita ad una curiosa iniziativa di comunicazione del brand e contemporanea valorizzazione del territorio.

Jean-Claude Chincheré, Luca e Zorzi ed Elvio Caria avranno la possibilità di presentare al pubblico valdostano tre piccoli lavori liberamente ispirati ai temi della bellezza e del colore e dal formato specifico, per ritmo e durata, di un breve spot pubblicitario. L’iniziativa, denominata “Where Beauty Beats”, nasce da una collaborazione fra Film Commission Vallée d’Aoste, che si è incaricata di selezionare attraverso la precedente esperienza di AlpLabLoc i tre giovani filmmaker, e Sephora, l’importante marchio internazionale legato ai profumi e alla cosmesi che ha fornito il supporto economico necessario all’organizzazione dell’evento.

Nello specifico, ALPLABDOC è un laboratorio cinematografico, destinato agli studenti delle scuole superiori di Liceo Classico, Artistico e Musicale di Aosta diplomati nell’anno scolastico 2012-2013, finalizzato alla produzione di documentari su tematiche legate alla storia, alla tradizione e al territorio valdostano.

Lo scopo dell’associazione è quello di fornire agli studenti gli strumenti di base per affrontare e superare le diverse fasi della costruzione di un contenuto audiovisivo: scrittura del soggetto, stesura di una sceneggiatura, preparazione di un piano di lavoro, realizzazione delle sequenze video insieme al montaggio e post-produzione con l’obiettivo di realizzare un documentario completo.

La giornata sarà suddivisa in due importanti momenti:

PRESENTAZIONE E PREMIAZIONE –
Durante la mattinata verranno presentati alla stampa i tre cortometraggi realizzati. Una giuria di professionisti decreterà il vincitore. Sephora si impegna come sponsor, a garantirne un contributo per una formazione di approfondimento in collaborazione con Film Commission.

WHERE BEAUTY BEATS PARTY –
Il 18 novembre presso il Beauty Store Sephora in via De Tillier 57/59, dalle 17.30 alle 19.30, potrai incontrare i 3 giovani film maker e visionare i tre cortometraggi Where Beauty Beats. Per l’occasione speciale, tutti i clienti ed i visitatori riceveranno l’elegante bag di Natale Sephora, fino ad esaurimento scorte e potranno beneficiare di un esclusivo servizio catering.

25 novembre 2013

Place #Brand #Management

Chiara Mauri
Il Dipartimento di Scienze Economiche e Politiche dell’Università della Valle d'Aosta organizza una conferenza intitolata “Place Brand Management. Come i luoghi si trasformano in marche: esperienze a confronto” che si svolgerà domani, martedì 26 novembre, dalle 17,30 alle 19, presso l’Aula magna S. Anselmo dell’Università.

Interverranno Chiara Mauri, professore ordinario di economia e gestione delle imprese, Direttrice del Dipartimento di Scienze economiche e politiche dell’Università della Valle d’Aosta e Carmine Tripodi, professore associato di economia aziendale presso l’Ateneo valdostano, esperto in sviluppo imprenditoriale dei distretti turistici.

Questa iniziativa intende riassumere lo stato dell’arte e il dibattito a livello mondiale sul Place Brand Management, e sintetizzare gli oltre 30 lavori presentati al convegno internazionale che si è svolto il 5 e 6 settembre 2013 a La Salle, dal titolo “4th International Colloquium on Place Brand Management: Strategic Marketing of Cities, Regions and Nations”, a cui hanno partecipato professori provenienti da Italia, Germania, Regno Unito, Svezia, Slovenia, Russia, Cina e Australia.

Sarà l’occasione per discutere i lavori di ricerca più vicini all’esperienza della Valle d’Aosta.

I temi che saranno trattati riguardano lo sviluppo della marca per un luogo geografico; la valorizzazione della cultura, del patrimonio e dell’industria locali; il coinvolgimento dei cittadini, dei turisti e degli stakeholder pubblici nella valorizzazione dei territori.

Saranno così diffusi gli esiti del Colloquium anche agli attori del contesto economico valdostano, che hanno sempre dimostrato grande sensibilità in materia di marketing e branding.

La conferenza s’inserisce nelle attività promosse dal Progetto di Rilevante Interesse di Ateneo (PRIA) “Modelli di funzionamento nel destination management: possibili spazi di cooperazione tra operatori per accrescere la competitività dei territori”, coordinato dalla Prof.ssa Mauri.

8 settembre 2013

Concluso il Convegno internazionale sul place brand management organizzato dall'Università della Valle d'#Aosta

Si è concluso venerdì 6 settembre, il convegno internazionale sul place brand management,
La professoressa Chiara Mauri
organizzato dal Dipartimento di Scienze Economiche e Politiche dell’Università della Valle d'Aosta in collaborazione con le università anglosassoni Middlesex University – London e Lincoln Business School, University of Lincoln - London.

Giovedì 5 settembre, i lavori del convegno sono stati introdotti dal Presidente del Consiglio dell’Università, Augusto Rollandin, che ha rivolto il saluto a nome suo, dell’Ateneo e della Regione Autonoma Valle d’Aosta agli oltre 30 studiosi provenienti dall’Europa, Australia e Cina.

La professoressa Chiara Mauri ha poi avviato i lavori insieme ai padri fondatori delle precedenti edizioni, il prof. TC Meleware (Middlesex University – London), che ha parlato dell’importanza di convegni come questo per creare solide piattaforme di conoscenza e per costituire network di studiosi e di università, e il prof. Charles Dennis (Lincoln Business School, University of Lincoln) ha ripercorso la breve storia del place brand management nell’ambito del marketing.

Il primo intervento, tra i più attesi da parte degli accademici, è stato quello del Prof. Keith Dinnie, Fondatore della Brand Horizons e Direttore del  Centre for Place Branding – The Nederlands. Il prof. Dinnie ha illustrato lo stato dell’arte del place branding dal punto di vista sia delle conoscenze teoriche sia delle pratiche operative da parte delle istituzioni pubbliche e private, citando numerosi esempi di nazioni, regioni e città che stanno lavorando per rafforzare il valore di marca delle loro aree.

Il convegno si è poi avviato con la presentazione delle prime ricerche. Nelle due giornate tutti i partecipanti al colloquium hanno presentato il frutto della propria ricerca scientifica nel campo del branding, passando dalle strade del vino (anche di interesse prettamente locale) e dell’olio all’utilizzo della storia per rafforzare il valore percepito di alcune città cinesi.

L’Università della Valle d’Aosta è presente con tre lavori. Il primo, dal titolo: “Measuring the impact of tourism events on places: an approach based on associative network analysis”, verrà presentato dal gruppo di ricerca della prof.ssa Chiara Mauri, insieme a Maria Elena Cavazzana, Elena Marcoz, Isabella Maggioni; il secondo, “Analysing Tourism Destination as Networks”, è stato realizzato dal prof. Carmine Tripodi insieme a Lorenzo Turci; mentre il terzo è stato realizzato dalla prof.ssa Anna Maria Pioletti, con Daniele Ietri: “Urban amenities and paths of development in an Alpine region: the demographic challenge and the cultural heritage in Aosta Valley”.

Il convegno si è chiuso nel pomeriggio di venerdì con la discussione dei passi da compiere per mettere a frutto i lavori presentati. I migliori, completati, saranno pubblicati su un’edizione speciale di una rivista internazionale e successivamente su un libro della casa editrice Gower curato dai professori delle tre università organizzatrici: Chiara Mauri, TC Melewar, e Charles Dennis.

L’Ateneo valdostano intende diffondere gli esiti di queste giornate di studio non solo ad un pubblico scientifico-accademico, ma anche agli attori del contesto economico valdostano, che hanno sempre dimostrato grande sensibilità in materia di marketing e branding. Pertanto è in programmazione, già nel prossimo anno accademico, una conferenza dal taglio seminariale aperta a tutte le persone interessate all’argomento.

Il programma delle giornate è pubblicato sul sito www.univda.it, nella sezione eventi.

31 agosto 2013

Seminario internazionale di #Marketing e #Branding organizzato dall'#Università della Valle d'#Aosta

Il Dipartimento di Scienze Economiche e Politiche dell’Università della Valle d'Aosta organizza il 5
Prof. Charles Dennis
e 6 settembre, presso il Mont Blanc Hotel Village di La Salle, il “4th International Colloquium on Place Brand Management: Strategic Marketing of Cities, Regions and Nations”. 

Il seminario accademico vede coinvolti, in qualità di relatori, più di 30 professori che lavorano in università ubicate in vari Paesi (oltre all’Italia, Germania, Regno Unito, Svezia, Russia, Cina, Australia, e altri), tutti studiosi nell’ambito della gestione dei luoghi in chiave di marketing e di branding.

Il Colloquium, che annovera quali padri promotori gli esperti mondiali di marketing e di branding il Prof. TC Meleware, della Middlesex University – London e il Prof. Charles Dennis della Lincoln Business School, University of Lincoln, oltre che il Prof. Keith Dinnie, Fondatore della Brand Horizons e Direttore del Centre for Place Branding – Nederland, si inserisce nelle attività promosse dal PRIA - Progetto di ricerca di rilevante interesse di Ateneo “Modelli di funzionamento nel destination management: possibili spazi di cooperazione tra operatori per accrescere la competitività dei territori”, coordinato dalla Prof.ssa Chiara Mauri, Direttrice del Dipartimento valdostano. 

I temi che si andranno a trattare riguardano lo sviluppo della marca per un luogo geografico; la valorizzazione della cultura, del patrimonio e dell’industria locali; l’andamento dei flussi e dei percorsi turistici; il coinvolgimento dei cittadini, dei turisti e degli stakeholder pubblici nella valorizzazione dei territori. Saranno presentati tre lavori sulla Valle d’Aosta scritti da professori dell’Università.

Il programma delle giornate è pubblicato sul sito nella sezione eventi.

I risultati emersi dal confronto scientifico saranno resi pubblici nell'ambito di un convegno organizzato presso l’Università della Valle d'Aosta, nel prossimo anno accademico. 

22 febbraio 2013

Davide Bongiovanni e Max Chiesa (#Arsenale): «Comunicare #Brand che passione!»

Da sinistra Davide Bongiovanni, l'autore di questo blog formato scapigliato e Max Chiesa
Questa settimana abbiamo intervistato Davide Bongiovanni e Max Chiesa, rispettivamente amministratore delegato e collaboratore di Arsenale, società dedicata alla comunicazione visiva.

Prima di tutto perché avete deciso di chiamarvi Arsenale?
Bongiovanni: Nasce un po’ come un gioco. Il primo riferimento è sicuramente all’Arsenale di Venezia, un luogo dove si fa arte, dove l’arte si è evoluta in una sorta di comunicazione visiva. E poi il fatto che l’Arsenale nasca come cantiere di rimessaggio delle navi. Ci piaceva l’idea di questi grossi capannoni. Del resto noi siamo stati in Pépinières fino all’anno scorso e il luogo aveva delle curiose similitudini. Di certo non pensando all’arsenale come luogo dove si trovano armi.

Concretamente quali sono i vostri prodotti?
Bongiovanni: Ci occupiamo di comunicazione visiva, in tutte le sue forme, dall’immagine coordinata per le aziende all’immagine pubblicitaria. Quello che spicca sicuramente - e che vogliamo anche un po’ fare emergere - è la parte artistica, creativa nella realizzazione. Oggi le aziende si stanno rendendo conto che non si può più essere fuori dal mondo della comunicazione. Se vuoi far conoscere il tuo prodotto devi conoscere tutta una serie di supporti. Mischiarti nel mondo del web che è molto ampio. E presentarsi con un’immagine propria, con un proprio brand significa avere una marcia in più. Noi siamo un filtro tra il produttore e il compratore. Ci occupiamo anche di eventi e mostre. Diciamo che crediamo molto nel nostro lavoro che si evolve, oltre che in un mestiere, in una vera e propria passione.

Nei giorni scorsi avete organizzato in Valle il CMAD. In che cosa consiste?
Bongiovanni: Il CMAD è un evento che si organizza in tutto il mondo ed è organizzato da chi vive e lavora sui social network, soprattutto su twitter, il 28 gennaio a mezzogiorno. Il Cmad ci è stato proposto da una ragazza che collabora con noi di Milano e che si occupa di reputazione web. Loro lo stavano organizzando a Milano e ci hanno proposto di fare la stessa cosa ad Aosta. Conoscendo poi Bruno di Aosta 2.0 che già stava cercando di creare un gruppo ci è sembrato naturale coinvolgerlo. Concretamente si tratta di un incontro informale dove avviene naturalmente uno scambio di informazioni per chi vive un’Ecosistema digitale che in questo momento è la forma di comunicazione più ampia e più diretta. Fortunatamente l’evento ha incontrato l’apprezzamento di molti e a questa sorta di aperitivo ci siamo ritrovati in una quarantina: da ragazzi di 18 anni fino a persone già quarantenni con una propria esperienza. Ci siamo resi conto che chi vive normalmente davanti ad un monitor o ad un tablet aveva bisogno di un contatto umano. Per molte persone poi è stato un inizio tanto che molti ci hanno chiesto di trasformarlo in un appuntamento fisso mensile. Io credo che possa rivelarsi molto utile una simile iniziativa oprattutto perché abbiamo professionalità sul web e nella comunicazione molto diverse che potrebbero collaborare tra di loro. In questi anni sono nati nuovi ruoli, come ad esempio la reputazione web.

E’ un mondo che sta crescendo?
Bongiovanni: Sicuramente si, oggi le aziende, soprattutto in un momento di forte crisi come quello che stiamo  attraversando, si stanno sempre più rendendo conto di quanto sia importante comunicare, avere una propria identità intellettuale oltre che lavorativa. Stanno tentando di portare il proprio lavoro in maniera globale, e per farlo, devono utilizzare la rete web in tutte le sue forme, dal sito (e.commerce o blog vetrina) al sistema social con una diffusione virale.

Il lavoro di cui andate più orgogliosi?
Bongiovanni: Non abbiamo un lavoro migliore o peggiore. Potremmo dire che andiamo orgogliosi di tutti anche se allo stesso tempo non ci affezioniamo ad uno piuttosto che ad un altro anche perché sono identità realizzate per le aziende, non rispecchiano il nostro essere, ma quello del nostro cliente. , Noi produciamo lavori su misura per i nostri committenti, proprio come un sarto cuce un abito sulla persone, noi lo facciamo con la  comunicazione, così facendo, i prodotti diventano del tutto impersonali per chi li realizza, ma assolutamente “adeguati” all’utilizzatore finale. Soddisfazioni ne abbiamo avute molte, soprattutto nel campo dell’arte e degli eventi. Tradechon è forse il fiore all’occhiello dello Studio Arsenale, sopratutto per essere stati in grado di fotografare e mostrare i costumi e i cori di oltre 400 bambini valdostani.

Su cosa state lavorando in questi mesi?
Bongiovanni: Ad un’idea, secondo me, molto innovativa, soprattutto perché è nel campo del privato e non del pubblico. Stiamo lavorando ad un allestimento della Perino Marmi. Ad uno showroom che vogliamo rendere ecosostenibile e a chilometri zero. Si tratta di utilizzare inchiostri per le stampe a basso impatto ambientale, luci a led, cercando di adeguarci alla richiesta in questi anni. In più tutte le strutture per lo show rom sono realizzate dagli stessi artigiani che lavorano la pietra. Uno scaffale normalmente in legno o prefabbricato lo stiamo realizzando in marmo. Inoltre questo showroom sarà accessibile tramite il mondo web.

Spieghiamo perché siete in due. Il secondo ospite, Max Chiesa, ha un’esperienza molto particolare
da raccontarci.
Chiesa: E’ nata da un vacanza con un amico in Oriente. Io sono così tornato alle mie origini in quanto sono italo- cinese. Siamo arrivati a Shangai in questa enorme metropoli che ci ha lasciato a bocca aperta. Pensavamo di fermarci un mese, avevamo già in mano il biglietto di ritorno ma poi quando è arrivato il momento di partire ci siamo resi conto di non volerlo fare. Avevamo voglia di approfondire la nostra esperienza. Abbiamo sfruttato tutti e tre i mesi del visto e poi io ho deciso di stare lì a studiare. Sto studiando il cinese all’Università di Lingue e ora intendo raccontare questa società così dinamica e internazionale attraverso il blog di Arsenale, in particolare mi soffermerò sui fenomeni legati all’arte e alla comunicazione. E’ un mondo nuovo.

Una novità da annunciare in esclusiva a ImpresaVda…
Bongiovanni: Per questa estate stiamo organizzando una mostra open air del carnevale di Pont-Saint-Martin. E’ innovativo perché sono gli stessi autori e attori finanziatori della mostra, è un’iniziativa che non pesa sull’ente pubblico.

Un sogno imprenditoriale da realizzare… 
Bongiovanni:  Il sogno è quello di avere Comunicazione libera, soprattutto senza condizionamenti e compromessi, ma nella purezza del messaggio che si vuole far leggere a chi dovrà visualizzare il prodotto. Quello che stiamo cercando è di creare un gruppo forte di comunicazione che possa portare avanti questo sogno.

27 maggio 2012

Ritiro della Juventus in Valle: Pro e Contro

Gli amici di Turismok analizzano il risvolto promozionale del possibile ritiro juventino. Con tutta la scaramanzia necessaria diamo per scontato l'arrivo della Vecchia Signora in Valle d'Aosta.
Non c’è ancora l’ufficialità ma sembra sicuro che, dopo diversi anni, la Juventus tornerà a Chatillon per il ritiro estivo. La squadra neo campione d’Italia rimarrà in Valle d’Aosta dal 10 al 25 luglio: si parla di un accordo triennale da 620.000 euro per il primo anno e cifre a salire nei due anni successivi. Sicuramente si tratta di un investimento importante, per alcuni anche eccessivo, come testimonia il sondaggio proposto da Aostasera secondo cui il 52% dei votanti ritiene che questi soldi si sarebbero potuti spendere per scopi più utili.

E’ normale che una cifra del genere scateni un dibattito e divida nettamente le opinioni: ai due estremi c’è chi si scandalizza per lo sperpero del denaro pubblico e chi invece si esalta (magari anche influenzato dal tifo) pensando al ritorno di immagine portato dalla squadra con più tifosi in Italia. Volendo assumere una posizione meno estrema ed il più possibile obiettiva, bisogna riconoscere che entrambi i punti di vista hanno un fondamento. Infatti è certamente vero che si tratta di un’azione di co-marketing imponente che coinvolge un brand di primissimo piano, e questo non può che far felice chi rimprovera alla Valle d’Aosta una scarsa presenza sui palcoscenici più importanti della comunicazione. In particolare, gli operatori turistici di Châtillon, Saint Vincent e delle zone limitrofe, hanno una grande occasione di visibilità oltre che commerciale data dai flussi turistici potenzialmente notevoli nei giorni del ritiro. Dovranno però trovare delle formule interessanti per incentivare i visitatori a rimanere, scongiurando il fenomeno dell’escursionismo, ovvero chi viene in giornata (magari solo per scorgere i propri beniamini e rimediare un autografo) per poi tornarsene a casa senza pernottare.

Dall’altro lato, non si può ignorare quanto sia pesante lo sforzo economico per la presenza della Vecchia (ed esosa) Signora e quanto si sarebbe potuto fare impiegando diversamente una cifra del genere. Rimanendo nel campo turistico, senza esplorare altre possibili finalità dei soldi pubblici, è certamente vero che cifre di questa portata sono sufficienti a sostenere –ad esempio- l’applicazione di un intero piano di marketing per diversi anni: creazione di un portale turistico ex-novo, realizzazione di campagne di marketing integrate sia online che offline, social media marketing, workshop e roadshow sono alcuni esempi di iniziative realizzabili all’interno di tale spesa.

E’ quindi naturale interrogarsi se una singola azione possa generare un ritorno di investimento, sia di immagine che commerciale, tale da far fruttare un tale investimento. Il nodo della questione, che comunque non si ha certo la presunzione di esaurire qui, sta forse proprio in questo: ogni investimento è buono se viene fatto fruttare. Per rimanere ad un altro caso recente del binomio sport-turismo, si può fare l’esempio del Giro d’Italia: un evento sicuramente importantissimo e potenzialmente fondamentale se ben sfruttato.

La Valle d’Aosta ha fatto un grande lavoro di organizzazione, ci sono stati sforzi mirati anche nella promozione turistica (ad esempio attraverso il Club Bike Valle d’Aosta). Certo, se un evento di questo tipo deve essere visto prima di tutto in un’ottica di destination branding (potenziamento dell’immagine e della marca territoriale), fa male vedere il percorso tappezzato dal logo turistico del Trentino, al punto che uno spettatore appena sintonizzatosi in tv avrebbe potuto credere di assistere alla salita al Pordoi o al Bondone. E’ fondamentale quindi che questi grandi “colpi di mercato” tanto per rimanere nel gergo calcistico, siano poi gestiti nel modo migliore a livello di marketing e soprattutto branding. Perché tutte le azioni di marketing hanno un costo, ma conquistare l’immaginario del turista non ha prezzo, ed ha un valore che si moltiplica nel tempo.

Ovviamente mi interessa anche l'opinione di te che mi stai leggendo. Lo spazio commenti come sempre è a tua disposizione...
 

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