27 maggio 2012

Ritiro della Juventus in Valle: Pro e Contro

Gli amici di Turismok analizzano il risvolto promozionale del possibile ritiro juventino. Con tutta la scaramanzia necessaria diamo per scontato l'arrivo della Vecchia Signora in Valle d'Aosta.
Non c’è ancora l’ufficialità ma sembra sicuro che, dopo diversi anni, la Juventus tornerà a Chatillon per il ritiro estivo. La squadra neo campione d’Italia rimarrà in Valle d’Aosta dal 10 al 25 luglio: si parla di un accordo triennale da 620.000 euro per il primo anno e cifre a salire nei due anni successivi. Sicuramente si tratta di un investimento importante, per alcuni anche eccessivo, come testimonia il sondaggio proposto da Aostasera secondo cui il 52% dei votanti ritiene che questi soldi si sarebbero potuti spendere per scopi più utili.

E’ normale che una cifra del genere scateni un dibattito e divida nettamente le opinioni: ai due estremi c’è chi si scandalizza per lo sperpero del denaro pubblico e chi invece si esalta (magari anche influenzato dal tifo) pensando al ritorno di immagine portato dalla squadra con più tifosi in Italia. Volendo assumere una posizione meno estrema ed il più possibile obiettiva, bisogna riconoscere che entrambi i punti di vista hanno un fondamento. Infatti è certamente vero che si tratta di un’azione di co-marketing imponente che coinvolge un brand di primissimo piano, e questo non può che far felice chi rimprovera alla Valle d’Aosta una scarsa presenza sui palcoscenici più importanti della comunicazione. In particolare, gli operatori turistici di Châtillon, Saint Vincent e delle zone limitrofe, hanno una grande occasione di visibilità oltre che commerciale data dai flussi turistici potenzialmente notevoli nei giorni del ritiro. Dovranno però trovare delle formule interessanti per incentivare i visitatori a rimanere, scongiurando il fenomeno dell’escursionismo, ovvero chi viene in giornata (magari solo per scorgere i propri beniamini e rimediare un autografo) per poi tornarsene a casa senza pernottare.

Dall’altro lato, non si può ignorare quanto sia pesante lo sforzo economico per la presenza della Vecchia (ed esosa) Signora e quanto si sarebbe potuto fare impiegando diversamente una cifra del genere. Rimanendo nel campo turistico, senza esplorare altre possibili finalità dei soldi pubblici, è certamente vero che cifre di questa portata sono sufficienti a sostenere –ad esempio- l’applicazione di un intero piano di marketing per diversi anni: creazione di un portale turistico ex-novo, realizzazione di campagne di marketing integrate sia online che offline, social media marketing, workshop e roadshow sono alcuni esempi di iniziative realizzabili all’interno di tale spesa.

E’ quindi naturale interrogarsi se una singola azione possa generare un ritorno di investimento, sia di immagine che commerciale, tale da far fruttare un tale investimento. Il nodo della questione, che comunque non si ha certo la presunzione di esaurire qui, sta forse proprio in questo: ogni investimento è buono se viene fatto fruttare. Per rimanere ad un altro caso recente del binomio sport-turismo, si può fare l’esempio del Giro d’Italia: un evento sicuramente importantissimo e potenzialmente fondamentale se ben sfruttato.

La Valle d’Aosta ha fatto un grande lavoro di organizzazione, ci sono stati sforzi mirati anche nella promozione turistica (ad esempio attraverso il Club Bike Valle d’Aosta). Certo, se un evento di questo tipo deve essere visto prima di tutto in un’ottica di destination branding (potenziamento dell’immagine e della marca territoriale), fa male vedere il percorso tappezzato dal logo turistico del Trentino, al punto che uno spettatore appena sintonizzatosi in tv avrebbe potuto credere di assistere alla salita al Pordoi o al Bondone. E’ fondamentale quindi che questi grandi “colpi di mercato” tanto per rimanere nel gergo calcistico, siano poi gestiti nel modo migliore a livello di marketing e soprattutto branding. Perché tutte le azioni di marketing hanno un costo, ma conquistare l’immaginario del turista non ha prezzo, ed ha un valore che si moltiplica nel tempo.

Ovviamente mi interessa anche l'opinione di te che mi stai leggendo. Lo spazio commenti come sempre è a tua disposizione...

2 commenti:

Fabrizio Favre on 28 maggio 2012 10:04 ha detto...

Le considerazioni di Alpe...


ALPE, RITIRO DELLA JUVENTUS: QUALI VALUTAZIONI
SONO STATE FATTE SUI RITORNI DEL COSPICUO INVESTIMENTO?

Louvin: “Rispetto alla precedente esperienza con la squadra bianconera, conclusasi
per effetto di una serie di illeciti emersi nella gestione dei ritiri, si dovrebbero considerare
anche le condizioni differenti, in particolare per l'attuale crisi economica”


AOSTA, 26 maggio 2012 – Molti sembrano avere dimenticato che l'ultima esperienza con la Juventus in Valle d'Aosta si concluse - solo otto anni fa - in conseguenza di una serie di illeciti emersi nella gestione dei ritiri, tra cui eventi di corruzione, truffa aggravata e tentata concussione, oggetto di patteggiamento per la condanna a sedici mesi in particolare da parte dell’allora capo ufficio stampa della Regione. All’epoca furono anche coinvolti, con pesanti ricadute non solo d’immagine, i vertici della Regione e dell’Assessorato del Turismo.
In occasione del ritiro estivo che la squadra bianconera sembra organizzerà nella nostra Regione, sarebbero perciò auspicabili approfondite valutazioni preventive sui ritorni del cospicuo investimento.
Nessuno finora ha però quantificato con precisione questi benefici.
«Rispetto a nove anni fa», ricorda Roberto Louvin, «le condizioni sono molto differenti, in particolare per la crisi economica che ha colpito il nostro paese. Per questa ragione, intendiamo approfondire subito l'argomento presentando alcuni quesiti nel prossimo Consiglio regionale. Oltre a conoscere l'esito in sede penale e contabile delle vicende riguardanti vari soggetti, amministratori e no, coinvolti nelle inchieste per i ritiri juventini del periodo fino al 2003, di cui sembra si sia persa memoria, chiediamo di sapere chi abbia condotto le trattative con la società torinese e a quale titolo risultino operare singoli esponenti del Consiglio regionale. Inoltre, crediamo necessario che si sappia con certezza a chi si intende affidare, da una parte e dall’altra, la gestione sul piano operativo dei rapporti con la società sportiva Juventus e quali controlli saranno previsti in relazione all’esborso di denaro annunciato.
Sarà forse anche antipatico parlare di queste cose quando tutti sembrano presi solo dall’entusiasmo sportivo, ma i nostri ricordi della “vicenda ritiri” non fanno ritenere giustificabili, da parte dell’amministrazione, eventuali scelte approssimative e non legittimano aperture di credito illimitate».

Fabrizio Favre on 31 maggio 2012 09:18 ha detto...

Ufficiale (o quasi) lo dice la Gazzetta dello Sport

http://www.gazzetta.it/Calcio/Squadre/Juventus/notizie/30-05-2012/dal-10-22-luglio-chatillon-911388548123.shtml

 

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