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27 novembre 2015

#Lavazza: #Nocomment

Era da tempo che una notizia non mi indisponeva così tanto. Il modo di comportarsi di certi gruppi è, per usare un eufemismo, disdicevole. 

Questo è il post di due anni fa. 

#Lavazza mantiene il polo produttivo di Verrès


Questa è la nota che mi è arrivata nella mail pochi minuti fa.

Lavazza informa di aver incontrato oggi presso il proprio stabilimento di Verrès (AO) le Organizzazioni Sindacali per illustrare le linee guida del piano industriale che prevede la progressiva dismissione del sito produttivo valdostano e il trasferimento delle produzioni verso i centri polifunzionali del Gruppo situati in Italia. 

Lo stabilimento di Verrès occupa 51 addetti ed è attivo nella produzione delle confezioni da 250g e dei formati speciali. La decisione è da inquadrarsi nel contesto della razionalizzazione del sistema produttivo Lavazza, che ha visto di recente l’Azienda investire in maniera significativa nella riqualificazione dei propri siti produttivi di proprietà.

 Lavazza opera in un mercato mondiale sempre più competitivo, in forte evoluzione e caratterizzato da aggregazioni tra i grandi operatori internazionali che hanno ridisegnato in maniera strutturale e non contingente il business del caffè. In questo scenario la velocità di risposta e l’efficienza dei processi produttivi rappresentano una scelta obbligata e non più rinviabile. Da qui la necessità di potenziamento e ottimizzazione della capacità dei siti polifunzionali di proprietà, attrezzati per lavorare sia caffè macinato e grani che capsule. 

Lavazza conferma la propria disponibilità a condividere con le Organizzazioni Sindacali e le Istituzioni locali il percorso futuro, mettendo in atto tutte le misure utili alla gestione della transizione, inclusa la possibilità di ricollocare il personale attualmente impiegato su Verrès all’interno del proprio sistema industriale, valutando altresì il ricorso agli ammortizzatori sociali disponibili.

22 ottobre 2013

#Lavazza mantiene il polo produttivo di Verrès


La Lavazza, azienda leader del mercato del caffè in Italia,
ha presentato alla Regione la decisione di mantenere il polo produttivo di via Circonvallazione a Verrès, valorizzando la struttura esistente, in un’ottica di sinergia ed efficienza produttiva.

La decisione potrà assicurare un consolidamento delle condizioni di sviluppo, che dal 2008 a oggi hanno consentito di incrementare di circa il 40 per cento i volumi produttivi dello stabilimento e sviluppare l’occupazione locale.

«Le difficili condizioni dei mercati e la contrazione dei consumi - si legge in una nota - rendono necessario mantenere la massima efficienza. Per questo, si è scelto di valorizzare l’alto standard di qualità e competitività dal sito attuale e di non procedere alla costruzione di un nuovo stabilimento, che a causa dei costi di avvio e di esercizio molto importanti, non sarebbe ad oggi economicamente ragionevole».

Evidente la soddisfazione del Presidente della Regione autonoma Valle d’Aosta, Augusto Rollandin: «Siamo lieti di apprendere da Lavazza il mantenimento del ruolo strategico di Verrès all’interno del proprio sviluppo produttivo. E’ davvero positivo che un’azienda così prestigiosa continui a credere e a investire in Valle d’Aosta, con importanti ricadute per l’occupazione e il territorio».

«Per Lavazza l’impianto di Verrès è un polo produttivo importante – afferma Eleuterio Quagliarini, Responsabile Operations di Lavazza -. L’azienda conferma quindi la volontà di mantenere la produzione sul territorio in virtù anche degli ottimi risultati che questo stabilimento ha garantito nel corso degli anni».

Una presenza ventennale
Lo stabilimento di Verrès in Valle d’Aosta è il secondo stabilimento Lavazza dedicato alla torrefazione e al confezionamento del caffè tradizionale (roast & ground). Il legame tra Lavazza e la città risale a oltre 20 anni fa: era infatti il 1989 quando Lavazza decise di acquistare la Co.In.Ca., un’antica azienda piemontese associata al Consorzio São Cafè. In questi 24 anni il sito di Verrès, che oggi ha 70 dipendenti, è arrivato a produrre oltre 20mila tonnellate di caffè torrefatto all’anno, in un’ottica di sinergia ed efficienza produttiva.

Dal 2003 lo stabilimento ha ottenuto la registrazione EMAS (Eco Management and Audit Scheme), una certificazione ambientale che, attraverso verifiche continue, conferma la costante riduzione dell’impatto delle attività produttive sull’ambiente circostante, la riduzione degli sprechi e della produzione di rifiuti, la razionalizzazione dei consumi energetici.

18 luglio 2012

Settembre 1997: il mio primo Viaggio fra le Imprese Valdostane (Prima parte)

Chi segue questo blog sa come le sue origini risalgano ad una inchiesta avviata nel 2007 sul Corriere della Valle dal titolo «Viaggio fra le imprese valdostane». Ma in realtà c'è un precedente più antico, sempre sul Corriere risalente addirittura al settembre 1997, cioè dieci anni prima, quando ho iniziato a collaborare in maniera più strutturata con il settimanale diocesano. Il direttore di allora era don Giulio Vuillermoz, e a lui proposi proprio di occuparmi di imprese e feci così una serie di articoli sulle aziende valdostane. Un primo viaggio.

Con un po' di spirito autocelebrativo e sperando di stimolare la tua curiosità ti propongo alcuni scatti che riproducono a mo' di fotocopia quasi tutti gli articoli di quel primo tour. Credo che si tratti della serie quasi completa che ti propongo in due post.

Molta acqua è passata sotto i ponti. Alcune aziende sono ancora oggi vive e vegete, altre non ci sono più, altre ancora sono in difficoltà.

Oggi di proprietà di Lavazza, sempre in Valle



Se si pensa alla querelle di questi ultimi mesi...

Un'intervista a Renzo Vuillermoz allora presidente degli Industriali valdostani

Oggi Enrietti non c'è più ma la Thermoplay ne continua l'impegno imprenditoriale

Un'azienda in difficoltà

Gioachino Gobbi porta ancora il brand Grivel nel mondo. Più sotto la prosecuzione dell'articolo nelle pagine interne del Corriere. Consiglio, come sempre, di cliccare sulle foto per una migliore lettura. Purtroppo non posso garantire una lettura completa degli articoli perché il peso delle immagini diventerebbe insostenibile.


7 marzo 2012

Heineken e Lavazza: Segni di Speranza

Non sarà ancora una primavera, ma potrebbe essere una piccola estate di San Martino. I colossi Lavazza e Heineken presenti in Valle con due stabilimenti importanti assumono. Non sono contratti a tempo indeterminato, ma è un segno che chi ha un mercato internazionale può fare la differenza. E che l'agroalimentare made in Italy ha i suoi spazi.

Da un lato Heineken con il suo stabilimento di Pollein grazie ad una nuova commessa proveniente dal Sudafrica per i prossimi quattro mesi assume tredici lavoratori interinali (i dipendenti attualmente sono 73). La produzione supplementare sarà di 95 mila ettolitri, che si aggiungeranno ai 463 mila già programmati per il 2012 e che si dividono in 396 mila ettolitri per il mercato nazionale, 25 mila per Svizzera e Germania, oltre 17 mila per la Sardegna e 12 mila proprio per il Sudafrica.

Dall'altra la Lavazza a Verrès per far fronte ai maggiori volumi produttivi, rispetto al budget previsionale, effettuerà 16 assunzioni a tempo determinato per 4 mesi. L'azienda ha comunicato recentemente ai sindacati l'attivazione del turno notturno produttivo, con avvio entro il primo aprile e fino al 31 luglio prossimo.

Mi piacerebbe dare notizia di altri piccoli segni di speranza se tu ne conosci qualcuno segnalalo nello spazio commenti.

3 marzo 2011

News Flash 3 - Lavazza Aumenta la Produzione

Sento un buon odore di caffè...alla valdostana!

28 gennaio 2010

Tra Lavazza e Brunello

Un blog deve saper anche segnalare contenuti interessanti presenti altrove. Ecco perchè ti invito a leggere il blog di Enrico Tibaldi sulla vicenda Lavazza, che, a mio avviso, va monitorata con attenzione, e quello di Franco Ziliani, chiamato  «Vino al Vino», dove potrai scoprire che il maestro cioccolataio valdostano Mauro Morandin ha collaborato alla creazione di cioccolatini ripieno di Brunello. Ma per saperne di più leggi qui.

15 ottobre 2009

Scenari Possibili Oltre la Crisi (3): Un Panel di Imprenditori di Eccezione: Marconetto, Lorenzi, Forlenza, Palmisani, Conta, Palella e Marzorati



Terzo post dedicato al Convegno, organizzato dall’Assessorato delle attività produttive, svoltosi venerdì scorso al Centro congressi del Gran Hôtel Billia di Saint-Vincent, sul tema «Oltre la crisi: scenari possibili nel settore industriale e ruolo dei territori. Le prospettive della Valle d’Aosta». Qui trovate il primo e qui il secondo post.

Nel pomeriggio Marco Cattaneo, direttore della rivista Le Scienze, ha moderato un dibattito con un parterre imprenditoriale d’eccezione.
In occasione della tavola rotonda del pomeriggio sono intervenuti Adriano Marconetto, Amministratore delegato Electro Power Systems; Alessandro Lorenzi, Direttore centrale corporate Lavazza: Francesco Forlenza, Presidente Olivetti; Luigi Palmisani, Direttore generale personale e organizzazione Engineering; Paolo Conta, Presidente Consorzio VN Tech; Pietro Palella, Direttore generale ST Microelectronics Italia; Roberto Marzorati, Vicepresidente Cogne Acciai Speciali.

Ero presente al dibattito del pomeriggio. Provo perciò a proporti alcuni dei tantis punti che ho colto in ciascuno degli interventi.

Basta all'estero a certi «gruppi vacanze Italia»
Marconetto (Electro Power Systems): «per noi la crisi è stata un’opportunità in quanto ha accelerato la richiesta di prodotti come li facciamo noi, che utilizzano un’energia più pulita e meno costosa». E ancora «Abbiamo aperto una nostra fabbrica alle fine del 2008 in Valle d’Aosta poiché qui c’erano condizioni interessanti a livello di opportunità territoriali. Qui rispetto ad altre realtà regionali della pubblica amministrazione si respira una boccata d’aria fresca quando si interagisce con il territorio». Marconetto ha sottolineato anche la necessità che le Pmi italiane possano contare sulle istituzioni quando si va all’estero, rifiutando come gite dannose certi «gruppi vacanze Italia», riferendosi evidentemente ad alcune mission, a suo avviso, non organizzate nel migliore dei modi.

Il sogno del pachaging biodegradabile
Lorenzi: (Lavazza) «Siamo un’azienda matura che produce un prodotto maturo. La crisi perciò l’abbiamo avvertita. Ciò non toglie che chi sa fare innovazione possa uscire rafforzato da una simile congiuntura. Noi con il Politecnico di Torino stiamo lavorando all’ecosostenibilità del packaging dei prodotti alimentari. La biodegradabilità è l’obiettivo da raggiungere. Del resto Lavazza ha una lunga tradizione in questa direzione. Fummo i primi ad inventare il sottovuoto che permise di degustare il prodotto anche in luoghi molto lontani dal luogo di produzione». Lorenzi ha anche annunciato che Lavazza ricollocherà il suo impianto industriale sempre a Verrès in un sito dismesso grazie al quale sarà possibile triplicare l’area industriale. «In un decennio – ha dichiarato Lorenzi – triplicheremo la forza occupata e i volumi di produzione. Inoltre si tratterà di uno stabilimento di classe A dal punto di vista energetico che autoprodurrà tutta la sua energia attraverso un impianto fotovoltaico, il ripristino di una veccgia centralina già presente nel sito e la costruzione di un impianto di recupero biomasse. Tutto rigenerabile. Tutto in loco».

L'Olivetti esiste ancora
Forlenza (Olivetti): «Uno dei problemi più curiosi in cui mi imbatto è che spesso la gente non sa che l’Olivetti esiste ancora. I numeri non sono più quelli di un tempo ma si tratta di un brand forte nel mondo dell’office per quanto riguarda i sistemi di stampa specializzati, ad esempio Banche e Poste. Fatturiamo 330 milioni di euro all’anno di cui il 50% all’estero e i dipendenti sono 1100. Siamo un caso un po’ unico di un’azienda che pur avendo perso il prodotto originario, prima le macchine da scrivere poi i Pc, è rimasta ancora sul mercato. Una parte della produzione è stata portata all’estero e in Italia la nostra presenza più importante sul versante produttivo e ad Arnad». In merito alla presenza valdostana di Olivetti Forlenza si è sempre detto colpito «dal clima di collaborazione e dalla disponibilità a fare sistema». Ha poi sosttolineato come un fronte su cui ci si deve impegnare sia quello dell’attrazione di talenti.

Non è vero che andava tutto bene
Palmisani (Engineering): «La prima premessa da fare è che la crisi è arrivata in un momento in cui non è vero che tutto andava bene. Nel 2000 per il settore dell’Ict sono stati toccati i vertici massimi poi il mercato ha iniziato a contrarsi». Riferendosi poi alla presenza valdostana dell’azienda ha spiegato come Engineering in Valle faccia un “mestiere” un po’ diverso dal resto d’Italia. «Noi qui gestiamo infrastrutture tecnologiche di clienti. Tanto per capirci un check in a Antigua su una nave Costa crociere è fatto dal Centro di calcolo di Pont-saint-Martin. Si tratta di una macchina che ha alle spalle un decennio. Allora era tre passi avanti a tutti. Oggi c’è un centro in Italia che gli è superiore, ma non vi diro quale neppure sotto tortura. Il nostro obiettivo è quello di dare valore a questo asset ed è possibile farlo soltanto con nuovi investimenti».

In Italia l'energia costa troppo
Marzorati (Cogne):
«Il settore siderurgico è stato investito in pieno dalla crisi. Siamo old economy e abbiamo pagato questa nostra condizione con un –40% di produzione nel primo semestre. Rispondiamo alla crisi grazie ai nostri nuovi prodotti e alla nostra riconosciuta competenza qualitativa, ma la ripresa è lenta. In questo secondo semestre c’è un miglioramento ma registriamo comunque un –25%». Marzorati ha poi ricordato come in Italia il costo energetico rimanga comunque il più alto d’Europa. «E tenete conto – ha detto – che per noi il costo energetico viene appena dopo quello delle materie prime. Prima di quello dei dipendenti».

Un mercato completamente nuovo richiederà prodotti nuovi
Palella (ST Microelectronics Italia): «Noi produciamo chip. Il nostro core business è inevitabilmente innovazione. Investiamo il 18-20% del nostro fatturato in R&S, il 25% di quanto produciamo va in Cina. Tuttavia dal 3° trimestre 2008 al secondo 2009 il mercato dei semiconduttori, quello per noi più importante, ha perso il 17%. E’ una crisi che tocca tutti i settori. E per questo siamo convinti che l’uscita da questa pesante congiuntura renderà il mercato diverso dal passato. Quali saranno i prodotti più importanti di questo nuovo mercato. E’ questa la sfida». Guardando alla Valle d’Aosta Palella ha ricordato alcuni punti fondamentali per il futuro della piccola regione autonoma: va creata una rete delle conoscenze che colleghi Università ed aziende; occorre un sistema di formazione di alta qualità; qualità delle infrastrutture, in particolare delle reti di telecomunicazione; attrarre talenti sia dal territorio che da fuori e qualità della pubblica amministrazione.

La necessità di fare rete
Conta (VNTech): «L’esperienza di Vntech indica alle aziende valdostane una possibile strada da percorrere. Quella di lavorare per gruppi di progetto. E’ poi fondamentale, anche per me, che si crei una rete fra pubblica amminsitrazione e aziende e fra le aziende fra di loro. A volte non ci rendiamo conto che il nostro vicino di casa fa delle belle cose e che, magari, ci potrebbero servire. E’ una positiva esperienza che stiamo vivendo con il Consorzio. Al di là del progetto specifico sulla sensoristica un primo dato positivo è costituito dal conoscersi meglio».
 

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