27 novembre 2015

#Lavazza: #Nocomment

Era da tempo che una notizia non mi indisponeva così tanto. Il modo di comportarsi di certi gruppi è, per usare un eufemismo, disdicevole. 

Questo è il post di due anni fa. 

#Lavazza mantiene il polo produttivo di Verrès


Questa è la nota che mi è arrivata nella mail pochi minuti fa.

Lavazza informa di aver incontrato oggi presso il proprio stabilimento di Verrès (AO) le Organizzazioni Sindacali per illustrare le linee guida del piano industriale che prevede la progressiva dismissione del sito produttivo valdostano e il trasferimento delle produzioni verso i centri polifunzionali del Gruppo situati in Italia. 

Lo stabilimento di Verrès occupa 51 addetti ed è attivo nella produzione delle confezioni da 250g e dei formati speciali. La decisione è da inquadrarsi nel contesto della razionalizzazione del sistema produttivo Lavazza, che ha visto di recente l’Azienda investire in maniera significativa nella riqualificazione dei propri siti produttivi di proprietà.

 Lavazza opera in un mercato mondiale sempre più competitivo, in forte evoluzione e caratterizzato da aggregazioni tra i grandi operatori internazionali che hanno ridisegnato in maniera strutturale e non contingente il business del caffè. In questo scenario la velocità di risposta e l’efficienza dei processi produttivi rappresentano una scelta obbligata e non più rinviabile. Da qui la necessità di potenziamento e ottimizzazione della capacità dei siti polifunzionali di proprietà, attrezzati per lavorare sia caffè macinato e grani che capsule. 

Lavazza conferma la propria disponibilità a condividere con le Organizzazioni Sindacali e le Istituzioni locali il percorso futuro, mettendo in atto tutte le misure utili alla gestione della transizione, inclusa la possibilità di ricollocare il personale attualmente impiegato su Verrès all’interno del proprio sistema industriale, valutando altresì il ricorso agli ammortizzatori sociali disponibili.

3 commenti:

giancarlo borluzzi ha detto...

Impresa-VdA vuole proporsi (abbastanza giustamente) quale punto di incontro/confronto in Valle nel campo dell'imprenditoria. In tale ottica, è singolare la posizione da Celestino V sulla questione Lavazza: nel terzo millennio l'economia corre e ciò che valeva due anni fa può non valere oggi. È del tutto fuori luogo riesumare ciò che una ditta mondiale disse due anni fa. Per demagogia non si vuol riconoscere il primato del bilancio aziendale, supremazia senza la quale la ditta andrebbe al macero in un futuro più o meno prossimo.

Fabrizio Favre on 30 novembre 2015 11:45 ha detto...

Su Aostasera una lettera di un dipendente di grande dignità. Quello della Lavazza non è un modo di fare impresa. E' una vergogna!

http://www.aostasera.it//articoli/2015/11/30/38370/lavazza-parla-un-dipendente-siamo-diventati-un-ramo-secco-perche-hanno-deciso-cosi

Fabrizio Favre on 1 dicembre 2015 11:00 ha detto...

Borluzzi. Siamo onesti. La Lavazza non è in crisi. E questa riorganizzazione aziendale è piuttosto scandalosa. Tuttavia accetto la critica ma su un fronte diverso. Il problema non è tout court la scelta aziendale, ma la totale assenza della politica che nel passato ha dato spazio a vetrine mediatiche presentate in pompa magna e sventolato accordi basati su fondamenta inconsistenti. Questo andava detto. In questo le do ragione. In questo faccio il mea culpa.

 

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