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27 dicembre 2019

Laurent Vicquèry (#Valfidi): «Confidi unico? Occasione perduta»


Questa settimana proponiamo l'intervista a Laurent Vicquéry, Presidente di Valfidi.


Come è stato il vostro 2019…
E' stato un anno intenso e produttivo come è sempre d'altronde quando si lavora con energia. I conti
al 30 novembre ci dicono che è stato un anno interessante in cui Valfidi ha dimostrato di essere sul territorio, sempre solido. Quest'anno abbiamo erogato oltre 20 milioni di garanzie e abbiamo stock per 85 milioni di, quindi oltre 100 milioni di attività finanziaria. La qualità del credito vede un valore di bonis al 91%, sostanzialmente abbiamo in pancia posizioni solide. Nel 2019 abbiamo siglato ad aprile un accordo con Ascomfidi NordOvest che ha già permesso al luglio di quest'anno du far rientrare le imprese del commercio che nel 2015 avevano scelto di trasferire le garanzie sul Piemonte, un'operazione estremamente interessante perchè permette a queste imprese di essere seguite in maniera più puntuale e rafforzare il sistema del credito nel suo complesso. E poi quest'anno per la prima volta da quando Valfidi è vigilata c'è stata una ispezione di Banca d'Italia. Una ispezione che come è consuetudine è durata 8 settimane e che ci ha permesso di avere un'analisi molto puntuale della nostra struttura, delle nostre modalità operative, del piano strategico che stiamo adottando. Il clima con gli ispettori è stato cordiale e ora aspettiamo il loro verbale da qui a 60 giorni.

Prospettive per il 2020?
Come ho detto prima le imprese hanno cominciato a rientrare dal mese di luglio. Il prossimo anno ci sarà il vero e proprio conferimento di ramo d’azienda da parte di Ascom Fidi Piemonte. Chiudiamo così un processo che non era assolutamente né scontato né banale. Alla fine riporteremo in Valle d'Aosta circa 16 milioni di garanzie, un volume piuttosto significativo, ma soprattutto più di 800 imprese. Per Valfidi vorrà dire registrare più di 4.000 soci, un numero importante se calcoliamo che in Camera di Commercio sono iscritte circa 12.000 aziende. Questa è una operazione che rafforza il sistema del credito della Valle d’Aosta facendo in modo che tutte le microimprese potessero lavorare con un unico confidi. Era un buon avvio per il Confidi unico.

Nei giorni scorsi c'è stata una conferenza con titolo e sottotitolo molto chiaro: “Il Confidi perduto. Un’opportunità sciupata per il sostegno del tessuto economico valdostano”…
Valfidi e Confidi Valle d'Aosta – è cosa nota – stavano lavorando per addivenire ad un Confidi unico che era assolutamente la soluzione più naturale per un piccolo territorio come la Valle d'Aosta che ha caratteristiche molto specifiche e utile per il territorio. Valfidi e Confidi firmano nell'ottobre 2015 un accordo per arrivare a questo obiettivo e consegnano questa dichiarazione di intenti a Banca d'Italia che quindi certifica l'operazione. Confidi Valle d'Aosta ha scelto un'altra strada. Ha abbandonato il tavolo di confronto senza informare Valfidi che ha scoperto attraverso gli organi di stampa l'esistenza di un partner toscano con cui Confidi Valle d'Aosta avrebbe intrattenuto dei rapporti. Di conseguenza è morta una delle ipotesi di aggregazione perchè una delle due parti ha abbandonato il tavolo.


Quindi per voi la scelta di albergatori e industriali di Confidi Centro è un errore? Perché?
Ci lascia molto perplessi perchè a nostro avviso si va ad indebolire il sistema valdostano del credito. A noi sembra sbagliato il timing. L'idea di uscire dalla Valle d'Aosta poteva essere interessante ma per noi si poteva fare dopo una fusione valdostana con un Confidi molto più strutturato, più patrimonializzato, più forte e che presidiasse bene il territorio della Valle d'Aosta. Fatto in questo modo ci sembra di rivedere un film già visto cioè l'aggregazione dell'ex Confidi CTS con Ascomfidi Nord Ovest in cui c'era stata molta premura di andare all'esterno e ora dopo cinque anni stanno rientrando.

Il mantenimento della sede legale e opertaiva in Valle d’Aosta quindi per voi non è un elemento sufficiente. Rispetto all'operazione si tratta di un elemento nuovo. Il Confidi Valle d'Aosta non esce dalla Valle ma acquisisce...
Vedremo il tempo cosa ci dirà. Tuttavia le lettura che noi facciamo è che non è detto che il mantenimento della sola sede legale in Aosta possa significare che il centro decisionale rimanga in Aosta. Siamo un po' timorosi perchè ci rendiamo conto che in Toscana, da quello che sappiamo, c'è un Confidi molto forte, molto strutturato e anche con delle imprese e delle associazioni industriali che hanno un altro peso rispetto alle nostre. Magari tutto funzionerà benissimo, glielo auguro davvero tuttavia per noi sarebbe stato meglio prima raggruppare le imprese sul teritorio e poi esplorare il mercato nazionale.

A questo punto qual è lo scenario possibile per Valfidi?
Naturalmente Valfidi non è mai rimasta immobile. Era intuibile che il tavolo di lavoro zoppicasse un poco. Abbiamo già delle altre opzioni su cui si sta lavorando e ora stiamo dando attuazione a tutte le attività necessarie per arrivare comunque in autonomia ai 150 milioni di attività finanziarie, indispensabili per rimanere vigilati secondo la normativa di Banca d'Italia. Nessuno scossone per noi. Si adatteranno delle soluzioni diverse e ci rammarichiamo che quella che sembrava la soluzione più naturale sia venuta meno.

E’ chiaro che non intendete aprire trattative con il nuovo soggetto. E’ corretto?
Le vie si sono momentaneamente divise. La soglia di 150 milioni è il nostro obiettivo. D'altra parte dobbiamo capire come si svilupperà la nuova aggregazione. I binari per ora sno separati. In futuro vedremo.

L'amministrazione regionale al momento no ha detto nulla sul nuovo scenario...
Per quanto riguarda Valfidi con l'Assessore Testolin c'è un ottimo rapporto e anche con Aggravi in precedenza. Quello che forse è mancato è un intervento più pronto, più specifico sui Confidi per garantire un Confidi vigilato forte così come abbiamo visto fare in altre regioni, ad esempio il Trentino e il Friuli Venezia Giulia, dove l'amministrazione ha effetivamente preso in carico la questione e ha aiutato ad arrivare a fusioni di peso.

Non temete che in futuro l'Europa alzi queste soglie. Del resto si sa l'Italia è un anomalia rispetto agli altri stati dove il numero dei Confidi è estremamente ridotto. In futuro una aggregazione potrebbe diventare obbligatoria...
Noi siamo sempre disponibili al dialogo. Abbiamo a cuore le imprese non i singoli Consigli di amministrazione. Detto questo l'analisi è corretta ma anche in Italia il percorso è tracciato. In cinque anni si è passati da 65 a 36 Confidi. E si ridurranno ancora. Occorre ragionare un passo alla volta. Oggi la soglia è 150 milioni e dobbiamo arrivare lì ed essere pronti ad un eventuale obiettivo diverso che proporrà Banca d'Italia. A maggior ragione l'anomalia è quella attuale di due Confidi valdostani molto piccoli su un territorio come il nostro. Quindi, lo ribadisco, mettersi insieme prima sarebbe stata una buona idea.

Un sogno per il mondo del credito da realizzare?
Credo sia un sogno molto concreto e a portata di mano. Quello di un Confidi valdostano con 150 milioni di attività finanziarie in grado di sostenere le imprese del territorio. Un progetto per noi da chiudere assolutamente entro il 2021. 

17 ottobre 2019

Pierre Noussan (#ConfidiValledAosta): ospite il 18 ottobre a #ImpresaVda su #RadioPropostainBlu

Carissimo visitatore, domani, venerdì 18 ottobre, alle 10, quarta puntata del nuovo ciclo di ImpresaVda su Radio Proposta in BluIn studio Pierre Noussan, Presidente del Confidi Valle d'Aosta. 

Sul Corriere della Valle in edicola trovi l'intervista a Paolo Contoz dell'omonima azienda che commercia prodotti petroliferi.

A circa un'ora dalla trasmissione della puntata puoi scaricare il podcast nell'apposita sezione sul sito di Radio Proposta in Blu.


Se non conosci ancora la radio ti ricordo le sue frequenze: Courmayeur 103.8 - La Salle 93.7 - Saint-Nicolas 107.6 - Aosta 107.8 - Saint-Vincent 107.4 - Bassa Valle 107.8 - Brusson 88.5 - Ayas 107.6 - Valtournenche 107.6 - Valle del Gran San Bernardo 107.6 e Valgrisenche 88.0. 

30 maggio 2019

#Credito: accordo tra #Valfidi e #Ascomfidi Nordovest

L’approvazione del bilancio dell’esercizio 2018 è stata al centro dell’Assemblea Ordinaria dei soci di Valfidi, convocata per martedì 21 maggio. Ma non solo. Il Presidente Laurent Vicquéry, presentando la Relazione del Consiglio di Amministrazione, ha messo in evidenza il percorso che il confidi dovrà effettuare nei prossimi 2 anni per raggiungere la soglia dei 150 milioni di Euro di attività finanziarie necessaria per mantenere l”iscrizione nell'Albo Unico ex art. 106 del TUB degli Intermediari Finanziari.

In proposito Vicquéry ha informato i presenti «circa l”accordo sottoscritto con Ascomfidi Nordovest che permetterà alle imprese valdostane del settore commercio, oggi supportate dal confidi piemontese, di tornare a beneficiare dei contributi in conto interessi e di mantenere i costi delle 
garanzie contenuti. Un accordo che può portare Valfidi a fare un importante passo avanti nel percorso di raggiungimento della soglia dei 150 Milioni di euro e rilancia la necessità di riprendere il dialogo con Confidi Valle d’Aosta per un percorso aggregativo a livello regionale».

Il Presidente ha posto l'accento sulle profonde differenze tra la realtà economica valdostana e quella delle altre regioni d’Italia, sulle importanti disparità tra l’operatività dei confidi valdostani rispetto ai confidi di altre regioni e sulle possibili sinergie tra i confidi valdostani, invitando a ulteriori riflessioni chi oggi sta valutando come prioritarie le soluzioni aggregative con confidi extra regionali, sottolineando come in passato quelle stesse scelte non abbiano prodotto risultati apprezzabili.

Ma veniamo ai numeri di Valfidi. 3.276 soci ordinari costituiti da imprese e professionisti e 7 soci sovventori. Nel corso del 2018 sono stati ammessi alla cooperativa 107 nuovi soci e ne sono fuoriusciti per recesso, decadenza o esclusione 84 soci. Al 31/12/2018 lo stock complessivo di garanzie ammonta ad euro 83.569.609 a cui corrispondono 184.339.000 di euro di finanziamenti e affidamenti attivi garantiti. Nel corso del 2018 Valfidi ha erogato 22.418.515 euro di nuove garanzie
corrispondenti ad Euro 41.459.000 di nuove linee di credito concesse dalle banche convenzionate.
Le garanzie in bonis rappresentano il 91% del totale, le garanzie deteriorate il 9%, di cui il 6,85% sono garanzie relative a pratiche a sofferenza presso le banche. Nel 2018 è proseguito il calo dell’indice di ingresso a deteriorato, con un miglioramento della qualità del credito, a dimostrazione del calo delle posizioni problematiche. Il patrimonio netto della società ammonta ad oltre 12.691.000 euro.

Nel commentare i numeri sopra riportati «Va evidenziato, - ha spiegato il Direttore Roberto Ploner
- come sia cresciuto l'importo delle nuove garanzie rilasciate nell'anno rispetto agli anni precedenti,
con una conseguente crescita dello stock di garanzie in bonis di 627.000 Euro (+0,83%). Positivo
anche il dato delle garanzie deteriorate in calo del 7% rispetto all’anno precedente. Le posizioni
classificate in stato deteriorato si attestano al 9% del totale del portafoglio garanzie, un dato questo al di sotto rispetto alle percentuali che rileva la Banca d”Italia sul sistema del credito in Valle d’Aosta, in particolare sul target delle micro e piccole imprese. Questi dati confermano come Valfidi in questi anni non abbia fatto mancare il suo sostegno alle imprese, soprattutto a quelle che ne avevano maggiore necessità, attingendo anche a risorse pubbliche, ad esempio il fondo di Garanzia per le PMI, idonee a mitigare il rischio di credito».

2 maggio 2019

#Confidi agricoltori: confermati Balicco e Quendoz

Confermati alla Presidenza Giuseppe Balicco di Nus e alla vice-Presidenza Raffaella Quendoz di Gressan. Gli altri amministratori eletti dall’Assemblea, per il prossimo quinquennio sono Dalbard Remo di Pollein, De Zordo Adele di Verrès, Denarier Marino di Avise, Diemoz Italo di La Salle, Dondeynaz Marcello di Verrès, Lanièce Angelo di Champdepraz, Mossoni Ezio di Aosta, Perraillon Yves di Chambave. Faranno, inoltre, parte del Consiglio Direttivo Nicoletta Alessio di Fénis e Vacquin Savino di Brusson, su designazione di Coldiretti Aosta, e Pascal Daniele su designazione della Amministrazione Regionale. La Dottoressa Daniela Martorina segue l’organizzazione amministrativa con incarico di Direttore. «Da una parte la soddisfazione per il riconoscimento del lavoro sinora fatto, dall’altra le preoccupazioni per poter sostenere adeguatamente il mondo agricolo in un momento tanto difficile» questo il primo commento di Balicco dopo la riconferma.

Balicco ha voluto anche «ringraziare i colleghi amministratori, la struttura e le banche convenzionate, tutti elementi senza i quali non sarebbe possibile fornire l’adeguata assistenza». Balicco ha poi sottolineato alcune preoccupazioni rispetto al dibattito locale e nazionale «incentrato esclusivamente sulla creazione di grandi soggetti vigilati dalla Banca d’Italia, frutto di fusioni resesi necessarie a seguito dell’innalzamento dei parametri richiesti. Un dibattito che escluderebbe, ad oggi, le realtà più piccole come la nostra che - grazie ad una buona patrimonializzazione e una gestione snella - sono, invece, ancora fondamentali per molte piccole aziende agricole. Il nostro futuro di confidi minore sarà definito, - ha concluso Balicco - con l’ufficializzazione delle norme attuative di un decreto del 2010 che, a nove anni di distanza, ancora non hanno visto la luce, sempre nella speranza che tali norme non rappresentino esclusivamente oneri ed impegni ma anche la possibilità, per le piccole e sane realtà come la nostra, di continuare a prestare – al meglio – i propri servizi alle aziende associate».

Il Confidi Agricoltori è nato nel 1981 su iniziativa di Coldiretti Valle d’Aosta al fine di fornire
intermediazione bancaria e consulenza finanziaria alle aziende agricole della Regione. Oggi conta
circa 260 soci ed eroga garanzie per circa 9, 5 milioni di Euro. Il settore zootecnico, come da previsione, costituisce il settore di attività con il maggior peso delle garanzie in essere con ben il 79%
del totale. Una buona crescita si è registrata per le produzioni ortofrutticole e la coltivazione della
piante officinali (8%) oltre ad un aumento nel settore vitivinicolo (6%), tra i fiori all’occhiello
della realtà valdostana. Gli affidamenti a breve erogati nell’ultimo anno sono stati pari a circa € 2,
9 milioni mentre i finanziamenti (a medio e lungo termine) sono risultati pari a circa € 2, 1 milioni
per un importo complessivo di affidamenti in essere pari a circa € 17, 8 milioni. Le garanzie in essere
ammontano complessivamente a circa € 9, 5 milioni a fronte di un patrimonio netto del Consorzio di oltre € 3, 7 milioni. Gli Istituti convenzionati sono BCCV, Intesa Sanpaolo, Banca Popolare di
Sondrio, e Finaosta. Gli utenti possono trovare, presso il Confidi, diverse agevolazioni; naturalmente
la partecipazione alle garanzie, ma anche costi di istruttoria estremamente accessibili, riduzione
delle procedure burocratiche e un iter procedurale molto rapido al fine di poter erogare finanziamenti, aperture di credito e anticipazioni sui premi comunitari spettanti alle imprese agricole nel minor tempo possibile. In questo scenario va rimarcato come anche nel 2018, in maniera ormai sistematica
e cronica, gli agricoltori abbiano dovuto affrontare il problema dei contributi AGEA - un sistema
che da anni non riesce a dare garanzie sugli importi dei contributi e sui tempi di erogazione degli
stessi. Proprio per far fronte a questa criticità il Confidi Agricoltori ha continuato ad offrire il
suo prodotto specifico – anticipazioni PSR e PAC - con garanzia all’80% ed abbattimento dei costi
commissionali (0, 25% al posto del 0, 60%): un prodotto che nel corso del 2018 ha visto l’erogazione
di finanziamenti per quasi € 1, 4 milioni.

31 gennaio 2019

Pierre Noussan (#ConfidiValledAosta): «Siamo un partner finanziario dell'imprenditore»

Pierre Noussan
Questa settimana proponiamo l'intervista a Pierre Noussan, Presidente del Confidi Valle d’Aosta.

Cosa possiamo dire sul 2018 del vostro Confidi? Diamo un po’ di numeri?
Il nostro Consorzio che ha una lunga storia ha ormai raggiunto i 1000 soci. Parlando di numeri parliamo anche di garanzie. Il nostro Consorzio ha come missione aggiungere la nostra garanzie all'importo che il nostro socio assume in qualità di debito all'interno della banca e nel nostro caso si tratta di 70 milioni di garanzie date, cioè un volume che supera i 150 milioni in quanto noi garantiamo il 50%. Per quanto riguarda il patrimonio che rappresenta la principale leva finanziaria su cui noi diamo alle banche la certezza di avere in caso di insolvenza la quota che noi garantiamo si tratta di 20 milioni, cioè una leva assolutamente importante. Con due parametri che rappresentano la qualità del garante e della nostra Confidi. Il primo è il CET 1, acronimo di Common Equity Tier 1, indice che dice quanto vale il nostro consorzio. Noi siamo al 33% quando la legge prevede un minimo dell'8%. Noi siamo, dunque, certamente, fra i migliori consorzi di Italia.

Ormai la fusione albergatori e industriali è completa...
C'è stato un percorso. Prima le realtà erano più variegate poi man mano c'è stato un processo di aggregazione che sta caratterizzando tutto il mondo finanziario. E così cinque anni fa c'è stata questa fusione tra albergatori e industriali che, a nostro avviso, si è rivelata particolarmente fortunata - e non sempre è così – perché ha permesso di unire persone che avevano la stessa cultura, la stessa mentalità per affrontare il lavoro da svolgere. Un caso insomma di win-win. Tutti ne hanno tratto vantaggio: i nostri soci, la compagine degli albergatori e degli industriali. All'interno del nostro CDA c'è l'espressione di queste due anime, ma va detto che sempre di più la Confidi si allarga sia come numeri che come settori merceologici a categorie con una storia diversa.

Il buon momento del turismo ha avuto anche delle ricadute sulla vostra attività?
Certamente. Il turismo rappresenta oggi il comparto che nei prossimi anni avrà un trend di crescita costante. Il lavoro da fare sempre di più è quello di dare a tutte le strutture che vogliono ampliare i propri servizi ricettivi la capacità finanziaria per fare quegli investimenti e proseguire in quell'adeguamento, miglioramento per un turista sempre più esigente alla ricerca di effetti speciali nella sua vacanza. E la Valle d'Aosta ne ha tanti. Noi dobbiamo accompagnare una crescita naturale verso un mercato che potrà darci soltanto soddisfazioni.

Avete avviato una intensa campagna di comunicazione: come mai?
La comunicazione ormai ha una rilevanza sempre maggiore. E' chiaro poi che ci devono essere contenuti. Ecco perché anche noi abbiamo sentito l'esigenza di dotarci di un nuovo logo che offrisse una immagine più moderna, un look più caldo, più famigliare, e trasmettere l'idea, come noi siamo sempre stati con i nostri soci, che siamo dei partner, non voglio dire una famiglia, ma sicuramente un gruppo di persone che condividono obiettivi. Di qui la scelta di alcuni volti per promuoverci che oltre nelle pubblicità compaiono anche in un calendario dove i 12 mesi dell'anno vedono protagonisti 12 imprenditori e la loro attività. Come dire loro, imprenditori, sono il vero motore di questa regione e rappresentano il nostro futuro.

In Valle d’Aosta due Confidi, nonostante tutto la situazione sembrerebbe essersi stabilizzata...
La domanda è legittima ed è giusto che ci sia una risposta altrettanto chiara. Premesso che abbiamo sempre sviluppato mercati diversi. Noi ci siamo sempre occupati di realtà corporate rispetto ad un retail che era la richiesta dei 3000-4000 euro, cioè importi un po' più bassi. L'obiettivo rimane sempre quello della fusione. E' una richiesta che arriva dal sistema di Banca d'Italia che vuole strutture alte, certamente oggi le nostre due realtà sono efficienti, capaci di creare valore quindi se non avessimo potrebbero avere un'identità autonoma. Per arrivare alla fusione devono essere rispettati degli indici, delle patrimonialità che i due confidi non hanno in pari misura. Noi riteniamo che all'interno di una funzione debba esserci una importanza maggiore nella governance per chi porta più capitale, più patrimonio

Ipotizziamo che in ascolto ci sia un imprenditore che non ha mai fatto ricorso ad un Confidi. Che cosa può ottenere da voi?
Diventare socio vuol dire appartenere ad una organizzazione forte, capace. Ed è un vero partner finanziario dell'imprenditore. L'imprenditore ha un progetto, ha bisogno di liquidità, ha una esigenza finanziaria, rivolgendosi a noi può avere immediatamente da parte degli istituti di credito con cui opera o segnalati da noi condizioni più favorevoli, un'assistenza per modulare al meglio il prodotto di cui ha bisogno dopodiché, appartenendo alla Confidi, abbiamo il diritto di riconoscere al nostro associato un contributo che la Regione mette a disposizione in termini di investimenti. Riassumendo c'è un vantaggio in termini di pricing, di assistenza e un aiuto. C'è anche da parte nostra il servizio del Medio credito centrale, linee di finanziamento nazionali, e anche nei momenti di difficoltà e di crisi, purtroppo abbastanza frequenti, siamo in grado di assistere il nostro associato se deve affrontare una crisi di liquidità e fare in modo che non vada in affanno e verso una terra di non ritorno.

Come è il rapporto con le banche?
Sono la terza gamba del tavolo. Fondamentali sia perché sono loro stesse a chiedere all'imprenditore di poter aggiungere la nostra garanzia in modo da poter essere più competitivi e aumentare la quantità di denaro da mettere a disposizione. Certamente oggi nel mondo del credito stiamo assistendo ad un mondo che sta cambiando in maniera velocissima. La Confidi invece è una certezza. Noi offriamo anche informazioni che le banche non hanno più sia perché dispongono di personale ridotto e spesso utilizzano mezzi informatici rispetto alle conoscenze che noi possediamo della località e dei singoli imprenditori.

Previsioni per il 2019?
L'obiettivo di tutti oggi è crescere, ovviamente in termini qualitativi. Per noi si tratta di crescere sul fronte delle garanzie potendo scegliere quelle che potranno essere onorate alle scadenze. Ci stiamo allargando anche sul vicino canavese in quanto c'è una domanda, ci sono situazioni molto interessanti per sostenere un'economia che ormai non finisce più in Valle. Tutti coloro che fanno impresa guardano anche all'esterno. Chi fa bene raccoglierà dei frutti. Certamente oggi la sezione è molto forte.

L'economia valdostana potrà crescere?
Lo spazio c'è. Io continuo a pensare che la Valle d'Aosta possa diventare una eccellenza a tutto tondo

Un sogno come Presidente di Confidi da realizzare?
Il sogno è quello di costruire un piano strategico all'interno non soltanto del nostro gruppo ma coinvolgendo Confindustria, Adava e tutte quelle organizzazioni imprenditoriali disposte ad investirvi tempo e denaro. Un piano in tre step: a due anni, a cinque e a 10. E individuare priorità, risorse e ruoli. Oggi gli imprenditori hanno il compito e il dovere di mettere in pista capacità, competenze e anche risorse finanziarie per costruire questo piano. Detto questo – ed è un augurio che riguarda tutta la comunità valdostana - occorre però anche che ci sia più stabilità politica, più competenze, più capacità di ascolto. E nell'ascoltare ci sono le soluzioni perché oggi grazie alla rete si possono trovare. Si tratta soltanto di fare un passo indietro in quelli che sono i privilegi partigiani e guardare al bene della Valle.



13 dicembre 2018

Pierre Noussan (#Confidi Valle d'Aosta) ospite il 14 dicembre a #ImpresaVda su #RadioPropostainBlu

Carissimo visitatore, domani, venerdì 14 dicembre, alle 9,35, tredicesima puntata del nuovo ciclo di ImpresaVda su Radio Proposta in BluIn studio Pierre Noussan del Confidi Valle dìAosta. 

Sul Corriere della Valle in edicola puoi trovare l'intervista a Virginio Saulle della pizzeria Anema e Core di Quart. 

A circa un'ora dalla trasmissione della puntata puoi scaricare il podcast nell'apposita sezione sul sito di Radio Proposta in Blu.

Se non conosci ancora la radio ti ricordo le sue frequenze: Courmayeur 103.8 - La Salle 93.7 - Saint-Nicolas 107.6 - Aosta 107.8 - Saint-Vincent 107.4 - Bassa Valle 107.8 - Brusson 88.5 - Ayas 107.6 - Valtournenche 107.6 - Valle del Gran San Bernardo 107.6 e Valgrisenche 88.0. 

20 luglio 2018

Laurent Vicquéry: «#Valfidi è un partner degli imprenditori valdostani»

Questa settimana proponiamo l’intervista a Laurent Vicquéry, titolare di Visamultimedia e da poco più di un mese presidente del Confidi Valfidi.

Come nasce la decisione di assumere la presidenza di Valfidi?
E’ un percorso in qualche modo naturale. Ho lavorato in Valfidi negli ultimi sei anni priam come consigliere e poi come vicepresidente. Valfidi è in una fase di trasformazione. Il nuovo Statuto ha imposto una riduzione di consiglieri da 13 a 7 quindi un gruppo molto più compatto che possa lavorare all’interno del Consorzio e c’era bisogno anche di un ricambio di classe dirigente. Si tratta di Chiofalo Salvatore, Fiore Davide, Fracasso Stefano, Pesando Gamacchio Massimo, Sapia Roberto, Toscano Stefano e Vicquéry Laurent. La stessa Assemblea ha poi nominato il Rag. Girardi Marco Presidente del Collegio Sindacale, i Dott. Berti Fabrizio e Paesani Federica sindaci effettivi e i Dott. Dalmasso Alessandra e Sorbara Marco sindaci supplenti. Ringrazio i miei colleghi che mi hanno voluto dare la loro fiducia e siamo assolutamente pronti a lavorare.

Il Confidi veniva da una gestione di lungo corso di Andrea Leonardi, una presidenza fortemente tecnica…
Il dottor Leonardi è stato una ricchezza per Valfidi. Ha preso in mano Valfidi in un momentod elicato e ha diretto il Consorzio per molti anni. Da lui io ho imparato moltissimo e soprattutto gli ultimi tre anni di vicepresidenza mi hanno permesso di affiancarlo nel lavoro. Cambiano le persone, le situazioni, ma non cambiano gli obiettivi di Valfidi. Uno degli elementi importanti è che Valfidi è tornato alla base imprenditoriale. Io sono piccolo imprenditore. Valfidi è la sintesi della piccola impresa artigiana e quindi avere gli artigiani a capo del proprio confidi è assolutamente motivo di orgoglio

Quali sono gli impegni del nuovo CDA?
Dare continuità all’attività del Confidi, cioè continuare a sostenere le imprese del territorio. Lo scopo di Valfidi è mutualistico. Vogliamo sostenere tutte le imprese del territorio non solo quelle artigiane, ma tutta la piccola e media impresa. E i dati di Chambre dicono che il 97% delle imprese valdostane hanno meno di 10 dipendenti. Stiamo di fatto parlando di microimprese che poi siano artigiane, del settore turistico o commerciale poco importa. Il nostro obiettivo è quello di dare sostegno a queste imprese.

Un tema di forte continuità è la convinzione della necessità di dotare la Valle d’Aosta di un unico Confidi vigilato. Un cammino molto complesso…
E’ un percorso tortuoso. Tutto il Cda è convinto della necessità di dotare la Valle d’Aosta di un unico Confidi vigilato. In Italia oggi ce ne sono 40, due in Valle d’Aosta stanno a indicare che qualcosa non funziona. E in ogni caso i limiti imposti da Banca d’Italia ci dicono che o diventiamo uno solo oppure spariamo. E sparire dalla Valle d’Aosta significa di fatto penalizzare le imprese. Arrivare ad un unico consorzio è il modo per continuare a sostenere le imprese. E il grosso sforzo che dovremo fare noi e naturalmente il Confidi Valle d’Aosta con cui abbiamo delle trattative in corso è di fare un passo in avanti, dimenticare quello che si è oggi, immaginando che domani cis arà un Confidi completamente nuovo che non sarà né l’uno né l’altro.

Sul fronte dei numeri cosa ci dice l’ultimo bilancio?
Per quanto ancora leggermente negativo, 200mila euro di perdita nell’ultimo bilancio, c’è un netto miglioramento rispetto all’anno precedente in cui la perdita era paria quasi 700mila euro. Detto questo ci tengo a sottolineare che Valfidi è una realtà molto, molto solida. E ci sono tutta una serie di altri numeri che vanno letti per poterlo dimostrare. Il patrimonio è di quasi 14 milioni di euro e lo stock è pari a 83 milioni, soltanto nel 2017 abbiamo dato più di 20 milioni di garanzie e questo dimostra la solidità e l avivacità del Confidi. Ma non solo le attività in bonis oggi rappresentano più del 90% degli stock di Valfidi. Questo significa che Valfidi sta facendo un monitoraggio molto preciso. Accantonamenti assolutamente prudenziali e questo dimostra il risulta di esercizio. Valfidi è obbligata ad accantonare per essere certa e dall’altra purtroppo patisce ancora una situazione economica in cui le imprese non ripartono, molte aziende sono ancora in difficoltà, pochissimi investimenti e una redditività degli investimenti che è in calo come sta avvenendo per tutti.


Da imprenditore che cosa vorresti dal tuo Confidi?
Vorrei un Confidi capace di interpretare il cambiamento. E’ vero che il Confidi ha delle regole molto stringenti, ma il mondo economico si muove di continuo e le esigenze delle imprese cambiano. E quindi un buon confidi è un confidi che sa leggere il territorio, le esigenze e di conseguenza offrire dei prodotti su misura. Inoltre il mio confidi ideale dovrebbe essere più diffuso sul territorio, aprendo, ad esempio, degli sportelli dedicati di consulenza gratuita come già avviene oggi in sede. Avvicinarsi agli imprenditori affinché questi lo considerino come un partner fondamentale per la propria azienda.

Sul fronte del credito che cosa dovrebbe fare la nuova Giunta?
Intanto dovrebbe garantirci un governos tabile. Lo chiedo come imprenditore, come presidente di Valfidi, come cittadino. Come Valfidi ci occorre un interlocutore unico, preciso, con cui interfacciarsi di continuo e con il quale costruire il futuro della Valle d’Aosta in ambito finanziario, creditizio e più economico in generale. Immaginare di poter discutere sulle scelte da intraprendere affinché ogni singolo attore possa portare un beneficio. Mi aspetto in particolare un’attenzione per la piccola impresa che venga soprattutto contattata e coinvolta prima che le decisioni siano prese dall’Amministrazione regionale. E in ultimo che risponda a ciò che Valfidi, le associazioni, il territorio ha chiesto negli anni. Un esempio su tutti la questione del Medio Credito Centrale. In moltissime regioni i Confidi tutti possono accedere in maniera esclusiva sui fondi del Medio Credito Centerale fino ad una soglia che permette loro di sostenere la piccolissima impresa che non viene sempre ascoltata nel mondo bancario. Proprio per il ruolo dei confidi se potessero operare su questa soglia farebbero un lavoro migliore. Ma per poterlo fare è necessaria una legge regionale, che abbiamo sollecitato più volte e che stiamo ancora aspettando.

Iniziative da segnalare come Valfidi per il 2018?
Il Cda si riunisce due volte al mese, talvolta tre se necessari. In questi incontri cosa cerchiamo di fare? Di dare continuità al lavoro e di immaginare ciò che davvero può essere utile per il territorio a livello economico. Quest’anno cercheremo di lavorare in particolare sul digitale in modo da fornire una migliore informazione agli associati e quindi struttureremo dei servizi di comunicazione legati a newsletter, al we, ai social perché è importante che i nostri associati sappiano come ci stiamo muovendo e ci possano soprattutto indicare quali sono le loro esigenze che magari rischiano di andare disperse. Si tratta di intraprendere azioni per avvicinare il piccolo imprenditore aValfidi per ascoltarlo e restituirgli dei prodotti su misura, vogliamo confezionare dei prodotti che siano davvero utili alle imprese del territorio. Inoltre c’è il desiderio di organizzare un evento in autunno che miri a raccontare il mondo del credito e aprire una parentesi sul discorso della futura fusione, un tema che, a nostro avviso, va condiviso e non deve rimanere soltanto all’interno dei Cda coinvolti. Inviteremo la Banca d’Italia, le banche del territorio, la Regione, Finaosta in modo da aprire un tavolo di confronto sui temi davvero interessanti. Una foto del credito regionale con uno sguardo al futuro molto preciso.

Un sogno da Presidente di Valfidi da realizzare?
Innanzitutto mi piacerebbe che davvero Valfidi diventasse un partner degli imprenditori valdostani. Molti lo conoscono di rimbalzo perché prima contattano o il loro consulente o la loro banca. Ma anoi piacerebbe davvero che Valfidi diventasse un riferimento. E già oggi il nostro Confidi offre un servizio di consulenza davvero molto attento per tutti gl imprenditori. Ci tengo anche a sottolineare che i tecnici in Valfidi ci sono, sono 12, sono i nostri dipendenti e sono davvero molto preparati. Non sarebbe poi male nel 2019 dotare la Valle d’Aosta di un Confidi unico. Sarebbe un ottimo risultato che premierebbe tutto il lavoro svolto in qui – e ricordo quanto fatto da Leonardi, un vero precursore in questo ambito - e si andrebbe a conclusione di un percorso tortuoso, ma assolutamente necessario. E in ultimo mettere in campo tutte le iniziative utili per sostenere un’economia che ancora stenta e, soprattutto, nel mondo dell’edilizia vede ancora difficoltà enormi.

21 giugno 2018

Venerdì 22 Giugno Laurent Vicquéry (#Valfidi) ospite a #ImpresaVda su #RadioPropostainBlu

Carissimo visitatore, domani, venerdì 22 Giugno, alle 9,35, trentatreesima puntata di ImpresaVda su Radio Proposta in Blu. In studio Laurent Vicquéry, Presidente del Confidi Valfidi.

Sul Corriere in edicola trovi l'intervista a Stefano Collé e Marco Xausa de "Les bières du Grand Saint Bernard.

Domani a circa un'ora dalla trasmissione della puntata - se te la sei persa - puoi scaricare il podcast nell'apposita sezione sul sito di Radio Proposta in Blu.


Se non conosci ancora la radio ti ricordo le sue frequenze: Courmayeur 103.8 - La Salle 93.7 - Saint-Nicolas 107.6 - Aosta 107.8 - Saint-Vincent 107.4 - Bassa Valle 107.8 - Brusson 88.5 - Ayas 107.6 - Valtournenche 107.6 - Valle del Gran San Bernardo 107.6 e Valgrisenche 88.0. 

25 maggio 2018

Laurent Vicquéry nuovo Presidente di #Valfidi

L’Assemblea dei soci di Valfidi S.c., riunitasi mercoledì 16 maggio presso la sala convegni della Banca di Credito Cooperativo Valdostana ad Aosta, ha approvato il bilancio dell’esercizio 2017 e ha eletto i componenti del Consiglio di Amministrazione che dovranno guidare Valfidi nel triennio 2018/2020.

Il nuovo Consiglio di Amministrazione è ora composto da sette membri (nel triennio precedente erano 13), tutti in rappresentanza delle imprese socie di Valfidi: Chiofalo Salvatore, Fiore Davide, Fracasso Stefano, Pesando Gamacchio Massimo, Sapia Roberto, Toscano Stefano e Vicquéry Laurent. La stessa Assemblea ha poi nominato il Rag. Girardi Marco Presidente del Collegio Sindacale, i Dott. Berti Fabrizio e Paesani Federica sindaci effettivi e i Dott. Dalmasso Alessandra e Sorbara Marco sindaci supplenti.

La prima riunione del Consiglio di Amministrazione eletto si è tenuta venerdì 25 maggio e ha visto la nomina di Laurent Vicquéry a Presidente del Consiglio di Amministrazione e di Massimo Pesando Gamacchio a Vice Presidente. È stato inoltre nominato il Comitato Esecutivo, composto dagli Amministratori Fiore Davide, Sapia Roberto e Fracasso Stefano; quest’ultimo ricoprirà la carica di Presidente del Comitato stesso.

«Il Consiglio di Amministrazione appena insediato garantirà continuità al lavoro svolto nel triennio precedente - dichiara il neo Presidente Vicquéry - con l'obiettivo di assicurare il miglior sostegno alle imprese del territorio, supportandole nell'accesso al credito e favorendo la loro crescita e sviluppo».
Ma non solo: il programma triennale presentato nel corso del primo Cda chiarisce la visione che contraddistinguerà l'operato degli amministratori nei prossimi anni. «Lo sguardo è rivolto a tutte le aziende valdostane – artigianali, agricole, commerciali, del comparto turistico e industriali - sicuri che Valfidi rappresenti un punto di riferimento per l'intero comparto imprenditoriale locale - aggiunge Vicquéry - Siamo fermamente convinti della necessità di dotare la Valle d'Aosta di un unico confidi vigilato, maggiormente strutturato, in grado di rispondere alle sfide imposte dal mercato e alle regole dettate dalla Banca d'Italia. In questo senso, si intende rilanciare il dialogo intrapreso dal Cda uscente con Confidi Valle d'Aosta e addivenire a una fusione su base regionale, nel solo interesse delle imprese».

Il rilancio dei servizi di consulenza personalizzata all'impresa, la predisposizione di nuovi prodotti disegnati sui bisogni delle aziende locali, il potenziamento della collaborazione con le Associazioni artigiane di categoria (Confartigianato Valle d'Aosta e CNA Valle d'Aosta) sono solo alcuni degli impegni che il nuovo Cda ha assunto nel corso della prima riunione, con l'intento di confermare il proprio ruolo di volano dell'economia e favorire al contempo il rafforzamento e la crescita di Valfidi.

16 ottobre 2017

#Rating nel processo di affidamento bancario: caratteristiche e loro uso

Il 19 ottobre ad Aosta, presso la Sala Cogne della Pépinière d’Entreprises, alle 16, Confindustria Valle d’Aosta in collaborazione con la Commissione regionale ABI della Valle d’Aosta organizza un workshop sul tema «Rating nel processo di affidamento bancario: caratteristiche e loro uso».

L’accordo Confindustria Valle d’Aosta – Commissione regionale ABI Valle d’Aosta si pone l’obiettivo di realizzare iniziative comuni a favore dello sviluppo economico e territoriale della Regione. Con questa partnership Confindustria e ABI intendono promuovere incontri di approfondimento, con un taglio pratico e operativo, al fine di facilitare la conoscenza delle problematiche e dei fabbisogni in tema di credito che rappresenta uno degli snodi di maggiore rilevanza per supportare le imprese nella difficile fase gravata dalla crisi economica.

L’incontro, che sarà condotto dalla direttrice di Confindustria Valle d'Aosta Edda Crosa, ha l’obiettivo di sensibilizzare le piccole e medie imprese valdostane, eccellenti per l'innovazione di prodotto e processo, sulle metodologie alla base della valutazione del merito creditizio, indispensabile nei rapporti con il mondo bancario, e sulle opportunità offerte dal sistema dei confidi. 

IL PROGRAMMA

15.45 Registrazione Partecipanti

16.00 APERTURA DEI LAVORI
Luigi Gargiulo - Presidente Commissione regionale ABI Valle d’Aosta

16.15 L’ACCESSO AL CREDITO DELLE PMI: LA PAROLA AGLI IMPRENDITORI

16.45 IL RATING BANCARIO E LA VALUTAZIONE DI AFFIDABILITÀ DELL’IMPRESA: LA PAROLA AGLI ISTITUTI DI CREDITO
Luca Platini - Commissione regionale ABI Valle d’Aosta
Stefania Bergamaschi - Commissione regionale ABI Valle d’Aosta

17.15 LA VALORIZZAZIONE DELLA GARANZIA DEI CONFIDI NELL’AFFIDAMENTO DEL CREDITO BANCARIO
Secondino Marchetti – Confidi Valle d’Aosta
Roberto Ploner – Valfidi

18.00 TERMINE DEI LAVORI 
Conduce i lavori Edda Crosa

28 luglio 2017

Roberto Ploner (#Valfidi): «occorre una vera #semplificazione»

Roberto Ploner
Questa settimana proponiamo l’intervista a Roberto Ploner, direttore di Valfidi.

Diamo un po’ di numeri sull’operatività di Valfidi…
Valfidi per numerosità di soci e per volumi di garanzie è il più grande confidi valdostano. Conta 3253 imprese socie e uno stock di garanzie di oltre 85 milioni di euro delle quali il 90% in bonis a fronte di linee di fido  e residui finanziamenti garantiti per oltre 195 milioni  di euro. Nel 2016 il nostro stock di garanzie è rimasto costante a differenza delle maggior parte dei confidi nazionali e regionali che hanno segnato un calo delle garanzie. Nel 2016 Valfidi ha deliberato nuove garanzie per 22,4 milioni di euro a supporto di 44,6 milioni di euro di nuovi finanziamenti e linee di fido. Il nostro Confidi conta su di un patrimonio di 13,5 milioni di euro e su una disponibilità finanziarie per oltre 17 milioni di euro. Ha un cet1 capital ratio ovvero il principale indicatore di solidità patrimoniale usato dal sistema bancario al 18%, un valore di tutto rispetto se consideriamo che le banche che operano sul nostro territorio questo indice varia da 10 a 14%.

Che cosa deve essere un Confidi oggi?
Non più quello di 10 anni fa o anche solo 5 anni fa.  Il mondo delle imprese è cambiato, il mondo bancario è cambiato e si deve la visione ed il coraggio di cambiare anche nel mondo dei confidi. Chi non ha questa visione è un amministratore miope.  il confidi oggi oltre a  prestare garanzie per l’accesso al credito, deve accompagnare le aziende nelle scelte finanziarie, deve dare loro consulenza finanziaria, supportarle nella predisposizione di piani di sviluppo e ristrutturazioni finanziarie, adeguarsi alle richieste delle imprese come ad esempio il rilascio di fidejussioni, veicolare alle imprese i benefici dei fondi di garanzia, e anche concedere piccolo credito ovvero concedere quei finanziamenti di piccolo importo che le banche soprattutto quelle maggiori non vogliono più erogare in quanto economicamente non più remunerativo.

Cosa fa concretamente Valfidi? Come siete strutturati?
Valfidi ha iniziato ad attivare nuovi servizi quali le fidejussioni per rimborso di imposte. Ha una persona che opera sul territorio a diretto contatto con le imprese. Sta da tempo operando con la controgaranzia del fondo centrale per le Pmi che permette di ottenere un miglioramento del tasso dei finanziamento, miglioramento spesso anche significativo, e maggiori possibilità di accesso al credito grazie ad una percentuale di garanzia rilasciata superiore al 50%. Il consiglio di amministrazione ha poi allo studio un piano strategico proprio per rispondere alle nuove esigenze delle imprese, per avviare le nuove attività che ci sono richieste dalle imprese e per valutare il perimetro operativo nel quale si dovrà muovere Valfidi in un futuro prossimo.

Quali sono le necessità delle imprese sul fronte del credito?  
Per le nuove imprese in primis le garanzie per l’accesso al credito, ma direi anche per le micro e piccole imprese già costituite.  Poi le fidejussioni commerciali per affitti, per forniture per le quali spesso le banche oggi per concederle chiedono alle imprese o ai soci delle stesse un apporto di collateral di pari importo. Qui abbiamo visto che c’è’ spazio per lavorare. Aggiungerei le fidejussioni per il rimborso di imposte e il piccolo credito, cioè finanziamenti di piccolo importo che le banche soprattutto quelle maggiori fanno difficoltà ad erogare in quanto economicamente non più remunerativo. E siccome sappiamo che il tessuto imprenditoriale valdostano è fatto di tantissime micro imprese che di fatto necessitano spesso di micro finanziamenti anche questa è una esigenza a cui bisogna pensare. Ultima ma non ultima, anzi forse andrebbe ricordata per prima, la consulenza finanziaria e l’accompagnamento delle micro e piccole imprese nell’accesso al credito.

Valfidi svolge un importante lavoro di consulenza, potremmo dire di accompagnamento delle imprese… 
Si Valfidi ha costituito un apposito servizio che opera sul territorio al servizio delle imprese per valutare congiuntamente alle imprese stesse le operazioni di investimento, ma anche più genericamente di finanziamento, e consigliarle nell'utilizzo delle migliori forme di finanziamento e di accesso ad agevolazioni sia in contributo in conto interessi che in forma di garanzie. Presiede questo servizio la Dott.ssa Sacchet. Si tratta di un lavoro ci sta dando ottimi riscontri ed è molto apprezzato. Questo aspetto è uno dei principali canali di sviluppo dell'attività del confidi e andrà senza dubbio ulteriormente implementato.

Le ultime novità a livello normativo? 
La principale novità a livello normativo, che dovrebbe attuarsi entro l'anno, è senza dubbio l'adozione dei decreti legislativi di attuazione della legge delega approvata nell'agosto 2016 dal parlamento per la riforma del Sistema Confidi che dovrà definire un perimetro preciso di attività dei Confidi,  le linee guida per patrimonializzare  i confidi, disciplinare la contribuzione pubblica, efficientare i rapporti tra pubblico e privato nella filiera della garanzia, sviluppare  servizi finanziari innovativi, agevolare l’accesso al credito di PMI e professionisti, razionalizzare gli adempimenti dei confidi eliminando ogni tipo di duplicazione. Entro fine anno il sistema confidi potrà beneficiare del Fondo Rischi istituito con la finanziaria 2014 per complessivi 225 milioni di Euro da utilizzare per dare maggiori garanzie alle imprese. Ed infine la riforma del Fondo centrale di garanzia.

Riforma del fondo centrale di garanzia: di cosa si tratta e cosa vuol dire per le imprese?
Innanzitutto dovrebbe riequilibrare un po' le posizioni delle banche e dei confidi rispetto al fondo, oggi eccessivamente sbilanciate verso le banche che  hanno utilizzato il fondo spesso  e volentieri più che per dare credito alle imprese con qualche difficolta di accesso al credito,  per sostenere il credito alle imprese che non avevano la necessita di essere supportate dal fondo, ma solo per migliorare gli accantonamenti che le stesse banche dovevano fare. Ci auspichiamo che la riforma - che prevede la concessione di una minore percentuale di garanzia alle imprese “buone” ed una percentuale di garanzia maggiore per le imprese con qualche difficoltà in più e per gli investimenti - possa riequilibrare il sistema a vantaggio delle imprese soprattutto micro e piccole che ne hanno maggiore necessità.

Il Sistema Confidi Valle d’Aosta rispetto alla realtà nazionale: ci sono delle differenze?
Differenze sostanziali sia positive che negative. L’aspetto negativo è che oggi in Valle d’Aosta hanno sede quattro confidi, di cui due che operano esclusivamente in Valle d’Aosta e sono intermediari vigilati, un numero sproporzionato se si considera che i confidi intermediari vigilati in tutta italia sono meno di 40 e questa frammentazione non è certo positiva in quanto non permette di costituire una struttura organizzata ed efficiente come sarebbe necessario per tutto quello che ho detto in precedenza , come invece è stato fatto in molte altre regioni italiane e dalle quali secondo me i confidi e l’amministrazione pubblica dovrebbe prendere spunto. Di positivo abbiamo che i confidi valdostani sono solidi, con una buona patrimonializzazione ed una incidenza di garanzie e crediti deteriorati bassa (sotto il 10%)  rispetto a percentuali a volte doppie del resto d’Italia, quindi confidi sani. Secondo aspetto da evidenziare  è il costo della garanzia che si applica nella nostra regione ovvero  commissioni di garanzia allo 0,60 -0,75% annui  rispetto ai 2-3% di altri confidi. In un momento in cui il costo del credito si è ridotto anche in maniera sostanziale il costo della garanzia ha una incidenza sul taeg spesso determinante.

Un sogno legato al mondo del credito?
In una parola direi semplificazione di cui si parla tanto ma che in realtà non si vede… anzi…. Il tessuto imprenditoriale italiano è costituito da micro e piccole imprese e nella nostra regione questa caratterizzazione è ancora più marcata. E’ necessario ritornare a rivitalizzare queste piccole imprese, supportare le nuove iniziative imprenditoriali anche piccole, dando il necessario credito alle micro imprese. Parlo di artigiani, piccoli commercianti, professionisti cioè quelle categorie che oggi hanno maggiori difficoltà ad accedere al credito. Per fare questo è anche necessario che venga ridefinita tutta la filiera del credito e soprattutto della garanzia, evitando le duplicazioni e le sovrapposizioni attuali tra Fondi di garanzia nazionali, fondi di garanzia regionali, Confidi, semplificando i processi ed eliminando le duplicazioni di incombenze oggi esistenti. Se si giungesse a questa semplificazione sono convinto che ci potrebbe essere maggiore disponibilità di credito anche per le micro e piccole imprese e a minor costo. Ricordo infatti che oggi vi è ancora una forte disparità di costo del credito tra le imprese medio grandi che ottengono finanziamenti di importo elevato e le micro imprese che invece richiedono piccoli finanziamenti, differenza data non tanto dal rischio impresa, ma piuttosto dalla antieconomicità delle piccole operazioni.

12 luglio 2017

#ImpresaVda: l'ultimo podcast prima della pausa estiva con l'intervista a Roberto Ploner (#Valfidi)

Carissimo visitatore, venerdì 30 giugno,  su Radio Proposta in Blu, con il patrocinio della Valfidi, è stata mandata in onda l'ultima puntata di questo ciclo di ImpresaVda. Il programma tornerà nel mese di ottobre.

Come sempre, se te la sei persa, ti segnalo dove trovare il podcast con l''intervista a Roberto Ploner, direttore di Valfidi.

Sul Corriere della Valle in edicola questa settimana puoi leggere l'intervista a Dario Ceccarelli dell'Osservatorio Regionale Economico e Sociale.  
L'intervista di Ploner sarà invece pubblicata sul Corriere della Valle della prossima settimana. 

Approfitto di questo post per segnalarti che il Corriere della Valle ha da pochi giorni anche un profilo Twitter: @CorriereVda. 

Se non conosci ancora la radio ti ricordo le sue frequenze: Courmayeur 103.8 - La Salle 93.7 - Saint-Nicolas 107.6 - Aosta 107.8 - Saint-Vincent 107.4 - Bassa Valle 107.8 - Brusson 88.5 - Ayas 107.6 - Valtournenche 107.6 - Valle del Gran San Bernardo 107.6 e Valgrisenche 88.0. 

29 giugno 2017

Venerdì 30 giugno Roberto Ploner (#Valfidi) ospite a #ImpresaVda su #RadioPropostainBlu

Carissimo visitatore, domani, venerdì 30 giugno, ultima puntata di ImpresaVda prima della pausa estiva, su Radio Proposta in Blu, con il patrocinio della Valfidi. Questa settimana tocca a Roberto Ploner, direttore di Valfidi.

Se te la sei persa qui trovi l'intervista della scorsa settimana a Dario Ceccarelli, responsabile dell'Osservatorio Regionale Economico e Sociale, con lui abbiamo fatto il punto sulla realtà delle imprese in Valle d'Aosta.

Sul Corriere della Valle in edicola questa settimana trovi l'intervista a Ivano Favre di Alpiflora. Domani a circa un'ora dalla trasmissione della puntata puoi scaricare il podcast nell'apposita sezione sul sito di Radio Proposta in Blu.

Ti ricordo che il programma è in diretta per cui puoi intervenire sia telefonicamente (0165 - 44575) sia via mail diretta@radiopropostainblu.it).

Come sempre ti chiedo di scrivere nell'oggetto della mail «ImpresaVda» in modo che io possa capire subito se si tratta di un lettore del blog.


Puoi naturalmente anche lasciare messaggi direttamente su ImpresaVda, possibilmente prima della trasmissione. Di che genere? E' molto semplice: domande sui temi trattati e suggerimenti sugli argomenti da trattare o gli ospiti da invitare.


Se non conosci ancora la radio ti ricordo le sue frequenze: Courmayeur 103.8 - La Salle 93.7 - Saint-Nicolas 107.6 - Aosta 107.8 - Saint-Vincent 107.4 - Bassa Valle 107.8 - Brusson 88.5 - Ayas 107.6 - Valtournenche 107.6 - Valle del Gran San Bernardo 107.6 e Valgrisenche 88.0. 

1 giugno 2017

#Confidi Valle d'Aosta: Pierre Noussan è il nuovo Presidente

Standing ovation per Pericle Clagaro (al centro della foto) al termine dell'Assemblea, a sinistra il nuovo Presidente Pierre Noussan e a destra il Direttore Dino Marchetti
Martedì 30 maggio, alle 15.30, si è svolta, con la partecipazione riservata ai soli soci, l’Assemblea generale ordinaria di Confidi Valle d’Aosta – Società cooperativa di garanzia dei fidi, presso la ‘Sala Congressi’ dell’HOTEL ETOILE DU NORD a Sarre. Tra i punti all’ordine del giorno, l’approvazione del bilancio 2016 e il rinnovo delle cariche sociali per il triennio 2017-2018-2019.

Dalla relazione del Presidente, Pericle Calgaro è emerso come nel corso degli ultimi anni, l'azione concomitante di vari fenomeni quali liberalizzazione dei mercati finanziari, processi di aggregazione del sistema bancario, Accordo di Basilea, nuova normativa bancaria ha, da un lato, imposto un mutamento della natura stessa dei confidi, dall'altro, ha indotto a ripensare ruolo, struttura e mission dei confidi esistenti. «Nonostante sia in atto un cambiamento nel mondo dei confidi - si legge in un anota diffusa dopo l'Assemblea - il ruolo svolto dalla nostra Cooperativa rimane sempre lo stesso: agevolare l'accesso al credito delle PMI della Valle d’Aosta. Importanti anche l’attività di consulenza a favore degli associati in materia di scelta delle forme di finanziamento più opportune e l’attività di assistenza per l’accesso ai contributi pubblici. Lo scenario in cui le PMI ed i confidi stanno operando in questi primi mesi dell’anno ricalca sostanzialmente il contesto degli ultimi anni, caratterizzato da una certa “cautela” delle PMI a richiedere credito alle banche ed in ogni caso la prevalenza di operazioni di circolante per soddisfare esigenze finanziarie connesse essenzialmente all’incasso dei crediti commerciali. Continua ad avvertirsi purtroppo la scarsità di operazioni a medio e lungo termine connesse ad investimenti. Volendo dare una visione ottimistica al fenomeno, le aziende rimangono in attesa di maggiori certezze in fatto di ripresa generalizzata dell’economia, prima di procedere con nuovi investimenti. Il confidi - nonostante la crisi finanziaria, economica e produttiva che ha, con qualche eccezione, interessato anche il passato esercizio - abbia svolto il principale ruolo assegnato e cioè quello di sostenere le iniziative imprenditoriali meritevoli di credito nel rispetto delle disposizioni di legge e di Vigilanza».

I soci iscritti a Confidi Valle d’Aosta sono aumentati: dagli 822 dello scorso esercizio agli 846 di fine 2016. Gli associati appartengono a tutte le categorie produttive con forte prevalenza di quelle turistiche e industriali soprattutto in termini di corposità di investimenti effettuati.

Nel 2016 le garanzie deliberate sono state pari a 27,2 milioni di euro per un ammontare affidamenti pari a 71,6 milioni di euro.

Alla fine dell’esercizio l’ammontare complessivo delle garanzie risultava pari a 80,7 milioni di euro (240 milioni di euro di finanziamenti bancari).

Rispetto alla media dei confidi nazionali, per i quali risulta piuttosto debole la dotazione di mezzi patrimoniali, il patrimonio di vigilanza ha raggiunto la ragguardevole cifra di 21,1 milioni di euro con un coefficiente patrimoniale (Total Capital) pari al 20,70%, assestandosi ben oltre il 6% requisito minimo richiesto dalla Banca d’Italia per gli intermediari vigilati.

«Sotto l’aspetto reddituale - si legge ancora nella nota - si registra una perdita di esercizio nettamente inferiore all’esercizio precedente. Tale perdita è dovuta principalmente alle consistenti rettifiche di valore eseguite sui crediti deteriorati. Non si tratta comunque di perdite causate da esborsi per sofferenze ma di accantonamenti prudenziali e cautelativi a copertura di eventuali future escussioni».

Proprio in quanto confidi vigilato da Banca d’Italia, Confidi Valle d’Aosta ha erogato ai propri Soci i contributi in conto interessi che l’Amministrazione Regionale, ai sensi della L.r. 21/2011, riconosce annualmente per l’abbattimento degli oneri bancari sopportati dalle PMI dei settori manifatturieri e di servizi e che per l’anno di competenza 2015 ha raggiunto la cifra di 1.254.675,38 euro.

Dopo l’approvazione all’unanimità del bilancio 2016, si è proceduto al rinnovo del Consiglio di Amministrazione e del Collegio Sindacale per il triennio 2017-2018-2019.

Il C.d.A., composto da 8 consiglieri, in seduta totalitaria post-assemblea ha provveduto alla nomina del Presidente e Vicepresidente rispettivamente nelle persone di Pierre Noussan e Luciano Maquignaz. Fanno parte del Consiglio di Amministrazione anche i Sigg.: Alessandro Cavaliere, Marco Ciocchini, Filippo Gerard, Giancarlo Giachino, Giulio Grosjacques e Alfredo Lingeri. Il nuovo Collegio Sindacale sarà composto da Corrado Girardi alla presidenza, Gianni Odisio e Paolo Pressendo sindaci effettivi. Sindaci supplenti Franca Bertelli e Roberto Piaggio.

Il neo presidente Noussan a chiusura della seduta ha rivolto un particolare e sentito ringraziamento al presidente uscente Pericle Calgaro - già fondatore dell’ADAVA e dell’ex Confidi degli albergatori nato in maniera quasi visionaria nel lontano 1976 - a lui si è unita l’assemblea tutta che ha voluto riservargli una “standing ovation” come tributo alla Sua lunga e attiva partecipazione incondizionata e che ha portato CONFIDI VALLE D’AOSTA a diventare il più importante confidi valdostano con l’ambizione di crescere ancora.

29 maggio 2017

#Valfidi: approvato il Bilancio di esercizio

La società Cooperativa di garanzia collettiva dei fidi tra imprese della Valle d’Aosta – VALFIDI S.C. ha convocato per venerdì scorso, 26 maggio, nel Salone delle Conferenze del Palazzio regionale, l’Assemblea Ordinaria e l’Assemblea Straordinaria dei soci per apportare alcune modifiche al proprio Statuto Sociale e per approvare il bilancio dell’esercizio 2016.
Il Presidente Andrea Leonardi, aprendo i lavori, ha illustrato il percorso compiuto finora da Valfidi
nell’ambito del “territorio giuridico e tecnico” degli Intermediari finanziari, avviato fin dal 2010. Nel mese di ottobre 2016 Valfidi è stata iscritta nell’Albo Unico degli Intermediari finanziari, confermando la qualifica assunta fin dal 2010 di Confidi Intermediario Vigilato. Per completare lo scenario manca un ultimo passo, auspicato da Leonardi, l’della aggregazione con gli altri Confidi operanti in Regione Valle d’Aosta.

L’Assemblea straordinaria ha approvato alcune variazioni statutarie resesi necessarie ad adeguare l’operatività di Valfidi con quanto previsto dalla normativa di Banca d’Italia per l’iscrizione nell’Albo Unico degli Intermediari Finanziari anzidetto. I soci, in una ottica di razionalizzazione della struttura dell’Intermediario e della sua gestione , deliberano , tra l’altro, in merito alla proposta di riduzione del numero degli amministratori (la partecipazione al Consiglio di amministrazione sarà ridotta a 7 membri da 13), di riduzione dei Vice Presidenti da due ad uno, introducendo, per favorire una costruttiva alternanza, pause elettive.

Dal bilancio dell’esercizio chiuso al 31 dicembre 2016 approvato nel corso dell’Assemblea si ricavano alcuni numeri. Valfidi conta oggi 3.253 soci ordinari (imprese) e 8 soci sovventori. Nel corso del 2016 sono stati ammessi alla cooperativa 118 nuovi soci e ne sono fuoriusciti per recesso, decadenza o esclusione 113. Valfidi ha stipulato convenzioni con 15 banche operanti in Valle d’Aosta, oltre che con Aosta Factor S.p.A. e con 4 società di leasing. Al 31/12/2016 lo stock complessivo di garanzie ammonta ad euro 85.417.773, confermandosi sostanzialmente lo stock all’anno precedente; alle suddette garanzie corrispondono oltre 195.000.000 euro di finanziamenti e affidamenti attivi garantiti. # nel corso del 2016 Valfidi ha erogato 22.439.000 Euro di nuove garanzie corrispondenti ad Euro 44.583.000 di nuove linee di credito concesse dalle banche
convenzionate. Le garanzie in bonis rappresentano il 90,6% del totale, le garanzie deteriorate il
9,4%, di cui il 7,% sono garanzie relative a pratiche a sofferenza presso le banche. Le sofferenze di cassa (posizioni escusse) sono svalutate al 97% mentre le sofferenze di firma (posizione classificate a sofferenza dalla banche ma non ancora escusse) sono svalutate al 61,7%. Il coverage complessivo delle posizioni deteriorate supera il 50%.

«L’indice di ingresso a deteriorato – ha spiegato il direttore di Valfidi Roberto Ploner - risulta in calo, a dimostrazione del calo delle posizioni problematiche; si è però registrato un decadimento delle posizioni già classificate deteriorate. Il patrimonio netto della società ammonta ad Euro 13.425.000. I Fondi Propri, (ex
Patrimonio di vigilanza) ad Euro 13.097.000. Il margine di intermediazione, ovvero i ricavi ammontano ad Euro 1.427.000 Euro, i costi operativi totali ad Euro 1.153.000 e le rettifiche di valore o svalutazione per crediti e garanzie deteriorati ad Euro 942.000. La gestione caratteristica ovvero i ricavi complessivi al netto dei costi operativi, genera un risultato positivo di circa 274.000 Euro; per effetto delle svalutazioni l’esercizio chiude con un risultato negativo.

«In merito ai numeri sopra esposti - evidenzia Ploner – va fatto notare come Valfidi sia riuscita, nel corso del 2016, a mantenere lo stock di garanzie dell’anno precedente; un risultato positivo questo, soprattutto se raffrontato con il trend dei Confidi nazionali e tenuto conto della restrizione del credito delle banche e dell’utilizzo sempre più massiccio da parte delle banche del Fondo Centrale di garanzia a discapito dei Consorzi di Garanzia Fidi. Riguardo alla percentuale complessiva del 9,4% di deteriorato, evidenzia come questa sia al di sotto rispetto alle percentuali che rileva la Banca d’Italia sul sistema del credito della Valle d’Aosta».

Per Ploner «Questi dati confermano come Valfidi in questi anni non abbia fatto mancare il suo
sostegno alle imprese, soprattutto a quelle che ne avevano maggiore necessità, cercando
e trovando soluzioni idonee a condividere il rischio con altri soggetti con, allo stesso tempo, una dovuta attenzione però al merito di credito. Valfidi, al fine di agevolare i propri soci, continua a praticare commissione di garanzia tra le più basse in assoluto e soprattutto invariate dal 2010 ancorché il rischio di credito in questi anni, a causa della difficile crisi economica che ha attraversato anche la regione Valle d’Aosta, sia cresciuto in maniera esponenziale. Le commissioni basse, unitamente alle svalutazioni hanno determinato il risultato di esercizio»

Il Presidente Leonardi ha rassicurato in merito alla «solidità patrimoniale di Valfidi evidenziando

che l’indice CET1, ovvero il principale indice di solidità patrimoniale utilizzato dalle banche e dagli Intermediari Finanziari, per Valfidi si attesta al 17,94%; ed evidenziando altresì come le percentuali di deteriorato risultino inferiori rispetto al sistema finanziario valdostano ed adeguatamente svalutate».  
 

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