20 luglio 2018

Laurent Vicquéry: «#Valfidi è un partner degli imprenditori valdostani»

Questa settimana proponiamo l’intervista a Laurent Vicquéry, titolare di Visamultimedia e da poco più di un mese presidente del Confidi Valfidi.

Come nasce la decisione di assumere la presidenza di Valfidi?
E’ un percorso in qualche modo naturale. Ho lavorato in Valfidi negli ultimi sei anni priam come consigliere e poi come vicepresidente. Valfidi è in una fase di trasformazione. Il nuovo Statuto ha imposto una riduzione di consiglieri da 13 a 7 quindi un gruppo molto più compatto che possa lavorare all’interno del Consorzio e c’era bisogno anche di un ricambio di classe dirigente. Si tratta di Chiofalo Salvatore, Fiore Davide, Fracasso Stefano, Pesando Gamacchio Massimo, Sapia Roberto, Toscano Stefano e Vicquéry Laurent. La stessa Assemblea ha poi nominato il Rag. Girardi Marco Presidente del Collegio Sindacale, i Dott. Berti Fabrizio e Paesani Federica sindaci effettivi e i Dott. Dalmasso Alessandra e Sorbara Marco sindaci supplenti. Ringrazio i miei colleghi che mi hanno voluto dare la loro fiducia e siamo assolutamente pronti a lavorare.

Il Confidi veniva da una gestione di lungo corso di Andrea Leonardi, una presidenza fortemente tecnica…
Il dottor Leonardi è stato una ricchezza per Valfidi. Ha preso in mano Valfidi in un momentod elicato e ha diretto il Consorzio per molti anni. Da lui io ho imparato moltissimo e soprattutto gli ultimi tre anni di vicepresidenza mi hanno permesso di affiancarlo nel lavoro. Cambiano le persone, le situazioni, ma non cambiano gli obiettivi di Valfidi. Uno degli elementi importanti è che Valfidi è tornato alla base imprenditoriale. Io sono piccolo imprenditore. Valfidi è la sintesi della piccola impresa artigiana e quindi avere gli artigiani a capo del proprio confidi è assolutamente motivo di orgoglio

Quali sono gli impegni del nuovo CDA?
Dare continuità all’attività del Confidi, cioè continuare a sostenere le imprese del territorio. Lo scopo di Valfidi è mutualistico. Vogliamo sostenere tutte le imprese del territorio non solo quelle artigiane, ma tutta la piccola e media impresa. E i dati di Chambre dicono che il 97% delle imprese valdostane hanno meno di 10 dipendenti. Stiamo di fatto parlando di microimprese che poi siano artigiane, del settore turistico o commerciale poco importa. Il nostro obiettivo è quello di dare sostegno a queste imprese.

Un tema di forte continuità è la convinzione della necessità di dotare la Valle d’Aosta di un unico Confidi vigilato. Un cammino molto complesso…
E’ un percorso tortuoso. Tutto il Cda è convinto della necessità di dotare la Valle d’Aosta di un unico Confidi vigilato. In Italia oggi ce ne sono 40, due in Valle d’Aosta stanno a indicare che qualcosa non funziona. E in ogni caso i limiti imposti da Banca d’Italia ci dicono che o diventiamo uno solo oppure spariamo. E sparire dalla Valle d’Aosta significa di fatto penalizzare le imprese. Arrivare ad un unico consorzio è il modo per continuare a sostenere le imprese. E il grosso sforzo che dovremo fare noi e naturalmente il Confidi Valle d’Aosta con cui abbiamo delle trattative in corso è di fare un passo in avanti, dimenticare quello che si è oggi, immaginando che domani cis arà un Confidi completamente nuovo che non sarà né l’uno né l’altro.

Sul fronte dei numeri cosa ci dice l’ultimo bilancio?
Per quanto ancora leggermente negativo, 200mila euro di perdita nell’ultimo bilancio, c’è un netto miglioramento rispetto all’anno precedente in cui la perdita era paria quasi 700mila euro. Detto questo ci tengo a sottolineare che Valfidi è una realtà molto, molto solida. E ci sono tutta una serie di altri numeri che vanno letti per poterlo dimostrare. Il patrimonio è di quasi 14 milioni di euro e lo stock è pari a 83 milioni, soltanto nel 2017 abbiamo dato più di 20 milioni di garanzie e questo dimostra la solidità e l avivacità del Confidi. Ma non solo le attività in bonis oggi rappresentano più del 90% degli stock di Valfidi. Questo significa che Valfidi sta facendo un monitoraggio molto preciso. Accantonamenti assolutamente prudenziali e questo dimostra il risulta di esercizio. Valfidi è obbligata ad accantonare per essere certa e dall’altra purtroppo patisce ancora una situazione economica in cui le imprese non ripartono, molte aziende sono ancora in difficoltà, pochissimi investimenti e una redditività degli investimenti che è in calo come sta avvenendo per tutti.


Da imprenditore che cosa vorresti dal tuo Confidi?
Vorrei un Confidi capace di interpretare il cambiamento. E’ vero che il Confidi ha delle regole molto stringenti, ma il mondo economico si muove di continuo e le esigenze delle imprese cambiano. E quindi un buon confidi è un confidi che sa leggere il territorio, le esigenze e di conseguenza offrire dei prodotti su misura. Inoltre il mio confidi ideale dovrebbe essere più diffuso sul territorio, aprendo, ad esempio, degli sportelli dedicati di consulenza gratuita come già avviene oggi in sede. Avvicinarsi agli imprenditori affinché questi lo considerino come un partner fondamentale per la propria azienda.

Sul fronte del credito che cosa dovrebbe fare la nuova Giunta?
Intanto dovrebbe garantirci un governos tabile. Lo chiedo come imprenditore, come presidente di Valfidi, come cittadino. Come Valfidi ci occorre un interlocutore unico, preciso, con cui interfacciarsi di continuo e con il quale costruire il futuro della Valle d’Aosta in ambito finanziario, creditizio e più economico in generale. Immaginare di poter discutere sulle scelte da intraprendere affinché ogni singolo attore possa portare un beneficio. Mi aspetto in particolare un’attenzione per la piccola impresa che venga soprattutto contattata e coinvolta prima che le decisioni siano prese dall’Amministrazione regionale. E in ultimo che risponda a ciò che Valfidi, le associazioni, il territorio ha chiesto negli anni. Un esempio su tutti la questione del Medio Credito Centrale. In moltissime regioni i Confidi tutti possono accedere in maniera esclusiva sui fondi del Medio Credito Centerale fino ad una soglia che permette loro di sostenere la piccolissima impresa che non viene sempre ascoltata nel mondo bancario. Proprio per il ruolo dei confidi se potessero operare su questa soglia farebbero un lavoro migliore. Ma per poterlo fare è necessaria una legge regionale, che abbiamo sollecitato più volte e che stiamo ancora aspettando.

Iniziative da segnalare come Valfidi per il 2018?
Il Cda si riunisce due volte al mese, talvolta tre se necessari. In questi incontri cosa cerchiamo di fare? Di dare continuità al lavoro e di immaginare ciò che davvero può essere utile per il territorio a livello economico. Quest’anno cercheremo di lavorare in particolare sul digitale in modo da fornire una migliore informazione agli associati e quindi struttureremo dei servizi di comunicazione legati a newsletter, al we, ai social perché è importante che i nostri associati sappiano come ci stiamo muovendo e ci possano soprattutto indicare quali sono le loro esigenze che magari rischiano di andare disperse. Si tratta di intraprendere azioni per avvicinare il piccolo imprenditore aValfidi per ascoltarlo e restituirgli dei prodotti su misura, vogliamo confezionare dei prodotti che siano davvero utili alle imprese del territorio. Inoltre c’è il desiderio di organizzare un evento in autunno che miri a raccontare il mondo del credito e aprire una parentesi sul discorso della futura fusione, un tema che, a nostro avviso, va condiviso e non deve rimanere soltanto all’interno dei Cda coinvolti. Inviteremo la Banca d’Italia, le banche del territorio, la Regione, Finaosta in modo da aprire un tavolo di confronto sui temi davvero interessanti. Una foto del credito regionale con uno sguardo al futuro molto preciso.

Un sogno da Presidente di Valfidi da realizzare?
Innanzitutto mi piacerebbe che davvero Valfidi diventasse un partner degli imprenditori valdostani. Molti lo conoscono di rimbalzo perché prima contattano o il loro consulente o la loro banca. Ma anoi piacerebbe davvero che Valfidi diventasse un riferimento. E già oggi il nostro Confidi offre un servizio di consulenza davvero molto attento per tutti gl imprenditori. Ci tengo anche a sottolineare che i tecnici in Valfidi ci sono, sono 12, sono i nostri dipendenti e sono davvero molto preparati. Non sarebbe poi male nel 2019 dotare la Valle d’Aosta di un Confidi unico. Sarebbe un ottimo risultato che premierebbe tutto il lavoro svolto in qui – e ricordo quanto fatto da Leonardi, un vero precursore in questo ambito - e si andrebbe a conclusione di un percorso tortuoso, ma assolutamente necessario. E in ultimo mettere in campo tutte le iniziative utili per sostenere un’economia che ancora stenta e, soprattutto, nel mondo dell’edilizia vede ancora difficoltà enormi.

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