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9 luglio 2015

#Benessere & #turismo: Nuova #Spa e #VeggieDay per l'#Auberge e l'#Aubergine de la Maison di #Courmayeur

Ad Entrèves a pochi minuti dal centro di Courmayeur sorge l'Auberge de La Maison un albergo di grande fascino, una grande casa in pietra e legno che, in un contesto unico al mondo accoglie e affascina i tanti amanti della montagna.

L'Auberge de La Maison fa parte della storia del turismo di Courmayeur (e anche in questo blog potete trovare molti post dedicati a questa struttura) e, per l'estate 2015 ha deciso di regalare ai propri ospiti una nuova SPA.

La SPA recentemente ampliata è ora dotata di una nuova piscina riscaldata che si sviluppa sia all'interno che all'esterno dell'Auberge, ed è collegata ad una sala relax interna e ad un piacevolissimo solarium esterno. E' il posto ideale per regalarsi momenti di relax dopo intense giornate di trekking ed escursioni in montagna o semplicemente il luogo giusto per rilassarsi leggendo un buon libro e godendo appieno della tranquillità e della bellezza della natura con un'impareggiabile vista sul massiccio del Monte Bianco.

Ma non è tutto. Benessere significa anche mangiare bene, e il ristorante L'Aubergine non è da meno quanto a gusto per l'innovazione.

Il Direttore dell'Auberge de la Maison, Alessandra Garin (figlia d'arte di Leo, senza
dimenticare i nonni Filippo ed Esterina)
, lancia proprio in questi giorni il suo Veggie Day targato Valle d'Aosta. «Quello che cerchiamo di proporre ai nostri ospiti - spiega un'entusiasta Alessandra Garin - sono i piatti della tradizione valdostana rivisitati in chiave più attuale per incontrare i gusti della nostra clientela, che è oltretutto internazionale. Una delle novità per questa estate 2015 è il Giorno Vegetariano Valdostano (Veggie Day in altri Paesi), un giorno alla settimana dove a L'Aubergine si potrà trovare un menù totalmente vegetariano, ma a base di prodotti locali. Credo sinceramente in questa iniziativa, i nostri nonni, a causa di altre condizioni economiche, mangiavano molta meno carne e avevano una salute invidiabile e, visto che in Valle d'Aosta abbiamo tanti ottimi e sani prodotti locali perché non puntare anche su queste eccellenze?».

In occasione del Veggie Day Valdostano gli ospiti potranno gustare le tipiche zuppe locali come la Courmayeurentze e la Valpellinentze o i tradizionali taglieri di formaggi tipici abbinati sapientemente a marmellate, mieli e gelatine, ma anche piatti studiati ad hoc in armonia con la stagione e l'ambiente: dallo Sformato di verdure dell'orto di Entrèves con fonduta leggera di Fontina Dop, ai Maccheroncini trafilati a mano con pomodoro, spinacini selvatici e porri croccanti, all'Hamburger di legumi scottato all'olio di noci. Un menù così goloso e così salutare non poteva che chiudersi in dolcezza secondo la tradizione con Castagne calde e panna o con un tocco di innovazione con un Aspic di bosco profumato alla mentuccia. 

Il menù de L'Aubergine cambia settimana dopo settimana, secondo il calendario della natura proponendo agli ospiti, di volta in volta, piatti sempre nuovi a base di preziosi frutti di stagione.

21 giugno 2010

Leo Garin, il Termalismo e il Turismo di Montagna in Estate

L'albergatore di Courmayeur Leo Garin, titolare dell’Auberge de la Maison,  ha partecipato venerdì 18 giugno ad un meeting, organizzato dalla Bagni di Bormio, che aveva l'obiettivo di promuovere il termalismo e il turismo della montagna nella stagione estiva. Per saperne di più cliccate qui.

26 febbraio 2010

Stagione Invernale: a Febbraio in Valle d'Aosta Tornano gli Stranieri?

Calo contenuto sul fronte delle presenze tra novembre e dicembre (-2,82%), un gennaio più critico dove si avverte soprattutto la scarsa presenza di turisti stranieri e un febbraio più tonico dove molti non mancano di sottolineare il ritorno degli inglesi. «Alcuni albergatori - commenta Silvana Perucca, presidente dell’Adava - mi hanno detto che sulle piste in questi giorni ci sono un migliaio di inglesi a La Thuile e circa 600 a Pila, tutti arrivati con Interski». Un ritorno a poco più di un anno esatto dal momento più nero della crisi mondiale che sulle terre britanniche, city in testa, vera capitale dell’economia finanziaria e, potremmo dire, virtuale, si è abbattuta con una durezza inusitata assottigliando il numero di chi poteva concedersi una settimana bianca ai piedi del Monte Bianco.

Leggendo i dati più nel dettaglio le presenze complessive sono calate da 310.059 a 301.288 con una diminuzione piuttosto sensibile di quelle straniere, da 81.157 a 71.586 (-11,80%), e un quasi impercettibile saldo positivo per quelle italiane, cresciute da 228.892 a 229.072 (0,08%). Con un occhio sul territorio le migliori performances le fa registrare l’area di Courmayeur (+5,31%), le due Gressoney (6,06), Cogne (5,1) e, anche se si tratta di numeri complessivi più contenuti, la zona del Gran San Bernardo (+15,39%). I cali più vistosi sono Villeneuve (-16,4%) e La Thuile (-13,76).

Scorrendo i dati verrebbe da pensare ad un ritorno in Valle d’Aosta del turista italiano, ma Corrado Neyroz, titolare dell’Hermitage di Breuil Cervinia, sottolinea come in realtà questo non sia mai venuto meno. «Le richieste - osserva l’albergatore che con la sua struttura ha da pochi mesi ottenuto la quinta stella - c’erano già prima, ma siccome il turista straniero prenotava con largo anticipo spesso trovare una stanza d’albergo libera nel fine settimana, soprattutto in certi periodi era impossibile». L’offerta comunque con la crisi si è fatta più low cost anche ai piedi del Cervino e questo, forse, ha un po contribuito a riportare sulle piste qualche turista tricolore. «Il Consorzio ha semplicemente ampliato i periodi dell’offerta “6+1 =6”, cioè un giorno gratuito per chi prenota tutta la settimana».

Se gennaio ha lasciato qualche ombra sui ricavi, con molti turisti nel weekend e pochissime presenze su settimana, febbraio sembra promettere un buon recupero di stagione su tutto il territorio regionale. Lo confermano sia Leo Garin, titolare dell’Auberge de la Maison di Courmayeur, che Piero Roullet, padrone di casa del Bellevue di Cogne. «In questi giorni - dice Roullet - siamo pieni anche grazie alla clientela straniera che sceglie di fare le vacanze in questo periodo perché in molti stati europei le scuole sono chiuse. Diversamente riempire l’albergo nei giorni infrasettimanali è sempre più difficile».

Sulla stessa lunghezza d’onda Anna Maria Corsico, titolare del Romantik Hotel Jolanda Sport di Gressoney La Trinité. «La stagione - commenta l’albergatrice - è partita bene già a dicembre. Gennaio è stato sui livelli dell’anno scorso e febbraio e marzo si presentano sotto buone prospettive. Un risultato ottenuto sostanzialmente senza attuare nuove strategie promozionali, ma ricorrendo a quelle già messe in campo negli anni scorsi. Per allungare la stagione ad esempio nei nostri pacchetti gli impianti di risalita sono gratis».

Qualche novità si registra a livello regionale. L’amministrazione regionale in collaborazione con la Camera di commercio valdostana ha realizzato un portale di commercializzazione dei pacchetti e delle proposte turistiche della Valle d'Aosta. Il sito - ribattezzato www.buyinvda.com - nasce per consentire al sistema turistico valdostano di proporsi sul mercato, alle fiere come sul web, in modo unitario e con prodotti pronti all'acquisto. (Pubblicato sul Sole 24 Ore Nord Ovest del 24 febbraio 2010)

3 dicembre 2009

Stagione Invernale: Ultimi Preparativi per il Ponte di Sant'Ambrogio


«A Gressoney La Trinité abbiamo già qualche prenotazione per Sant’Ambrogio e anche tra Natale e Capodanno e qualcuna persino tra febbraio e marzo però deve arrivare la neve per la perfetta quadratura del cerchio». Guarda al cielo con un po’ di preoccupazione Anna Maria Corsico, titolare del Romantik Hôtel Jolanda Sport e ultima presidente dell’Aiat Monte Rosa Walser in attesa del definitivo insediamento dell’Aiat unica. Lo fa, buon per lei, comunque forte di un albergo a quattro stelle che con piscina, centro benessere, ristorante di qualità e ricca carta di vini, senza dimenticare un ambiente dove il legno la fa da padrone e la vista sul massiccio del Monte Rosa, è in grado di far fronte anche ad una presenza di oro bianco non proprio da record.

Del resto i comprensori di Pila e quello del Monte Rosa ski hanno già posticipato l’avvio della stagione. Franco Maquignaz alla guida della Monte Cervino sottolinea un crescente interessamento, ma ancora poche conferme. L’ultimo fine settimana di novembre che l’anno scorso (un’abbondante nevicata arrivò in tutta la Valle il 23 novembre) accolsero trionfanti i primi sciatori quest’anno ha dovuto cedere inevitabilmente il passo al ponte di Sant’Ambrogio.

D’altra parte la neve non è sempre garanzia di presenze alberghiere. L’anno scorso, sicuramente complice la crisi, le presenze della stagione invernale 2008/2009 furono inferiori a quella 2007/2008, la migliore dell’ultimo quadriennio: 1.536.587 contro 1.611.415. Il calo più forte si registrò nel 2009 nei mesi di febbraio e marzo, segno che la difficile congiuntura economica iniziava a farsi sentire.

Fare gioco di squadra
La Valle si prepara all’appuntamento con la stagione invernale decisa a fare gioco di squadra a 360° e coordinando sempre le azioni di promozione con quelle di commercializzazione. Ne è un esempio l’iniziativa «Chi si ferma è premiato», frutto di una sinergia promossa dall'Assessorato regionale al Turismo, in collaborazione con l'associazione degli albergatori, la società Siski, le Terme di Pre'-Saint-Didier ed il Casino di Saint-Vincent. Valida tra i mesi di dicembre ed aprile 2010 (ad esclusione del «ponte» dell'Immacolata, delle vacanze natalizie e pasquali nonché dal 13 al 21 febbraio e dall'1 all'11 aprile 2010) l'offerta esclude propone nuove formule di tre giorni con pernottamenti da domenica a martedì oppure da mercoledì a venerdì, con la terza notte gratuita. «Le formule proposte – spiega l’Assessore al Turismo Aurelio Marguerettaz - sono due: nel pacchetto «sci», a partire da 380 euro, sono inclusi - oltre a tre notti in hotel con trattamento di pernottamento e prima colazione per due persone - due skipass plurigiornalieri scontati validi per sciare in tutti i comprensori; nella formula «benessere» invece, a partire da 320 euro, al soggiorno alberghiero si abbinano due ingressi scontati alle Terme di Preé-Saint-Didier validi per due giorni». Entrambe le offerte sono poi completate da un voucher convertibile in fiches da giocare al Casinò di Saint-Vincent di 40 euro. La logica è chiara e l’Assessore l’ha ben esplicitata in occasione dell’assemblea annuale dell'Associazione valdostana maestri di sci. Rivolgendosi ai «professionisti della montagna». Marguerettaz ha detto come sia necessario «un patto tra gentiluomini per rilanciare l'immagine della Valle d'Aosta». «Nel turista – ha poi aggiunto - il ricordo delle montagne e delle bellezze naturali passa, quello delle emozioni delle persone incontrate invece resta scolpito nell'anima. La vera promozione é il tam tam emotivo che queste professionalità possono trasmettere». Leo Garin, titolare dell’Auberge de la Maison di Courmayeur, invita però a non dimenticarsi del brand regionale. «La Valle d’Aosta non è ancora così conosciuta come si pensa. Occorre più impegno». E in un’ottica di sinergia è ormai all’ultimo giro di boa il definitivo avvio dell’Aiat unica guidata da Chantal Elisabeth Bernini. Il nuovo piano operativo e la pianta organica del futuro ente sono già all’esame della Giunta e per la prima quindicina di dicembre ci potrebbe essere l’avvio della piena operatività.

Raccogliamo i frutti
Silvana Perucca, presidente dell’Associazione degli albergatori valdostani, osserva come «Un aspetto positivo è che, ancora in assenza della grande nevicata, stanno arrivando le prime prenotazioni per il ponte di Sant’Ambrogio. Invece permane l’incognita del basso livello di occupazione alberghiera nei periodi non di alta stagione. Ci auguriamo che l’iniziativa dell’assessorato “Chi si ferma è premiato” possa far crescere le presenze in questi periodi. Noi come albergatori abbiamo dato il nostro contributo regalando uno dei tre giorni del pacchetto. Ora speriamo di raccogliere i frutti».

8 aprile 2009

Grand Hôtel Imperiale a Courmayeur: prove tecniche di 5 stelle

Si chiamerà «Grand Hôtel Imperiale» e nel 2012 potrebbe essere il primo albergo a 5 stelle di Courmayeur. Il condizionale è d’obbligo in quanto per ora è stata soltanto avviata la procedura per la predisposizione di un accordo di programma che vede allo stesso tavolo la Regione Autonoma Valle d’Aosta, il Comune di Courmayeur e un pool di aziende private. Di certa al momento c’è la volontà della giunta comunale, guidata da Fabrizia Derriard, di riqualificare un’area, in prossimità della centralissima via Roma, dove attualmente sorge un rudere. Un’azione da portare avanti «nell’interesse di tutta la cittadinanza».

L'Hotel Miramonti
Si tratta di quello che sulla carta doveva essere l’Hôtel Miramonti, albergo di classe superiore costruito a partire dai primi anni ottanta e mai terminato, di proprietà della famiglia Ottoz di Pré-Saint-Didier. E proprio Luca e Matteo Ottoz con la Srl «Immobiliare Miramonti», insieme alle società genovesi Ghc e Pht Investimenti, intendono finalmente dare a Courmayeur il suo primo cinque stelle, portando definitivamente a termine un lungo cammino sino ad ora piuttosto accidentato.
Non va però dimenticato che l’intesa con i privati potrà essere raggiunta dall’amministrazione pubblica soltanto in presenza di ricadute evidenti per la comunità. «Proprio per questo nell’accordo – spiega il primo cittadino –, fatte le opportune valutazioni da parte dell’amministrazione comunale, dovrà essere prevista anche la riqualificazione da parte delle aziende private di Viale Monte Bianco».

Sognando il 5 stelle
Esiste già anche una prima ipotesi di come sarà il 5 stelle. Definita dall’architetto Gianluca Torre, in rappresentanza delle società genovesi, come una suggestione e dal sindaco come «un eccesso di zelo» in quanto «in questa primissima fase non era un elemento necessario e paradossalmente l’evoluzione successiva potrebbe essere molto diversa». Ciò non toglie che nelle intenzioni del pool di aziende private il «Grand Hôtel Imperiale» dovrebbe contare su 330 posti per 137 camere. Il piano di lavoro prevede una costruzione a ferro di cavallo che ospiterà, oltre alle camere, i servizi per garantire i migliori comfort agli ospiti per la ristorazione, l'animazione per i bambini, il turismo d'affari, il relax ed il benessere. Ancora da definire l’entità della spesa. Alcune prime stime parlano di 35 milioni. La struttura - che a regime darà lavoro a oltre un centinaio di persone – necessiterà di manodopera altamente qualificata e proprio per questo in collaborazione con l'Assessorato regionale al Turismo e l'Istituto professionale alberghiero di Chatillon, saranno avviati alcuni corsi di formazione ad hoc.

Fra preoccupazione e interesse
In Consiglio regionale in merito all’operazione si è già alzata qualche voce preoccupata. Robert Louvin (Vda Vive) ha espresso il timore che «l’interesse dominante sia di carattere edilizio». Guarda invece con attenzione alla nuova struttura Leo Garin, presidente dell’Aiat Monte Bianco. «Il 5 stelle – commenta – completa l’offerta turistica di Courmayeur offrendo risposte ad una nicchia di clientela molto particolare». Senza dimenticare che sono in corso le procedure anche per la costruzione, questa volta ex novo, di un altro cinque stelle. Cinquanta camere che dovrebbero sorgere nella zona del Bas Villair, in prossimità di frazione Larzey. A portare avanti il progetto un gruppo di imprenditori provenienti da fuori valle.

17 febbraio 2009

Vacanze sotto le Alpi: a Courmayeur gli operatori sono ottimisti

A Courmayeur tutti gli operatori turistici sono orientati a stimare un +10% di presenze per dicembre con un gennaio leggermente sottotono o comunque in linea con l’anno precedente. Roberto Rota, presidente del Consorzio Valle del Monte Bianco parla di un gennaio a due velocità. «Il week-end - commenta - si lavora molto bene, ma dal lunedì al venerdì la crisi si sente. Tuttavia sul futuro della stagione c’è ottimismo. La neve c’è e la gente lo sa. Le settimane bianche in febbraio ci stanno dando segnali molto buoni e riscontriamo anche un utilizzo più intenso delle seconde case». L’impressione è che qualche italiano abbia preferito rinunciare a qualche meta esotica per godersi la tranquillità della montagna. All’appello manca invece la clientela inglese. «Il trend - riprende Rota - era già negativo da alcuni anni, ma quest’anno la fase discendente si è pesantemente accentuata. Il rafforzamento dell’euro e la crisi della City finanziaria sono i motivi della latitanza di questa particolare tipologia di clientela».

Il ritorno degli italiani
Un giudizio confermato anche da Leo Garin, presidente dell’Aiat Monte Bianco (pronta a confluire nell’unica Aiat regionale che avrà la sua sede ad Aosta) e titolare dal 1996 dell’«Auberge de la Maison» e della notissima «Maison de Filippo». «A parte qualche russo, venuto qui a festeggiare il natale ortodosso e qualche giapponese, questa stagione invernale - sottolinea Garin - dimostra ancora una volta che la clientela che sa rimanere più fedele a Courmayeur è quella italiana e che i nostri sforzi promozionali vanno concentrati prima di tutto in quest’area». Per l’albergatore va anche curata maggiormente l’area francofona. «D’estate i francesi sono molto presenti - precisa - sfiorando quasi il 50% delle presenze complessive. D’inverno invece il calo è vertiginoso e abbiamo ampi margini di miglioramento». In questo senso sta dando buoni risultati l’iniziativa della società Courmayeur Mont Blanc Funivie Spa di creare il biglietto «Mont Blanc Unlimited» che permette la traversata su entrambi i versanti garantendo il bus gratuito per raggiungere la parte opposta oppure uno sconto sul Traforo del Monte Bianco. «E’ un’iniziativa - aggiunge Garin - che ci ha portato molta clientela di giornata».

Annunciati due «cinque stelle»
Nel frattempo a Courmayeur ha destato molto rumore fra gli operatori l’annuncio della futura costruzione di un cinque stelle nella località ai piedi del Bianco. La notizia ha destato scalpore in quanto sarebbe la prima nella piccola regione autonoma dove attualmente sono presenti 51 strutture «quattro stelle» di cui sette a Courmayeur. La struttura, che dovrebbe aprire entro il 2012, si chiamerà «Grand Hotel Imperiale» ed offrirà 330 posti letto divisi in 137 camere per una grandezza totale di 47mila metri cubi, con tre ristoranti, quattro sale congressi, un centro benessere, due piscine e un grande spazio da cento metri quadrati dedicato ai bambini, il tutto per un investimento complessivo di circa 50 milioni. Ma, a detta degli operatori, non è l’unico progetto in cantiere. Anche nei pressi del Parco Bollino una cordata di imprenditori di fuori Valle starebbe trattando per la costruzione di un altro cinque stelle. (Pubblicato sul Sole 24 Ore Nord ovest dell'11 febbraio)

22 luglio 2008

Turismo: la Valle d'Aosta ha bisogno di una regia unica

Il progetto è chiaro la Valle d’Aosta nel campo del turismo ha bisogno di una regia unica che riesca a canalizzare nel migliore dei modi le risorse che la Regione mette a disposizione del settore. Soltanto le Aiat, nell’ultimo anno, hanno avuto a disposizione 3,7 milioni per le loro attività. Del resto l’obiettivo di procedere ad una riforma complessiva dell’attuale modello di organizzazione turistica regionale, con l’istituzione di un unico Ente regionale preposto all’informazione e accoglienza turistica, in sostituzione delle attuali undici Aiat, è scritto nero su bianco nel programma della nuova maggioranza guidata da Augusto Rollandin. Una scelta già maturata al termine della scorsa legislatura con il precedente assessore al Turismo, Ennio Pastoret (Uv), tanto da produrre una prima bozza con alcune linee di indirizzo presentate a Aiat e Consorzi, e su cui si è già messo al lavoro il neo-eletto assessore Aurelio Marguerettaz (Uv). Per l’assessore non si tratta di cancellare il passato, ma occorre una razionalizzazione delle risorse e delle scelte strategiche. «Serve un'unica azienda di promozione turistica che sappia far tesoro delle professionalità, delle conoscenze e delle esperienze maturate da quelle oggi in attivita». Si tratta di un patrimonio di saperi, quello delle Aiat, che Marguerettaz intende «valorizzare facendo sistema e metterlo in rete per poter così organizzare con razionalità tutte le iniziative nel rispetto degli indirizzi indicati dalla legge». Assolutamente favorevole all’Aiat unica la Presidente degli albergatori valdostani Silvana Perucca di Saint-Vincent. «Gli uffici territoriali – osserva - potranno così concentrarsi sull’attività di informazione che inevitabilmente migliorerà in qualità. Bisogna però fare in fretta. Non possiamo più permetterci di perdere altre stagioni. Se sull’inverno la situazione è meno critica in quanto l’immagine regionale appare maggiormente consolidata, in estate la Valle è in grave ritardo e spesso i guadagni di una stagione sono azzerati in quella successiva». «Serve un unico organismo di riferimento – conclude Perucca - per concentrare le risorse finanziarie e, soprattutto, evitare i doppioni. Non è possibile che ogni Aiat abbia un sito diverso dall’altra. Inoltre è necessario un progetto di marketing e promozione che possa penetrare i mercati. Come Adava auspichiamo di essere coinvolti in questo processo di riforma». D’accordo con il nuovo modello organizzativo anche Cristina Galassi, presidente dell’Aiat di Aosta. «E’ una garanzia di maggior efficienza sia dal punto di vista amministrativo che burocratico. Inoltre se si fa promozione nel piccolo i risultati sono inevitabilmente mediocri, invece noi abbiamo bisogno di un ente in grado di individuare indirizzi comuni, predisporre una programmazione regionale, fare ricerca, monitorare i risultati e dare vita ad un osservatorio che ci aiuti ad elaborare una pianificazione delle strategie. E’ chiaro che il cammino non sarà semplice». Franco Maquignaz, alla guida dell’Aiat Monte Cervino concorda sulla scelta dell’Aiat unica, ma a fianco del Cda dell’ente che sostituirà gli attuali undici ritiene auspicabile la presenza di un consiglio che garantisca la rappresentanza di tutte le realtà. «Il pericolo – osserva Maquignaz – è che un’eccessiva centralizzazione – rischi di far smarrire il buon lavoro svolto sino ad ora dalle Aiat sul territorio. Penso a qualcosa di simile al rapporto che ci può essere tra la Giunta regionale e il Consiglio». Sulla stessa lunghezza d’onda Cesare Charruaz, dell’Aiat Cogne Gran Paradiso «non va sminuito quanto è stato fatto fino ad ora. E ci sono Aiat che hanno lavorato moltissimo». Senza il minimo dubbio Leo Garin, presidente della Monte Bianco che, da tempi non sospetti, su queste stesse colonne ha espresso il suo placet all’Aiat regionale «in modo da impostare un’azione promozionale perfettamente coordinata sotto un unico cappello a livello regionale che però per avere effetto deve basarsi sulla creazione di eventi di forte appeal». (Pubblicato sul Sole 24 Ore Nord Ovest del 16 luglio 2008)

19 febbraio 2008

Leo Garin racconta le origini della Maison de Filippo


La neve è sicuramente la miglior ambasciatrice della Valle d’Aosta e l’ultima abbondante nevicata, appena prima dell’Epifania, ha ridato ulteriore slancio ad una stagione invernale che ai piedi del Monte Bianco, tra Natale e Capodanno, sembrava già essere partita con il piede
giusto. Per chi fa impresa turistica infatti l’arrivo dell’«oro bianco» rimane pur sempre la miglior garanzia di una stagione positiva anche per operatori storici come Leo Garin, presidente dell’Aiat Monte Bianco e titolare dal 1996 dell’«Auberge de la Maison » e della notissima «Maison de Filippo», fondata il 1° luglio 1965. Locali che, sulla scia della felice intuizione del patriarca Filippo, possono vantare unitamente ad una radicata tradizione famigliare di ospitalità anche una notorietà ed una clientela internazionali. Ad Entrèves a una manciata di metri dal
Traforo del Monte Bianco negli anni 50 nasce la ristorazione tipica valdostana con la Brenva una locanda con quattro camere e un ristorante che poi diventerà «Maison de Filippo» e che deve la sua fortuna agli articoli scritti da Rolly Marchi, giornalista, scrittore, sportivo, ideatore del
Trofeo Topolino, su alcune riviste dell’epoca. «Marchi – racconta Garin – scrive di questo ristorante dove si mangiano salumi, piatti a base di fontina, la fonduta in un clima famigliare
e questo fa la fortuna del locale che diventa uno dei primi simboli della cucina valdostana. Del
resto non bisogna dimenticare che qui nasce la tradizione della Grolla dell’amicizia con il caffè alla valdostana
». Ma le circostanze favorevoli non sono terminate «Nel frattempo – aggiunge Garin - si sta costruendo il traforo e abbiamo le maestranze e i direttori che ci adottano
quasi come una casa e così arriviamo al 1965, anno dell’apertura del tunnel, con una clientela affezionata. In quegli anni la mia famiglia compra la villa del Generale Ambrosio concepita
come cassaforte di difesa per un eventuale attacco dei francesi e in quello stesso anno apriamo la «Maison». Sono anni in cui ospitiamo nel nostro ristorante tutti i grandi protagonisti del turismo a Courmayeur, da attrici a politici, fino alle più alte cariche dello Stato, sia italiane che francesi
». Garin racconta con entusiasmo quegli anni ma senza rimanerne intrappolato e, pur
non nascondendo le difficoltà che sta attraversando il turismo di montagna, è convinto che non si debba andare molto lontano per assicurare a Courmayeur, e alla Valle d’Aosta, un buon
tasso di copertura dei posti letto anche al di fuori della stagione invernale, che rimane uno dei punti di forza della località. Garin arriva addirittura a sostenere (idea lanciata alcuni mesi
fa dall’Assessore al Turismo Ennio Pastoret) la necessità di un’Aiat unica, in modo da impostare un’azione promozionale perfettamente coordinata sotto un unico cappello a livello regionale che però per avere effetto deve basarsi sulla creazione di eventi di forte «appeal».
«E’ una lezione che hanno ben imparato le città d’arte. – sottolinea Garin – Il patrimonio architettonico, che possiamo paragonare alle nostre montagne o ai nostri castelli, non basta
più. Gli avvenimenti importanti fanno conoscere una località e fanno ritornare la clientela. Anche le semplici iniziative legate al folklore locale, le sagre, le feste patronali non possono
diventare punti di forza di una località turistica
».
Sulla promozione Garin ha le idee chiare. «Dobbiamo puntare ad una clientela italiana di qualità. Con un compasso puntato sulla Valle d’Aosta bisognerebbe tracciare un cerchio con un raggio di trecento chilometri e all’interno di questa area concentrare i nostri sforzi promozionali. La stessa Valle d’Aosta deve farsi conoscere di più sul mercato nazionale. Anche Francia e Svizzera sono mercati interessanti, ma bisogna rimanere all’interno di questo cerchio ideale». «Insomma serve più qualità che quantità – prosegue Garin - anche perché il nostro comprensorio è sicuramente molto bello ma di certo non è molto esteso anche se i recenti investimenti fatti dalla «Compagnie des Alpes» hanno creato delle piste di rientro articolarmente interessanti e che quest’anno potranno essere apprezzate per la prima volta dagli sciatori. In più si sta sviluppando il fenomeno del fondo cui recentemente si è aggiunta una splendida passeggiata sulla neve che da Planpincieux costeggia praticamente la pista di fondo». (pubblicato sul Corriere della Valle d'Aosta del 10 gennaio 2008)

20 gennaio 2008

Vacanze sotto le Alpi: per Leo Garin a Courmayeur oltre alla neve ci vogliono grandi eventi


La neve è sicuramente la miglior ambasciatrice della Valle d’Aosta e l’ultima nevicata, appena prima dell’epifania, ha ridato ulteriore slancio ad una stagione invernale che ai piedi del Monte Bianco, tra Natale e Capodanno, sembrava essere partita con il piede giusto. Ciò non toglie che, secondo alcuni operatori storici della località, per fare impresa turistica a Courmayeur siano ancora necessari alcuni ritocchi alla strategia. «Con un compasso puntato sulla Valle d’Aosta bisognerebbe tracciare un cerchio con un raggio di trecento chilometri e all’interno di questa area concentrare i nostri sforzi promozionali». Leo Garin, presidente dell’Aiat Monte Bianco e titolare dal 1996 dell’«Auberge de la Maison» e della notissima «Maison de Filippo», uno dei luoghi dove è nata la ristorazione tipica valdostana, è convinto che non si debba andare molto lontano per assicurare a Courmayeur, e alla Valle d’Aosta, un buon tasso di copertura dei posti letto anche al di fuori della stagione invernale, che rimane uno dei punti di forza della località. Garin arriva addirittura a sostenere (idea lanciata alcune mesi fa dall’Assessore al Turismo Ennio Pastoret) la necessità di un’Aiat unica, in modo da impostare un’azione promozionale perfettamente coordinata sotto un unico cappello a livello regionale che però per avere effetto deve basarsi sulla creazione di eventi di forte appeal. «E’ una lezione che hanno ben imparato le città d’arte. – sottolinea Garin – Il patrimonio architettonico, che possiamo paragonare alle nostre montagne, non basta più».
Roberto Rota, presidente del Consorzio Valle del Monte Bianco, ci fa capire come non si tratti di una mission così semplice. «In effetti – precisa Rota – il problema principale è proprio fare sistema. Ma perfino a Courmayeur incontriamo grosse difficoltà. Non riusciamo a promuovere la località nel suo insieme in quanto non riusciamo a far dialogare gli operatori tra di loro in modo da meglio coordinare le politiche tariffarie tra i vari operatori».
Per Rota in particolare sono sempre più necessari importanti investimenti negli impianti a fune. «Alcuni – aggiunge – si stanno concretizzando proprio in questi ultimi quindici mesi e sono particolarmente necessari in quanto arrivano dopo un lungo periodo di non evoluzione del comprensorio». Fra le novità annunciate per la stagione invernale 2007/2008 una serie di lavori di completamento della telecabina “Dolonne-Plan Checrouit” realizzati dalla società Courmayeur Mont Blanc Funivie Spa con l’obiettivo di garantire alla stazione di monte a Planc Checrouit una disposizione più funzionale con un migliore inserimento ambientale per gli accessi e lo sbarco degli sciatori. Per le piste di sci la società in particolare ha potenziato l’impianto di innevamento nella zona di Plan Checrouit con quattro nuove postazioni di produzione neve mentre sulla pista di rientro «Plan Checrouit-Dolonne» è stato integrato l’innevamento programmato con otto nuove postazioni di produzione neve. Fortunatamente quest’anno il famoso «oro bianco» non si è fatto attendere.
 

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