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26 ottobre 2010

L'imprenditore? Una persona Seria, Determinata e Appassionata

Da sin. Andrea Barmaz, Augusto Rollandin, Francesco Antonioli, Guido Martinetti e Luciano Brunero
«Essere persone serie». Se dovessi sintetizzare il senso dell'intervento di Guido Martinetti alla tavola rotonda organizzata da Confindustria Valle d'Aosta «Il Territorio le radici dell'impresa», e ospitato, ieri pomeriggio, nella sala conferenze dell’albergo Etoile du Nord di Sarre, mi limiterei a queste semplici tre parole, perchè che un imprenditore giovane (37enne) in una società dove l'intellighenzia - politica e non - si forma nei Reality Show all'insegna di chi riesce meglio a buttarla in «caciara» (leggetevi sul Corriere della Valle che sarà in edicola venerdì un articolo su «Maleducazione ed educazione») dica che per fare impresa occorre prima di tutto essere persone serie è una vera rivoluzione copernicana. Quasi, quasi un po' mi commuovo.

Ma la cosa ancora più incredibile è stato il dimostrarlo pochi minuti dopo. Quando Andrea Barmaz dell'Institut agricole ha lanciato la suggestione (che ho peraltro apprezzato) di utilizzare il latte valdostano per fare il gelato Martinetti non ha ceduto alla tentazione del «beau geste» che non costa nulla, attaccandosi ad una bella frase condita di condizionali ad hoc come sono soliti fare molti politici all'insegna del «Perchè no? Si potrebbe fare». No. Lui ha spiegato come la scelta di un prodotto piuttosto che un altro derivi dalla sua eccezionalità. «Testato alla cieca sul prodotto fiordilatte il latte valdostano non emerge, di conseguenza se lo utilizzassi faremmo soltanto comunicazione, ma non aggiungeremmo nulla al prodotto». Sì avete proprio letto bene «faremmo soltanto comunicazione». In sintesi quel che conta è il prodotto ed è il prodotto che deve fare grande un brand. E non viceversa.

Cito altre frasi a casaccio di un intervento davvero brillante che ha visto anche la testimonianza convincente di Luciano Brunero che mi ha fatto capire come Alpenzu sia una realtà imprenditoriale solida con un'attenta barra sulla qualità, e la bertoldiana sagacia del Presidente Augusto Rollandin che ha cercato di far capire al collega Francesco Antonioli come i piccoli numeri valdostani cozzino spesso con i massimi sistemi europei.
Il tutto, ovviamente, ben introdotto dalla Presidente di Confindustria Valle d'Aosta Monica Pirovano che può essere contenta dell'avvio di questo ciclo di conferenze.

Ritornando però a Martinetti mi permetto di abbozzare una piccola antologica che, ovviamente, non è stata rivista dall'autore, ma si basa sui miei rapidi appunti:

1) Il nostro è un caso fortunato che si porta dietro determinazione e passione.


2) Negli anni 90 l'industria alimentare nell'utilizzo della chimica ha toccato il punto più basso


3) Nella produzione del cibo a monte c'è un processo agricolo con un agricoltore in grado di lavorare con la terra in modo virtuoso e poi un interprete in grado di elaborare le materie prime prodotte in modo altrettanto virtuoso.


4) Fare agricoltura di qualità oggi significa tornare indietro di 50 anni: una delle mie maggiori preoccupazioni in pieno 2010 è come far maturare il letame. Eppure vi assicuro che è importantissimo.


5) La passione stimola a raccogliere informazioni e a pensare costantemente come fare meglio la propria attività. Occorre una sana ossessione a fare le cose bene.


6) Ogni situazione vive in un contesto agricolo ambientale sui generis. Bisogna partire dalle armi molto solide e vincenti che vi dà il territorio.


7) Bisogna mettersi nei panni del clienti. Toccare l'emozione delle persone. Noi utilizziamo i biscotti di meliga che vengono prodotti da un vecchio panettiere. Al cliente raccontiamo il lavoro di questo anziano artigiano.


8) Il marketing, soprattutto nel food, si deve sempre poggiare su un progetto di totale coerenza rispetto al prodotto.


9) I business plan vanno redatti con grande serietà. Meglio talvolta un approccio conservativo. In questa maniera si acquisisce anche credibilità nei confronti degli istituti di credito.


10) I fornitori - attraverso una giusta redditività - devono essere messi nelle condizioni migliori per fare un lavoro di qualità.


In questo prontuario imprenditoriale ciascuno trovi lo spunto giusto per la settimana.
I commenti sono ben accetti.

24 ottobre 2010

L'Utopia Realizzata delle Gelaterie Grom

Federico Grom e Guido Martinetti (grom)

«Da due anni tenevamo d’occhio Aosta. Quando si è presentata la location giusta al prezzo giusto è scattato l’acquisto e l’avvio del punto vendita». Guido Martinetti, 33 anni, enologo, con Federico Grom fondatore di quell’«utopia» realizzata che sono le gelaterie Grom, ci fa capire che la stessa cura che hanno messo nel realizzare «il gelato più buono del mondo» si riverbera sulla scelta di quali piazze occupare. 

E dire che la crescita è stata rapida. Nel 2003 i due amici aprono un negozio in centro a Torino e appena sette anni dopo possono contare su 41 negozi in Italia e 7 all’estero. All’inaugurazione del punto vendita di New Jork la coda per il gelato – curioso marchio di fabbrica della ditta -  era di 100 metri. E così oggi, dal mese di giugno, all’incrocio di via De Tillier e Croix de Ville, a poche centinaia di metri dalla centralissima via Chanoux, nel cuore della vecchia Aosta la gelateria Grom fa bella mostra di sé, coda compresa. «Non c'è una formula per stabilire quale possa essere la piazza migliore – precisa Martinetti – tuttavia Aosta ci interessava in quanto è una località dove c’è attenzione per il food di qualità ed è molto frequentata turisticamente nel periodo estivo. E posso dire che non ci sbagliavamo. Il riscontro dal punto di vista della clientela è infatti molto buono».

Oggi Martinetti sarà all'albergo  Etoile du Nord di Sarre, a partire dalle 17,30, ospite d'onore di Confindustria Valle d'Aosta.


Per chi vuol saperne di più...
Grom inaugura a maggio del 2003 nel centro di Torino una gelateria ed il successo è immediato. I due soci fondatori sono Guido Martinetti e Federico Grom.
Nel 2005 investono in un laboratorio di produzione adatto a soddisfare le esigenze degli altri negozi Grom che si vanno ad aprire nello stesso anno. Il fine è sempre lo stesso: offrire il meglio. Le miscele liquide vengono controllate da un team di esperti e quindi distribuite 3 volte alla settimana, grazie a un rigoroso controllo della temperatura, presso ogni gelateria e qui mantecate.
Nascono così i gusti che rendono Grom famosa in Italia e nel mondo: il limone Sfusato di Amalfi, la nocciola Tonda Gentile Trilobata delle Langhe, la pesca di Leonforte, il pistacchio di Bronte, la fragolina di Ribera e così via. Grom attrae da subito le attenzioni della stampa specializzata e non: scrivono di Grom Carlin Petrini, Davide Paolini, Paolo Massobrio, ma anche il New York Times ed il New York Sun, la televisione NBC che intervista i due Soci durante il programma nazionale «Today Show» durante le Olimpiadi di Torino, e vengono premiati da Slow Food e dalla Provincia di Torino come "Master of Food". Nel 2007 nasce il primo negozio all'estero, a New York.

Nello stesso anno i soci riescono finalmente a realizzare uno dei loro progetti più ambiziosi: comprano 8 ha di terreno a Costigliole d'Asti e creano l'azienda agricola Mura Mura, dove vengono piantate vecchie cultivar di pesche, albicocche, pere, fichi, fragole e meloni: l'obiettivo è sempre quello di ottenere la miglior frutta possibile, a coltivazione biologica, nel rispetto dei tempi della natura e dell'ambiente.
Nel 2008 nasce poi l'importantissimo progetto ecologico «Grom Loves World» che sostiene il rispetto per l'ambiente e l'ecosostenibilità: tutta la plastica (cucchiaini, sacchetti per il gelato d'asporto e per la spazzatura) infatti viene sostituita da uno straordinario materiale che deriva dall'amido di mais e da oli vegetali, completamente biodegradabile, e la carta viene certificata dal più importante ente internazionale per la gestione forestale responsabile, l'Fsc, per una corretta gestione delle foreste e delle condizioni di vita delle popolazioni indigene; inizia la raccolta differenziata dei rifiuti in ogni negozio e acquistano nuovi vettori con basse emissioni di CO2 per la logistica.

I due soci si lanciano alla ricerca, dalle Langhe fino alla Sicilia ed al centro America, del meglio che il mondo dell'agricoltura può offrire.

I principi sono rigorosi: solo frutta fresca e di stagione, provenienti dai migliori consorzi d'Italia e dall'azienda agricola di proprietà Mura Mura a Costigliole d'Asti, nessun utilizzo di coloranti o additivi chimici, acqua di montagna di Lurisia come base per i sorbetti e latte fresco intero di alta qualità per le creme, uova biologiche e selezioni dei migliori cacao e caffè dal centro America. 

Dal 2010 Grom approda anche ad Aosta. 

23 ottobre 2010

Le Radici dell'Impresa

Al territorio come «radice dell’impresa» sarà dedicato l'evento di Confindustria Valle d’Aosta che si svolgerà lunedì 25 ottobre, a partire dalle 17,30 all’albergo Etoile du Nord di Sarre. «Siamo convinti – si legge in una nota di presentazione dell’iniziativa – che per i sistemi produttivi localizzati nelle zone alpine la competizione economica si gioca in condizioni strutturalmente diverse da quelle che si trovano in altre aree, ma le aziende possono comunque raggiungere risultati di eccellenza puntando su qualità, innovazione e ricerca». 

Attorno al Tavolo del confronto per discutere e far discutere, dopo l'apertura dei lavori da parte di Monica Pirovano, Presidente di Confindustria Valle d'Aosta, interverranno Augusto Rollandin, Presidente della Regione autonoma Valle d'Aosta, Guido Martinetti Vice Presidente, Amministratore delegato Gromart S.p.A., Luciano Brunero, Socio Amministratore Alpenzu S.n.c., e Andrea Barmaz, Direttore ricerca e sperimentazione Institut Agricole Régional. La Tavola rotonda sarà moderata dal giornalista Francesco Antonioli Responsabile del Sole 24 Ore Nord Ovest.
Si tratta del primo di una serie di incontri che Confindustria Valle d'Aosta vuole organizzare per sottolineare l'impegno delle imprese che hanno scelto la Valle d'Aosta come terreno della sfida contro la crisi. Gli industriali valdostani vogliono così mettere a disposizione di tutti il patrimonio culturale delle imprese valdostane, le esperienze di chi le dirige e i programmi futuri.



Il secondo appuntamento in calendario è previsto ad Aosta il 16 novembre all'Università della Valle d’Aosta, alle 17.30, in occasione della IX Settimana della Cultura d'Impresa organizzata da Confindustria a livello nazionale. Tema dell'evento «La futura classe dirigente: l’impegno di tutti per sviluppare la cultura d’impresa». «Le persone - spiega la presidente Pirovano - rappresentano il patrimonio più importante per ogni impresa, ne costituiscono fattore cruciale di competitività, specialmente per le aziende di minori dimensioni. E’ dunque interesse delle istituzioni, della scuola e delle imprese ogni forma di valorizzazione e promozione delle persone e della loro crescita professionale».

Dopo i saluti del Professor Pietro Passerin d’Entrèves, Rettore Università Valle d’Aosta - Université de la Vallée d’Aoste, i lavori saranno aperti dalla Presidente di Confindustria Valle d'Aosta Monica Pirovano. Seguirà il dibattito con: Laurent Viérin, Assessore Istruzione e Cultura Regione autonoma Valled’Aosta, Alberto Bertone, Presidente e Amministratore delegato Acqua Sant’Anna, Federico Visconti, Professore ordinario Economia Aziendale Università Valle d’Aosta - Université de la Vallée d’Aoste, Mirko Lingeri, Amministratore Delegato Honestamp S.r.l. Il dibattito sarà moderato dal giornalista Pierluigi Bertello.

A questi due primi appuntamenti ne seguiranno altri già previsti per i primi mesi del 2011 che avranno come argomenti il cambio generazionale nelle piccole e medie imprese e le relative problematiche legate alla successione, le reti e le filiere d'impresa, l'internazionalizzazione delle imprese, l'imprenditoria giovanile, la green economy e altri temi che consentiranno di leggere una parte fondamentale del territorio attraverso gli occhi di chi quotidianamente fa impresa.



Il Concorso
Al termine della Tavola Rotonda seguirà la Premiazione del Concorso «Il kit del neoimprenditore per lanciare una idea vincente».
Il Concorso promosso da Confindustria Valle d’Aosta, con il patrocinio dell’Assessorato Istruzione e cultura della Regione autonoma Valle d’Aosta e dell’Università della Valle d’Aosta – Université de la Vallée d’Aoste ha l'obiettivo di dare la parola ai giovani e lasciare che esprimano la loro idea di impresa. Un'iniziativa che mi piace molto e che può creare un bel ponte tra mondo della scuola e mondo dell'imprenditoria.
 

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