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8 marzo 2011

Festa della Donna: Cala in Valle l'Impresa Femminile

Celebro la «festa della donna» con il bel rapporto sulle «imprese rosa» di Unioncamere. Si tratta del secondo rapporto nazionale. Buona lettura e buon 8 marzo.

Ha un'età media di 54 anni ed ha forti aspettative professionali. E' scesa in campo da pochi anni ed è più presente nel meridione. Sempre più spesso si mette in gioco per scelta e non per necessità. Resiste più della media alle intemperie del mercato mentre la sua dimensione ideale si conferma preferibilmente quella micro. E questo l'identikit della donna imprenditrice a capo di una delle 1,4 milioni di aziende «in rosa» presenti in Italia che emerge dal 2° Rapporto Nazionale sul'Imprenditoria Femminile, realizzato da Unioncamere con la collaborazione del Ministero dello Sviluppo Economico e del Dipartimento per le Pari Opportunità, presentato oggi a Roma.

IL BILANCIO 2009-2010: IN CRESCITA ANCHE NEI SETTORI “MASCHILI”
Osservando la dinamica delle imprese a confronto nel periodo più difficile della recente crisi e dei primi segni di ripresa - quello compreso tra giugno 2009 e giugno 2010 - il rapporto mette in evidenza come le imprese femminili si siano comportate in maniera nettamente migliore di quelle maschili. Nei dodici mesi analizzati, le prime sono infatti cresciute del 2,1% (pari ad un saldo di 29.040 unità) a fronte di una crescita negativa (-0,4%) di quelle maschili che hanno perso, nello stesso periodo, 17.072 unità.
Tra le imprese guidate da donne, i saldi maggiori si registrano nel Lazio (+6.638 unità), in Lombardia (5.310) e in Campania (3.248). Mentre, a livello settoriale, i progressi maggiori si registrano nelle attività dei servizi di alloggio e ristorazione (+4.346 il saldo del periodo), del commercio (+4.129) e delle costruzioni (+4.016). In termini relativi, l'impulso più forte alla crescita dell'imprenditoria rosa nell'ultimo anno è venuto dalla componente più innovativa, quella delle società di capitale, cresciute nei 12 mesi del 18%. In lieve riduzione, invece, la componente più tradizionale delle imprese individuali (-0,48%).

IMPRESE FEMMINILI, PIÙ STRUTTURATE E SOLIDE
A metà dello scorso anno, le imprese femminili erano 1.421.085, il 2,1% in più rispetto allo stesso periodo dell‟anno precedente. Negli ultimi dodici mesi analizzati, il rapporto mostra come tra le donne che avviano una nuova attività, emerga, progressivamente, la preferenza per forme giuridiche “collettive” rispetto all‟impresa individuale. Anche se quest'ultima rimane comunque la forma giuridica prevalente per donne e uomini. L‟attività delle imprese in rosa si concentra prevalentemente nei servizi, in particolare quelli riferiti alla “sanità e assistenza sociale” dove quasi un'impresa su due, il 41%, è guidata da una donna. Ma sempre più le donne tendono ad occupare nuovi terreni, mettendosi alla prova in attività più orientate al mercato come i servizi alle imprese (dove il tasso di femminilizzazione ha raggiunto il 31,6% superando quello di un settore a tradizionale presenza femminile come l'agricoltura (29,2%).

IL TERRITORIO
In termini quantitativi, l'imprenditoria femminile è più concentrata nelle regioni del Meridione dove, al netto delle isole, alla fine di giugno del 2010 si registra un tasso di femminilizzazione del tessuto imprenditoriale del 26,1%. A quella data, nelle sei regioni continentali risiedevano 355.754 imprese, pari al 25% di tutto l'universo imprenditoriale femminile. Includendo Sicilia e Sardegna, questa quota sale addirittura al 36%, per un totale di 512.620 unità.
A pochissima distanza segue il Nord-Ovest, dove ha sede il 24,5% delle aziende guidate da donne (348.346 unità). Il Centro Italia si ferma al 21,5% del totale, mentre il Nord-Est appare la circoscrizione in cui la donna è meno rappresentata nell'universo imprenditoriale. Qui, infatti, è rosa solo il 17,9% di tutte le imprese.
Tra le regioni, quella che ospita il maggior numero assoluto di imprese femminili è la Lombardia, dove hanno sede 191.944 aziende con a capo una donna. Curiosamente, la regione è però ultima se si guarda al peso relativo delle aziende rosa sul totale: solo il 20%. In termini assoluti, la Lombardia è seguita dalla Campania (148.803 imprese), dal Lazio (140.225) e dal Piemonte (111.705). La palma di regione a più alto tasso di femminilizzazione delle imprese va al Molise, dove sono rosa il 30,2% delle aziende. Seguono la Basilicata (27,9%) e l'Abruzzo (27,7%).


LE FORME GIURIDICHE
Passando ad analizzare la forma giuridica delle imprese, i dati del I semestre 2010 confermano la numerosità delle ditte individuali femminili, pari al 60,7% del totale seguite dalle società di persone e dalle società di capitali con incidenze pari, rispettivamente, a 22,8% e 14,1%. In particolare, osservando la distribuzione territoriale delle diverse forme giuridiche, in Molise le ditte individuali femminili hanno un peso maggiore (80,2%), mentre Lazio e Lombardia sono le regioni con maggiore incidenza delle Società di Capitale, rispettivamente il 26,3% e il 20,1%. Le società di persone spiccano in Trentino Alto Adige (32%) e le cooperative in Sicilia (4,6%). Tuttavia, se si considera l‟evoluzione del fenomeno durante i dodici mesi precedenti, si nota come la crescita maggiore si è registrata nelle società di capitali, con un incremento del 18%, seguite dalle “Altre forme”, i Consorzi e le Cooperative e, in misura più contenuta, dalle società di persone; le ditte individuali, invece, sono le uniche imprese a subire una contrazione (-0,5%). Questa tendenza dell‟imprenditorialità femminile verso forme sempre più strutturate acquista ora una valenza ancor maggiore se si considera che si è realizzata nel pieno della crisi economica e finanziaria. Risultato che sembra indicare una crescente solidità organizzativa e patrimoniale che caratterizza almeno una parte dello sviluppo delle iniziative imprenditoriali condotte da donne.


I SETTORI DI ATTIVITÀ
A livello nazionale, il Commercio (29,2%) e l‟Agricoltura (17,8%) si mantengono ampiamente i settori a maggiore concentrazione, seguiti dai Servizi di alloggio e ristorazione (8,6%), dalle Attività manifatturiere (8,3%) e dalle Altre attività di servizi (7,6%). L‟agricotlura negli ultimi dodici mesi è l‟unico settore a segnare una perdita (-2,48%), mentre si sottolineano i positivi risultati di sanità (+7,24%) e istruzione (+5,12).

E LA VALLE D'AOSTA?


Le imprese femminili sono 3.428 su un totale di 14.085 e rappresentano lo 0,2 di tutte le imprese italiane. Il tasso di femminilizzazione è perciò pari al 24,3% contro una media nazionale del 23,3%. Nell'ultimo anno (30 giugno 2009 - 30 giugno 2010) però la Valle d'Aosta è l'unica regione italiana con un tasso di femminilizzazione negativo pari a -0,12%. 64 il saldo negativo delle imprese femminili (-1,83%) contro le 129 di quelle maschili (-1,20%).

12 settembre 2009

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8 febbraio 2008

Spunti di riflessione 11 - Grazie a «E-Periscope» le imprese piemontesi parlano inglese


Più che una riflessione questa settimana vi faccio una segnalazione (che però, secondo me, suggerisce molte riflessioni…). In linea con le policies del sistema camerale piemontese volte a favorire la conoscenza delle dinamiche economiche internazionali nei confronti delle imprese e dei vari operatori economici e culturali, Unioncamere Piemonte ha deciso di realizzare «E-Periscope», la nuova rivista trimestrale di informazione economica regionale che guarda all’Italia e al mondo, (udite, udite) redatta esclusivamente in lingua inglese.
La newsletter sarà presentata giovedì 14 Febbraio alle 10.30 al Centro Congressi «Torino Incontra» di via Nino Costa 8 (Sala Sella). Interverranno Renato Viale, Presidente Unioncamere Piemonte; Massimo Deandreis, Direttore Unioncamere Piemonte; e Mike Arcamone, Vicepresidente GM Powertrain Europe.
Gli obiettivi sono davvero interessanti. «La pubblicazione – si legge sulla nota stampa - intende colmare un vuoto informativo presente in Piemonte. E-Periscope si occuperà, infatti, di dati economico-statistici in ambito internazionale, italiano e piemontese, e sarà arricchita da una sezione di marketing territoriale con le notizie per le aziende: nuovi investimenti, accordi commerciali, incentivi e aspetti normativi regionali, news legate all’innovazione tecnologica e spunti di livello internazionale provenienti dalle diverse Camere di commercio».
Nel primo numero vengono analizzate le previsioni sulle dinamiche dell’economia italiana nel 2008, per poi scendere nel dettaglio delle previsioni regionali di medio-lungo periodo, con approfondimenti dedicati al posizionamento del Piemonte sui mercati internazionali e al Contratto d’investimento regionale. La rivista contiene inoltre un’intervista al Vicepresidente GM Powertrain Europe Mike Arcamone e una sezione dedicata alle news provenienti da enti e istituzioni locali. Il naming evoca la potenza dell’esplorazione e dell’aumento di conoscenza che deriva dall’osservazione della superficie quando ci si trova al di sotto di essa. Vuole essere uno strumento a disposizione per orientarsi nel mercato, non solo piemontese, segnalando opportunità e nuove sfide.
E-Periscope, realizzata con il contributo di Intesa Sanpaolo e UniCredit Private Banking e in collaborazione con l’Ordine dei Dottori commercialisti e degli Esperti Contabili di Ivrea-Pinerolo-Torino e con la Commissione Regionale Abi del Piemonte, è rivolta in particolare agli investitori e agli operatori esteri in Piemonte, oltre che a docenti e professionisti stranieri che operano in Piemonte o che intrattengono relazioni con il mondo produttivo regionale.
La rivista sarà disponibile sia in versione cartacea che on line: sul nuovo sito internet http://www.e-periscope.eu/ (on line dal 14 Febbraio) oltre a poter scaricare la pubblicazione in formato elettronico, saranno presenti ulteriori approfondimenti delle tematiche affrontate. Sarà inoltre possibile riceverla direttamente via mail iscrivendosi alla mailing list ( sempre su http://www.e-periscope.eu/.). Il sito è stato concepito come un vero e proprio luogo di scambio di idee e visioni, poiché ad ogni articolo è associata una “lavagna virtuale” sulla quale i lettori potranno scrivere i propri commenti, suggerimenti e opinioni.
La nostra Chambre ci ha da poco regalato un'utile ed interessante newsletter. Dal Piemonte ci arriva un ulteriore esempio di come questi strumenti possano essere utilizzati per una comunicazione che fa da volàno allo sviluppo.
 

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