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19 marzo 2015

Un po' di Valle d'#Aosta al lancio di #Foodinitaly

Presenti, fra gli altri, i vini di Giorgio Anselmet e il Jambon de Bosses della DeBosses

Martedì sera (il 17 marzo) in pieno centro a Milano si è svolto il lancio ufficiale di Foodinitaly il portale sviluppato da Italia on line / Virgilio come facilitatore del cibo italiano di qualità certificata a livello mondiale.

Qualivita, partner del progetto, ha invitato Maison Anselmet a partecipare al lancio e, la pluripremiata cantina valdostana, è stata accompagnata in questa serata da altre eccellenze della Valle d’Aosta. Sollecitate a partecipare, hanno aderito il VdA Fromadzo e la Fontina Bio Dop della Fromagerie Haut Val d’Ayas e  il VdA Jambon de Bosses Dop della DeBosses.

Anfitrioni del lancio Mauro Rosati, DG di fondazione Qualivita che ha fornito e garantito le informazioni sui prodotti certificati derivanti da una più che decennale frequentazione dei prodotti di qualità certificata, Gabriele Mirra, COO di Italia on line che si è occupata degli aspetti tecnici e di sistema del portale e che si occuperà della promozione del portale sia in Italia che all’estero, Alessandro Borghese Chef che ha riconosciuto gli alti valori dell’iniziativa sia come punto di riferimento per le Scuole Alberghiere sia per i professionisti che visto l’elevata frammentazione di prodotti di qualità in Italia spesso hanno difficoltà nel conoscere prima e nell’approvvigionarsi poi di prodotti DOP IGP ecc..
Alla serata anche Marc Bianchi GM di ContattoFebe negli anni impegnato nella promozione della produzione di qualità della VdA in particolare per Maison Anselmet, poi Fontina Dop Bio e Fromadzo oltre che per Jambon de Bosses.

La presenza dei prodotti valdostani alla promozione del portale FoodinItaly continua a Milano nelle prossime due settimane con serate di degustazione, e, in particolare, una serata sarà dedicata esclusivamente alla degustazione delle Dop della VdA con Chardonnay di Maison Anselmet, Jambon de Bosses di Debosses, Fontina della Fromagerie Haut Val d’Ayas.

4 luglio 2013

L'inarpa quell'ingrediente fondamentale della #fontina #Dop e #Bio

Tempo di inarpa, ovvero la transumanza delle mandrie di mucche che da valle o dalla media montagna salgono verso l'Alpe, raggiungendo i pascoli estivi ai piedi delle cime più alte d’Europa.

Le mucche salgono in alto, mangiano le erbe migliori, quelle che donano alla Fontina DOP quel gusto inconfondibile che tutti conoscono. 
In Valle lo sfruttamento dei pascoli è gestito secondo un calendario rispettoso del territorio e, mentre le bovine si godono gli alpeggi estivi ricchi di erbe fresche e profumate, più in basso si fanno i fieni, cioè si taglia il foraggio che serve a nutrire il bestiame d’inverno. 

Ma cosa significa tutto questo per chi produce Fontina DOP BIO?

Per la Fromagerie Haut Val d'Ayas, unico produttore di tutta la regione di Fontina DOP BIO  significa avere circa 10 conferitori di latte in più, ovvero circa 500 mucche in più e questo fa sì che l'azienda raggiunga, sul periodo, la massima capacità produttiva dell'anno che arriva fino a 11.000 l/g.

«L'inarpa e conseguentemente il benessere degli animali - si legge in una nota diffusa dall'azienda - è fondamentale per produrre un prodotto buono e sano, al pascolo le bovine possono alimentarsi con le erbe ed i fiori degli alpeggi di montagna trasmettendo così al latte profumi e aromi che lo rendono ancora più "prezioso". Subito dopo la mungitura viene iniziata la lavorazione con caglio di vitello garantendo così che le caratteristiche del latte vengano trasferite inalterate nella cagliata e riconosciute nella Fontina DOP BIO. Il percorso è lungo, ma il risultato vale tutto il lavoro e l'energia che mani esperte vi hanno dedicato. Il tutto inizia con l'inarpa e si conclude sulla vostra tavola con una doppia certificazione DOP e BIO che garantisce al consumatore di acquistare un prodotto di altissima qualità».

16 settembre 2011

Nuovo magazzino per la Fromagerie Haut Val d'Ayas

La Fromagerie Haut Val d’Ayas di Brusson, società cooperativa con 60 soci e un fatturato 2010 pari a 1,4 milioni,  avvierà a partire dall’autunno i lavori per la costruzione di un nuovo magazzino per la stagionatura e la conservazione della fontina. L’investimento pari a 1,1 milioni vede un contributo da parte dell’Assessorato all’Agricoltura pari ad euro 420.052,96.  Il progetto prevede la costruzione di un magazzino con una capacità di stoccaggio pari a circa 12.000 forme. I lavori dovrebbero essere terminati entro il 2012.

3 novembre 2010

Paolo Consoli Ospite ad ImpresaVda su Radio Proposta in Blu

Carissimo visitatore, metto on line la puntata del 29 ottobre di «ImpresaVda», trasmessa su Radio Proposta in Blu. Ospite della puntata Danilo Grivon della Fromagerie Haut Val d'Ayas di Brusson, con lui abbiamo riflettuto su cosa significhi fare filiera nel biologico. Faccio notare che Grivon ha risposto anche ad una mia domanda sull'assenza dei produttori valdostani al Salone del Gusto di Torino. Ti invito ad ascoltarla.

Qui - se te la sei persa - puoi trovare la puntata registrata. Da questa settimana le interviste di ImpresaVda sono anche scaricabili sul sito di Radio Proposta in Blu.

Venerdì 5 novembre, alle 10, sarà invece mio ospite, per la ventiquattresima puntata, sponsorizzata come sempre dalla Camera di Commercio di Aosta, Paolo Consoli della BioDigitalValley di Pont-Saint-Martin con lui parleremo di biomedicale ed in particolare di un progetto di ricerca legato alla cura del morbo di Parkinson.

Ti ricordo che ImpresaVda è disponibile a dare voce ai tuoi dubbi, ai tuoi quesiti, ai tuoi commenti critici. Scrivi a: diretta@radiopropostainblu.it.

Anche a trasmissione terminata non esitare a mandare una tua impressione o a lasciare un tuo commento anche su questo blog. Ne farò buon uso.

Non dimenticare che è possibile ascoltare Radio Proposta anche sul tuo pc: clicca qui.

E fallo sapere anche ai tuoi amici.

Se non conosci ancora la radio ti segnalo le sue frequenze: Courmayeur 103.8 - La Salle 93.7 - Saint-Nicolas 107.6 - Aosta 107.8 - Saint-Vincent 107.4 - Bassa Valle 107.8 - Brusson 88.5 - Ayas 107.6 - Valtournenche 107.6 - Valle del Gran San Bernardo 107.6 e Valgrisenche 88.0.
Buon ascolto.

8 luglio 2010

«L'agricoltura Biologica è una Nicchia, ma è una Nicchia che Cresce...»

«L’agricoltura biologica in Valle d’Aosta è una nicchia, ma è una nicchia dove la domanda è crescente, in forte controtendenza in un comparto come quello agricolo che anno dopo anno vede invece diminuire il numero di aziende». Erik Verraz, segretario di Agrimercato Aosta, l’associazione nata in seno a Coldiretti che attualmente raggruppa una trentina di produttori biologici e biodinamici, traccia un bilancio positivo del bio in Valle d’Aosta pur nella consapevolezza che si tratta di numeri piccoli. In base a dati forniti dall’Assessorato all’Agricoltura, nel 2009 le imprese notificate erano 83 contro le 87 del 2003.

«In realtà – spiega Stefano Bertello del Dipartimento Agricoltura – il numero del quadriennio è sostanzialmente costante. Infatti pur a fronte di quattro aziende che hanno rinunciato agli impegni previsti dal regolamento 834/07 ce ne sono altre cinque che hanno notificato l’attività verso la fine del 2009 ma sono ancora in procedura di certificazione». Di queste 76 sono produttori (49 operanti nella zootecnia, 22 nell’ortofrutticolo, 2 nell’apicoltura e 3 nelle piante officinali), 5 preparatori e 2 commercianti. Crescono di quasi il 5% le superfici aziendali che passano da 2000 ettari a 2100: 1819 già in regime di agricoltura biologica e 273 in conversione.

Un milione di euro la stima del fatturato del settore, di cui circa il 50% realizzato nel zootecnico. Tanto per dare un’idea dell’espansione del comparto è sufficiente pensare che nel 1995 le imprese erano soltanto due e gli ettari meno di 200. L’interesse per il settore da parte dei consumatori valdostani si deduce anche dal successo di manifestazioni quali le «Piazze del Bio», svoltasi nell’aprile di quest’anno, con ben 15 produttori presenti sulla centralissima Piazza Chanoux.

Anche il Comune di Saint-Vincent ha chiesto a Coldiretti di collaborare alla prima edizione del «Tour des saveurs valdôtains», il 31 luglio e il 1° agosto di quest’anno, e il bio sarà protagonista anche il 26 settembre, sempre ad Aosta, per la Désarpa, manifestazione organizzata dall’assessorato all’Agricoltura per celebrare la discesa degli allevatori con le loro mandrie dagli alpeggi in alta montagna.

Nel settore lattiero-caseario cresce ancora l’impegno della Fromagerie Haut Val d’Ayas di Brusson che da sei anni produce la prima fontina biologica: 13mila forme che si possono trovare in molte catene nazionali bio di recente costituzioni (una, la Biobottega di Torino, ha aperto anche alle porte di Aosta), e incontrano il favore dei mercati nord-europei, in particolare di quello tedesco. «Da pochi mesi – commenta Danilo Grivon, dal 2006 alla guida del caseificio, una laurea in Scienze delle tecnologie alimentari e un passato nel settore sviluppo e marketing di Barilla, Colussi e Saclà – abbiamo inaugurato una filiera biologica per la Mocetta e confidiamo nel corso del 2010 di poter certificare anche la produzione di burro». (Pubblicato sul Sole 24 Ore Nord Ovest del 30 giugno 2010)

30 aprile 2010

La Valdostana Carni Sviluppa la Filiera del Biologico con la Cooperativa Haute Val d'Ayas

Sergio Borla
Tutto inizia ad Aosta al Ponte di Pietra, località che prende il nome dal monumento romano della città valdostana situato a 150 metri a est dell’Arco d’Augusto. Qui dal 1950 Francesco Borla e la moglie Miranda Pession lavorano nella loro macelleria. Il marito ha alle spalle una lunga tradizione di famiglia dal cuore sabaudo, nata a Torino tre generazioni prima e trapiantata ad Aosta. «Si macellavano quindici capi alla settimana – racconta il figlio Sergio Borla, 55 anni, in azienda dal 1971 – allora non c’erano grossisti sulla piazza di Aosta di conseguenza non si lavorava soltanto per i privati, ma anche per alberghi. Fu a quel tempo che mio padre cominciò a riflettere sulla possibilità di sviluppare su volumi più importanti il business della macellazione».

E così nel 1968 nasce la Valdostana Carni di Pollein, trasformatasi nel 1985 in Srl e attualmente gestita da Sergio e Antonella Borla. Una tipica impresa famigliare all’italiana, attenta più al fare che al far sapere che cosa sta facendo, e che dopo 40 anni con i suoi 25 dipendenti commercializza 100 tonnellate di carne alla settimana e fa registrare bilanci che si attestano poco sopra i dieci milioni di euro.

L’azienda oggi opera nella grande distribuzione, nel settore del catering, nelle forniture di bordo a navi mercantili e petroliere e nelle mense aziendali e della pubblica amministrazione, in particolare nell’area del Nord Ovest. In passato l’impresa valdostana ha pure rifornito i contingenti italiani in Bosnia e in Iraq.

Una società che dopo aver allargato i propri mercati, aprendosi ad una dimensione internazionale (dalla Francia alla Germania fino ad alcune piazze dell’Europa dell’Est, con una penetrazione significativa nei paesi dell’ex-Jugoslavia), oggi scopre anche l’importanza delle nicchie a partire da quella del biologico. «Nel corso del 2009 – osserva Borla – abbiamo ottenuto la Bioagricert, cioè la certificazione biologica. Su tutto il territorio nazionale a fronte di circa 150 stabilimenti di macellazione soltanto dieci possono fregiarsi di questo titolo. Una scelta nata dal fatto che da tempo collaboriamo con una delle più grosse aziende biologiche italiane: l’azienda Mellano di Rivarolo». «Sono stati loro – con i quali condividiamo una partnership non soltanto professionale ma amicale – aggiunge - a suggerirci di incamminarci su questa strada e ad aiutarci concretamente nel raggiungere questo obiettivo».

I volumi del biologico a livello nazionale sono ancora piuttosto esigui, ma comunque sul bilancio 2009 peseranno per circa il 5%. Fra i frutti di questa nuova strategia la nascita di una filiera biologica interamente dedicata alla carne valdostana. Un progetto che vede, oltre al coinvolgimento della società di Pollein, anche la presenza della Cooperativa Haute Val d’Ayas, azienda che dal 2004, prima sotto la guida di Roberto Bagnod e, oggi, di Danilo Grivon, opera nel settore dell’agricoltura biologica e della Cooperativa che realizza lo jambon de Bosses.

«Dalla Cooperativa di Grivon – spiega Borla – ritiriamo gli animali a fine carriera, li disossiamo, li macelliamo e provvediamo alla loro trasformazione. I tagli più pregiati, quelli utili per la mocetta, sono inviati al prosciuttificio di Bosses dove sono salati in maniera biologica e la carne è seccata in maniera naturale. Dalla fine dell’estate ad oggi sono stati lavorati 30 quintali di carne fresca che una volta essiccata riduce il suo peso del 50%». «Sono convinto – conclude Borla – che sia inevitabile coprire anche mercati più di nicchia, grazie ai quali abbiamo comunque mantenuto stabili, in quest’ultimo biennio, i nostri fatturati, pur registrando una riduzione dei margini, tenuto conto che il settore dove operiamo nel suo complesso accusa contrazioni nei ricavi tra il 20 e il 30%. Noi, nonostante tutto, continuiamo a lavorare. Non c’è stato nessun licenziamento e neppure un’ora di cassa».

L’atout vincente in mano a Borla rimane comunque l’investimento di 1,5 milioni, realizzato nel 2006, per costruire 2000 metri di capannone in modo da stoccare fino ad un massimo di 1200 tonnellate di carni congelate contro le precedenti 300. «La crescita dei volumi, o meglio la garanzia della loro continuità durante tutto l’anno, - conclude - ci assicura l’elasticità sufficiente per essere in grado di rispondere in tempi brevissimi a qualunque tipo di richiesta». Un impegno per la qualità che non è stato neppure sfiorato da un recente incidente di percorso legato ad una visita dei Nas che ha portato al sequestro di 842 chili di carne: «Una sfortunata coincidenza. Un cellista – spiega Borla – ha individuato un bancale di carne scaduta e l’ha depositata all’inizio della cella frigorifera per avviarla alla distruzione, ma si è dimenticato di avvisarmi».
 

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