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24 luglio 2015

#Thermoplay a stelle e strisce

Piero Enrietti
«Pont-Saint-Martin, la Thermoplay a una multinazionale americana». La notizia è stata data ieri sul sito de La Stampa.
Ad acquisire il controllo della società valdostana la multinazionale Barnes Group. Pur immaginando le migliori intenzioni da parte degli investitori non è mai una buona notizia quando la proprietà si allontana, soprattutto quando addirittura abbandona i confini nazionali. Le assicurazioni degli  Enrietti (Roberto e Giovanni) e la storia della Barnes sembrano disegnare scenari diversi.
Ce lo auguriamo tutti.

Devo dire che in questo il mio co-autore Carmine Garzia quando scrivemmo il libro sull'imprenditorialità in Valle d'Aosta, dove era presentata anche l'azienda ponsammartinese, è stato un buon profeta, mi disse infatti come alcune aziende del settore manifatturiero, la cui attività era indipendente dal territorio, proprio per i loro buoni risultati, rischiassero di diventare particolarmente appetibili per colossi in fase di shopping. Inoltre è vero - come dicono oggi gli Enrietti nell'intervista rilasciata ad Alessandro Mano de La Stampa - che una azienda di simili dimensioni senza il giusto sostegno di una casa madre con le spalle più larghe e con le giuste aperture internazionali avrebbe prima o poi incontrato ostacoli nel prolungare il suo ciclo positivo.

Sulla storia di Thermoplay puoi trovare molti post su questo blog.
Dedico la foto di questo post a Piero Enrietti, il mitico fondatore.

Buona lettura.

23 gennaio 2015

Delibere di Giunta - Segnalazioni per le imprese (280): Nuove modalità per #imbottigliamento #acqueminerali


AGRICOLTURA E RISORSE NATURALI

Forestazione
E’ stato approvato il programma degli interventi da realizzare nei settori della forestazione, mediante l’affidamento in appalto a imprese private, nel corso del 2015. Il programma, per il quale sono già stati acquisiti  i pareri del Cpel e della III commissione consiliare, prevede un impegno di spesa di 2 milioni 900 mila euro.

ATTIVITA’ PRODUTTIVE, ENERGIA E POLITICHE DEL LAVORO

Contributi per Thermoplay, Itw Lys Fusion e Aisico
Il Governo regionale ha approvato la concessione di tre contributi per la realizzazione di progetti di ricerca industriale: 430 mila euro all’impresa Thermoplay di Pont-Saint-Martin, 28 mila alla Itw Lys Fusion di Hône e 405 mila euro alla Aisico di Donnas.

SANITA’ SALUTE E POLITICHE SOCIALI
Contributi don Bosco
E’ stata inoltre approvata la convenzione tra l’Amministrazione regionale della Valle d’Aosta e la Casa Salesiana di San Giovanni Bosco, denominata Istituto Orfanotrofio Salesiano Don Bosco, per la gestione dell’Istituto Don Bosco di Châtillon, per il periodo da gennaio 2015 – dicembre 2017. L’impegno di spesa è di 8 milioni 40 mila euro.

TERRITORIO E AMBIENTE
Imbottigliamento acque minerali
E’ stato dato parere favorevole all’elaborato tecnico riportante i criteri e le modalità da adottare per la determinazione delle riduzioni del diritto proporzionale dovuto dal titolare di concessione per lo sfruttamento e l’imbottigliamento delle acque naturali e di sorgente. Le riduzioni – dichiara l’assessore regionale al territorio e ambiente Luca Bianchi - hanno come principale finalità quella di premiare i concessionari di acque minerali che adottano, nell’ambito dei propri sistemi produttivi e gestionali atteggiamenti virtuosi che consentano il mantenimento o addirittura il potenziamento dell’occupazione, fatto importantissimo in questo momento di crisi, nonché un contenimento complessivo degli effetti sull’ambiente riconducibili alle diverse fasi di lavorazione». Le riduzioni, introdotte con la recente legge regionale n. 15 del 23 dicembre 2014 che ha modificato la legge regionale 13 marzo 2008, n. 5 (Disciplina delle cave, delle miniere e delle acque minerali naturali, di sorgente e termali), si applicano ai concessionari che si impegnano a perseguire l’innalzamento o la difesa dei livelli occupazionali, aderire a sistemi ambientali certificati, adottare sistemi di gestione dei rifiuti tali da consentire la riduzione progressiva degli stessi e l’avvio ad operazioni di recupero e valorizzazione certa delle frazioni dei rifiuti comunque prodotte, adottare misure di contenimento dell’inquinamento ambientale, anche attraverso iniziative promozionali e di tipo commerciale volte al consumo di prodotti a chilometri zero e a proporre ogni altra iniziativa che consenta, anche in relazione all’evoluzione normativa europea, statale e regionale in materia di tutela dell’ambiente, il contenimento o il miglioramento della qualità ambientale, e la promozione di beni prodotti nel territorio regionale.

14 agosto 2014

La mission della #Thermoplay #peouv2014

Piero Enrietti con lo stambecco-tatà di ImpresaVda
Doppia serie di slides per presentare la Thermoplay di Pont-Saint-Martin.
Il direttore Generale Roberto Bertone le ha proposte il 19 giugno in occasione dell'iniziativa "Pépinières Overtes 2014" a Pont-Saint-Martin in Valle d'Aosta all'interno della tavola rotonda organizzata da Confindustria Valle d'Aosta sulle eccellenze del territorio.

20 marzo 2013

La manifattura specializzata asset fondamentale per la Valle d'#Aosta | Gli esempi di #Grivel, #GpsStandard e #Thermoplay

Come sai ho collaborato al Rapporto Valle d'Aosta del Sole 24 Ore. Uno degli articoli che ho scritto era dedicato alla manifattura specializzata. E lo propongo in due versioni. Quella ospitata sul sito e in questo post  il testo in versione premium, cioè prima degli inevitabili tagli della redazione. Buona lettura.


«Anche in Valle d’Aosta, l’impresa manifatturiera deve essere rimessa al centro, perché è un valore per il nostro territorio ed un fattore decisivo per rimettere in moto il processo di crescita e per dare un futuro ai nostri giovani lavoratori». Monica Pirovano, amministratore delegato della Cogne Acciai Speciali e al suo secondo mandato alla guida di Confindustria Valle d'Aosta ci crede.

Un asset fondamentale per il rilancio dell'economia valdostana e, naturalmente, italiana, è proprio la rivalutazione della manifattura specializzata. Una convinzione coraggiosa espressa con alle spalle un quadro dove le ombre superano purtroppo le luci. Istat e Movimprese fotografano una fine 2012 con un export in calo del 10,6% e un calo delle imprese attive dello 0,6%. Il tasso di disoccupazione si attesta al 6,4%. Fra le note positive la crescita dell'occupazione con +2,5% fra gennaio e giugno e una forte diminuzione della Cig (-55,9%). «Gli ultimi dati “previsionali” emersi dalla nostra consueta indagine trimestrale che fotografa il sentiment delle imprese valdostane, - confessa Pirovano - sembravano escludere un ulteriore peggioramento della recessione, confermando una sostanziale stabilità. Rispetto a questi dati, tuttavia, il calo del Pil italiano, nel quarto trimestre 2012, superiore alle attese, che costringe a rivedere all’ingiù le previsioni, si rifletterà inevitabilmente anche sulle aspettative degli imprenditori valdostani per i prossimi mesi, specialmente su quelli del settore edile che rimangono in seria difficoltà».

A preoccupare sono anche i dati nazionali relativi al mercato del lavoro. A creare in particolare “sconforto” sono quelli relativi al tasso di disoccupazione giovanile, dove più di un giovane su tre è disoccupato. Se poi si aggiunge il recente scenario politico appare difficile che da questo mondo possano a breve arrivare delle risposte. 

Pirovano non si perde d'animo e non manca di ragionare sulla prossima tornata elettorale regionale. A Maggio i valdostani saranno chiamati a eleggere il proprio governo regionale. «Consapevoli di rappresentare dalla grande alla piccola Impresa di tutti i settori merceologici, più che giudizi sul passato, - osserva Pirovano - vogliamo fare pressing sul futuro, presentando al momento opportuno a chi si candida a governare la Regione per i prossimi cinque anni alcune proposte concrete». 


Gioachino e Betta Gobbi
Se si cerca in Valle un esempio di impresa, operante nel settore della manifattura specializzata, in grado di sconfiggere la crisi la scelta non può cadere che su Grivel (un tempo a Courmayeur oggi a Verrayes). La società valdostana è leader mondiale nel settore dei prodotti per l’alpinismo: piccozze, ramponi, caschi, chiodi da ghiaccio e da roccia, ma, recentemente, anche zaini e guanti da alpinismo. In un quinquennio ha raddoppiato il fatturato che oggi si attesta sui 10 milioni.

L'Amministratore delegato Gioachino Gobbi sintetizza in due punti i pilastri del successo: il continuo investimento di risorse per innovare il prodotto (sono tantissimi gli Outdor Industry Award, il massimo riconoscimento del settore, ottenuti in questi anni) e la forte spinta all'internazionalizzazione. La quota di export infatti supera il 90% e un 15% veleggia annualmente verso i mercati asiatici, principalmente in Giappone, poi Corea del Sud e, infine, in Cina per una percentuale che ad est della grande muraglia non arriva ancora all’1%. «Un’azienda come la nostra – spiega Gobbi – può esistere soltanto a livello globalizzato dobbiamo essere presenti là dove c’è una tradizione avviata, ma anche nei Paesi dove inevitabilmente prima o poi si svilupperà, come la Cina». 

Per illustrare la strategia di Grivel sono sufficienti due esempi. Da un lato la notorietà internazionale ormai incontrastata.  Grivel è stata sponsor tecnico del lancio di «The Big Change Charitable Trust» un grande progetto di solidarietà che mira ad aiutare i giovani bisognosi  in Gran Bretagna  e che ha come ispiratore Richard Branson  della Virgin Group. Branson con i suoi due figli Holly e Sam e con la loro amica, la principessa Beatrice di York, figlia del Principe Andrea e di Sarah Ferguson, griffati Grivel, è salito sulla più alta vetta d’Europa, il Monte Bianco per promuovere il progetto. Dall’altro un progetto avviato nel 2011 che vede un team di alpinisti scelti dal governo cinese,  allenati da Thomas Bubendorfer,  uno dei più famosi arrampicatori al mondo in solitaria, e attrezzati di materiali Grivel  ormai in dirittura di arrivo per diventare i primi alpinisti “ufficiali” cinesi. «Per la prima volta – commenta Gobbi - il governo di Pechino ha deciso di puntare in maniera ufficiale sullo sport della montagna e di iniziare un percorso che possa portare giovani cinesi e tibetani a diventare guide di montagna e Grivel è un protagonista di questo evento». Una collaborazione che inevitabilmente garantisce un buon posizionamento dell’azienda sul mercato cinese in attesa che la passione dell’alpinismo contagi anche il dragone.

Ci sono, poi, i casi significativi di Gps Standard, di Arnad, e della Thermoplay, di Pont-Saint-Martin. La prima, guidata da Pietro Capula, fatturato a circa 20 milioni, è player mondiale nella sicurezza con i suoi sistemi perimetrali (è recente un accordo con la multinazionale tedesca Gunnebo) e che con il nuovo prodotto "Maze" ha messo sul mercato un innovativo sistema di security home and building automation, in grado di gestire sia la sicurezza che la domotica di abitazioni, uffici e Pmi. 

Thermoplay, invece, azienda specializzata nei sistemi di iniezione a canale caldo per stampi di materie plastiche, è – con Roberto Enrietti che porta avanti la sfida del padre, Piero, sui mercati mondiali – fra le prime cinque aziende del comparto. In crescita i fatturati (26,6 milioni nel 2011, 27,35 nel 2012 e una previsione di 28 per il 2013) per un'impresa dove l'export ormai pesa per il 65% e che nel 2012 ha investito  3,3 milioni in R&S. «È in fase di test – spiega Enrietti – un avanzato software a livello mondiale che permetterà ai nostri clienti di ricevere, via web, i progetti, su loro input, just in time. Il risparmio di tempo stimato sarà del 40% mentre le risposte ai clienti si ridurranno dagli attuali 2-3 giorni a pochi minuti».

16 marzo 2013

Roberto Enrietti: «#Thermoplay grazie ad un nuovo software risponde al cliente just in time»

Roberto Enrietti
Per il rapporto Valle d'Aosta ho avuto l'occasione di fare una breve intervista a Roberto Enrietti, amministratore delegato di Thermoplay. Siccome nell'articolo non ho potuto mettere tutti i dati raccolti ti propongo il testo integrale in versione premium per i visitatori di questo sito.

Il fatturato di Thermoplay negli ultimi tre anni?
2011 €26.600.000, 2012  €27.350.000 e 2013 €28.000.000 (budget)

Numero di occupati?
160 persone a Pont Saint Martin e altre 40 persone suddivise nelle nostre  filiali dirette in  UK, Francia, Germania, Portogallo, Brasile, Cina e, da Gennaio 2012, India.

Quali sono le Commesse estere più  importanti di questi ultimi mesi?
L’azione capillare sui mercati di ben 50 paesi nel mondo ci avvicinano sempre più al mercato degli end use. Sempre più stretta è la collaborazione con grandi clienti come GRUPPO GUALA, ALBEA, FERRERO, LEGRAND/BITICINO, ALCOPACK, SHOELLER ARCA, BEKUPLAST, UNILEVER, BIC ….

Qual è il peso dell'export e quale mercato garantisce i risultati più interessanti?
Il 65% del nostro fatturato è realizzato all'estero. Il trend si sta muovendo sempre più verso i mercati stranieri  

Una recente novità aziendale?
Abbiamo realizzato importanti investimenti in macchinari, trattamenti termici ed ecologia. L'nvestimento su R&D nel 2012 è stato pari a circa €3.300.000. Inoltre è in fase di test un avanzato software a livello mondiale che permetterà ai nostri clienti di ricevere via web i progetti su loro input e rispondere al cliente just in time. I progetti realizzati in automatico genereranno i percorsi utensile del particolare realizzato. Il risparmio di tempo stimato, rispetto alla situazione attuale, sarà del 40% mentre le risposte ai clienti si ridurranno dagli attuali 2-3 giorni a pochi minuti.

18 luglio 2012

Settembre 1997: il mio primo Viaggio fra le Imprese Valdostane (Prima parte)

Chi segue questo blog sa come le sue origini risalgano ad una inchiesta avviata nel 2007 sul Corriere della Valle dal titolo «Viaggio fra le imprese valdostane». Ma in realtà c'è un precedente più antico, sempre sul Corriere risalente addirittura al settembre 1997, cioè dieci anni prima, quando ho iniziato a collaborare in maniera più strutturata con il settimanale diocesano. Il direttore di allora era don Giulio Vuillermoz, e a lui proposi proprio di occuparmi di imprese e feci così una serie di articoli sulle aziende valdostane. Un primo viaggio.

Con un po' di spirito autocelebrativo e sperando di stimolare la tua curiosità ti propongo alcuni scatti che riproducono a mo' di fotocopia quasi tutti gli articoli di quel primo tour. Credo che si tratti della serie quasi completa che ti propongo in due post.

Molta acqua è passata sotto i ponti. Alcune aziende sono ancora oggi vive e vegete, altre non ci sono più, altre ancora sono in difficoltà.

Oggi di proprietà di Lavazza, sempre in Valle



Se si pensa alla querelle di questi ultimi mesi...

Un'intervista a Renzo Vuillermoz allora presidente degli Industriali valdostani

Oggi Enrietti non c'è più ma la Thermoplay ne continua l'impegno imprenditoriale

Un'azienda in difficoltà

Gioachino Gobbi porta ancora il brand Grivel nel mondo. Più sotto la prosecuzione dell'articolo nelle pagine interne del Corriere. Consiglio, come sempre, di cliccare sulle foto per una migliore lettura. Purtroppo non posso garantire una lettura completa degli articoli perché il peso delle immagini diventerebbe insostenibile.


4 dicembre 2011

Valle d'Aosta: Dieci Imprenditori Innovativi

Ti propongo la versione extralarge dell'articolo che ho pubblicato sul Rapporto Valle d'Aosta del Sole 24 Ore Nord Ovest, accompagnato da alcune foto quasi del tutto inedite e pubblicitariamente subliminali. Buona lettura....

Il tessuto imprenditoriale valdostano è da sempre particolarmente polverizzato. In base ai dati della Camera di Commercio al 30 giugno 2011 le imprese registrate attive erano 12.360 con 40.225 occupati, numeri da cui si deduce facilmente come molte aziende siano spesso costituite da un dipendente. Ecco perché non sempre i tradizionali canoni dimensionali ai piedi delle Alpi sono i migliori per mettere in evidenza le eccellenze territoriali. Lo sa bene Carmine Garzia, docente di Economia aziendale presso la facoltà di Scienze Politiche e relazioni internazionali dell'Università della Valle d'Aosta, che da tempo studia cosa significhi fare impresa nella più piccola regione d'Italia, localizzata agli estremi della penisola e caratterizzata da un territorio complesso e poco favorevole all'insediamento di attività industriali. Tuttavia «nel sistema economico valdostano - precisa il professore - non mancano aziende industriali e di servizi di successo con un posizionamento forte e un'operatività internazionale». Garzia, attraverso la sua ricerca «Imprenditorialità innovativa e sviluppo del territorio», finanziata dall'ateneo valdostano e, recentemente sfociata in una pubblicazione per Egea (vedi copertina in alto a destra...ndr ), focalizzandosi sull'analisi dei modelli di business ha individuato un panel di dieci aziende che ha suddiviso in tre categorie: «Pionieri dell'innovazione», «Innovatori high-tech» e «Campioni del territorio».
Gioachino Gobbi (Grivel)

I pionieri dell'innovazione
Si tratta di aziende che nascono con un posizionamento innovativo, competendo con una proposta di valore basata su un elevato contenuto di unicità e che fondano il proprio modello di business sullo sviluppo e la valorizzazione delle risorse locali. E' il caso della Grivel di Verrayes (20 dipendenti e un fatturato 2010 di circa 10 milioni che dovrebbe essere superato nel 2011), azienda che produce attrezzi per montagna (scalata e trekking, per uso professionale, leader, soprattutto con le sue piccozze, a livello internazionale e con una quantità di export pari al 90%. Gioachino e Betta Gobbi hanno dato vita ad una rete di distribuzione indipendente presente in 25 paesi. Grivel ha rifornito dal punto di vista tecnico il primo team di scialpinismo creato dal Governo cinese. «Lo sforzo di globalizzazione di Grivel, - spiega Gobbi - indispensabile in un mercato piccolo come quello dell’alpinismo, ci ha sempre portato a ricercare il mercato ovunque nel mondo esistessero delle montagne e, soprattutto, il desiderio di salirle».
Costantino Charrère (les Crêtes)

Passione e unicità muovono anche la famiglia Charrère che con il brand Les Crêtes (1,5 milioni di fatturato, 220mila bottiglie e circa 25 dipendenti) ha portato la Valle d'Aosta sui maggiori mercati mondiali. Oggi l’azienda, decollata negli anni ’90 grazie al papà Costantino, da poco più di un anno Presidente della Federazione nazionale dei vignaioli indipendenti, ha il volto giovane delle figlie Eleonora  ed Elena, e realizza il 10% dei suoi fatturati in terra asiatica (l’export complessivo è del 30%). Si può trovare il Chardonnay Cuvée Bois, ormai da un decennio segnalazione immancabile tra i Tre Bicchieri della guida Gambero Rosso, sulle tavole dei ristoranti più prestigiosi di Tokio, Honk Hong e Singapore.

Marilena Péaquin (Maison Bertolin)
Fra i pionieri anche la Maison Bertolin (5 milioni e 30 occupati), oggi guidata da Marilena Péaquin e dal figlio Guido dopo la prematura scomparsa del fondatore Rinaldo. L'azienda ha il merito di avere restituito all’enogastronomia nazionale un lardo Dop come quello di Arnad di cui è il maggior produttore industriale, presente nelle maggiori catene distributive nazionali: da Esselunga a Carrefour. Guido Bertolin non ha dubbi in merito: «Negli anni novanta i cultori dei prodotti tipici costituivano un piccolo gruppo che assorbiva una quota di mercato poco rilevante, dieci anni dopo erano diventati una nicchia interessante, oggi rappresentano il segmento con il più alto potenziale di sviluppo dell'intero mercato del food, tanto che la grande distribuzione ha investito e sta investendo nello sviluppo di linee dedicate a questi consumatori».

Alessandra Fulginiti (Valgrisa)
Infine merita una segnalazione la scommessa di Valgrisa, microimpresa ideata da un gruppo di amici con esperienze professionali molto diverse tra cui l'attuale amministratore delegato Alessandra Fulginiti il cui core-business consiste nel valorizzare l'abbigliamento alpino, traendo spunto dalle centenarie tradizioni tessili valdostane. Il prodotto Valgrisa si caratterizza così per un posizionamento di prezzo elevato e presenta giacche invernali (realizzate dalla Cooperativa Les Tisserands di Valgrisenche con lana proveniente dalle pecore di razza autoctona "Rosset") vendute al pubblico a 1.300 euro.

Gli innovatori high-tech
Sono imprese che puntano a competere con strategie di differenziazione basate sull'offerta di prodotti e servizi unici, tuttavia i loro modelli non sono basati in modo rilevante su risorse locali, quanto su risorse tangibili ed intangibili di carattere tecnologico. Hanno la comune caratteristica di investire in ricerca percentuali decisamente superiori alla poco brillante media nazionale.

Roberto Enrietti (Thermoplay)
Si va dalla Thermoplay  di Pont-Saint-Martin: 25 milioni di fatturato previsto nel 2011 (contro i 23,6 del 2010), 160 addetti e 80 tecnici negli uffici commerciali localizzati in 44 paesi. L'azienda è la quarta al mondo nella produzione di sistemi di iniezione per stampi con una quota di mercato stimata di circa il 6% e nel corso del 2010 ha aperto una piccola unità produttiva in Cina per valutare le potenzialità di espansione sul mercato orientale.

Gaetano Capula (Gps Standard)
Alla Gps Standard di Arnad (18 milioni di fatturato nel 2010 e 80 dipendenti), azienda leader nel settore della sicurezza ed in particolare nella realizzazione di sistemi di protezione perimetrale integrati con sistemi di videosorveglianza. Un ufficio commerciale in Cina ed una consociata in Turchia ad Instambul che testimoniano l'interesse per il Far East e il Medio oriente. Una vocazione internazionale recentemente rafforzata dal coinvolgimento dell'azienda valdostana nel colossal holliwoodiano Transformer 3 in qualità di consulente per tutto quello che concerne la parte tecnica dei sistemi anti intrusione e videosorveglianza presenti nel film.

Paolo Conta (Laser)
Fino alla Laser di Aosta (un fatturato 2010 a 2,36 e una previsione per il 2011 a 2,65 con 27 dipendenti),  società specializzata nella progettazione e realizzazione di soluzioni di Mobile Integration per l’erogazione di servizi nell’ambito di Sanità, Turismo e Logistica, Ricco il panel delle partenership avviate: da Vodafone all'Ospedale San Camillo, alla torinese Mizar Automation (Gruppo Swaroski), leader internazionale nella realizzazione di piattaforme telematiche nell'ambito del traffico e dei trasporti, fino a Vivaticket per la quale l'azienda valdostana ha recentemente realizzato un'applicazione per poter acquistare in tutta sicurezza biglietti per concerti, eventi e spettacoli.

I campioni del territorio
Riccardo Trisoldi (Cva)
Pietro Giorgio (sea)
Hanno un modello di business legato in parte alle risorse locali, ma competono in settori dove non è possibile implementare strategie di differenziazione. Le energie Alternative sono così il Core Business della Compagnia valdostana delle acque (azienda arcinota e di cui pure questo blog ha scritto diffusamente ndr) e della Sea Energia (10 milioni di euro e 60 collaboratori) che ha sviluppato competenze nella progettazione e nella costruzione di impianti di teleriscaldamento di piccole dimensioni. Sea opera con successo anche al di fuori dei confini regionali: basta pensare alle centrali per la produzione di energia elettrica in Garfagnana e quella a sansa di olive a treglio, in provincia di Chieti. Infine concludiamo il nostro viaggio con un occhio alla grande distribuzione.

Chiara Celesia (Gros Cidac)
Tocca a Gros Cidac (quasi 90 milioni di ricavi con 310 occupati e una penetrazione del 43% del mercato alimentare valdostano), brand regionale situato nel capoluogo regionale che fa parte del gruppo di acquisto C3 e che come ricavi per punto vendita è notoriamente nella top ten stilata dalle riviste di settore. La parola d'ordine del fondatore Alberto Celesia - che oggi condivide il ponte di comando con la figlia Chiara - è «tipicità e tecnologia per vendere qualità». E così accanto alle casse automatiche, già presenti da diversi anni, campeggia un corner dedicato ai vini regionali con un'offerta da fare invidia ad una enoteca.

22 aprile 2010

Dalla Plastica Bio di Ribes Ricerche al Progetto di ricerca Top Secret di Cogne Acciai Speciali

Una strumentazione del laboratorio chimico-biologico di Ribes Ricerche
Le imprese valdostane combattono la crisi mantenendo pigiato l’acceleratore della ricerca. Dopo i 7,25 milioni stanziati dalla Regione nel 2009 attraverso la legge 84 del 1993 (46,39 milioni distribuiti tra il 2000 e il 2008) cui corrisponde un investimento nella R&S circa doppio per le aziende valdostane, il 2010 si apre all’insegna di un nuovo finanziamento pari a 1,99 milioni per la realizzazione di progetti di ricerca industriale.

Le aziende interessate sono Ribes Ricerche (500mila euro), Thermoplay (133mila per il 2010 e 135mila nel 2011), Cogne Acciai Speciali (516mila nel 2010, 811mila nel 2011 e 375 nel 2012) e la Datalogic Automation s.p.a. che nel corso del 2009 ha incorporato la Laserval spa di Donnas (864.269,00 per l'esercizio 2010, 405.479,00 per il 2011 e 42.877,00 per il 2012).

Il progetto di ricerca di Ribes Ricerche ha come scopo la realizzazione di un materiale plastico biodegradabile partendo da un sottoprodotto dell’industria agro-alimentare: nel caso specifico, il siero di latte. Questo progetto risponde a due ordini di criticità ambientali: da una parte affronta il problema della dipendenza dei materiali plastici dal petrolio, dall’altro non mette in competizione materie prime ad uso alimentare con quelle destinate alla produzione di bioplastiche (come avviene ad esempio per la produzione di mais), risolvendo, al contempo, un’alternativa all’annoso problema dello stoccaggio dei rifiuti nelle discariche o negli impianti di compostaggio. «La ricaduta del progetto sarà, in primis, sul territorio della Valle d'Aosta – commenta Umberto Bena, AD di Ribes Ricerche- offrendo un elemento di competitività e l’ingresso in un mercato oggi ancora di nicchia ma con forti prospettive di crescita. Hanno espresso interesse sui risultati della ricerca Lampoplast srl, azienda di Issogne già specializzata nei processi di lavorazione, colorazione ed estrusione di materie plastiche, con produzione di semi-lavorati od oggetti finiti, e il Centro Essicamento Siero (Ass. Agricoltura e Risorse Naturali)».

La Thermoplay di Pont-Saint-Martin, azienda specializzata nei sistemi di iniezione a canale caldo per stampi di materie plastiche, è impegnata invece nella realizzazione di ugelli di nuova generazione con innovativi sistemi di otturazione. Una tecnologia che dovrebbe garantire all’azienda della Bassa Valle un significativo vantaggio competitivo rispetto alla concorrenza sulla quale aveva investito molte energie Piero Enrietti, il fondatore dell’azienda, prima della sua recente scomparsa avvenuta all’inizio del mese di marzo.

La Datalogic Automation è impegnata nella realizzazione di un nuovo sistema laser per la marcatura industriale con l’impiego di architetture laser DPSS e in fibra ottica per la generazione di impulsi laser di elevata qualità temporale e spaziale.

La Cogne Acciai Speciali di Aosta invece sta lavorando ad un progetto di ricerca strategico nei futuri progetti aziendali e perciò particolarmente riservato tanto, che oltre al nome del progetto, peraltro piuttosto criptico, «CCO2012» come indicato nella delibera 864, dall’azienda fanno soltanto trapelare come si tratti di un progetto «articolato in varie fasi che dovrebbe consentire di arrivare ad ottenere un nuovo prodotto che va ampliare la gamma degli acciai inossidabili». Di più non è dato saperne per non dare punti di riferimento alla concorrenza. Sembra proprio che si dovrà per forza attendere il 2012 per svelare il mistero.

3 aprile 2010

Delibere di Giunta: Segnalazioni per le Aziende (46) - Arev e Contributi per Ricerca e Sviluppo

PRESIDENZA DELLA REGIONE


Polo museale Ivat a Maison Caravex
E’ stato approvato l’accordo di programma tra la Regione, il Comune di Gignod e l’IVAT per il completamento della ristrutturazione dell’area denominata Maison Caravex a Gignod, da adibire a polo museale per la ricerca e la valorizzazione del patrimonio artigianale. (delibera 907)

AGRICOLTURA E RISORSE NATURALI

7 milioni all'Arev
E’ stato approvato il programma regionale dei concorsi, delle rassegne e dei mercati concorso, per l’anno 2010, presentato dall’Association Régionale Eleveurs Valdôtains (AREV). L’impegno di spesa è di 7 milioni 50 mila euro. (delibera 867)


ATTIVITA’ PRODUTTIVE

1,13 milioni per la ricerca
L’Esecutivo ha concesso 1 milione 130 mila euro di contributi, per l’anno 2010, a tre imprese con sede in Valle d’Aosta, per la realizzazione di progetti di ricerca industriale. Le aziende finanziate sono Ribes Ricerche (500mila euro), Thermoplay (133mila per il 2010 e 135mila nel 2011) e Cogne Acciai Speciali (516mila nel 2010, 811mila nel 2011 e 375 nel 2012). (delibere 862, 863 e 864)


ISTRUZIONE E CULTURA

Turismo culturale al Forte di Bard
E' stato approvato ai sensi della L.R. 89/1993 l'accordo di collaborazione tra la Regione Autonoma Valle d'Aosta e l'Associazione Forte di Bard per la valorizzazione del Turismo culturale del Forte di Bard per la realizzazione presso il Forte di manifestazioni culturali ed esposizioni nel corso del 2010. (delibera 854)


TURISMO, SPORT, COMMERCIO E TRASPORTI

Tirocini universitari nel turismo
E’ stata adottata la convenzione tra la Regione e l’Università della Valle d’Aosta per lo svolgimento di tirocini di formazione e di orientamento del corso di laurea in Scienze dell’economia e della gestione aziendale da effettuare al Dipartimento turismo, sport e commercio dell’Assessorato. (delibera 858)

2 marzo 2010

Piero Enrietti: un Imprenditore Responsabile

Ho appreso da poche ore della scomparsa, ieri pomeriggio, di Piero Enrietti, il patron della Thermoplay di cui tanto ho scritto in questo blog (leggete qui) per le sue radici solidamente piantate nella Bassa Valle (anche quando provocatoriamente minacciava di andarsene in Cina) con lo sguardo perennemente rivolto al futuro (come dimostrano i suoi tanti brevetti). Si definiva un «inventore», ma era soprattutto un imprenditore responsabile, per il quale il profitto era importante, ma non era tutto. Per lui contava anche lo sviluppo, il creare e dare lavoro, il premiare chi se lo meritava e l'aiutare chi era in difficoltà. Non sono parole di circostanza. Rileggete tutti gli articoli che lo riguardano e vi ritroverete tutto questo e anche di più.

Si potrebbe scrivere ancora tanto e tanto ho scritto su di lui. Sono soprattutto contento di essere riuscito a dargli un riconoscimento (per quanto piccolo) del suo lavoro, assegnandogli il primo stambecco-tatà del mio concorso come miglior imprenditore valdostano del 2008 (nella foto Enrietti guarda il suo premio).

Mi ricordo che quando glielo consegnai ufficialmente mi disse, forse perfino un po' emozionato, «Lo sa? E' la prima volta che mi danno un premio per il mio lavoro».
E per me - in fondo era una prima volta anche per me- è stato un vero onore essere il primo a poterglielo dare.

24 settembre 2009

Sfida Cinese per la Thermoplay: Quando un'Azienda Italiana Sfida il Dragone


«Nel 2010 apriremo uno stabilimento produttivo in Cina. Inizialmente daremo lavoro a dieci persone. Se il mercato asiatico risponderà positivamente la nostra presenza è destinata a crescere e consolidarsi». Roberto Enrietti, 44 anni, amministratore delegato della Thermoplay di Pont-Saint-Martin, azienda specializzata nei sistemi di iniezione a canale caldo per stampi di materie plastiche, ritiene strategico sferrare l’attacco al cuore del colosso orientale. «Nel 2010 – commenta - “Thermoplay China “ sarà una realtà. Un nostro uomo è a Pechino proprio in questi giorni per individuare l’area più adatta alla nostra futura attività. L’investimento per la fase di start up sarà di circa 800mila». «Sul fronte della qualità - prosegue - non temiamo nessuno, ma per essere davvero competitivi sul mercato locale dobbiamo poter produrre con i loro stessi costi».

L’azienda valdostana - 20 milioni di fatturato nel 2008, una leggera flessione stimata nel 2009, 140 occupati e 15 brevetti internazionali – è una vera e propria “multinazionale tascabile”. Attualmente è presente in 49 paesi con propri agenti e fino ad ora contava ben cinque filiali commerciali estere tra Europa (Francia, Inghilterra, Portogallo e Germania e Sud America (Brasile).

Thermoplay, guidata dal presidente Piero Enrietti, a 73 anni ancora ben saldo sul ponte di comando dell’azienda, ha poi un posizionamento sul suo mercato di riferimento di rilievo internazionale. Grazie al 15% dei propri ricavi investiti annualmente in ricerca e sviluppo l’impresa valdostana è, attualmente, la quarta azienda a livello mondiale con una fetta di mercato che, per ora, vale supera il 6% di tutta la torta, dietro a due colossi canadesi (ma da loro la ricerca viene finanziata al 100%) e ad un’azienda coreana che – a detta del patriarca Enrietti - «fa più quantità che qualità».

Se il nome Thermoplay sembra dirvi ancora poco considerate che è praticamente impossibile che nella vostra abitazione o sulla vostra auto non abbiate un prodotto realizzato grazie al know-how Thermoplay. La gamma di prodotti è particolarmente vasta e permette di soddisfare qualunque tipo di esigenza costruttiva di iniezione a caldo nei settori automotive, cosmetico, imballaggio, elettronico, medicale, elettronico, medicale, elettrotecnico, informatico, micromeccanico, hobbistico, casalingo e nuovi settore emergenti.
E’ sufficiente visitare la sala riunioni nella casa madre di Pont e subito nelle vetrinette che circondano il lungo tavolo di lavoro scorgerete davvero di tutto: dal mini-barattolo di Nutella di cui sono stati prodotti due milioni di esemplari, al tappo della bottiglia di plastica, al contenitore delle bolle di sapone che lo stesso Roberto Enrietti testimonia di aver trovato identico anche molto lontano dall’Europa. «Me ne accorgo da un’occhiata – spiega – se è stato realizzato da noi».

L’operazione cinese giunge, fra l’altro, subito dopo il raddoppio della superficie dello stabilimento valdostano attraverso l’acquisto dall’amministrazione regionale (con una spesa di 420 mila euro), di 10 mila metri quadri nell’area industriale dell’ex Illsa Viola, di cui la metà già occupati in diritto di superficie dalla stessa azienda. L’aumento della capacità produttiva si concretizzerà nel mese di ottobre con l’arrivo direttamente dal Giappone di due nuovi macchinari con un investimento di 2,5 milioni di euro. «Il Mazatech MV-630 – precisa Enrietti – ci consentirà di far aumentare la produzione, migliorare la qualità e, soprattutto, ridurre i costi». Curiosamente Enrietti ritiene che l’atout che più di tutti di spiega il successo dell’azienda valdostana non sia soltanto la tecnologia. «Oltre ad essere estremamente veloci – conclude – nel risolvere qualunque problematica ci sottoponga il cliente, siamo davvero imbattibili nel servizio post-vendita. Pur in presenza di prezzi più bassi fatti dai nostri concorrenti la maggior parte della nostra clientela ci rimane fedele in quanto ha constatato da tempo l’unicità del nostro servizio. E’ una particolarità che ci sta facendo particolarmente apprezzare su tutto il mercato ex-Unione sovietica». (Pubblicato sul Sole 24 Ore Nord Ovest del 23 settembre)

21 gennaio 2009

46,3 milioni per la ricerca valdostana: le prime dieci aziende finanziate con la legge numero 84 del 1993

Privilegiare i progetti di ricerca e sviluppo delle aziende valdostane. E’ questa la scommessa della piccola regione autonoma che soprattutto nell’ultimo triennio ha intensificato il numero di aiuti e l’ammontare dei finanziamenti a favore delle imprese regionali. Tra il 2000 e il 2008 i contributi concessi attraverso la legge regionale 7 dicembre 1993, n. 84 (e le sue successive modificazioni) in favore degli investimenti in R&S, hanno toccato quota 46,39 milioni (qui trovate l'elenco anno per anno), di cui ben 11,2 nel solo 2008. Un aumento reso possibile dall’innalzamento dei massimali, proposta dall’allora assessore alle Attività Produttive Leonardo La Torre. Una modifica che ha posto come tetto contributivo il milione di euro per le grandi imprese, i 500mila per le medie e i 250mila per le piccole oggi raccolta con favore da parte del collega Ennio Pastoret, nuovo referente del dicastero con la Giunta guidata da Augusto Rollandin. Complessivamente nell’ultimo decennio sono state sedici le aziende beneficiarie, anche se da un’analisi della top ten gli interventi si concentrano soprattutto nelle prime tre posizioni che sommate raggiungono quasi i due terzi dell’intera torta. In testa la Dora spa, del gruppo STMicroelectronics con 18,5 milioni. L’azienda, che ha la sua sede nell’Espace Aoste, costituisce un centro di eccellenza dedicato alla ricerca, alla progettazione e allo sviluppo di circuiti integrati per il settore di mercato industriale e conversione di potenza. Estremamente positivo il giudizio sulla normativa regionale. «Abbiamo portato a termine da alcuni mesi il nostro primo progetto triennale – osserva l’ad Roberto Gariboldi - denominato “powermanagement”, grazie al quale saremo in grado di assicurare soluzioni innovative e più efficienti per le gestione dell’alimentazione dei computer portatili». «Il nostro gruppo – ci tiene a sottolineare Gariboldi - si confronta spesso con normative legate alla R&S sia di altre regioni che comunitario e possiamo assicurare che la 84 è tra quelle più adegute alle nostre esigenze». Piazza d’onore per la Cogne Acciai Speciali con 7,1, fra le prime con Olivetti I jet, non a caso al terzo posto, con 4,3 ad usufruire del sostegno messo in campo dall’amministrazione regionale. Quarto posto per Gps Standard con 2,09 e quinta piazza per Ribes Ricerche con 2,02. Quest’ultima azienda, appartenente al Gruppo Ribes di Ivrea, con ben tre progetti presentati tra il 2006 e il 2008, sta consolidando sul territorio regionale la sua mission di affiancamento di enti locali e società private per lo sviluppo di servizi e tecnologie avanzate in grado di supportarli nel processo di innovazione. «Grazie a questa normativa - spiega l’a.d. Umberto Bena - la nostra presenza in Valle è cresciuta sia in termini di occupati, da 10 a 18, che di presenza, passando da 300 a 600 metri quadri. E ha già dato vita ad una realtà di indotto con la creazione di Memside, una start up all’interno dell’incubatore di impresa di Pont-Saint-Martin grazie alla quale puntiamo a mantenere in Valle d’Aosta tutto il know-how che stiamo sviluppando nel settore della sensoristica». Uno dei progetti, finanziati dalla legge 84, ormai in fase di ingegnerizzazione, è proprio un sensore ottico, a base di silicio poroso, per il monitoraggio della CO2. Ma non tutte le storie di investimenti e aiuti sono caratterizzate dal lieto fine come dimostra il sesto posto della Tecdis di Châtillon con 1,99 milioni o ancora il 10° di Tectel con 1,22, chiusure di cui il tessuto sociale della media Valle d’Aosta porta ancora le ferite. Pragmatico in proposito Piero Enrietti, presidente di Thermoplay, azienda specializzata nei sistemi di iniezione a canale caldo per stampi di materie plastiche, al settimo posto della top ten con i suoi 1,75 milioni. «Questi aiuti sono poco utili se dati ad aziende già in difficoltà. Gli investimenti nella ricerca - commenta l’imprenditore che da tempo guarda con interesse anche ai mercati cinese e indiano - vanno fatti per anticipare il mercato, non inseguirlo. Noi già ora stiamo lavorando ai prodotti che commercializzeremo fra tre anni. Se si deve innovare per salvare un’azienda, a mio avviso, ormai c’è ben poco da fare». L’assessore Pastoret evidenzia tuttavia come ci sia da parte degli uffici regionali un attento controllo di risultato e che in determinati casi «i finanziamenti concessi possono non essere erogati».
La normativa nel suo complesso incassa anche l’ok di Confindustria. «Presto avremo un incontro con l’assessore Ennio Pastoret - spiegano i vertici dell’associazione - per valutare insieme il funzionamento della legge 6 del 2003 che ha accorpato in un unico testo tutti gli aiuti al settore industriale. In quell’occasione ci occuperemo anche della 84 che, pur in una cornice positiva, potrebbe necessitare di alcune migliorie: dall’inserimento degli aiuti per la ricerca fondamentale, per gli studi di fattibilità tecnica, per le imprese innovatrici, per la messa a disposizione di personale altamente qualificato e per i poli di innovazione». Proprio su quest’ultimo fronte l’assessore Pastoret richiama l’attenzione sulla scelta dell’assessorato di «sviluppare uno “strumento operativo” innovativo, basato sul meccanismo della chiamata di idee alle imprese, ossia sulla selezione di proposte imprenditoriali provenienti dalle imprese e concernenti progetti industriali caratterizzati da elevata innovazione tecnologica», In una prima fase il nuovos trumento sarà finalizzato al lancio di un bando competitivo per le imprese da avviare nella prima metà del 2009, rivolto a promuovere progetti innovativi in ambiti produttivi di interesse prioritario per la Regione.

23 dicembre 2008

Piero Enrietti (Thermoplay) ha ricevuto il premio «ImpresaVda»

Questo pomeriggio (approfittando dei purtroppo pochi giorni di vacanza quest'anno concessimi dall'attività frenetica del Corriere della Valle) ho incontrato Piero Enrietti per la consegna del premio di miglior imprenditore valdostano. Il famoso «ImpresaVda»: lo stambecco giocattolo di cui ho già scritto. Sono particolarmente contento che ad aggiudicarselo sia stato Piero Enrietti, presidente della Thermoplay di Pont-Saint-Martin. Sia chiaro, tutti i nominativi erano validi ma il fatto che il primo nome in questo - spero lungo - albo d'oro sia quello dell'imprenditore della Bassa Valle mi piace per svariati motivi che provo ad elencare. Prima di tutto perchè la Thermoplay è un esempio pregevole e esemplare di cosa siano capaci di fare le Pmi italiane, tanto bistrattate nel recente passato. L'azienda poi ha una dimensione internazionale e investe con costanza e lungimiranza nel settore della ricerca e sviluppo, ponendo la qualità come fondamento di tutto. Enrietti inoltre è un imprenditore che quando parla dei suoi dipendenti usa il termine «maestranze» e lo fa con un orgoglio inusitato, con quel pizzico di paternalismo che fa sì che lui di fronte non abbia numeri ma persone. Sicuramente conosce tutti i suoi dipendenti per nome e si ricorda perfino il giorno della loro assunzione. Ma allo stesso tempo Enrietti è un uomo del futuro, un inventore, uno che sa di dover sempre stare un passo avanti, e così la Thermoplay sforna brevetti con i quali si faranno i prodotti di domani. Un uomo che sa anche resistere alle sirene dei colossi del settore interessati ad acquisire il know how del piccolo gioiello ai piedi delle Alpi perchè - come ci racconta - i figli sono giovani e possono ancora lavorare a lungo. E Enrietti ha il cuore a Pont-Saint-Martin, dove ha il suo tetto imprenditoriale, ma allo stesso tempo quando lo incontri - come è capitato a me oggi - ti racconta di Cina, di India. Ti spiega che la Cina non fa più paura. Che lì non fanno qualità. Che i dipendenti non appena diventano un po' specializzati si offrono al miglior offerente - perchè lì, sempre lì, non c'è l'attaccamento all'azienda - e alla fine un operaio specializzato cinese, di multinazionale in multinazionale, finisce per guadagnare di più di un italiano senza però costruire davvero qualcosa. E poi c'è il sogno indiano che oggi è un incubo perchè chi si sta occupando di far mettere radici all'azienda valdostana in quelle terre lontane si è ritrovato barricato in uno di quei due famosi alberghi di cui tanto si è scritto, temendo, in quanto occidentale, per la sua vita. E ora attende che le aqcue si calmino. Ecco, per tutti questi motivi, sono contento che Enrietti sia stato il primo vincitore di questo concorso. E anche perchè - incredibile a scriversi dopo tutto quello che avete letto - il buon Enrietti è la prima volta che viene premiato per tutto quello che ha saputo fare in questi anni. Ne sono certo, il mio stambecco non poteva trovare habitat imprenditoriale migliore di questo. Ora vedremo il suo fratello del 2009 in quali luoghi finirà. Mi raccomando mandatemi le vostre segnalazioni. C'è tempo fino a marzo. Nel frattempo i miei complimenti (e anche il mio grazie) a Piero Enrietti.

6 ottobre 2008

Mdm, Gps e Thermoplay: l'acquisto dell'area favorisce lo scatto in avanti

I primi effetti si concretizzeranno nel 2009, ma già nel 2008 Mdm di Châtillon, Gps di Arnad e Thermoplay di Pont-Saint-Martin (aziende tutte e tre coinvolte nel mio concorso «Vota il miglior imprenditore valdostano del 2008») stanno dimostrando di aver ben meritato la fiducia dell’amministrazione regionale con solidi piani industriali di sviluppo. Le tre aziende valdostane infatti, a vario titolo, alla fine della scorsa legislatura, sono riuscite, dopo una lunga attesa, a concludere con la Regione Valle d’Aosta l’acquisizione dello stabilimento e di aree limitrofe dove potersi espandere in virtù di una spinta espansiva (mediamente tra il 5% e il 10%) piuttosto rara nell’attuale panorama industriale. Luca Minini, 35 anni, amministratore unico della Mdm, azienda che opera da leader nella produzione di attrezzature speciali per la deformazione a freddo dei metalli, destinate allo stampaggio di viti e bulloni potuto finalmente festeggiare i primi 25 anni di vita dell’azienda, con l’acquisto sia dei terreni (oltre 5.500 metri quadri) sui quali quattro anni fa aveva costruito il nuovo stabilimento, sia dell’immobile oggi adibito a uffici amministrativi della società. Un’operazione da 512 mila euro. «Per il 2008 prevediamo una crescita dei fatturati del 10% - dice Minini - che è il risultato diretto del nuovo assetto. In effetti nell’ultimo biennio potendo finalmente contare su uno stabilimento completamente nostro abbiamo avviato investimenti in macchinari e linee produttive per un valore di un milione. Un’operazione che ha avuto immediati riflessi sui nostri ricavi». Stessa sorte per la famiglia Capula che con la Gps di Arnad, un core business concentrato nei sistemi di protezione perimetrale integrati, ha completato l’acquisto di nuove aree adiacenti all’attuale stabilimento, posizionato su un’area in affitto di 1700 metri quadri. «Si tratta - spiega il responsabile marketing Gaetano Capula di un’area di 4000 metri quadri, 2500 di spazio coperto, dove sorgono tre palazzine, e 1500 di terreno. I lavori termineranno a metà del 2009 e porteranno al raddoppio dell’area occupata. Un’operazione del valore di circa due milioni che noi riteniamo estremamente strategica per lo sviluppo dell’azienda. In un momento in cui il settore della sicurezza risente delle difficoltà della congiuntura economica internazionale la nostra azione vuole essere uno sguardo positivo verso il futuro». Apripista di queste operazioni la Thermoplay di Piero Enrietti, azienda specializzata nei sistemi di iniezione a canale caldo per stampi di materie plastiche che, finalmente - arrivando addirittura a minacciare la Regione di trasferirsi in Cina - è riuscita a formalizzare, circa un anno, fa l’acquisto (con una spesa di 420 mila euro), di 10 mila metri quadri nell’area industriale dell’ex Illsa Viola, di cui la metà già occupati in diritto di superficie dalla stessa azienda. Obiettivo dichiarato raddoppiare la superficie produttiva nel corso del 2008. Oggi Enrietti guarda soddisfatto alla futura espansione dell’azienda mentre procedono ilavori di ampliamento. A Vallée d’Aoste Structure, la società, (100% Finaosta), presieduta (al momento della pubblicazione dell'articolo ndr) dal sindaco di Valtournenche Giorgio Pession, cui la Regione ha trasferito il proprio patrimonio immobiliare, come previsto dalla l.r. 18 giugno 2004, n. 10, non risultano in vista nuove alienazioni. «A fine anno – spiega l’ad Massimo Centelleghe - noi consegniamo una nostra relazione finale dove indichiamo i beni che possono essere alienati. Tocca al Consiglio regionale approvare l’autorizzazione delle cessioni. Al momento non abbiamo richieste di questo tipo da parte delle imprese insediate». Centelleghe evidenzia come gran parte del patrimonio conferito dalla Regione alla società sia già allocato. «Sono soltanto tre le proprietà ancora sfitte – precisa - anche se due di queste sono di dimensioni particolarmente considerevoli. E’ il caso del capannone che ospitava la Tecdis a Châtillon e di quello dove si trovava la Balzano a Verrès. In merito all’Espace siamo oltre il 50% del potenziale. L’ultimo insediamento di rilievo è quello dell’Electro Power System con lotti sia nell’incubatore di impresa che nell’area limitrofa dell’Espace Aosta». Sulle aree industriali Confindustria Valle d’Aosta confida che ora che il quadro legislativo appare sufficientemente stabile si possa anche fare un’attenta analisi sui prezzi delle locazioni. (Pubblicato sul Sole 24 Ore Nord Ovest del 1° ottobre 2008)

7 dicembre 2007

Thermoplay: siamo competitivi sul mercato mondiale


Quarta azienda a livello mondiale con una fetta di mercato che, per ora, vale il 6% di tutta la torta, dietro a due colossi canadesi (ma da loro la ricerca viene finanziata al 100%) e ad un’azienda coreana che – ci spiegano - fa più quantità che qualità. Sono queste le dimensioni planetarie della Thermoplay di Pont- Saint-Martin che ora si prepara al grande balzo con l’ampliamento della superficie. L’azienda (160 dipendenti e 20 milioni di euro di fatturato nel 2006 con una previsione di +15% nel 2007) specializzata nei sistemi di iniezione a canale caldo per stampi di materie plastiche raddoppierà la superficie produttiva del proprio stabilimento entro maggio 2008 (nella foto potete vedere quale sarà il risultato finale), e assumerà circa cinquanta nuovi dipendenti nel prossimo quinquennio.
Un ampliamento reso possibile dall’acquisto (con una spesa di 420 mila euro), formalizzato nel mese di agosto, ad Aosta, di 10 mila metri quadri nell’area industriale dell’ex Illsa Viola di proprietà della Regione Autonoma Valle d’Aosta, di cui la metà già occupati in diritto di superficie dalla stessa azienda. Uno dei primi risultati della nuova strategia avviata dalla Regione Autonoma Valle d’Aosta in materia di aree industriali. Una rivoluzione copernicana attesa da tempo. Per l’azienda, infatti, l’acquisto dello stabilimento attuale e la sua futura espansione costituiscono un passaggio fondamentale per il suo futuro sviluppo. Dimostrare di avere alle spalle un buon patrimonio con le nuove norme dettate da “Basilea 2” in merito alla “capacità di credito” delle aziende è diventato ormai un vincolo insormontabile per poter ricorrere al credito o ad altre forme di finanziamento. In questa logica il fatto che l’immobile non fosse di proprietà, ma che l’azienda potesse soltanto disporne per un certo numero di anni era un handicap fortemente penalizzante per lo sviluppo della Thermoplay. “La Regione ha capito che la logica del diritto di superficie era un errore e che, sul lungo periodo, danneggiava le aziende in grado di camminare sulle proprie gambe”.
Piero Enrietti, 71 anni, dal 1995 presidente della Società Thermoplay di Pont-Saint-Martin, finalmente sorride soddisfatto dopo che per lungo tempo non riusciva a capacitarsi di come certi lacciuoli burocratici finissero per limitare il potenziale della sua azienda fondato su
una grande capacità di sfornare brevetti in grado di interpretare il mercato nel prossimo quinquennio. “Spesso – dice Enrietti con un sorriso sornione – sento dire che le aziende per salvarsi devono fare ricerca e sviluppo, ma se un’azienda è già in difficoltà non riesce a risollevarsi in questa maniera. La ricerca che facciamo oggi guarda al mercato fra cinque anni. Non è possibile fare diversamente”. “Noi – spiega il figlio Roberto Enrietti, 43 anni, amministratore delegato dell’azienda - monitoriamo constantemente con attenzione le esigenze della nostra clientela in modo da capire in anticipo qual è il prodotto che manca oggi sul mercato”.
La soddisfazione di Enrietti è palpabile anche se, sotto sotto, si percepisce che avrebbe maggiormente gradito festeggiare il decennale aziendale con già la certezza di ampliare la produzione. Senza contare che qualche commessa particolarmente significativa proprio in virtù di questa attesa ha preso altre strade. Nonostante la lunga querelle in questi anni la famiglia Enrietti non è comunque rimasta inattiva e ha rafforzato la sua presenza sui mercati esteri. Alle tre sedi estere di Pontoise in Francia, Basildon in Inghilterra e Ludenscheid in Germania si sono aggiunte Marinha Grande in Portogallo e Itatiba nello stato di San Paolo,in Brasile. Nel corso del 2007 sono stati aperti due uffici commerciali: uno negli Stati Uniti e un altro in India. Oggi si guarda anche con interesse a Russia e Bielorussia. “Bisogna essere però molto cauti – conclude Roberto Enrietti – per noi occidentali si tratta di mercati difficili, dove non è facile muoversi essendo rimasti per lungo tempo chiusi”. (Pubblicato sul Corriere della Valle d'Aosta del 6 settembre 2007)

6 dicembre 2007

Intervista a Giuseppe Bordon sullo stato dell'arte dell'industria valdostana: dallo studio Ambrosetti al Bilancio regionale


Proponiamo ai lettori del nostro blog un’intervista a Giuseppe Bordon, presidente di Confindustria Valle d'Aosta. Fra i temi trattati anche il bilancio regionale che, pur un po’ oscurato in queste ore dal "toto Rollandin", rimane comunque uno dei provvedimenti principe della difficile arte dell’amministrare.

Come avrà visto stiamo proponendo un sondaggio che si ispira alle prime conclusioni dello studio Ambrosetti. Cosa pensa di queste conclusioni?
Ritengo ancora prematuro emettere un giudizio sullo studio attualmentein fase di realizzazione da parte della società di consulenza Ambrosetti. Ho incontrato i rappresentanti di Ambrosetti per esporre il punto di vista dell'Associazione ed ho avuto l'impressione che il lavoro sarà portato a termine in modo serio e rigoroso, e potrà contribuire ad orientare le scelte future della nostra Regione. I campi d'intervento individuati mi paiono coerenti e con la dimensione territoriale valdostana e con le tendenze di sviluppo economico a livello globale. Non dimentichiamoci però che i tempi dell'economia pianificata sono finiti. Le imprese le fanno gli imprenditori, dobbiamo puntare a far rinascere in Valle d'Aosta la voglia di fare.

Secondo lei esiste un settore in cui la Valle d'Aosta può meglio concentrare le sue energie?
A differenza di altri territori italiani, in Valle d'Aosta non abbiamo avuto la nascita di un "distretto" produttivo concentrato su di una tipologia di prodotto e non credo che sia il caso ora di provare a crearlo. Sicuramente l'insediamento del Politecnico di Torino in Verrès potrà stimolare la crescita di attività collegate nel campo dell'informatica e della meccatronica e sarà opportuno impegnarsi affinchè le aziende presenti sul territorio sappiano cogliere questa opportunità per migliorare la produzione dal punto di vista qualitativo e di valore aggiunto.

Recentemente alcune aziende da poco insediate in Valle hanno manifestato forti criticità. Sembrerebbe sempre più valida l'idea che la Regione debba aiutare di più chi è radicato in Valle piuttosto che facilitare chi arriva dall'esterno?
E' sbagliato scegliere tra le due opzioni, entrambe devono essere supportate. Le aziende già presenti sul territorio sono una realtà da coltivare e fare crescere, rappresentano quanto il tessuto economico ha saputo esprimere negli anni, costituiscono una base certa sulla quale costruire. Le aziende di nuovo insediamento sono delle scommesse per il futuro, non bisogna "giocare d'azzardo", ma una dose di rischio deve sempre essere messa in conto se vogliamo che la nostra regione progredisca. Non dobbiamo stupirci che le aziende chiudano, dobbiamo preoccuparci se le aziende non nascono.

In questo senso, anche se con un certo ritardo, è indubbiamente positiva la cessione delle aree a Thermoplay, Gps e Mdm...Cosa ne pensa?
Tra i primi problemi che ho dovuto affrontare quando fui eletto presidente di Confindustria Valle d'Aosta nel marzo 2002, vi fu la piena applicazione della legge sulle locazioni industriali. Con l'aiuto della struttura associativa ho cercato di risolvere i molteplici nodi allora presenti, e dopo numerosi incontri con gli Uffici regionali competenti, si giunse a redigere un contratto-tipo per le aziende industriali. Nel contempo ho sempre sollecitato gli Amministratori regionali a prendere in esame la possibilità di cedere, anziché locare, gli immobili di proprietà regionale alle aziende serie, presenti sul territorio da anni, e con buone prospettive di produzione. Con l'abrogazione della legge regionale n° 1/1998 e l'emanazione della legge regionale n° 10/2004 la situazione si è modificata, ed è stato possibile iniziare la discussione per la cessione degli immobili industriali a quelle aziende che nel frattempo avevano manifestato il loro interesse. Certo che i tempi sono stati lunghi, ma posso dire che il risultato è positivo e sono soddisfatto che tutto il lavoro svolto stia dando i suoi frutti. Vi sono ancora situazioni da definire, e mi auguro che possano essere chiuse in tempi brevi.

Come giudica il bilancio regionale in quanto presidente di Confindustria Valle d'Aosta?
Ritengo positiva la riduzione dell'IRAP, anche se un giudizio sulla portata redistributiva dell'intervento richiede un approfondimento non appena saranno emanate le norme applicative. Tale misura si innesta in un circolo virtuoso previsto anche a livello nazionale per ridurre la pressione fiscale sulle imprese, ispirandosi a quanto realizzato in altri Paesi europei, che porterà ad un significativo sostegno alla crescita. Per intensificare l'effetto di questo intervento si potrebbe inoltre prevedere un'aliquota ridotta per le imprese che si insedieranno in Valle in modo da rendere più attrattivo in nostro territorio. Condividiamo l'intento di ridurre i costi del personale, che speriamo non venga vanificata dal ricorso alle consulenze. Avremmo auspicato però un taglio più significativo delle spese correnti e la destinazione della parte di maggiori entrate-extragettito ad investimenti e al finanziamento di politiche di sostegno allo sviluppo più incisive. Positivo il nuovo meccanismo che consente di recuperare l'anno successivo le spese relative a fondi assegnati a qualsiasi titolo allaRegione e non impegnate. Riguardo agli interventi di politica del lavoro sarebbe interessante conoscere la reale efficacia degli stessi nel triennio precedente in modo da indirizzare le azioni verso misure più adeguate.
Una analisi più attenta delle spese correnti e di quelle di investimento con una loro riclassificazione consentirebbe di capire meglio la dinamica degli interventi della Regione nei vari settori dell'economia e di confrontare la spesa regionale con il Pil. Il rifinanziamento dei fondi per la ricerca dà credibilità e concretezza alle misure adottate. Vengono confermate le misure per gli investimenti a valere sulla LR 6/2003 e LR 7/2004, anche se si tratta di interventi che hanno subito un forte ridimensionamento per gli aiuti in conto capitale.
Giudichiamo in senso negativo la trasformazione dell' INVA in società in house e la destinazione di altre risorse pubbliche per la sua capitalizzazione. Si sarebbe dovuto intervenire in senso opposto prevedendo la cessione ai privati con l'affidamento in outsourcing di attività non istituzionali per la tutela della concorrenza e del mercato. Destano perplessità gli interventi diretti della Regione nel settore dell'agricoltura per l'acquisizione e realizzazione di strutture e impianti fissi, con affidamento a terzi della gestione, emerge infatti un orientamento decisamente contrario alla politica nazionale, sostenuta da Confindustria, di delimitare la presenza pubblica nell'economia.
 

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