20 marzo 2013

La manifattura specializzata asset fondamentale per la Valle d'#Aosta | Gli esempi di #Grivel, #GpsStandard e #Thermoplay

Come sai ho collaborato al Rapporto Valle d'Aosta del Sole 24 Ore. Uno degli articoli che ho scritto era dedicato alla manifattura specializzata. E lo propongo in due versioni. Quella ospitata sul sito e in questo post  il testo in versione premium, cioè prima degli inevitabili tagli della redazione. Buona lettura.


«Anche in Valle d’Aosta, l’impresa manifatturiera deve essere rimessa al centro, perché è un valore per il nostro territorio ed un fattore decisivo per rimettere in moto il processo di crescita e per dare un futuro ai nostri giovani lavoratori». Monica Pirovano, amministratore delegato della Cogne Acciai Speciali e al suo secondo mandato alla guida di Confindustria Valle d'Aosta ci crede.

Un asset fondamentale per il rilancio dell'economia valdostana e, naturalmente, italiana, è proprio la rivalutazione della manifattura specializzata. Una convinzione coraggiosa espressa con alle spalle un quadro dove le ombre superano purtroppo le luci. Istat e Movimprese fotografano una fine 2012 con un export in calo del 10,6% e un calo delle imprese attive dello 0,6%. Il tasso di disoccupazione si attesta al 6,4%. Fra le note positive la crescita dell'occupazione con +2,5% fra gennaio e giugno e una forte diminuzione della Cig (-55,9%). «Gli ultimi dati “previsionali” emersi dalla nostra consueta indagine trimestrale che fotografa il sentiment delle imprese valdostane, - confessa Pirovano - sembravano escludere un ulteriore peggioramento della recessione, confermando una sostanziale stabilità. Rispetto a questi dati, tuttavia, il calo del Pil italiano, nel quarto trimestre 2012, superiore alle attese, che costringe a rivedere all’ingiù le previsioni, si rifletterà inevitabilmente anche sulle aspettative degli imprenditori valdostani per i prossimi mesi, specialmente su quelli del settore edile che rimangono in seria difficoltà».

A preoccupare sono anche i dati nazionali relativi al mercato del lavoro. A creare in particolare “sconforto” sono quelli relativi al tasso di disoccupazione giovanile, dove più di un giovane su tre è disoccupato. Se poi si aggiunge il recente scenario politico appare difficile che da questo mondo possano a breve arrivare delle risposte. 

Pirovano non si perde d'animo e non manca di ragionare sulla prossima tornata elettorale regionale. A Maggio i valdostani saranno chiamati a eleggere il proprio governo regionale. «Consapevoli di rappresentare dalla grande alla piccola Impresa di tutti i settori merceologici, più che giudizi sul passato, - osserva Pirovano - vogliamo fare pressing sul futuro, presentando al momento opportuno a chi si candida a governare la Regione per i prossimi cinque anni alcune proposte concrete». 


Gioachino e Betta Gobbi
Se si cerca in Valle un esempio di impresa, operante nel settore della manifattura specializzata, in grado di sconfiggere la crisi la scelta non può cadere che su Grivel (un tempo a Courmayeur oggi a Verrayes). La società valdostana è leader mondiale nel settore dei prodotti per l’alpinismo: piccozze, ramponi, caschi, chiodi da ghiaccio e da roccia, ma, recentemente, anche zaini e guanti da alpinismo. In un quinquennio ha raddoppiato il fatturato che oggi si attesta sui 10 milioni.

L'Amministratore delegato Gioachino Gobbi sintetizza in due punti i pilastri del successo: il continuo investimento di risorse per innovare il prodotto (sono tantissimi gli Outdor Industry Award, il massimo riconoscimento del settore, ottenuti in questi anni) e la forte spinta all'internazionalizzazione. La quota di export infatti supera il 90% e un 15% veleggia annualmente verso i mercati asiatici, principalmente in Giappone, poi Corea del Sud e, infine, in Cina per una percentuale che ad est della grande muraglia non arriva ancora all’1%. «Un’azienda come la nostra – spiega Gobbi – può esistere soltanto a livello globalizzato dobbiamo essere presenti là dove c’è una tradizione avviata, ma anche nei Paesi dove inevitabilmente prima o poi si svilupperà, come la Cina». 

Per illustrare la strategia di Grivel sono sufficienti due esempi. Da un lato la notorietà internazionale ormai incontrastata.  Grivel è stata sponsor tecnico del lancio di «The Big Change Charitable Trust» un grande progetto di solidarietà che mira ad aiutare i giovani bisognosi  in Gran Bretagna  e che ha come ispiratore Richard Branson  della Virgin Group. Branson con i suoi due figli Holly e Sam e con la loro amica, la principessa Beatrice di York, figlia del Principe Andrea e di Sarah Ferguson, griffati Grivel, è salito sulla più alta vetta d’Europa, il Monte Bianco per promuovere il progetto. Dall’altro un progetto avviato nel 2011 che vede un team di alpinisti scelti dal governo cinese,  allenati da Thomas Bubendorfer,  uno dei più famosi arrampicatori al mondo in solitaria, e attrezzati di materiali Grivel  ormai in dirittura di arrivo per diventare i primi alpinisti “ufficiali” cinesi. «Per la prima volta – commenta Gobbi - il governo di Pechino ha deciso di puntare in maniera ufficiale sullo sport della montagna e di iniziare un percorso che possa portare giovani cinesi e tibetani a diventare guide di montagna e Grivel è un protagonista di questo evento». Una collaborazione che inevitabilmente garantisce un buon posizionamento dell’azienda sul mercato cinese in attesa che la passione dell’alpinismo contagi anche il dragone.

Ci sono, poi, i casi significativi di Gps Standard, di Arnad, e della Thermoplay, di Pont-Saint-Martin. La prima, guidata da Pietro Capula, fatturato a circa 20 milioni, è player mondiale nella sicurezza con i suoi sistemi perimetrali (è recente un accordo con la multinazionale tedesca Gunnebo) e che con il nuovo prodotto "Maze" ha messo sul mercato un innovativo sistema di security home and building automation, in grado di gestire sia la sicurezza che la domotica di abitazioni, uffici e Pmi. 

Thermoplay, invece, azienda specializzata nei sistemi di iniezione a canale caldo per stampi di materie plastiche, è – con Roberto Enrietti che porta avanti la sfida del padre, Piero, sui mercati mondiali – fra le prime cinque aziende del comparto. In crescita i fatturati (26,6 milioni nel 2011, 27,35 nel 2012 e una previsione di 28 per il 2013) per un'impresa dove l'export ormai pesa per il 65% e che nel 2012 ha investito  3,3 milioni in R&S. «È in fase di test – spiega Enrietti – un avanzato software a livello mondiale che permetterà ai nostri clienti di ricevere, via web, i progetti, su loro input, just in time. Il risparmio di tempo stimato sarà del 40% mentre le risposte ai clienti si ridurranno dagli attuali 2-3 giorni a pochi minuti».

0 commenti:

 

© ImpresaVda Template by Netbe siti web