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13 giugno 2019

#Grandangolo sulle professioni in Valle d'#Aosta: Gli #Infermieri

Identikit del Collegio degli Infermieri

Iscritti totali anno 2018: 992
Composizione del Consiglio Direttivo
Presidente: Claudia Soudaz
Vice Presidente: Gianluca Del Vescovo
Segretario: Paola Ascolese
Tesoriere: Maria Concetta Mezzatesta
Consiglieri: Micol Giachino, Patrizia Persico, Sonia Monticone,
Fabrizio Mastroianni e Roberto Peronetto

Trend: un numero variabile tra i 20 e 25 iscritti all'anno

E-Mail: opiaosta@gmail.com
Sito internet: www.opiaosta.it


L'INTERVISTA ALLA PRESIDENTE CLAUDIA SOUDAZ

Quali sono le principali problematiche a livello regionale e nazionale?
Prima di tutto la famosa quota 100 che creerà una uscita di parecchi colleghi professionisti e  contemporaneamente ci potrà essere l’opportunità dell’ingresso  di nuovi colleghi.Non parliamo infatti di professioni in esubero né nel mondo del pubblico impiego né tanto meno in quello privato. La quota 100 potrà interessare maggiormente l’Italia in generale molto di meno la Regione Valle d’Aosta perché il servizio sanitario valdostano è una eccellenza nella realtà italiana, ma anche europea. Basta pensare alla realtà del servizio domiciliare. Nessuna regione italiana ha tanti  i infermieri sul territorio come la Valle d’Aosta in questo momento.

Il Direttivo
Esistono possibilità di lavoro in Valle d’Aosta oppure il settore è saturo?
La quota 100 creerà una grande opportunità per gli infermieri per essere immessi in questa  professione. Oltretutto questa è una professione che è entrata in Università nel 2000 e quindi ha avuto
una notevole evoluzione, di conseguenza l’ingresso di nuovi infermieri laureati non potrà che portare
un grandissimo vantaggio al rinnovamento che è in atto.

Esistono nuovi sbocchi professionali?
La grande domanda è sempre concentrata sulla realtà ospedaliera. In realtà il futuro vedrà la professione infermieristica, ma più in generale tutte le professioni sanitarie, spostarsi sul territorio. E’
qui il vero futuro. L’Ospedale vedrà una riduzione degli operatori e dei posti letto in quanto gestisce la fascia acuta. La tecnologia ci permette oggi e ancora di più nel futuro di spostare buona parte delle attività sul territorio, sul domicilio del paziente che è il luogo migliore dove essere curati e guarire laddove non c’è una situazione di emergenza. Si tratta di un mondo in grande espansione con dei cambiamenti che adesso non riusciamo neppure ad immaginare, ma che ci saranno.

Iniziative di formazione realizzate nel 2018 e in programma nel 2019?
E’ tra le principali attività dell’Ordine. E nella nostra professione è evoluta parecchio con l’ingresso in Università. Ovviamente deve essere una formazione mirata ai bisogni emergenti del momento. Adesso abbiamo una formazione che si concentra molto sul dialogo tra le professioni. L’obiettivo di oggi è il paziente al centro per essere curato con un grande dialogo tra le professioni.

Consigli per chi si vuole avvicinare  alla professione?
Prima di tutto l’Università. In Valle abbiamo una sede staccata collegata a Torino. L’ordine poi è a disposizione per tutti i professionisti futuri, cioè giovani studenti che desiderano un confronto con la nostra professione. Ovviamente, chi è interessato a fare l’infermiere deve essere interessato alla cura delle persone, a prendersi cura dell’altro. La tecnologia ha portato una grande rivoluzione nella nostra professione, ma non dobbiamo dimenticarci però che l'operatore non è invisibile anche in presenza della tecnologia, ma rimane l’interlocutore principale per il paziente, soprattutto l’infermiere che è una delle professioni principe accanto al paziente. E’ quindi una scelta legata a grandi capacità relazionali: la scelta di vivere accanto alla persona malata e che ha bisogno. Ovviamente sono capacità che si acquisiscono e non devono essere necessariamente innate motivo per cui c’è un percorso di formazione di tre anni, la laurea triennale, con i successivi due anni di laurea magistrale e master vari di primo e secondo livello.

Ci sono problemi sul fronte pensionistico?
L’età media dei nostri iscritti è di 45 anni quindi al momento non si ravvisa un problema nei prossimi dieci anni, quanto dopo per l’uscita di un numero importante di iscritti e professionisti. La nostra professione per i liberi professionisti ha una cassa di previdenza, l’Enpapi, a cui obbligatoriamente
devono essere iscritti, e i dipendenti pubblici accedono alla cassa normalmente prevista. Certamente gli infermieri ad oggi rappresentano ancora il 40% della forza lavoro nel pubblico impiego per quanto riguarda il sistema sanitario. In Valle d’Aosta abbiamo un numero inferiore al 20% di liberi professionisti e questi colleghi andranno aumentando nel tempo.

Il mondo digitale è entrato nelle vostre professioni? E se sì come?
E’ entrato per ora in forma minore e vedrà un grande sviluppo in futuro con la telemedicina, cioè l’opportunità di portare al domicilio delle persone una tecnologia che prima poteva essere utilizzata solamente negli ambiti ospedalieri. Un esempio può essere la possibilità di controllare i parametri, i ventilatori con i tablet. Pensate ad una regione come la nostra costellata di valle laterali quanto la tecnologia può facilitare un paziente nel rimanere a domicilio e permettergli  i essere contattato
dall’ambulatorio, dall’infermiere, dal medico o ancora dal riabilitatore e poter registrare i parametri che potranno essere trasmessi. Si tratta di un settore che vedrà grandissime implementazioni e che ci permetterà di curare sempre di più le persone a casa e di facilitare la dimissione dall’ospedale per un veloce rientro a casa della persona, in famiglia e nell’ambito lavorativo in temi molto brevi.

Un valore professionale da recuperare in questa nostra società?
L’infermiere è accanto, vicino alla persona in difficoltà, al cittadino fragile. L’infermiere è pronto ad
aiutarlo nell'immediato. E’ quell'operatore che troviamo nei consultori, nei poliambulatori e in
ogni reparto nel momento in cui la persona è ricoverata. E’ la persona che si occupa dell’assistenza ai
bisogni essenziali di vita e si prende cura della persona sia nell’ambito lavorativo che in un ambito di
fragilità quale può essere la malattia.

5 aprile 2019

8 aprile #Grandangolo delle Professioni su #RadioPropostainBlu: Gli #Infermieri

Lunedì 8 aprile, alle 10,35, su Radio Proposta in Blu tredicesima puntata di un nuovo ciclo di «Grandangolo: incontri con le professioni della Valle d'Aosta». L'ospite di questa settimana sarà Claudia Soudaz, Presidente dell'Ordine degli Infermieri.

Tutti gli iscritti riceveranno una copia PDF omaggio del Corriere direttamente dal proprio Ordine.

28 febbraio 2013

Grandangolo sui #Professionisti #valdostani - 16: Gli #Infermieri

Monica Gazzola
Questa settimana intervistiamo Monica Gazzola, presidente del Collegio degli Infermieri della Valle d'Aosta.

L'identikit

Iscritti totali e “trend” dell’ultimo triennio: 
987 (935 inf, 29 AS, 23 VI ) negli ultimi 3 anni:
2010: 64 iscritti(molti stranieri, diversi trasferiti da altri collegi)
2011: 18 (3 trasferimenti, il resto nuove iscrizioni)
2012: 43 (1 reiscrizione e 1 trasferito, le altre tutte nuove)

Composizione direttivo: presidente Monica Gazzola), vice Helga Zen, segretario Bagnasacco Anna, Tesoriere Ivo Gerbelle,  consiglieri Federica Duò, Barailler Luigi, Katia Vallet, Romina Campagnol e Elena Borin

Mail: ipasviaosta@gmail.com

Sito internet: www.ipasviaosta.it o il nazionale www.ipasvi.it


Le domande

Quali sono le principali problematiche che incontrate a livello regionale e nazionale?
Tutto sommato coincidono. Gli infermieri sono sempre una professione molto coinvolgente che richiede  comunque una certa presa in carico del paziente e un coinvolgimento personale notevole. Inoltre a livello regionale viviamo una situazione infermieristica discreta. Ci sono delle carenze ma sono sicuramente meno problematiche di quelle che si verificano nelle altre regioni italiane dove i tagli sono stati imponenti. Da noi i tagli sono stati lievi. Bisognerà  vedere cosa accadrà nel 2013.

Esistono possibilità di lavoro in Valle d’Aosta oppure il settore è saturo?
Dal punto di vista pubblico in questo momento l'ambiente si sta saturando. L'azienda Usl ha in corso un concorso che si sta espletando in questo periodo per l'assunzione di un numero importante di infermieri in un regime di rapporto indeterminato. E' ovvio che in Valle la possibilità di utilizzare la professionalità infermieristica anche con altre tipologie di lavoro è ancora tutta da studiare, tutta da definire. Ci sono sicuramente degli sbocchi interessanti a livello della libera professione e dell'associazionismo infermieristico,
da analizzare compatibilmente con le esigenze del territorio stesso.

Esistono nuovi sbocchi professionali?
Se per sbocchi professionali intendiamo specializzazioni o altri ambiti di lavoro siamo in una fase in divenire. Abbiamo allo studio e all'approvazione dell'organizzazione a livello nazionale una nuova bozza di revisione
delle competenze infermieristiche. Potrebbe diventare possibile il riconoscimento di alcune competenze che gli infermieri hanno già a livello normativo con la possibilità di legittimare un certo tipo di operatività. Va anche detto che c'è tutto l'ambito della prevenzione e dell'educazione terapeutica e della popolazione che n
questi ultimi decenni è stato preso in considerazione molto poco in quanto si puntava soprattutto all'assistenza in ospedale e sul territorio. In questo momento di crisi economica tutto quello che può essere utile per prevenire una situazione di degenza, di malattia, anche cronica diventa sempre più importante. Qui gli infermieri hanno un grande ruolo e ci possono essere degli spazi ampi di azione. Ne cito uno su tutti. Tutto quello che riguarda l'area della prevenzione e della gestione dei pazienti cronici in ambito sportivo. Si tratta di
gestire alcune patologie in modo da permettere a queste persone di riuscire a svolgere tutta una serie di attività sportive. Un altro elemento nuovo è che in una cittadina del varesotto è stato aperto un ambulatorio
infermieristico a livello di un comune e dove è stata istituita per questi cittadini una “nursecard” grazie alla quale è possibile usufruire di tutta una serie di servizi infermieristici.

Iniziative di formazione realizzate nel 2012 e in programma nel 2013?
Nel 2012 abbiamo proposto ai nostri associati due convegni. Uno a livello nazionale più specificatamente infermieristico sulla responsabilità professionale e un altro, proposto tutti gli anni, con un taglio più  multiprofessionale dove partecipano tutte le altre professioni che mette al centro lo sviluppo delle interazioni
tra le varie professioni. Poi c’è tutta una serie di eventi informativi con numeri ridotti che svolgiamo tutti gli anni mirati a dare più competenze e strumenti operativi agli infermieri che operano in Valle d'Aosta.

Consigli per chi si vuole avvicinare alla professione?
Sicuramente è una professione che ha necessità di una buona preparazione di base e che ha bisogno di persone in grado di prendere l'iniziativa, di assumere responsabilità. E' una professione intellettuale e come tale merita un certo tipo di preparazione di base e anche in itinere al corso. In sintesi serve tanta tanta buona volontà e voglia di studiare.

Un giudizio sulla riforma degli Ordini? Che cosa ha senso fare e che cosa no?
Sicuramente va fatta. Dal punto di vista infermieristico l'interesse è che il Collegio infermieri, con tutti i limiti di questo status, diventi Ordine. Questo garantirebbe un'equiparazione con tutte le altre professioni intellettuali
.- come i medici, come gli ingegneri - visto e considerato che la nostra formazione è completamente universitaria e la nostra responsabilità e autonomia è pari a quella degli altri professionisti. Non andrebbe allargata alla creazione di tutta una serie di ordini professionali che sono legati alle lauree triennali e che stanno creando grande confusione all'interno degli atenei.

Qual è il rapporto con il mondo delle imprese e con quello del credito?
Per quanto riguarda le imprese è ancora tutto da costruire. L'ultima novità è la creazione di un organismo all'interno della Chambre che permette anche alle professioni sanitarie di avere voce in capitolo. In merito
al credito va detto che gli infermieri sono ancora in massima parte dei dipendenti pubblici. Ma l'associazionismo infermieristico e la libera professione fanno degli infermieri dei soggetti che potrebbero accedere al mondo del credito in modo diverso.

Un valore da recuperare in questa nostra società sempre più sfilacciata…
Per noi infermieri è quello dell'assistenza, della vicinanza alle persone. Io aggiungerei in questa società, in questo clima anche quello della lealtà nei confronti degli altri colleghi.

20 febbraio 2013

Anna Jacquemet (Assistenti Sociali) Ospite a #Grandangolo sulle #Professioni su Radio Proposta in Blu

Carissimo visitatore, metto on line la diciasettesima  puntata di «Grandangolo: incontri con le professioni della Valle d'Aosta», il programma che conduco ogni  giovedì mattina, alle 10,35, su Radio Proposta in Blu, sponsorizzato dal Consorzio Valfidi che come molti sapranno ha al suo interno anche una sezione dedicata alle professioni. Si tratta della puntata trasmessa il 14 febbraio.

Ai microfoni di Radio Proposta in Blu Monica Gazzola, Presidente del Collegio degli Infermieri della Valle d'Aosta.


L'intervista oltretutto è disponibile in formato cartaceo anche sul numero del Corriere della Valle che troverai in edicola questo venerdì (oppure giovedì a casa tua, se - come spero - sei già abbonato. A proposito, la nuova campagna abbonamenti è già iniziata: soltanto 40 euro e tre mesi di Avvenire, il quotidiano cattolico, gratuiti).

Qui sotto trovi il podcast della puntata. Se non hai potuto seguirla in diretta dimmi che cosa ne pensi. 


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Domani, giovedì 21 febbraio, alle 10,35, sarà invece mia ospite Anna Jacquemet, Presidente dell'Ordine degli Assistenti sociali della Valle d'Aosta.

Se non conosci ancora la radio ti ricordo le sue frequenze: Courmayeur 103.8 - La Salle 93.7 - Saint-Nicolas 107.6 - Aosta 107.8 - Saint-Vincent 107.4 - Bassa Valle 107.8 - Brusson 88.5 - Ayas 107.6 - Valtournenche 107.6 - Valle del Gran San Bernardo 107.6 e Valgrisenche 88.0.

Buon ascolto.

13 febbraio 2013

Monica Gazzola (#Infermieri) Ospite a Grandangolo sulle Professioni su Radio Proposta in Blu

Carissimo visitatore, metto on line la sedicesima  puntata di «Grandangolo: incontri con le professioni della Valle d'Aosta», il programma che conduco ogni  giovedì mattina, alle 10,35, su Radio Proposta in Blu, sponsorizzato dal Consorzio Valfidi che come molti sapranno ha al suo interno anche una sezione dedicata alle professioni. Si tratta della puntata trasmessa il 7 febbraio dicembre.

Ai microfoni di Radio Proposta in Blu Tiziana Devoti, Presidente dell'Ordine dei Farmacisti della Valle d'Aosta.


L'intervista oltretutto è disponibile in formato cartaceo anche sul numero del Corriere della Valle che troverai in edicola questo venerdì (oppure giovedì a casa tua, se - come spero - sei già abbonato. A proposito, la nuova campagna abbonamenti è già iniziata: soltanto 40 euro e tre mesi di Avvenire, il quotidiano cattolico, gratuiti).

Qui sotto trovi il podcast della puntata. Se non hai potuto seguirla in diretta dimmi che cosa ne pensi. 


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Domani, giovedì 14 febbraio, alle 10,35, sarà invece mio ospite Monica Gazzola, Presidente del Collegio degli Infermieri della Valle d'Aosta.

Se non conosci ancora la radio ti ricordo le sue frequenze: Courmayeur 103.8 - La Salle 93.7 - Saint-Nicolas 107.6 - Aosta 107.8 - Saint-Vincent 107.4 - Bassa Valle 107.8 - Brusson 88.5 - Ayas 107.6 - Valtournenche 107.6 - Valle del Gran San Bernardo 107.6 e Valgrisenche 88.0.

Buon ascolto.

23 gennaio 2013

#Grandangolo sulle #Professioni su Radio Proposta in Blu torna il 7 Febbraio

Carissimo visitatore, metto on line la quindicesima  puntata di «Grandangolo: incontri con le professioni della Valle d'Aosta», il programma che conduco ogni  giovedì mattina, alle 10,35, su Radio Proposta in Blu, sponsorizzato dal Consorzio Valfidi che come molti sapranno ha al suo interno anche una sezione dedicata alle professioni. Si tratta della puntata trasmessa il 17 gennaio.

Ai microfoni di Radio Proposta in Blu Michele Giovinazzo, Presidente dell'Ordine dei Commercialisti della Valle d'Aosta.


L'intervista oltretutto è disponibile in formato cartaceo anche sul numero del Corriere della Valle che troverai in edicola questo venerdì (oppure giovedì a casa tua, se - come spero - sei già abbonato. A proposito, la nuova campagna abbonamenti è già iniziata: soltanto 40 euro e tre mesi di Avvenire, il quotidiano cattolico, gratuiti).

Qui sotto trovi il podcast della puntata. Se non hai potuto seguirla in diretta dimmi che cosa ne pensi. 


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Domani, giovedì 24 gennaio, festa di San Francesco de Sales, patrono dei Giornalisti, e la prossima settimana, giovedì 31, in occasione della Fiera, non andrà in onda la trasmissione. 

Potrai riascoltare Grandangolo a partire dal 7 febbraio e toccherà alla Presidente delle Infermiere Monica Gazzolla.

Se non conosci ancora la radio ti ricordo le sue frequenze: Courmayeur 103.8 - La Salle 93.7 - Saint-Nicolas 107.6 - Aosta 107.8 - Saint-Vincent 107.4 - Bassa Valle 107.8 - Brusson 88.5 - Ayas 107.6 - Valtournenche 107.6 - Valle del Gran San Bernardo 107.6 e Valgrisenche 88.0.

Buon ascolto.

29 marzo 2008

Spunti di riflessione - 17: infermieri, professione a rischio

Ho ricevuto una lettera dal rappresentante valdostano del sindacato infermieri sul difficile stato di salute della professione, in Italia come in Valle d'Aosta, e ho deciso di dare spazio a questo scritto sia sul Corriere della Valle della prossima settimana che sul blog, allargando così ulteriormente quello spazio che ultimamente ho iniziato a dedicare alle professioni. Da questo scritto emerge che nella nostra regione sarebbero necessari altri 70-90 infermieri.


Come parafrasare l’odierna attività del professionista infermiere?
Una formazione di livello universitario, la formazione continua, una grande responsabilità, un elevato carico di lavoro, la mancanza di un adeguato recupero psico-fisico, un elevato rischio di errore, una eccessiva burocratizzazione dell’attività, il tutto abbinato ad un inadeguato riconoscimento economico (siamo molto al di sotto delle medie europee) e di ruolo all’interno della sanità, con scarsa possibilità di intraprendere dei percorsi di carriera clinica/organizzativa. Nei prossimi anni dovremo affrontare l'acuirsi dell' emergenza infermieristica, il trend annuale di infermieri che cessano l’attività a livello nazionale è di 13.000 unità all’anno, a fronte dei circa 6000 che si laureano in università in sostituzione degli stessi. Secondo i dati raccolti dall’organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico in Italia ci sono attualmente 5,4 infermieri ogni mille abitanti, la metà di quelli proporzionalmente attivi in Inghilterra e Germania (rispettivamente 9,1 e 9,7 per mille) ed addirittura un terzo rispetto a quelli presenti in Irlanda. Pur essendo la 5° potenza del pianeta in termini di sviluppo economico, come rapporto infermieri/pazienti (5,4 infermieri ogni mille abitanti) siamo oltre il 40° posto a livello mondiale. La letteratura americana evidenzia che preoccuparsi degli infermieri non è inutile, ma contribuisce a diminuire i tassi di burn out tra il personale infermieristico e quindi ad aumentare la probabilità di trattenere in sevizio i professionisti sanitari, migliorando nel contempo il loro livello di soddisfazione e il risultato sul paziente. Degno di nota è come in America sia stata positiva l’esperienza degli ospedali denominati “magnete” o “calamita”, cioè capaci di attrarre e trattenere i professionisti infermieri.
A fronte di quanto esposto devo sottolineare (a malincuore ) che la nostra realtà regionale, anche se più rosea di altre regioni italiane, non si sottrae ai numeri che contraddistinguono la così detta carenza infermieristica.
Ovvero anche in Valle d’Aosta mancano infermieri. Tabelle alla mano, se pur con variabili correttive del caso, organismi autorevoli come l’O.C.S.E e/o l’IP.AS.VI (collegio degli infermieri ) hanno calcolato una carenza locale di circa 70-90 unità.
Cifra piccola se osservata a se stante ma se debitamente correlata al numero di dipendenti del comparto sanità della nostra regione (1500) e/o al numero di infermieri operanti (circa 800) si capisce come tanto irrisoria non lo sia.
Come se ciò non bastasse, la difficoltà di reperire personale infermieristico qualificato (come sottolineato nella delibera del D.G. Azienda USL Valle d’Aosta n° 284 del feb-2008) comporta un incongruo utilizzo di alcuni operatori.

Un esempio tra tutti? I tecnici di centrale 118, che svolgendo attività sanitarie complesse (non di loro competenza) e grazie alla sopra citata delibera aziendale in barba a titoli accademici e formazione specialistica, da oggi verranno retribuiti come dei veri professionisti infermieri.
A questo scenario abbastanza grottesco si aggiunge la condizione precaria dei lavoratori dipendenti di Agenzia interinale.
Infatti circa Il 10% degli infermieri operanti in Valle d’Aosta sono di nazionalità straniera e come tali operano alle dipendenze di codeste S.p.A.. Professionisti lontani da casa (a volte per scelta a volte per esigenza), che si vedono rinnovare il contratto di sei mesi in sei mesi (o di anno in anno), con un impatto sulla qualità della vita personale ed organizzativa devastante.
Se a loro aggiungiamo i libero professionisti (pagati al minimo, se non al di sotto, dei valori tabellari del tariffario redatto dalla Federazione Nazionale IP.AS.VI) o peggio i professionisti sanitari assunti con contratto co.co.co ormai co.co.pro si può ben capire la complessità e gravosità della situazione infermieristica valdostana.
Forse al cittadino valdostano risulta difficile credere a queste poche righe o rendersi conto dello stato di sofferenza in cui verte la professione infermieristica, ma questo fa onore agli infermieri perché vuol dire che i loro sforzi quotidiani messi in atto, per non far gravare sulla salute dell’utenza i problemi economici – organizzativi - politici fin qui esposti, sono inconfutabilmente efficaci. Ma a che prezzo? Fino a quando gli infermieri riusciranno a sopperire a queste insufficienze strutturali?
Ricordiamoci che gli infermieri, ancor prima di essere dei professionisti sono esseri umani. Soggetti (e non oggetti) da prendere in carico prima che si logorino completamente. E’ condizione imprescindibile invertire rotta al più presto smettendo di considerarli dei semplici ed automatici distributori di prestazioni sanitarie, trasformandoli in parte integrante ed attiva delle strategie socio sanitarie regionali. Occorre che la politica nazionale (non importa segno, colore e/o simbolo) e quella locale mettano in essere una pluralità di interventi, finalizzati a rendere attrattiva per i professionisti sanitari l’attività lavorativa all’interno del sistema sanitario italiano e nello specifico quello valdostano.
Solo così si muoveranno i primi passi verso la risoluzione della tanto chiacchierata carenza infermieristica di cui tutti parlano, ma in realtà molto pochi se ne occupano.


Dirigente ref. Nursing Up Valle d’Aosta
Infermiere Giovan Battista De Gattis
 

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