Visualizzazione post con etichetta Fratelli Ronc. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Fratelli Ronc. Mostra tutti i post

12 maggio 2017

Il mio ricordo di Mario #Ronc

Ho da poco appreso della morte di Mario Ronc, un imprenditore di peso nella realtà valdostana di cui ho scritto anche in questo blog. 

Di lui mi ha sempre colpito il desiderio tutt'altro che di maniera di mantenere il profilo basso.

Più volte gli ho proposto di farsi intervistare per raccontare la sua storia imprenditoriale e lui con signorile cortesia mi ha sempre detto che preferiva non mettersi troppo in mostra e motivava il suo rifiuto in una maniera tutt'altro che peregrina: «In Valle d'Aosta ci sono quattro sport popolari: lo tsan, il fiolet, la rebatta...e la jalousie».  Addirittura quando l'ho candidato nel sondaggio vota il migliore imprenditore valdostano mi pregò di non farne più parte sempre per gli stessi motivi. Ne rimase fuori per pochi voti. Non mi stupirei di scoprire che proprio lui sia stato lo sponsor dell'imprenditore che lo ha superato negli ultimi giorni di sondaggio.

Quest'anno non ho proposto il Concorso ritenendo non fosse più il tempo di simili iniziative.
Tuttavia - penso che mi perdonerà - se alla memoria gli dedico il premio di miglior imprenditore valdostano.

Che riposi in pace.

17 giugno 2014

#Sea: #Telcha non rispetta i patti parasociali


Nota piuttosto dura di Sea nei confronti di Telcha. Mancato rispetto dei patti parasociali con conseguente messa a rischio posti di lavoro. Ecco il testo della nota diffusa oggi:

SEA S.r.l., Azienda promotrice del Teleriscaldamento di Aosta (la propria presenza sul territorio ha costituito la base fondante da cui è partita l'operazione Teleriscaldamento) ha confluito l'iniziativa nella società veicolo di scopo TELCHA S.r.l. unitamente agli altri soci CVA e F.lli Ronc per la realizzazione del progetto, La compagine sociale è stata poi aperta a Cofely per dotare Telcha s.r.l. di un partner finanziario forte.

SEA s.r.l., a seguito dell'ingresso in procedura di concordato, ha ritenuto di dare continuità alla sua azienda (con tutta la progettualità del teleriscaldamento e nell'ottica di non disperderne ì valori, il patrimonio tecnico ed umano ed i capitali investiti) mediante l'affitto del ramo d'azienda a Nuova Energia s.r.l., società ampiamente dotata di specifico Know how.

SEA s.r.l. e Nuova Energia S.r.l. hanno dunque estenuamente rivendicato nei confronti di Telcha s.r.l., oramai etero diretta da Cofely, il rispetto dei patti parasociali che avrebbero dovuto portare, nella misura prevista, all'assegnazìone dei contratti di costruzione degli impianti relativi al Teleriscaldamento e della successiva gestione e manutenzione degli stessi. ll mancato raggiungimento di tali accordi con Telcha, secondo i patti parasociali e secondo principi equi e remunerativi per il breve, medio e lungo periodo, rischia di avere ripercussioni negative sull'Azienda valdostana anche in termini di livello occupazionale.


Tuttavia Nuova Energia-Sea continua ad essere interlocutore importante nel settore energetico e, forte delle proprie competenze sta proponendo su tutto il territorio valdostano (Aosta compresa) azioni e servizi innovativi sempre a vantaggio dell'efficienza, del risparmio, dell'ambiente e del benessere fisico ed economico dei propri clienti.

13 febbraio 2014

#Teleriscaldamento ad #Aosta: il punto sul progetto

Secondo articolo pubblicato sul Rapporto Valle d'Aosta del Sole 24 Ore.

154.000 MWh di energia termica prodotta sotto forma d’acqua calda, una rete di distribuzione, lunga circa 47 chilometri, una centrale che consentirà un risparmio annuale di circa 10.000 TEP (Tonnellate Equivalenti di Petrolio) evitando l’emissione in atmosfera di oltre 30.000 tonnellate di CO2 all’anno, 400 clienti allacciati entro il 2018 per un investimento che si aggirerà intorno agli 80 milioni. Sono questi i numeri del Teleriscaldamento ad Aosta. Un progetto complesso, innovativo e che di certo non ha tratto giovamento dalla crisi economica, ma che è sicuramente ben visto a livello europeo visto il finanziamento di 5.677.949 euro ottenuto nell'ambito del programma operativo Competitività regionale 2007/2013. 

La Telcha, la società appositamente costituita per dare gambe al progetto,  partita nel 2008 come una cordata tutta valdostana (Compagnia valdostana delle Acque 51%, Fratelli Ronc e Sea entrambe al 24,5) nel 2012, viste le difficoltà nel reperire liquidità nel mondo del credito, ha aperto le sue porte al gruppo GDF-SUEZ con la sua società Cofely Italia che con il 51% ha acquisito il controllo della Telcha assicurando finalmente un cammino futuro senza “stop and go”. 

La particolarità del progetto è costituita dal cuore della centrale termica ovvero la pompa di calore, un’apparecchiatura che permette di trasferire il calore da una sorgente a bassa temperatura a un’utenza ad alta temperatura. Nel caso valdostano, la sorgente a disposizione è rappresentata dall’acqua di raffreddamento del circuito interno alla Cogne Acciai Speciali Spa la cui temperatura media annua si aggira sui 22°C.

Il funzionamento della pompa di calore è possibile grazie all’utilizzo dell’energia elettrica proveniente da un cogeneratore installato in centrale termica. Con un kWh elettrico del cogeneratore è possibile ottenere, in tal modo, circa 4 kWh termici, 3 kWh dalla pompa di calore e oltre 1 kWh proveniente dal raffreddamento dei fumi del cogeneratore stesso.

 Sul valore dell’impianto si è soffermato l’Assessore comunale all’Ambiente Delio Donzel, sottolineando che Aosta si dota così di «un’infrastruttura moderna, realizzata con le migliori tecnologie esistenti e che posizionano il capoluogo valdostano, a pieno titolo, tra le principali città teleriscaldate sul territorio nazionale, oltre a presentare significative ricadute ambientali ed economiche». 

Riccardo Trisoldi, presidente di Telcha, così delinea l’attuale stato dell’arte dei lavori della rete: «Siamo partiti con i primi due lotti per quanto riguarda rete e centrale suddivisi in 5 cantieri sul territorio. In entrambi i casi i lavori sono stati appaltati o lo saranno ad imprese locali. L’obiettivo è iniziare ad erogare il primo calore a circa 130 clienti nell’inverno 2014-2015 con una potenza assorbita di 32 MgW». 

Per Trisoldi l’investimento complessivo in questa prima fase di lavori è stimato intorno ai 50 milioni di cui circa 30 con indebitamento bancario. Una prospettiva finanziaria che comunque si consolida grazie ai recenti bilanci della Società partecipata con un utile pretasse 2013 pari a 105 milioni, in un anno caratterizzato da una forte caduta dei prezzi in seguito alla diminuzione della domanda, contrastata in parte da un eccezionale aumento della produzione (+360 milioni di Kwh rispetto al 2012). 165 i milioni investiti da Cva nel settore idroelettrico tra il 2008 e il 2013 che hanno ulteriormente rafforzato la vocazione all’energia pulita della piccola Regione Autonoma. 

Del resto la scelta green è da tempo anche nelle corde dell’amministrazione regionale come dimostra anche la partecipazione dell’Assessorato alle Attività Produttive, guidato da Pierluigi Marquis, al bando pubblicato dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, a favore delle Regioni, per il finanziamento di reti di ricarica, dedicate ai veicoli elettrici con la presentazione del progetto «E.VDA» che prevede la stipula di protocolli d’intesa propedeutici con il Comune di Aosta e con i Comuni interessati all'iniziativa e il cofinanziamento con fondi privati. Attualmente i veicoli elettrici in Valle sono circa 50. E' prevista la nascita di 33 punti su tutto il territorio regionale. 

31 ottobre 2012

Telcha: Aosta teleriscaldata entro il 2018 | In Valle arriva Cofely Italia del gruppo Cofely GdF Suez

Da sinistra Pietro Giorgio (Sea), Agostino Albertazzi (Cogely Italia), il sindaco Bruno Giordano, Riccardo Trisoldi (Cva), il presidente Augusto Rollandin e l'Assessore comunale Delio Dozel
Questa mattina, presso il Salone Ducale del Comune di Aosta è stato presentato, da Telcha, il progetto di teleriscaldamento della città. Le novità principali? Sostanzialmente tre:

- Aosta sarà completamente teleriscaldata entro il 2018

- Per il teleriscaldamento la compagine originaria (CVA, SEA, F.lli Ronc) rimane confermata, ma ad essa si affianca, con un ingresso con quota maggioritaria Cofely Italia, del gruppo Cofely GdF Suez. La nuova compagine sarà pertanto Cofely (51%) CVA 24%, SEA 12.5% e F.lli Ronc 12.5%. Si tratta di un socio di peso come si deduce da una semplice occhiata al sito.


- Dal 6 novembre si può già aderire al teleriscaldamento


Nel dettaglio. Questa mattina hanno preso la parola il Presidente di Telcha Riccardo Trisoldi, il Sindaco della Città di Aosta Bruno Giordano, l’Assessore comunale allo Sviluppo sostenibile, al Servizio idrico integrato, all’Ambiente, all’Igiene urbana e alla distribuzione del gas naturale Delio Donzel, i Consiglieri d’Amministrazione Telcha Agostino Albertazzi di Cofely Italia e Pietro Giorgio di Sea e il Presidente della Giunta Regionale Augusto Rollandin.

Ha aperto l’incontro Trisoldi, comunicando che «con la nuova compagine azionaria prende il via un progetto che porterà alla città di Aosta un indubbio valore. I nuovi soci raccolgono infatti, sia competenze tecniche, sia la forza finanziaria e la capacità attuativa per portare a termine, nel migliore dei modi, un’iniziativa complessa e tecnologicamente innovativa». Ha poi espresso soddisfazione per il progetto il Sindaco di Aosta che ha detto «Non posso che salutare con soddisfazione l’impulso ricevuto dal progetto del teleriscaldamento, inserito tra le grandi opere previste dal programma di Governo Aosta capitale dell’Autonomia, da oggi più vicino alla sua realizzazione nonostante la difficile fase economica in atto». L’Assessore Donzel ha spiegato come «il teleriscaldamento apporterà benefici importanti alle famiglie non solo in termini di risparmio economico, ma anche per la qualità dell’aria di Aosta, contribuendo a rafforzare le azioni intraprese negli ultimi anni, in favore dell’ambiente, dall’Amministrazione comunale».

Il Consigliere Albertazzi con piglio commerciale ha illustrato i dettagli dell’operazione soffermandosi, in particolare, sugli aspetti tecnici della realizzazione, congiuntamente ai vantaggi economici e ambientali che essa presenta. Attraverso un inquadramento generale del progetto, visto nel panorama energetico mondiale, è stata evidenziata la modernità e la coerenza con gli indirizzi europei e nazionali ed è stato illustrato poi ai presenti il cronoprogramma che prevede, nella stagione di riscaldamento 2014, la prima fornitura di energia termica ai cittadini. Sono stati richiamati inoltre i vantaggi di tipo ambientale conseguenti a una riduzione importante di emissioni di anidride carbonica che, rispetto alla generazione attuale di circa 50.000 tonnellate annue emesse in atmosfera, si attesterà su di una riduzione di circa 15.000 tonnellate annue (considerando nel paniere sia gli impianti alimentati attualmente a gas, sia a gasolio). 

Albertazzi ha anche dichiarato come rilevanti saranno le economie generate per i cittadini che potranno aderire al teleriscaldamento già da subito; il Consigliere Giorgio ha sottolineato che la campagna di adesioni inizierà il 6 novembre, invitando quindi tutti i residenti a informarsi sulle opportunità offerte, soprattutto in questa prima fase che offre maggiori vantaggi. Ha inoltre aggiunto che i responsabili commerciali Telcha saranno presenti sul territorio interfacciandosi direttamente sia con i tecnici, sia con gli amministratori di condominio e gli utenti finali.

Gli interventi si sono quindi conclusi con le parole del Presidente della Giunta Rollandin che ha sottolineato i vantaggi economici per le famiglie della città che potranno dare la loro adesione al progetto e ha aggiunto: «Un progetto la cui affidabilità e la cui potenzialità sono dimostrate dall’interesse con cui una delle aziende leader nel settore dell’energia ha voluto aderirvi. E nel suo intervento Rollandin ha anche evidenziato come: “In un momento in cui tanti parlano di green economy, la Valle d’Aosta risponde nei fatti con un’iniziativa che valorizza il patrimonio ambientale della regione e fornisce risposte concrete a favore dei cittadini».

Da oggi, prende quindi il via il progetto di teleriscaldamento della città per il quale, dal 6 novembre, sarà possibile avere maggiori informazioni presso il punto di contatto allestito ad Aosta, in Via Duc, n.3 (zona Piazza Plouves), aperto tutti i giorni, dal lunedì al venerdì, in orario 10-12.

Per saperne di più visita il sito di Telcha.

30 ottobre 2012

Teleriscaldamento si riparte

Domani finalmente si avrà una parola definitiva (o almeno così si spera) sulla telenovelas del teleriscaldamento nel capoluogo regionale «congelato e scongelato». Il tutto sarà affidato ad una conferenza stampa. 

Nell'invito si legge che «nell’ambito dell’avvio del progetto teleriscaldamento che consentirà, nel giro di cinque anni, ai condomini e agli edifici pubblici della città di Aosta, di poter usufruire del sistema che offre reali vantaggi, primo fra tutti il risparmio sui costi di bolletta e la riduzione del consumo di energia per riscaldamento, oltre al contenimento delle emissioni di CO2 in atmosfera al fine del miglioramento della qualità dell’aria della città Telcha invita la S.V. all’incontro con la stampa e gli operatori della comunicazione
mercoledì, 31 ottobre 2012 – ore 11:00 
Salone Ducale del Municipio di Aosta
Nel corso dell’incontro, alla presenza del Presidente della Regione Augusto Rollandin, del Sindaco della Città di Aosta Giordano Bruno, dell’Assessore comunale allo Sviluppo sostenibile, al Servizio idrico integrato, all’Ambiente, all’Igiene urbana e alla distribuzione del gas naturale Delio Donzel, del Presidente Telcha Riccardo Trisoldi, dell’Amministratore Delegato e dei Consiglieri d’Amministrazione Telcha, saranno presentate le linee guida del progetto e le principali tappe di sviluppo dello stesso».  

Cva, Sea e Fratelli Ronc rimarranno della partita ma è prevista l'entrata al 51% di un socio di peso. Domani si saprà.

19 dicembre 2009

Ricerca e Sviluppo: tra Energia e Biomedicale


Laboratori miniaturizzati per l’analisi di micro-organismi patogeni nel latte (Olivetti I Jet), reazioni dell’acciaio inossidabile nelle fasi di post-laminazione (Cogne Acciai Speciali), edifici ad alto contenuto energetico (Nuova Ceval), Discovery biofarmaceutico (BioDigitalValley), metodi per l'ottenimento di energia elettrica attraverso un processo innovativo per la gassificazione di biomasse povere e ad alto contenuto di umidità (Associazione temporanea di imprese tra la F.lli Ronc s.r.l. e la S.E.A. Società Energetica Aostana s.r.l.) sono alcuni dei progetti di ricerca finanziati dalla Regione Autonoma Valle d’Aosta attraverso la legge 84 del 1993 nel corso di quest’anno.

Complessivamente nel 2009 la Regione ha staccato un assegno di 7,25 milioni per progetti che sempre più si concentrano su settori che più di altri sembrano garantire positivi trend di crescita: l’energetico (anche sul fronte edilizio) da un lato e il biomedicale dall’altro. Proprio il progetto «Image», portato avanti dalla start up BioDigitalValley (Gruppo RGI), insediata da alcuni mesi nell’incubatore di Pont-Saint-Martin, è stato protagonista la scorsa settimana di una tavola rotonda al Forte di Bard sul tema «Ricerca e innovazione sulle tematiche della bioinformatica in Valle d’Aosta». L’evento è stata l’occasione per raccontare il progetto che BioDigitalValley sta sviluppando grazie al contributo della Regione Autonoma Valle d’Aosta, in collaborazione con la facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali dell’Università degli Studi di Milano e con una rosa di partner scientifici di eccellenza, tra cui spicca l’Istituto per la Ricerca sul Cancro di Candiolo. «Il progetto IMAGE – ha spiegato l’amministratore delegato Paolo Consoli - punta ad indagare la possibilità di effettuare nuove scoperte scientifiche in ambito biofarmaceutico mediante l’identificazione, la catalogazione e l’analisi statistica delle immagini pubblicate negli articoli scientifici e collegate ad una determinata patologia o biomolecola. Lo scopo è quello di identificare nuovi potenziali marcatori proteici di malattie di interesse, in ambito oncologico e neurodegenerativo».

Osservato speciale anche il settore energetico dove Sea e Fratelli Ronc partendo da un brevetto europeo puntano ad aprirsi una nuova strada sul fronte delle fonti rinnovabili. «L’obiettivo è estrarre gas da biomasse per far funzionare i motori di alcuni impianti per la produzione di energia. Si tratta - spiega Pietro Giorgio, amministratore delegato di Sea - di un brevetto di un ingegnere-chimico italiano con cui abbiamo un accordo di sfruttamento esclusivo e il piano di ricerca dovrebbe valutarne l’industrializzazione»

Ma anche la Nuova Ceval sceglie la green-economy e, in questa logica, sta mettendo a punto la realizzazione di edifici ad uso civile con determinati requisiti di risparmio energetico e di resistenza ad azioni sismiche mediante la tecnologia del sistema costruttivo di prefabbricazione leggera a lastre.
L’impegno della Regione nel settore della R&S recentemente in Consiglio regionale su proposta dell’Assessore alle Attività Produttive Ennio Pastoret sono state approvate alcune modifiche alla legge di carattere squisitamente tecnico con l’unica eccezione di una richiesta di autorizzazione « per l’anno 2009, una maggiore spesa, per gli interventi previsti dalla l.r. 84/1993, pari ad euro 5.000.000, per far fronte alle esigenze che si sono manifestate nel corso dell’anno». Dal 2000 ad oggi sono stati 53 i milioni stanziati e di questi quasi 28 soltanto nell’ultimo triennio.

2 dicembre 2009

Oro Bianco: l'Acqua Batte il Latte


Secondo articolo del Rapporto Valle d'Aosta pubblicato sul Sole 24 Ore del lunedì del 30 novembre. Anche questa volta propongo la versione «valdostana» o potrei dire «anselmiana».

L’ambiente alpino è per la Valle d’Aosta una risorsa non soltanto turistica. E’ sufficiente, ad esempio, analizzare con più attenzione il fenomeno della produzione di energia idroelettrica per trovarsi di fronte ad una realtà economica che di «distretto» non ha soltanto il nome. La piccola regione autonoma presenta infatti realtà di eccellenza sia nel macro con l’impegno della Compagnia Valdostana delle acque, che nel micro dove meritano di essere segnalati gli impianti di teleriscaldamento realizzati da Sea di Pollein e il micro-idroelettrico di montagna, in particolare nell’Alta Valle d’Aosta, della Fratelli Ronc di Introd, questi ultimi esportatori del loro know anche all’estero, sui nuovi mercati dell’Albania e della Romania.

Per dare un’idea della dinamicità del settore - anche in tempi sicuramente non brillanti - è sufficiente ricordare come l’utile netto della Compagnia Valdostana delle acque, guidata dal manager Riccardo Trisoldi - sia passato dai 60,48 milioni del 2007 (che apparivano come un risultato già estremamente soddisfacente) ai 69,70 del 2008. E’ aumentato il valore della produzione (da 200,24 a 206,53 milioni), il margine operativo lordo (da 145,93 a 153,09), il patrimonio consolidato da 711,64 a 763,35, ma soprattutto è nettamente migliorata la posizione finanziaria netta, indebitamento dovuto all’acquisizione delle centrali da Enel, che nel 2005 presentava un rosso di 107,97 milioni e, oggi, è in positivo a quota 127,24. Quest’ultimo dato è davvero «esplosivo» se si pensa che l’uscita dal passivo, salutata con grande soddisfazione in occasione della presentazione del bilancio del 2007, era pari a 58,85.

Cva: nel 2009 ricavi +15%
E il 2009 non sarà da meno. Cva nel corso di quest’anno registrerà un ulteriore crescita nei ricavi del 15% grazie al record di produzione del 2008 con tre miliardi di Kwh. La Cva è indubbiamente un imponente volano di sviluppo per la regione visto che entro nel 2015 ha pianificato investimenti pari a 440 milioni. «Questo ovviamente – spiega il Presidente Riccardo Trisoldi – se oltre alle due centrali che realizzeremo nel comune di La Thuile andranno in porto anche le altre cinque per cui abbiamo fatto domanda di concessione in modo da assicurarci un aumento di produzione pari a 400 milioni di kwh». «Un risultato - osserva ancora Trisoldi - che nasce a più livelli. Non soltanto una crescita dei ricavi, ma anche un miglioramento dei proventi e degli oneri finanziari. Nel 2007 negativi, pari a 400mila euro, e oggi positivi a quota 3,45 milioni».

A Cva si deve anche l’intuizione di fidelizzare la clientela fornendole l’opportunità di esporre il marchio «Eaux de la Vallèe», un brand che garantisce alla clientela, soprattutto istituti di credito e player della grande distribuzione, di poter dimostrare, anche grazie ad una attenta campagna di comunicazione, l’utilizzo di energia completamente proveniente da fonti alternative. Un atout che in tempi di bilancio sociale è particolarmente gradito dai committenti.

La capacità di fare rete
Il settore sta poi dimostrando anche una grande capacità di fare rete. Una delle prossime sfide - che vedrà in gioco know-how interamente valdostano -sarà la realizzazione del teleriscaldamento della città di Aosta. Un progetto del valore di 73 milioni di euro. A realizzarlo sarà la Telechauffage Aoste srl (Telcha), società costituta ad hoc per dare vita all’impianto, di cui fanno parte la Cva con una quota del 49 per cento e la società Energetica Aosta e la Fratelli Ronc, entrambe con il 25,5%. Si tratterà di un impianto estremamente innovativo. «In Italia - spiega Pietro Giorgio, ad di Sea - ce n’è uno simile soltanto a Milano».

Insomma l’acqua sembra essere il vero «oro bianco» (anche sotto forma di neve) della Valle d’Aosta in grado di permettere di ritagliarsi un ruolo significativo in un’economia che sempre più scommette sull’ambiente. Ancora in salita invece la strada di un altro «oro bianco», particolarmente caro a chi abita ai piedi delle Alpi: il latte. In questo settore il player principale è la Cooperativa Produttori di Latte e Fontina che con i suoi 20 milioni di fatturato annuale cerca di assicurare una rendita dignitosa a chi vive di zootecnia. Ezio Mossoni, direttore di Coldiretti Valle d’Aosta, evidenzia come il mercato non presenti affatto elementi rassicuranti e pone sotto accusa il prezzo del latte. «So che molti si stupiranno. Noi dovremmo essere l’isola felice con il latte pagato anche oltre 50 centesimi al litro, mentre nelle altre regioni si punta ai 30 centesimi. Ma nessuno si chiede perché il nostro latte vale quasi il doppio dell’altro e gli allevatori si lamentano? Semplice, perché il nostro latte vale tanto come l’altro, forse perfino meno».

In effetti i dati forniti dall’Istituto Nazionale di Economia Agraria dimostrano che i costi di produzione del latte in Valle d’Aosta sono in assoluto i più alti d’Italia: pari a 73 centesimi al chilo. Il ragionamento di Mossoni si completa poi con la constatazione della stasi del mercato. «Il prezzo della Fontina - aggiunge - liquidato ai produttori era di 12.000 lire nel 1996 che equivalgono a euro 6,19. Nel 2007 il prezzo era di 6,38 euro. Una differenza di 0,19 centesimi in 10 anni. La Cooperativa, con grandi sforzi, è riuscita a portare il prezzo del 2008 a 7,13, ma l’incidenza sul decennio è, purtroppo, pressoché irrilevante. Diciannove centesimi al chilo di Fontina in dieci anni corrisponde a 0,02 centesimi al litro di latte dopo dieci anni. Quanto sono aumentati nel frattempo i costi? Nel 1996 un consumatore per il miglior latte alimentare che trovava sul mercato pagava circa 1.000 lire. Oggi anche un euro e sessanta, cioè circa 3.100 lire. I conti sono presto fatti».

13 novembre 2009

100 milioni di Euro in un Quinquennio per il Teleriscaldamento di Aosta, Cervinia e La Thuile


Cento milioni nell’arco di un quinquennio per costruire tre nuovi e innovativi impianti di teleriscaldamento. Si inizierà con La Thuile che entrerà in funzione nel 2010, si proseguirà con Cervinia (Valtournenche), presumibilmente nell’arco di un triennio (i lavori saranno affidati nel marzo del 2010), per concludere con Aosta nel 2014. Tutte iniziative portate avanti al 100% da privati. Impianti che si aggiungeranno a quelli già operativi all’autoporto di Pollein (1999), a Morgex, gestito dalla società Le Brasier, partecipata Sea e Fratelli Ronc e con una quota appannaggio anche dell’amministrazione comunale, operativo dal 2000, e Prè-Saint-Didier, in funzione dal 2007 e di proprietà di Sea attraverso la società Forint.
Un business non semplice e che sempre più si caratterizza per margini ridotti e tempi medio-lunghi nel recupero dell’investimento. Senza dimenticare la necessità di un know how che non si può improvvisare e che va raffinato con lo svilupparsi frenetico delle tecnologie in materia di fonti rinnovabili.

Un atout per l'ambiente: La Thuile
La Thuile Energie con un investimento da quindici milioni si prepara ad offrire alla nota località turistica un atout in più per chi ha fatto del proprio territorio un volano economico. «La centrale – commenta l’amministratore delegato Guido Zampieri – è attualmente in Valle un unicum. Si tratta di un impianto cogenerativo che non produce soltanto calore ma anche elettricità e sarà alimentato a legna. Una filiera cortissima, visto che il legname sarà recuperato in zona. Inoltre l’energia prodotta sarà rinnovabile al centro per cento poiché le piante tagliate saranno sostituite da altre nuove. Inoltre grazie ad accumulatore il calore prodotto non sarà dissipato». I lavori già iniziati quest’estate hanno permesso anche la posa della fibra ottica e la risistemazione di alcuni tratti di acquedotto. «Mi sembra meriti di essere evidenziato – conclude Zampieri – che attraverso l’azione dei privati è stato possibile rendere un servizio a tutta la comunità».

Una strategia per ridurre i costi: Cervinia
Si dovrà ancora attendere a Cervinia dove il Comune ha scelto la strada del project financing per la realizzazione di un impianto di generazione combinata di energiatermica ed elettrica per alimentare un sistema di teleriscaldamento urbano nella frazione Breuil Cervinia. Tre le imprese che hanno presentato il loro progetto a fronte di una stima di spesa non inferiore ai 16,5 milioni. L’assessore comunale Luca Varvello che segue il progetto per il comune spiega come una prima idea di creare un impianto di teleriscaldamento risalga addirittura al 1995. «Allora si trattò di una proposta simultanea di un gruppo di privati, formato da albergatori e negozianti di Cervinia, e del comune che intendeva riscaldare alcuni edifici di proprietà. Portando le centrali termiche fuori dagli edifici, si può ridurre il costo di gestione e di manutenzione, soprattutto per alberghi e condomini, da un lato e gli obblighi di legge sull'antincendio dall'altro». L’intervento, come indicato dallo studio di fattibilità, si suddivide in tre parti principali: la centrale di produzione combinata dell’energia termica ed elettrica con i relativi servizi, la rete di teleriscaldamento e le sottostazioni di scambio termico per allacciare alla rete le utenze che decidono di fruire del servizio. L’amministrazione comunale non entrerà nella società che si occuperà della gestione dell’impianto e che si vedrà riconosciuta la gestione economica dell’impianto di cogenerazione e del sistema di teleriscaldamento per 30 anni.

La sfida più grande: Aosta
Per il super impianto aostano (la spesa prevista è di 73 milioni), dopo alcuni incontri con la giunta comunale del capoluogo, si attende a giorni l’annuncio della cantierizzazione dei lavori. «Per la verità - commenta Pietro Giorgio, ad della Sea che con Fratelli Ronc e Cva ha costituito la Telechauffage Aoste srl (Telcha), società con sede a Châtillon, che darà vita all’impianto – in regione Borgnalle dove si sta realizzando un tunnel tecnologico abbiamo già posto i primi tubi della rete che, come si sa, inizierà a svilupparsi nella zona Est, cioè al Quartiere Dora, e si estenderà per circa 10 chilometri. Aosta ha una volumetria pari a 7,1 milioni di metri cubi. Noi contiamo di allacciare circa 5,2 milioni, pari al 72,8%. Una stima per ora prudenziale». (Pubblicato sul Sole 24 Ore Nord Ovest del 4 novembre 2009)

2 maggio 2009

Energia: un'operazione da 225 milioni di euro per Sea e Fratelli Ronc in Romania

Un impianto a biomassa e quattro campi eolici di 1000 ettari per un investimento complessivo di 225 milioni. Sono questi i numeri imponenti dell’operazione che da più di un anno in Romania impegna menti e energie delle aziende Sea di Pollein e Fratelli Ronc di Introd. Imprese che ormai sono diventate portabandiera sui mercati esteri del savoir faire valdostano nel settore dell’energia alternativa.

Un cambio di marcia
Obiettivi estremamente impegnativi che richiedono alle due aziende un significativo cambio di marcia. «E’ chiaro che l’operazione per essere portata a termine – spiega Pietro Giorgio, ad di Sea -, data la sua consistenza finanziaria, ci impone una serie di alleanze strategiche con altre Pmi italiane e straniere che contiamo di definire a breve». «Un’adeguata patrimonializzazione della società – prosegue l’ad - ci permetterà di poter ottenere dagli istituti di credito i finanziamenti necessari al suo completamento. Inoltre sono convinto che, soprattutto in tempi di crisi, si debba fare squadra».

L'asset rumeno
In Romania sono state costituite cinque società di scopo controllate all’80% dalla Ma & D (45% Sea, 45% Fratelli Ronc e 10% altri partner rumeni) e per il restante 20 per cento in mano a Amministrazioni comunali e imprese locali. A Miercurea-Ciuc, cittadina di circa 40mila abitanti, situata nella regione di Harghita sorgerà una centrale cogenerativa a biomassa già concessionata in grado di produrre 7 megawatt elettrici. «L’impianto – osserva Pietro Giorgio – servirà una parte della città attraverso una rete di teleriscaldamento in grado di produrre 15 milioni di Kwh termici. La spesa prevista è di 25 milioni. Qui si tratta soltanto di iniziare i lavori». I campi eolici sorgeranno nelle regioni di Dobrojea e Buzao che danno sul Mar Nero. «Anche qui siamo in una fase molto avanzata - aggiunge Pietro Giorgio -. Stiamo già chiedendo le concessioni avendo misurato i campi. E’ infatti da più di un anno che monitoriamo l’area e secondo i nostri calcoli questi mille ettari potranno produrre circa 150 megawatt elettrici».

La strategia delle alleanze
L’investimento agli occhi degli imprenditori valdostani è estremamente redditizio. «Un campo concessionato – spiega Pietro Giorgio – vale cento volte l’investimento iniziale per questo ci stiamo impegnando per poter giocare la partita fino alla fine. E’ vero che si potrebbe anche vendere le proprie operazioni ottenendo comunque dei risultati economici importanti, ma significherebbe restare fuori da un business in cui crediamo molto». Da qui la già citata strategia di alleanze per combattere la scarsità di liquidità che sta caratterizzando questo 2009. Pietro Giorgio del resto scommette da tempo sulla Romania. «In questo momento tutte le economie sono in difficoltà, ma quando il sistema finalmente ripartirà – conclude l’imprenditore - essere presenti su un mercato come questo sarà importantissimo in quanto i suoi margini di crescita si dimostreranno sicuramente superiori a quelli italiani. Non dimentichiamoci che qui sul fronte delle infrastrutture c’è da fare davvero tantissimo».

L'impegno della Regione
Un piccolo aiuto arriva anche dalla Regione che recentemente ha predisposto un progetto di dichiarazione di intenti tra la Regione autonoma Valle d’Aosta e la Conte dell’Harghita, realtà che condividono affinità di ordine geografico ed economico derivanti dalla comune dimensione montana dei due territori. La dichiarazione – oggetto il 22 e il 23 aprile di un incontro del Presidente della Giunta Augusto Rollandin con il collega della contea rumena Borboly Csaba – prevede fra l’altro l’impegno delle parti a «operare congiuntamente per assistere e sostenere, in maniera diversificata, gli imprenditori, i soggetti portatori di interessi particolari ed i rappresentanti dei vari settori che partecipano alle attività di cooperazione». Le aziende valdostane insomma non devono sentirsi sole.

23 ottobre 2008

73 milioni di euro per il teleriscaldamento ad Aosta: ecco una delle grandi opere del prossimo decennio

Oltre settantatre milioni di euro spalmati in cinque anni. L’impianto di teleriscaldamento a servizio della città di Aosta è certamente una delle più importanti grandi opere regionali del prossimo decennio sia per l’impegno finanziario che per l’impatto che avrà sulla qualità ambientale del capoluogo con un riduzione delle emissioni di Co2 stimata in circa 50mila tonnellate. A costruirlo sarà la neonata Telechauffage Aoste srl (Telcha), società con sede a Châtillon, costituta ad hoc per dare vita all’impianto, di cui fanno parte la Compagnia Valdostana delle Acque con una quota del 49 per cento e la Società Energetica Aostana e i Fratelli Ronc, entrambe con il 25,5%. Il 6 ottobre è stato depositato il progetto per le autorizzazioni ai competenti organismi, cioè gli assessorati all’Ambiente e alle Opere Pubbliche, la commissione per la valutazione d’impatto ambientale, il comune di Aosta e l’Arpa. A predisporre la progettazione e lo studio di impatto ambientale Icssea, società del gruppo Sea, che ha già al suo attivo gli impianti di Morgex, San Benedetto del Tronto e Pré-Saint-Didier e sta lavorando ad altri impianti simili in Toscana, Veneto, Piemonte e Basilicata, oltre che Romania. 236 pagine (allegati esclusi) che Pietro Giorgio, amministratore delegato di Sea, sfoglia illustrandoci le peculiarità dell’intervento. «Prima di tutto – osserva l’ingegnere mostrandoci alcune pagine del documento – va evidenziata la diversificazione delle fonti che garantisce l’utilizzo di fonti rinnovabili, efficienza e risparmio energetico e ne fa un unicum a livello italiano. Non è un caso che riceviamo richieste di partnership da tutta Italia per la realizzazione di simili opere. In questo momento stiamo esportando, al di fuori dei confini regionali, il nostro know how». La Centrale di Teleriscaldamento sarà dotata infatti delle seguenti tecnologie: una caldaia a biomassa alimentata a cippato di legna, consentendo così di sfruttare una fonte energetica rinnovabile largamente disponibile sul suolo regionale. In aggiunta alla caldaia è previsto l’installazione di un cogeneratore alimentato a olio diatermico, scaldato dalla caldaia a biomassa stessa, che consente sensibilmente di migliorare il rendimento dell’impianto e di produrre energia elettrica e termica da fonte rinnovabile. A questi si aggiungono altri due cogeneratori a gas metano, in grado di erogare, ciascuno di essi, una potenza elettrica pari all’assorbimento della pompa di calore altro macchinario facente parte della centrale termica. «La pompa di calore che installeremo e che recupera energia termica dalle acque di raffreddamento dello stabilimento siderurgico della Cogne Acciai Speciali – precisa Pietro Giorgio – è un impianto di alto livello tecnologico, ritenuto degno oltretutto di un finanziamento di tre milioni di euro da parte del Por. Attualmente in Italia ne è stato istallato uno simile soltanto a Milano. Una soluzione innovativa che ci permetterà di riscaldare l’acqua della rete di teleriscaldamento fino a 90°, partendo da 15° e mantenendo una buona performance energetica».
Il tutto naturalmente sarà collegato da una rete che dovrebbe estendersi su tutto il territorio comunale per una lunghezza totale di circa 10 chilometri. «Aosta – commenta Giorgio – ha una volumetria pari a 7,1 milioni di metri cubi. Noi contiamo di allacciare circa 5,2 milioni, pari al 72,8%. Si tratta di una stima prudenziale che ci auguriamo per difetto».
La rete sarà suddivisa in dorsali principali e stacchi secondari. I primi sono le tubazioni di diametro maggiore che servono interi quartieri o grandi zone abitate, mentre gli stacchi secondari sono le tubazioni che raggiungono direttamente le singole utenze, e, generalmente, hanno diametri ridotti. «La rete – aggiunge Pietro Giorgio – sarà di tipo ramificata e in parte in cunicolo tecnologico di tre metri di diametro. Una scelta che nasce dalla constatazione che il tragitto del nuovo impianto insisterà per la maggior parte del suo percorso all’interno dell’area monumentale archeologica della città. In questa maniera i cantieri oltre a non imbattersi in reperti romani non impatteranno sulla viabilità cittadina».
Per rendere più fluidi i lavori saranno suddivisi in tre rami in modo che, se in una zona si dovesse trovare qualche impedimento imprevisto, sarà possibile procedere con gli interventi negli altri due. I lavori saranno perciò avviati al Quartiere Dora, in regione Tzamberlet e nella zona del centro. Sul fronte della tempistica il pool di aziende ha le idee molto chiare. «Entro l’inverno del 2009 – conclude l’ad - puntiamo già a dare il calore in alcune case e contiamo di essere a régime nell’arco del già annunciato un quinquennio. Il cunicolo, in particolare, che si estenderà per circa tre chilometri dovrà essere costruito in otto mesi». (Pubblicato sul Sole 24 Ore Nord Ovest del 15 ottobre 2008)

26 gennaio 2008

Energia: tecnologia valdostana alla conquista di Albania e Romania


«Le Pmi valdostane si possono proporre all’estero soltanto se si consorziano». Per Pietro Giorgio, ad della Sea Energia di Pollein, il fare rete è molto più di uno slogan, soprattutto quando la pillola di saggezza in materia di management è dispensata a pochi giorni dall’aggiudicazione di ben cinque gare bandite dal Ministero dell'Ambiente, Foreste e Gestione idrica dell'Albania, in collaborazione con quello italiano, riguardanti lo sviluppo delle energie rinnovabili e dell'efficienza energetica con investimenti previsti di circa tredici milioni, cifra calcolata per difetto in quanto si tratta ancora di stime preliminari. La Sea operante nel settore dei servizi energetici e delle reti, e la Fratelli Ronc, specializzata nella costruzione e gestione di centrali idroelettriche, hanno infatti guidato ben sette differenti raggruppamenti (di alcuni faceva anche parte la valdostana Lachesi Impianti, operante nel settore degli impianti tecnologici e delle energie rinnovabili) – differenziati in base alle competenze necessarie alla realizzazione del progetto – sui nove complessivi banditi dal Governo albanese avendo la meglio per cinque volte su altre sei cordate italiane. «La collaborazione tra i due governi – spiega Pietro Giorgio – ha come obiettivo principale quello di introdurre i requisiti necessari per lo sviluppo dei progetti per la riduzione delle emissioni nel sistema istituzionale e nel sistema giuridico albanese, tramite la costituzione di una unità locale permanente in grado di attuare le disposizioni della Convenzione Quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici ratificata dall’Albania nell’ottobre 1994 e in vigore dal 1° gennaio 2005». In questa logica Sea e Fratelli Ronc costruiranno la mini-centrale idroelettrica di Zalli (investimento stimato 5,5 milioni), l’impianto di cogenerazione del Centro ospedaliero universitario Madre Teresa di Calcutta (5,7 milioni), realizzeranno l’efficienza energetica nella casa dello studente a Tirana (stima preliminare attualmente non disponibile) e le discariche di Elbasan (600mila) e Vlore (600mila). «Gli interventi – osserva l’ad – sono in parte finanziati dallo Stato italiano e in parte dalle aziende che ottengono il diritto alla commercializzazione attraverso i crediti di carbonio generati appunto da progetti per la riduzione delle emissioni, come previsto dal Protocollo di Kyoto. Il potenziale dell’Albania si aggira tra i 14,5 e i 22 milioni all’anno».

Un’analisi del ministero dell’Ambiente italiano sottolinea come l’Albania abbia «un enorme potenziale elettrico, ma solo il 35% è stato sinora utilizzato». Le riserve di energia idroelettrica sono stimate in circa 3000 MW con una generazione potenziale annua che potrebbe raggiungere i 10 TWh. E c’è ampio spazio anche per le altre energie rinnovabili: dal geotermico (numerose sono le sorgenti terminali lungo il confine greco-albanese) al solare. Ecco perché, allo scopo di operare con continuità sul territorio di Tirana, Sea e Fratelli Ronc, con una quota del 25%, in partnership hanno dato vita con il gruppo italo albanese «Curraj Hydropower station» alla società di diritto albanese Hidropower Nord Albania e stanno valutando la realizzazioni di altri due nuovi impianti. Ma l’azione delle aziende valdostane intende svilupparsi con forza anche nell’area dell’est-europeo, in particolare in Romania. «Abbiamo fatto un partenariato – conclude l’imprenditore valdostano - con la municipalità di Râmnicu-Sărat per uno studio di un campo eolico e realizzeremo un impianto a biomassa in joint-venture con l’amministrazione comunale di Miercurea Ciuc». In entrambi i casi si tratta di cittadine di circa 40.000 abitanti, gli stessi abitanti di Aosta. (Pubblicato sul Sole 24 Ore Mord Ovest del 23 gennaio)
 

© ImpresaVda Template by Netbe siti web