12 ottobre 2018

Dino Planaz (#Arev): «La Dop non basta più»

Questa settimana proponiamo l'intervista a Dino Planaz, da pochi mesi alla guida dell’Arev, l’associazione degli allevatori valdostani.

Un passaggio di testimone arrivato un po’ all’improvviso...
Diciamo che se mi avessero detto un ano e mezzo fa che oggi sarei stato il Presidente degli allevatori non ci avrei creduto. Sono entrato come componente del direttivo poi per una serie di coincidenze fortuite mi sono ritrovato vice e, infine, presidente. Detto questo era chiaro che molti obiettivi fossero già condivisi, ad esempio la valorizzazione dei prodotti e di tutto ciò che oggi può garantire il mantenimento delle aziende agricole in Valle d'Aosta, da tempo messo a dura prova. Inoltre ci proponevamo un occhio di riguardo ai giovani.

Lei era già vice quindi la continuità non si discute, quale può essere però il suo particolare contributo da Presidente?
Ritengo che già portare avanti i progetti iniziati con il mio predecessore Chadel insieme a tutto il direttivo sia un grossoimpegno. Attualmente stiamo lavorando sulla valorizzazione del latte, prosegue l'impegno sulla differenziazione dei prodotti e avevamo ipotizzato una certificazione di IGP di latte valdostano che tuttora sta andando avanti. Riscontriamo qualche problematica sulla logistica, sui trasporti, su come far arrivare il nostro prodotto alla giusta clientela, un prodotto che magari può essere più richiesto al di fuori dei confini regionali. Siamo anche alla ricerca di qualche azienda che ci aiuti a portare a termine questo progetto. Anche la valorizzazione della carne. C'è in corso un progetto interreg e anche qui lavoreremo sulla promozione in modo da far conoscere di più il nostro prodotto. In Valle d'Aosta l'ostacolo maggiore non è avere un prodotto di qualità, che già c'è, ma spiegare alla gente come realizziamo questo prodotto, quanto è genuino, dove lo facciamo. Aspetti che spesso diamo per scontati ma al produttore interessano.

Il settore vive un momento critico. A cosa stavate lavorando come direttivo?
Il nostro punto di forza per anni è stata la Dop che tutela il marchio fontina. Oggi purtroppo questa non riesce a garantire la liquidità necessaria affinché le aziende possano affrontare le spese per produrre un ottimo prodotto di qualità. Cosa che avviene per le altre Dop. Altrove, e parlo di Francia, ma pure Italia il litro di latte può arrivare anche a costare 90 centesimi. Noi essendo pure una zona di montagna con aziende piccole, frammentate e costi di produzione più elevati se già raggiungessimo questi traguardi saremmo a buon punto, anche se forse non basterebbe ancora per garantire la funzionalità vera e propria dell'azienda.

Si parla spesso del problema del prezzo del latte, ma anche quello dei bovini in passato è stato oggetto di dibattito…
Secondo me valorizzando al massimo il prezzo del latte di conseguenza crescerebbe anche quello della carne o comunque dell'animale di allevamento. Oggi questa richiesta non c'è in quanto non c'è un guadagno che incentivi a fare più prodotto.

Il problema dei pagamenti Agea sembra il Duomo di Milano...
Non possiamo dire che la situazione sia molto migliorata. Ci sono ancora aziende che devono percepire premi dal 2015 e non hanno addirittura incassato nessun premio ad oggi. Questo chiaramente crea molta difficoltà nelle aziende. In tutti questi anni che abbiamo notato un forte calo di aziende risulta molto accentuato nei periodi di riorganizzazione del PSR o dei premi Pac. Quando non si è tempestivi nei pagamenti le aziende più in difficoltà gettano la spugna.

Il binomio agricoltura-turismo quanto è slogan e quanto può dare un futuro al settore?
Più che slogan è tutto per la nostra regione. Un'azienda agricola che fa bene il suo lavoro, produce un prodotto di qualità e conserva bene il proprio territorio è una bella cartolina per il turista per la regione dove questa azienda opera. Per questo puntiamo anche ad incentivare il consumo del nostro prodotto in loco.

Iniziative da segnalare per il 2019?
Abbiamo già tanto da portare avanti, basta soltanto pensare alle rassegne. Noi siamo una associazione che spiega quanto è importante la nostra razza, i nostri prodotti, il nostro territorio. Saremo anche molto attenti alla programmazione del nuovo Psr, della nuova Pac affinché non ci ritroviamo di nuovo a non riuscire a fare i pagamenti agli agricoltori, cioè che anche chi sta dietro ad una pratica di domanda di un fascicolo aziendale non incontri le stesse difficoltà di adesso di erogazione dei fondi.

Un sogno imprenditorial-associativo per il settore zootecnico da realizzare?
Il sogno è portare gli allevatori ad un guadagno dignitoso per avere la possibilità di svolgere il proprio lavoro bene e in tranquillità.

11 ottobre 2018

Cioccolato Valle d'Aosta: gli imprenditori turchi battono un colpo

Sulla questione ex-Feletti la proprietà batte un colpo con una nota inviata attraverso Confindustria Valle d'Aosta. La situazione non è comunque rincuorante. Forse non ci sarà la beffa, ma il danno... Qui sotto trovate la nota.

Cioccolato Valle d’Aosta Srl, nella persona del Presidente Ertugrul Selcuk, vuole fare chiarezza in merito a quanto apparso su giornali e televisioni nei giorni scorsi.
Occorre precisare che l’azienda, contrariamente a quanto pubblicato, non ha percepito dei contributi ma bensì dei mutui da parte della Finaosta S.p.A.. Questo prestito di denaro è stato utilizzato nella sua interezza per l’acquisto del capannone, sito in Pont-Saint-Martin, e degli impianti in esso presenti. I quattro milioni di euro sono quindi stati versati alla parte venditrice, la Feletti 1882 che si trovava in stato di liquidazione. È bene precisare inoltre che l’importo finanziato non rappresentava l’intera quota di vendita, ma bensì, una quota è stata versata direttamente dai soci.
A seguito dell’acquisto, gli impianti ed i macchinari presenti si sono rivelati più obsoleti di quanto già rilevato in sede di verifica iniziale e ciò ha comportato problemi di funzionamenti ed oneri aggiuntivi di manutenzione inattesi di cui si sono fatti carico i soci con patrimonio proprio.
I lavori di manutenzione e di messa a norma della struttura, dei macchinari, il conseguimento delle certificazioni e delle licenze obbligatorie hanno fatto sì che si generassero dei ritardi nell’inizio attività.
In aggiunta, l’azienda si è trovata ad affrontare la crisi economica che ha colpito i mercati esteri di destinazione, in particolar modo quello turco, che ha causato delle perdite non sanate dai ricavi generati dalle vendite locali.
Nonostante questa situazione di estrema difficoltà, i soci hanno continuato a pagare regolarmente gli stipendi ai dipendenti fino al mese di giugno 2018. Ad oggi i versamenti dei soci in azienda, a titolo di quota di capitale, ammontano a circa 1.700.000 euro.
Si precisa che gli amministratori sono impegnati nella ricerca di un partner che subentri nella società attraverso l’acquisto delle quote in modo da poter estinguere i debiti sin qui creati.
Si auspica di arrivare ad una soluzione in tempi rapidi.

Sandro Thoedule (#CrottadeVegneron) ospite il 12 ottobre a #ImpresaVda su #RadioPropostainBlu

Carissimo visitatore, domani, venerdì 12 ottobre, alle 9,35, quarta puntata del nuovo ciclo di ImpresaVda su Radio Proposta in Blu.
In studio Sandro Theodule, Presidente della Crotta de Vegneron di Chambave. 

A circa un'ora dalla trasmissione della puntata puoi scaricare il podcast nell'apposita sezione sul sito di Radio Proposta in Blu.

Sul Corriere della Valle in edicola trovi invece l'intervista a Dante Perino della Perino Marmi.

Se non conosci ancora la radio ti ricordo le sue frequenze: Courmayeur 103.8 - La Salle 93.7 - Saint-Nicolas 107.6 - Aosta 107.8 - Saint-Vincent 107.4 - Bassa Valle 107.8 - Brusson 88.5 - Ayas 107.6 - Valtournenche 107.6 - Valle del Gran San Bernardo 107.6 e Valgrisenche 88.0. 

Alessio Nicoletta è il nuovo Presidente di #Coldiretti Valle d'Aosta



Da sinistra Giuseppe Balicco e Alessio Nicoletta

Alessio Nicoletta è il nuovo Presidente di Coldiretti Valle d’Aosta. A eleggerlo all’unanimità è stata l’Assemblea composta dai 40 presidenti delle sezioni Coldiretti presenti sul territorio regionale e dai rappresentanti dei movimenti Donne Impresa, Pensionati e Giovani Impresa che si è svolta oggi, mercoledì 10 ottobre, presso l’Institut Agricole Régional ad Aosta.

Nicoletta, 30 anni, è un giovane imprenditore di Fénis titolare dell’azienda agricola
“Au potager de Grand-Mère”. Succede a Giuseppe Balicco che ha annunciato di non voler presentare la propria candidatura per dar atto al giusto rinnovamento, salutando la Presidenza dopo 17 anni. «Lascio l’Associazione in buone condizioni ma soprattutto in buonissime mani – ha spiegato Balicco nel corso dei lavori – perché abbiamo individuato un Presidente che ha le idee chiare e che sicuramente saprà condurre Coldiretti in questa fase congiunturale molto delicata».

Tracciando un bilancio della sua Presidenza, Balicco ha voluto ricordare come soprattutto nell’ultimo periodo del suo mandato ci siano stati anche anni difficili: «Stiamo ancora attraversando una delle crisi più lunghe dure di sempre – ha concluso Balicco – ma l’Associazione sul territorio ha tenuto e ha sempre lavorato nell’ottica di aiutare e sostenere gli allevatori e gli agricoltori, restando sempre al di fuori della politica».

Raccoglie il testimone con entusiasmo il neo presidente Nicoletta. “Rappresentare tutti gli agricoltori valdostani è un onore e un onere allo stesso tempo”, ammette spiegando che il primo obiettivo, già raggiunto, è di «rinnovare nella continuità il Consiglio Direttivo, creando una squadra composta da persone giovani e da altre più esperte, responsabilizzando ognuno di essi proprio per affrontare le principali problematiche ed arrivare ad un confronto puntuale e diretto su ogni singola questione aperta».
Alessio Nicoletta (Presidente), Bruno Rivarossa (Delegato Confederale) e Richard Lanièce (Direttore) 

L’Assemblea ha anche eletto i nuovi componenti del Consiglio Direttivo di Coldiretti Valle d’Aosta, che sarà composto da Clara Battistina Sertori (Morgex), Giorgio Lale Lacroix (Saint-Pierre), Michel Meynet (Sarre), Didier Gerbelle (Aymavilles), Ildo Abram (Doues), Fabrizio Chenal (Oyace), Costantin Praz (Jovençan), Sandro Bonin (Gressan), Elio Ottin (Aosta), Erik Tognan (Pollein), Edy Damarino (Quart), Simone Rean (Saint-Marcel), Vittorio Noz (Nus), Natalino Vallet (Verrayes), Yulen Lettry (Saint-Denis), Mauro Treves (Montjovet), Loredana Obert (Challand-Saint-Anselme), Savino Vacquin (Brusson), Mauro Gontier (Champorcher) e Alfredo Girod (Fontainemore) a cui si aggiungeranno come componenti di diritto Yves Giuseppe Perraillon (Presidente dell’Associazione Pensionati), Elisa Urbano (Responsabile di Donne Impresa) e il prossimo Delegato di Giovani Impresa (ruolo fino ad oggi ricoperto proprio dal neo Presidente Nicoletta).

Il passo successivo sarà la formazione della Giunta Esecutiva. «Si tratta dell’atto finale di uno scambio d’idee e d’informazioni a 360 gradi su tutti i comparti produttivi agricoli valdostani» ha continuato ancora Nicoletta, prima di focalizzare l’attenzione su due temi prioritari da affrontare il prima possibile, tra le tante questioni che saranno sul tavolo durante il suo mandato. «La prima riguarda burocrazia che ci sta sommergendo sempre di più, avanzando richieste che gli allevatori non possono sostenere – ha concluso il neo Presidente di Coldiretti Valle d’Aosta – mentre la seconda riguarda il Piano di Sviluppo Rurale che sta volgendo al termine: se ne aprirà uno nuovo e quindi sarà fondamentale lavorare e raccogliere informazioni per riuscire ad ottenere uno strumento veramente fatto su misura per gli agricoltori».

4 ottobre 2018

Gioachino Gobbi (#Grivel): I nostri primi 200 anni...

Questa settimana proponiamo l’intervista a Gioachino Gobbi, titolare della Grivel, marchio di notorietà mondiale per le sue piccozze.

Marchio noto e antico. State festeggiando due secoli di attività. Un record non soltanto in Valle…
Nel nostro settore siamo i meno giovani di tutti, nell’ambito dello sport siamo straordinariamente giovani ma anche perché lo sport non è cominciato 200 anni fa’ e noi abbiamo duecento anni in quanto siamo nati con l’alpinismo, visto che è nato sul Monte Bianco e noi abbiamo avuto la fortuna o l’opportunità di essere ai piedi di questa vetta nel momento giusto e così siamo diventati produttori in questo settore. Comunque 200 anni sono un ordine di grandezza molto difficile da spiegare, che nessuno di noi ha in testa in quanto la maggior parte degli oggetti che ci circondano, automobile compresa, sono molto lontani dai 200 anni e quindi di vecchie aziende che operative da così tanto tempo fondamentalmente ce ne sono alcune: nel bresciano quella delle armi, in quanto questa pessima abitudine di fare la guerra l’abbiamo sempre avuta e in Italia centrale quella delle campane, ricordi dello Stato della Chiesa.

Come state festeggiando questa ricorrenza?

Di base sono tre le attività che stiamo sviluppando. La prima è stata una grande festa il 5 di agosto a Courmayeur che devo dire ha avuto un inaspettato successo. Doveva essere – e così è stato - una festa non di Grivel, ma della collettività, di Courmayeur che si rende conto di avere tra le sua braccia una realtà molto importante con due secoli di vita e che è potuta vivere così tanto grazie alla comunità di Courrmayeur, sia gli amici che i nemici. Ma il Monte Bianco prima e la comunità di Courmayeur dopo ci hanno permesso di raggiungere questo traguardo. La seconda è stata quella di montare a Courmayeur nella nostra sede storica di La Saxe un luogo che non chiamiamo museo ma Espace, in cui i 200 anni di storia, le sette generazioni, l’evoluzione dei prodotti e dell’alpinismo possano essere spiegati in una maniera accettabile, non troppo noiosa sia per chi non è particolarmente interessato all’alpinismo ma che frequentando la montagna può avere delle curiosità sia dai giovani ai quali cerchiamo di spiegare che il mondo non è nato con la loro nascita, ma c’era già qualcosa anche prima, e che l’alpinismo ha una lunga storia e che se certe cose si fanno in un certo modo è perché c’è tutto un pregresso. La terza è consistita nel cercare, sperare di poter essere un esempio, non soltanto per la Valle d’Aosta ma per tutti, non soltanto per l’alpinismo ma per tutti gli sport, un esempio di dedizione famigliare e continuativa ad un certo valore in quanto questo è comunque un valore. La tradizione ha un valore e vogliamo spiegare che la possibilità di fare dell’industria in montagna è possibile. Evidentemente in situazioni più difficili che in altre località, con gli adattamenti necessari, rivolgendosi a certi mercati e non ad altri, però non è impossibile. Se saremo riusciti a trasferire a qualche giovane questa convinzione allora, come si diceva una volta, non saremo vissuti invano.

Cosa è Grivel oggi?
E’ un’azienda che fino ad oggi ha sempre saputo adeguarsi ai cambiamenti del tempo, e che per quelle che sono le realtà di oggi, cioè la globalizzazione, deve andarsi a cercare il suo mercato in tutto il mondo perché quello della montagna, dell’alpinismo è un mercato non di nicchia, ma di nicchia della nicchia e noi nella nicchia siamo ancora più di nicchia perché facciamo soltanto oggetti di metallo e quindi per avere un mercato sufficiente dobbiamo andare in giro per tutto il mondo. E questa è l’attività più difficile da fare in una azienda oggi. Contrariamente a quello che si pensa non è il fare i prodotti. Se uno non è capace a fare i prodotti è meglio fare altro, ma riuscire per valori fondamentalmente piccoli e bassi ad avere un’organizzazione mondiale e a vendere in tutto il mondo è tutt’altro che facile. In questo momento noi esportiamo più del 90% della nostra produzione in 55 paesi. Vi assicuro che molto spesso devo andare a vedere sulla carta geografica dove si trova il paese in cui dobbiamo mandare i nostri prodotti.

Sul fronte dei numeri che cosa possiamo dire?
Il nostro mercato è piccolo, molto influenzato da tutta una serie di complicazioni annuali, per esempio il tempo atmosferico. Se fa brutto tempo la gente in montagna non ci va e non è sollecitata a comprare qualcosa di bello e di più moderno. Ogni anno produciamo in tutto il mondo da 120mila a 140mila piccozze.

E’ un numero piccolo ma grosso…
E che però ha un difetto di base. E’ fatto di prodotti che durano tutta una vita in quanto per ragioni di sicurezza fondamentalmente siamo un po’ come l’industria aeronautica. Non è previsto che i nostri prodotti si rompano.

Il prodotto, l’evento, l’aneddoto, il complimento di cui va più orgoglioso da quando si occupa dell’azienda?
La risposta è eccezionalmente facile. Il fatto di essere riuscito ad arrivare a duecento anni, - cosa non riuscita a tutti i nostri concorrenti e a ben pochi industriali italiani – è evidentemente il nostro orgoglio, cioè aver saputo prendere una tradizione, modificarla, farla evolvere in maniera quasi darwiniana, cioè adattandosi ad ogni cambiamento del mercato. Siamo anche molto orgogliosi del fatto che i nostri prodotti hanno permesso delle grandi imprese alpinistiche anche negli anni intermedi ad esempio l’Everest del 1953, il K2 del 1954. I meno giovani si ricorderanno di una copertina della Domenica del Corriere con una piccozza con bandiera italiana piantata su un cumulo di neve e, se andate a vedere bene quella immagine, quella piccozza, c’è scritto sopra, è una Grivel. Fa piacere che già allora da tutto il mondo cercassero i nostri prodotti per fare queste imprese nuove e difficili. E’ una soddisfazione.

Come vede il mercato per il 2019?
Mode, tecniche, ma pure le tecnologie di produzione cambiano velocemente. Il 2019 per un’azienda metalmeccanica come noi è già finito un anno fa’. Noi dobbiamo guardare un po’ più lontano…

Facciamo 2020 allora...
Il mercato mondiale è fondamentalmente positivo, in leggerissima crescita, con zone del mondo in lieve calo, come l’Europa, e altre, come ad esempio l’estremo oriente, in crescita. L’equilibrio rimane. Siamo fiduciosi per il futuro.

Un sogno imprenditoriale da realizzare?
La speranza è che i giovani valdostani capiscano che il mestiere dell’imprenditore è possibile anche in Valle d’Aosta. E se saremo riusciti con il nostro esempio a convincere qualcuno sarà questo il sogno imprenditoriale migliore in quanto è quello che chiude il cerchio.

Dante Perino (#PerinoMarmi) ospite il 5 ottobre a #ImpresaVda su #RadioPropostainBlu

Carissimo visitatore, domani, venerdì 5 ottobre, alle 9,35, terzaa puntata del nuovo ciclo di ImpresaVda su Radio Proposta in Blu.
In studio Dante Perino della Perino Marmi. 

A circa un'ora dalla trasmissione della puntata puoi scaricare il podcast nell'apposita sezione sul sito di Radio Proposta in Blu.

Sul Corriere della Valle in edicola trovi invece l'intervista a Dino Planaz, neo-eletto Presidente dell'Arev.

Se non conosci ancora la radio ti ricordo le sue frequenze: Courmayeur 103.8 - La Salle 93.7 - Saint-Nicolas 107.6 - Aosta 107.8 - Saint-Vincent 107.4 - Bassa Valle 107.8 - Brusson 88.5 - Ayas 107.6 - Valtournenche 107.6 - Valle del Gran San Bernardo 107.6 e Valgrisenche 88.0. 

2 ottobre 2018

Dalla Chambre una indagine esplorativa per la realizzazione di un Laboratorio #FabLab sulla manifattura digitale

La Chambre Valdôtaine ha pubblicato una indagine esplorativa per l’acquisizione, secondo il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, di un servizio per la realizzazione e la gestione per un anno di un Laboratorio Fablab dedicato allo sviluppo della manifattura digitale mediante l’erogazione di servizi alle imprese.

L’iniziativa, realizzata nell’ambito dell’attività del Punto Impresa Digitale, si pone l’obiettivo di mettere a disposizione delle imprese una struttura in grado di guidarle e supportarle in un percorso di avvicinamento alle tecnologie 4.0.

Il progetto risulta particolarmente strategico proprio in relazione alle piccole dimensioni e all’ancora scarsa conoscenza nelle imprese del territorio della manifattura digitale che potrebbe costituire una importante occasione di crescita per il comparto imprenditoriale valdostano.

Concretamente l’iniziativa vuole dare vita ad un vero e proprio punto di riferimento tecnologico per il territorio per la definizione ed il testaggio di progetti innovativi attraverso un dialogo con le imprese ed il mondo delle professioni.

Uno strumento per diffondere la conoscenza delle potenzialità delle tecnologie di produzione digitale ad un pubblico più vasto possibile, offrendo la possibilità di sperimentarle dal vivo in una struttura accessibile in orari e modalità concordabili con i potenziali interessati.

«Il progetto Punto impresa Digitale – spiega il Presidente della Chambre Nicola Rossetcerca così di affiancare alle attività formative ed informative in materia di digitalizzazione uno strumento concreto da mettere a disposizione delle imprese con lo scopo di permettere loro di sperimentare liberamente nuove modalità produttive».

Tra i requisiti richiesti la presenza di almeno una stampante 3D, di uno scanner 3D, di un Laser cutter, di una Fresa CNC, di una Fresa di precisione da tavolo, e di due postazioni di lavoro attrezzate.

Le manifestazioni di interesse dovranno pervenire entro il 16 ottobre 2018.


1 ottobre 2018

Edy Incoletti alla guida del Comitato Piccola Industria di Confindustria Valle d'Aosta


Il Comitato della Piccola Industria, il 24 settembre scorso, ha eletto all’unanimità Presidente della Piccola Industria di Confindustria Valle d’Aosta Edy Incoletti (Logic Sistemi S.r.l.) che rimarrà in carica fino al 2022.

Il Comitato, sotto la presidenza di Incoletti, ha discusso le prime linee del programma di attività che verrà sviluppato nelle prossime riunioni ed ha deciso di portare avanti il progetto PMI DAY, giornata nazionale delle piccole imprese che si terrà a novembre prossimo.
Il neo Presidente ha dichiarato: «Ringrazio tutte le Piccole e Medie Imprese associate a Confindustria Valle d’Aosta per la fiducia che hanno voluto accordare ai membri del mio comitato e a me, designandoci come loro rappresentanti. Sono particolarmente orgoglioso di avere al mio fianco, in questa avventura, oltre ad una persona di assoluta esperienza come Corrado Cometto, due imprenditrici giovani e capaci come Rossella Noussan ed Elena Vittaz che, sono certo, sapranno portare nuove idee e interessanti spunti di riflessione durante tutto il nostro mandato».

Il Presidente ha poi aggiunto: «Il nostro lavoro si svolgerà in assoluta sintonia con la squadra di presidenza guidata da Giancarlo Giachino e sarà, in particolar modo, orientato ad avvicinare le realtà più piccole, che rappresentano l’ossatura imprenditoriale della nostra Regione, alla nostra Associazione. In quest’ottica, già dalle prossime settimane, incontreremo i nostri associati per discutere delle loro necessità e farci tramite delle loro richieste nei confronti della Presidenza dell’Associazione e verso l’Amministrazione Regionale. Durante questi incontri presenteremo, inoltre, la nostra idea di associazionismo. Un’idea che punterà a stimolare la collaborazione e lo scambio di conoscenze tra i nostri imprenditori per farli crescere a livello personale, stimolare le collaborazioni interaziendali e fornire nuovi servizi che solo grazie ad una rete di estensione nazionale, quale quella offerta da Confindustria, siamo in grado di erogare».

In ultimo il Presidente Incoletti ha voluto precisare che: «Ci siamo prefissati degli obiettivi impegnativi, ma li affrontiamo con gioia, già a partire dal nostro primo evento, il PMI DAY, durante il quale, il prossimo 16 novembre, le nostre aziende apriranno le porte a centinaia di studenti, in un progetto di alternanza scuola-lavoro finalizzato ad avvicinare gli studenti al mondo del lavoro».

27 settembre 2018

In arrivo il portale del socio #Coldiretti


Con la fine dell’estate arriva una grande novità che rivoluzionerà il lavoro nelle aziende agricole, eliminando le carte e facilitando la vita d’impresa, in modo semplice e accessibile a tutti. Si tratta del “Portale del Socio Coldiretti”, uno strumento digitale innovativo che anticipa i nuovi orientamenti in materia di gestione aziendale con il vantaggio di essere perfettamente integrato con il sistema Coldiretti.

Con il Portale del Socio sarà possibile accedere al Quaderno di Campagna digitale che permetterà agli iscritti di registrare i trattamenti direttamente in campo da smartphone e tablet oppure da pc. Grazie alla perfetta integrazione con il fascicolo aziendale il programma diventa un prezioso strumento di lavoro consentendo di gestire il piano colturale, il magazzino degli agrofarmaci, i trattamenti, i diserbi, le fertilizzazioni (con controlli automatici e completi in tempo reale rispetto alle etichette e ai disciplinari) e tutte le lavorazioni, l’irrigazione, le macchine e molto altro.

Il Quaderno di Campagna digitale renderà più semplice anche la domanda Pac e ridurrà il rischio di sanzioni e tagli ai premi comunitari. Inoltre, metterà a disposizione strumenti in grado di gestire la produzione bio, i piani di fertilizzazione, la cartografia, le etichette e tutto ciò che è legato, in generale, alla produzione e alla normativa vigente.

Attraverso il Portale si accederà anche a Digit – Fatturazione digitale che offre la gestione digitalizzata delle fatture e dell’intero ciclo attivo della contabilità d’impresa grazie a un programma avanzato che consente di monitorare prodotti, listini, clienti e fornitori, direttamente da pc, tablet o smartphone. Grazie al collegamento integrato con Impresa Verde le fatture giungeranno automaticamente agli uffici Coldiretti, evitando file e facendo guadagnare tempo alle attività.

L’agenda on line gratuita e personalizzabile, infine, avviserà delle scadenze d’impresa mentre nella sezione Notizie si potranno ricevere in anteprima news e approfondimenti su normative e mercati. Il sito contiene anche informazioni sui bandi del Piano di sviluppo rurale (Psr) della regione di riferimento, notizie, il meteo del territorio, convenzioni riservate ai soci e molto altro.


«Questo strumento faciliterà il lavoro in azienda ma consentirà anche un contatto quotidiano con gli uffici Coldiretti favorendo una consulenza sempre più mirata e puntuale - spiegano Giuseppe Balicco e Richard Lanièce, Presidente e Direttore di Coldiretti Valle d’Aosta. - Presto saremo in grado di fornire tutte le informazioni e l’assistenza del caso ai nostri soci che decideranno di aderire».

Il Presidente di Confindustria Giancarlo Giachino visita le industrie valdostane: Acerbi Carpenterie

Con l’elezione alla presidenza di Confindustria Valle d’Aosta, Giancarlo Giachino inizia un ciclo di incontri con gli imprenditori per conoscere più da vicino cosa fanno e di cosa hanno bisogno.
Il 18 settembre Giachino ha visitato la Acerbi Carpenterie di Aosta che nel 2016 ha festeggiato 50 anni di attività nel settore della carpenteria metallica, lavorazione del ferro, progettazione e costruzione di strutture metalliche portanti, impianti di sci, piloni, portoni, ponti e passerelle.

Racconta Attilio Acerbi, imprenditore dinamico e pieno di entusiasmo, che il padre aveva avviato l’azienda nel 1966 con la liquidazione della Cogne e nel tempo è cresciuta e si è specializzata in forniture di alta montagna. In una rapida carrellata, con il supporto di alcune foto, Acerbi ha illustrato alcune delle loro realizzazioni più importanti, dalla passerella di Porta Praetoria, alla copertura di scavi archeologici, ad alcune stazioni di impianti di risalita, alla copertura delle rotaie dell’Osservatorio Astronomico di Saint-Barthélemy, a strutture per porti, ponti di autostrade, condotte, serbatoi e silos, fino alla realizzazione di coperture e scale.

Il Presidente di Confindustria Valle d’Aosta si è complimentato con Acerbi per i successi ottenuti negli anni dall’azienda, che oggi conta una ventina di addetti ed esporta il 90% dei propri prodotti.
Il cordiale incontro è stata un’occasione per fare il punto sull’imprenditoria in Valle e entrambi hanno sottolineato la necessità di fare rete al fine di rispondere alle richieste del mercato, anche se è difficile perché vi è ancora poca sensibilità da parte dei piccoli imprenditori.

#Coldiretti: Oscar Green 2018 anche per un valdostano

C’è anche un progetto imprenditoriale valdostano tra quelli premiati, nei giorni scorsi, al Borgo Medievale di Torino per gli Oscar Green 2018, il premio promosso da Coldiretti Giovani Impresa, arrivato alla dodicesima edizione, che punta a valorizzare il lavoro di tanti giovani che hanno scelto per il proprio futuro l’Agricoltura.

Si tratta di “Madame Escargot” della Cooperativa Sociale Mont Fallère, presentato da Gaetano Aiello, in gara nella sezione “Noi per il Sociale”. La Cooperativa Mont Fallère da più di 25 anni opera sul territorio per offrire servizi e progetti imprenditoriali senza mai perdere di vista l’inserimento lavorativo, dando un’opportunità di lavoro alle persone più fragili o che vivono in condizioni di marginalità. Dal loro lavoro quotidiano nei campi, che porta con sé autenticità e passione attraverso un preciso atteggiamento nei confronti della natura, è stato ideato e realizzato il progetto “Madame Escargot”. La Cooperativa riproduce le condizioni ottimali per la chiocciola, con caparbietà e pazienza si aspettano e rispettano il susseguirsi delle stagioni e le dure leggi della terra, affinché il ciclo biologico sia perfettamente completato. La lumaca è una materia prima che assorbe la personalità del suo territorio: pura, forte e inesorabile.

Alla finale di Torino, con il delegato regionale piemontese Giovani Impresa Danilo Merlo, il vice presidente di Coldiretti Piemonte Fabrizio Galliati, il Delegato Confederale Bruno Rivarossa, i presidenti ed i direttori di tutte le federazioni provinciali ed i delegati ed i segretari provinciali del movimento, c’era anche Richard Lanièce, direttore di Coldiretti Valle d’Aosta.

«L’agricoltura sociale muove quei progetti volti a rispondere a bisogni della persona e della collettività – ha commentato Richard Lanièce - grazie alla capacità di trasformare idee innovative in servizi e prodotti destinati a soddisfare esigenze generali e al tempo stesso creare valore economico e sociale».

I concorrenti hanno partecipato agli Oscar Green online, durante l’estate (le altre sezioni in gara erano Campagna Amica, Creatività, Fare Rete, Impresa 3.Terra, Sostenibilità), evidenziando le peculiarità delle loro aziende sotto il profilo dell’impatto ambientale, degli aspetti solidali, della solidità economica, dei rapporti commerciali, della capacità comunicativa e dell’originalità.


 «Si tratta di una vetrina molto importante che offre una grande opportunità ai giovani agricoltori che si impegnano con il loro lavoro quotidiano ad implementare ed innovare il nostro patrimonio enogastronomico – ha evidenziato Coldiretti -. Grazie alle nuove generazioni, il binomio agricoltura e innovazione è diventato sempre più frequente: l’esempio l’abbiamo avuto  proprio dalle aziende che hanno partecipato a questo concorso con estro, passione, innovazione e professionalità».

26 settembre 2018

10 anni di cambiamenti nel turismo valdostano: evoluzione e trend del settore

Ripercorrere dieci anni di turismo e comprenderne i cambiamenti: è questo l’obiettivo che si pone l’evento "10 anni di cambiamenti nel turismo valdostano: evoluzione e trend del settore", che si svolgerà venerdì 5 ottobre a partire dalle ore 10 presso la sala delle manifestazioni di Palazzo regionale ad Aosta (ingresso libero). 

L’incontro, organizzato da turismOK, azienda di management e marketing per il turismo, è aperto a tutti gli operatori del settore interessati e si inserisce nell’ambito delle iniziative organizzate dall’azienda per il suo decimo anniversario. 
Durante il dibattito si alterneranno interventi riguardanti aspetti eterogenei del turismo. Oltre alla presentazione di una ricerca sull’evoluzione del turismo negli ultimi dieci anni, i relatori affronteranno temi riguardanti gli ambiti di comunicazione, progettazione e spazi della struttura alberghiera e marketing territoriale. 

Programma: 
• Saluti di benvenuto: Filippo Gérard, Presidente ADAVA – Federalberghi Valle d’Aosta

• “10 anni di dati turistici in Valle d’Aosta”: Jean Paul Tournoud, responsabile centro studi turismOK di Aosta

• “10 anni di cambiamento nella progettazione architettonica turistico-ricettiva”: Paola Pagnotta, architetto Studio SWAP di Torino

• “10 anni di evoluzione del processo di selezione e acquisto della vacanza”: Aimé Pernettaz, marketing manager turismOK di Aosta

• “10 anni di sviluppo organizzativo delle destinazioni turistiche montane” – Andrea Gelsomino, ricercatore presso TSM di Trento 

• Saluti finali: Claudio Restano, Assessore al Turismo, Sport, Commercio e Trasporti regione Autonoma Valle d’Aosta


Moderatore: Denis Falconieri, Giornalista e Autore Lonely Planet

Dino Planaz (#Arev) ospite il 28 settembre a #ImpresaVda su #RadioPropostainBlu

Carissimo visitatore, dopodomani, venerdì 28 settembre, alle 9,35, seconda puntata del nuovo ciclo di ImpresaVda su Radio Proposta in Blu.
In studio Dino Planaz, neo-eletto Presidente dell'Arev. 

A circa un'ora dalla trasmissione della puntata puoi scaricare il podcast nell'apposita sezione sul sito di Radio Proposta in Blu.

Sul Corriere della Valle in edicola trovi invece l'intervista a Gioachino Gobbi di Grivel.

Se non conosci ancora la radio ti ricordo le sue frequenze: Courmayeur 103.8 - La Salle 93.7 - Saint-Nicolas 107.6 - Aosta 107.8 - Saint-Vincent 107.4 - Bassa Valle 107.8 - Brusson 88.5 - Ayas 107.6 - Valtournenche 107.6 - Valle del Gran San Bernardo 107.6 e Valgrisenche 88.0. 

19 settembre 2018

Gioachino Gobbi (#Grivel) ospite il 21 settembre a #ImpresaVda su #RadioProposta in Blu

Carissimo visitatore, dopodomani, venerdì 21 settembre, alle 9,35, prima puntata del nuovo ciclo di ImpresaVda su Radio Proposta in Blu.
 In studio Gioachino Gobbi che con la moglie Elisabetta ha trasformato Grivel in un marchio mondiale.

Dopodomani a circa un'ora dalla trasmissione della puntata - se te la sei persa - puoi scaricare il podcast nell'apposita sezione sul sito di Radio Proposta in Blu.

Prossima settimana il testo dell'intervista sarà pubblicato sul Corriere della Valle.

Se non conosci ancora la radio ti ricordo le sue frequenze: Courmayeur 103.8 - La Salle 93.7 - Saint-Nicolas 107.6 - Aosta 107.8 - Saint-Vincent 107.4 - Bassa Valle 107.8 - Brusson 88.5 - Ayas 107.6 - Valtournenche 107.6 - Valle del Gran San Bernardo 107.6 e Valgrisenche 88.0. 

13 settembre 2018

Operare in #Svizzera: tutte le novità

A partire dal 1° gennaio 2018 sono entrate in vigore nuove disposizioni sull’assoggettamento all’IVA in Svizzera per le aziende straniere. Tutte le imprese con sede fuori dalla Confederazione Elvetica che
generino un fatturato annuo di almeno 100.000 franchi, a livello globale, sono, a determinate condizioni, assoggettate all’IVA in Svizzera. In pratica, l’obbligo di aprire una posizione IVA in Svizzera è determinato dal volume d’affari complessivo dell’impresa italiana e dal tipo di attività svolto in Svizzera.
La Chambre valdôtaine, in collaborazione con l’Agenzia delle Dogane e Monopoli – Ufficio di Aosta e con il supporto tecnico del Centro Estero per l’Internazionalizzazione Scpa, promuove per venerdì 14 settembre, presso la  Pépinière d’Entreprises Espace Aosta, in Via Lavoratori Vittime del Col du Mont 24 ad Aosta, un seminario tecnico per illustrare le corrette procedure per le imprese italiane che effettuano prestazioni di servizio e/o forniture con montaggio nel territorio svizzero.

Il Programma

MATTINA – SEMINARIO - ore 9.30/13.00

Moderatrice: Biagina Rilievi – Funzionario delegato dell’Ufficio delle Dogane e Monopoli di Aosta

Saluti istituzionali
Nicola Rosset – Presidente della Chambre valdôtaine
Biagina Rilievi - Funzionario delegato dell’Ufficio delle Dogane e Monopoli di Aosta

Revisione della legge svizzera sull’IVA e risvolti ai fini dell’IVA italiana
Stefano Garelli – Esperto di Fiscalità internazionale Ceipiemonte

Risvolti ai fini delle operazioni doganali
Marco Ferina - Funzionario dell’Ufficio delle Dogane eMonopoli di Aosta

POMERIGGIO – QUESITI - ore 14.00/16.00

Risposta a quesiti specifici posti dai partecipanti a cura di Stefano Garelli
Si chiede, se possibile, di anticipare i quesiti via mail insieme al modulo di adesione all’evento. Sarà data risposta ai quesiti in forma plenaria; il relatore è disponibile anche ad incontri privati.
Per aderire occorre inviare il modulo di adesione, compilato e firmato in ogni sua parte, allo Sportello SPIN2 (via fax 0165 573090 o via e-mail sportellovda@pie.camcom.it) entro giovedì 13 settembre 2018.

1 settembre 2018

Nel 2017 cresce di oltre il 20% l'export della Valle d'Aosta

Dal Rapporto annuale “L’Italia nell’economia internazionale 2017-2018” dell’ICE – Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane, giunto quest’anno alla 32° edizione, emerge che le esportazioni italiane di merci sono cresciute nel 2017 ad un ritmo molto sostenuto (7,4%). La crescita è stata più forte nei paesi extra-UE (8,2%), trainati dalle Americhe e dall’Asia centrale e orientale, che nel mercato comunitario europeo (6,7%). La quota delle esportazioni italiane sul totale mondiale si è mantenuta costante al 2,9%. Parallelamente, è stata vivace anche la crescita delle importazioni (+9%). Nei primi tre mesi del 2018, inoltre, si è registrato un aumento (3,3%) delle esportazioni, rispetto allo stesso periodo del 2017, trainato dai flussi verso i paesi UE (5,5%) e dalle variazioni positive in America centro-meridionale (5,1%) e Oceania (12,4%). L’andamento sul mercato europeo extra-UE e in America settentrionale è rimasto stabile (+0,5%). Nello stesso periodo, anche le importazioni sono aumentate, ma ad un tasso lievemente minore (2,6%).
Nel 2017 i conti con l’estero dell’Italia sono migliorati per il settimo anno consecutivo. Il surplus corrente della bilancia dei pagamenti ha registrato un nuovo ampliamento, raggiungendo il 2,8% del PIL. Il numero degli esportatori italiani ha continuato a crescere, raggiungendo un nuovo massimo pari a quasi 221mila operatori. È salito anche il valore medio delle esportazioni per impresa.
In questo contesto, nel 2017 la Valle d’Aosta ha registrato un notevole aumento delle esportazioni (+20,4%), pari a un valore complessivo di 681 milioni di euro. Dal lato delle importazioni si rileva un aumento altrettanto positivo (+25%).

Con riferimento ai principali mercati di sbocco, la regione continua ad essere orientata in misura più ampia verso i paesi europei, per un peso complessivo di 76,4% sul totale dell’export regionale. Nel 2017, l’UE si conferma la principale area di destinazione delle esportazioni valdostane, con una quota del 54% e un aumento del 23,7% dei flussi rispetto al 2016 (+30,4% in Francia e 17,5% Germania, rispettivamente primo e terzo mercato). Tra gli altri paesi europei non UE, la Svizzera rimane il mercato più rilevante posizionandosi al secondo posto nel 2017. Verso le aree di destinazione extra-UE, si sono registrate variazioni dei valori esportati tutte positive tranne nel caso dell’Asia Centrale (-56,1%), che pesa però sul totale dell’export della Valle d’Aosta soltanto per lo 0,5%. Si segnalano inoltre le ottime performances negli Stati Uniti e in Cina, rispettivamente quarto e quinto mercato di sbocco delle esportazioni valdostane che hanno registrato una crescita del 133,7% e 43,9% rispetto all’anno precedente.

A livello settoriale, la metallurgia mantiene il primato delle esportazioni valdostane con una quota del 57,9% sul totale della regione nel 2017, e totalizzando una crescita del 23,9% rispetto all’anno precedente. Seguono i mezzi di trasporto (+18,1%) ed in particolare gli autoveicoli, rimorchi e semirimorchi (+29,2%). Una crescita piuttosto dinamica è stata registrata anche dalla meccanica (+38,7%). Variazioni negative rilevanti si sono verificate solo in settori che pesano per meno del 2% sull’export regionale, come la chimica (-46,4%) o il tessile, abbigliamento e articoli in pelle (-28,3%), in particolare articoli in pelle (-37,7%). Infine, si segnala il raddoppio della quota di esportazioni degli apparecchi elettrici (+127,2%), seppure per un ammontare pari ad appena  7 milioni di euro.
Le esportazioni di servizi della Valle d’Aosta sono aumentate del 15,2% rispetto al 2016, raggiungendo così un valore complessivo di 400 milioni di euro, pari allo 0,5% del totale nazionale.
Gli operatori all’esportazione della Valle d’Aosta sono stati pari a 513 unità nel 2017 (0,2% del totale nazionale), con un aumento del 10,6% rispetto all’anno precedente. Anche il valore medio esportato è cresciuto (+8,9%) ed è stato pari a circa 1,3 milioni di euro per operatore.

Nel primo trimestre del 2018, le esportazioni di merci hanno registrato un notevole incremento (+19,2%) rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Crescono le esportazioni dei primi settori dell’export regionale, con in testa i prodotti della metallurgia (+12,6%), seguiti da macchinari (+81,5%), autoveicoli (+4,3%) e bevande (+25,3%). Permangono variazioni negative per i mobili (-4,4%) mentre mostrano un recupero la chimica (+281,2%) e gli articoli in pelle (+168,7%).

23 agosto 2018

Terzo trimestre 2018: #Confindustria segnala l'indebolimento dell'economia valdostana

Giancarlo Giachino
La rilevazione del 3° trimestre 2018 registra un indebolimento di quasi tutti gli indicatori anche se restano in terreno positivo, tranne quelli del carnet ordini, dell’utilizzo impianti e dei tempi medi di incasso che migliorano leggermente. Le previsioni relative alla produzione restano positive, ma fanno registrare un arretramento di 2 punti rispetto alla rilevazione del trimestre precedente.
Stesso andamento cedente per l’occupazione, che resta stabile per l’84% degli intervistati, mentre il ricorso alla CIG scende ancora di un punto percentuale e si porta su valori fisiologici.
Frenano gli ordini totali, mentre le aspettative per gli ordini export hanno un brusco rallentamento, portandosi su valori negativi.

Restano positivi gli indicatori relativi agli investimenti per sostituzioni che aumentano di 4 punti e interessano i servizi, mentre la propensione per gli ampliamenti diminuisce per entrambi i settori.
Il tasso di utilizzo della capacità produttiva resta stabile per il manifatturiero, mentre registra una lieve crescita per il settore dei servizi.

La composizione del carnet ordini si attesta su valori soddisfacenti, solo l’11% degli intervistati ha un lavoro garantito per meno di un mese.
I dati relativi all’andamento degli incassi sono stabili, mentre i giorni medi di pagamento evidenziano un ulteriore miglioramento sia tra privati che da parte della Pubblica Amministrazione.

«Le valutazioni delle imprese valdostane – dichiara Giancarlo Giachino, Presidente di Confindustria Valle d’Aostarestano positive anche se in lieve rallentamento, frenano invece le vendite estere condizionate dal crescente clima di protezionismo internazionale».

SCHEDA TECNICA

Le attese sulla produzione scendono dal 21,62% del trimestre precedente al 19%, le imprese manifatturiere si dimostrano più dinamiche con un saldo del 23%.
I nuovi ordini registrano un calo di quasi 11 punti e si portano dal 10,81% allo 0%; questa riduzione è imputabile sia al settore dei servizi che al manifatturiero.

Gli ordini export si portano su un terreno negativo, portandosi ad una quota del -40%, contro il 10,81% del 2° trimestre. Le previsioni più pessimistiche riguardano il settore manifatturiero.
L’attività degli investimenti fa registrare un incremento di 5 punti percentuali per le sostituzioni arrivando al 35%, contro il 30% del trimestre precedente, mentre per gli ampliamenti è previsto un rallentamento attestandosi al 13% (25% nel 2° trimestre 2018).
Il grado di utilizzo degli impianti si porta ad una quota del 69,47% (+6,14 punti percentuali rispetto al trimestre precedente).

Cambia la composizione del carnet ordini: si riduce la percentuale di imprese che hanno ordini garantiti per meno di un mese (da 27,59% del 2° trimestre all’11,11%; 20,59% nel 3° trimestre 2017), mentre si registra un rialzo degli ordini da uno a tre mesi (50% contro il 31,03% del 2° trimestre e 52,54% del 3° trimestre 2017), sostanzialmente stabili gli ordini superiori ai tre mesi (dal 41% al 39%; 26% nel 3° trimestre 2017). L’87% degli intervistati del settore dei servizi dichiara di avere ordini superiori ai tre mesi, mentre il 73% delle imprese del manifatturiero dichiara di avere ordini tra uno e tre mesi.

Un segnale positivo deriva dall’andamento degli incassi che prosegue la riduzione cominciata ad inizio 2017, stabilendosi ad un valore pari al 36% (34% nel trimestre precedente e 48% nel terzo trimestre 2017).

In miglioramento i tempi di pagamento che registrano una leggera diminuzione dei giorni medi di pagamento sia nei confronti dei privati (da 59 giorni del trimestre precedente a 55 giorni), sia nei confronti della pubblica amministrazione (da 71 giorni a 54).

Le previsioni dell’occupazione restano stabili per l’84% delle imprese intervistate. Il ricorso alla Cassa Integrazione resta stabile con il 96% delle imprese intervistate che dichiara di non fare ricorso a questo ammortizzatore sociale.

31 luglio 2018

Giovanni Pellizzeri (#Avda): la scommessa dei voli executive

Questa settimana proponiamo l’intervista a Giovanni Pellizzeri, da alcuni mesi alla guida di Avda, la società che gestisce l’aeroporto valdostano. Ringraziamo Pellizzeri per essere nei nostri studi


L’aeroporto è al centro di mille polemiche e mille idee, con quali convinzioni ha accettato la Presidenza?
Innanzitutto ci crede, altrimenti non avrei accettato e non sarei lì oggi. Credo in una eroporto sostenibile, credo che l’aeroporto in Valle d’Aosta sia un atout e possa portare benefici all’economia della nostra Regione. Non dobbiamo pensare ad aeroporti come Caselle o Malpensa in quanto i flussi sono diversi, però l’aeroporto della Valle d’Aosta può fare la su parte per aiutare l’economia turistica regionale.

Quindi per lei un aeroporto in Valle d’Aosta può raggiungere una sua sostenibilità economica…
Sì. Per avere un aeroporto sostenibile si deve ragionare su più pilastri. Quelli più importanti sono di fatto tre: i famosi voli di linea commerciali, i voli privati cioè executive e anche la parte di volo a vela e turistico che non si deve mai dimenticare. Io posso immaginare un aeroporto pienamente funzionante che abbia un mix di questi tre pilastri e allora l’aeroporto può diventare produttive e utile per il turismo valdostano.

I voli executive sono una novità…
Generalmente ci immaginiamo un aeroporto che vola con grandi aerei, 100 persone per il tipico volo di linea Aosta-Roma, i voli estivi per Roma o anche altre rotte italiane. In verità c’è tutta una parte di mercato, il segmento dei voli privati - che non vuol dire necessariamente miliardari, ma ad esempio anche aziende, che utilizza aeromobili privati – è già presente, ma va implementato, nel nostro aeroporto. Ed è un segmento economico importantissimo perché porta una clientela che spende e un aeroporto con le dimensioni di quello di Aosta deve assolutamente prenderlo in considerazione.

Mi ha colpito molto l’idea di ospitare l’Assemblea degli albergatori all’interno dell’aeroporto: come è nata questa idea?
Ne approfitto prima di tutto per ringraziare l’Adava e il suo Presidente Gerard per aver scelto l’aeroporto per l’Assemblea annuale. L’idea è nata proprio perché il Corrado Gex deve far parte del comparto turistico regionale. Gli albergatori con la loro assemblea all’interno delle nostres trutture hanno voluto dare questo segnale. E per noi è importantissimo. In quanto l’aeroporto deve collaborare con tutti gli enti e con tutte le associazioni e con tutte le realtà turistico-economiche della Regione.

Attualmente ci sono delle linee attive: quali sono e come funzionano?
Siamo partiti con i voli estivi su Olbia. Abbiamo aggiunto inoltre un’altra tratta che è quella di Monac di Baviera. Questo perché intanto quella Regione potrebbe essere interessante per l’economia della nostra Regione e poi perché la compagnia è tedesca. Di conseguenza bbiamo messo insieme queste due tratte fino al 1° di settembre.

Dal punto di vista delle infrastrutture qual è la situazione?
Il famoso Terminal. Ad oggi l’aeroporto è operativo e attivo, lo è sempre stato, con il vecchio terminal. Non abbiamo problemi. Per l’altro terminal l’interlocutore privilegiato dovrebbe essere l’Assessorato ai Trasporti e quello alle Opere Pubbliche. La palla è infatti in mano alla Regione. Di fatto è stata realizzata una conferenza di servizi dove abbiamo rivisto tutto l’impianto del terminal a partire dalla disposizione degli spazi e dovrebbe andare a conclusione in autunno quando dovrebbe avvenire l’appalto. Però ribadisco questo non spetta a me dirlo.

Progetti per la fine del 2018? E spostandoci un po’ più in là sul biennio 2019-2020 cosa possiamo dire?
Noi dobbiamo per forza ragionare sempre più in là, anche perché programmiamo i voli di anno in anno. Ad esempio la stagione estiva, pur partendo un po’ in ritardo siamo riusciti a coprirla, ma già adesso stiamo lavorando per la prossima stagione estiva anche per poter accontentare diversi tipi di aeroporti, come quello dell’Isola d’Elba, interessati a collaborare con Aosta per creare delle tratte utili sia per i valdostani, ma anche di incoming sulla nostra Regione. Dobbiamo guardare fino al 2020 quando avremo il terminal finito e potremo finalmente pensare ad avere un flusso molto più pesante di turisti da portare in Regione sia per quanto riguarda i famosi voli invernali, cioè turisti che arrivano da Londra, ma anche dalla Svezia, due nazioni molto interessate alla Valle d’Aosta. Inoltre vogliamo implementare la già citata parte executive.

Come mai si sceglie una tratta più di un’altra?
Prima di tutto si parte da una richiesta. Ovviamente il nostra aeroporto non parte da zero, abbiamo già avuto AirVallée che operava quindi c’è già un’idea di flussi e poi raccogliamo le richieste che ci arrivano dagli operatori turistici. Ad esempio ci hanno richiesto per l’inverno dei voli da Londra, Parigi e Stoccolma. Per l’estate abbiamo avuto richieste di voli da Lamezia Terme, Olbia, Isola d’Elba e anche sulla Sicilia. Raccogliamo le richieste e in base ai costi rispondiamo positivamente a quelli che sono più sostenibili.

Un messaggio per la nuova Giunta?
Io ragiono da azienda. Noi siamo un’azienda che è al servizio del territorio. l’Aeroporto può essere ed è un importante atout per il territorio valdostano. Su questo si deve investire. Alla nuova Giunta dico creiamo sistema, lavoriamo insieme e portiamo turisti in Valle d’Aosta.

Un sogno imprenditoriale da realizzare?
Il sogno per Avda e avere il più possibile l’aeroporto operativo. Avere più voli possibili, riuscire a portare persone nella nostra Regione, riuscire a farle uscire dalla nostra Regione, quindi agevolare anche l’outcoming, e avere il piazzale del Corrado Gex pieno di aerei privati. Questo è un sogno che non è assolutamente irrealizzabile.

24 luglio 2018

Nel secondo trimestre 2018 torna a crescere il numero delle imprese valdostane



La Chambre Valdôtaine informa che lo stock di imprese registrate in Valle d’Aosta al 30 giugno 2018 è di 12.414 unità, con un aumento dello 0,4% rispetto al trimestre precedente.

Nel secondo trimestre del 2018 in Valle d’Aosta sono nate 180 nuove imprese, contro le 209 del I trimestre 2018, mentre le cessazioni non d’ufficio sono invece state 114 contro le 289 dei primi tre mesi dell’anno. Il saldo tra iscrizioni e cessazioni si attesta quindi sul valore di +66 imprese (era -80 al I Trimestre 2018).

Alla luce dei dati sopra esposti torna pertanto di segno positivo il tasso di crescita, che si attesta allo 0,53%, contro il -0,64% del primo trimestre dell’anno, e che, seppur in calo rispetto allo 0,74% dello stesso periodo del 2017 quando il saldo era stato di +93 imprese, costituisce comunque un valore in linea con la media nazionale (0,52%) e superiore a quanto registrato nel nord-ovest e nel nord-est del Paese (0,43%).

Analizzando i diversi settori, si evidenzia la crescita dei comparti delle costruzioni e dell’industria (+0,8% rispetto al I trimestre) così come dei servizi alle imprese (+0,6%) e dell’agricoltura (+0,3%). Da rilevare è anche la crescita nell’ambito dei servizi alla persona che, per quanto di peso specifico meno rilevante sul totale delle imprese,  registrano un aumento dell’1,1%. Sostanzialmente stabili risultano infine i settori del commercio e del turismo.

Dal punto di vista delle forme giuridiche i dati confermano una crescita generalizzata per tutte le tipologie di imprese, con una tasso di crescita dell’1% per le società di capitale, dello 0,48% per le ditte individuali, che continuano a rappresentare la forma giuridica principale con 6.716 unità, e dello 0,28% per le società di persone.


L’andamento positivo del numero delle imprese si rispecchia anche per quanto concerne le attività artigiane. Nel II trimestre 2018 il loro numero è infatti cresciuto dello 0,7% rispetto al trimestre precedente attestandosi sul valore di 3638 unità. A fare da traino è il settore dell’edilizia, che rappresenta circa il 50% delle imprese, e che registra una aumento dello 0,9% (+16 imprese) rispetto al I trimestre.

20 luglio 2018

Laurent Vicquéry: «#Valfidi è un partner degli imprenditori valdostani»

Questa settimana proponiamo l’intervista a Laurent Vicquéry, titolare di Visamultimedia e da poco più di un mese presidente del Confidi Valfidi.

Come nasce la decisione di assumere la presidenza di Valfidi?
E’ un percorso in qualche modo naturale. Ho lavorato in Valfidi negli ultimi sei anni priam come consigliere e poi come vicepresidente. Valfidi è in una fase di trasformazione. Il nuovo Statuto ha imposto una riduzione di consiglieri da 13 a 7 quindi un gruppo molto più compatto che possa lavorare all’interno del Consorzio e c’era bisogno anche di un ricambio di classe dirigente. Si tratta di Chiofalo Salvatore, Fiore Davide, Fracasso Stefano, Pesando Gamacchio Massimo, Sapia Roberto, Toscano Stefano e Vicquéry Laurent. La stessa Assemblea ha poi nominato il Rag. Girardi Marco Presidente del Collegio Sindacale, i Dott. Berti Fabrizio e Paesani Federica sindaci effettivi e i Dott. Dalmasso Alessandra e Sorbara Marco sindaci supplenti. Ringrazio i miei colleghi che mi hanno voluto dare la loro fiducia e siamo assolutamente pronti a lavorare.

Il Confidi veniva da una gestione di lungo corso di Andrea Leonardi, una presidenza fortemente tecnica…
Il dottor Leonardi è stato una ricchezza per Valfidi. Ha preso in mano Valfidi in un momentod elicato e ha diretto il Consorzio per molti anni. Da lui io ho imparato moltissimo e soprattutto gli ultimi tre anni di vicepresidenza mi hanno permesso di affiancarlo nel lavoro. Cambiano le persone, le situazioni, ma non cambiano gli obiettivi di Valfidi. Uno degli elementi importanti è che Valfidi è tornato alla base imprenditoriale. Io sono piccolo imprenditore. Valfidi è la sintesi della piccola impresa artigiana e quindi avere gli artigiani a capo del proprio confidi è assolutamente motivo di orgoglio

Quali sono gli impegni del nuovo CDA?
Dare continuità all’attività del Confidi, cioè continuare a sostenere le imprese del territorio. Lo scopo di Valfidi è mutualistico. Vogliamo sostenere tutte le imprese del territorio non solo quelle artigiane, ma tutta la piccola e media impresa. E i dati di Chambre dicono che il 97% delle imprese valdostane hanno meno di 10 dipendenti. Stiamo di fatto parlando di microimprese che poi siano artigiane, del settore turistico o commerciale poco importa. Il nostro obiettivo è quello di dare sostegno a queste imprese.

Un tema di forte continuità è la convinzione della necessità di dotare la Valle d’Aosta di un unico Confidi vigilato. Un cammino molto complesso…
E’ un percorso tortuoso. Tutto il Cda è convinto della necessità di dotare la Valle d’Aosta di un unico Confidi vigilato. In Italia oggi ce ne sono 40, due in Valle d’Aosta stanno a indicare che qualcosa non funziona. E in ogni caso i limiti imposti da Banca d’Italia ci dicono che o diventiamo uno solo oppure spariamo. E sparire dalla Valle d’Aosta significa di fatto penalizzare le imprese. Arrivare ad un unico consorzio è il modo per continuare a sostenere le imprese. E il grosso sforzo che dovremo fare noi e naturalmente il Confidi Valle d’Aosta con cui abbiamo delle trattative in corso è di fare un passo in avanti, dimenticare quello che si è oggi, immaginando che domani cis arà un Confidi completamente nuovo che non sarà né l’uno né l’altro.

Sul fronte dei numeri cosa ci dice l’ultimo bilancio?
Per quanto ancora leggermente negativo, 200mila euro di perdita nell’ultimo bilancio, c’è un netto miglioramento rispetto all’anno precedente in cui la perdita era paria quasi 700mila euro. Detto questo ci tengo a sottolineare che Valfidi è una realtà molto, molto solida. E ci sono tutta una serie di altri numeri che vanno letti per poterlo dimostrare. Il patrimonio è di quasi 14 milioni di euro e lo stock è pari a 83 milioni, soltanto nel 2017 abbiamo dato più di 20 milioni di garanzie e questo dimostra la solidità e l avivacità del Confidi. Ma non solo le attività in bonis oggi rappresentano più del 90% degli stock di Valfidi. Questo significa che Valfidi sta facendo un monitoraggio molto preciso. Accantonamenti assolutamente prudenziali e questo dimostra il risulta di esercizio. Valfidi è obbligata ad accantonare per essere certa e dall’altra purtroppo patisce ancora una situazione economica in cui le imprese non ripartono, molte aziende sono ancora in difficoltà, pochissimi investimenti e una redditività degli investimenti che è in calo come sta avvenendo per tutti.


Da imprenditore che cosa vorresti dal tuo Confidi?
Vorrei un Confidi capace di interpretare il cambiamento. E’ vero che il Confidi ha delle regole molto stringenti, ma il mondo economico si muove di continuo e le esigenze delle imprese cambiano. E quindi un buon confidi è un confidi che sa leggere il territorio, le esigenze e di conseguenza offrire dei prodotti su misura. Inoltre il mio confidi ideale dovrebbe essere più diffuso sul territorio, aprendo, ad esempio, degli sportelli dedicati di consulenza gratuita come già avviene oggi in sede. Avvicinarsi agli imprenditori affinché questi lo considerino come un partner fondamentale per la propria azienda.

Sul fronte del credito che cosa dovrebbe fare la nuova Giunta?
Intanto dovrebbe garantirci un governos tabile. Lo chiedo come imprenditore, come presidente di Valfidi, come cittadino. Come Valfidi ci occorre un interlocutore unico, preciso, con cui interfacciarsi di continuo e con il quale costruire il futuro della Valle d’Aosta in ambito finanziario, creditizio e più economico in generale. Immaginare di poter discutere sulle scelte da intraprendere affinché ogni singolo attore possa portare un beneficio. Mi aspetto in particolare un’attenzione per la piccola impresa che venga soprattutto contattata e coinvolta prima che le decisioni siano prese dall’Amministrazione regionale. E in ultimo che risponda a ciò che Valfidi, le associazioni, il territorio ha chiesto negli anni. Un esempio su tutti la questione del Medio Credito Centrale. In moltissime regioni i Confidi tutti possono accedere in maniera esclusiva sui fondi del Medio Credito Centerale fino ad una soglia che permette loro di sostenere la piccolissima impresa che non viene sempre ascoltata nel mondo bancario. Proprio per il ruolo dei confidi se potessero operare su questa soglia farebbero un lavoro migliore. Ma per poterlo fare è necessaria una legge regionale, che abbiamo sollecitato più volte e che stiamo ancora aspettando.

Iniziative da segnalare come Valfidi per il 2018?
Il Cda si riunisce due volte al mese, talvolta tre se necessari. In questi incontri cosa cerchiamo di fare? Di dare continuità al lavoro e di immaginare ciò che davvero può essere utile per il territorio a livello economico. Quest’anno cercheremo di lavorare in particolare sul digitale in modo da fornire una migliore informazione agli associati e quindi struttureremo dei servizi di comunicazione legati a newsletter, al we, ai social perché è importante che i nostri associati sappiano come ci stiamo muovendo e ci possano soprattutto indicare quali sono le loro esigenze che magari rischiano di andare disperse. Si tratta di intraprendere azioni per avvicinare il piccolo imprenditore aValfidi per ascoltarlo e restituirgli dei prodotti su misura, vogliamo confezionare dei prodotti che siano davvero utili alle imprese del territorio. Inoltre c’è il desiderio di organizzare un evento in autunno che miri a raccontare il mondo del credito e aprire una parentesi sul discorso della futura fusione, un tema che, a nostro avviso, va condiviso e non deve rimanere soltanto all’interno dei Cda coinvolti. Inviteremo la Banca d’Italia, le banche del territorio, la Regione, Finaosta in modo da aprire un tavolo di confronto sui temi davvero interessanti. Una foto del credito regionale con uno sguardo al futuro molto preciso.

Un sogno da Presidente di Valfidi da realizzare?
Innanzitutto mi piacerebbe che davvero Valfidi diventasse un partner degli imprenditori valdostani. Molti lo conoscono di rimbalzo perché prima contattano o il loro consulente o la loro banca. Ma anoi piacerebbe davvero che Valfidi diventasse un riferimento. E già oggi il nostro Confidi offre un servizio di consulenza davvero molto attento per tutti gl imprenditori. Ci tengo anche a sottolineare che i tecnici in Valfidi ci sono, sono 12, sono i nostri dipendenti e sono davvero molto preparati. Non sarebbe poi male nel 2019 dotare la Valle d’Aosta di un Confidi unico. Sarebbe un ottimo risultato che premierebbe tutto il lavoro svolto in qui – e ricordo quanto fatto da Leonardi, un vero precursore in questo ambito - e si andrebbe a conclusione di un percorso tortuoso, ma assolutamente necessario. E in ultimo mettere in campo tutte le iniziative utili per sostenere un’economia che ancora stenta e, soprattutto, nel mondo dell’edilizia vede ancora difficoltà enormi.

Filippo Gerard (#Adava): «Devono tornare a crescere gli investimenti promozionali»

Questa settimana proponiamo l’intervista a Filippo Gerard, il presidente degli albergatori valdostani.

L’aeroporto come location della vostra ultima assemblea. Quale messaggio avete voluto lanciare?
Voleva essere un messaggio innanzitutto di ottimismo e di speranza. L’aeroporto è una infrastruttura che c’è. Non ha mai chiuso nonostante molti di noi albergatori nemmeno lo sapessero perché comunque ha continuato ad operare. Adesso con il nuovo Presidente Pellizzeri è partita questa nuova collborazione, grazie anche all’assemblea dell’Adava e ci auguriamo che lui possa continuare nel suo lavoro di far partire dei voli come ad esempio da noi sollecitato quelli per Roma e quelli della neve per il periodo invernale.

Avete presentato la realtà trentina della Gestor, una cooperativa di acquisto. E anche in Valle state lavorando ad un progetto simile. Di cosa si tratta e quali sono i vantaggi?
Nasce da una richiesta specifica di molti associati che ci hanno sempre chiesto di cercare di creare dell’economie di scala che andassero a vantaggio soprattutto dei più piccoli che hanno maggiori difficoltà nel creare dei risparmi e per comprare le merci alle stesse condizioni di quelli più grandi. Gestor nasce circa 20 anni fa a Trento da un’idea di un gruppo di 12 ristoratori che constatano i continui aumenti delle derrate e delle utenze e decidono di unirsi per avere un benificio. E così nasce questa società che oggi impiega 12 dipendenti e ha un fatturato di 35 milioni. Si tratta di una società cooperativa dove gli utenti, cioè ristoratori e albergatori trentini, pagano una quota e la contrattazione degli acquisti è fatta dal personale della Gestor che va a trattare con le ditte di ristorazione, le case vitivinicole, ma non solo anche con la Ferrero per le Nutelle in modo da avere dei prezzi bloccati per i componenti della cooperativa.

Come sempre l’Assemblea è il momento per fare il punto sul turismo in Valle d’Aosta. Qual è il quadro?
Il quadro è positivo come ha ben riassunto l’allora assessore uscente al Turismo Aurelio Marguerettaz che ha riportato l'attenzione sulla crescita delle presenze e degli arrivi. Detto ciò ci sono ancora dei problemi che vanno affrontati a partire dagli investimenti nel settore che sono sempre calati negli ultimi tempi per quanto riguarda la parte promozionale. E in questo senso abbiamo lanciato la palla ai nuovi eletti che erano un po’ gli invitati d’onore alla nostra assemblea. Abbiamo toccato anche il problema dei trasporti e la location dell’aeroporto si collegava molto a questo.

Pressione fiscale e rete di trasporti decente sono stati altre due richieste molto specifiche. A parole sembrano tutti d’accordo però poi…
Per noi i trasporti sono fondamentali. Ad esempio abbiamo le autostrade che danno un servizio che non ha pari dal punto di vista della raggiungibilità. In mezz’ora dal casello si è sui campi da sci e questo è un lusso che nessun’altra regione alpina ha in modo così diffuso, però è anche vero che è una autostrada cara per tutta una serie di motivazioni storiche a partire dai costi di costruzione che ci sono stati in partenza. L’altro aspetto importante è il trasporto ferroviario che non è utilizzabile in quanto il tempo che ci si mette da Roma per arrivare a Torino è di poco superiore a quello che ci si mette per arrivare da Torino ad Aosta con i vari cambi e la rottura di carico. Questo problema verrà risolto in parte dai bimodali ma rimane il fatto che la linea è molto lenta e questo lo abbiamo più volte sottolineato anche in occasione degli incontri che abbiamo avuto con i candidati alle elezioni politiche. Questo rimane uno dei limiti della nostra regione.

Sul tema AirBnb la regione ha annunciato un disegno di legge elaborato in accordo con il Celva che introduce l’obbligo di dotarsi di un codice identificativo e di iscriversi ad un apposito registro presso il comune in cui si intende affittare il proprio appartamento e che questo permetterà alle amministrazioni locali di fare i dovuti controlli. Vi convince?
Vorrei precisare che non è un problema valdostano. Anzi forse in Valle d’Aosta è meno forte rispetto a tante altre località, come ad esempio le citta d’arte o località come Parigi, Amsterdam dove il fenomeno ha preso delle dimensioni che stanno sconvolgendo il tessuto sociale stesso delle città. Vorrei far capire che non vi è da parte nostra nessuna contrarietà nei confronti coloro che affittano appartamenti a fini turistici, l’unica cosa che richiediamo alla Regione è che - visto che tutte le nostre aziende sono sottoposte a moltissimi controlli da quelli in remoto, cioè il controllo delle licenze, a quelli in cui è necessario entrare nella struttura – vi sia una equità di trattamento affinché anche queste attività turistiche siano soggette ad un censimento e ad un controllo di base, nello spirito più collaborativo possibile perché sappiamo benissimo essere questa una offerta alternativa alle strutture alberghiere, ma anche una risorsa fondamentale per il patrimonio immobiliare, per il tessuto economico della nostra regione e non ultimo per poter mantenere tutta una serie di servizi, ad esempio gli impianti a fune, che senza i posti letto degli appartamenti avrebbero grandissime difficoltà ad investire e a rinnovarsi.

Ma uno dei temi più complessi è stato quello della riforma dell’organizzazione turistica. A che punto siamo?
Noi chiediamo da tempo un marchio cappello ed un coordinamento unico sul fronte della promozione della Valle d’Aosta e del made in Vda, dal vino al lardo al formaggio. Siamo piccoli, siamo pochi, se ancor andiamo a frammentare le nostre risorse, la nostra visibilità, rischiamo di perdere un grande potenziale, tempo e disperdere delle risorse che mai come oggi è importante unire e focalizzare su pochi ma che diano una risposta. Di qui il nostro invito alla riorganizzazione di tutto il sistema promozionale.

Iniziative da segnalare come Adava per il 2018?
Da tempo abbiamo un’asse con la Francia e la Svizzera. Ci vedremo a luglio a Evian. Ogni 3-4 mesi incontriamo i nostri colleghi d’oltralpe per condividere dei progetti e stiamo cercando di dar vita ad un progetto che riguarderebbe il turismo estivo, in particolare i colli, con l’obiettivo di dare vita ad un turismo itinerante che possa coprire tutte quelle carenze in termini di presenze che ci sono in alcune località della Valle dove c’è poca genet d’estate essendo prettamente improntate allo sci. Questo percorso dovrebbe toccare le tre nazioni e offrire così un prodotto denominato “Tour delle tre Alpi”.

Un sogno da Presidente di associazione da realizzare?
L’entrata dei ristoranti nell’Adava. Abbiamo messo a votazione nell’ultima assemblea con una maggioranza schiacciante la proposta di aprire le nostre porte anche ai ristoratori, che hanno da sempre un’affinità culturale con noi per quanto riguarda l’ospitalità e gli aspetti normativi. Inoltre molti ristoranti della Valle d’Aosta lavorano con il turismo. Avevamo diverse richieste che rifiutavamo sempre in quanto non avevamo mai deciso di aprirci, ma credo con lungimiranza abbiamo preso questa decisione e il mio sogno è quello di avere entro un anno almeno 100 ristoratori associati. Se poi saranno di più sarà la realizzazione di un grande sogno. 
 

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