9 novembre 2018

Il Presidente di Confindustria Valle d’Aosta ha incontrato l’Assessore #Aggravi in merito alla situazione del #Casinò


Il 6 novembre, il Presidente di Confindustria Valle d’Aosta, Giancarlo Giachino, e il Responsabile Ufficio Relazioni Industriali, Marco Lorenzetti, hanno incontrato l’Assessore alle Finanze, Attività produttive, Artigianato e Politiche del lavoro, Stefano Aggravi, in merito all’attuale situazione del Casinò.

Confindustria Valle d’Aosta si è fatta portavoce degli interessi delle aziende valdostane che vantano importanti crediti nei confronti del Casinò e del Grand Hotel Billia. La scelta è maturata dopo diversi incontri in associazione volti a mappare lo stato dell’arte da cui è emerso il preoccupante quadro creditizio che è stato delineato all’Assessore.

Da parte sua l’Assessore Aggravi ha espresso vicinanza al mondo dell’imprenditoria rappresentato da Confindustria Valle d’Aosta e si è impegnato ad analizzare la situazione portando a chi di dovere le richieste formulate.

Al termine della riunione il Presidente di Confindustria Valle d’Aosta, Giachino, ha dichiarato: «Oggi abbiamo portato a conoscenza della Regione il disagio in cui vivono molte aziende valdostane. Siamo fiduciosi che l’incontro odierno, primo di altri, potrà portare in tempi brevi per le nostre aziende associate la soluzione del problema»
L’Assessore Aggravi ha, inoltre, aggiunto «ho molto apprezzato la volontà da parte dei vertici di Confindustria di condividere con me le preoccupazioni che sono emerse in questa delicatissima fase. L’imprenditoria valdostana rappresenta una risorsa che deve essere valorizzata ed incentivata, per questo motivo saranno prese in considerazione le opzioni che consentiranno di tutelare i creditori a vario titolo dell’azienda, in un’ottica di leale collaborazione e condivisione».

Il Presidente Giachino, infine, ha comunicato che Confindustria Valle d’Aosta è a disposizione anche delle aziende non associate per portare sul tavolo dell’Assessore la loro posizione di creditori nei confronti del Casinò e del Billia; gli interessati potranno, pertanto, rivolgersi direttamente agli uffici dell’Associazione.

Missione esplorativa presso t²i: agenzia per l'innovazione e incubatore d'impresa a Rovigo

L'Assessorato finanze, attività produttive, artigianato e politiche del lavoro - in collaborazione con lo Sportello SPIN2 della Chambre Valdôtaine des entreprises et des activités libérales – organizza, in data 20 novembre 2018, una missione esplorativa presso t2i, principale agenzia per l’innovazione in Veneto, e in particolare presso il suo incubatore d’impresa – certificato MISE – nella sede di Rovigo che mette a disposizione spazi attrezzati e servizi personalizzati per la accelerazione nello sviluppo di idee di impresa, con particolare attenzione alle startup innovative.

L'incontro prevede una presentazione generale dei servizi offerti, l’approfondimento di alcuni di essi e una visita a Poplab – il laboratorio R&D di manifattura digitale focalizzato su materiali e tecnologie per il design sostenibile - che aiuta le imprese a sfruttare il potenziale delle tecnologie digitali per fare innovazione. Sono previsti contatti ed approfondimenti diretti con le realtà operanti nell’incubatore.

Verrà messo a disposizione dei partecipanti un transfer da Aosta (con uscite intermedie a Châtillon e Pont-Saint-Martin) a Rovigo e ritorno, secondo gli orari indicati nel programma.

Per garantire una miglior organizzazione dell'iniziativa, si chiede di confermare la propria presenza compilando il modulo di adesione allegato e inviandolo all'indirizzo sportellovda@pie.camcom.it entro venerdì 16 novembre 2018.

La partecipazione agli eventi è gratuita e le adesioni saranno raccolte secondo l'ordine di arrivo, fino ad esaurimento dei posti disponibili.

Ulteriori informazioni sono disponibili a questo indirizzo

I 50 anni di #Honestamp

Un grande traguardo per la Honestamp S.r.l. che compie 50 anni di attività, frutto di un lavoro portato avanti con costanza e tenacia per 3 generazioni. Flessibilità, innovazione ed un elevato standard qualitativo di prodotti e servizi sono stati la ricetta di questo speciale risultato.

Cogliendo l’opportunità offerta da Olivetti di avviare uno studio tecnico per sviluppare e progettare i prodotti dell’azienda stessa, nel 1968 Antonio Lingeri fonda l’azienda.
Da allora l’attività si è ampliata ed è cresciuta sia in termini economici che dimensionali arrivando oggi, dopo 50 anni, ad essere guidata dalla terza generazione della famiglia Lingeri, Mirko e Simone che possono contare sempre sul supporto del papà Alfredo. La scelta del nome ha voluto sottolineare il forte legame con il territorio, infatti, Honestamp contiene il nome del paese Hone in cui l’attività è iniziata anche se, più tardi, sede e unità produttive sono state spostate prima a Donnas per poi stabilirsi definitivamente a Pont-Saint-Martin.
Come spiega Lingeri, «se per un attimo ci fermiamo a pensare che per iniziare è stato sufficiente un tecnigrafo, una matita ed una gomma e che oggi la Honestamp conta un Ufficio Tecnico, un Reparto di costruzione stampi, un Reparto di produzione e trasformazione lamiera e plastica, un Ufficio Qualità ed uno staff Amministrativo, capiamo che a piccoli passi, ma fatti nella direzione giusta, si possono raggiungere risultati sorprendenti.Per noi la manifattura metalmeccanica rappresenta una modalità produttiva articolata in grado di trasformare un semplice foglio di acciaio più o meno sottile, in un oggetto tridimensionale che incorpora elementi di complessità, di precisione e di qualità. Potremmo essere paragonati ad un pittore che è in grado di creare un’opera d’arte partendo da una semplice tela bianca, la sola differenza è che tutto questo noi riusciamo a farlo in serie ed in tempi rapidi».

Il mercato in cui Honestamp opera è caratterizzato da un elevatissimo livello di concorrenza sia nazionale che internazionale ed è per questo che, in questi anni, le scelte intraprese sono andate nella direzione della differenziazione, sono stati effettuati investimenti volti ad elevare la qualità dei processi e dei prodotti, orientandosi ad un target di clientela che opera in nicchie di mercato ma con un alto potenziale di sviluppo.
L’azienda ha sempre dimostrato attenzione e rispetto al territorio e alle istituzioni con le quali si è sempre relazionata e, in occasione del festeggiamento del traguardo dei 50 anni di attività, ha deciso di chiedere un supporto logistico proprio all’istituzione con cui negli anni la collaborazione è stata costante.

«Abbiamo deciso di festeggiare in una location particolare che sottolinea l’importanza del legame tra le aziende e il mondo scolastico – afferma Lingeri - saremo ospiti della struttura “ex-Brambilla” di Verrès, un tempo edificio industriale nel settore tessile, oggi sede del polo scolastico della bassa valle per l’istruzione tecnica, professionale e liceale. La collaborazione con le scuole tecniche e professionali è sempre stato un elemento caratterizzante del nostro modo di interpretare la sostenibilità sociale, da oltre 25 anni infatti, abbiamo partecipato attivamente all’organizzazione di stage aziendali, interventi in aula, lezioni in azienda e visite di studenti presso i nostri reparti. Per questo motivo, abbiamo deciso di rivolgere agli allievi delle classi V dell’istituto tecnico, un seminario realizzato da 2 formatrici biellesi di “The Orange of Entrepreneurship©” che presenteranno ai ragazzi una metodologia di allenamento delle attitudini imprenditoriali che intende far riscoprire e potenziare l'intraprendenza produttiva che ognuno di noi possiede».

Grande soddisfazione è espressa anche da Giancarlo Giachino, Presidente di Confindustria Valle d’Aosta, «è un orgoglio per l’Associazione poter annoverare tra i propri iscritti la Honestamp, un’eccellenza del tessuto produttivo della nostra valle. Dal 1986, data di iscrizione a Confindustria Valle d’Aosta, la famiglia Lingeri si è sempre distinta per l’attiva partecipazione all’interno degli organi associativi. Tengo molto a sottolineare come Alfredo abbia ricoperto negli anni i ruoli di Revisore, Presidente del Comitato Piccola Industria, Delegato della Categoria Metalmeccanici e Vice Presidente Vicario. Anche Simone, seppur più giovane, vanta un ottimo curriculum in associazione, è stato infatti Revisore, Presidente del Gruppo Giovani Imprenditori, Delegato della Categoria Metalmeccanici ed oggi mi supporta in qualità di Vice Presidente. Per tutto questo, oltre alle dovute congratulazioni per il raggiungimento di questo formidabile traguardo, voglio rivolgere alla famiglia Lingeri i miei ringraziamenti e i miei più sentiti auguri per un futuro, non solo all’altezza di oggi, ma ancora migliore».

Il Presidente di Confindustria Valle d’Aosta in visita alle #POSTEITALIANE

Il Presidente di Confindustria Valle d’Aosta, Giancarlo Giachino, continua il ciclo di incontri con gli imprenditori locali per conoscere più da vicino cosa fanno e di cosa hanno bisogno.

Dopo la vista ad alcune aziende quali la Acerbi Carpenterie di Aosta e l’Istituto e Poligrafico della Zecca dello Stato di Verrès oggi, 6 novembre 2018, il Presidente è in visita alle Poste Italiane.
Il Presidente di Confindustria Valle d’Aosta ricorda come la presenza di Poste Italiane in Confindustria è importante per due aspetti: «In primo luogo, infatti, Poste Italiane offre un grande supporto al manifatturiero, e in secondo luogo permette di realizzare alle piccole aziende una serie di importanti progetti nella logistica, grazie alla grande presenza sul territorio. Le Poste Italiane rappresentano un punto di confluenza e di integrazione delle reti logistiche e del e-business al servizio del Paese».

La Responsabile della Filiale di Aosta, Maria Grazia Mazza, nell’esprimere apprezzamento per la visita odierna, ha confermato il grande impegno di Poste Italiane per offrire prodotti e servizi innovativi specificatamente dedicati alle imprese. L’incontro è stata un’occasione per fare il punto sull’imprenditoria in Valle e sui possibili sviluppi dei rapporti tra Confindustria e Poste Italiane.

8 novembre 2018

Michele Poletti (#Hortobot) ospite il 9 novembre a #ImpresaVda su #RadioPropostainBlu

Carissimo visitatore, domani, venerdì 9 novembre, alle 9,35, nona puntata del nuovo ciclo di ImpresaVda su Radio Proposta in BluIn studio Michele Poletti della Hortobot, parleremo di innovazione nell'agricoltura

A circa un'ora dalla trasmissione della puntata puoi scaricare il podcast nell'apposita sezione sul sito di Radio Proposta in Blu.

Sul Corriere della Valle in edicola trovi invece l'intervista a Davide Ferré da pochi mesi alla guida della BCC Valdostana

Se non conosci ancora la radio ti ricordo le sue frequenze: Courmayeur 103.8 - La Salle 93.7 - Saint-Nicolas 107.6 - Aosta 107.8 - Saint-Vincent 107.4 - Bassa Valle 107.8 - Brusson 88.5 - Ayas 107.6 - Valtournenche 107.6 - Valle del Gran San Bernardo 107.6 e Valgrisenche 88.0. 

5 novembre 2018

Piero Roullet (#Bellevue): «Nel turismo mancano...»

Questa settimana proponiamo l’intervista a Piero Roullet, uno dei titolari dell’Hotel Bellevue di Cogne e in passato presidente degli albergatori valdostani.  

Sin qui come è stato il 2018?
Per ora è andata bene. Bene laparte del turismo, della vite, delle mele, per tutto il resto…

Voi lavorate moltissimo con la clientela straniera…
Non moltissimo. Circa il 51% di clientela straniera. Ed è la situazione ideale. E’ sempre importante lo zoccolo duro dei clienti italiani che sono quelli più fidelizzati, mentre la clientela straniera è quella che ci fa vivere nei momenti in cui gli italiani non ce la fanno ad andare in vacanza.

L’impressione è che al di là della buona qualità del lavoro degli albergatori valdostani il sistema Valle d’Aosta dal punto di vista turistico non sia ancora così virtuoso. L’attuale momento favorevole dipenderebbe più da motivi esogeni che endogeni...
Forse è vero. In Valle d’Aosta non abbiamo l’enorme fortuna di avere un paesaggio assolutamente incantevole, poi manchiamo, forse, di politica del turismo, di obiettivi precisi nel mondo del turismo e, forse, manchiamo anche oggi della qualità che caratterizza gli operatori turistici che hanno più successo. C’è una qualità ancora a macchia di leopardo. Ma non va bene perché i nostri competitor si stanno muovendo in modo compatto e anche pesante.

Lei spesso si confronta con operatori turistici non soltanto nazionali ma pure internazionali. Quali sono i nuovi trend del settore?  
Il trend è la capacità di rispondere in tempi rapidissimi alla richiesta del cliente. Si deve riuscire a vendere senza dover passare attraverso questo nuovi sistemi, ad esempio a booking, che costano delle percentuali spaventose e che in realtà poi vendono quelli più pronti a offrire loro la disponibilità in tempo reale…

Il piano del giorno…
Il piano del giorno ma pure i prezzi stessi del momento. Del resto i prezzi stessi stanno cambiando la tendenza oggi non è più quella di avere un listino diviso per stagioni, ma un prezzo in funzione della domanda e dell’offerta. In poche parole il prezzo può variare anche all’interno della giornata se ci sono molte camere libere è basso, se c’è poca offerta il prezzo sale. E questo già succede in alcuni alberghi della Valle d’Aosta. Fra pochi anni tutti saremo lì.

So che lei ha un’idea, una “modesta proposta”, come si suol dire, sul futuro del Grand Hotel Billia. Di cosa si tratta e come è nata questa idea?  
Io non ho un’idea, ma sento un’esigenza importante di avere in Valle d’Aosta una formazione molto più ampia di quella attuale. Noi abbiamo un’ottima Scuola alberghiera a Châtillon ma che dà numeri ridotti o irrilevanti. Da Châtillon escono ogni anno 70 persone tra camerieri e cuochi, metà dei quali sono figli d’arte e quindi non sono sul mercato. Noi abbiamo ad agosto 1500 stufe accese quindi avremmo bisogno di una quantità di migliaia di persone. Ebbene queste persone dobbiamo formarle, andarle a cercare in altre regioni perché nella nostra non c’è quasi offerta. Dobbiamo fare quello che sta succedendo nei paesi nostri concorrenti dove si sfanno percorsi scolastici di alta qualità, si finanziano questi percorsi, cioè le banche intervengono per pagare i corsi che poi vengono restituiti nei due-tre anni successivi alle scuole. Non dimentichiamo che il turismo è forse l’unica attività che può garantire l’occupazione. Pensate che la scuola Paul Boccuse di Lione nelle sue proposte garantisce l’impiego. Costa caro, dura tre anni e mezzo, è una laurea, ma c’è la garanzia scritta, offerta dalla scuola, dell’impiego con la qualifica. Credo che sia unica al mondo.

Quale destino per la Casa da gioco? Cosa farebbe lei se fosse in Consiglio regionale?  
Chiaramente cercherei di salvare la casa da gioco. Cercherei di evitare di portare i libri in tribunale. Ma non c’è ombra di dubbio che farei di tutto affinché la casa da gioco ragioni come ragionano gli imprenditori. Se i conti non tornano si devono ridurre le spese, se bisogna ridurre il personale si riduca il personale, se bisogna tagliare dei rami non produttivi come il Billia si taglino, come farebbe qualsiasi imprenditore privato. Non vedo perché la Casa da Gioco debba muoversi con delle logiche diverse da quelle di mercato.

Sul fronte politico il momento resta di grande confusione. Di certo questo non aiuta ad avere una visione dello sviluppo economico regionale...
La Casa da gioco ha un numero di clienti insostenibile per una azienda che abbia quel tipo di fatturato. E probabilmente dovremmo anche avere il coraggio di dare altra destinazione all’Hotel Billia che in questo momento costa molto di più di quello che rende ed esercita una concorrenza che a mio avviso non è sempre leale nei confronti degli alberghi che a Saint-Vincent giocano da privati con logiche economiche completamente diverse.

Nel turismo quali sono le tipologie di occupazione di cui c’è più domanda?
In questo momento mancano camerieri, ci sono abbastanza cuochi in quanto sono di moda in questo momento, mancano però maitre d’hotel, sommellier ed estetisti e massaggiatori per le spa degli alberghi. Un’estetista che sappia fare decorosamente il suo lavoro non ha di sicuro problemi di occupazione in Valle d’Aosta, ma così come le altre figure che ho appena citato.

Un dibattito di grande attualità a livello nazionale è stato quello dei migranti…Ed è un tema che tocca anche il Bellevue
Il Bellevue ha circa 80 collaboratori ed è evidente che in un momento in cui è sempre più difficile trovare chi si voglia occuparsi delle attività meno piacevoli, ad esempio i lavapiatti e i lavapentole, noi abbiamo in questo momento a ricoprire questo lavoro tre migranti, tre senegalesi, che lavorano con noi e siamo molto soddisfatti della loro volontà, della loro voglia di imparare. Chiaramente ci sono delle difficoltà. Non conoscono ancora perfettamente l’italiano, ma di certo la volontà c’è, il sogno loro è di realizzarsi, di potere avere il passaporto, di poter avvicinare la famiglia, il bisogno nostro è quello di avere qualcuno che soddisfi le esigenze di lavori per cui in Italia non troviamo persone disponibili.

Novità da segnalare per il 2019 del Bellevue?
Il Petit Restaurant aumenta del 50% la sua capactà, stiamo facendo le facciate dei nuovi balconi, i cappotti per migliorare l’isolamento, continuiamo ad investire tutti gli anni per cercare di essere perlomeno aggiornati, pur sapendo che in giro per il mondo i nostri concorrenti fanno di più e di meglio. Inoltre dal 2018 abbiamo aperto una panetteria interna così siamo autonomi in tutti i prodotti da forno.

Un sogno imprenditoriale da realizzare?
Io sogno che tutti i valdostani si sentano operatori turistici, qualsiasi sia il loro lavoro, la loro occupazione perché il fatto di vivere in questa terra li obbliga ad essere attenti al mondo del turismo. Non dimentichiamo che in questa terra il turismo trascina con se l’economia dell’agricoltura e dell’artigianato che vedono nel turista la maggior parte degli acquirenti dei loro prodotti.

XIV Start Cup Piemonte e Valle d’Aosta: Il premio speciale Valle d’Aosta è stato assegnato a #Qtool




L’Assessorato delle Finanze, Attività produttive, Artigianato e Politiche del lavoro e Vallée d'Aoste Structure S.a.r.linformano che, il vincitore della XIV Start Cup Piemonte e Valle d’Aosta è  SynDiag, la startup che ha realizzato la piattaforma con l’obiettivo di supportare i medici nell’identificazione precoce di tumori ovarici e che il premio speciale Valle d’Aosta, è stato assegnato a Qtool, con il progetto volto a ridurre tempi e costi per stampe 3d.

La competizione, promossa dagli Atenei del territorio valdostano e piemontese e gestita dai rispettivi incubatori, ha visto salire sul podio anche NoToVir, che mette a punto nuove e innovative molecole brevettate ad attività antivirale eAnalitica Italia, che valorizza i prodotti agroalimentari Made in Italy attraverso metodologie di analisi chimica innovative e performanti.

Start Cup Piemonte e Valle d’Aosta, giunta alla XIV edizione nel 2018, è la competizione per progetti e idee, a cui nuove aziende possono concorrere per trovare spazio nel mondo dell’imprenditoria. Ha come obiettivo quello di sostenere la nascita di imprese ad alto contenuto di conoscenza e promuovere lo sviluppo economico del territorio. Si tratta di un percorso completo di sostegno, dallo stimolo dell’attitudine e della capacità imprenditoriale dei ricercatori all’accompagnamento volto a trasformare un’idea innovativa in un progetto imprenditoriale concreto, fino al sostegno alla nascita dell’impresa e alle sue prime fasi di attività.

Per quanto riguarda SynDiag, che si è aggiudicato, per questa edizione, il primo posto ricevendo un premio di 7 mila 500 euro, il progetto intende assistere i medici nelle interpretazioni ecografiche tramite Intelligenza Artificiale per ultrasuoni, allo scopo di arrivare, in modo precoce, all’eventuale diagnosi di neoplasie. Il team di SynDiag , composto da cinque data scientists ed esperti di innovazione e management ha sviluppato una piattaforma software basata su AI(Artificial Intelligence) che supporta i medici durante gli esami ecografici di routine e di controllo, fornendo informazioni utili all’identificazione precoce di caratteristiche patologiche, in real time e in cloud. Ad oggi, i software di SynDiag sono sviluppati per l’identificazione precoce di caratteristiche tumorali ovariche e progettati per i medici ginecologi non specialisti, che non posseggono quindi competenze specifiche dell’ambito oncologico e che potrebbero fraintendere o sottovalutare le informazioni contenute nell’immagine ecografica, soprattutto nelle fasi iniziali dello sviluppo del tumore.

Al secondo posto della Start Cup Piemonte e Valle d’Aosta si è classificata NoToVir, che si è vista assegnare un premio di 5 mila euro, oltre la menzione speciale come miglior progetto di “Innovazione Sociale”.  La mission è rappresentata dalle attività di screening, sviluppo e messa a punto di nuove ed innovative molecole brevettate ad attività antivirale per la produzione di principi farmacologici selettivamente attivi nei confronti di infezioni virali.

Infine al terzo posto, vi è Analitica Italia, la prima startup che punta alla valorizzazione di prodotti agroalimentari, in particolare di quelli Made in Italy, attraverso metodologie di analisi
chimica particolarmente innovative e performanti, in grado di tracciare, autenticare e garantire la qualità e la specificità dei prodotti analizzati in maniera simultanea, in tempi ridotti e con costi estremamente vantaggiosi. Il progetto prevede inoltre l’acquisizione di big data e la creazione di una blockchain, consultabile da enti o aziende interessate e di un sistema QR code applicabile alle etichette dei prodotti certificati e consultabile dai consumatori finali.
Al progetto è stato assegnato un premio di 2 mila 500 euro.

Ai progetti Frieco, che affronta il tema dei rifiuti a partire dall’apparecchiatura FRIDOM, riducendone il volume degli scarti inorganici del 85% e a TagPatch, una piattaforma in grado di rendere automatica ed affidabile la lettura dell’elettrocardiogramma, sono stati assegnati il quarto posto ex-equo.
GeDy TrAss, la cui idea di impresa è basata sullo sviluppo di un software numerico–analitico in grado di rendere più rapido, accessibile e performante il processo di progettazione di ingranaggi e trasmissioni.

Il premio speciale Valle d’Aosta, offerto dalla Regione Autonoma Valle d’Aosta al miglior business plan che insedi di Vallée d'Aoste Structure S.a.r.l.di Aosta o di Pont Saint Martin, è stato assegnato a Qtool, che propone tecniche di fabbricazione additive, comunemente conosciute come stampa 3d, per ridurre - durante il processo di produzione di pezzi - i tempi di raffreddamento fino al 75%, le distorsioni fino al 40% e il costo di produzione fino al 60%.

Per l’Assessore Stefano Aggravi «è basilare investire in startup ad alto contenuto di conoscenza per rilanciare lo sviluppo economico del territorio, per attrarre nuovi investitori e soprattutto per creare nuovi posti di lavoro. Fondamentale sono inoltre il rapporto e il confronto con gli Incubatori locali che ci permettono di accogliere e dare opportunità a idee innovative e a progetti di sviluppo»..

31 ottobre 2018

Davide Ferré (#BCCValdostana) ospite il 2 novembre a #ImpresaVda su #RadioPropostainBlu

Carissimo visitatore, dopodomani, venerdì 2 novembre, alle 9,35, settima puntata del nuovo ciclo di ImpresaVda su Radio Proposta in BluIn studio Davide Ferré da pochi mesi alla guida della BCC Valdostana

A circa un'ora dalla trasmissione della puntata puoi scaricare il podcast nell'apposita sezione sul sito di Radio Proposta in Blu.

Sul Corriere della Valle in edicola trovi invece l'intervista a Alessio Nicoletta, nuovo Presidente di Coldiretti Valle d'Aosta.

Se non conosci ancora la radio ti ricordo le sue frequenze: Courmayeur 103.8 - La Salle 93.7 - Saint-Nicolas 107.6 - Aosta 107.8 - Saint-Vincent 107.4 - Bassa Valle 107.8 - Brusson 88.5 - Ayas 107.6 - Valtournenche 107.6 - Valle del Gran San Bernardo 107.6 e Valgrisenche 88.0. 

29 ottobre 2018

Ad Aosta con #OpenFiber arriva la Banda Ultra Larga

da destra Paron, Poggi e Serra
La rivoluzione digitale abbraccia anche Aosta che grazie all’accordo siglato con Open Fiber, entro 18 mesi potrà contare su una rete interamente in fibra ottica. Questa mattina, presso la Sala Ducale dell’Hotel de Ville, l’Assessore della città con delega alla Smart City, Andrea Edoardo Paron, e il Regional Manager di Open Fiber per la Val d’Aosta, Giovanni Romano Poggi, hanno illustrato i dettagli del progetto previsto sul territorio comunale: grazie a un investimento di 5 milioni di euro, verrà realizzata una nuova infrastruttura, in modalità FTTH (Fiber To The Home), che consentirà di navigare sul web ad una velocità di connessione fino a 1 Gigabit per secondo, assicurando così il massimo delle performance.

«L’investimento di Open Fiber – ha sottolineato l’Assessore Paron – consegnerà ad Aosta un’infrastruttura moderna e a prova di futuro, che sarà accessibile ai cittadini e alle imprese, nonché alle PA, Enti locali, Regione e Uffici dello Stato, presenti sul territorio comunale. Questa Amministrazione ha posto in particolare rilievo il tema della Smart City, dell’innovazione e della connettività, e l’accordo presentato oggi ci consente di portare avanti i progetti di digitalizzazione per innovare e rendere più attraente e competitiva la nostra città».

Alla fine di luglio il Comune di Aosta e Open Fiber hanno siglato una convenzione che disciplina le modalità di intervento per i lavori di collegamento alla banda ultra larga. Le prime operazioni utili al fine di realizzare i 60 km di infrastruttura prevista, e stendere circa 10mila chilometri di fibra ottica, sono previste entro l’anno, ma il piano entrerà nel vivo nei primi mesi del 2019.

«Siamo molto orgogliosi di portare la nostra rete in FTTH anche qui ad Aosta – ha spiegato il Regional Manager, Ing. Poggi – e ringraziamo l’Amministrazione e gli uffici tecnici comunali per aver compreso il valore del progetto e per la collaborazione dimostrata in queste settimane di lavoro. Il nostro obiettivo è realizzare una rete capillare e un’infrastruttura che abiliti tutti i servizi più innovativi esistenti, dallo streaming online in Hd all’accesso alla piattaforme digitali della Pubblica Amministrazione. C’è un grande impegno da parte di Open Fiber per portare nelle case e negli uffici pubblici e privati della città una rete sicura e ultraveloce».

La convenzione siglata con il Comune di Aosta stabilisce le modalità di scavo e ripristino per la posa della fibra ottica, come previsto dal decreto ministeriale del 2013. Grazie alla partnership con il Comune di Aosta e con Telcha, la società che gestisce il teleriscaldamento locale, Open Fiber utilizzerà ove possibile cavidotti e infrastrutture di rete sotterranee già esistenti così da limitare il più possibile l’impatto sul territorio e gli eventuali disagi per la comunità. Gli scavi saranno effettuati privilegiando modalità innovative e a basso impatto ambientale.
Nell’ambito della convenzione, Open Fiber si è impegnata a raggiungere con la fibra ultraveloce anche circa 20 edifici di proprietà comunale: non solo case e condomini, quindi, ma anche scuole, uffici e strutture della Pubblica amministrazione velocizzeranno il processo di digitalizzazione migliorando così il rapporto con i cittadini. I benefici saranno evidenti anche per le imprese del territorio, che con il collegamento alla banda ultra larga potranno essere più produttive e competitive sul mercato.


Open Fiber – società partecipata da Enel e Cassa depositi e prestiti - è un operatore wholesale only: non vende servizi in fibra ottica direttamente al cliente finale, ma è attivo esclusivamente nel mercato all’ingrosso, offrendo l’accesso a tutti gli operatori di mercato interessati. L’azienda punta a garantire la copertura delle maggiori città italiane con l’obiettivo di realizzare una rete quanto più pervasiva ed efficiente possibile, che favorisca il recupero di competitività del “sistema Paese” e, in particolare, l'evoluzione verso “Industria 4.0”.

27 ottobre 2018

Sandro Theodule (#CrottadeVegneron): «#Vendemmia ottima per qualità e quantità»

Questa settimana p r o p o n i a m o l’intervista a Sandro Théodule, Presidente della Crotta di Vegneron di Chambave. 

70 soci, duecentomila bottiglie sono numeri importanti per la Valle d’Aosta…
Sono dei piccoli numeri in una piccola regione, quella che ha la minor produzione di vino a livello italiano. Oggi la nostra regione si attesta intorno ai 2 milioni e mezzo di bottiglie. Siamo un’azienda mediogrande. 

E ora avete anche una nuova sede. Avevate bisogno di più spazio? 
L’esigenza è nata da tempo. Avevamo delle carenze di spazio soprattutto per quanto riguarda i magazzini. Fino allo scorso anno avevamo preso in affitto un magazzino a Châtillon, quindi anche molto distante dalla nostra sede produttiva con conseguenti costi di trasporto importanti. Inizialmente avevamo pensato di costruire soltanto il magazzino ma poi visto che la cantina dove produciamo ha una certa età ed è ovviamente non di proprietà, abbiamo deciso di costruire una nuova sede che sarà definitiva anche per quanto riguarda la produzione. Al momento in questa nuova sede abbiamo ovviamente il magazzino che ci mancava, tutti gli uffici amministrativi e il punto vendita. 

Ricordiamo quali sono le tipologie di vino che commercializzate... 
Sono più di dieci. Fra i bianchi il muller, la petite arvine, la malvoisie di Nus e chiaramente il muscat che oltre ad essere il vino più prodotto è anche quello che più di tutti rappresenta la nostra identità di cantina. Lo Chambave muscat è quello che ci ha fatto conoscere in giro per l’Italia, e non solo, sia nella versione secca che in quella passita. Poi abbiamo dei rossi: gamay, pinot nero, Chambave rouge che ricordiamo è un petit rouge fino al Sirah che rappresenta un po’ una novità in quanto lo  produciamo in purezza, mentre prima era utilizzato come uvaggio nello Chambave superieur e, infine, ovviamente il fumin. Per poi passare in ultimo agli spumanti
con un metodo charmat il Refrain e uno classico il 4478. Inoltre siamo rimasti
l’unica distilleria, accanto alle due storiche La Valdôtaine e Saint-Roch, e facciamo
le nostre grappe direttamente in azienda. 

Quanto incide il turista sul fronte della vendita diretta?
Il turista è importante sia in termini diretti che indiretti. Noi abbiamo un punto vendita ed è importante per il nostro fatturato. E lo è ancora di più se pensiamo che il mercato
valdostano rappresenta il 60% del nostro fatturato. E ovviamente i nostri clienti – Hôtel, ristoranti, esercizi commerciali – vendono e propongono i nostri prodotti soprattutto al turista.

Come è stata l’ultima vendemmia?  
E’ sicuramente una buona annata sia in termini qualitativi, ma pure quantitativi, ci avviciniamo infatti a quanto raccolto nel al 2016 e con una qualità superiore. E’ chiaro che veniamo da un 2017 che è stata una annata terribile.

Gestire una cooperativa non è mai stato semplice, ma oggi forse è più complicato di un tempo. E’ vero?  
Come tutto gli imprenditori anche io mi lamento per il crescere degli adempimenti burocratici. Anzi l’introduzione degli strumenti informatici sembra ulteriormente aumentata e richiede una quantità di tempo impressionante. Non solo in questo momento gestire una impresa deve essere comunque un impegno costante dal punto di vista gestionale. L’amministratore che lavora in una società deve avere sempre sotto controllo l’andamento e quindi vendite, pagamenti, produzione quant’altro. Prova ne è che noi abbiamo da anni del personale che si occupa di tutto l’aspetto gestionale ovviamente coordinato dal sottoscritto. Anche sul fronte produttivo abbiamo un enologo a tempo pieno che coordinato con noi soci, al consiglio di amministrazione e ad un agronomo seguiamo tutta la produzione dei vigneti. Tutto questo perché nel tempo come azienda abbiamo cominciato ad affermarci non soltanto in campo regionale ma nazionale e internazionale e il vino valdostano sta prendendo piede e comincia da interessare perché ha una sua identità. La cura del vigneto è fondamentale. Ritornando però al tema di partenza è chiaro che gli adempimenti burocratici legati al mondo del vino sono tanti ma questo significa anche che è un prodotto altamente controllato.

Il mondo del vino valdostano comunque sembra in buona salute…

Assolutamente. Riscontriamo grande interesse da parte del mercato.

Iniziative per il 2019?

Il prossimo anno ci sarà il sessantesimo anniversario della Festa dell’Uva di Chambave che sarà per noi e per il territorio un avvenimento importante. Vedremo di solennizzare maggiormente l’evento.

Qual è la situazione del vostro export?

Siamo in crescita. A livello europeo siamo presenti in Germania, Svizzera, Finlandia, Ucraina, Russia. Al di fuori dell’Europa Stati Uniti, Giappone, Canada e recentemente Corea del Sud. Prossimamente avremo in visita per una degustazione un gruppo di turisti cinesi. A fine ottobre avremo anche una delegazione di ucraini che verranno a visitare la nostra cantina.

Un sogno cooperativo-imprenditoriale da realizzare?

Poter portare anche la cantina produttiva nella nuova sede ovviamente.

26 ottobre 2018

Dante Perino (#PerinoMarmi): «Il marmista italiano è molto apprezzato all'estero»

Questa settimana proponiamo l’intervista a Dante Perino, dell’azienda Perino Marmi.

L’anno prossimo festeggerete come azienda il ventennale. Cosa significa una simile scadenza per voi…
E’ un buon obiettivo. Siamo sul mercato da vent’anni. E’ un momento per fare un piccolo bilancio di quanto fatto. E’ stata un’attività soddisfacente anche se la situazione economica in generale non è fra le più rosee. E’ un punto che per noi non vuole esse di arrivo ma di partenza in quanto vogliamo continuare a migliorarci.

Come avete imparato il mestiere?
Abbiamo iniziato da ragazzi. Io e mio fratello lavoravamo come scalpellini da Franco Martarello di Aymavilles. E’ lui che ci ha insegnato un po’ il mestiere. Tutto nasce dalla necessità, dalla voglia di due giovani che hanno voglia di creare una loro attività e imparare un mestiere. Veniamo proprio dalla lavorazione manuale della pietra, quella di un tempo, che ormai purtroppo si è quasi persa...

Abbiamo detto artigiani della pietra ma in cosa in particolare siete specializzati?
Il nostro settore è in continua evoluzione, in continuo cambiamento. Ormai l’utilizzo dei materiali lapidei investe un po’ tutta la costruzione, non soltanto la scala o il davanzale, ma proprio l’arredamento, dai bagni alle docce, i lavandini, i caminetti e anche elementi decorativi di vario tipo. Fino all’arte funeraria che è un settore importante e che non va trascurato. La domanda è molto vasta. L’utilizzo che si può avere del materiale naturale è veramente vasto. Il limite è la fantasia.

Siete un’azienda famigliare: la seconda generazione è già al lavoro…
E’ in atto il cambio generazionale. Io e mio fratello con figlie e nipoti i quali stanno prendendo un po’ le redini dell’azienda, crescendo non soltanto dal punto di vista lavorativo ma anche di responsabilità, di gestione…

C’è la bellezza di aver avviato una tradizione…
Sì. Ora la stiamo difendendo. L’augurio è di proseguire e inserire i prossimi nipoti.

C’è un lavoro di cui andate particolarmente orgogliosi?
Sceglierne uno in particolare è un po’ difficile. Ciò che ci rende realmente orgogliosi è vedere il cliente contento di ciò che è stato fatto. Al di là dell’importanza del lavoro di base l’obiettivo è la soddisfazione del cliente. Poi effettivamente ci sono stati dei cantieri abbastanza importanti, anche difficili. Ad esempio abbiamo collaborato alla costruzione della villa di un noto avvocato italiano e poi in altre zone d’Italia ma pure della Svizzera e della Francia sono stati fatti deglie ccellenti lavori che ci hanno inorgoglito non poco.

Quindi voi operate anche al di fuori dei confini regionali?
La Valle d’Aosta è il carrefour d’Europa, e non è soltanto un modo di dire. Siamo abbastanza centrali ed effettivamente il mercato ormai si è spostato più al di fuori dei confini regionali. C’è una domanda estera molto forte. La percentuale di prodotti esportati ormai supera ampiamente il 50%. Oltre alle zone francofone abbiamo fatto anche delle forniture di lapidei lavorati in Inghilterra. Ci stiamo internazionalizzando. Ed è un nostro obiettivo in quanto un certo tipo di mercato è più presente all’estero che in Valle.

Ma l’interesse nasce dalla qualità italiana, dalla tipologia di materiali che potete garantire? Qual è l’appeal?
Il made in Italy ha sempre affascinato. E’ un grande richiamo. La tradizione lapidea è italiana non c’è nulla da fare. Tutti gli altri sono arrivati dopo. Abbiamo ancora un buon vantaggio sulle altre aziende. Il marmista italiano è sempre ben visto ed è considerato all’estero un professionista serio. Qualcuno che ha una buona esperienza. Ed è ovviamente un bel biglietto da visita. Va cavalcato e difeso.

Questo è un settore in cui si deve innovare ma senza tradire la tradizione. E’ vero?: qual è la vostra ricetta?
L’innovazione è sempre importante. Oggi ci sono dei macchinari a controllo numerico che aiutano tantissimo. Noi tra l’altro siamo stati tra i primi a poter disporre di macchine a taglio numerico e a taglio d’acqua che consentono di fare dei lavori molto particolari, ciononostante l’aspetto prettamente umano è molto importante perché le finiture, certi tipi di interventi si possono fare solamente a mano. Ecco che l’artigianalità viene fuori. E’ un bel connubio. Tecnologia che non può prescindere dalla mano e dalla fantasia dell’uomo

Iniziative da segnalare per il 2019?
Qualche cosa bolle in pentola ma sarà una sorpresa e non vogliamo ancora sbilanciarci con annunci. Sarà anche legato al ventennale. Ci stiamo ancora ragionando. Sicuramente parteciperemo a qualche fiera internazionale in modo da espandere il nostro raggio d’azione.

Un sogno imprenditoriale da realizzare?
Continuare a crescere. Questo per noi è molto importante. Cercheremo di essere sempre sul pezzo e magari fra altre vent’anni avere le nuove generazioni raccontare un altro importante anniversario aziendale.

25 ottobre 2018

Alessio Nicoletta (#Coldiretti) ospite il 26 ottobre a #ImpresaVda su #RadioPropostainBlu

Carissimo visitatore, domani, venerdì 26 ottobre, alle 9,35, sesta puntata del nuovo ciclo di ImpresaVda su Radio Proposta in BluIn studio Alessio Nicoletta, nuovo Presidente di Coldiretti Valle d'Aosta

A circa un'ora dalla trasmissione della puntata puoi scaricare il podcast nell'apposita sezione sul sito di Radio Proposta in Blu.

Sul Corriere della Valle in edicola trovi invece l'intervista a Piero Roullet, uno dei titolari dell'Hotel Bellevue di Cogne.

Se non conosci ancora la radio ti ricordo le sue frequenze: Courmayeur 103.8 - La Salle 93.7 - Saint-Nicolas 107.6 - Aosta 107.8 - Saint-Vincent 107.4 - Bassa Valle 107.8 - Brusson 88.5 - Ayas 107.6 - Valtournenche 107.6 - Valle del Gran San Bernardo 107.6 e Valgrisenche 88.0. 

18 ottobre 2018

Piero Roullet (#HotelBellevue) ospite il 19 ottobre a #ImpresaVda su #RadioPropostainBlu

Carissimo visitatore, domani, venerdì 19 ottobre, alle 9,35,quinta puntata del nuovo ciclo di ImpresaVda su Radio Proposta in Blu.
In studio Piero Roullet, titolare del Bellevue di Cogne 

A circa un'ora dalla trasmissione della puntata puoi scaricare il podcast nell'apposita sezione sul sito di Radio Proposta in Blu.

Sul Corriere della Valle in edicola trovi invece l'intervista a Sandro Theodule, Presidente della Crotta de Vegneron di Chambave.

Se non conosci ancora la radio ti ricordo le sue frequenze: Courmayeur 103.8 - La Salle 93.7 - Saint-Nicolas 107.6 - Aosta 107.8 - Saint-Vincent 107.4 - Bassa Valle 107.8 - Brusson 88.5 - Ayas 107.6 - Valtournenche 107.6 - Valle del Gran San Bernardo 107.6 e Valgrisenche 88.0. 

12 ottobre 2018

Dino Planaz (#Arev): «La Dop non basta più»

Questa settimana proponiamo l'intervista a Dino Planaz, da pochi mesi alla guida dell’Arev, l’associazione degli allevatori valdostani.

Un passaggio di testimone arrivato un po’ all’improvviso...
Diciamo che se mi avessero detto un ano e mezzo fa che oggi sarei stato il Presidente degli allevatori non ci avrei creduto. Sono entrato come componente del direttivo poi per una serie di coincidenze fortuite mi sono ritrovato vice e, infine, presidente. Detto questo era chiaro che molti obiettivi fossero già condivisi, ad esempio la valorizzazione dei prodotti e di tutto ciò che oggi può garantire il mantenimento delle aziende agricole in Valle d'Aosta, da tempo messo a dura prova. Inoltre ci proponevamo un occhio di riguardo ai giovani.

Lei era già vice quindi la continuità non si discute, quale può essere però il suo particolare contributo da Presidente?
Ritengo che già portare avanti i progetti iniziati con il mio predecessore Chadel insieme a tutto il direttivo sia un grossoimpegno. Attualmente stiamo lavorando sulla valorizzazione del latte, prosegue l'impegno sulla differenziazione dei prodotti e avevamo ipotizzato una certificazione di IGP di latte valdostano che tuttora sta andando avanti. Riscontriamo qualche problematica sulla logistica, sui trasporti, su come far arrivare il nostro prodotto alla giusta clientela, un prodotto che magari può essere più richiesto al di fuori dei confini regionali. Siamo anche alla ricerca di qualche azienda che ci aiuti a portare a termine questo progetto. Anche la valorizzazione della carne. C'è in corso un progetto interreg e anche qui lavoreremo sulla promozione in modo da far conoscere di più il nostro prodotto. In Valle d'Aosta l'ostacolo maggiore non è avere un prodotto di qualità, che già c'è, ma spiegare alla gente come realizziamo questo prodotto, quanto è genuino, dove lo facciamo. Aspetti che spesso diamo per scontati ma al produttore interessano.

Il settore vive un momento critico. A cosa stavate lavorando come direttivo?
Il nostro punto di forza per anni è stata la Dop che tutela il marchio fontina. Oggi purtroppo questa non riesce a garantire la liquidità necessaria affinché le aziende possano affrontare le spese per produrre un ottimo prodotto di qualità. Cosa che avviene per le altre Dop. Altrove, e parlo di Francia, ma pure Italia il litro di latte può arrivare anche a costare 90 centesimi. Noi essendo pure una zona di montagna con aziende piccole, frammentate e costi di produzione più elevati se già raggiungessimo questi traguardi saremmo a buon punto, anche se forse non basterebbe ancora per garantire la funzionalità vera e propria dell'azienda.

Si parla spesso del problema del prezzo del latte, ma anche quello dei bovini in passato è stato oggetto di dibattito…
Secondo me valorizzando al massimo il prezzo del latte di conseguenza crescerebbe anche quello della carne o comunque dell'animale di allevamento. Oggi questa richiesta non c'è in quanto non c'è un guadagno che incentivi a fare più prodotto.

Il problema dei pagamenti Agea sembra il Duomo di Milano...
Non possiamo dire che la situazione sia molto migliorata. Ci sono ancora aziende che devono percepire premi dal 2015 e non hanno addirittura incassato nessun premio ad oggi. Questo chiaramente crea molta difficoltà nelle aziende. In tutti questi anni che abbiamo notato un forte calo di aziende risulta molto accentuato nei periodi di riorganizzazione del PSR o dei premi Pac. Quando non si è tempestivi nei pagamenti le aziende più in difficoltà gettano la spugna.

Il binomio agricoltura-turismo quanto è slogan e quanto può dare un futuro al settore?
Più che slogan è tutto per la nostra regione. Un'azienda agricola che fa bene il suo lavoro, produce un prodotto di qualità e conserva bene il proprio territorio è una bella cartolina per il turista per la regione dove questa azienda opera. Per questo puntiamo anche ad incentivare il consumo del nostro prodotto in loco.

Iniziative da segnalare per il 2019?
Abbiamo già tanto da portare avanti, basta soltanto pensare alle rassegne. Noi siamo una associazione che spiega quanto è importante la nostra razza, i nostri prodotti, il nostro territorio. Saremo anche molto attenti alla programmazione del nuovo Psr, della nuova Pac affinché non ci ritroviamo di nuovo a non riuscire a fare i pagamenti agli agricoltori, cioè che anche chi sta dietro ad una pratica di domanda di un fascicolo aziendale non incontri le stesse difficoltà di adesso di erogazione dei fondi.

Un sogno imprenditorial-associativo per il settore zootecnico da realizzare?
Il sogno è portare gli allevatori ad un guadagno dignitoso per avere la possibilità di svolgere il proprio lavoro bene e in tranquillità.

11 ottobre 2018

Cioccolato Valle d'Aosta: gli imprenditori turchi battono un colpo

Sulla questione ex-Feletti la proprietà batte un colpo con una nota inviata attraverso Confindustria Valle d'Aosta. La situazione non è comunque rincuorante. Forse non ci sarà la beffa, ma il danno... Qui sotto trovate la nota.

Cioccolato Valle d’Aosta Srl, nella persona del Presidente Ertugrul Selcuk, vuole fare chiarezza in merito a quanto apparso su giornali e televisioni nei giorni scorsi.
Occorre precisare che l’azienda, contrariamente a quanto pubblicato, non ha percepito dei contributi ma bensì dei mutui da parte della Finaosta S.p.A.. Questo prestito di denaro è stato utilizzato nella sua interezza per l’acquisto del capannone, sito in Pont-Saint-Martin, e degli impianti in esso presenti. I quattro milioni di euro sono quindi stati versati alla parte venditrice, la Feletti 1882 che si trovava in stato di liquidazione. È bene precisare inoltre che l’importo finanziato non rappresentava l’intera quota di vendita, ma bensì, una quota è stata versata direttamente dai soci.
A seguito dell’acquisto, gli impianti ed i macchinari presenti si sono rivelati più obsoleti di quanto già rilevato in sede di verifica iniziale e ciò ha comportato problemi di funzionamenti ed oneri aggiuntivi di manutenzione inattesi di cui si sono fatti carico i soci con patrimonio proprio.
I lavori di manutenzione e di messa a norma della struttura, dei macchinari, il conseguimento delle certificazioni e delle licenze obbligatorie hanno fatto sì che si generassero dei ritardi nell’inizio attività.
In aggiunta, l’azienda si è trovata ad affrontare la crisi economica che ha colpito i mercati esteri di destinazione, in particolar modo quello turco, che ha causato delle perdite non sanate dai ricavi generati dalle vendite locali.
Nonostante questa situazione di estrema difficoltà, i soci hanno continuato a pagare regolarmente gli stipendi ai dipendenti fino al mese di giugno 2018. Ad oggi i versamenti dei soci in azienda, a titolo di quota di capitale, ammontano a circa 1.700.000 euro.
Si precisa che gli amministratori sono impegnati nella ricerca di un partner che subentri nella società attraverso l’acquisto delle quote in modo da poter estinguere i debiti sin qui creati.
Si auspica di arrivare ad una soluzione in tempi rapidi.

Sandro Thoedule (#CrottadeVegneron) ospite il 12 ottobre a #ImpresaVda su #RadioPropostainBlu

Carissimo visitatore, domani, venerdì 12 ottobre, alle 9,35, quarta puntata del nuovo ciclo di ImpresaVda su Radio Proposta in Blu.
In studio Sandro Theodule, Presidente della Crotta de Vegneron di Chambave. 

A circa un'ora dalla trasmissione della puntata puoi scaricare il podcast nell'apposita sezione sul sito di Radio Proposta in Blu.

Sul Corriere della Valle in edicola trovi invece l'intervista a Dante Perino della Perino Marmi.

Se non conosci ancora la radio ti ricordo le sue frequenze: Courmayeur 103.8 - La Salle 93.7 - Saint-Nicolas 107.6 - Aosta 107.8 - Saint-Vincent 107.4 - Bassa Valle 107.8 - Brusson 88.5 - Ayas 107.6 - Valtournenche 107.6 - Valle del Gran San Bernardo 107.6 e Valgrisenche 88.0. 

Alessio Nicoletta è il nuovo Presidente di #Coldiretti Valle d'Aosta



Da sinistra Giuseppe Balicco e Alessio Nicoletta

Alessio Nicoletta è il nuovo Presidente di Coldiretti Valle d’Aosta. A eleggerlo all’unanimità è stata l’Assemblea composta dai 40 presidenti delle sezioni Coldiretti presenti sul territorio regionale e dai rappresentanti dei movimenti Donne Impresa, Pensionati e Giovani Impresa che si è svolta oggi, mercoledì 10 ottobre, presso l’Institut Agricole Régional ad Aosta.

Nicoletta, 30 anni, è un giovane imprenditore di Fénis titolare dell’azienda agricola
“Au potager de Grand-Mère”. Succede a Giuseppe Balicco che ha annunciato di non voler presentare la propria candidatura per dar atto al giusto rinnovamento, salutando la Presidenza dopo 17 anni. «Lascio l’Associazione in buone condizioni ma soprattutto in buonissime mani – ha spiegato Balicco nel corso dei lavori – perché abbiamo individuato un Presidente che ha le idee chiare e che sicuramente saprà condurre Coldiretti in questa fase congiunturale molto delicata».

Tracciando un bilancio della sua Presidenza, Balicco ha voluto ricordare come soprattutto nell’ultimo periodo del suo mandato ci siano stati anche anni difficili: «Stiamo ancora attraversando una delle crisi più lunghe dure di sempre – ha concluso Balicco – ma l’Associazione sul territorio ha tenuto e ha sempre lavorato nell’ottica di aiutare e sostenere gli allevatori e gli agricoltori, restando sempre al di fuori della politica».

Raccoglie il testimone con entusiasmo il neo presidente Nicoletta. “Rappresentare tutti gli agricoltori valdostani è un onore e un onere allo stesso tempo”, ammette spiegando che il primo obiettivo, già raggiunto, è di «rinnovare nella continuità il Consiglio Direttivo, creando una squadra composta da persone giovani e da altre più esperte, responsabilizzando ognuno di essi proprio per affrontare le principali problematiche ed arrivare ad un confronto puntuale e diretto su ogni singola questione aperta».
Alessio Nicoletta (Presidente), Bruno Rivarossa (Delegato Confederale) e Richard Lanièce (Direttore) 

L’Assemblea ha anche eletto i nuovi componenti del Consiglio Direttivo di Coldiretti Valle d’Aosta, che sarà composto da Clara Battistina Sertori (Morgex), Giorgio Lale Lacroix (Saint-Pierre), Michel Meynet (Sarre), Didier Gerbelle (Aymavilles), Ildo Abram (Doues), Fabrizio Chenal (Oyace), Costantin Praz (Jovençan), Sandro Bonin (Gressan), Elio Ottin (Aosta), Erik Tognan (Pollein), Edy Damarino (Quart), Simone Rean (Saint-Marcel), Vittorio Noz (Nus), Natalino Vallet (Verrayes), Yulen Lettry (Saint-Denis), Mauro Treves (Montjovet), Loredana Obert (Challand-Saint-Anselme), Savino Vacquin (Brusson), Mauro Gontier (Champorcher) e Alfredo Girod (Fontainemore) a cui si aggiungeranno come componenti di diritto Yves Giuseppe Perraillon (Presidente dell’Associazione Pensionati), Elisa Urbano (Responsabile di Donne Impresa) e il prossimo Delegato di Giovani Impresa (ruolo fino ad oggi ricoperto proprio dal neo Presidente Nicoletta).

Il passo successivo sarà la formazione della Giunta Esecutiva. «Si tratta dell’atto finale di uno scambio d’idee e d’informazioni a 360 gradi su tutti i comparti produttivi agricoli valdostani» ha continuato ancora Nicoletta, prima di focalizzare l’attenzione su due temi prioritari da affrontare il prima possibile, tra le tante questioni che saranno sul tavolo durante il suo mandato. «La prima riguarda burocrazia che ci sta sommergendo sempre di più, avanzando richieste che gli allevatori non possono sostenere – ha concluso il neo Presidente di Coldiretti Valle d’Aosta – mentre la seconda riguarda il Piano di Sviluppo Rurale che sta volgendo al termine: se ne aprirà uno nuovo e quindi sarà fondamentale lavorare e raccogliere informazioni per riuscire ad ottenere uno strumento veramente fatto su misura per gli agricoltori».
 

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