27 febbraio 2020

Mirko Rizzolo (#EdilArt): ospite il 28 febbraio a #ImpresaVda su #RadioPropostainBlu

Carissimo visitatore, domani, venerdì 28 febbraio, alle 10, nuova puntata del nuovo ciclo di ImpresaVda su Radio Proposta in BluIn studio Mirko Rizzolo di Edilart. 

Sul Corriere in edicola trovi l'intervista a Luciano Bordet della Bordet Ceramiche.

A circa un'ora dalla trasmissione della puntata puoi scaricare il podcast nell'apposita sezione sul sito di Radio Proposta in Blu.


Se non conosci ancora la radio ti ricordo le sue frequenze: Courmayeur 103.8 - La Salle 93.7 - Saint-Nicolas 107.6 - Aosta 107.8 - Saint-Vincent 107.4 - Bassa Valle 107.8 - Brusson 88.5 - Ayas 107.6 - Valtournenche 107.6 - Valle del Gran San Bernardo 107.6 e Valgrisenche 88.0.  





30 gennaio 2020

3 Febbraio #Grandangolo delle Professioni su #RadioPropostainBlu: #Fabbro- intervista a Antonio Pronesti

Lunedì 3 febbraio, alle 10,35, su Radio Proposta in Blu diciottesima puntata del nuovo ciclo di «Grandangolo: incontri con le professioni della Valle d'Aosta». 

L'ospite di questa settimana sarà Antonio Pronesti e parleremo della professione del fabbro

Sul Corriere in edicola Andrea Bertoni ci racconta della professione del bagnino di salvataggio e dell'istruttore di nuoto.



#Artioserv: «Dare vita ai sogni nel cassetto di tutti»


Proponiamo l'intervista all’architetto Silvia Fiore, di Artio Serv.

Prima di tutto va spiegato il nome…
ARTIO è un acronimo. Significa architettura, restauro, tecnologia, ingegneria e officina che sono gli ambiti di cui ci occupiamo ed è anche la dea celtica della natura che si faceva spesso accompagnare da un orso che è diventato il nostro simbolo. Serv ovviamente sta per servizio.

Quindi vi occupate di design?
Noi nasciamo come architetti. Si tratta della nostra attività principale. Siamo attivi nel campo della diagnostica e dei consolidamenti. Dopodichè i clienti hanno iniziato a chiederci dei render, delle modellazioni virtuali dei progetti e noi abbiamo iniziato a creare dei modellini. Per fare questo abbiamo comprato la prima macchina a taglio laser per il legno. Ci siamo accorti che i clienti si divertivano a giocare con questi modellini con le porte che si aprivano, il bagno ricostruito perfettamente e piano piano hanno iniziato a chiederci sempre più modelli. Così ci siamo ricordati che dentro ad ogni persona si nasconde un bambino che ha voglia di giocare, di sperimentare, di creare e così abbiamo deciso di aprire questo nuovo ramo di attività.

Da quando esiste l’azienda e come è strutturata?
Il ramo del design da circa due anni. Siamo un gruppo di architetti con un po' di persone che ci assistono per i montaggi e le stampe e in più ci avvaliamo di contributi esterni di professionisti e artigiani del luogo, almeno per la parte tradizionali. I nostri spazi laboratoriali si trovanoa Montjovet nella nostra sede, mentre ad Aosta abbiamo uno spazio espositivo dove proponiamo anche un'attività di corsi di design in particolare per i materiali principe di cui ci occupiamo e cioè legno e ceramica. Si tratta di nostre passioni pregresse che abbiamo cercato di trasformare in un mestiere. Le strumentazioni ci offrono anche la possibilità di lavorare con una variegata gamma di materiali aggiuntivi tra cui il cuoio, i materiali lapidei, i tessuti, il plexigas. Inoltre l'anno scorso abbiamo aggiunto le macchine a modellazione tridimensionale e ora possiamo lavorare anche con le materie plastiche.

Avete un parco macchine importante. Un bell'investimento...
Questo ci è particolarmente utile, Ci siamo infatti resi conto che difficilmente le persone avevano una voce. Ognuno di noi ha nel cassetto una idea da realizzare e spesso non trovare come realizzarle. Per questo noi abbiamo iniziato a lavorare molto con le personalizzazioni. Per noi è molto divertente.

Operate soltanto a livello regionale?
Abbiamo anche una vendita online e quindi possiamo arrivare davvero in tutte le parti del globo. Ci è capitato di avere dei clienti di Sidney o di spedire dei nostri pezzi a Dubay e di avere dei clienti scozzesi che ci chiedevano delle personalizzazioni di oggetti. Insomma non abbiamo confini...

Sul vostro sito avete anche dei partner. Di cosa si tratta?
Riguarda principalmente il settore architettonico. Speriamo che anche le nuove attività diventino autosufficienti come quella architettonica.

Novità per il 2020?
Per la prima volta abbiamo proposto un presepe che può essere personalizzato attraverso l'inserimento di elementi architettonici valdostani: dal Castello di Verrès all'Arco di Augusto. Ci sono clienti che ci chiedono proprio di inserire i loro monumenti più cari. Sul fronte aziendale stiamo cercando di farci conoscere il più possibile non soltanto dal cliente ma anche da altre aziende con l'obiettivo di proporre un prodotto realizzato in partnership. Vogliamo pure ampliare il settore dei corsi e della divulgazione.

Un sogno imprenditoriale da realizzare?
Noi vorremmo che ogni persona avesse a casa sua un oggetto realizzato da noi, anche piccolissimo come un portachiavi. Ci piacerebbe aiutare gli altri a realizzare i loro sogni. 

29 gennaio 2020

Avvocato Elena Pellerey: tessere il Filo della giustizia

Le fondatrici dell’associazione: da sinistra Ermelinda Zanotti, Elena Pellerey e Elena Ambrosetti
Proponiamo l’intervista a Elena Pellerey, avvocato, valdostana,che lavora nel bresciano ed è fondatrice dell’Associazione Il Filo.

Prima di tutto quali sono gli obiettivi dell’associazione?
La nostra associazione ha come obiettivo la diffusione di uno stile di approccio al clente di tipo clinico, nel senso greco del termine di chinarsi verso l'altro. Dunque, professionisti che abbiano a cuore la centralità della persona e dei suoi bisogni, oltre al tentativo di ricucire quello strappo che si è creato fra cittadini e operatori del diritto, al fine di riaffermare il ruolo sociale della nostra professione. In quanto, difendere un diritto o tutelare un valore significa promuoverlo.

Perché questo nome?
Il filo è mitologicamente il filo di Arianna. Il nostro simbolo è infatti un labirinto con un filo e trova la sua uscita. Nel senso di indicare il nostro obiettivo di trovare una via di uscita ai problemi delle persone che a noi si rivolgono.

Siete nate da pochissimo...ma avete già un programma intenso di attività…
Siamo nate ad aprile ed abbiamo in corso un programma triennale di conferenze. Quest'anno il tema
sarà il linguaggio, per l'anno 2020–2021 sarà l'ascolto e per l'anno 2021– 2022 l'azione. La nostra rassegna di conferenze dal titolo “Nodi da sciogliere” ha già visto illustri relatori nel 2019: Marco Roncalli, scrittore e giornalista, Salvatore Natoli, docente di filosofia all'Università la Bicocca di Milano, Mario Falanga, docente di diritto pubblico presso l'Università di Bolzano e Doriana
Galderisi, psicologa forense e criminologa. Le conferenze hanno avuto un ampio riscontro di pubblico e una vasta eco sui giornali lombardi di Brescia e Bergamo. A significare che si tratta di temi importanti e che destano molto interesse. Proseguiamo il 14 febbraio 2020 con una conferenza
sulla verità processuale e la verità fattuale che sarà tenuta da Luciano Eusebi, ordinario di Diritto Penale nella facoltà di Giurisprudenza dell’Università Cattolica di Brescia, e chiuderemo il 27 marzo
con Cristina Muccioli, docente di estetica presso l’Accademia di Brera (Milano) con una conferenza
sul linguaggio degli ambienti, ovvero come l'ambiente può aiutare il dialogo e la comprensione fra
professionista e fruitore.

Ritenete che l’associazione stia già facendo quello che deve fare o avete ulteriori obiettivi da raggiungere?
Abbiamo ancora molto da fare per raggiungere i nostri fini, ma siamo fiduciose anche grazie al costante supporto dei membri del nostro comitato d'onore formato da illustri personaggi appartenenti al mondo della cultura italiana e anche dai rappresentanti delle Comunità politiche e religiose del nostro territorio, a dimostrazione della necessità per il professionista di conoscere e comprendere la realtà in cui opera. Il Comitato è composto da Ilario Bertoletti, Direttore Editrice Morcelliana, Luciano Eusebi, Ordinario di Diritto Penale presso l’Università Cattolica del sacro Cuore di Milano, Mario Falanga, Docente di Istituzioni di diritto pubblico, di Legislazione scolastica e di Legislazione
sociale presso la Libera Università di Bolzano, Arnoldo Mosca Mondadori, Poeta, Salvatore Natoli, Docente di Filosofia all’Università Bicocca di Milano, Marco Roncalli, Giornalista e scrittore,  Tiziano Belotti, Sindaco di Rovato (Bs), Giovanni Coccoli, Sindaco di Gussago (Bs), il Prevosto Don
Adriano Dabellani, Parroco di Gussago (Bs), e Mons. Cesare Polvara, Prevosto di Rovato (Bs).

Lei da quanti anni svolge la professione? 
Svolgo la professione da più di 25 anni ed i problemi in questi ultimi anni sono stati sempre maggiori a causa dell'incapacità cronica della giustizia a fornire risposte rapide e concrete ai cittadini, di qui le
grandi difficoltà di noi operatori che vediamo frustrate le attese dei nostri utenti.

Consigli per chi si vuole avvicinare alla professione?
Resta comunque una professione molto bella, di grandi soddisfazioni umane. Bisogna non aver paura,
procedere con tenacia e non demordere!

Il suo sogno per l’associazione?
Che la nostra associazione riesca nel suo intento di unire i professionisti che si identificano con i nostri obiettivi al fine di poter fornire ai nostri fruitori risposte durature nel tempo, possibilmente complete e soddisfacenti, oltre a "formare" utenti che siano in grado, anche da soli, di
risolvere piccoli problemi e creare una coscienza giuridica che consenta un miglior sviluppo della nostra società.

24 gennaio 2020

27 Gennaio #Grandangolo delle Professioni su #RadioPropostainBlu: #Insegnanti- intervista a Massimo Mirabello (#Snals)

Lunedì 27 gennaio, alle 10,35, su Radio Proposta in Blu diciasettesima puntata del nuovo ciclo di «Grandangolo: incontri con le professioni della Valle d'Aosta». 

L'ospite di questa settimana sarà Massimo Mirabello dello Snals e parleremo della professione dell'insegnante



23 gennaio 2020

Filippo Gerard (#Adava): ospite il 24 gennaio a #ImpresaVda su #RadioPropostainBlu

Carissimo visitatore, domani, venerdì 17 gennaio, alle 10, tredicesima puntata del nuovo ciclo di ImpresaVda su Radio Proposta in BluIn studio Filippo Gerard, Presidente dell'Associazione degli Albergatori della Valle d'Aosta. 

Sul Corriere in edicola trovi l'intervista a Davide Vicentini della Fratelli Vicentini.

A circa un'ora dalla trasmissione della puntata puoi scaricare il podcast nell'apposita sezione sul sito di Radio Proposta in Blu.


Se non conosci ancora la radio ti ricordo le sue frequenze: Courmayeur 103.8 - La Salle 93.7 - Saint-Nicolas 107.6 - Aosta 107.8 - Saint-Vincent 107.4 - Bassa Valle 107.8 - Brusson 88.5 - Ayas 107.6 - Valtournenche 107.6 - Valle del Gran San Bernardo 107.6 e Valgrisenche 88.0.  

18 gennaio 2020

Enrico Maule ci spiega il mondo delle #Scuoleguida

Questa settimana proponiamo l’intervista a Enrico Maule, con lui parleremo della realtà delle scuole guida valdostane..

Può darci un po’ di numeri sul mondo delle Scuole guide in Valle?
Esistono 8 scuole guide: una in Alta Valle a La Salle, una a Saint–Pierre, tre ad Aosta, una a Châtillon, una a Verrès e due a Pont–Saint–Martin. Le scuole guide valdostane per quanto concerne le patenti superiori (C, D, E e corsi di formazione professionale per gli autisti cioè CQC, Carta  qualificazione del conducente) fanno parte di due consorzi, cioè Alta Valle d’Aosta e Bassa Valle, mentre a livello nazionale sono iscritte alla stessa associazione di riferimento.

Da quanti anni svolge la professione?
Dal 1987.

Che tipo di formazione è necessaria?
L’istruttore ad oggi deve affrontare una formazione di 120 ore come teoria e 40 ore per la pratica. Da insegnante si tratta di 145 ore di teoria e 40 di pratica se si vuole anche diventare istruttori. Per entrambe le figure è richiesto il Diploma di Scuola Media superiore.

Come si diventa istruttore di Scuola Guida?
Alla fine del percorso c’è un’esame teorico e uno pratico gestito dalla Motorizzazione Civile, dal Ministero dei Trasporti. I corsi possono essere organizzati anche da Consorzi o da Scuole guide, ovviamente devono essere certificati e ci sono molti controlli intorno a queste attività.

Come si dà vita ad una impresa di questo tipo?
O si rileva un’attività già avviata o si deve lavorare per cinque anni come insegnante e istruttore in una autoscuola. Va però detto che in Valle d’Aosta il mercato è abbastanza saturo. Diversi anni fa era stata aperta una autoscuola ma poi era stata chiusa. L’utenza non era sufficiente. Non va poi  dimenticato che occorre un parco mezzi ampio: oltre alle auto anche i mezzi pesanti quali pullman, camion, rimorchio, camion fino a 75 quintali e anche pullman fino a 16 posti. Per l’acquisto di questi mezzi ci siamo consorziati. Senza dimenticare il parco moto: una fino a 125, una fino a 35Kw e una oltre. Di conseguenza per poter sopportare tutte queste spese sono stati creati i consorzi che nel resto
d’Italia hanno costi molto bassi in quanto in una realtà come Torino magari sono anche 100 le scuole che si consorziano. Noi essendo pochi affrontiamo costi notevoli.

Quali sono le principali problematiche a livello regionale e nazionale?
In Valle d’Aosta c’è un problema di mancanza di personale. La Motorizzazione civile ha un ridotto numero di esaminatori perché anche per diventare esaminatore il percorso è abbastanza lungo. Al momento sono quattro attivi su tutto il territorio ma in futuro dovrebbero diventare due in quanto due potrebbero andare presto in pensione. Speriamo che ci sia un ricambio velocemente. Si tratta di un lavoro di responsabilità e che richiede molta esperienza.

Consigli per chi si vuole avvicinare alla professione?
Prima di tutto devono avere tutte le patenti. Poi cominciare a seguire i corsi di cui parlavamo prima dopo di che quando uno ha un attestato può iscriversi ad una sessione di esami. L’anno scorso ci sono
stati dieci ragazzi che hanno seguito il percorso e dato gli esami. Uno lo abbiamo anche assunto anche se non a tempo pieno..

Matteo Fanciulli (#Valmatic): «Impegnati nel progetto #plasticfree»


Proponiamo l'intervista a Matteo Fanciulli, responsabile commerciale di Valmatic.

Tantissime persone hanno un contatto quotidiano con Valmatic…di cosa vi occupate?
Siamo un'azienda di distribuzione automatica. Siamo presenti in tutta la Valle d'Aosta e in parte del Canavese. E molte persone hanno un rapporto quasi quotidiano con noi perchè molti nostri distributori sono un po' presenti dappertutto da parecchi anni sia in uffici pubblici, aziende private e, ultimamente, ristoranti e alberghi.

Un po’ di storia aziendale? Siete una presenza consolidata.
Valmatici nasce nel 1995, ma in realtà l'esperienza della distribuzione automatica è precedente con la ditta Dafra costituita nel 1985. Sono quindi ormai 30 anni che siamo sul territorio e circa 30 i dipendenti.

Nell’ultimo decennio come si è evoluto il mercato…
Il mercato è cambiato moltissimo. Quello della distribuzione automatica e del caffè in generale è schizzato molto verso l'alto a livello di qualità. I distributori automatici oggi riescono a esprimere una qualità del caffé decisamente buona e noi dal 2006 siamo distributori esclusivi di un marchio coe Nespresso professional, cioè le capsule dedicate agli uffici, ai ristoranti, agli alberghi. Nespresso è stato un po' un cambio di paradigma nell'ambito del caffè e noi lo abbiamo colto in maniera importante sul territorio: prima negli uffici poi nel settore dell'Hotellerie e della ristorazione. Questo cambio ha poi creato delle modifiche specifiche nella distribuzione automatica. E oggi siamo in grado di dare un servizio di qualità pur con ancora qualche difettuccio che puntiamo a modificare nel futuro.

Come possiamo descrivere il vostro mercato di riferimento?
90/95% mercato è valdostano, sconfiniamo di poco verso Ivrea. Il core business sono i distributori automatici. Ma al momento il 20% del nostro mercato è sulle capsule Nespresso Professional, quindi uffici, ma pure tantissima ristorazione e anche alberghi e bed and breakfast.

La macchinetta per il caffè ormai è arrivata anche nelle case…
Nelle case fino a qualche anno fa il caffè si beveva nella moka, poi sono arrivate le prime capsule che davano meno qualità ma molta praticità finchè la rivoluzione non è stata fatta da Nespresso con una capsula in alluminio, riciclabile che assicurava un caffè di altissima qualità. Questo ha proprio dato un senso anche diverso al caffè casalingo. E' chiaro che non è prettamente il nostro mercato, anche se ci sono persone che si sono affezionate ai nostri prodotti e in quanto accantiti bevitori di caffè proseguono l'esperienza anche a casa.

I vostri atout per assicurare una pausa caffè di qualità…
Sicuramente la scelta dei prodotti e poi spezzerei un alancia nei riguardi di chi tutti i giorni fa questo servizio e cioè i ragazzi che si occupano delle consegne, del caricamento, i tecnici. Noi puntiamo tanto sulla territorialità e cerchiamo di diminuire il tempo di fermo dei distributori, di cambiare i prodotti. Stiamo andando verso un miglioramento costante del servizio oltre che della vendita del prodotto.

Caffè ma non proponete soltanto caffè. Giusto ?
Oltre alla parte di caffetteria abbiamo anche acqua, bibite e snack. Su questi ultimi stiamo facendo un lavoro che è complesso ma che probabilmente nel giro di un annetto o poco più riusciremo a completare, offrendo una scelta all'interno dei nostri distributori di prodotti che seguano un regime alimentare più equilibrato, facendo anche un po' di cultura alimentare, andando anche ad avvicinarci a quelle difficoltà alimentari che si incontrano oggi. Chi vuole una pausa con prodotti con meno zuccheri, meno grassi. Pensate alle intolleranze, alla celiachia, al lattosio ad esempio e anche prodotti territoriali come i biscotti “Brutti e buoni” che sono realizzati nella Casa circondariale di Brissogne o delle barrettine energetiche valdostane. In questa logica cerchiamo sempre di più di collaborare con dei produttori locali per inserire nei distributori quanto da loro realizzato.

Novità per il 2020?
Grazie al salto in avanti fatto dall'Amministrazione regionale, recependo una normativa europea, completeremo il progetto “Plastic free” e quindi eliminazione del bicchiere di plastica e delle famigerate bacchette che si trovano al distributore sostituiti da bicchieri di carta biodegradabili e poi anche diminuzione della plastica sul fronte delle bottiglie. Passeggiando per Aosta vedo sempre più ragazzi con le borracce attaccate agli zaini e noi dobbiamo favorire questo movimento e lo abbiamo fatto attrezzandoci con degli erogatori innovativi che ognuno può utilizzare con la propria borraccia comprandosi quello di cui ha bisogno, evitando così di acquistare le bottiglie. Oggi siamo all'inizio di questo progetto e nel 2020 puntiamo a portalo a comimento diventando così una azienda il più plastic free possibile.

Un sogno imprenditoriale da realizzare?
Per l'azienda sicuramente migliorare costantemente qualità e servizio i modo da diventare sempre di più il riferimento dela pausa caffè in ogni luogo, magari in futuro anche nei bar. In cinque anni tante cose sono cambiate. Personalmente mi piacerebbe sviluppare una maggior conoscenza degli special tea coffee, cioè i caffè di altissima qualità, in grani da macinare e da proporre alla clientela e che non arrivano nel mercato italiano se non nelle grandi città. Sarebbe bello portarli anche in Valle.



Antonella Lucchese (giovani #commercialisti): «La Valle ha bisogno di professionisti in grado di sostenere le aziende e partite iva del territorio»

Da sinistra Adele Siciliano (consigliere), Daniela Martorina (vice presidente), Lucchese Antonella (presidente), Pison Daniele (vice presidente), e Ferraris Mathieu (consigliere). Non presente in foto Meynet Monica
Proponiamo l’intervista a Antonella Lucchese, Presidente dei Giovani Commercialisti della Valle d’Aosta. 

Abbiamo già intervistato i rappresentanti dell’Ordine dei Commercialisti. Quali sono gli obiettivi specifici dei giovani commercialisti?
L'Unione Nazionale Giovani Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili è stata costituita il primo
maggio 1966, per la necessità di costituire un organismo nazionale di rappresentanza in grado di operare con efficacia, oltre che all'interno della categoria, anche nei confronti di tutti quei soggetti individuali e collettivi che possono incidere sull'attività dei Giovani Dottori Commercialisti o influenzarne le prospettive professionali. L'Unione è aperta a tutti i dottori commercialisti, praticanti ed esperti contabili di età inferiore a 43 anni. La tutela della professione di Dottore Commercialista
costituisce l'obiettivo primario dell'Unione Nazionale: suggerendo percorsi formativi, fornendo supporti logistici ed intervenendo a livello istituzionale mira a favorire l'inserimento dei giovani nella società e nella professione. L'Unione Nazionale rappresenta, pertanto, un fondamentale punto di incontro e di confronto tra i propri associati e attraverso una costante attività di monitoraggio e di analisi dello scenario politico ed economico nazionale e comunitario, svolge un ruolo determinante per lo sviluppo e l'orientamento professionale dell'intera categoria dei dottori commercialisti. Sono attive sul territorio oltre 100 "Unioni Locali" per un totale di circa 10.000 soci aderenti. Ciascuna di esse ha una propria autonomia funzionale e rappresenta la realtà del rispettivo contesto economico locale. Tutte le Unioni operano con azioni e interventi coordinati per il perseguimento degli obiettivi comuni.

Quanti iscritti avete?
L’unione locale della Valle d’Aosta, fondata nel Giugno del 2016 dalla sottoscritta e i colleghi fondatori conta una trentina di iscritti. Abbiamo rinnovato a Giugno di quest’anno il direttivo dell’Unione e sono stata rinnovata come Presidente.

Quando ha iniziato il suo percorso professionale?
Mi sono laureata a Torino nel 2009. Ho poi portato avanti il mio praticantato qui in Valle per poi diventare collaboratrice in due importanti studi di Torino. Ho poi deciso di lasciare il lavoro a Torino (non lo studio, procedendo con il dottorato) per tornare in Valle, aprire il mio studio e stabilirmi qui.

Rispetto ai senior è cambiato il vostro approccio alla professione?
Il ruolo del commercialista non si modifica in base all’età. É un lavoro complesso che necessita di
continuo aggiornamento. Sicuramente la giovane età ci permette di fare gruppo fra noi anche in maniera più informale, ma l’approccio alla professione è e rimane impostato alla serietà ed alla disponibilità.

Quali sono le principali problematiche a livello regionale e nazionale?
È innegabile che la situazione socio–economica nazionale stia determinando sempre di più il nostro impegno. La difficoltà che il nostro Paese sta incontrando nell’uscita dalla crisi sicuramente incide sulle imprese grandi o piccole, spesso spaesate o intimorite anche dalla mutevolezza a volte repentina delle regole. In questo scenario è ovvio che il nostro ruolo diventa fondamentale per supportare la forza produttiva del paese. In Valle la stessa problematica va ad aggiungersi alle difficoltà relative alle specifiche logistiche e di mercato tipiche del nostro territorio. Specifiche che però possono diventare motivo di rilancio e opportunità per il territorio, se affrontate con la giusta cultura e supporto.

Esistono possibilità di lavoro in Valle d’Aosta oppure il settore è saturo?
A mio giudizio lo spazio per giovani commercialisti valdostani c’è. Ovvio che il percorso per  diventare commercialisti é lungo e richiede passione. La Valle ha bisogno di professionisti in grado di sostenere le aziende e partite iva del territorio.

La vostra professione è fortemente chiamata a specializzarsi…
Più che la professione, penso che il talento e le preferenze di ogni singolo commercialista portino a specializzarsi in un ambito piuttosto che un altro. Importante in maniera assoluta è la formazione,
continua e più eterogenea possibile. La specializzazione, specialmente in un territorio particolare
come il nostro è sicuramente un valore aggiunto sia per il professionista che per il cliente.

Quali sono i settori di maggior interesse?
Allo stato attuale penso che 3 settori siano sicuramente importanti e degni di un approfondimento. Il
Terzo Settore, l’Agricoltura ed il settore del Turismo, dell’Accoglienza e Ristorazione. Questi 3 spazi
socio economici sono sicuramente ambiti che coinvolgono molti valdostani, fra i quali molti giovani e meno giovani che si affacciano a nuove avventure lavorative. La Valle D’Aosta ha bisogno di loro per un rilancio omogeneo e per queste persone è necessario che i professionisti che li seguono siano
informati, formati e appassionati.

Consigli per chi si vuole avvicinare alla professione?
Sicuramente tanta disponibilità allo studio ed al sacrificio. Specie negli anni dell’università e nei primi anni di praticantato. Il tempo da dedicare alla professione è molto e spesso le scadenze ci obbligano a giornate di lavoro molto lunghe, anche di sabato e domenica. Un lavoro che può dare molte soddisfazioni se fatto con passione e continuità.

C’è stato ad Aosta un convegno sull’equo compenso. Anche la vostra professione è interessata da questa problematica?
Eh, spesso il commercialista viene percepito con difficoltà perché legato ad aspetti anche poco piacevoli per il contribuente. Ma il nostro lavoro è indispensabile e fondamentale per tutelare il cliente. E questo lavoro comporta molte responsabilità, impegno e lavoro, senza contare il tema toccato prima, del tanto tempo dedicato al lavoro. Tutto questo ovviamente legato alla professionalità
costante ha un valore e, come tale, va remunerato.

20 Gennaio #Grandangolo delle Professioni su #RadioPropostainBlu: #Panettieri - intervista a Christian Trione

Lunedì 20 gennaio, alle 10,35, su Radio Proposta in Blu diciasettesima puntata del nuovo ciclo di «Grandangolo: incontri con le professioni della Valle d'Aosta». 

L'ospite di questa settimana sarà Christian Trione de "Le coin du pain" di Saint-Christophe con lui parleremo della professione del panettiere

Sul Corriere in edicola trovi l'intervista ad Elena Pellerey, avvocato, fondatrice dell'associazione "Il Filo".


16 gennaio 2020

Jean Calliera (#Vita Group): ospite il 17 gennaio a #ImpresaVda su #RadioPropostainBlu

Carissimo visitatore, domani, venerdì 17 gennaio, alle 10, tredicesima puntata del nuovo ciclo di ImpresaVda su Radio Proposta in BluIn studio Jean Calliera della Vita Group. 

A circa un'ora dalla trasmissione della puntata puoi scaricare il podcast nell'apposita sezione sul sito di Radio Proposta in Blu.


Se non conosci ancora la radio ti ricordo le sue frequenze: Courmayeur 103.8 - La Salle 93.7 - Saint-Nicolas 107.6 - Aosta 107.8 - Saint-Vincent 107.4 - Bassa Valle 107.8 - Brusson 88.5 - Ayas 107.6 - Valtournenche 107.6 - Valle del Gran San Bernardo 107.6 e Valgrisenche 88.0.  

12 gennaio 2020

13 Gennaio #Grandangolo delle Professioni su #RadioPropostainBlu: #Bagnini e istruttori di nuoto - intervista ad Andrea Bertoni

Lunedì 13 gennaio, alle 10,35, su Radio Proposta in Blu sedicesima puntata del nuovo ciclo di «Grandangolo: incontri con le professioni della Valle d'Aosta». 

L'ospite di questa settimana sarà Andrea Bertoni della Società Nazionale di Salvamento di Aosta

Sul Corriere in edicola trovi l'intervista ad Angela Battisti, componente del Consiglio di amministrazione dell'Agenzia dei Segretari comunali.


9 gennaio 2020

Sonia Biagiotti (#Decoratrice): ospite il 10 gennaio a #ImpresaVda su #RadioPropostainBlu

Carissimo visitatore, domani, venerdì 10 gennaio, alle 10, quattordicesima puntata del nuovo ciclo di ImpresaVda su Radio Proposta in BluIn studio la decoratrice Sonia Biagiotti che ha da tempo avviato una collaborazione con l'impresa Engaz.

A circa un'ora dalla trasmissione della puntata puoi scaricare il podcast nell'apposita sezione sul sito di Radio Proposta in Blu.


Se non conosci ancora la radio ti ricordo le sue frequenze: Courmayeur 103.8 - La Salle 93.7 - Saint-Nicolas 107.6 - Aosta 107.8 - Saint-Vincent 107.4 - Bassa Valle 107.8 - Brusson 88.5 - Ayas 107.6 - Valtournenche 107.6 - Valle del Gran San Bernardo 107.6 e Valgrisenche 88.0.  

2 gennaio 2020

Davide Vicentini (#Vicentini): ospite il 2 gennaio a #ImpresaVda su #RadioPropostainBlu

Carissimo visitatore, domani, venerdì 3 gennaio, alle 10, tredicesima puntata del nuovo ciclo di ImpresaVda su Radio Proposta in BluIn studio Davide Vicentini della Fratelli Vicentini.

A circa un'ora dalla trasmissione della puntata puoi scaricare il podcast nell'apposita sezione sul sito di Radio Proposta in Blu.


Se non conosci ancora la radio ti ricordo le sue frequenze: Courmayeur 103.8 - La Salle 93.7 - Saint-Nicolas 107.6 - Aosta 107.8 - Saint-Vincent 107.4 - Bassa Valle 107.8 - Brusson 88.5 - Ayas 107.6 - Valtournenche 107.6 - Valle del Gran San Bernardo 107.6 e Valgrisenche 88.0.  

29 dicembre 2019

30 Dicembre #Grandangolo delle Professioni su #RadioPropostainBlu: #IlFilo - intervista a Elena Pellerey

Lunedì 30 dicembre, alle 10,35, su Radio Proposta in Blu quindicesima puntata del nuovo ciclo di «Grandangolo: incontri con le professioni della Valle d'Aosta». 

L'ospite di questa settimana sarà l'avvocato Elena Pellerey dell'Associazione "Il Filo".  


28 dicembre 2019

#CTI: «Così aiutiamo i #disoccupati a trovare #lavoro»

Questa settimana proponiamo l’intervista a Simone Bertucco alla guida del Consorzio delle Tecnologie e della Innovazione. 

Cos’è il Consorzio CTI?
Il Consorzio C.T.I. è un ente di formazione regionale accreditato specializzato in analisi dei  fabbisogni formativi, progettazione, selezione, monitoraggio, attestazione delle competenze e gestione corsi di aggiornamento, qualifica e specializzazione; inoltre grazie all’esperienza maturata
con la gestione del progetti finanziati dal Fondo Sociale Europeo è in grado di attivare e gestire tirocini formativi, di inserimento e reinserimento lavorativo contando su una ricca rete di partenariati
attivati con aziende valdostane e piemontesi.

Come ha scelto di dedicarsi a questo settore?
Ho scelto come argomento di tesi di laurea “L'origine, i principi, la metodologia di applicazione, gli
obiettivi, lo sviluppo, nonché i risultati raggiunti dalle precedenti programmazioni dell’FSE”, ambito, ormai da dieci anni, della mia attività lavorativa. La vastità dei suoi campi la rendono materia  complessa e di grande interesse. La mia professione nasce dal mio interesse per un aspetto dell'attività istituzionale dell'Unione Europea che ha rivestito negli ultimi due decenni un ruolo  importante nella determinazione delle politiche sociali Europee, Italiane e della Regione Valle d'Aosta.

Fino ad ora quante persone avete coinvolto ?
Il Consorzio C.T.I. esiste ormai da 20 anni e svolge una attività innovativa in Valle d’Aosta nella diffusione delle conoscenze legate al settore della formazione professionale tecnologica. I settori professionali in cui vanta maggiore competenza sono quelli legati all’area dei servizi alle imprese: amministrazione e contabilità, tecnologie e informazione, ingegneria e architettura e lingue
(Cinese, Francese, Inglese, Russo e Spagnolo). Raggiungiamo circa 400 destinatari all'anno.

Voi offrite un importante supporto ai disoccupati...
Lo scopo dell’FSE consiste nell’assicurare ai cittadini europei migliori prospettive occupazionali e nell’aiutarli ad avere successo nel percorso professionale scelto. Nel contesto dell'attuale crisi economica, che minaccia sia i lavoratori sia le imprese che li impiegano, l'FSE raddoppia i suoi sforzi nell’intento di promuovere la creazione di posti di lavoro, sostenere chi è alla ricerca di  un’occupazione e contribuire a mantenere le posizioni lavorative esistenti in tutta Europa. Le iniziative dell’FSE volte a promuovere l'occupazione riguardano tutti i settori e tutti i gruppi di persone che possono trarne beneficio. Particolare attenzione è tuttavia dedicata ai gruppi che incontrano maggiori difficoltà o a quelli che possono trarre considerevoli vantaggi dalle attività
dell’FSE in queste aree: in tutta Europa, i progetti dell'FSE sostengono la creazione di posti di lavoro,
aprono nuovi sbocchi professionali per un maggior numero di persone e favoriscono l’inserimento
dei cittadini nel mercato del lavoro. Gli sforzi profusi, che comprendono migliaia di programmi e progetti, abbracciano un ampio spettro di attività e gruppi di persone. I disoccupati di lunga durata,
ad esempio, vengono aiutati a ottenere nuove competenze e a rafforzare la propria motivazione.
L’FSE offre ai dipendenti delle industrie in declino nuove opportunità e competenze produttive, spesso per i settori nuovi e in crescita dell’economia a basse emissioni di carbonio. Tramite l’accesso a strutture di assistenza all’infanzia e orari di lavoro flessibili, inoltre, si favorisce il ritorno al lavoro dei genitori. Le donne sono incoraggiate ad accedere a posti di lavoro di natura tecnica, mentre gli uomini ricevono formazione nelle professioni educative e assistenziali, tradizionalmente a stragrande maggioranza femminile. In tutta Europa, l’FSE sta dunque fornendo ai disoccupati e ai lavoratori le competenze e le prospettive necessarie per poter usufruire di più possibilità di scelta e di un maggiore controllo sulla propria vita. La crisi ha portato con sé una disoccupazione elevata, che nel 2012 ha superato i 25 milioni di persone nell’UE, ma anche la disoccupazione a lungo termine è in aumento.
Eppure, esistono diversi posti di lavoro vacanti, in alcuni casi perché i candidati non hanno le competenze richieste, in altri perché le posizioni offerte sono in un’altra regione o in un altro paese.
L'FSE si è impegnato a colmare questo “vuoto di competenze” assicurando ai disoccupati le qualifiche e le competenze (comprese quelle “verdi”) richieste oggigiorno dai datori di lavoro.
Inoltre, aiuta chi è disoccupato a spostarsi in tutta Europa per trovare lavoro, ad esempio con tirocini
all'estero e attività di formazione linguistica.

Da pochi mesi avete una nuova sede...
È stato per noi un investimento importante in modo da poter aumentare la qualità dei servizi offerti.
Grazie ai nostri partner nei prim 20 anni utilizzavamo sia le nostre risorse strumentali che quelle della
Scuola Manzetti che ringrazio. Oggi, in via Xavier de Maistre 23, abbiamo tre aule multimediali e un laboratorio informatico da 15 posti. Quindi è stato un percorso lungo, molto meditato, che oggi trova uno spazio adeguato per le persone che frequentano le nostre attività.

Che tipo di corsi offrite?
Noi ci occupiamo di sfruttare quelli che sono i bandi messi a disposizione dalla Regione Valle d’Aosta. Il 15 ottobre scorso è terminata la programmazione di un progetto multimisura su quattro finestre. Attendiamo l’approvazione di una serie di attività. Mi fa piacere citare dei percorsi di lingua che noi eroghiamo insieme all’English center e all’Alliance Française che prevedono oltre che inglese e francese anche tedesco e spagnolo, con l’ente di formazione ISAMED–CTI ci occupiamo di corsi per certificare patentini e abilitazioni nel campo del mondo edile, in più presentiamo corsi a valere sulle qualifiche per operatore alle vendite, segretaria amministrativa e percorsi di quarto livello in ambito contabile.

Quali sono i corsi più significativi che state per proporre?
Attualmente siamo in attesa del FSE ma abbiamo una proposta molto interessante sul Feasr, che è la
linea di finanziamento dell’Assessorato regionale all’agricoltura, nello specifico il programma di sviluppo rurale. Abbiamo presentato un progetto che si chiama “Creiamo insieme” MISURA M 1 “Trasferimento di conoscenze e azioni di informazione”, che prevede cinque corsi di formazione e intervento orientati ai territori di media montagna. L’intervento è organizzato in una logica modulare con laboratori specifici che saranno erogati in giornate di lavoro in aula mirati a trasmettere competenze sull’accoglienza, sul territorio e l’organizzazione di servizi in linea con la richiesta
di mercato internazionale e nazionale. Si sono identificati 5 lotti territoriali insistenti su 7 delle 8
Unités des communes Valdôtaines, nello specifico: Valdigne–Mont Blanc, Gran Paradis, Grand Combin– Mont Emilius, Mont Cervin–Evançon e Mont Rose – Walser. Al termine di una serie di incontri con i referenti territoriali delle Unités des Communes, si chiede di poter interpretare in maniera estensiva il perimetro territoriale, così da poter mantenere la priorità di accesso agli operatori
dei Comuni individuati. Tale accesso, tuttavia, qualora ci fossero "posti liberi", sarà permesso agli operatori interessati delle Unités des Communes limitrofe.

Fondi europei: un’opportunità non sempre facile da gestire…
Sul piano economico il sostegno del FSE allo sviluppo regionale ha comportato un ingente stanziamento di risorse a favore della nostra comunità con la predisposizione di numerosi strumenti di aiuto. Si tratta di uno strumento potentissimo che permette di raggiungere risultati significativi.
Sin dall'esordio è stata chiara l'importanza dei Fondi Strutturali e la crescente necessità della loro applicazione. Temi quali la buona gestione delle risorse e il rispetto dei principi dell'Unione rivestono
un ruolo fondamentale e condizionano in modo sensibile le scelte e le strategie di sviluppo. La descrizione dei risultati del FSE in Valle d'Aosta, considerata la vastità, è analizzabile solo parzialmente. Una relazione minuziosa ed esaustiva richiederebbe uno studio sul campo e l'applicazione di una metodologia più rigorosa di quella che ho potuto impiegare, l'apprendimento
della quale rappresenta uno dei miei auspicati obiettivi futuri. È complesso ma per una ragione giusta
cioè utilizzare al meglio i fondi che la Comunità mette a disposizione.

Con i vostri corsi si trova lavoro? E soprattutto quali consigli dare a chi vuole cercare di reinserirsi nel mondo del lavoro?
Io penso che con i nostri corsi, ma più in generale con i corsi che il Dipartimento delle Politiche del
Lavoro e della Formazione mette a disposizione si possa trovare lavoro. È chiaro che è un percorso
complesso, articolato, difficile da comprendere per una persona che è in cerca di lavoro per la prima volta. Il mio modesto consiglio è quello di essere informato al massimo. Utilizzando tutte le potenzialità che la Regione mette a disposizione. Attore centrale in questa fase è il Centro di Orientamento che offre un supporto a tutti coloro che sono chiamati a compiere scelte lavorative,
scolastiche o formative ed un accompagnamento nell’affrontare i compiti connessi alle fasi di transizione come il passaggio da un ciclo scolastico ad un altro, da un lavoro ad un altro oppure il passaggio dalla scuola al mondo del lavoro. Mi permetto anche di segnalare tutti gli organismi
accreditati con cui siamo a volte in competizione per una misura o un finanziamento, ma in realtà in sincronia per la qualità dei servizi. Si tratta di ENAIP VDA S.C.S., PROGETTO FORMAZIONE
– S.C.R.L., Fondazione per la formazione professionale turistica, Trait D'Union, CNOS/ FAP Regione Valle d'Aosta – Don Bosco, INSTITUT AGRICOLE REGIONAL e, soprattutto l’Ente Bilaterale Regionale Unitario Del Settore Turismo della Valle d'Aosta con cui noi abbiamo un protocollo di relazione. Al termine di questa fase di formazione, di ricerca, di analisi credo che un consiglio possa essere quello di andarsi ad informare presso le agenzie interinali per il lavoro ad esempio noi abbiamo dei rapporti privilegiati per la qualità dei servizi erogati con Manpower, in Rue Xavier de Maistre, 16, e Randstad che si trova in Via Monte Solarolo, 5.

Qual è la situazione del lavoro in Valle?
Prima di presentare un progetto facciamo sempre un’attenta analisi di quello che è il mercato del lavoro. I dati più recenti, diffusi a fine 2018 dall’Istat, sebbene siano da interpretare con cautela,
considerato che si tratta di dati provvisori, indicano un moderato miglioramento delle dinamiche economiche. Analogamente, anche i principali indicatori del mercato del lavoro, sebbene  ermangono
ancora significative tensioni occupazionali, evidenziano trend maggiormente positivi rispetto al recente passato. È un mercato però molto mobile. Settorialmente, ad esempio, prosegue il trend negativo dell’industria (–1,9% tra il 2017 ed il 2018), dovuto soprattutto al comparto delle  ostruzioni
(–4% nell’ultimo anno), mentre l’occupazione nei servizi cresce ancora (+1,2%), in particolare nel comparto turist i c o – c omme r c i a l e (+2,6%), e quella dell’agricoltura risulta sostanzialmente stazionaria (–0,8%, ma in termini assoluti si tratta di numeri molto piccoli). Ritengo dunque di
avere fiducia nella Valle d’Aosta come ho sempre avuto e anche nel Fondo Sociale Europeo e sempre
più occorre avere una flessibilità, una duttilità nell’analisi dei flussi micro e macro economici.

27 dicembre 2019

Ad #Aosta l'#Omama (social) Hotel

Proponiamo l’intervista ad Alessandro Cavaliere, titolare dell’Albergo Duca d’Aosta. 

Parliamo di turismo, ma non partiamo dal Duca d’Aosta… C’è un nuovo progetto che è stato inaugurato nei giorni scorsi...
È un progetto a cui abbiamo lavorato per quasi due anni. Ed è il più importante della mia vita: la
trasformazione del vecchio Hotel Turin in via Torino. È importante perché si tratta di una trasformazione totale che ha coinvolto le facciate dell’edificio, facendo partire un inizio di  trasformazione in un quartiere importantissimo che in realtà sembrava delimitare l’inizio di una periferia paradossalmente a due passi dal decumano massimo, la nostra via centrale, che invece è ancora pieno centro. Poi si tratta del quartiere del mercato centrale, indubbiamente il più importante di tutta la regione. Con una zona che sicuramente rinascerà non soltanto per merito nostro, anche se
speriamo di aver dato il nostro contributo.

Con il vostro Gruppo Alpissima avete acquistato l’albergo Turin. Come nasce questa operazione?
Il Gruppo Alpissima è comunque una famiglia. Mio padre e mia madre, che hanno iniziato questo
percorso tanti anni fa proprio dalla gavetta, e poi ci siamo aggiunti io e mio fratello non appena terminati gli studi. Non è un gruppo industriale anche se ormai siamo una realtà importante in quanto siamo il primo gruppo alberghiero per numero di strutture, posti letto, presenze… Oltre alle due aostane, ne abbiamo una a Courmayeur e una a La Thuile. Il progetto del recupero nasce come nascono i rapporti belli in territori piccoli come la Valle d’Aosta, cioè attraverso le relazioni vere tra le persone. I vecchi proprietari, la famiglia Sozzi, che ha costruito questo edificio importante, storico, pur avendo due figli straordinari che però hanno scelto altre strade professionali, non volevano, pur
avendone la possibilità – e io questo glielo riconosco come straordinario merito –, trasformarlo in
appartamenti e far finire una storia importante di ospitalità; perciò si sono battuti fino all’ultimo per
dare un futuro alla struttura. C’è stato un avvicinamento per studiare la possibilità di una  prosecuzione, non facile in quanto sono investimenti che comportano tanti debiti per realtà familiari come la nostra. C’è stata comunque una coincidenza di intenti e in qualche modo anche loro sentono
che la loro esperienza prosegue anche se abbiamo rilevato tutto noi.

Perché Omama Hotel? E soprattutto cosa intendete con Social opening?
Omama è un suono affettivo ma anche una esclamazione di stupore. Per ispirarci a dare vita a questo
edificio che si era ingrigito negli anni – tutti del resto lo ricordiamo come set cinematografico
nel film Avengers dove rappresentava la repubblica di Sokovia – ho potuto contare sul supporto dell’artista Chicco Margaroli. Io e lei ci siamo nutriti dei colori e della vita del mercato e chi è che va a fare la spesa al mercato? È la mamma. È questo suono affettivo che anche commercialmente funziona perché in tutte le lingue del mondo la radice è la stessa. Social perché in realtà con questo
albergo, ed è un elemento assolutamente innovativo, noi rompiamo le frontiere che dividono
tradizionalmente gli alberghi dalle forme di accoglienza alternative, notoriamente bed&breakfast
e Airbnb. In passato c’è stata una conflittualità tra questi modelli. È corretto chiedere che tutti giochino con le stesse regole, alla luce del sole, non con un’economia sommersa. Fatte queste premesse in realtà le nuove forme di ospitalità hanno messo sotto i riflettori alcune esigenze della clientela odierna. Molto spesso è il mio stesso cliente che magari paga pure di più in un Airbnb, in un appartamento, a fare questa scelta. Noi ci siamo chiesti perché? Cosa cerca? E abbiamo sviluppato questo progetto su tre elementi fondamentali: libertà, condivisione e tecnologia. Libertà perché se tu
vai in un appartamento non hai bisogno di dipendere da qualcuno se vuoi farti un uovo strapazzato
come piace a te o lavarti le tue magliette senza aspettare il servizio di lavanderia dell’hôtel. Noi tutti
questi servizi li abbiamo portati, pur rispettando tutti i criteri e standard di un servizio di albergo a 4
stelle, all’interno dell’hôtel. Social diventa perciò che la colazione non si fa più in una sala colazione,
ma in lounge bar con i salottini dove ci sono però anche grossi tavoli comuni. Non c’è perciò posto
per tutti se vuoi fare da solo colazione con il tuo tavolino isolato. Social diventa quindi una rottura
con il termine rubato dal web riappropriandoci del suo significato di relazione sociale. E così puoi fare colazione in un hôtel con persone che non conosci anche in un quattro stelle.

Si tratta di un albergo che guarda dichiaratamente ad una clientela giovane… A cosa vi siete ispirati?
Non si inventa nulla. Con tutte le critiche che gli si possono fare in questo un maestro è Oscar Farinetti che è il primo a dire “io non ho inventato niente”. Eataly è stata una reinterpretazione innovativa di qualcosa che all’estero già esisteva. Noi abbiamo guardato a tante cose che stanno succedendo nel mondo. Sicuramente per la Valle d’Aosta questa è una cosa nuovissima, ma anche in campo nazionale. Qualcosa di simile si trova negli Stati Uniti, ad Amsterdam, a Londra, a Berlino e quindi ci siamo ispirati interpretando in una maniera diversa il trend e ponendo l’attenzione sul modo diverso di “ospitare”. L’altro elemento fortemente innovativo è quello del retail, cioè del commercio all’interno dell’hôtel. In un momento di crisi del commercio tradizionale che deve combattere con le vendite online, noi diamo l’opportunità al cliente di sperimentare tutta una serie di prodotti, dai materassi alle poltroncine all’illuminazione, e tutto quello che è all’interno dell’hôtel si può acquistare. Questo è un nuovo modo di interpretare l’hôtel che trasforma spazi notoriamente improduttivi, ad esempio le hall, in showroom dove dei produttori possono esporre. Questo potrebbe
far nascere delle collaborazioni reali con i negozi del centro, invitando i nostri clienti a raggiungere
questi esercizi commerciali.

Laurent Vicquèry (#Valfidi): «Confidi unico? Occasione perduta»


Questa settimana proponiamo l'intervista a Laurent Vicquéry, Presidente di Valfidi.


Come è stato il vostro 2019…
E' stato un anno intenso e produttivo come è sempre d'altronde quando si lavora con energia. I conti
al 30 novembre ci dicono che è stato un anno interessante in cui Valfidi ha dimostrato di essere sul territorio, sempre solido. Quest'anno abbiamo erogato oltre 20 milioni di garanzie e abbiamo stock per 85 milioni di, quindi oltre 100 milioni di attività finanziaria. La qualità del credito vede un valore di bonis al 91%, sostanzialmente abbiamo in pancia posizioni solide. Nel 2019 abbiamo siglato ad aprile un accordo con Ascomfidi NordOvest che ha già permesso al luglio di quest'anno du far rientrare le imprese del commercio che nel 2015 avevano scelto di trasferire le garanzie sul Piemonte, un'operazione estremamente interessante perchè permette a queste imprese di essere seguite in maniera più puntuale e rafforzare il sistema del credito nel suo complesso. E poi quest'anno per la prima volta da quando Valfidi è vigilata c'è stata una ispezione di Banca d'Italia. Una ispezione che come è consuetudine è durata 8 settimane e che ci ha permesso di avere un'analisi molto puntuale della nostra struttura, delle nostre modalità operative, del piano strategico che stiamo adottando. Il clima con gli ispettori è stato cordiale e ora aspettiamo il loro verbale da qui a 60 giorni.

Prospettive per il 2020?
Come ho detto prima le imprese hanno cominciato a rientrare dal mese di luglio. Il prossimo anno ci sarà il vero e proprio conferimento di ramo d’azienda da parte di Ascom Fidi Piemonte. Chiudiamo così un processo che non era assolutamente né scontato né banale. Alla fine riporteremo in Valle d'Aosta circa 16 milioni di garanzie, un volume piuttosto significativo, ma soprattutto più di 800 imprese. Per Valfidi vorrà dire registrare più di 4.000 soci, un numero importante se calcoliamo che in Camera di Commercio sono iscritte circa 12.000 aziende. Questa è una operazione che rafforza il sistema del credito della Valle d’Aosta facendo in modo che tutte le microimprese potessero lavorare con un unico confidi. Era un buon avvio per il Confidi unico.

Nei giorni scorsi c'è stata una conferenza con titolo e sottotitolo molto chiaro: “Il Confidi perduto. Un’opportunità sciupata per il sostegno del tessuto economico valdostano”…
Valfidi e Confidi Valle d'Aosta – è cosa nota – stavano lavorando per addivenire ad un Confidi unico che era assolutamente la soluzione più naturale per un piccolo territorio come la Valle d'Aosta che ha caratteristiche molto specifiche e utile per il territorio. Valfidi e Confidi firmano nell'ottobre 2015 un accordo per arrivare a questo obiettivo e consegnano questa dichiarazione di intenti a Banca d'Italia che quindi certifica l'operazione. Confidi Valle d'Aosta ha scelto un'altra strada. Ha abbandonato il tavolo di confronto senza informare Valfidi che ha scoperto attraverso gli organi di stampa l'esistenza di un partner toscano con cui Confidi Valle d'Aosta avrebbe intrattenuto dei rapporti. Di conseguenza è morta una delle ipotesi di aggregazione perchè una delle due parti ha abbandonato il tavolo.


Quindi per voi la scelta di albergatori e industriali di Confidi Centro è un errore? Perché?
Ci lascia molto perplessi perchè a nostro avviso si va ad indebolire il sistema valdostano del credito. A noi sembra sbagliato il timing. L'idea di uscire dalla Valle d'Aosta poteva essere interessante ma per noi si poteva fare dopo una fusione valdostana con un Confidi molto più strutturato, più patrimonializzato, più forte e che presidiasse bene il territorio della Valle d'Aosta. Fatto in questo modo ci sembra di rivedere un film già visto cioè l'aggregazione dell'ex Confidi CTS con Ascomfidi Nord Ovest in cui c'era stata molta premura di andare all'esterno e ora dopo cinque anni stanno rientrando.

Il mantenimento della sede legale e opertaiva in Valle d’Aosta quindi per voi non è un elemento sufficiente. Rispetto all'operazione si tratta di un elemento nuovo. Il Confidi Valle d'Aosta non esce dalla Valle ma acquisisce...
Vedremo il tempo cosa ci dirà. Tuttavia le lettura che noi facciamo è che non è detto che il mantenimento della sola sede legale in Aosta possa significare che il centro decisionale rimanga in Aosta. Siamo un po' timorosi perchè ci rendiamo conto che in Toscana, da quello che sappiamo, c'è un Confidi molto forte, molto strutturato e anche con delle imprese e delle associazioni industriali che hanno un altro peso rispetto alle nostre. Magari tutto funzionerà benissimo, glielo auguro davvero tuttavia per noi sarebbe stato meglio prima raggruppare le imprese sul teritorio e poi esplorare il mercato nazionale.

A questo punto qual è lo scenario possibile per Valfidi?
Naturalmente Valfidi non è mai rimasta immobile. Era intuibile che il tavolo di lavoro zoppicasse un poco. Abbiamo già delle altre opzioni su cui si sta lavorando e ora stiamo dando attuazione a tutte le attività necessarie per arrivare comunque in autonomia ai 150 milioni di attività finanziarie, indispensabili per rimanere vigilati secondo la normativa di Banca d'Italia. Nessuno scossone per noi. Si adatteranno delle soluzioni diverse e ci rammarichiamo che quella che sembrava la soluzione più naturale sia venuta meno.

E’ chiaro che non intendete aprire trattative con il nuovo soggetto. E’ corretto?
Le vie si sono momentaneamente divise. La soglia di 150 milioni è il nostro obiettivo. D'altra parte dobbiamo capire come si svilupperà la nuova aggregazione. I binari per ora sno separati. In futuro vedremo.

L'amministrazione regionale al momento no ha detto nulla sul nuovo scenario...
Per quanto riguarda Valfidi con l'Assessore Testolin c'è un ottimo rapporto e anche con Aggravi in precedenza. Quello che forse è mancato è un intervento più pronto, più specifico sui Confidi per garantire un Confidi vigilato forte così come abbiamo visto fare in altre regioni, ad esempio il Trentino e il Friuli Venezia Giulia, dove l'amministrazione ha effetivamente preso in carico la questione e ha aiutato ad arrivare a fusioni di peso.

Non temete che in futuro l'Europa alzi queste soglie. Del resto si sa l'Italia è un anomalia rispetto agli altri stati dove il numero dei Confidi è estremamente ridotto. In futuro una aggregazione potrebbe diventare obbligatoria...
Noi siamo sempre disponibili al dialogo. Abbiamo a cuore le imprese non i singoli Consigli di amministrazione. Detto questo l'analisi è corretta ma anche in Italia il percorso è tracciato. In cinque anni si è passati da 65 a 36 Confidi. E si ridurranno ancora. Occorre ragionare un passo alla volta. Oggi la soglia è 150 milioni e dobbiamo arrivare lì ed essere pronti ad un eventuale obiettivo diverso che proporrà Banca d'Italia. A maggior ragione l'anomalia è quella attuale di due Confidi valdostani molto piccoli su un territorio come il nostro. Quindi, lo ribadisco, mettersi insieme prima sarebbe stata una buona idea.

Un sogno per il mondo del credito da realizzare?
Credo sia un sogno molto concreto e a portata di mano. Quello di un Confidi valdostano con 150 milioni di attività finanziarie in grado di sostenere le imprese del territorio. Un progetto per noi da chiudere assolutamente entro il 2021. 

22 dicembre 2019

23 Dicembre #Grandangolo delle Professioni su #RadioPropostainBlu: Agenzia Segretari comunali - intervista ad Angela Battisti

Lunedì 23 dicembre, alle 10,35, su Radio Proposta in Blu tredicesima puntata del nuovo ciclo di «Grandangolo: incontri con le professioni della Valle d'Aosta». 

L'ospite di questa settimana sarà Angela Battisti, componente dell'Agenzia dei Segretari comunali


19 dicembre 2019

Silvia Priore (#Artioserv): ospite il 20 dicembre a #ImpresaVda su #RadioPropostainBlu

Carissimo visitatore, domani, venerdì 20 dicembre, alle 10, dodicesima puntata del nuovo ciclo di ImpresaVda su Radio Proposta in BluIn studio l'architetto Silvia Priore di Artio Serv.

Sul Corriere in edicola l'intervista a Matteo Fanciulli, responsabile commerciale di Valmatic.

A circa un'ora dalla trasmissione della puntata puoi scaricare il podcast nell'apposita sezione sul sito di Radio Proposta in Blu.


Se non conosci ancora la radio ti ricordo le sue frequenze: Courmayeur 103.8 - La Salle 93.7 - Saint-Nicolas 107.6 - Aosta 107.8 - Saint-Vincent 107.4 - Bassa Valle 107.8 - Brusson 88.5 - Ayas 107.6 - Valtournenche 107.6 - Valle del Gran San Bernardo 107.6 e Valgrisenche 88.0.  

16 dicembre 2019

Leopoldo Gerbore (#Confcommercio): «All'estero nella #ristorazione si può lavorare con maggior leggerezza»


Proponiamo l’intervista al ristoratore Leopoldo Gerbore, vicepresidente responsabile del settore Ristorazione per Confcommercio.
Leopoldo Gerbore

Lei ha lavorato anche all'estero...
Ho cominciato a 18 anni con una esperienza in Germania, poi sono stato un po’ in giro per l’Europa. Mi sono fermato un periodo e poi sono ripartito e ho finito 5-6 anni facendo l’executive chef in un resort in Thailandia.

Come è stato il ritorno in Italia e in Valle d'Aosta?
Combattuto tra la felicità di ritrovare gli affetti, gli amici, le mie montagne e l’infelicità di dovermi adeguare al fatto che nel nostro Paese fare impresa è più difficile che all’estero, c’è meno leggerezza, ci sono più regole, un sacco di burocrazia in più.

Cosa ci può dire sullo stato di salute del settore in Valle d'Aosta?
C’è una ripresa del turismo. Il che fa ben sperare. Viviamo in un momento di profondo cambiamento, cominciato con il Decreto Bersani che ha fatto una liberalizzazione piuttosto selvaggia per finire con questo periodo in cui l’avvento di internet ha allargato molto le maglie, togliendo professionalità, togliendo tutele, togliendo la possibilità a chi opera nel settore in maniera professionale e accurata di difendersi da certi personaggi che lavorano nel nostro stesso settore con regole diverse.

Quali sono i nodi più critici per i ristoratori valdostani?
I ristoratori di tutta Italia hanno dei nodi critici abbastanza importanti. Quello della concorrenza sleale è uno dei più importanti che sono. E purtroppo attualmente ci sono persone che lavorano nel nostro settore con regole diverse. E quindi si va ad interrompere quello che dovrebbe essere un mantra: stesse regole per stesso mercato. Poi c’è un aumento di costi derivanti da tutta una serie di spese che abbiamo in più rispetto al passato per poter fare il nostro mestiere. Da quelle tecniche a quelle di approvvigionamento di clientela. Oggi il cliente usa il ticket, la carta di credito oppure per mangiare a casa propria e potersi bere un bicchiere di vino utilizza i delivery…Sono tutti costi in più che ci dobbiamo sorbire e che al momento hanno delle spese molto importanti.

Sul fronte normativo?
Il regolamento è europeo. Ma in Italia ogni regione fa il suo. E quindi quello che si fa a Carema probabilmente non si fa a Pont-Saint-Martin. In Valle d’Aosta abbiamo quattro tipologie di professionisti che possono lavorare nel settore enogastronomico. Queste tipologie sono normate in maniera molto puntuale, ma è anche molto difficile stabilire quali sono veramente i paletti tra uno e l’altro: uno può riscaldare, l’altro può cuocere, scongelare oppure preparare. Stiamo lavorando con l’amministrazione regionale – e la ringraziamo per averci coinvolto  - per portare un’armonia in queste regole per portare dei paletti chiari su chi può fare un certo tipo di attività e su chi invece per fare ristorazione deve adeguare la propria attività.

Come è il dialogo con la pubblica amministrazione?
Io sono molto contento perché ultimamente ho partecipato a dei tavoli di lavoro proprio per la normativa igienico-sanitaria e per il turismo. Non si può prescindere da noi. Noi facciamo il turismo e siamo il 60% del PIL valdostano. Qualcosa si sta muovendo. Abbiamo visto più collaborazione, più voglia di coinvolgerci. D’altra parte non farlo sarebbe stato un errore.

Lei è attivo anche in Confcommercio. Quanto è importante e utile far parte di una associazione di categoria?
Nel nostro settore è più importante che in altri perché è un posto dove possiamo essere tutelati. Facciamo un esempio: per poter fare un progetto devi essere un geometra, un architetto, senza di questo non lo puoi fare. Per poter fare il ristoratore non devi avere nessun titolo di studio particolare. Devi aver fatto al massimo dei corsi. Siamo quindi più attaccabili. Non abbiamo un albo al quale siamo iscritti dove chi vuole fare ristorazione deve avere una persona iscritta. Di conseguenza il nostro albo è la nostra associazione che ci aiuta quando escono nuovi regolamenti, quando escono problematiche diverse, che ci dà una mano con chi legifera che non facendo parte del nostro settore può fare scelte non così corrette. Io faccio parte della Fipe da dieci anni. Vado a Roma regolarmente. Imparo. Porto a casa delle belle idee. E porto a Roma le problematiche regionali. Possiamo infatti contare su uno studio legale che il più delle volte ci ha aiutato. Sono molto contento della mia esperienza in associazione.

Novità per il 2020?
La prima novità è l’invio telematico delle chiusure contabili finali. Che sarebbe una cosa meravigliosa perché ci evita di andare a scrivere tutti i giorni sul registro dei corrispettivi dove se fai un errore sei multabile per minimo 480 euro. Toglierci questo onere non sarebbe male. Però purtroppo, come al solito, un’operazione semplice l’hanno complicata e quindi i registratori devono essere di un certo tipo, poi non arrivano, ci sono state sei circolari negli ultimi due mesi per capire come rendere questa novità meno difficoltosa possibile. L’ultima genialata – perdonatemi il termine – è quella dell’eliminazione del contante e del maggior utilizzo della carta di credito…Che andrebbe benissimo ma devono toglierci le commissioni bancarie. Per noi sarebbe meglio però non si può continuare a togliere potere di spesa al cittadino. Se uno mi paga 100 euro con la carata di credito io non ho più in mano 100 euro, ma 99 euro e 25 centesimi e via dicendo. E poi perché al posto di estrarre un fortunello che ha messo il codice fiscale sullo scontrino - e mi chiedo come riusciremo a mettere il codice fiscale sullo scontrino di 50 clienti che prendono il caffè nell’arco di mezz’ora -  non si prende questo monte di denaro e si fa sì che gli italiani possano scaricare dai loro redditi questa cifra dalle tasse. Infine abbiamo una finanziaria che invece di abbassare le tasse le aumenta. Aumenteranno le revisioni catastali e questo porterà ad un aumento di Imu e Tari che sono già a livelli insostenibili. Fare impresa è complicato in Italia.

Un sogno imprenditoriale da realizzare?
Di quello che ho fatto sino ad ora sono molto felice per questo il mio sogno è quello di aiutare le imprese a confrontarsi con la politica e fare in modo che in Italia si più semplice fare impresa come all’estero, dando alle figure professionali il giusto valore. 

15 dicembre 2019

Stefano Celi (#Vival): «I nostri vini raccontano il territorio»


Proponiamo questa settimana l'intervista a Stefano Celi, Presidente di Vival.


Cosa è Vival?
E' l'associazione dei viticultori della Valle d'Aosta e raggruppa una trentina dei produttori vitivinicoli e rappresenta circa l'85% della produzione enologica valdostana.

Cosa fate per i vostri associati?  
Curiamo i rapporti con l'amministrazione regionale prima di tutto, ma anche con altri organismi locali, nazionali e internazionali interessati al modo vitivinicolo sia per eventuali provvedimenti legislativi di nostro interesse sia per la promozione dei nostri prodotti. Oragnizziamo, ad esempio, la partecipazione al Vinitaly e anche ad altre manifestazioni e ci stiamo preparando a Vins etrêmes che sarà ospitato questo fine settimana al Forte di Bard.

Dal vostro osservatorio cosa si può dire sul mondo vitivinicolo valdostano?
E' un mondo abbastanza vivace, in leggera crescita anche se c'è un fenomeno di abbandono da parte di alcuni viticultori anziani con alcuni terreni più marginali, però allo stesso tempo ci sono anche molti giovani che si stanno avvicinando a questo mondo e intendono produrre vino.

La vendemmia come è andata?
La quantità è un po' più scarsa per via delle condizioni climatiche, in particolare della prolungata siccità, però avremo dei vini di grande qualità, di lunga conservaibilità, quindi da invecchiamento e questa è una bella notizia.

Siete stati anche al Vinitaly: come sono stati accolti i vini valdostani?
Nel panorama nazionale siamo una piccolissima nicchia, però c'è interesse. Anche i mercati esteri sono un po' stufi dei soliti vini che ormai da decenni bevono e cercano qualcosa di nuovo, in particolare le piccole produzioni. Noi in Valle d'Aosta in primis, ma anche altre località di queste viticulture cosiddette eroiche dove la produzione è piccola ma la qualità è molto alta. Inoltre spesso provengono da vitigni autoctoni che esistono soltanto in queste zone, la rarità li fa apprezzare anche perché permettono di raccontare un territorio. Se i nostri vini hanno delle qualità e anche, purtroppo, dei prezzi più elevati è dovuto ad un territorio che ci permette di fare anche della viticoltura di grande qualità a basso impatto ambientale con però molte ore di lavoro. E questo è tutto da raccontare.

Avete organizzato Vins extremes? Di cosa si tratta?
E' un salone dedicato ai vini di viticoltura eroica, ospitato il 30 novembre e il 1° dicembre al Forte di Bard dove erano presenti non soltanto viticultori valdostani ma produttori da zone a viticoltura estrema, a viticoltura eroica con i loro prodotti. Sarà un momento di confronto, di racconto e di degustazione.

Diamo un po’ di numeri della manifestazione…
Una sessantina di aziende espositrici di cui è sttao possibile assaggiare i vini e colloquiare con il produttore. Si è potuto anche degustare i 300 vini premiati al Mondial del Vins extrêmes del Cervim di quest'anno. Tutti vini di grande eccellenza, provenienti da ogni parte del mondo, che hanno preso più di 89 punti. 

Uno dei temi sarà “Da UNESCO e FAO nuovi strumenti per la valorizzazione dei paesaggi viticoli eroici”...
Indubbiamente i nostri territori ci danno dei paesaggi stupendi e questo è un elemento di grande attrazione quindi siamo inevitabilmente molto legati al mondo del turismo. In questi anni si parla molto di enoturismo e in questi organismi si sta approfondendo l'analisi della valorizzazione del legame fra prodotto e territorio.

La viticoltura eroica è in luoghi anche un po' inaspettati...
Certo avremo un'azienda che arriva da Ustica, dal Principato di Andorra. Al Concorso si sono presentati vini provenienti dal libano, dalla Palestina, da Capo Verde, dalla Bolivia, dal Perù, dalla Georgia, dal Kazakistan. Tante sorprese per tutti.

Novità per il 2020?
L'ultima domenica di maggio ci sarà Cantine Aperte, appuntamento che si svolge a livello nazionale da oltre 25 anni dove il visitatore, l'enoturista, l'appassionato può entrare direttamente in cantina, parlare con il produttore, vedere dove e come è prodotto il vino, assaggiarlo e così entrare proprio in contatto con la materia. Continuerà ovviamente il nostro supporto alle imprese valdostane: dal Vinitaly ad altri eventi dove siamo invitati a rappresentare la Valle d'Aosta con i nostri bellissimi vini.

Un sogno come associazione da realizzare?
Sicuramente che il comparto sia unito e lotti insieme per promuovere il vino e per le necesità del settore. E poi che la gente beva, lo faccia con cognizione di causa, il giusto, e sia curiosa di andare a cercare anche ciò che è meno famoso che può veramente regalare delle bellissime sorprese.
 

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