13 gennaio 2019

Mirko De Pascalis (#Pépinières): «Montagna Intelligente, Montagna eccellente e Montagna Sostenibile»

Proponiamo l’intervista a Mirko De Pascalis, componente del team di gestione delle pépinières
d’entreprises.

Cosa significa gestire una realtà come le Pépinières d’entreprises?
Le Pépinières d’entreprises sono l’incubatore d’impresa della nostra Regione, gestirlo significa
progettare un’offerta che sia in grado di rispondere ai bisogni dei nuovi imprenditori, magari giovani che vogliono lanciare la loro idea, aiutarli ad entrare nel mercato e che renda il territorio valdostano attrattivo per nuove aziende e attraente per gli investitori. Non solo comunque, per noi un’impresa
significa anche creare valore per il territorio, inclusione, lavoro e opportunità per i giovani, aggregazione sociale.

Voi avevate già altre esperienze alle spalle… 
Sì, l’ente gestore delle Pépinières è formato da due enti esperti di innovazione e di consulenza aziendale, Fondazione Giacomo Brodolini e Lattanzio Advisory. Nella fattispecie, Fondazione Giacomo Brodolini è molto attiva su tutto il territorio italiano promuovendo lo sviluppo economico e la coesione sociale, progettando e gestendo spazi di innovazione sociale, incubatori e acceleratori di impresa, percorsi di incubazione per start-up.

Come si fa a far insediare imprese innovative in Valle d’Aosta? 
All’incirca ogni quadrimestre pubblichiamo un bando per la selezione di nuove imprese da insediare. Affinché la nostra valutazione sia positiva i progetti presentati devono essere innovativi, sostenibili dal punto di vista finanziario, devono aver individuato e analizzato il mercato di riferimento, ma soprattutto devono avere un prodotto o un servizio che rientri nella strategia di specializzazione
intelligente della Valle d’Aosta, che si declina in tecnologie per la Montagna Intelligente, Montagna eccellente e Montagna Sostenibile

Attualmente qual è la situazione dei due incubatori?
Adesso abbiamo 8 startup nell’incubatore di Aosta e 7 a Pont-Saint-Martin. Alcune di queste sono in fase prototipale ma la maggior parte invece è attiva sul mercato sia locale che nazionale

Ci descriva quali sono le imprese attualmente insediate in Valle?
Ne abbiamo di diverso tipo, c’è sicuramente chi offre servizi informatici e di efficientamento energetico, qualcuno progetta vestiti intelligenti per tenersi al caldo, altri si occupano di agricoltura di precisione e addirittura di cioccolato

Qualche prossimo insediamento?
Abbiamo ricevuto qualche richiesta e siamo in procinto di aprire il nuovo bando per l’insediamento,
ne daremo notizia sui nostri social e sul nostro sito internet.

Voi proponete anche molte occasioni formative.
Sì, alle nostre startup offriamo un percorso formativo a cadenza mensile.

Iniziative da segnalare per il 2019?
Stiamo sviluppando numerose attività sia per le nostre startup che per il pubblico, ma siamo in
continuo cambiamento perché ascoltiamo i bisogni delle nostre startup e del territorio e con grande
flessibilità cerchiamo di adattarci alle nuove esigenze. Per ora non sveliamo anteprime, seguiteci
sui social, comunichiamo molto attraverso la nostra pagina FB e la nostra newsletter.

Un sogno come incubatore di impresa da realizzare? 
Di sogni il nostro team ne ha due: vedere che dopo un percorso di 3 anni le nostre startup sono in grado di crescere e avere successo sul mercato e in ottica più allargata quello di rendere l’ecosistema dell’innovazione valdostano un punto di riferimento internazionale per quanto riguarda le tecnologie
applicate alla montagna.

10 gennaio 2019

14 gennaio #Grandangolo delle Professioni su #RadioPropostainBlu: I #commercialisti

Lunedì 14 gennaio, alle 10,35, su Radio Proposta in Blu seconda puntata di un nuovo ciclo di «Grandangolo: incontri con le professioni della Valle d'Aosta». L'ospite di questa settimana sarà il Presidente dellOrdine dei Commercialisti Andrea BO. 

Il 21 toccherà invece al Presidente degli Architetti Sergio Togni.

Sul Corriere della Valle che trovi in edicola c'è l'intervista a Renato Marchiando, presidente dell'Ordine dei Consulenti del Lavoro della Valle d'Aosta. 

L'intervista sarà disponibile in formato cartaceo sul Corriere della Valle del 17 gennaio.

Tutti i Consulenti del lavoro valdostani riceveranno invece in omaggio la copia del Corriere in formato PDF.

Elisa Bonandini (#EBHitech) ospite l'11 gennaio a #ImpresaVda su #RadioPropostainBlu

Carissimo visitatore, domani, venerdì 11 gennaio, alle 9,35, sedicesima puntata del nuovo ciclo di ImpresaVda su Radio Proposta in BluIn studio Elisa Bonandini, fondatrice della EB Hi-tech Fashion

Sul Corriere della Valle in edicola trovate invece l'intervista a Luca Ciancietti della Podium Enginering.

A circa un'ora dalla trasmissione della puntata puoi scaricare il podcast nell'apposita sezione sul sito di Radio Proposta in Blu.

Se non conosci ancora la radio ti ricordo le sue frequenze: Courmayeur 103.8 - La Salle 93.7 - Saint-Nicolas 107.6 - Aosta 107.8 - Saint-Vincent 107.4 - Bassa Valle 107.8 - Brusson 88.5 - Ayas 107.6 - Valtournenche 107.6 - Valle del Gran San Bernardo 107.6 e Valgrisenche 88.0. 

Ezio Toscoz (#CooperativaProduttoriLatteFontina): «Sul prezzo della #fontina si può e si deve lavorare»

Questa settimana proponiamo l’intervista a Ezio Toscoz, direttore della Cooperativa Produttori di
Latte e Fontina. 

Partiamo dall’ultima novità l’accordo con Mc Donalds: in cosa consiste e cosa significa per
la Cooperativa?
Per tutto il 2019 la Fontina sarà utilizzata in uno dei panini della linea “My selection” di Mc donalds.
Questa linea è firmata dal ristoratore italoamericano e star televisiva Joe Bastianich. Il panino che conterrà anche la Fontina si chiamerà “My chicken” e oltre alla Fontina sarà farcito con Pollo proveniente da allevamenti Italiani, Speck Alto Adige Igp e salsa ai fughi porcini. La fornitura
prevista nel prossimo anno è di circa 80 tonnellate di prodotto che potranno subire delle variazioni in più o in meno in base al gradimento del panino. A parte l’aspetto economico decisamente importante,
voglio anche sottolineare che questa è un’importante opportunità per far conoscere il nostro prodotto su un nuovo mercato e ad un pubblico decisamente giovane che magari conosce poco la Fontina
DOP. Le campagne di comunicazione che Mc Donalds metterà in campo nel corso dell’anno  consentiranno alla fontina DOP di avere una grande visibilità peraltro del tutto gratuita.

Quali sono stati i numeri di produzione dell’ultima annata?
Il numero complessivo delle forme che la Cooperativa stagiona e commercializza in un anno
circa 250.000. Questo numero è ormai abbastanza stabile da diversi anni e anche nell’anno che sta volgendo al termine questo numero è confermato. A questo dobbiamo aggiungere circa 35.000 forme di Toma di Gressoney che produciamo nel nostro caseificio di Fontainemore.

Fontina ma non soltanto. Cosa possiamo dire sugli altri prodotti?

La Fontina è ovviamente il nostro prodotto principale. Oltre alla forma intera siamo in grado di confezionarla in atmosfera modifica in confezioni che vanno dai 200 g alla mezza forma. Da
qualche anno siamo in grado di fornirla anche affettata in fettine sottili e questo è il caso della fornitura Mc Donalds. A parte la Fontina, un altro prodotto che ci dà dei buoni risultati è la fonduta
alla valdostana che commercializziamo in confezioni da 400 g e da 800 g per la ristorazione. Abbiamo poi aggiunto negli ultimi anni anche una versione di fonduta alla valdostana con fontina
e tartufo. Un altro prodotto che ci sta dando delle buone soddisfazioni è la toma di Gressoney . I numeri sono cresciuti negli anni e quest’anno superiamo le 35.000 forme. Oltre a questo commercializziamo anche il burro in due formati da 250 e 500 g oltre ad uno per gli alberghi
da 10 g .

Uno dei temi di cui spesso si discute è il prezzo. Punto di arrivo o si può ancora migliorare?
Il prezzo può e deve essere migliorato. Per ottenere questo occorre lavorare su più fronti partendo
dalla qualità. Solo con un prodotto di qualità elevata e costante si può ottenere il giusto riconoscimento dal mercato. Occorre poi investire in comunicazione per far conoscere le caratteristiche e le peculiarità del prodotto. Noi abbiamo un centro visitatori a Valpelline dove accompagniamo i turisti interessati in visita al magazzino. Ci siamo resi conto che sono in pochi quelli che conoscono la realtà produttiva della Fontina.

Un altro problema molto sentito è purtroppo quello delle imitazioni e dei falsi.
Purtroppo sia a livello locale, nazionale e internazionale questa è un piaga che arreca un grave danno al prodotto. 

Al netto dei falsi quanta fontina viene commercializzata fuori valle?
Circa il 92% della nostra produzione viene commercializzata fuori valle. Di questo 92% circa il 12-
13% viene commercializzata all’estero. Quindi in definitiva 8 % valle d’Aosta, 80% resto d’Italia e
12% all’estero.

Una curiosità: mi sono trovato a fare il giurato al Modon d’or e confesso che è stato molto  impegnativo: come si riconosce un Fontina fatta a regola d’arte?
Innanzitutto iniziamo a fare una verifica molto semplice alla portata di tutti. Controlliamo che
su una delle due facce piane del formaggio ci sia il marchio della Fontina. Spesso vengono spacciati
come Fontina formaggi similari. E’ Fontina solo quando è marchiata con il timbro ad inchiostro del Consorzio con la montagna stilizzata e la scritta fontina DOP. Questo è il primo passo. Passiamo poi ad un esame visivo della forma: la crosta deve essere compatta, di colore marrone chiaro che diventa
più scuro con il procedere della maturazione. Per quanto riguarda la pasta, deve essere elastica,
morbida e l’occhiatura non eccessiva e dispersa nella forma, colore dall’avorio al giallo paglierino
più o meno intenso. La pasta fondente in bocca ha un sapore dolce e delicato che può diventare più intenso con il procedere della maturazione.

Novità per il 2019? 
La fornitura al Mc Donalds mi sembra un buon inizio per il 2019. Abbiamo poi alcuni contatti
importanti con altri possibili clienti che speriamo di concretizzare.

Un sogno come Direttore della Cooperativa da  realizzare?
La Cooperativa è stata istituita nel 1957 per raccogliere, stagionare, commercializzare e valorizzare
la produzione dei propri soci e questo è per la Cooperativa il primario obiettivo per cui lavoriamo
da sempre. Io ho svolto praticamente quasi tutta la mia attività lavorativa in Cooperativa e credo fermamente che la cooperazione e quindi l’aggregazione dell’offerta sia un sistema molto valido per avere successo sul mercato. Il mio augurio e il mio auspicio è quello che questa mia convinzione possa essere anche quella di molti produttori.

Programma di Sviluppo Rurale 2014/2020: riaprono i bandi per i corsi di formazione nel settore agricolo

L'Assessorato del Turismo, Sport, Commercio, Agricoltura e Beni culturali comunica che sono riaperti i bandi relativi alla Misura 1 del Programma di Sviluppo Rurale 2014/2020 per la presentazione delle domande finalizzate all’organizzazione di corsi di formazione in ambito agricolo. Le risorse a disposizione ammontano a quasi 100 mila euro.

Le sottomisure interessate sono tre. La 1.1 riguarda il Sostegno alla formazione professionale e acquisizione di conoscenze e prevede la realizzazione di 3 corsi di formazione; la 1.2, relativa al Sostegno ad attività dimostrative e azioni di informazione, contempla 18 interventi dimostrativi e informativi, quali seminari, workshop e focus group, mentre la 1.3 Sostegno a scambi interaziendali
di breve durata nel settore agricolo e forestale, nonché a visite di aziende agricole e forestali è volta alla realizzazione di visite aziendali. Ai bandi per le sottomisure 1.1 e 1.3 possono accedere gli enti di formazione accreditati, mentre per la 1.2 sono ammessi gli enti di formazione anche non accreditati e i prestatori di servizi di trasferimento di conoscenze.

I destinatari delle iniziative formative sono gli addetti dei settori agricolo e alimentare della regione, gli operatori nella gestione del territorio e le PMI attive nell’ambito rurale. Le tematiche dovranno riguardare, in particolare, le competenze amministrative e imprenditoriali dei titolari d’azienda, la tematica ambientale, la diversificazione produttiva e il miglioramento dei processi produttivi delle aziende agricole e agroalimentari.

Le domande devono essere presentate, entro il 15 marzo 2019, allo Sportello Unico dell'Assessorato del Turismo, Sport, Commercio, Agricoltura e Beni culturali in località Grande Charrière n. 66 a Saint-Christophe. Per ulteriori informazioni, chiamare l’Ufficio formazione dell’Assessorato al numero 0165/275262, oppure consultare il sito della Regione all’indirizzo: http://www.regione.vda.it/agricoltura/ PSR_2014-20

#CVATrading - #AIG Europe : non c'è nulla da pagare

CVA TRADING, in una nota, comunica di aver ricevuto, negli ultimi giorni, numerose segnalazioni agli sportelli e al call center da parte dei propri clienti finali riguardo una comunicazione ricevuta da parte della compagnia assicurativa AIG Europe S.A.

A tal proposito la società precisa che «l’informativa è relativa alla polizza “ASSISTENZA CASA” inclusa a titolo totalmente gratuito all’interno di tutti i contratti residenziali a partire dal 2016. Per tutti i clienti già attivi è stata inviata una comunicazione specifica successivamente all’avvio della promozione, mentre per i nuovi clienti i dettagli sono specificati nelle condizioni economiche dei singoli contratti di fornitura».

CVA TRADING ricorda di avere inoltre provveduto ad informare annualmente i propri clienti, con avviso in bolletta, della possibilità di usufruire dei vantaggi dedicati, mettendo inoltre a disposizione un’area ad hoc del proprio sito internet.

CVA TRADING - ed è questa alla fin fine la cosa più importante -  «desidera rassicurare i propri clienti e informa in tal senso che la comunicazione inviata da parte della compagnia assicurativa non comporta alcuna richiesta di pagamento, né impone alcun vincolo contrattuale: si tratta di un’informativa per presa visione in ottemperanza ad obblighi normativi imposti al gruppo assicurativo in relazione alla Brexit. Pertanto i clienti di CVA Trading possono considerare questa lettera di AIG come una semplice informativa che non comporta alcuna conseguenza né richiede alcuna azione da parte loro».

4 gennaio 2019

#JobDay #CogneAcciaiSpeciali: aperte le candidature

Sino al 15 gennaio sarà possibile inserire la propria candidatura – sul sito della Cogne Acciai Speciali al link: www.cogne.com/job - per partecipare alla selezione di circa 25 figure professionali da inserire
nello stabilimento di Aosta.

COS’È IL JOB DAY COGNE E COME PARTECIPARE?
Il Job Day Cogne è una campagna di reclutamento volta alla selezione del personale da impiegare
presso lo stabilimento di Aosta in vista di assunzioni programmate o di inserimenti lavorativi per sostituzioni, avvicendamenti o potenziamento delle strutture. In particolare, l’iniziativa si articolerà in
una serie di selezioni presso la Cogne Acciai Speciali nelle giornate del 25 e 26 gennaio 2019, alimentate dalle candidature inserite sull’apposita pagina del sito della Cogne dal 22 dicembre al 15 gennaio, e ritenute in linea con le posizioni aperte.

GLI INSERIMENTI IN AZIENDA SARANNO EFFETTUATI CON CONTRATTI A TEMPO DETERMINATO E INDETERMINATO O DI APPRENDISTATO IN LINEA CON LE
COMPETENZE MATURATE E LE POSIZIONI APERTE.

CHI PUÒ PARTECIPARE AL JOB DAY?
Fino al 15 gennaio è possibile candidarsi in base al livello di scolarità certificata (MINIMO RICHIESTO DIPLOMA O QUALIFICA). Pertanto, nella presente pagina, dopo aver definito il proprio titolo di studio, i candidati dovranno identificare la posizione principale per la quale intendono proporsi (ad esempio Specialista manutentore industriale elettrico). I candidati che desiderano proporsi per un’ulteriore posizione (quindi ci si può candidare solo per due posizioni aperte), potranno farlo con un’unica registrazione, direttamente all’interno della scheda di raccolta “dati anagrafici e professionali”, dove sarà possibile indicare un’ulteriore preferenza (ad esempio Operatore di produzione), senza pertanto dover inserire la candidatura più volte.

ATTENZIONE: Solo le pregresse esperienze professionali maturate nel ruolo di interesse per almeno
dieci anni possono essere considerate spendibili ed eventualmente equiparabili alla Qualifica professionale.

IL PROCESSO DI SELEZIONE
Una volta registrati, i candidati, il cui profilo risulterà in linea con le necessità aziendali, saranno contattati, compatibilmente con i tempi di analisi dei CV pervenuti dall’ufficio risorse umane e riceveranno le indicazioni relative alle fasi di selezione successive: test attitudinali e tecnici, assessment di gruppo e colloqui individuali e tecnici.

I PROFILI RICERCATI
LAUREA: Metallurgista, Esperto SAP, Tecnico di manutenzione industriale, Esperto manutentore
industriale meccanico, Esperto manutentore industriale elettrico e Esperto manutentore industriale
elettronico

DIPLOMA: Operatore laboratori, officine, trattamenti termici area qualità, Operatore CNC,  Operatore di produzione (acciaieria e colata continua, linea laminati e linea fucinati), Specialista manutentore industriale meccanico, Specialista manutentore industriale elettrico e Specialista manutentore industriale elettronico

QUALIFICA O EQUIPARABILE: Addetto officina qualità, Addetto di produzione (acciaieria e colata continua, linea laminati e linea fucinati), Manutentore meccanico, Manutentore elettrico e Manutentore elettronico.

Gli interessati potranno candidarsi fino al 15 Gennaio 2019 collegandosi al link
www.cogne.com/job.

Predazione #lupo, l'appello di #Coldiretti: «Immobilismo ormai insostenibile, servono misure per salvare l'economia rurale»



Coldiretti Valle d'Aosta, dopo l’ennesimo avvenimento di predazione a danno di un’azienda agricola, lancia un appello alla nuova Amministrazione regionale affinché possa garantire, al più presto, risposte concrete su di un’emergenza troppe volte considerata come un non problema.

«Viviamo in una situazione di immobilismo insostenibile poiché il Piano Lupo si è arenato in Conferenza Stato-Regioni già nel dicembre del 2017, dopo anni di discussioni, per cui non esiste un quadro normativo che consenta di mettere in campo misure concrete» evidenziano Alessio Nicoletta e Richard Lanièce rispettivamente Presidente e Direttore di Coldiretti Valle d’Aosta.

«Una condizione che porta a tralasciare, di fatto, le conseguenze patite dagli allevatori e da chi vive quotidianamente la montagna a seguito degli attacchi dei lupi e degli ibridi di lupo. La diffusione sempre più massiccia di questo predatore rischia di minare l’economia rurale della nostra regione - concludono Nicoletta e Lanièce - per questo il Piano Lupo, che auspichiamo venga al più presto preso in seria considerazione dalle Istituzioni preposte, dovrà tener conto delle esigenze degli allevatori e del loro prezioso ruolo ambientale, sociale ed economico. In questa direzione, richiediamo al mondo politico regionale la massima attenzione e l’apertura di un confronto serio sul futuro dell’allevamento valdostano».



7 gennaio #Grandangolo delle Professioni su #RadioPropostainBlu: I consulenti del Lavoro

Lunedì 7 gennaio, alle 10,35, su Radio Proposta in Blu prima puntata di un nuovo ciclo di «Grandangolo: incontri con le professioni della Valle d'Aosta». 

Il mio primo ospite sarò Renato Marchiando, presidente dell'Ordine dei Consulenti del Lavoro della Valle d'Aosta. 

L'intervista sarà disponibile in formato cartaceo sul Corriere della Valle del 10 gennaio.

Tutti i Consulenti del lavoro valdostani riceveranno invece in omaggio la copia del Corriere in formato PDF.

Stefano Treves: «con passione affronto la sfida del #costruire in #montagna»

Questa settimana proponiamo l’intervista a Stefano Trevès, titolare dell’omonima impresa edile di Saint-Vincent.

Da quanto tempo siete attivi nel settore?
Io lavoro in questo settore da 30 anni. Da quando ho terminato gli studi. Ho cominciato a lavorare con mio papà che operava nel settore edile dai primi anni 60.

Cosa possiamo dire sulla storia aziendale? Quali sono stati i passaggi più significativi?
Sono due generazioni di attività. Ho lavorato con mio papà per 7-8 anni poi ho aperto una mia attività. Ho cominciato nel 1998 soprattutto con lavori in pietra a vista, cioè caminetti, finiture particolari. Con l’andare del tempo mi sono specializzato anche su altre lavorazioni. Ho cominciato a realizzare ristrutturazioni fino a costruire case dallo scavo fino all’ultima mano di bianco, chiavi in mano...

Un lavoro di cui andate particolarmente fiero?
Io sono contento di tutti i lavori svolti in quanto li realizzo sempre con grande passione e cercando ogni volta di fare del mio meglio. Ovviamente sono particolarmente interessato alla ristrutturazione delle case rurali perché entri anche in contatto con quanto fatto da chi ci ha preceduto e mi dà delle soddisfazioni particolari. Sono molto contento poi di essere riuscito a costruire casa mia. Era un sogno che avevo.

Certe case antiche sono anche delle sfide immagino…
La ristrutturazione è difficile perché ci sono dei vincoli di vario tipo, però dà delle soddisfazioni molto particolari con lavorazioni che in qualche maniera ti portano a superare i tuoi limiti. Riesci a scoprire delle soluzioni nuove e a lavorarci sopra. Occorre cuore e testa.

Non è un momento facile per il settore edile…
A partire del 2009 il settore edile ha visto un calo dell’offerta sia per nei lavori pubblici che in quello privato. Quest’ultimo però è stato caratterizzato da una battuta d’arresto meno traumatica almeno per me che ho una piccola azienda.

Nell’ultimo decennio quanto è cambiato il settore? Quali sono gli ultimi trend dell’edilizia?
La tipologia di costruzione è cambiata tantissimo. Si è passati da una costruzione con una muratura come quella fatta sin dagli anni ‘60 ad una molto più stretta, più portante però con degli isolamenti termici molto più spessi, questo per dare una classe energetica alle case superiore. Il modo di costruire è diverso in quanto si va a fare dei cappotti su dei muri con materiali innovativi.

Cosa significa costruire in montagna?
Il lavoro in montagna comporta difficoltà maggiori che si superano con più lavoro e meno guadagno. Il cliente non è sempre in grado di cogliere questa differenza e un imprenditore si deve organizzare prevedendo un dispendio di energie ed economiche superiori che non puoi neanche addossare tutto sul cliente, altrimenti diventerebbe impossibile fare una ristrutturazione in certi posti dove devi portare per 50-100 metri i sacchi di cemento con una carriola.

Iniziative aziendali da segnalare per il 2019?
Per il 2019 le prospettive sono buone. Ho già lavoro per 7-8 mesi. Una finestra di tempo già buona per il periodo. Si tratta sempre di ristrutturazioni e rifacimento di tetti in lose. Piano piano qualcosa si sta riprendendo. Ce lo auguriamo tutti che finisca.

Un sogno imprenditoriale da realizzare?
Più che un sogno il mio è un augurio cioè che l’economia del nostro Paese possa tornare ai livelli di 15 anni affinché sia le aziende, grosse e piccole, che le famiglie che ci lavorano abbiano delle basi solide per poter progettare il loro futuro.

2 gennaio 2019

La Pizzeria #Anemaecore investe in Svizzera




Proponiamo questa settimana l’intervista a Virginio e Stefano Saulle della pizzeria Anema e Core di Quart. 


Come nasce la vostra azienda?
Virginio: Siamo un azienda familiare sin dai tempi del mio trisavolo. Nel 1822 a Gaeta nasce il primo Anema e Core.

Perfino ad Aosta ci sono tantissime pizzerie, la domanda sarà anche alta ma come ci si differenzia? Virginio: Noi alla mattina quando iniziamo la nostra attività ci riuniamo e se abbiamo fatto bene ci chiediamo tutti se possiamo fare meglio sia per quanto riguarda la cucina che per il servizio in sala, ma anche rispetto ai prodotti.

Sul vostro sito non andate per il sottile: sostenete che il vostro locale ha cambiato il volto della ristorazione in Valle d’Aosta. Come sostenete questa tesi? 
Virginio: molti ci fanno questa domanda. Con onestà e con tanta umiltà diciamo che sono i numeri a parlare. Il primo anno che abbiamo aperto in Valle non soltanto con Anema e Core ma pure con il gruppo Festival Pizza abbiamo fatto 185mila pizze in quanto abbiamo girato tantissimo in Valle e fuori. Questa frase è stata scritta da due giornalisti piemontesi che sono venuti a trovarci nel locale e hanno visto i numeri che abbiamo fatto e l’affluenza al locale.

Nel 2017 avete anche aperto uno street lab in Aosta. Di cosa si tratta? 
Stefano: Ci troviamo in via Torre del Lebbroso 29 e lo Street Lab parte come laboratorio ma anche come pizzeria popolare per tutte le tasche. Per noi poi, essendo pizzaioli da tre generazioni, far mangiare per noi campani è un mestiere antico. Lo street food oggi conquista le strade di tutto il mondo: è glam, è gourmet, è trendy, lo si sbandiera, se ne parla. E ad Anema e Core si trova tutto questo. E’ un locale che vuole avere un taglio più giovane. E’ anche rosticceria, friggitoria tutto tipico campano.

Una curiosità più gastronomica che imprenditoriale: da cosa si capisce che una pizza è rispettosa della vera tradizione napoletana?
Virginio: Da come esce la pizza dal forno a legna. Noi rispettiamo i criteri dell’Associazione Vera Pizza Napoletana il che significa che la pizza deve essere un babà. Totò scrisse che “la pizza è come una bella femmina sa da accarezzà ma nun sa da maltrattà”. La vera pizza napoletana non è la piadina, non è schiacciata. Ha dei colori. L’impasto è fondamentale. Noi abbiamo dei campioni pizzaioli per quanto riguarda l’impasto che è un nostro segreto di famiglia. Non si può dire. E’ come chiedere la ricetta della Nutella. In sintesi bordo alto, condimenti e sapori particolari.

Uno dei vostri temi forti aziendali sono le materie prime. Come avete selezionato i fornitori? Virginio: Li abbiamo selezionati tenendo conto della loro cura dettagliata ma anche con cuore delle materie prime. Inoltre noi siamo produttori di mozzarella di bufala. Abbiamo un caseificio in Campania e alleviamo 1000 bufale a Cassino dove prendiamo latte di bufala al 100%. Il prodotto è tracciato. Noi usiamo soltanto prodotti esclusivi. La nostra mozzarella è stata portata anche davanti al Papa quando è stata fatta la festa dei 200 anni della gendarmeria. Sulla mozzarella copriamo tutta la filiera. Poi non dimentichiamoci del pomodoro. Noi utilizziamo quello sarnese di Sorrento e poi l’olio di Sorrento, il basilico di Genova, per il suo profumo, le farine selezionate a pietra. La gente oggi capisce la qualità.

In un settore come il vostro dove la tradizione è importantissima, quanto si può innovare? 
Virginio: Con umiltà. Fare innovazione significa cambiare, rivedere, rimodernizzare, aggiornarsi e noi come impresa ci interroghiamo sempre su questo. I nostri locali in Valle avranno tutti per il 2019 una nuova location, più moderna, più pratica, più vicina alle persone. Ne siamo entusiasti anche se per ora non possiamo dire di più. Modernizzare poi significa anche essere attenti alle esigenze della clientela. Molte persone soffrono di intolleranze e noi proponiamo la pizza senza glutine e anche la pasta, fatta in casa sulla base di un’antica ricetta napoletana. Voi in effetti offrite una ristorazione a 360°…

Altre iniziative aziendali? 
Virginio: Abbiamo anche degli “Api” che utilizziamo per le manifestazioni in piazza, ad esempio abbiamo organizzato un evento per la Casa di riposo G.B.Festaz. Ma nel 2019 andremo anche in Svizzera in varie località e in altre località in Italia con il nostro brand Festival Pizza.

Prevedete ulteriori sedi? 
Virginio: Da un anno stiamo lavorando ad un nostro ristorante in Svizzera. È la gente che ce lo chiede e noi siamo molto contenti.

Un sogno imprenditoriale da realizzare?
Virginio: Noi non siamo un franchising, ma una famiglia allargata. E anche dire loro di venirci a trovare che troverete sempre delle novità. Il nostro sogno è quello di far sempre più conoscere il made in Italy non soltanto napoletano ma italiano. E il prossimo locale che apriremo in località Amérique, risponderà proprio a questa logica. Non diciamo di più perché deve essere una sorpresa a cavallo di fine anno

1 gennaio 2019

BUON ANNO!

Il mio personale buon anno a tutti. E in particolare al mondo della politica. Faccio i miei auguri prendendo spunto dal messaggio di Papa Francesco per la Giornata Mondiale della Pace che si celebra proprio il 1° gennaio. Papa Francesco ha voluto ricordare le “beatitudini del politico”, proposte dal Cardinale vietnamita François-Xavier Nguyễn Vãn Thuận, morto nel 2002. Sono parole di utile riflessione anche per gli elettori.

Ancora BUON ANNO!!!

Beato il politico che ha un’alta consapevolezza e una profonda coscienza del suo ruolo.
Beato il politico la cui persona rispecchia la credibilità.
Beato il politico che lavora per il bene comune e non per il proprio interesse.
Beato il politico che si mantiene fedelmente coerente.
Beato il politico che realizza l’unità.
Beato il politico che è impegnato nella realizzazione di un cambiamento radicale.
Beato il politico che sa ascoltare.
Beato il politico che non ha paura.

27 dicembre 2018

Luca Ciancietti (#Podium Enginering) ospite il 28 dicembre a #ImpresaVda su #RadioPropostainBlu

Carissimo visitatore, domani, venerdì 28 dicembre, alle 9,35, quindicesima puntata del nuovo ciclo di ImpresaVda su Radio Proposta in BluIn studio Luca Ciancietti della Podium Enginering

A circa un'ora dalla trasmissione della puntata puoi scaricare il podcast nell'apposita sezione sul sito di Radio Proposta in Blu.

Se non conosci ancora la radio ti ricordo le sue frequenze: Courmayeur 103.8 - La Salle 93.7 - Saint-Nicolas 107.6 - Aosta 107.8 - Saint-Vincent 107.4 - Bassa Valle 107.8 - Brusson 88.5 - Ayas 107.6 - Valtournenche 107.6 - Valle del Gran San Bernardo 107.6 e Valgrisenche 88.0. 

24 dicembre 2018

Buon Natale a Tutti!!!


20 dicembre 2018

Ezio Toscoz (#CooperativaProduttori LatteeFontina) ospite il 21 dicembre a #ImpresaVda su #RadioPropostainBlu

Carissimo visitatore, domani, venerdì 21 dicembre, alle 9,35, tredicesima puntata del nuovo ciclo di ImpresaVda su Radio Proposta in BluIn studio Ezio Toscoz, direttore della Cooperativa Produttori di Latte e Fontina

A circa un'ora dalla trasmissione della puntata puoi scaricare il podcast nell'apposita sezione sul sito di Radio Proposta in Blu.

Se non conosci ancora la radio ti ricordo le sue frequenze: Courmayeur 103.8 - La Salle 93.7 - Saint-Nicolas 107.6 - Aosta 107.8 - Saint-Vincent 107.4 - Bassa Valle 107.8 - Brusson 88.5 - Ayas 107.6 - Valtournenche 107.6 - Valle del Gran San Bernardo 107.6 e Valgrisenche 88.0. 

13 dicembre 2018

Approvatoil Bilancio di sostenibilità della #CogneAcciaiSpeciali

«Descrivere la nostra azienda e informare dipendenti e cittadini del livello di attenzione e dell’importanza degli investimenti che l’azienda pone in essere nei confronti dello sviluppo professionale dei Collaboratori, della loro salute, della loro sicurezza, del migliore utilizzo delle risorse e del contenimento dell’impatto ambientale, sono i motivi che ci hanno convinto della necessità di redigere il primo Bilancio di Sostenibilità 2017 della Cogne Acciai Speciali».

Con queste parole l’amministratore delegato della CAS Monica Pirovano ha aperto la conferenza stampa di presentazione della prima edizione del documento “che fotografa il presente, attraverso gli investimenti e le azioni posti in essere lo scorso anno, e proietta lo sguardo verso il futuro”.

«Durante l’elaborazione del Bilancio – ha sottolineato Pirovano –, pur conoscendone la portata, siamo rimasti anche noi sorpresi dal valore reale dell’impatto anche economico che la Cogne ha sulla Valle d’Aosta».

In particolare, come emerge dal documento disponibile sul sito web della Cas: le ricadute economiche sul territorio sono di oltre 74 milioni di euro, tra stipendi dei dipendenti, tasse amministrative e servizi erogati da fornitori valdostani, ossia circa 600 euro per ciascun residente in Valle.

A questo si aggiungono, per il 2017, quasi 15 milioni di investimenti, che salgono a circa 19 nel 2018, il 27% dei quali per il miglioramento dei livelli di salute e sicurezza.

«Tali tematiche – ha aggiunto Monica Pirovano – sono per noi da sempre estremamente importanti e assolutamente prioritarie, in considerazione del fatto che lo Stabilimento si colloca all’interno di un contesto urbanizzato come la città di Aosta e la Piana con cui ha condiviso la crescita e lo sviluppo, occupandone oltre mezzo milione di metri quadrati sui quali operano mediamente ogni giorno oltre 1.300 persone».

«E questo – ha aggiunto Pirovano - senza perdere di vista le sfide da superare per restare leader mondiali nella produzione di acciai inossidabili lunghi e proiettarsi a pieno titolo nel mondo dell’Industria 4.0. In tal senso, il 2017 è stato per noi un anno molto impegnativo. L’adozione di un nuovo modello organizzativo fondato sui principi della Lean Organization, ossia dell’organizzazione snella delle attività produttive e dei flussi di informazione, il proseguimento delle attività di riorganizzazione già in corso e l’ulteriore focalizzazione sui mercati delle specialties (prodotti più di nicchia) hanno comportato inevitabilmente la ridefinizione delle strutture aziendali e dell’approccio al lavoro».

Per affrontare un cambiamento di questa portata, non solo tecnologico, ma anche e soprattutto culturale, la Cogne Acciai Speciali ha potenziato i percorsi formativi mirati ad accrescere le conoscenze e le competenze del proprio personale e a elevare lo standard d’ingresso dei nuovi collaboratori, tanto che nell’ultimo triennio sono state quasi 3 mila le partecipazioni ai corsi dei dipendenti, con una media di oltre sei giorni di formazione per ogni collaboratore, inclusa la formazione obbligatoria.

In linea con questa scelta sono anche i progetti formativi rivolti ai ragazzi che hanno coinvolto, solo nel 2017, 21 studenti del Liceo classico, artistico e musicale di Aosta nell’ambito dell’Alternanza scuola-lavoro e 43 stage tra Garanzia Giovani e Progetto Formazione, 19 dei quali inseriti nell’organico aziendale.

Dal punto di vista della salute e sicurezza dei lavoratori, il dato più significativo riguarda gli indici di gravità e di frequenza degli infortuni che, nel 2016, per la prima volta si sono attestati al di sotto dei valori medi nazionali delle aziende siderurgiche con più di 250 dipendenti, migliorando ulteriormente nel 2017.

Per quanto riguarda infine l’ambiente, nel confermare che anche per lo scorso anno non si sono verificati superamenti dei limiti delle emissioni definiti dall’AIA, il rapporto pone particolare attenzione alla gestione delle risorse idriche.


«Lo Stabilimento di Aosta – ha spiegato l’amministratore delegato - utilizza l’acqua per molteplici funzioni, tra cui la produzione di vapore per usi tecnologici, il raffreddamento degli impianti nonché l’alimentazione della rete antincendio. Consapevole del riguardo con cui deve essere utilizzata questa ricchezza, la Cogne per ottimizzarne l’impiego adotta politiche finalizzate a ridurre l’impatto sulla falda attraverso sistemi di ricircolo con stazioni di rilancio e recupero, grazie ai quali è possibile ridurre al 16% l’emungimento di acqua dai pozzi rispetto al fabbisogno. E gli sforzi per migliorare queste prestazioni emergono anche dall’andamento del consumo di metri cubi d’acqua per tonnellata prodotta, che sono passati dai 53,4 del 2015 ai 47,5 del 2017».

«Il nostro auspicio – ha concluso Pirovano – è che la pubblicazione di questo rapporto aiuti a conoscere, un po’ più da vicino e da un punto di vista differente rispetto a quello più asettico dei numeri di bilancio, quali siano le azioni che quotidianamente mettiamo in atto per cercare di raggiungere gli obiettivi che prima vi ho presentato e il cui conseguimento costituisce un valore per tutta la nostra Comunità».



#AlfredoLIngeri (#Honestamp): «Sogniamo un polo della meccanica»

Questa settimana proponiamo l’intervista a Alfredo Lingeri della Honestamp. 

Possiamo dire che avete festeggiato i vostri primi 50 anni lavorando? 
Quest’anno abbiamo celebrato i 50 anni di attività, frutto di un lavoro portato avanti con tenacia per tre generazioni. Con mio padre nel 1968 a Hône, poi a Donnas in due unità produttive e, infine, sfruttando un’occasione offertaci dalla Regione Valle d’Aosta ci siamo insediati nello stabilimento dove operiamo ancora oggi a PontSaint-Martin. Abbiamo festeggiato questi 50 anni in una struttura della Brambilla a Verrès in quanto ci sembrava che questo vecchio stabilimento dove si era sviluppata l’attività del cotone poi trasformato in una unità scolastica poteva essere una riuscita sintesi tra industria e le future generazioni che verranno in seguito per sviluppare l’attività industriale nella nostra regione. Ci pareva una location delle più rappresentative sul nostro territorio.

In mezzo secolo la vostra attività è cambiata tantissimo… 
Oggi l’azienda è portata avanti dai figli Mirko e Simone e sicuramente dall’inizio dell’attività il percorso dell’Honestamp è stato anomalo rispetto a quanto avveniva in quegli anni. Io e mio papà con l’aiuto di un tecnigrafo e una matita abbiamo iniziato a progettare degli stampi, delle attrezzature inerenti alla nostra attività. In seguito dalla progettazione siamo passati alla costruzione e poi alla produzione di quanto progettato. Tutto questo nel tempo ci ha permesso di acquisire quella professionalità che oggi ci dà quell’atout in più attraverso il quale garantire quel servizio completo ai nostri clienti: dalla necessità dell’oggetto al suo sviluppo, alla progettazione dell’attrezzatura per renderlo costruibile fino alla sua definitiva costruzione. Io dico che diamo un servizio al nostro cliente dall’idea al prodotto finale.

Sicuramente ci sono stati momenti difficili: come li avete superati? 
Noi per carattere e abitudine siamo abbastanza attenti a non fare il cosiddetto passo più lungo della gamba e quindi questa nostra attenzione a non esporci troppo a volte può averci penalizzato perché non siamo riusciti a percorrere certe strade, però io mi immagino sempre una bilancia che ha un certo livello di stabilità, può essere più alto o più basso, ma se si rimane stabili si hanno determinate garanzie. Il piatto più alto può significare successi importanti, ma quando si scende le difficoltà possono diventare molto grandi. Il mantenerci in equilibrio è stata comunque la nostra fortuna.

Possiamo dare un po’ di numeri aziendali? 
Fra le 30 e 40 unità occupazionali. Quando abbiamo dei surplus produttivi ci avvaliamo della collaborazione di alcune aziende vicine del nostro settore e questo ci ha permesso anche di poter superare in maniera accettabile le eventuali eccedenze di richiesta dei nostri prodotti. Nei momenti di difficoltà facendo rientrare queste attività siamo riusciti comunque a mantenere inalterata la nostra potenzialità operativa.

Su quali mercati operate in questo momento? 
Il mercato dell’Honestamp è caratterizzato da un elevato livello di concorrenza. Oggi anche gli stati in via di sviluppo acquistano i macchinari che abbiamo noi, hanno possibilità di avere delle consulenze da tutto il mondo e quindi la concorrenza è molto spietata. L’unica cosa in cui ci differenziamo sono le professionalità che rendono leader l’attività aziendale e la celerità. L’essere concorrenziale dipende dalla velocità con cui si porta sul mercato un prodotto. Più nessuno vuole fare magazzino perché costa e, quindi, la produzione si sta avvicinando alla vendita. I tempi tra un passaggio e l’altro sono sempre più brevi e la velocità di realizzazione è determinante.

 Sul fronte dell’export qual è la situazione? 
Il nostro export è, purtroppo, legato al trasferimento delle aziende italiane all’estero. Alcune aziende hanno delocalizzato in Cina, Romania, Brasile, America, Francia, Germania ma non riescono a raggiungere in loco la qualità dei nostri prodotti e così noi continuiamo a fornire queste unità produttive.

Cosa vuol dire operare in un settore come il vostro in Valle d’Aosta? Più le gioie o i dolori? 
A volte mi chiedo se la Honestamp fosse nata in un distretto vicino a Torino o Milano cosa sarebbe oggi. Naturalmente vivere in Valle d’Aosta in particolare in questi ultimi periodi - dove la chiusura dell’Olivetti ha creato seri problemi e lo stesso quella di Fiat a Torino - ci porta ad avere delle grosse difficoltà di comunicazione e di presenza sui mercati nazionali e internazionali. Milano è una delle zone più proficue per avere contatti commerciali e la Valle d’Aosta è un po’ problematica in questo senso. I nostri clienti quando vengono in Valle sono entusiasti delle nostre montagne, dell’accoglienza che la gente offre loro, ma quando si ragiona sugli aspetti produttivi abbiamo difficoltà nel fare arrivare i materiali e nel rispedirli. Anche perché quando queste attività sono ridotte perché alcune aziende o si sono localizzate altrove o hanno chiuso i battenti ci troviamo in difficoltà.

Un sogno imprenditoriale da realizzare?
 Il sogno dell’Honestamp è quello di valorizzare il territorio. Honestamp fa parte di Confindustria Valle d’Aosta e questo le ha dato l’occasione anche di poter conoscere le potenzialità del nostro territorio, in particolare di Pont-SaintMartin dove l’attività d’eccellenza metalmeccanica è stata sicuramente molto forte perché le aziende che c’erano e che ci sono tutt’oggi hanno dato un grosso apporto sul fronte della tecnologia. Il sogno sarebbe dunque quello di creare un polo dove poter raccogliere tutte queste tecnologie di qualità e, operando in maniera comune, aggredire i mercati.

#AimarMatteo Impianti festeggia il quarantennale

Nata nel 1978, la Aimar Matteo Impianti compie quest’anno 40 anni. Si dice che i quarant’anni siano l’età della maturità e della consapevolezza, qualità che descrivono appieno questa azienda. Matteo Aimar inizia l’attività, è orgoglioso nel raccontare che il suo primo lavoro è stato “mettere in piedi l’impianto elettrico di una stalla”.

In pochi anni dalla sua costituzione, la Aimar Matteo Impianti inizia il suo rapidissimo processo di crescita. Nel 1996 entra in società il figlio Enrico, svolta che incide positivamente sull’azienda che, infatti, con un processo di diversificazione riesce a macinare una crescita ancora maggiore. Sono diversi i professionisti che nel corso degli anni hanno lavorato al fianco di Matteo ed Enrico per poi lasciare l’azienda per mettersi in proprio, ma ciò non ha fermato il percorso di espansione tanto che alcuni di essi sono diventati partner e fornitori.

Si spengono oggi 40 candeline, 40 come il numero di dipendenti che permettono alla Aimar Matteo Impianti di operare in innumerevoli settori quali: funiviario, centrali idroelettriche, cabine di trasformazione MT-BT, Elettrodotti Interrati in MT e Giunzioni MT, Revisioni funiviarie, Illuminazione e Distribuzione BT-MT, Impianti Termoidraulici, Impianti Fotovoltaici, Impianti elettrici civili e illuminazione locali, manutenzione ordinaria e straordinaria, nel settore alberghiero, nell’illuminazione pubblica e negli impianti Splinker e gruppi di pressurizzazione antincendio.

Per poter far fronte a tutto questo, l’azienda ha dovuto trasferire la sede, dalla storica di Pollein a quella attuale di Saint-Christophe. In virtù del trasferimento è stato possibile avere al proprio interno gli uffici amministrativi, il magazzino e soprattutto l’ufficio tecnico che può così seguire i progetti in tutte le sue fasi. La costante crescita, non solo in termini di grandezza ma soprattutto in termini di qualità e professionalità sono alla base di questo importante traguardo che l’azienda si trova a festeggiare.


Grande soddisfazione è espressa anche da Giancarlo Giachino, Presidente di Confindustria Valle d’Aosta,sono orgoglioso che Confindustria Valle d’Aosta possa annoverare al suo interno imprese come la Aimar Matteo Impianti. Ho avuto piacere in questi anni di vedere da vicino il lavoro prestato da quest’azienda, mi vengono in mente le cabinovie Staffal-Gabiet di Gressoney-La-Trinité, la Aosta-Pila, la nuova Monte Bianco a Courmayeur, solo per citarne alcuni. Anche a livello associativo, la famiglia Aimar si è sempre dimostrata attiva, in modo particolare ha dimostrato un’attenzione particolare ai propri dipendenti premiandoli, in occasione delle Assemblee annuali di Confindustria con il riconoscimento “Eccellenze al Lavoro”. Dietro un’azienda di successo, ci sono imprenditori di successo che, ogni giorno, a fianco dei propri preziosi collaboratori e dipendenti, fanno sacrifici e si impegnano per realizzare questo obiettivo. Per questo voglio congratularmi con la Famiglia Aimar per quanto raggiunto e realizzato, ma come si suol dire: che questo traguardo non sia un punto di arrivo ma un punto di partenza. Insieme alle meritate congratulazioni rivolgo quindi alla Aimar Matteo Impianti i miei più sentiti auguri per uno splendido futuro”.

Pierre Noussan (#Confidi Valle d'Aosta) ospite il 14 dicembre a #ImpresaVda su #RadioPropostainBlu

Carissimo visitatore, domani, venerdì 14 dicembre, alle 9,35, tredicesima puntata del nuovo ciclo di ImpresaVda su Radio Proposta in BluIn studio Pierre Noussan del Confidi Valle dìAosta. 

Sul Corriere della Valle in edicola puoi trovare l'intervista a Virginio Saulle della pizzeria Anema e Core di Quart. 

A circa un'ora dalla trasmissione della puntata puoi scaricare il podcast nell'apposita sezione sul sito di Radio Proposta in Blu.

Se non conosci ancora la radio ti ricordo le sue frequenze: Courmayeur 103.8 - La Salle 93.7 - Saint-Nicolas 107.6 - Aosta 107.8 - Saint-Vincent 107.4 - Bassa Valle 107.8 - Brusson 88.5 - Ayas 107.6 - Valtournenche 107.6 - Valle del Gran San Bernardo 107.6 e Valgrisenche 88.0. 

#Tecnocasa e il mercato immobiliare in Valle d'#Aosta

Lo staff di Tecnocasa ha presentato nei giorni scorsi ad Aosta un quadro piuttosto dettagliato dell’andamento del marcato immobiliare della nostra regione. Il consulente Tecnocasa Mario Chierchia, l’affiliato Agostino Nicotera e il consulente senior Kiron Partner Vincenzo Giambusso hanno offerto ai presenti un quadro completo del Gruppo che ormai dal 1986 è attivo sul mercato della mediazione immobiliare nazionale e non solo.
Gli esperti di Tecnocasa hanno riscontrato «un aumento delle richieste di acquisto ed anche di persone che scelgono l’affitto. Nell’area di Piazza della Repubblica chi acquista per investimento si indirizza su bilocali da 90 a 120 mila € che poi mette a reddito. Le famiglie cercano invece trilocali in buono stato; piacciono gli appartamenti in condomini degli anni ’60-’70, dotati di posto auto e situati in via Chambery e corso Battaglione Aosta. Nelle zone di corso Ivrea e Villa Chicco crescente domanda di immobili, grazie anche ai mutui agevolati della Regione che oggi coprono fino al 100% del valore dell’immobile (erogati per un importo massimo di 180 mila €). Il centro storico di Aosta registra per lo più acquisti di prima casa realizzati da persone che vivono già in zona e che si indirizzano sul trilocale». 

La tipologia maggiormente richiesta ad Aosta  è il  trilocale  (61,8%). La disponibilità di spesa concentra il 38,2% delle richieste nella fascia tra 170 e 249 mila €. La tipologia più presente sul mercato (offerta) è il quattro locali (48,6%). «Diminuisce – hanno precisato gli operatori -  il numero delle compravendite nel I semestre del 2018, in particolare in città in cui si registra un decremento del -20,9% rispetto al I semestre 2017. Segno leggermente negativo in provincia dove le transazioni diminuiscono del -0,5%. Anche sulle locazioni la città di Aosta mostra un lieve ribasso dei valori: -0,8% per bilocali e -0,7% per i trilocali (I semestre 2018 rispetto al II semestre 2017). I canoni di locazione medi registrati in città sono: bilocali 400 € al mese, trilocali 530 € al mese». 

Come sempre il gruppo offre un’analisi più dettagliata anche per quanto riguarda il capoluogo regionale e il mercato immobiliare turistico.


AOSTA
Nella prima parte del 2018 il mercato immobiliare di Aosta registra una contrazione dell’1,6%. Nell’area di Piazza della Repubblica chi acquista per investimento si indirizza su bilocali da 90 a  120 mila € che poi mette a reddito, ultimamente anche con affitti turistici.  Le   famiglie cercano trilocali in buono stato. Piacciono gli appartamenti in condomini degli anni ’60-’70,  dotati di posto auto e situati in via Chambery e corso Battaglione Aosta. In queste zone è ancora possibile parcheggiare. Per una soluzione in buono stato si spendono mediamente 1600-1700 € al mq. Su piazza della Repubblica i valori scendono a 1300-1400 € al mq. Non lontano sorge il quartiere Cogne che ospita immobili popolari (ex Aler ed ex Ina Casa), spesso privi di ascensore che si valutano 1200 € al mq da ristrutturare e 1500 € al mq se già ristrutturati. Le nuove costruzioni sono presenti soprattutto nel comune di Gressan dove ci sono appartamenti in villa acquistabili a 2500 € al mq. Continuano i lavori nell’area compresa tra corso Lancieri d’Aosta e viale Partigiani  interessata da un notevole sviluppo edilizio  e in via Chambery dove al posto dell’ex sede della Guardia di Finanza si costruiscono appartamenti immessi sul mercato a 4000 € al mq anche se in questo  momento la disponibilità di spesa di chi acquista il nuovo è di 2600 € al mq.  Nelle zone di corso Ivrea e Villa Chicco il mercato è vivace ed è caratterizzato da un aumento del numero delle richieste e delle compravendite grazie ai mutui agevolati della Regione che oggi coprono fino al 100% del valore dell’immobile e sono erogati comunque per un importo massimo di 180 mila €. Il centro storico di Aosta registra per lo più acquisti di prima casa realizzati da persone che vivono già in zona  e che si indirizzano sul trilocale. Si registra un lieve aumento dei valori per le soluzioni ristrutturate e signorili anche grazie agli interventi di riqualificazione che hanno interessato il centro storico, riportando alla luce importanti resti romani.  La zona più costosa e anche più ambita è quella del Cardo Massimo della città (via Aubert, via De Tillier, via Porta Praetoria e via Sant’Anselmo), dove ci sono soluzioni del XVII secolo, spesso con finiture di pregio (scale in pietra, affreschi e soffitti a volta) che ristrutturate costano 2600-2700 € al mq con  punte di 3000 € al mq che si toccano nella zona di piazza Chanoux. Prezzi più accessibili e per questo più  a misura di famiglia le abitazioni presenti nel quartiere Dora dove, una soluzione nuova, costa mediamente 1800-2000 € al mq. Apprezzate le case presenti in corso Ivrea e Arco d’ Augusto per la presenza di aree verdi e di parcheggio oltre che di attività commerciali.  Corso Ivrea si sviluppa nella prima periferia di Aosta e ospita condomini degli anni ’70, quasi tutti dotati di ascensore che, allo stato originario, costano 1300-1400 € al mq e già ristrutturati fino a 2000 € al mq.  Chi desiderasse soluzioni indipendenti può spostarsi nell’area di Villa Chicco con prezzi di  2500-3000 € al mq. Diversi i cantieri di nuova costruzione presenti in città. Tra questi ci sono quelli della zona collinare di Beauregard dove i prezzi raggiungono i 3000 € al mq e quelli presenti ad est della città dove si sta delineando un’area di sviluppo edilizio con abitazioni costruite con criteri di efficienza energetica e la possibilità di avere aree verdi al piano terra. I prezzi del nuovo si aggirano intorno a 2600 € al mq.  Positivo il mercato della locazione con una domanda elevata a cui non corrisponde altrettanta offerta. A ricercare la casa sono studenti e lavoratori fuori sede. Per un bilocale si segnalano canoni di 400-450 € al mese con punte di 500 € al mese nelle zone centrali. La domanda immobiliare nella zona Ospedale è vivace alimentata sia da acquirenti di prima casa sia da investitori. Non lontana dal centro storico e sviluppatasi intorno alle  vie Federico Chabod, XXVI Febbraio, via Zimmermann, via Guedoz, viale Ginevra e  via Roma offre immobili degli anni ’60-’70 che da ristrutturare costano 1500-1700 € al mq. Sono disponibili anche delle soluzioni di nuova costruzione in classe B a prezzi medi di 3200 € al mq. In aumento, negli ultimi mesi, la domanda ad uso investimento che ha per oggetto bilocali da ristrutturare su cui investire mediamente 100 mila €. Nei pressi della chiesa di Via Saint Martin si sono ultimati appartamenti  inseriti in un edificio riqualificato in classe ” A” con pannelli solari e fotovoltaici, cappotto da 14/16 cm, i cui prezzi partono da 2500 € al mq. Piace anche l’area collinare dove ci sono  soluzioni di taglio medio-grande (130-140 mq) costruiti negli anni ’80 e ’90, che adesso hanno quotazioni medie che si aggirano intorno ai 1700 € al mq per alloggi da ristrutturare e fino a 2300 € al mq per alloggi ristrutturati. Qui acquistano soprattutto coloro che intendono migliorare la qualità abitativa e sono alla ricerca di ampi tagli.  Sempre positivo il mercato delle locazioni con una domanda che proviene soprattutto da single, giovani coppie e dipendenti dell’Ospedale che ricercano in particolar modo il bilocale, mentre il trilocale è richiesto dalle famiglie: i canoni medi oscillano tra 400 e 500 € al mese e, anche grazie agli accordi territoriali del Comune di Aosta, si stanno stipulando soprattutto contratti a canone concordato.

LOCALITA’ TURISTICHE
Il mercato della seconda casa in Valle d’Aosta, con prezzi in diminuzione dell’1,7%, è dinamico nella prima parte dell’anno. A Cogne si segnalano sporadici acquisti da parte di stranieri in particolar modo belgi che si indirizzano su bilocali e trilocali dal valore non superiore a 300 mila €. Tra gli acquirenti italiani prevalgono i professionisti provenienti dalla Liguria, che scelgono il centro città dove i prezzi delle nuove costruzioni si aggirano intorno a 3000-3500 € al mq. Ci sono anche nuove costruzioni dal momento che sorge nel “Parco Nazionale del Gran Paradiso”. Gli amanti dello sci di fondo preferiscono le abitazioni nel centro della città dove ci sono le piste da fondo che saranno protagoniste a febbraio di due tappe della prossima “Coppa del Mondo”. In crescita l’attenzione alle spese condominiali e alla metratura dell’immobile al fine di abbattere le spese di gestione. Tra le frazioni preferite, soprattutto nel periodo estivo, c’è Lilaz (sede delle cascate) dove gli immobili di nuova costruzione costano 2800 € al mq.

Nella media valle di Valtournenche è Chamois, dove si arriva solo ed esclusivamente con la funivia,  ad essere più apprezzata e dove si ricercano  bilocali da 70 a 120 mila €, dotati di bella vista, spazio esterno, piste da sci e  costruiti in pietra e legno. Più difficile che si acquistino soluzioni degli anni ’70. A Chamois un buon usato costa 2000- 2200 € al mq.  Apprezzato anche Torgnon, importante centro sciistico dove,  per un buon usato, si spendono mediamente 2400-2600 € al mq. A Châtillon il mercato immobiliare è meno turistico, si cercano piccoli appartamenti da 60-70 mila € oppure villette a schiera e case indipendenti. Piace anche la zona collinare che permette di godere di vista panoramica e per il fatto che è sempre soleggiata. I prezzi vanno da 1400-1500 € al mq fino a 1600- 1700 € al mq.  Una delle case tipiche ricercate come casa vacanza sono i Rascard, casette indipendenti in pietra e legno, sviluppate su due piani (50 mq a piano) e dal valore intorno a 100 mila € se da ristrutturare e 300 mila € se ristrutturate. Quasi sempre necessitano di lavori di ristrutturazione e sono sottoposte a vincoli.

A Courmayeur si registra un buon andamento del mercato della seconda casa alimentato da acquirenti provenienti dalla Lombardia, dal Piemonte e anche da stranieri (inglesi, svizzeri, russi). Gli italiani si indirizzano su appartamenti, gli stranieri valutano anche soluzioni indipendenti. Nelle zone centrali i valori per le soluzioni da ristrutturare si aggirano intorno a 6000-7000 € al mq, mentre quelle ristrutturate oscillano intorno a 12-13 mila € al mq. Al momento le nuove costruzioni si ricavano da recuperi di vecchie aree già destinate a casa vacanza. L’elevata domanda di casa in locazione durante il periodo invernale determina una buona domanda di acquisti ad uso investimento. Per un bilocale di quattro posti letto si spendono 6000 € per l’intera stagione, 1800 € nella settimana di Natale e 1500 € in quella di Capodanno. Piace anche Verrand, frazione di Prè-Sant-Didier più vicina a Courmayeur di cui subisce l’influenza sui prezzi (10 mila € al mq). A Pré-Saint-Didier, Morgex e La Salle prevalgono gli acquisti di prima casa mentre la casa vacanza interessa coloro che non riescono ad accedere al mercato più costoso di Courmayeur. Una soluzione ristrutturata si aggira intorno a 4000 € al mq. In queste località le seconde case risalgono agli anni ’80  ed hanno prezzi più contenuti, 2200-2500 € al mq. La località che raccoglie più richieste di seconda casa è La Salle perchè più soleggiata.

La Valle del Gran San Bernardo ha registrato sostanziale stabilità nelle quotazioni come anche la Valpelline: entrambe le Valli appartengono alla Vallata del Grand Combin. Sono soprattutto acquirenti lombardi, liguri e valdostani a muoversi sul mercato ma, negli ultimi tempi, si segnala un certo interesse anche da parte di svizzeri. La disponibilità di spesa degli acquirenti italiani per acquistare piccoli tagli non supera i 200 mila €. Sempre più attenzione viene posta al contenimento delle spese condominiali.  Si prediligono le soluzioni vicine alle piste oppure vicine ai centri abitati e ai servizi. Il centro più importante è Etroubles un borgo storico del ‘700-‘800, composto da numerose frazioni, il cui centro è una zona pedonale dotata di negozi e dei principali servizi. Il centro storico offre le tipiche case valdostane indipendenti, realizzate in pietra e legno. Ad Etroubles una soluzione ristrutturata costa 2000 € al mq. Piace anche Saint-Rhémy-en-Bosses, che vanta la presenza di un piccolo comprensorio da discesa di oltre 22 km di piste. La parte più richiesta è quella vicina al “Crevacol”, dove una tipologia indipendente di buona qualità costa 1900-2000 € al mq. A Ollomont che vanta la presenza di una pista da discesa, per lo sci di fondo e lo snow park vicino allo skilift ci sono case tipiche di montagna in pietra e legno. Una soluzione in buono stato costa 1500 € al mq, una ristrutturata 2000 € al mq per arrivare a 2500 € al mq per quelle di nuova costruzione. Nella località turistica di Pila ci sono condomini di grandi dimensioni che non incontrano il favore degli acquirenti per le elevate spese condominiali. I prezzi medi sono di 2400 € al mq. Da segnalare la presenza di invenduto sia a Pila sia a Etrouble che si vende a prezzi medi di 2400 € e 2000 € al mq.

A Saint Vincent si registra un mercato vivace dovuto al fatto che i prezzi sono più vantaggiosi e quasi sempre, a differenza del passato, chi acquista lo fa per utilizzare la casa vacanza e non per metterla a reddito.  Acquistano prevalentemente famiglie alla ricerca di bilocali su cui investire meno di 100 mila €. Si scelgono appartamenti in condomini con basse spese condominiali e possibilmente su strade non rumorose. La cittadina piace per la presenza delle terme, del Casinò e per la posizione centrale all’interno della Valle. Si preferisce la zona centrale (via Chanoux, viale Piemonte, via Vuillerminaz, via Roma e viale IV Novembre) dove un buon usato degli anni ’60 costa intorno a 1000-1500 € al mq. Sempre in queste zone per una soluzione degli anni ’90 si spendono 1600-1700 € al mq, mentre per una degli anni 2000 il prezzo sale a 2000 € al mq. A ridosso del Casino si registrano prezzi medi di 1800 € al mq. 

Mercato positivo anche in Val d’Ayas: a Champoluc si sta procedendo al recupero di vecchi fabbricati ricostruiti con criteri di efficienza energetica e che si acquistano a prezzi medi di 3500 € al mq. La zona infatti non ha spazi edificabili avendo un Prg restrittivo. Champoluc piace soprattutto agli amanti dello sci perché appartiene al comprensorio del “Monterosa Ski”, ma l’apertura delle nuove terme sta attirando diversi turisti, soprattutto per affitti di breve periodo e sta “animando” la località anche durante gli altri mesi dell’anno. Piacciono gli immobili situati sulla Route Ramey dove si registrano le quotazioni più elevate: 4000-4500 € al mq per le soluzioni in ottimo stato per scendere poi a 3500 € al mq per le abitazioni che necessitano di interventi di ristrutturazione. A questo occorre aggiungere che Champoluc e tutta la Val d’Ayas  saranno interessati da un progetto che dovrebbe collegare gli impianti sciistici di Alagna, Gressoney, Ayas, Valtounenche e Zermatt dando vita al terzo più grande anello di sci al mondo.

12 dicembre 2018

Michele Poletti (#Hortobot): Agricoltura & Innovazione

Proponiamo questa settimana l’intervista a Michele Poletti della Hortobot, un’azienda innovativa che opera nel settore agricolo.

Il nome è un po’ oscuro...di cosa vi occupate?
Hortobot è un neologismo ricavato da due parole inglesi: orticoltura e robotica. Noi ci occupiamo di agricoltura 4.0 di precisione con una specializzazione, al momento, di orticoltura.

Come siete arrivati in Valle d’Aosta?
Il percorso che ci ha portato in Valle è stato abbastanza denso in quanto abbiamo valutato varie opportunità sia in Italia che all’estero dopodiché abbiamo scelto la Valle d’Aosta in funzione di tutta una serie di programmi di sostegno e di sviluppo che la Regione insieme ad altri enti del territorio offrono alle start up innovative.

Voi siete insediati presso la Pépinières…
Si, quella di Pont-Saint-Martin. Siamo un’azienda molto giovane in quanto ci siamo costituiti nell’agosto di quest’anno. Siamo ancora atipici nel panorama delle start up in quanto arriviamo già con delle fasi di valutazione, di studio di fattibilità e di prototipi che adesso stiamo ponendo in essere.

Voi pur essendo una start up non operate soltanto in Valle d’Aosta?
In quanto start up noi possiamo definirci come un competence center, cioè un centro di competenza che lavora su progetti e contenuti di livello nel senso che i programmi di ricerca e di sviluppo che svolgiamo insieme e in collaborazione stretta con enti di ricerca e anche con università. Per questi aspetti noi a tutti gli effetti abbiamo una presenza specifica sul territorio della Valle d’Aosta e rispetto ad essa riusciamo anche a catalizzare l’attenzione di enti e soggetti sparsi su tutto il territorio nazionale.

Come nasce la vostra azienda?
In America le start up nascono nei garage e noi ci siamo trovati in una situazione simile: quattro persone che si conoscevano da tempo, ridendo e scherzando hanno cominciato ad appassionarci a un prototipo, a un primo studio che uno dei soci, che possiede un’azienda agricola, aveva proposto un po’ provocatoriamente di realizzare. Da lì c’è stata una accelerazione e così da esigenze contingenti del socio agricoltore si sono aggregate e concretizzate specifiche competenze intorno al progetto che è nato rapidamente

Entriamo nel dettaglio: quali servizi offrite alle imprese agricole?
Noi ci rivolgiamo al settore primario e nello specifico al settore dell’orticoltura dove proponiamo alle aziende agricole macchinari e sistemi efficienti, sicuri e con ampie applicazioni in grado di gestire l’intero ciclo delle attività agricole, cioè dalla produzione alla gestione online dei dati per esempio per la certificazione biologica dei prodotti. Offriamo anche programmi di trasferimento della conoscenza e delle tecnologie basati su misure certe in grado di migliorare l’efficienza, la produttività e la sostenibilità. Aspetti molto importanti in quanto oggi parlare di strumenti a sostegno delle aziende agricole è un tema interessante, ma molto complesso e l’utente non ha facilità ad accedere a questi dati. Infine ci occupiamo di sistemi e modelli altamente innovativi per fare incontrare dal punto di vista digitale domanda e offerta.


Quali sono i vantaggi della vostra tecnologia?
La razionalizzazione e l’uso più efficiente delle risorse primarie, cioè acqua, suolo e l’energia. E’ bene immaginare la riduzione di CO2 e dei mezzi a gasolio con altri mezzi alimentati da energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili come i pannelli solari. Ma non solo. Ognuno di noi passando in autostrada vede dei sistemi di irrigazione che inondano se non allagano porzioni di campi, noi siamo in grado con la nostra tecnologia di rilasciare l’esatto quantitativo di acqua alla pianta nello stato di crescita. Anche la riduzione di fitosanitari e fertilizzanti chimici sostituiti da tecniche di controllo delle erbe festanti in modo completamente naturale o meccanico. L’approccio dell’agricoltura di precisione consiste nell’ingegnerizzazione di macchinari innovativi che sfruttano il potenziale tecnologico di quella che potremmo definire una quarta rivoluzione industriale a tutti gli effetti. Tutte queste macchine ovviamente agiscono in un modo interconnesso e intervengono in una logica assolutamente utile nell’economia dell’azienda agricola.

Siete già entrati in contatto con gli imprenditori locali e quindi avete affrontato anche la sfida della montagna che non è da poco per la vostra tecnologia?
Esattamente. Oggi il percorso che ci ha portato a scegliere la Valle d’Aosta come luogo di incubazione è un percorso nel quale abbiamo avuto modo di stringere rapporti molto validi e interessanti con il territorio, con gli enti, le istituzioni e tutte le sue componenti in quanto la Regione pone in essere un modello importante nell’ambito dell’innovazione e delle start up. Proprio per questo noi abbiamo incontrato altissimi di specializzazione e di diversificazione che sono coadiuvati e sostenuti da un’efficace organizzazione centrale come è la Regione. La sfida alpina significa, giustamente, partire dal punto più difficile. Oggi i nostri macchinari riescono ad accettare, a differenza di altri, anche delle pendenze abbastanza importanti e quindi riusciamo a portare una redditività su suoli che normalmente non vengono approntati proprio per la morfologia dei terreni

 Iniziative da segnalare per il 2019?
Posso sicuramente dire che sarà un anno molto denso di impegni e di traguardi importanti. Quello che faremo e tutto quello che proporremo in una logica di trasferimento di competenze, tecnologie, know how e informazione sarà ospitato sul nostro sito che prossimamente rilasceremo e tramite il quale andremo a toccare argomenti di avanguardia per l’agricoltura di precisione 4.0 e non solo.

Sul rapporto con l’università si può dire qualcosa?
Ci sono dei rapporti importanti. Le novità ci sono e saranno nel quadro di quanto annunceremo via web

Un sogno imprenditoriale da realizzare?
Diffondere la consapevolezza del cibo sano, biologico, da dove proviene tra i bambini delle scuole. Credo che questo sarebbe l’apoteosi per un vivere e uno sviluppo migliore.
 

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