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13 agosto 2013

Su #Rai3 Valle d'#Aosta Settima puntata di #Startuppers: in scena #AvicPharma e #BiodigitalValley | #startuppersvda


Alle 20 di mercoledì 14 agosto su Rai 3 Valle d'Aosta settima puntata di Start-uppers. 


Si tratta, come ben sanno i visitatori affezionati di questo blog, di un ciclo di nove puntate dedicato a 16 imprese valdostane in fase di start-up realizzato in collaborazione con la  società di produzione ed edizione discografica e audiovisiva Eubage.

Le aziende protagoniste della puntata saranno Avic Pharma e Biodigital Valley.


Come piccola anticipazione ecco il lancio della trasmissione. L'unico momento di ogni puntata in cui compare l'autore di questo blog: 

È la farmaceutica il comune denominatore delle due idee imprenditoriali su cui si fondano le aziende protagoniste della nostra puntata entrambe insediate a Pont. Da un lato i preparati farmaceutici di  Avicpharma e dall'altra Biodigitalvalley dove l'informatica è applicata alla Chimica, alla Biologia, alle Biotecnologie e appunto alla Farmaceutica. 
Ma ora  parola e immagini ai nostri Startuppers.

Come sempre sono interessato a commenti, osservazioni, critiche. Lo spazio commenti, di questo blog è tutto tuo. Ma anche il mio profilo Facebook come pure il mio account twitter dove se vuoi puoi utilizzare l'hashtag #startuppersvda. 

Nel frattempo buona visione...

30 aprile 2012

Due nuovi insediamenti negli Incubatori di Aosta e Pont-Saint-Martin

L'incubatore di Aosta
A chi come il sottoscritto ama aggirarsi fra i siti internet alla ricerca di qualche novità non sarà sfuggito un aggiornamento nel sito di Vallée d'Aoste Structure
Da pochi giorni sono infatti comparse due aziende: una ad Aosta e l'altra a Pont-saint-Martin.


Nel capoluogo regionale si è insediata Tacita, neo start up impegnata nello sviluppo di motociclette innovative da competizione «Enduro» con motore elettrico. 


Nella Bassa Valle, invece, è arrivata Gap Laser & Photonics, sistema optoacustico per il monitoraggio 3D ed in real time del campo di temperatura durante il trattamento dei tumori alla prostata mediante tecnica di Laser Interstitial Thermo Therapy (LITT). Chi segue il settore e questo blog con attenzione si ricorderà che si tratta del progetto che ha vinto la Start Cup valdostana del 2011 e di cui avevo già scritto qui.

25 novembre 2011

Cristina Pession (Fratelli Magro) Ospite a ImpresaVda su Radio Proposta in Blu


Carissimo visitatore metto on line la puntatadel 18 Novembre. Ospite  di «ImpresaVda», Enrico Bucci, fondatore di Biodigitalvalley, start up insediata nell'incubatore di impresa di Pont-Saint-Martin, operante nel settore del biomedicaleQui - se te la sei persa - puoi trovare la puntata in questione. 

L'ospite della puntata di oggi, venerdì 25 novembre, alle 9,30, su Radio Proposta in Blu, è invece Cristina Pession, della Trasporti Magro, azienda che vanta mezzo secolo di vita.  Con lei approfondirò il tema del trasporto.
Come sempre ti ricordo che ImpresaVda è disponibile a dare voce ai tuoi dubbi, ai tuoi quesiti, ai tuoi commenti critici. Scrivi a: diretta@radiopropostainblu.it.

Anche a trasmissione terminata non esitare a mandare una tua impressione o a lasciare un tuo commento anche su questo blog. Sarà apprezzata anche la segnalazione di un ospite che vorresti fosse invitato in trasmissione. Anche le autosegnalazioni di imprenditori desiderosi di far conoscere i loro progetti aziendali sono ben accette. Ne farò buon uso.


Non dimenticare che è possibile ascoltare Radio Proposta anche sul tuo pc: clicca qui.


Qui invece puoi riascoltare tutte le puntate andate in onda sino ad oggi.

Se non conosci ancora la radio ti segnalo le sue frequenze: Courmayeur 103.8 - La Salle 93.7 - Saint-Nicolas 107.6 - Aosta 107.8 - Saint-Vincent 107.4 - Bassa Valle 107.8 - Brusson 88.5 - Ayas 107.6 - Valtournenche 107.6 - Valle del Gran San Bernardo 107.6 e Valgrisenche 88.0.
Buon ascolto

18 ottobre 2010

ProteinQuest: il Nuovo Approccio di BioDigitalVally per la Ricerca di Biomarcatori

ProteinQuest, la nuova piattaforma per il discovery farmaceutico e biomedicale realizzata da BioDigitalValley, giovane azienda innovativa localizzata nel territorio di Pont Saint Martin, nata 2 anni fa come spin-off del gruppo RGI, ha permesso di raggiungere un importante traguardo: è stato validato un nuovo modo ed originale di individuazione di potenziali marcatori diagnostici per le malattie grazie unicamente l’utilizzo di strumenti informatici di analisi della letteratura scientifica mondiale. D’ora in poi ProteinQuest permetterà quindi di scoprire nuovi biomarcatori diagnostici e terapeutici che aiuteranno ad abbreviare i tempi della ricerca farmacologica. Qui trovate un po' di post su BioDigitalValley.

Dopo 2 anni di ricerche nei laboratori scientifici di BiodigitalValley a Pont Saint Martin, l’azienda ha rilasciato la prima versione di ProteinQuest, la piattaforma per la biodiscovery realizzata in Valle d’Aosta. ProteinQuest integra i dati della letteratura scientifica biomedica con vari altri tipi di dati e immagini biomediche, allo scopo di ottenere informazioni rilevanti sulle relazioni tra geni, proteine e malattie supportate da esperimenti di laboratorio, individuare geni target per la scoperta di biomarcatori e lo sviluppo dei farmaci, estrarre le informazioni rilevanti nei vari stadi dello sviluppo clinico, estrarre le reti di proteine e mappare la conoscenza scientifica su determinati argomenti di interesse (istituzioni, autori, …).

Come primo “banco di prova”, già durante la fase di sviluppo del prodotto, la tecnologia e le competenze dell’azienda sono state utilizzate per dare un contributo alla lotta contro il morbo di Parkinson.

«E’ da più di 150 anni - afferma Enrico Bucci, Direttore Scientifico di BiodigitalValley - che la scienza conosce il morbo di Parkinson, ma fino ad ora nessun esame, se non post mortem, è in grado di diagnosticare con certezza la malattia. La diagnosi è pertanto puramente sintomatica, ed avviene quindi in uno stadio molto avanzato di neurodegenerazione, in cui la perdita dei neuroni tipicamente colpiti dal morbo è già in fase avanzatissima. E’ per questo che la ricerca volge molti sforzi nell’ottenimento di marcatori obiettivi di malattia, cioè di parametri biochimici misurabili, che possano possibilmente far anticipare la cura ad una fase pre-sintomatica, con indubbi benefici per i pazienti».

Gli sforzi di BiodigitalValley e del network accademico internazionale che collabora con l’azienda hanno già prodotto frutti: grazie unicamente all’utilizzo di strumenti informatici di analisi della letteratura scientifica mondiale, si è stati in grado di evidenziare alcuni cambiamenti in una proteina specificamente coinvolta nella malattia, dato successivamente confermato su pazienti umani, come riportato in un lavoro pubblicato recentemente dalla rivista BioInformatics. Approfondimenti successivi dei risultati ottenuti hanno portato ad un secondo lavoro, pubblicato dalla rivista IUBMB Life, giudicato meritevole della copertina dell’ultimo numero della rivista.

La ricerca sul morbo di Parkinson
Forte dei primi risultati ottenuti e della tecnologia innovativa che ha portato a sviluppare ProteinQuest, l’azienda prosegue il suo impegno nel settore della ricerca sul morbo di Parkinson: in collaborazione con la Regione Valle d’Aosta e con l’Università dell’Insubria, ha infatti appena lanciato un importante progetto di ricerca biennale sulla proteomica del Parkinson (ParIS – Parkinson Informative System), che prevede il più grosso stanziamento di fondi mai avvenuto in Italia per iniziative del genere pari a 1,4 milioni di euro.

«ProteinQuest è il primo ed importante traguardo nella pipeline di BioDigitalValley - afferma Paolo Consoli, CEO della società - crediamo inoltre che un ciclo di ricerca e sviluppo continuo ci porterà ad accumulare un know-how ed un vantaggio competitivo nei prossimi anni che permetterà al nostro gruppo di giocare un ruolo primario anche in questo settore: il mercato sicuramente va a premiare le scelte innovative e in questo senso i primi feedback che stiamo ricevendo sono molto positivi».

Quanto realizzato sinora dall’azienda apre una promettente prospettiva per le compagnie farmaceutiche e biotech che si occupano di discovery: infatti, è stato dimostrato come la nuova metodica realizzata da BioDigitalValley consenta di ottenere risultati originali nel settore della ricerca biomedica con tecniche squisitamente informatiche, dunque automatiche (virtual discovery). Andando avanti nelle attività di ricerca, ed in collaborazione con nuovi partner accademici, si potrà tentare di individuare potenziali marcatori diagnostici e terapeutici, in tempi più brevi rispetto agli attuali, sia per il Parkinson, sia per altre malattie neurodegenerative, sia infine per condizioni molto differenti ma di assoluto rilievo sanitario (cancro, infarto al miocardio, …).

Allo Smau
BioDigitalValley sarà presente allo SMAU 2010 dal 20 al 22 ottobre presso Milano FieraCity ospite nello stand della Regione Valle d’Aosta; questa sarà anche l’occasione per la dimostrazione delle potenzialità della piattaforma ProteinQuest. «I nostri ricercatori - conclude Consoli - saranno a disposizione del pubblico per spiegare cosa stiamo facendo: sono convinto che anche la diffusione per non addetti ai lavori di quanto la ricerca tenta di fare per il progresso della scienza e soprattutto per la cura delle malattie sia importante sia per la nostra crescita culturale a livello nazionale sia per la valorizzazione degli sforzi della ricerca stessa».

17 gennaio 2010

BioDigitalValley: l'ICT Applicata alla Biomedicina (3)

Qui trovi i post precedenti.


IL PROGETTO IMAGE IN DETTAGLIO
Qui puoi leggere un post dove l'argomento è descritto in maniera meno da addetti ai lavori.


Le tecniche di meta analisi raccolgono dati a partire da molti studi scientifici differenti per verificare il grado di accordo tra diversi studi e isolare e descrivere effetti sperimentali affidabili e statisticamente supportati.

In questo senso, la meta analisi dei dati disponibili costituisce il più importante strumento per verificare sia la confidenza di un determinato insieme di ipotesi scientifiche, sia la robustezza delle tecniche sperimentali usate negli studi di interesse.

Ad oggi, tuttavia, la meta analisi dei dati scientifici di argomento biomedico si basa principalmente sull'analisi testuale delle fonti di pertinenza al particolare problema di interesse, indipendentemente dal fatto che tali fonti siano articoli scientifici (meta analisi di letteratura), database di vettori di testo (per esempio, i database che contengono le sequenze delle proteine e quelli che si riferiscono alle mutazioni di tali sequenze in associazione con determinate patologie) o altre fonti di testo, come nel caso delle analisi effettuate negli studi di linguistica computazionale. Mentre però negli ultimi due casi citati il testo rappresenta l'elemento stesso dell'indagine, e corrisponde quindi esattamente al dato sperimentale oggetto di indagine, nel caso dell'aggregazione di studi di letteratura scientifica il testo costituisce una sovrastruttura rispetto al dato sperimentale vero e proprio, sia perché contiene le conclusioni tratte dagli autori (non necessariamente esatte) sia perché non riflette l'intera informazione contenuta nel dato sperimentale di partenza, ma solo quella parte che, a giudizio degli autori, è pertinente alle conclusioni che si intende sostenere.

Al contrario, la meta analisi delle immagini, e in particolar modo di quelle che rappresentano direttamente un risultato sperimentale e non schematizzano le conclusioni del lavoro, rappresenta uno strumento di indagine poco esplorato, nonostante le sue potenzialità comincino ad emergere.

Tale strumento può fornire sia una robustezza maggiore nel supporto delle conclusioni scientifiche tratte in un lavoro sia anche, ed è questo l'aspetto più interessante, nuove conferme sperimentali ad ipotesi di nuova formulazione. Per supportare quest'ultima affermazione, sarà sufficiente un esempio: immaginiamo di voler dimostrare per primi la correlazione tra l'espressione di un determinato gene e l'insorgenza di una patologia. Potremmo decidere di affidarci alla letteratura scientifica e affrontare la meta-analisi di tutti gli articoli scientifici che si riferiscono al gene in questione. Se la nostra ipotesi scientifica è originale, tuttavia, non troveremo nessun articolo che riporta in maniera diretta a livello del corpo del testo l'associazione tra il gene e la malattia di interesse, perché anche chi ha studiato la malattia non ha ancora notato l'associazione con il gene in questione. Inoltre, visto che la maggior parte degli studi si riferiscono ad un piccolo numero di replicati biologici, manca la potenza statistica necessaria perché si possa trarre una conclusione sul gene in questione.

Tuttavia il gene, sotto forma per esempio del suo prodotto proteico, anche se non identificato esplicitamente, potrebbe essere presente in tutti quegli esperimenti in cui si studia la patologia di interesse. Se il segnale sperimentale dovuto all'espressione di questo gene è noto, sarà possibile andare a ricercarlo in tutte le immagini di esperimenti che si riferiscono alla patologia bersaglio, e confrontarne l'intensità con tutte le corrispondenti immagini che si riferiscono a condizioni diverse (controllo di specificità).

Allo scopo di poter perseguire proprio questo tipo di approccio, nell'ambito del progetto Image ci si propone, per la prima volta a livello globale, l'esplorazione esaustiva delle immagini depositate in letteratura scientifica (image data mining, in circa 4 milioni di pubblicazioni scientifici), il trattamento statistico e la classificazione automatica delle stesse attraverso:

a) estrazione delle features significative,

b) definizione di una semantica appropriata

c) costruzione di classificatori appropriati (ove necessario, con tecniche di intelligenza artificiale)

ed infine lo studio di un caso specifico allo scopo di dimostrare come sia possibile ottenere con questa tecnica risultati originali nel settore della ricerca biomedica (virtual discovery).

14 gennaio 2010

BioDigitalValley: l'ICT Applicata alla Biomedicina (2)

Il primo post pubblicato sul mio blog su BioDigitalValley lo trovate qui.

L'offerta

BioDigitalValley ha avviato una serie di progetti dedicati all'area biomedica. Alcuni esempi:

ProteinQuest: si tratta di un motore di ricerca per immagini biomediche, in particolare legato all'ambito delle proteine. Lo strumento messo a punto da BioDigitalValley è in grado di analizzare il contenuto della letteratura scientifica presente nel Web, selezionare tutti i documenti rilevanti ed estrarre da questi le immagini, che vengono poi archiviate secondo un approccio a rete neurale. In questo modo, grazie ad una semplice interrogazione di DB è possibile estrarre tutte le immagini relative ad una determinata proteina e ad un determinato esperimento scientifico.
Servizi di intelligenza artificiale

• Implementazione di algoritmi di IA per problemi specifici

• Apprendimento automatico per il riconoscimento di oggetti e il relativo popolamento di database


Servizi di analisi dell'immagine

• Segmentazione e analisi di immagini biomediche

• Semantica delle immagini per interrogazione di database

• Applicazioni dedicate di analisi di immagine

Servizi informatici

• Applicazioni bioinformatiche indipendenti dal sistema operativo

• Modellazione e integrazione di database

• Servizi web per e-health e biomedicina

Telemedicina: con telemedicina/telediagnostica si intende una nuova forma di interazione tra i pazienti e il medico, basata sugli strumenti mobili utilizzati normalmente, come ad esempio il cellulare. Il cellulare, o un altro dispositivo mobile, viene utilizzato per inviare i parametri fisiologici del paziente ad un server centrale, che a sua volta li trasmette al computer del medico. Se necessario il medico può comunicare con il paziente, in maniera da fornire un'eventuale terapia in tempi rapidi.

Questo processo è già stato implementato con successo in diversi ambiti, specialmente per il trattamento delle cardiopatie e del diabete, e solitamente in questi casi il dispositivo mobile ha ricoperto il ruolo di canale comunicativo tra il server e uno strumento diagnostico dedicato utilizzato dal paziente.

Oggi, con le recenti evoluzioni elettroniche, il cellulare o dispositivo mobile sarebbe in grado di acquisire autonomamente e direttamente i parametri di interesse. BioDigitalValley sta infatti investigando la possibilità di misurare e trasmette i parametri diagnostici direttamente dal cellulare.


Collaborazioni  & Partnership

Nel corso dei suoi primi 6 mesi di attività, BioDigitalValley ha attivato una serie di collaborazioni e contatti con partner scientifici e tecnologici di rilievo tra i quali il Politecnico di Torino, il Mondino di Pavia, l'Università «Federico II» di Napoli, l'Ospedale Cardarelli di Napoli.

BioDigitalValley ha inoltre siglato un importante accordo di ricerca con il Dipartimento di Scienze dell'Informazione dell'Università degli Studi di Milano, riguardante lo sviluppo del progetto IMAGE. Il progetto si pone l'obiettivo di indagare la possibilità di promuovere un avanzamento delle conoscenze in ambito biofarmaceutico mediante l'identificazione la catalogazione e l'analisi statistica delle immagini pubblicate in articoli scientifici e collegate ad una determinata patologia e/o biomolecola.

IMAGE viene realizzato grazie ad un finanziamento di oltre 500.000 euro erogato dalla Regione Autonoma della Valle d'Aosta per il periodo 2009-2010 e prevede anche l'attivazione da parte di BioDigitalValley di un programma di partnership accademica della società per l'applicazione delle metodologie innovative di meta-analisi dell'immagine alla scoperta e validazione di nuovi marcatori molecolari.

In particolare sono state avviate collaborazioni con l'Università dell'Insubria per l'applicazione sul Parkinson, con il Centro Ospedaliero Universitario di Pisa per l'applicazione sulla Sclerosi Laterale Amiotrofica e con l'IRCC di Candiolo per l'applicazione in ambito oncologico.

19 dicembre 2009

Ricerca e Sviluppo: tra Energia e Biomedicale


Laboratori miniaturizzati per l’analisi di micro-organismi patogeni nel latte (Olivetti I Jet), reazioni dell’acciaio inossidabile nelle fasi di post-laminazione (Cogne Acciai Speciali), edifici ad alto contenuto energetico (Nuova Ceval), Discovery biofarmaceutico (BioDigitalValley), metodi per l'ottenimento di energia elettrica attraverso un processo innovativo per la gassificazione di biomasse povere e ad alto contenuto di umidità (Associazione temporanea di imprese tra la F.lli Ronc s.r.l. e la S.E.A. Società Energetica Aostana s.r.l.) sono alcuni dei progetti di ricerca finanziati dalla Regione Autonoma Valle d’Aosta attraverso la legge 84 del 1993 nel corso di quest’anno.

Complessivamente nel 2009 la Regione ha staccato un assegno di 7,25 milioni per progetti che sempre più si concentrano su settori che più di altri sembrano garantire positivi trend di crescita: l’energetico (anche sul fronte edilizio) da un lato e il biomedicale dall’altro. Proprio il progetto «Image», portato avanti dalla start up BioDigitalValley (Gruppo RGI), insediata da alcuni mesi nell’incubatore di Pont-Saint-Martin, è stato protagonista la scorsa settimana di una tavola rotonda al Forte di Bard sul tema «Ricerca e innovazione sulle tematiche della bioinformatica in Valle d’Aosta». L’evento è stata l’occasione per raccontare il progetto che BioDigitalValley sta sviluppando grazie al contributo della Regione Autonoma Valle d’Aosta, in collaborazione con la facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali dell’Università degli Studi di Milano e con una rosa di partner scientifici di eccellenza, tra cui spicca l’Istituto per la Ricerca sul Cancro di Candiolo. «Il progetto IMAGE – ha spiegato l’amministratore delegato Paolo Consoli - punta ad indagare la possibilità di effettuare nuove scoperte scientifiche in ambito biofarmaceutico mediante l’identificazione, la catalogazione e l’analisi statistica delle immagini pubblicate negli articoli scientifici e collegate ad una determinata patologia o biomolecola. Lo scopo è quello di identificare nuovi potenziali marcatori proteici di malattie di interesse, in ambito oncologico e neurodegenerativo».

Osservato speciale anche il settore energetico dove Sea e Fratelli Ronc partendo da un brevetto europeo puntano ad aprirsi una nuova strada sul fronte delle fonti rinnovabili. «L’obiettivo è estrarre gas da biomasse per far funzionare i motori di alcuni impianti per la produzione di energia. Si tratta - spiega Pietro Giorgio, amministratore delegato di Sea - di un brevetto di un ingegnere-chimico italiano con cui abbiamo un accordo di sfruttamento esclusivo e il piano di ricerca dovrebbe valutarne l’industrializzazione»

Ma anche la Nuova Ceval sceglie la green-economy e, in questa logica, sta mettendo a punto la realizzazione di edifici ad uso civile con determinati requisiti di risparmio energetico e di resistenza ad azioni sismiche mediante la tecnologia del sistema costruttivo di prefabbricazione leggera a lastre.
L’impegno della Regione nel settore della R&S recentemente in Consiglio regionale su proposta dell’Assessore alle Attività Produttive Ennio Pastoret sono state approvate alcune modifiche alla legge di carattere squisitamente tecnico con l’unica eccezione di una richiesta di autorizzazione « per l’anno 2009, una maggiore spesa, per gli interventi previsti dalla l.r. 84/1993, pari ad euro 5.000.000, per far fronte alle esigenze che si sono manifestate nel corso dell’anno». Dal 2000 ad oggi sono stati 53 i milioni stanziati e di questi quasi 28 soltanto nell’ultimo triennio.

29 giugno 2009

Incubatori di impresa: start up valdostane fra biomedicale ed energia

Immaginate di creare un’applicazione digitale grazie alla quale poter mettere a confronto, in tempi ragionevoli, tutte le radiografie giacenti nei vari ospedali del mondo di una qualunque malattia oncologica. Se questo fosse possibile molto probabilmente la ricerca medica verrebbe velocizzata e si ridurrebbero i tempi per creare nuovi farmaci e così pure i costi.

Tutto questo – che ora non c’è, ma potrebbe esserci - è «Image» (Image Meta Analysis and Exploitation) il progetto di ricerca, finanziato dall’amministrazione regionale ai sensi dell’art. 8 della L. R. 84/1993 con un contributo di 541.585 euro (delibera 1182). L’azienda che sta inseguendo questo sogno è la BioDigitalValley, da poco più di un mese new entry presso l’incubatore di Pont Saint Martin.

Si tratta della start up del gruppo RGI, che vanta una posizione di leadership nell’offerta di prodotti e servizi specifici IT per il settore finance, dedicata al mercato della Bioinformatica. «In controtendenza con la crisi economica attuale, - spiega il managing director Paolo Consoli - la società, nata alla fine del 2008, ha assunto presso il suo centro di ricerca di Pont (diretto da Enrico Bucci, mentre il direttore tecnico è Dario Bonino ndr), tredici unità di personale a tempo indeterminato, con un'età media di 33 anni, tutti laureati o di livello formativo superiore. Oltre a Image stiamo concentrando le nostre energie anche su un progetto di tele diagnostica attraverso il cellulare per il quale abbiamo fatto una domanda di brevetto per il mercato statunitense».

BioDigitalValley ha in corso attualmente una serie di collaborazioni scientifiche con diversi importanti partner accademici, tra cui l'Università di Milano, il Mondino di Pavia, l'Università «Federico II» di Napoli, l'Università dell'Insubria, l'Ospedale Cardarelli di Napoli, il Politecnico di Torino, il Centro Ospedaliero Universitario di Pisa e l'IRCC di Candiolo.

Anche questa new entry dimostra come gli incubatori di impresa valdostani (alla francese pépinières) riescano ad essere attrattivi per imprese caratterizzate da un forte tasso di innovazione e, per giunta, operanti in settori che non soffrono l’attuale congiuntura economica.

«Il merito – spiega Antonio Di Blasi, responsabile degli incubatori di Aosta e Pont-Saint-Martin – è sia dell’alto numero di servizi offerto dalle strutture a fronte di costi contenuti sia della legge regionale sulla ricerca e sviluppo attualmente in vigore ritenuta estremamente efficace dalle aziende che si sono insediate in questi ultimi anni».

Non va poi dimenticato che meno di un anno fa anche l’ormai pluripremiata start up Electro Power Sistems (leggete qui), operante nel settore dei sistemi a fuel cell a idrogeno per le applicazioni di backup energetico, unica azienda italiana selezionata nel 2008 dall’Istituto inglese Library House tra le 100 aziende cleantech europee con la più alta potenzialità di crescita, nell’agosto del 2008 ha scelto la pépinières di Aosta per l’avvio di un nuovo stabilimento produttivo nell’agosto del 2008.

Attualmente sono diciannove le aziende insediate: 11 nel capoluogo regionale e 8 a Pont-Saint-Martin. E già sono annunciate altre due imprese in ingresso. Si tratta della Arsenale (progettazione web e strumenti interattivi) e della Montagnard (produzione e commercializzazione di erbe di montagna autoctone, e realizzazione di propri laboratori di R&S e analisi chimico-organolettiche).

Per chi vuole saperne di più si può leggere anche questo post.


Un po' di numeri

2
Le prossime new entry: le società Arsenale (progettazione web) e Montagnard (produzione, commercializzazione e ricerca nel settore delel erbe di montagna).

541.585
Il finanziamento dell’amministrazione regionale alla Biodigital Valley (delibera 1182 del 1° maggio 2009)

19
Le aziende insediate negli incubatori che occupano 21 lotti a fronte di una disponibilità complessiva di 30.

3
Le aree in cui la Biodigitalvalley intende sviluppare la propria attività: intelligenza artificiale, analisi di immagini e servizi informatici.

300
Complessivamente sono oltre 300 le manifestazioni di interesse ricevute da parte di neo-imprese per possibili insediamenti nelle 2 Pépinières, per un totale di 32 imprese insediate dal 1997 ad oggi.

10 marzo 2009

Eltek gioca la carta della diversificazione: la nuova avventura del biomedicale

Ridurre la propria dipendenza dall’automotive puntando su settori dove la variabile prezzo si fa meno sentire. Se c’è una lezione da imparare dall’attuale crisi economica per molte aziende valdostane è la necessità di diversificare il più possibile la propria produzione. Soprattutto nella Bassa Valle, ai confini con l’area Canavesana, molte imprese sono fortemente legate all’auto e, in particolare, alla Fiat.

L'Assessore in azienda
Lo sguardo al futuro nonostante le difficoltà della congiuntura economica è stato perciò proprio uno dei temi della visita che l’assessore alle Attività Produttive Ennio Pastoret ha fatto alla Eltek Plast di Hône incontrando per la prima volta i vertici aziendali del gruppo Eltek di Casale Monferrato, specializzato nella progettazione, industrializzazione e produzione di componenti elettromeccanici per elettrodomestici e per l’automotive.

Tredici settimane di cassa
Una visita che è avvenuta pochi giorni dopo l’annuncio del Gruppo di ricorrere alla Cassa Integrazione Guadagni ordinaria per un periodo di 13 settimane. Tutti i dipendenti sono stati coinvolti in una nuova organizzazione del lavoro basata su quattro giorni lavorativi a settimana anziché cinque e, solo per alcune particolari lavorazioni, le assenze sono a rotazione settimanale. Una necessità contingente che però non muta il ruolo strategico dello stabilimento valdostano all’interno degli equilibri aziendali.

I numeri dello stabilimento di Hône
Non va dimenticato che la Eltek di Hone nell’esercizio 2008 con i suoi 283 dipendenti su 1060, dislocati in Italia, Brasile, Polonia, Cina e Svizzera, ha fatturato 31 milioni contro i 99 dell’intero gruppo, guidato oggi dal Presidente Luigi Sassone. «E’ a Hône – spiega il direttore generale del Gruppo, Fulvio Ceruttiche quotidianamente vengono prodotti i 40mila dispensatori di detersivo per lavastoviglie grazie ai quali rimaniamo comunque il principale produttore mondiale di dispensatori per lavastoviglie con una quota di mercato pari all’80%. Che si tratti di Bosch, Indesit o Aeg il pezzo in questione è sicuramente realizzato a Hône».

La sfida del biomedicale
E’ però evidente che anche l’elettrodomestico è un settore che rischia di pagare il rallentamento dei consumi dell’economia mondiale. I vertici della Eltek stanno così muovendo i loro primi passi all’interno del biomedicale e dell’applicazione industriale attraverso la predisposizione di piani di sviluppo e l’avvio di progetti di ricerca di nuovi prodotti e soluzioni tecniche innovative nei settori bio-medicale e di applicazione industriale. «L’azienda – conclude Cerutti - sta puntando su di essi per garantire la sua crescita futura ed ha ricevuto dall’Assessore un caloroso invito a proseguire in tale direzione, ipotizzando di accedere agli strumenti messi a disposizione dalla Regione in materia di ricerca e sviluppo, peraltro già utilizzati da Eltek con successo nel 2006 con un finanziamento di 832mila euro per un progetto con ricadute industriali già dal 2007». Secondo i vertici aziendali lo sviluppo legato ai nuovi progetti potrebbe generare un incremento del giro di affari per lo stabilimento di Hône di circa il 25% in tre anni. (Pubblicato sul Sole 24 Ore Nord Ovest del 4 marzo 2009)
 

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