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11 marzo 2011

Cresce l'Export Valdostano anche grazie alla Locomotiva Tedesca

Per leggerle meglio cliccate sulle tabelle
Torna a crescere l’export valdostano. I primi nove mesi del 2010, sulla base degli ultimi dati Istat disponibili, fanno registrare una crescita del 47 per cento: 458,76 milioni contro i 311,71 del 2009. Ma si tratta di un dato ancora molto lontano dai 561,93 milioni del 2008 quando l’economia valdostana non era ancora entrata nel tunnel della crisi. 


Le merci...
Se ci si concentra sulle merci si nota la crescita delle attività manifatturiere (da 308,66 milioni a 455,62) e dei metalli di base e dei prodotti in metallo (da 159,31 a 297,81), un dato quest’ultimo che può essere completamente ricondotto alla ripresa del settore siderurgico e che in Valle d’Aosta significa Cogne Acciai Speciali. Non a caso in entrambi questi ultimi casi il dato presenta ancora margini di miglioramento rispetto al 2008. Fanno eccezione i prodotti alimentari e le bevande che non solo allargano la loro fetta di export rispetto al 2009 (da 29 a 42,78 milioni), ma addirittura fanno meglio del 2008 (30,97), segno del buon momento del comparto enogastronomico. 




...e i Paesi
Se invece si sposta la propria attenzione sui paesi di destinazione non si può non notare come sul fronte dei paesi extra Ue i primi nove mesi del 2010 si caratterizzano per un quasi completo recupero rispetto al periodo pre-crisi (201,11 milioni nel 2010 e 232,28 nel 2008). All’interno dell’Unione europea i 256,64 milioni del 2010 sono ancora leggermente distanti dai 329,65 del 2008. Sul fronte dei singoli paesi la Svizzera con i suoi 100,72 milioni occupa la prima piazza tra le mete preferite dell’export valdostano, seguita da Francia con 85,27 e Germania con 77,1.
Le aziende valdostane e il mercato tedesco
I primi mesi del 2011, invece, fanno registrare, una crescita di interesse per il mercato tedesco. Va in questa direzione il recente accordo tra la Gps Standard di Arnad (18 milioni di fatturato con un +30% rispetto al 2009) e la multinazionale tedesca Gunnebo Perimeter Protection GmbH, Gruppo Internazionale leader mondiale nel settore della sicurezza grazie a 5900 dipendenti in 28 paesi che sviluppano e realizzano prodotti, progettano e producono sistemi e impianti, e forniscono servizi su misura. L’azienda tedesca, in particolare, ha acquisito proprio in questi giorni in esclusiva fino al 2013, per la Germania, l’Austria e la Svizzera, i diritti per l'utilizzo di sistemi di protezione perimetrale dell'azienda italiana. Una partnership nata sulla base di un linguaggio imprenditoriale comune. «Gli investimenti in ricerca e sviluppo, - ha dichiarato Pietro Capula, Presidente di GPS Standard- pari a circa il 18% del fatturato annuo di GPS Standard, costituiscono per noi la migliore ricetta anticrisi. Ci permettono inoltre di mantenere una posizione di leader nel mercato dei sistemi di sicurezza di medio e alto livello». «Il nostro export in questi territori – spiega il responsabile commerciale Gaetano Capulapesa per circa 200mila euro. Il prestigioso accordo con Gunnebo potrebbe far crescere ulteriormente la nostra presenza su questi mercati». Punta sulla locomotiva tedesca – che ha già ripreso a correre – anche la Mdm di Châtillon di Luca Minini (6 milioni il fatturato 2010), azienda che opera ormai da leader europeo nella produzione di attrezzature speciali per la deformazione a freddo dei metalli, destinate allo stampaggio di viti e bulloni. «Siamo diventati fornitori ufficiali dei tedeschi – spiega l’amministratore delegato – e ne abbiamo ricavato commesse importanti. Nel 2010 il fatturato è cresciuto del 20% e non sul 2009, ma sul 2008».

18 febbraio 2011

Care Famiglie l'Istruzione Tecnica non è di Serie B

«Quali progetti per la valorizzazione dell'istruzione tecnica in Valle?». Il tema è stato dibattuto ieri da Confindustria Valle d'Aosta con un ospite d'onore: Alberto Barcella, presidente di Confindustria Lombardia e coinvolto nelle'sperienza del Club dei 15, cioè il network delle province più industrializzate in Italia. Sono intervenuti anche la presidente di Confindustria Valle d'Aosta Monica Pirovano, l'Assessore alle Attività Produttive Ennio Pastoret, il dirigente scolastico dell'Istituzione scolastica di istruzione tecnica industriale e professionale Verrès Silvana Chouquer, e Luca Minini, Presidente e Amministratore Delegato M.D.M. S.r.l.. A moderare Pierluigi Bertello nella splendida location della sala degustazioni del Salumificio Maison Bertolin, messo a disposizione con la consuetà cordialità da Guido e Marilena Bertolin.

Più che una cronaca ti propongo qualche pillola, quasi antologica.

Monica Pirovano
«Nel 2010, la domanda delle imprese è di circa 236mila diplomatici tecnici e professionali. A fronte invece di un'offerta pari a 125.712 giovani»


«Il dato fondamentale  è che occorre una maggior collaborazione tra impresa e mondo della scuola: gli studenti devono poter visitare le fabbriche, i professori devono confrontarsi con il mondo delle imprese e queste devono andare nelle scuola a farsi conoscere. L’industria è cambiata tantissimo in questi anni e occorre che i ragazzi, ma soprattutto i genitori lo sappiano».


Pirovano introducendo i lavori ha citato la Presidente dei Giovani Industriali Federica Guidi:





«I
l titolo tecnico conseguito alle superiori può offrire una "maggiore garanzia di lavoro" rispetto a  quello posseduto da chi ha deciso di proseguire gli studi per prendere magari una laurea umanistica. (...) Ci sono dei pezzi di carta che non servono a niente. Un buon perito e un buon disegnatore meccanico, che magari parlino bene inglese, possono avere oggi davanti a sé un percorso professionale più roseo. Io ho fatto il liceo classico e giurisprudenza: oggi sarei fuori dal mercato». E ancora «Se io fossi un giovane ingegnere, sarei terrorizzato non tanto dalla concorrenza dei colleghi laureati nelle altre università italiane, ma dai milioni di ingegneri sfornati ogni anno dall'India. Giovani educati a non avere paura di quello che non conoscono, pronti a viaggiare e, forse, culturalmente più evoluti dei nostri giovani».

Ennio Pastoret 
«Non si può pensare che faccia tutto la Scuola. L'alta specializzazione in particolare richiede una capacità di reazione che il mondo della scuola non può avere. Non si può pensare che le scuole possano tenere il passo dalle aziende che sono quotidianamente stimolate dal mercato a prendere decisioni rapide. Per questo stiamo lavorando con Vallée d'Aoste Structure alla creazione di un edificio, posizionato all'interno dell'Espace Aosta,  da dedicare alla formazione».

Alberto Barcella
«I giovani italiani tra i 15 e i 24 anni sono il 10% della popolazione itliana. Di questi il 30% non trova lavoro. Si tratta di una risorsa scarsa, per definizione preziosa, che non trova lavoro. Le imprese, invece, cercano giovani con professionalità acquisite e non li trovano. Non tutto però è responsabilità del mondo della scuola. In molti casi dipende dalle scelte delle famiglie. Esiste un problema di orientamento che è prima di tutto in capo alle famiglie». «In Italia l'orientamento non si fa. Dovrebbe essere fatto alle scuole medie, ma alla fine è in funzione dei risultati del ragazzo. Se hai 8 fai il liceo, se 6 le scuole professionali. Si tratta di una gerarchia delle scuole estremamente pervasiva nella mentalità delle famiglie che sono convinte così di fare il bene del proprio figlio».

«Spesso l'orientamento diventa marketing. Ed è sbagliato. Bisogna capire qual è la scuola più adatta al ragazzo. Con Confindustria Lombardia da due anni coordiniamo un'azione di orientamento per la scuola media superiore grazie alla quale cerchiamo di far capire che l'iscrizione ad un istituto tecnico non vuol dire rinunciare a priori a scuole di tipo terziario. Ci sono molti periti che sono diventati ingegneri. A 18 anni, quella che noi chiamiamo la scuola delle libertà, un ragazzo può ancora scegliere».

Silvana Chouquer
«Le famiglie non iscrivono i loro figli alle scuole professionali perchè hanno una visione sbagliata del lavoro che si fa nell'industria. E' un peccato perchè a sei mesi dal diploma tra i ragazzi usciti dagli istituti tecnici la disoccupazione è bassissima. In molti casi abbiamo un 50% di già occupati e un 50% all'università. Insomma i tecnici trovano lavoro, vanno all'università e riescono bene»

Luca Minini
«Dobbiamo trovare dei modi per raccontare alle famiglie che così è l'industria nel 2011. Oggi l'industria è ad altissima tecnologia. Il lavoro fisico è sostituito da macchine robotizzate. Si usa soprattutto il cervello. Dobbiamo però anche essere in grado di dire alle famiglie quanto siamo in grado di assorbire come manodopera specializzata»

8 febbraio 2011

Imprese e Istruzione professionale: Una Filiera per l'Occupazione - L'Esperienza del Club dei 15 a confronto con la realtà valdostana

Alberto Barcella
Come rilanciare e sviluppare il valore della cultura tecnica, che tanto ha dato alla competitività delle nostre imprese? Come valorizzare gli istituti tecnici che sono stati per anni il perno del manifatturiero?

Questi i temi della Tavola rotonda, organizzata da Confindustria Valle d’Aosta, che si terrà il 17 febbraio, alle 17.30, nella sala conferenze del Salumificio Maison Bertolin sul tema «Quali progetti per la valorizzazione dell’istruzione tecnica in Valle? Alberto Barcella e l’esperienza del Club dei 15, il network delle provincie più industrializzate in Italia».

Alla giornata di dibattito, che si aprirà con i saluti della Presidente di Confindustria Valle d’Aosta, Monica Pirovano, partecipano Ennio Pastoret, Assessore Attività Produttive Regione autonoma Valle d’Aosta, Alberto Barcella, Presidente Confindustria Lombardia, Silvana Chouquer, Dirigente scolastico Istituzione scolastica di istruzione tecnica industriale e professionale Verrès, e Luca Minini, Presidente e Amministratore Delegato M.D.M. S.r.l.

In particolare Barcella interverrà sull’iniziativa avviata dal Club dei 15, che è il network della associazioni provinciali di Confindustria dove è più alta l’incidenza del Pil.
L’obiettivo del Club è quello di rilanciare e sviluppare la cultura tecnica e professionale investendo su attività e progetti, come quelli di avvicinare il mondo della scuola a quello dell’impresa, alle sue esigenze e ai suoi linguaggi, utilizzando come strumenti, borse di studio agli studenti meritevoli, stage in azienda, preparazione dei docenti, ammodernamento e potenziamento dei laboratori scolastici, alternanza scuola-lavoro.
Il tutto per fare percepire il valore dell’istruzione tecnica e l’utilità di un diploma per trovare subito un lavoro qualificato nell’industria.

La tavola rotonda sarà, dunque, l’occasione per discutere da una parte della crisi e dall’altra della necessità per le imprese di rimanere sul mercato, di affrontare la concorrenza estera e ancor più l’esigenza di espandere il proprio business verso mercati nuovi e aggressivi sotto l’aspetto della competitività.

«Un motivo in più - si legge nella nota diffusa da Confindustria Valle d'Aosta - per le nostre imprese di trovare tecnici e persone preparate ad alimentare la loro competitività. Perché far crescere le competenze dei tecnici significa creare sviluppo manifatturiero, e quindi far crescere il Paese».

19 febbraio 2009

Legge giovani imprenditori: che cosa ne pensate?

Sul bollettino ufficiale numero 7 di martedì 17 febbraio è stata pubblicata la legge regionale 3 del 23 gennaio 2009 riguardante «Interventi regionali per lo sviluppo dell’imprenditoria giovanile». Propongo ai miei visitatori una nota in cui è riportata l'opinione del presidente dei giovani industriali Luca Minini. Ovviamente mi attendo commenti sulla validità del provvedimento legislativo. Qui trovate i post dedicati all'argomento. Inutile aggiungere che data la difficile congiuntura economica la legge - il cui obiettivo è di favorire la nascita di start up - non arriva in un momento facile.
«Si tratta di un intervento positivo, gli aiuti economici regionali servono soprattutto in un momento in cui il sistema creditizio è molto attento nell’erogazione di prestiti.
Aspettiamo comunque di conoscere il regolamento di attuazione per dare un giudizio definitivo. Avviare un’impresa oggi non è facile e richiede sacrifici, responsabilità e impegno che non sempre si trovano tra i giovani che preferiscono un lavoro meno interessante e, a lungo termine, meno redditizio ma sicuro.Non ci si improvvisa imprenditori: avviare un’attività significa avere un bagaglio di conoscenze che non si apprendono in un percorso scolastico. Basti pensare alle norme relative alla sicurezza, alla legislazione sul lavoro, agli adempimenti burocratici, previdenziali, autorizzativi e così via. In passato l’apprendistato, per alcune attività soprattutto artigianali, era il percorso standard: oggi purtroppo non è più così
».

7 novembre 2008

500 mila euro per i giovani imprenditori valdostani. Che cosa pensate della legge? Cosa vi piace e cosa no? Lo spazio commenti è tutto vostro...

Una dote da 500 mila euro per il 2008. E’ questo l’ammontare della disponibilità finanziaria prevista dal disegno di legge, approvato in questi giorni, dalla Giunta regionale, su proposta dell’Assessore alle Attività Produttive Ennio Pastoret (Uv), in materia di interventi regionali per lo sviluppo dell’imprenditoria giovanile (il testo lo trovate qui). La legge nelle intenzioni dell’assessore dovrebbe «stimolare con provvedimenti mirati il radicamento di una solida e vivace cultura imprenditoriale presso i giovani». L’idea sottesa è quella di far capire alle nuove leve che in Valle d’Aosta non esiste soltanto il posto pubblico e che bisogna iniziare ad attrezzarsi in questo senso. Un progetto già maturato con Leonardo La Torre (Fèdération Autonomiste) (tanto che ne avevamo già scritto qui), suo predecessore nel dicastero durante la giunta presieduta da Luciano Caveri. Il ddl, che si appresta a passare al vaglio delle commissioni consiliari, sarà oggetto, proprio questo pomeriggio, di un incontro tra Pastoret e il direttivo dei giovani imprenditori, guidato da Luca Minini, ad della Mdm di Châtillon. «Le intenzioni sono sicuramente apprezzabili – spiega Minini – anche se ci sono alcuni aspetti del provvedimento che riteniamo vadano valutati più attentamente. Nell'incontro di ieri abbiamo puntato a farci illustrare il ddl dall’assessore in modo da averne una più completa conoscenza. Il confronto deve però continuare. Faremo pervenire in seguito le nostre osservazioni. Non escludo che ci possano essere altre occasioni di confronto con Pastoret».
A chi si rivolge il ddl? Le agevolazioni sono concesse a giovani imprenditori valdostani under 35 alla guida di Pmi, industriali ed artigiane, che non siano costituite da più di un anno, e che non si configurino come continuazione di imprese preesistenti. Sono aziende costituite da giovani anche le società e le cooperative i cui soci siano per almeno il 70 per cento in età compresa fra diciotto e trentacinque anni oppure il cui capitale sociale sia detenuto per almeno il 70 per cento da persone appartenenti alla già citata fascia d’età. «Una scelta – spiega Pastoret – che permette nella fase di start up anche la presenza di soci finanziatori». Un modo per offrire un ulteriore sostegno a giovani imprenditori intenzionati a dare vita a progetti maggiormente strutturati. Le agevolazioni previste consistono in contributi a fondo perduto per spese di investimento, in misura non superiore al 40 per cento della spesa ammissibile e per un importo massimo pari ad euro 60.000. Il limite minimo di spesa ammissibile per poter accedere ai contributi è pari ad euro 15.000. Il contributo può coprire le spese relative: alla ristrutturazione di immobili, nel limite massimo del 50 per cento del costo totale dell’investimento; alla progettazione e direzione lavori, nel limite massimo del 5 per cento del costo totale dell’investimento; all’acquisto di impianti, macchinari, attrezzature ed automezzi; all’acquisto di brevetti e licenze; all’acquisto di software; all’analisi di mercato; alle consulenze per l’organizzazione aziendale e all’atto notarile di costituzione di società. Il disegno di legge è stato anche preso in esame nei giorni scorsi dal direttivo dei giovani albergatori. «L’obiettivo della legge è estremamente condivisibile – commenta il presidente Filippo Gérard, titolare con la sua famiglia degli alberghi Du Gran Paradis e Sant’Orso di Cogne – esistono però alcuni paletti che ne limitano parecchio le potenzialità». Per Gérard la non cumulabilità con altre tipologie di finanziamento, ad esempio, rimane un vincolo pesante. «Per quanto riguarda il settore alberghiero questo ddl – prosegue il presidente – potrebbe rivelarsi utile per sostenere le attività di indotto della struttura ricettiva. Ad esempio la creazione di negozi che commercializzano i prodotti utilizzati nell’attività alberghiera o nella ristorazione. Purtroppo però questo scenario cozza con il vincolo che l’attività non deve configurarsi come continuazione di imprese preesistenti. Secondo noi si tratta di un paletto su cui si potrebbe discutere. Essere costretti a creare una nuova denominazione sociale non mi sembra la scelta più opportuna. Vedremo se nei successivi passaggi legislativi il testo in questione subirà delle modifiche». (Pubblicato sul Sole 24 Ore Nord Ovest del 5 novembre 2008)

6 ottobre 2008

Mdm, Gps e Thermoplay: l'acquisto dell'area favorisce lo scatto in avanti

I primi effetti si concretizzeranno nel 2009, ma già nel 2008 Mdm di Châtillon, Gps di Arnad e Thermoplay di Pont-Saint-Martin (aziende tutte e tre coinvolte nel mio concorso «Vota il miglior imprenditore valdostano del 2008») stanno dimostrando di aver ben meritato la fiducia dell’amministrazione regionale con solidi piani industriali di sviluppo. Le tre aziende valdostane infatti, a vario titolo, alla fine della scorsa legislatura, sono riuscite, dopo una lunga attesa, a concludere con la Regione Valle d’Aosta l’acquisizione dello stabilimento e di aree limitrofe dove potersi espandere in virtù di una spinta espansiva (mediamente tra il 5% e il 10%) piuttosto rara nell’attuale panorama industriale. Luca Minini, 35 anni, amministratore unico della Mdm, azienda che opera da leader nella produzione di attrezzature speciali per la deformazione a freddo dei metalli, destinate allo stampaggio di viti e bulloni potuto finalmente festeggiare i primi 25 anni di vita dell’azienda, con l’acquisto sia dei terreni (oltre 5.500 metri quadri) sui quali quattro anni fa aveva costruito il nuovo stabilimento, sia dell’immobile oggi adibito a uffici amministrativi della società. Un’operazione da 512 mila euro. «Per il 2008 prevediamo una crescita dei fatturati del 10% - dice Minini - che è il risultato diretto del nuovo assetto. In effetti nell’ultimo biennio potendo finalmente contare su uno stabilimento completamente nostro abbiamo avviato investimenti in macchinari e linee produttive per un valore di un milione. Un’operazione che ha avuto immediati riflessi sui nostri ricavi». Stessa sorte per la famiglia Capula che con la Gps di Arnad, un core business concentrato nei sistemi di protezione perimetrale integrati, ha completato l’acquisto di nuove aree adiacenti all’attuale stabilimento, posizionato su un’area in affitto di 1700 metri quadri. «Si tratta - spiega il responsabile marketing Gaetano Capula di un’area di 4000 metri quadri, 2500 di spazio coperto, dove sorgono tre palazzine, e 1500 di terreno. I lavori termineranno a metà del 2009 e porteranno al raddoppio dell’area occupata. Un’operazione del valore di circa due milioni che noi riteniamo estremamente strategica per lo sviluppo dell’azienda. In un momento in cui il settore della sicurezza risente delle difficoltà della congiuntura economica internazionale la nostra azione vuole essere uno sguardo positivo verso il futuro». Apripista di queste operazioni la Thermoplay di Piero Enrietti, azienda specializzata nei sistemi di iniezione a canale caldo per stampi di materie plastiche che, finalmente - arrivando addirittura a minacciare la Regione di trasferirsi in Cina - è riuscita a formalizzare, circa un anno, fa l’acquisto (con una spesa di 420 mila euro), di 10 mila metri quadri nell’area industriale dell’ex Illsa Viola, di cui la metà già occupati in diritto di superficie dalla stessa azienda. Obiettivo dichiarato raddoppiare la superficie produttiva nel corso del 2008. Oggi Enrietti guarda soddisfatto alla futura espansione dell’azienda mentre procedono ilavori di ampliamento. A Vallée d’Aoste Structure, la società, (100% Finaosta), presieduta (al momento della pubblicazione dell'articolo ndr) dal sindaco di Valtournenche Giorgio Pession, cui la Regione ha trasferito il proprio patrimonio immobiliare, come previsto dalla l.r. 18 giugno 2004, n. 10, non risultano in vista nuove alienazioni. «A fine anno – spiega l’ad Massimo Centelleghe - noi consegniamo una nostra relazione finale dove indichiamo i beni che possono essere alienati. Tocca al Consiglio regionale approvare l’autorizzazione delle cessioni. Al momento non abbiamo richieste di questo tipo da parte delle imprese insediate». Centelleghe evidenzia come gran parte del patrimonio conferito dalla Regione alla società sia già allocato. «Sono soltanto tre le proprietà ancora sfitte – precisa - anche se due di queste sono di dimensioni particolarmente considerevoli. E’ il caso del capannone che ospitava la Tecdis a Châtillon e di quello dove si trovava la Balzano a Verrès. In merito all’Espace siamo oltre il 50% del potenziale. L’ultimo insediamento di rilievo è quello dell’Electro Power System con lotti sia nell’incubatore di impresa che nell’area limitrofa dell’Espace Aosta». Sulle aree industriali Confindustria Valle d’Aosta confida che ora che il quadro legislativo appare sufficientemente stabile si possa anche fare un’attenta analisi sui prezzi delle locazioni. (Pubblicato sul Sole 24 Ore Nord Ovest del 1° ottobre 2008)

20 maggio 2008

Luca Minini (Mdm) riconfermato Presidente del Gruppo Giovani Imprenditori

Si è riunito ieri, lunedì 19 maggio, il nuovo Consiglio Direttivo del Gruppo Giovani Imprenditori di Confindustria Valle d'Aosta, eletto nell'Assemblea del 14 aprile. Il Consiglio è composto da Luca Minini (M.D.M. S.r.l.), che è stato riconfermato presidente, dai vicepresidenti Giulio Vuillermoz (Tecnomec S.r.l.) e Guido Bertolin (Salumificio Maison Bertolin S.r.l.) e dai componenti Ettore La Carrubba (Alpicar S.r.l.) e Antonella Cestonaro (Ser.Val. Servizi Valle d'Aosta S.r.l.). Fra i prossimi impegni del neo-rieletto Consiglio la decisione di ospitare il 4 luglio, al Forte di Bard, l'Assise triennale e la Giunta annuale del Gruppo Giovani Imprenditori del Piemonte.

24 gennaio 2008

Minini: Mdm compete sul vantaggio tecnologico

«Noi non facciamo mai la corsa sui prezzi. Ma sulla qualità e sull’affidabilità. Ogni anno investiamo fra il 15 e il 25% del nostro fatturato nella ricerca e sviluppo. Soltanto così possiamo continuare a mantenere il nostro vantaggio tecnologico nei confronti della concorrenza. Un vantaggio quantificabile in quattro- cinque anni».
Luca Minini, 35 anni anni il 1° dicembre, amministratore unico della Mdm e presidente dei giovani imprenditori valdostani, può finalmente festeggiare i primi 25 anni di vita dell’azienda, fondata nel 1982 dal papà Giorgio, imprenditore di origini lombarde, trapiantato in Valle d’Aosta, e attualmente gestita con la sorella Ambra, e la madre Enza De Mauro, con un fatturato in forte espansione (dai 3,25 milioni del 2005 ai 4,9 del 2007) e con l’acquisto sia dei terreni (oltre 5.500 metri quadri) sui quali quattro anni fa aveva costruito il nuovo stabilimento, sia dell’immobile oggi adibito a uffici amministrativi della società, entrambi sino ad oggi di proprietà dell’amministrazione regionale. Un’operazione da 512 mila euro ufficializzata nei giorni scorsi con la firma dell’atto di cessione dei beni da parte del Presidente della Regione Luciano Caveri e dallo stesso Minini. In questo quarto di secolo a cavallo fra i due millenni, la Mdm si è trasformata da impresa artigianale (tutto iniziò in un garage di Saint- Vincent) in realtà industriale che opera quotidianamente da leader nazionale nella produzione di attrezzature speciali per la deformazione a freddo dei metalli, destinate allo stampaggio di viti e bulloni. Un’azienda che sta conoscendo un trend di crescita particolarmente elevato dovuto ad uno staff giovane e reattivo composto da 44 dipendenti con un’età media di 32 anni. Uno staff che studia con attenzione le richieste della clientela per assicurare le risposte migliori. L’azienda di Châtillon si confronta con un mercato fortemente globalizzato e nonostante tutto nel suo settore, con i suoi oltre 38.000 articoli, è fra le prime quattro in Europa e nelle prime dodici a livello mondiale. «L’elemento vitale in questo mercato – spiega Minini – sono i tempi di risposta: il cliente ha la necessità di sostituire le attrezzature per lo stampaggio in tempi, spesso, imprevedibilmente brevi e di conseguenza, è importante per il fornitore recepire i requisiti tecnici per produrle e realizzarle nell’assoluto rispetto dei tempi fissati. Il commerciale deve comprendere in fretta le esigenze del cliente, l’ufficio tecnico deve trasformare il tutto in disegno e ciclo produttivo e il team produttivo deve essere all’avanguardia cioè fortemente disponibile a formarsi su macchinari sempre più tecnologicamente avanzati». Una sfida che va vissuta nella piena consapevolezza dei propri mezzi senza cadere nella trappola della conquista del cliente a tutti i costi. «Puntiamo a conquistare commesse grazie alla qualità dei nostri prodotti e non giocando esclusivamente sulla variabile prezzo – sottolinea Minini –. Mi spiego meglio. La concorrenza consegna entro otto-nove settimane. Noi lo facciamo in quattro, massimo cinque. Sono però risultati che si ottengono investendo in macchinari e in formazione del personale. Le risorse umane sono un tassello fondamentale. Chi viene a lavorare da noi o si ferma pochi mesi o tutta la vita perché comprende da subito che qui tutti bisogna concorrere al risultato finale. Indipendentemente dal ruolo che si ricopre in azienda. Tutti si può esprimere la propria opinione su come far crescere l’azienda». «In questo senso – prosegue l’amministratore – l’acquisto del terreno e dello stabilimento molto probabilmente ci rallenterà in termini di crescita tecnologica, ma era necessario sia dal punto di vista dell’orgoglio aziendale che in un’ottica di rapporto più consolidato con gli istituti di credito».
Ora lo sguardo si sposta inevitabilmente al futuro e, in particolare, alla conquista di nuovi mercati internazionali. Nel corso del 2007 Mdm è riuscita infatti a far breccia nel mercato tedesco. «In Germania le aziende italiane specializzate nella realizzazione di prodotti di alta tecnologia – commenta Minini – non sono viste di buon occhio. Noi siamo tuttavia riusciti a dimostrare la nostra affidabilità sul campo e ora possiamo contare su alcuni clienti importanti nell’automotive, nell’immobiliare e perfino nell’aerospaziale». (Pubblicato sul Corriere della Valle d'Aosta del 22 novembre)

17 gennaio 2008

La Torre vuole aiutare i giovani imprenditori valdostani

Una legge per favorire l’imprenditorialità giovanile. L’assessore alle Attività produttive Leonardo La Torre intende portare in giunta per il mese di febbraio e in Consiglio regionale entro il mese di aprile una legge per sostenere i giovani imprenditori. «Un simile disegno di legge è un tassello fondamentale per il rilancio del nostro sistema imprenditoriale industriale, - osserva La Torre - ma soprattutto interviene su una carenza cui da tempo dobbiamo dare una risposta». In effetti nel panorama nazionale la Valle d’Aosta non si dimostra particolarmente attenta a chi nutre il sogno di fare impresa. «E’ una linea di azione che ho ereditato dal mio predecessore. – ci tiene a precisare La Torre - L’Assessore Piero Ferraris nel 2006 aveva infatti commissionato ad un gruppo di docenti universitari uno studio per comparare le normative regionali e provinciali a sostegno delle imprese industriali e artigiane. Dalla ricerca emergeva un evidente vuoto legislativo proprio in questo settore. Io ho trovato questo lavoro già avviato e ho deciso di portarlo a compimento». I tecnici dell’assessorato stanno ancora studiando la bozza. «Non posso ancora dare anticipazioni precise sui contenuti. – riprende l’assessore - La filosofia che sta alla base del provvedimento è che un giovane nel suo progetto di impresa può mettere ambizione, lavoro e idee, ma con difficoltà denaro. Di conseguenza c’è la necessità di una legge che dia credito finanziario ai giovani. Una specie di prestito d’onore che ci permetta di credere e investire in loro. I contributi devono essere dati però con intelligenza attraverso l’attenta valutazione di un business plan».
Ettore La Carrubba, 37 anni, imprenditore valdostano dal 2005 componente della Presidenza Nazionale dei Giovani Imprenditori di Confindustria con la delega alle Politiche Sociali ed Economiche, e consigliere della sezione aostana, guidata da Luca Minini, guarda favorevolmente al disegno di legge. «Se la logica non è quella dei finanziamenti a pioggia – precisa – è un provvedimento legislativo che ci può trovare sicuramente d’accordo. Anche perché talvolta si può ottenere risultati più efficaci creando le condizioni ambientali adeguate per diffondere la cultura imprenditoriale piuttosto che limitarsi semplicemente a dare contributi». Per la Carrubba è importante non soltanto che si valuti il business plan, ma che si cerchi di inserirlo all’interno di un piano di sviluppo industriale regionale. «Sono d’accordo sulla necessità di sviluppare la giovane imprenditoria. Ma chiediamoci anche quale tipo di impresa può essere più utile alla Valle d’Aosta? Sono convinto che questo disegno di legge debba essere uno strumento non soltanto di aiuto ma anche di indirizzo».
L’imprenditore valdostano allarga ulteriormente il ragionamento. «Io non mi scandalizzerei – conclude - se a questi finanziamenti potessero accedere anche non residenti disposti a dare vita ad una attività imprenditoriale in Valle d’Aosta. Cerchiamo di attrarre idee innovative guardando al difuori dei confini regionali. Con una buona legge è possibile». (Pubblicato sul Sole 24 Ore Nord Ovest del 16 gennaio 2008)
 

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