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13 agosto 2011

Delibere di Giunta: Segnalazioni per le Aziende (113): Progetti di Ricerca per Gps Standard e Mdm


In ritardo ti propongo le delibere della seduta del 5 agosto.



PRESIDENZA DELLA REGIONE

Sella, Flick e Vitelli Amis de la Vallée d'Aoste
E’ stata approvata l’organizzazione della sesta edizione della Festa della Valle d’Aosta per la quale verranno insigniti
Amis de la Vallée d’Aoste Giovanni Maria Flick, Maurizio Sella e Paolo Vitelli Chevaliers de l’Autonomie Arianna Follis, Umberto Lillaz e Domenico Palombo.(delibera 1.863)


ATTIVITA’ PRODUTTIVE
Contributi per l'internazionalizzazione
La Giunta regionale ha deliberato la concessione di contributi finalizzati alla internazionalizzazione del sistema produttivo regionale a favore di piccole e medie imprese industriali e artigiane per circa 30mila euro. (delibera 1.832)


Progetti di ricerca di GPS Standard e Mdm
Un contributo di oltre 660 mila euro è stato inoltre concesso all’impresa GPS Standard di Arnad per la realizzazione di un progetto di ricerca industriale dedicato allo sviluppo di un radar monoimpulso e monostatico, con capacità di rilevazione 2D, integrato con videocamera ad inseguimento automatico. Per lo studio di progettazione e per lo sviluppo di un innovativo metodo di coniatura a caldo per la realizzazione di punzoni in acciai super rapidi, il governo regionale ha destinato un contributo di oltre 240 mila euro all’Impresa M.D.M. di Châtillon.(delibera 1.836 e 1.835)




SANITA’ SALUTE E POLITICHE SOCIALI

Bilancio Azienda Usl
E’ stata approvata la deliberazione dell’azienda USL relativa all’adozione del Piano attuativo locale – bilancio di previsione esercizio 2011 e bilancio di previsione pluriennale esercizi 2011-2012-2013.(delibera 1.845)

11 marzo 2011

Cresce l'Export Valdostano anche grazie alla Locomotiva Tedesca

Per leggerle meglio cliccate sulle tabelle
Torna a crescere l’export valdostano. I primi nove mesi del 2010, sulla base degli ultimi dati Istat disponibili, fanno registrare una crescita del 47 per cento: 458,76 milioni contro i 311,71 del 2009. Ma si tratta di un dato ancora molto lontano dai 561,93 milioni del 2008 quando l’economia valdostana non era ancora entrata nel tunnel della crisi. 


Le merci...
Se ci si concentra sulle merci si nota la crescita delle attività manifatturiere (da 308,66 milioni a 455,62) e dei metalli di base e dei prodotti in metallo (da 159,31 a 297,81), un dato quest’ultimo che può essere completamente ricondotto alla ripresa del settore siderurgico e che in Valle d’Aosta significa Cogne Acciai Speciali. Non a caso in entrambi questi ultimi casi il dato presenta ancora margini di miglioramento rispetto al 2008. Fanno eccezione i prodotti alimentari e le bevande che non solo allargano la loro fetta di export rispetto al 2009 (da 29 a 42,78 milioni), ma addirittura fanno meglio del 2008 (30,97), segno del buon momento del comparto enogastronomico. 




...e i Paesi
Se invece si sposta la propria attenzione sui paesi di destinazione non si può non notare come sul fronte dei paesi extra Ue i primi nove mesi del 2010 si caratterizzano per un quasi completo recupero rispetto al periodo pre-crisi (201,11 milioni nel 2010 e 232,28 nel 2008). All’interno dell’Unione europea i 256,64 milioni del 2010 sono ancora leggermente distanti dai 329,65 del 2008. Sul fronte dei singoli paesi la Svizzera con i suoi 100,72 milioni occupa la prima piazza tra le mete preferite dell’export valdostano, seguita da Francia con 85,27 e Germania con 77,1.
Le aziende valdostane e il mercato tedesco
I primi mesi del 2011, invece, fanno registrare, una crescita di interesse per il mercato tedesco. Va in questa direzione il recente accordo tra la Gps Standard di Arnad (18 milioni di fatturato con un +30% rispetto al 2009) e la multinazionale tedesca Gunnebo Perimeter Protection GmbH, Gruppo Internazionale leader mondiale nel settore della sicurezza grazie a 5900 dipendenti in 28 paesi che sviluppano e realizzano prodotti, progettano e producono sistemi e impianti, e forniscono servizi su misura. L’azienda tedesca, in particolare, ha acquisito proprio in questi giorni in esclusiva fino al 2013, per la Germania, l’Austria e la Svizzera, i diritti per l'utilizzo di sistemi di protezione perimetrale dell'azienda italiana. Una partnership nata sulla base di un linguaggio imprenditoriale comune. «Gli investimenti in ricerca e sviluppo, - ha dichiarato Pietro Capula, Presidente di GPS Standard- pari a circa il 18% del fatturato annuo di GPS Standard, costituiscono per noi la migliore ricetta anticrisi. Ci permettono inoltre di mantenere una posizione di leader nel mercato dei sistemi di sicurezza di medio e alto livello». «Il nostro export in questi territori – spiega il responsabile commerciale Gaetano Capulapesa per circa 200mila euro. Il prestigioso accordo con Gunnebo potrebbe far crescere ulteriormente la nostra presenza su questi mercati». Punta sulla locomotiva tedesca – che ha già ripreso a correre – anche la Mdm di Châtillon di Luca Minini (6 milioni il fatturato 2010), azienda che opera ormai da leader europeo nella produzione di attrezzature speciali per la deformazione a freddo dei metalli, destinate allo stampaggio di viti e bulloni. «Siamo diventati fornitori ufficiali dei tedeschi – spiega l’amministratore delegato – e ne abbiamo ricavato commesse importanti. Nel 2010 il fatturato è cresciuto del 20% e non sul 2009, ma sul 2008».

6 ottobre 2008

Mdm, Gps e Thermoplay: l'acquisto dell'area favorisce lo scatto in avanti

I primi effetti si concretizzeranno nel 2009, ma già nel 2008 Mdm di Châtillon, Gps di Arnad e Thermoplay di Pont-Saint-Martin (aziende tutte e tre coinvolte nel mio concorso «Vota il miglior imprenditore valdostano del 2008») stanno dimostrando di aver ben meritato la fiducia dell’amministrazione regionale con solidi piani industriali di sviluppo. Le tre aziende valdostane infatti, a vario titolo, alla fine della scorsa legislatura, sono riuscite, dopo una lunga attesa, a concludere con la Regione Valle d’Aosta l’acquisizione dello stabilimento e di aree limitrofe dove potersi espandere in virtù di una spinta espansiva (mediamente tra il 5% e il 10%) piuttosto rara nell’attuale panorama industriale. Luca Minini, 35 anni, amministratore unico della Mdm, azienda che opera da leader nella produzione di attrezzature speciali per la deformazione a freddo dei metalli, destinate allo stampaggio di viti e bulloni potuto finalmente festeggiare i primi 25 anni di vita dell’azienda, con l’acquisto sia dei terreni (oltre 5.500 metri quadri) sui quali quattro anni fa aveva costruito il nuovo stabilimento, sia dell’immobile oggi adibito a uffici amministrativi della società. Un’operazione da 512 mila euro. «Per il 2008 prevediamo una crescita dei fatturati del 10% - dice Minini - che è il risultato diretto del nuovo assetto. In effetti nell’ultimo biennio potendo finalmente contare su uno stabilimento completamente nostro abbiamo avviato investimenti in macchinari e linee produttive per un valore di un milione. Un’operazione che ha avuto immediati riflessi sui nostri ricavi». Stessa sorte per la famiglia Capula che con la Gps di Arnad, un core business concentrato nei sistemi di protezione perimetrale integrati, ha completato l’acquisto di nuove aree adiacenti all’attuale stabilimento, posizionato su un’area in affitto di 1700 metri quadri. «Si tratta - spiega il responsabile marketing Gaetano Capula di un’area di 4000 metri quadri, 2500 di spazio coperto, dove sorgono tre palazzine, e 1500 di terreno. I lavori termineranno a metà del 2009 e porteranno al raddoppio dell’area occupata. Un’operazione del valore di circa due milioni che noi riteniamo estremamente strategica per lo sviluppo dell’azienda. In un momento in cui il settore della sicurezza risente delle difficoltà della congiuntura economica internazionale la nostra azione vuole essere uno sguardo positivo verso il futuro». Apripista di queste operazioni la Thermoplay di Piero Enrietti, azienda specializzata nei sistemi di iniezione a canale caldo per stampi di materie plastiche che, finalmente - arrivando addirittura a minacciare la Regione di trasferirsi in Cina - è riuscita a formalizzare, circa un anno, fa l’acquisto (con una spesa di 420 mila euro), di 10 mila metri quadri nell’area industriale dell’ex Illsa Viola, di cui la metà già occupati in diritto di superficie dalla stessa azienda. Obiettivo dichiarato raddoppiare la superficie produttiva nel corso del 2008. Oggi Enrietti guarda soddisfatto alla futura espansione dell’azienda mentre procedono ilavori di ampliamento. A Vallée d’Aoste Structure, la società, (100% Finaosta), presieduta (al momento della pubblicazione dell'articolo ndr) dal sindaco di Valtournenche Giorgio Pession, cui la Regione ha trasferito il proprio patrimonio immobiliare, come previsto dalla l.r. 18 giugno 2004, n. 10, non risultano in vista nuove alienazioni. «A fine anno – spiega l’ad Massimo Centelleghe - noi consegniamo una nostra relazione finale dove indichiamo i beni che possono essere alienati. Tocca al Consiglio regionale approvare l’autorizzazione delle cessioni. Al momento non abbiamo richieste di questo tipo da parte delle imprese insediate». Centelleghe evidenzia come gran parte del patrimonio conferito dalla Regione alla società sia già allocato. «Sono soltanto tre le proprietà ancora sfitte – precisa - anche se due di queste sono di dimensioni particolarmente considerevoli. E’ il caso del capannone che ospitava la Tecdis a Châtillon e di quello dove si trovava la Balzano a Verrès. In merito all’Espace siamo oltre il 50% del potenziale. L’ultimo insediamento di rilievo è quello dell’Electro Power System con lotti sia nell’incubatore di impresa che nell’area limitrofa dell’Espace Aosta». Sulle aree industriali Confindustria Valle d’Aosta confida che ora che il quadro legislativo appare sufficientemente stabile si possa anche fare un’attenta analisi sui prezzi delle locazioni. (Pubblicato sul Sole 24 Ore Nord Ovest del 1° ottobre 2008)

24 gennaio 2008

Minini: Mdm compete sul vantaggio tecnologico

«Noi non facciamo mai la corsa sui prezzi. Ma sulla qualità e sull’affidabilità. Ogni anno investiamo fra il 15 e il 25% del nostro fatturato nella ricerca e sviluppo. Soltanto così possiamo continuare a mantenere il nostro vantaggio tecnologico nei confronti della concorrenza. Un vantaggio quantificabile in quattro- cinque anni».
Luca Minini, 35 anni anni il 1° dicembre, amministratore unico della Mdm e presidente dei giovani imprenditori valdostani, può finalmente festeggiare i primi 25 anni di vita dell’azienda, fondata nel 1982 dal papà Giorgio, imprenditore di origini lombarde, trapiantato in Valle d’Aosta, e attualmente gestita con la sorella Ambra, e la madre Enza De Mauro, con un fatturato in forte espansione (dai 3,25 milioni del 2005 ai 4,9 del 2007) e con l’acquisto sia dei terreni (oltre 5.500 metri quadri) sui quali quattro anni fa aveva costruito il nuovo stabilimento, sia dell’immobile oggi adibito a uffici amministrativi della società, entrambi sino ad oggi di proprietà dell’amministrazione regionale. Un’operazione da 512 mila euro ufficializzata nei giorni scorsi con la firma dell’atto di cessione dei beni da parte del Presidente della Regione Luciano Caveri e dallo stesso Minini. In questo quarto di secolo a cavallo fra i due millenni, la Mdm si è trasformata da impresa artigianale (tutto iniziò in un garage di Saint- Vincent) in realtà industriale che opera quotidianamente da leader nazionale nella produzione di attrezzature speciali per la deformazione a freddo dei metalli, destinate allo stampaggio di viti e bulloni. Un’azienda che sta conoscendo un trend di crescita particolarmente elevato dovuto ad uno staff giovane e reattivo composto da 44 dipendenti con un’età media di 32 anni. Uno staff che studia con attenzione le richieste della clientela per assicurare le risposte migliori. L’azienda di Châtillon si confronta con un mercato fortemente globalizzato e nonostante tutto nel suo settore, con i suoi oltre 38.000 articoli, è fra le prime quattro in Europa e nelle prime dodici a livello mondiale. «L’elemento vitale in questo mercato – spiega Minini – sono i tempi di risposta: il cliente ha la necessità di sostituire le attrezzature per lo stampaggio in tempi, spesso, imprevedibilmente brevi e di conseguenza, è importante per il fornitore recepire i requisiti tecnici per produrle e realizzarle nell’assoluto rispetto dei tempi fissati. Il commerciale deve comprendere in fretta le esigenze del cliente, l’ufficio tecnico deve trasformare il tutto in disegno e ciclo produttivo e il team produttivo deve essere all’avanguardia cioè fortemente disponibile a formarsi su macchinari sempre più tecnologicamente avanzati». Una sfida che va vissuta nella piena consapevolezza dei propri mezzi senza cadere nella trappola della conquista del cliente a tutti i costi. «Puntiamo a conquistare commesse grazie alla qualità dei nostri prodotti e non giocando esclusivamente sulla variabile prezzo – sottolinea Minini –. Mi spiego meglio. La concorrenza consegna entro otto-nove settimane. Noi lo facciamo in quattro, massimo cinque. Sono però risultati che si ottengono investendo in macchinari e in formazione del personale. Le risorse umane sono un tassello fondamentale. Chi viene a lavorare da noi o si ferma pochi mesi o tutta la vita perché comprende da subito che qui tutti bisogna concorrere al risultato finale. Indipendentemente dal ruolo che si ricopre in azienda. Tutti si può esprimere la propria opinione su come far crescere l’azienda». «In questo senso – prosegue l’amministratore – l’acquisto del terreno e dello stabilimento molto probabilmente ci rallenterà in termini di crescita tecnologica, ma era necessario sia dal punto di vista dell’orgoglio aziendale che in un’ottica di rapporto più consolidato con gli istituti di credito».
Ora lo sguardo si sposta inevitabilmente al futuro e, in particolare, alla conquista di nuovi mercati internazionali. Nel corso del 2007 Mdm è riuscita infatti a far breccia nel mercato tedesco. «In Germania le aziende italiane specializzate nella realizzazione di prodotti di alta tecnologia – commenta Minini – non sono viste di buon occhio. Noi siamo tuttavia riusciti a dimostrare la nostra affidabilità sul campo e ora possiamo contare su alcuni clienti importanti nell’automotive, nell’immobiliare e perfino nell’aerospaziale». (Pubblicato sul Corriere della Valle d'Aosta del 22 novembre)

6 dicembre 2007

Intervista a Giuseppe Bordon sullo stato dell'arte dell'industria valdostana: dallo studio Ambrosetti al Bilancio regionale


Proponiamo ai lettori del nostro blog un’intervista a Giuseppe Bordon, presidente di Confindustria Valle d'Aosta. Fra i temi trattati anche il bilancio regionale che, pur un po’ oscurato in queste ore dal "toto Rollandin", rimane comunque uno dei provvedimenti principe della difficile arte dell’amministrare.

Come avrà visto stiamo proponendo un sondaggio che si ispira alle prime conclusioni dello studio Ambrosetti. Cosa pensa di queste conclusioni?
Ritengo ancora prematuro emettere un giudizio sullo studio attualmentein fase di realizzazione da parte della società di consulenza Ambrosetti. Ho incontrato i rappresentanti di Ambrosetti per esporre il punto di vista dell'Associazione ed ho avuto l'impressione che il lavoro sarà portato a termine in modo serio e rigoroso, e potrà contribuire ad orientare le scelte future della nostra Regione. I campi d'intervento individuati mi paiono coerenti e con la dimensione territoriale valdostana e con le tendenze di sviluppo economico a livello globale. Non dimentichiamoci però che i tempi dell'economia pianificata sono finiti. Le imprese le fanno gli imprenditori, dobbiamo puntare a far rinascere in Valle d'Aosta la voglia di fare.

Secondo lei esiste un settore in cui la Valle d'Aosta può meglio concentrare le sue energie?
A differenza di altri territori italiani, in Valle d'Aosta non abbiamo avuto la nascita di un "distretto" produttivo concentrato su di una tipologia di prodotto e non credo che sia il caso ora di provare a crearlo. Sicuramente l'insediamento del Politecnico di Torino in Verrès potrà stimolare la crescita di attività collegate nel campo dell'informatica e della meccatronica e sarà opportuno impegnarsi affinchè le aziende presenti sul territorio sappiano cogliere questa opportunità per migliorare la produzione dal punto di vista qualitativo e di valore aggiunto.

Recentemente alcune aziende da poco insediate in Valle hanno manifestato forti criticità. Sembrerebbe sempre più valida l'idea che la Regione debba aiutare di più chi è radicato in Valle piuttosto che facilitare chi arriva dall'esterno?
E' sbagliato scegliere tra le due opzioni, entrambe devono essere supportate. Le aziende già presenti sul territorio sono una realtà da coltivare e fare crescere, rappresentano quanto il tessuto economico ha saputo esprimere negli anni, costituiscono una base certa sulla quale costruire. Le aziende di nuovo insediamento sono delle scommesse per il futuro, non bisogna "giocare d'azzardo", ma una dose di rischio deve sempre essere messa in conto se vogliamo che la nostra regione progredisca. Non dobbiamo stupirci che le aziende chiudano, dobbiamo preoccuparci se le aziende non nascono.

In questo senso, anche se con un certo ritardo, è indubbiamente positiva la cessione delle aree a Thermoplay, Gps e Mdm...Cosa ne pensa?
Tra i primi problemi che ho dovuto affrontare quando fui eletto presidente di Confindustria Valle d'Aosta nel marzo 2002, vi fu la piena applicazione della legge sulle locazioni industriali. Con l'aiuto della struttura associativa ho cercato di risolvere i molteplici nodi allora presenti, e dopo numerosi incontri con gli Uffici regionali competenti, si giunse a redigere un contratto-tipo per le aziende industriali. Nel contempo ho sempre sollecitato gli Amministratori regionali a prendere in esame la possibilità di cedere, anziché locare, gli immobili di proprietà regionale alle aziende serie, presenti sul territorio da anni, e con buone prospettive di produzione. Con l'abrogazione della legge regionale n° 1/1998 e l'emanazione della legge regionale n° 10/2004 la situazione si è modificata, ed è stato possibile iniziare la discussione per la cessione degli immobili industriali a quelle aziende che nel frattempo avevano manifestato il loro interesse. Certo che i tempi sono stati lunghi, ma posso dire che il risultato è positivo e sono soddisfatto che tutto il lavoro svolto stia dando i suoi frutti. Vi sono ancora situazioni da definire, e mi auguro che possano essere chiuse in tempi brevi.

Come giudica il bilancio regionale in quanto presidente di Confindustria Valle d'Aosta?
Ritengo positiva la riduzione dell'IRAP, anche se un giudizio sulla portata redistributiva dell'intervento richiede un approfondimento non appena saranno emanate le norme applicative. Tale misura si innesta in un circolo virtuoso previsto anche a livello nazionale per ridurre la pressione fiscale sulle imprese, ispirandosi a quanto realizzato in altri Paesi europei, che porterà ad un significativo sostegno alla crescita. Per intensificare l'effetto di questo intervento si potrebbe inoltre prevedere un'aliquota ridotta per le imprese che si insedieranno in Valle in modo da rendere più attrattivo in nostro territorio. Condividiamo l'intento di ridurre i costi del personale, che speriamo non venga vanificata dal ricorso alle consulenze. Avremmo auspicato però un taglio più significativo delle spese correnti e la destinazione della parte di maggiori entrate-extragettito ad investimenti e al finanziamento di politiche di sostegno allo sviluppo più incisive. Positivo il nuovo meccanismo che consente di recuperare l'anno successivo le spese relative a fondi assegnati a qualsiasi titolo allaRegione e non impegnate. Riguardo agli interventi di politica del lavoro sarebbe interessante conoscere la reale efficacia degli stessi nel triennio precedente in modo da indirizzare le azioni verso misure più adeguate.
Una analisi più attenta delle spese correnti e di quelle di investimento con una loro riclassificazione consentirebbe di capire meglio la dinamica degli interventi della Regione nei vari settori dell'economia e di confrontare la spesa regionale con il Pil. Il rifinanziamento dei fondi per la ricerca dà credibilità e concretezza alle misure adottate. Vengono confermate le misure per gli investimenti a valere sulla LR 6/2003 e LR 7/2004, anche se si tratta di interventi che hanno subito un forte ridimensionamento per gli aiuti in conto capitale.
Giudichiamo in senso negativo la trasformazione dell' INVA in società in house e la destinazione di altre risorse pubbliche per la sua capitalizzazione. Si sarebbe dovuto intervenire in senso opposto prevedendo la cessione ai privati con l'affidamento in outsourcing di attività non istituzionali per la tutela della concorrenza e del mercato. Destano perplessità gli interventi diretti della Regione nel settore dell'agricoltura per l'acquisizione e realizzazione di strutture e impianti fissi, con affidamento a terzi della gestione, emerge infatti un orientamento decisamente contrario alla politica nazionale, sostenuta da Confindustria, di delimitare la presenza pubblica nell'economia.
 

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