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18 dicembre 2014

Apre ad #Aosta il primo #Valgrisa Store

Creare non solamente un punto vendita dei propri prodotti, ma un vero e proprio luogo d’incontro ed una vetrina per l’esposizione delle opere di artisti ed artigiani valdostani. Questa la filosofia alla base del progetto del primo Valgrisa Store, che l’azienda di abbigliamento valdostana, famosa per i capi ispirati alla storia e alle tradizione valdostane e realizzati in particolare con la lana delle pecore Rosset, aprirà da sabato 20 dicembre a partire dalle ore 10 in Piazza della Cattedrale ad Aosta.

L’obiettivo di Alessandra Fulginiti, Silvia Tambosco, Andrea Nicola e Nicola Rosset, soci dell’azienda, che invitano tutti gli interessati ad un brindisi di benvenuto presso il nuovo punto vendita, è quello di celebrare il decimo compleanno di Valgrisa realizzando uno store capace di valorizzare una produzione che dalla ormai classica giacca “Lodrà”, ispirata alle giacche utilizzate dalle guide alpine di Courmayeur nell’ottocento, ha saputo ampliare i proprio orizzonti con altri capi ed accessori, quali borse, ombrelli e cinture sempre realizzati con materie prime pregiate ed ispirati alla storia ed alle tradizioni valdostane dei secoli scorsi. A questo si affiancherà anche una campagna di fidelizzazione della clientela attraverso l’emissione di una Valgrisa Card che garantirà ai soci una serie di vantaggi e di interessanti opportunità

«Ma il Valgrisa Store di Aosta - si legge in una nota - si pone obiettivi ben più ampi della semplice vendita del proprio prodotto. Esso ambisce a divenire un luogo di incontro attraverso cui intensificare le sinergie con altre attività produttive e creare una filiera che permetta di valorizzare tradizioni ed identità locali oltre a promuovere anche fuori dalla Valle d’Aosta le piccole realtà imprenditoriali ed artigiane locali»

Per questa ragione all’interno dello store, oltre ai prodotti Valgrisa saranno esposti e venduti i tessuti ed i manufatti realizzati dalle cooperative Lou Dzeut e Les Tisserands e saranno organizzate mostre ed esposizioni temporanee di artigiani ed artisti valdostani conosciuti ed emergenti. Saranno inoltre presenti i prodotti delle altre aziende di proprietà dei soci Valgrisa: la linea di fitocosmetici di montagna del dottor Nicola, le grappe Levi delle Distillerie St. Roch e i vini dell’azienda agricola Rosset, tutti prodotti realizzati con le materie prime di qualità provenienti dal territorio valdostano

«L’apertura del Valgrisa Store di Aosta – spiegano i soci dell’azienda - costituisce il primo tassello di un progetto più ampio che si pone come finalità ultima quella di esportare e replicare il modello anche in altre località in Italia e all’estero con l’obiettivo di far crescere il marchio Valgrisa fuori dalla Valle d’Aosta e contribuire a far conoscere la ricchezza delle tradizioni locali anche sui mercati nazionali ed internazionali»

7 dicembre 2012

#Golosaria: #Massobrio conferma la Corona radiosa della Locanda La #Clusaz



Golosaria a Rivoli ha celebrato "gli artigiani radiosi" del territorio e le migliori tavole della ventunesima edizione della GuidaCriitcaGolosa firmata da Paolo Massobrio e Marco Gatti.

Per la regione Valle d'Aosta, davanti a una platea di oltre 300 ristoratori, si è riconfermata per il titolo di corona radiosa la Locanda La Clusaz di Gignod.


Inoltre nel contesto della manifestazione UniCredit ha consegnato il riconoscimento alle eccellenze della multifunzionalità alimentare. Uno di questi premi è andato alla cantina Maison Vigneronne Freres Grosjean di Quart, «azienda in costante crescita dal 1969 che produce e distribuisce vino in Italia, ma soprattutto oltreconfine e negli Stati Uniti in particolare, dove i vini da vitigni autoctoni rappresentano il biglietto da visita della tradizione vitivinicola familiare». 


Sul palco con i premiati, Massobrio e Gatti anche i referenti valdostani della guida Andrea Nicola e Alessandra Fulginiti.

25 luglio 2012

Sergio Borla eletto Presidente del Comitato della Piccola Industria di Confindustria Valle d'Aosta


Sergio Borla (Valdostana Carni)

E’ stato rinnovato il Comitato della Piccola Industria di Confindustria Valle d'Aosta per il triennio 2012 – 2015 che sarà composto da: Alexander Antignolo (AT Tubi S.r.l.), Sergio Borla (Valdostana Carni S.r.l.), Alessandra Fulginiti (Valgrisa S.r.l.) e Alfredo Lingeri (Honestamp S.r.l.).


Il Comitato, riunitosi il 24 luglio, ha eletto all’unanimità alla Presidenza Sergio Borla ed ha discusso le prime linee del programma di attività che verrà sviluppato nelle prossime riunioni.


Borla, ringraziando il Presidente uscente  Lingeri per l’opera svolta, a margine del Comitato, ha dichiarato «Sono particolarmente onorato di essere stato eletto Presidente della Piccola Industria e cercherò di portare avanti con impegno le priorità delle piccole imprese, per la maggior parte a conduzione familiare, con problemi di crescita dimensionale e di passaggio generazionale, con oneri e costi che appesantiscono i loro conti e che operano in una situazione difficilissima generata da una crisi che sembra non aver ancora trovato la via di uscita».

Il neo Presidente della Piccola è apparso particolarmente preoccupato sulle possibilità di accesso al credito «Le piccole imprese hanno bisogno di ossigenoha aggiunto Borla – perché sono quelle che fanno più ricorso al credito bancario ed hanno un minore potere contrattuale e in questa fase recessiva è difficile presentarsi al sistema bancario con le giuste credenziali sul piano qualitativo e quantitativo (vale a dire patrimoniali e progettuali)».


«Dobbiamo sostenere gli imprenditori, che continuano ad avere intraprendenza e coraggio per migliorare la loro condizione e quella dei territori dove vivono – ha dichiarato Borla - bisogna ripartire dalla capacità del saper fare, da chi produce, da chi rischia tutti i giorni nel ricercare idee, progetti capaci di consolidare mercati conosciuti o ricercarne dei nuovi».

Il Comitato ha deciso quindi di portare avanti il progetto PMI DAY, giornata nazionale delle piccole imprese che si terrà il 23 novembre prossimo, pensato come un’occasione per aprire gli stabilimenti produttivi alle scuole, per far conoscere ed apprezzare il fare impresa.


Mi permetto di sottolineare come indubbiamente si tratti di un avvicendamento tra due imprenditori fondamentali nel tessuto economico della nostra regione e sicuramente in grado di dare un contributo importante alla cultura imprenditoriale. Ci tengo a sottolineare che Borla ancora oggi è nel panel del sondaggio del miglior imprenditore valdostano anche per l'edizione 2012 promosso dal mio blog.

20 maggio 2011

Imprenditori Alpini: Tanta, tanta passione

Mi riesce sempre difficile scrivere degli eventi che mi trovo a moderare. Figuriamoci di quest'ultimo in cui sono pure parte in causa in quanto autore (con il professore Carmine Garzia) del volume, in uscita presso Egea nel mese di giugno, «Dieci casi di ordinaria imprenditorialità - Aziende innovative in Valle d'Aosta». Provo tuttavia a trascrivere qualche breve appunto sull'evento, conclusosi da una manciata di ore, riservandomi altri post per approfondire o, comunque, offrire ulteriore materiale.

Pur dispiacendomi per le presenze di pubblico un po' scarse devo però dire che gli interventi dei cinque imprenditori, quelli che nel libro definiamo «innovatori alpini», sono stati davvero pieni di una passione quasi contagiosa. Il tutto introdotto dal saluto dell'Assessore Ennio Pastoret che ha ben evidenziato l'importanza e la necessità di dare voce alle aziende, seguito da Garzia che ha esposto la teoria di cosa sia fare impresa in Valle d'Aosta. Ed è stato davvero interessante come certe definizioni suggerite dalla dottrina economica trovassero nelle successive testimonianze la loro perfetta applicazione pratica.

Come ciascuno declina il concetto di innovazione nella sua impresa e l'importanza del territorio alpino sono stati i temi affrontati da Alessandra Fulginiti (Valgrisa) che ci ha raccontato la sfida insita in una produzione di nicchia che si basa su risorse estremamente limitate (la lana Rosset); da Gioachino Gobbi (Grivel) che da un lato ha sottolineato come un'impresa come Grivel non potesse che nascere ai piedi delle Alpi, ma allo stesso tempo ha ribadito anche la volontà di continuare a vivere in questa Valle; da Riccardo Trisoldi (Compagnia Valdostana delle Acque) che ha annunciato un po' a sorpresa (almeno per me) l'interesse per il mercato francese, delineando il profilo di un'azienda per la quale innovazione significa non fermarsi mai e rilanciare sempre; da Costantino Charrère (Les Crêtes) che ha illustrato la sua strategia di «marketing emozionale» attraverso una sala degustazione (di prossima costruzione) davvero innovativa; fino a Marilena Péaquin (Maison Bertolin) che ci ha raccontato di una madre di famiglia (con quattro figli) diventata imprenditrice per rifornire il salumificio di patate, barbabietole e aromi e che presto farà addirittura un assunzione. 


Si è trattato di una tempesta quasi perfetta (nel pomeriggio c'è stato pure un improvviso acquazzone...) i cui effetti credo siano stati ben recepiti da chi era presente in sala come dimostra un messaggio che ho ricevuto via facebook da Vilma Maria Cianci«Oggi ho partecipato alla conferenza con gli imprenditori alpini, sono una piccola "imprenditrice" che come tanti fatica molto per tenere in piedi la propria impresa. Sentire questi IMPRENDITORI, venire travolta dalla Passione con cui svolgono la loro attività, sentire sulla pelle la loro professionalità, la loro competenza la loro continua curiosità la voglia di esplorare di continuare a lottare ogni giorno mi ha emozionata, mi ha dato forza e coraggio per continuare ad andare avanti per proseguire sulla mia strada per continuare ad inseguire un sogno. Grazie»

11 maggio 2011

Innovatori alpini: gli Imprenditori Valdostani si Raccontano

Ultimo atto con qualche variante sul tema.

Come da copione Giovedì 19 maggio, alle 14,30, presso la sala Cogne della Pépinière d’Entreprises Espace Aosta, Vallée d’Aoste Structure proporrà, all’interno del ciclo «I Dialoghi dell’innovazione» di cui ho scritto in lungo e in largo su questo blog,  la Tavola Rotonda dal titolo «Innovatori Alpini: gli imprenditori valdostani si raccontano». Invece la conferenza serale con Piero Angela sulle grandi innovazioni della Storia si farà più avanti a causa di un’improvvisa indisponibilità del relatore (e vi assicuro che non si tratta di una formula rituale).

Ma chi saranno i protagonisti della tavola rotonda? Oltre all'autore di questo blog, presente in qualità di moderatore,  parteciperanno Ennio Pastoret, Assessore Regionale alle Attività Produttive, Carmine Garzia dell’Università della Valle d’Aosta, Riccardo Trisoldi, Compagnia Valdostana delle Acque, Gioachino Gobbi, Grivel, Costantino Charrère, Les Crêtes, Guido Bertolin, Maison Bertolin, e Alessandra Fulginiti, Valgrisa.

Durante l’evento sarà presentato il volume «Dieci casi di ordinaria imprenditorialità ‐ Fra Innovatori alpini e Campioni del territorio», edito da Egea e realizzato a cura dell’Università della Valle d’Aosta. Per chi si fosse perso qualche pezzo per strada gli autori della pubblicazione sono il titolare di questo blog e il già citato professor Garzia. Vorrei però che fosse chiaro da subito che non si tratta di un «the best of», ma di una selezione di aziende, analizzate anche con un approccio scientifico o meglio di dottrina economica, che, ad avviso degli estensori dell'opera, sono esempi interessanti di cosa sia fare impresa in Valle d'Aosta. Chissà che di lavori simili non ne seguano altri?

Mi sembra giusto offrire qualche dato in più sul mio co-autore (anzi in realtà sono io il suo co-autore visto che sicuramente il suo contributo è stato indubbiamente maggiore del mio). Carmine Garzia è ricercatore di economia aziendale presso l’Università della Valle D’Aosta, Facoltà di Scienze Politiche e delle Relazioni Internazionali, e professore a contratto di strategia e Politica Aziendale presso l’Università Bocconi di Milano è inoltre membro fondatore del centro di ricerca sull’imprenditorialità - CEF - presso l’Università della Svizzera Italiana, Lugano. Le sue aree di interesse scientifico sono la nascita e lo sviluppo di nuove imprese e l’innovazione e il cambiamento strategico. Si è laureato in Economia Aziendale e ha ottenuto il Ph.D in Management presso l’Università Bocconi di Milano.

Siccome si avvicina l'ultimo atto ti ricordo che come sempre sono interessato ai tuoi commenti. Mi piacerebbe fare con te un bilancio di questo evento. Che cosa era ok e che cosa va rimesso a punto. Scrivimi pure. Ti leggerò volentieri.

Come sempre ti ricordo che l’iniziativa, promossa dalla Regione Autonoma Valle d’Aosta, Assessorato alle attività produttive, Direzione assistenza alle imprese, ricerca, qualità e formazione professionale, è realizzata nell’ambito del progetto di Animazione Territoriale di Carattere Economico finanziato dal Programma operativo FESR Competitività Regionale 2007/2013. L’attuazione del progetto è affidata a Vallée d’Aoste Structure in qualità di soggetto attuatore con il supporto organizzativo dell’associazione Centro Scienza Onlus.

27 ottobre 2009

A Tam Tam News con Pietro Giorgio (Sea) si Parla di Energie Rinnovabili


Carissimo visitatore, metto on line anche la quarta puntata di «Tam tam News imprenditori», il programma che conduco ogni venerdì mattina, alle 10, su Radio Proposta in Blu, e che è stata trasmessa il 16 ottobre. Con me in studio Alessandra Fulginiti che mi ha raccontato la curiosa esperienza di Valgrisa.

Qui - se te la sei persa - puoi trovare la puntata registrata. Ti chiederei la cortesia (anche da anonimo) di segnalare se ascolti o scarichi la trasmissione dal blog. Questo per capire se questo servizio ti è davvero utile.

Questo venerdì, il 30 ottobre, come sempre alle 10, sarà mio ospite Pietro Giorgio della Sea. Con lui approfondirò il tema delle energie alternative e farò il punto sul nuovo progetto del teleriscaldamento di Aosta. Sea è una delle imprese che fa parte di Telcha, la società che realizzerà l'impianto.

Il programma - non mi stancherò mai di ripeterlo - è in diretta per cui puoi intervenire sia telefonicamente (0165 - 44575) sia via mail (diretta@radiopropostainblu.it).

Come sempre ti chiedo di scrivere nell'oggetto della mail «ImpresaVda» in modo che io possa capire subito se si tratta di un lettore del blog.

Puoi naturalmente anche lasciare messaggi direttamente su ImpresaVda, possibilmente prima della trasmissione. Di che genere? E' molto semplice: domande sui temi trattati e suggerimenti sugli argomenti da trattare o gli ospiti da invitare. Fino ad adesso hai lasciato cadere il mio appello nel vuoto e se per questo venerdì provassi a fare un'eccezione?

Se non conosci ancora la radio ti ricordo le sue frequenze: Courmayeur 103.8 - La Salle 93.7 - Saint-Nicolas 107.6 - Aosta 107.8 - Saint-Vincent 107.4 - Bassa Valle 107.8 - Brusson 88.5 - Ayas 107.6 - Valtournenche 107.6 - Valle del Gran San Bernardo 107.6 e Valgrisenche 88.0.

Buon ascolto.

15 ottobre 2009

A Tam Tam News Imprenditori Alessandra Fulginiti di Valgrisa

Carissimo visitatore, metto on line anche la terza puntata di «Tam tam News imprenditori», il programma che conduco ogni venerdì mattina, alle 10, su Radio Proposta in Blu e che è stata trasmessa il 2 ottobre. Con me in studio Piero Roullet (in basso nella foto), titolare dell'Albergo Bellevue di Cogne e per diversi anni alla guida dell'associazione albergatori.

 Qui trovi la registrazione della puntata a lui dedicata.

Domani, venerdì 16 ottobre, sarà la volta di Alessandra Fulginiti che mi racconterà la curiosa esperienza di Valgrisa: dalla canapa alla Panda 4 x 4. Un modo stimolante per ragionare sul potere delle cosidette «nicchie» e su come da un'idea si possa far nascere un'azienda. Sugli ospiti delle prossime puntate ti farò sapere qualcosa la prossima settimana.

Il programma - non mi stancherò mai di ripeterlo - è in diretta per cui puoi intervenire sia telefonicamente (0165 - 44575) sia via mail (diretta@radiopropostainblu.it).

Come sempre ti chiedo di scrivere nell'oggetto della mail «ImpresaVda» in modo che io possa capire subito se si tratta di un lettore del blog.


Puoi naturalmente anche lasciare messaggi direttamente su ImpresaVda, possibilmente prima della trasmissione. Di che genere? E' molto semplice: domande sui temi trattati e suggerimenti sugli argomenti da trattare o gli ospiti da invitare.

Se non conosci ancora la radio ti ricordo le sue frequenze: Courmayeur 103.8 - La Salle 93.7 - Saint-Nicolas 107.6 - Aosta 107.8 - Saint-Vincent 107.4 - Bassa Valle 107.8 - Brusson 88.5 - Ayas 107.6 - Valtournenche 107.6 - Valle del Gran San Bernardo 107.6 e Valgrisenche 88.0.

Buon ascolto.

17 settembre 2009

ImpresaVda a Radio Proposta in Blu fa tris: Jacquin, Roullet e Fulginiti i prossimi ospiti


Venerdì 18 settembre, dalle 10 alle 10,30, seconda puntata di «Tam tam news Imprenditori», su Radio Proposta in Blu, programma radiofonico dove propongo una serie di interviste sul mondo dell'impresa valdostana.
Qui trovate il precedente post.

Il mio primo ospite è stato Oliviero Gobbi, Presidente dei giovani industriali (nella foto in basso), con il quale ci siamo interrogati sui limiti e gli atout dell'imprenditoria giovanile nella nostra regione.
Qui trovate il file audio della trasmissione.

Ora è la volta di Federico Jacquin, presidente del Confidi Industriali della Valle d'Aosta e della sezione edile di Confindustria, nonchè vecchia conoscenza di questo blog.
Con uno sforzo titanico posso anche anticiparvi chi saranno gli ospiti delle prossime due puntate.
Il 2 ottobre sarà la volta di Piero Roullet, titolare dell'albergo Bellevue di Cogne, con il quale ovviamente cercheremo di fare il punto sul turismo nella nostra regione. Roullet è stato per anni alla guida dell'Associazione albergatori e conosce vizi e virtù del nostro sistema ricettivo.
Il 16 toccherà invece ad Alessandra Fulginiti che ci racconterà la curiosa esperienza di Valgrisa: dalla canapa alla Panda 4 x 4. Un modo stimolante per ragionare sul potere delle cosidette «nicchie».

Il programma è rigorosamente in diretta per cui potete intervenire sia telefonicamente (0165 - 44575) sia via mail (diretta@radiopropostainblu.it). Vi chiedo di scrivere nell'oggetto della mail «ImpresaVda» in modo che io possa capire subito se si tratta di un lettore del blog.
Potete anche lasciare messaggi direttamente su ImpresaVda, possibilmente prima della trasmissione: domande o suggerimenti su temi da trattare o ospiti da invitare.
Insomma non esitate a scrivermi. Come ho già detto sono molto ben accetti anche i commenti post trasmissione tanto per capire che cosa ha funzionato e che cosa no.

Per chi non conoscesse la radio ricordo le frequenze: Courmayeur 103.8 - La Salle 93.7 - Saint-Nicolas 107.6 - Aosta 107.8 - Saint-Vincent 107.4 - Bassa Valle 107.8 - Brusson 88.5 - Ayas 107.6 - Valtournenche 107.6 - Valle del Gran San Bernardo 107.6 e Valgrisenche 88.0. Buon ascolto.

12 agosto 2009

ImpresaVda sale in cattedra: il caso Valgrisa (3)

Terza puntata della tesina su Valgrisa di Fabrizio Bazzani. Qui trovate la prima puntata e qui la seconda. Si chiude così la serie di articoli dedicati al laboratorio di economia aziendale del professor Carmine Garzia. Ma la collaborazione non finisce qui.

Analisi della sostenibilità della strategia aziendale per il futuro

In questi 5 anni di abbigliamento «pret-à-porter montagnard» il brand è cresciuto ed ha conquistato una nicchia nel settore delle collezioni esclusive. La lana delle pecore Rosset viene ancora tessuta a telaio in laboratori situati a Valgrisanche e a Champorcher, questa lavorazione artigianale permette una produzione limitata a pochi e numerati pezzi. L’azienda cerca di unire alla tradizione, delle rifiniture moderne e funzionali che arricchiscono fortemente i capi di elementi altamente innovativi.

Tra i fattori da evidenziare bisogna tener conto della partecipazione a Pitti Immagine Uomo 2009, evento di grande rilievo nel settore dell’abbigliamento a livello nazionale e non, tenutosi dal 13 al 16 gennaio. La commissione incaricata di selezionare i marchi aventi diritto ad esporre le proprie collezioni ha voluto fortemente la partecipazione del marchio Valgrisa per l’originalità e la raffinatezza dei suoi capi. In aggiunta ai modelli esposti durante i quattro giorni di fiera, grande novità è stata la presentazione del primo jeans prodotto dal marchio.

Ulteriore fattore determinante per la crescita dell’azienda è l’ingresso in società di Silvia Tagliabosco, braccio operativo responsabile dei mercati esteri e nazionali, la quale in una recente intervista per il Sole 24 Ore Nord Ovest ha sottolineato gli obiettivi principali per il 2009 e cioè consolidare il brand a livello nazionale e coprire zone ancora scoperte con realtà e tradizioni alpine simili a quelle delle nostre valli.

Con il grande riscontro di clienti avuto durante questi pochi anni dalla creazione del marchio, Valgrisa ha fatturato 400 mila € nell’ anno 2008 aumentando del 25% il fatturato, per mantenere e aumentare questo successo, le collezioni sono state arricchite da accessori come cinture, cappelli e addirittura sci, tutti personalizzabili su richiesta del cliente, inoltre tutti i capi vengono numerati garantendo la tracciabilità della storia di ogni abito.

L’acquirente di un capo Valgrisa può di diritto entrare a far parte di una community, il club denominato «Valgrisa Club» dà la possibilità di partecipare a varie iniziative culturali e sportive come tornei di golf avvicinando i suoi clienti alla storia e al territorio valdostano.

In conclusione, gli obiettivi primari prefissati dai soci come il consolidamento e l’arricchimento di Valgrisa con nuovi prodotti paiono essere concretizzabili in poco tempo, il periodo di depressione economica non ha colpito questo piccolo brand di nicchia riservato ad un target medio alto, anche se, visto il tipo di lavorazione e l’esclusività dei materiali che rendono particolari e unici i prodotti non permettono una espansione su larga scala del brand e di entrare in fasce di mercato diverse da quelle in cui è già situata.

11 agosto 2009

ImpresaVda sale in cattedra: il caso Valgrisa (2)

Seconda puntata della tesina di Fabrizio Bazzani sulla Valgrisa. La prima è stata pubblicata ieri.

Applicazione della Catena del Valore di Porter al caso aziendale

Una premessa prima di elencare quelli che possono essere gli elementi costitutivi della catena del valore di Valgrisa è necessario ricordare che questo tipo di analisi è concepito per le grandi organizzazioni perciò non si adatta completamente alle Piccole e Medie Imprese, anche se, rimane comunque uno strumento valido per valutare dinamicamente se e quanto il vantaggio competitivo venga raggiunto, mantenuto e difeso.

Tra le attività primarie abbiamo:

- La logistica in entrata

La gestione dei magazzini è pressoché minima se non per quanto riguarda la pianificazione del trasporto delle lane dei capi allevati in Valle d’Aosta alla zona di lavorazione del prodotto in aziende del biellese.

- Le attività operative

La lavorazione del prodotto per Valgrisa è un elemento determinante dato che le lane provenienti dalle pecore “Rosset”, allevate e controllate nel territorio valdostano devono essere inizialmente preparate in laboratori artigianali locali che richiedono un elevato numero di ore per essere trattate. La tessitura viene effettuata nel biellese attraverso dei macchinari tessili appositi che ne permettono la lavorazione finale dei capi e il loro confezionamento.

- La logistica in uscita

La logistica in uscita anch’essa è ridotta, consiste esclusivamente ai pochi punti commerciali dove vengono distribuiti i capi, ciò è dovuto all’esclusività e al numero limitato della produzione.

- Marketing e vendite

Come in tutti i prodotti di nicchia la selezione dei canali di vendita è fondamentale per mantenere un certo target di clientela, la quale acquista in boutiques e negozi che vendono prodotti in serie limitata e non su larga scala. Per la pubblicità del brand vengono utilizzate delle riviste altamente specializzate del settore e altri canali pubblicitari alternativi come internet ma sempre in siti che trattano beni che possiamo definire di lusso.
Ultimo elemento ma non per importanza è l’organizzazione di eventi culturali e sportivi che permettono di far conoscere Valgrisa a un pubblico selezionato, da sottolineare la creazione del “Valgrisa Club” con l’obiettivo di creare un rapporto emozionale che va oltre la qualità tra il brand e il cliente.

- I servizi

La particolarità del prodotto richiede una assistenza verso il cliente che non si limita alle sole garanzie minime dovute per legge, ma bensì deve seguire il cliente nel tempo in modo da mantenere il legame venutosi a creare attraverso un’ottima gestione del marketing e delle attività operative.


Tra le attività di supporto:


- Approvvigionamenti

Tra le materie prime necessarie la lana delle pecore “Rosset” viene seguita dall’azienda fin dall’inizio e cioè sin dall’allevamento da parte di allevatori locali esterni che vengono comunque aiutati dall’azienda in modo ma poter certificarne la qualità. Gli altri tessuti vengono reperiti nel biellese, zona di grande importanza e simbolo di qualità per quanto concerne la produzione tessile.

- Sviluppo della tecnologia

I soci abbinano ai tessuti tradizionali dei sistemi di trattamento che rendono i capi altamente tecnici pur mantenendo una linea classica, la ricerca dunque è sempre in continua evoluzione. Anche per quanto riguarda l’ampliamento dei prodotti in vendita lo sviluppo di nuovi materiali è determinante come ad esempio gli sci completamente costruiti in legno che riprendono quelli del passato ma con caratteristiche tecniche attuali.

- Gestione delle risorse umane

La grandezza ridotta dell’azienda fa si che per gestire le attività principali bastino i soci i quali si occupano del marketing, seguire le lavorazioni, e promozione del brand. Per quanto riguarda la vendita, l’azienda richiede che i venditori abbiano una profonda conoscenza del marchio e del prodotto viste le sue particolarità.

- Attività infrastrutturali

Le attività infrastrutturali comprendono le spese di rappresentanza come la sede e i la partecipazione ad eventi ed esposizioni necessarie per l’espansione del marchio. La direzione, le questioni legali, la contabilità e gli affari pubblici sono seguiti personalmente dai soci.

10 agosto 2009

ImpresaVda Sale in Cattedra: il Caso Valgrisa (1)

Dopo Grivel, Les Crêtes e Maison Bertolin è la volta di una tesina sulla «Valgrisa» dello studente universitario Fabrizio Bazzani, che ha seguito il seminario di economia del professor Carmine Garzia. Ho diviso il testo in tre puntate. Eccovi la prima puntata.

Descrizione sintetica dell’ evoluzione storica dell’ azienda

Valgrisa è un brand di abbigliamento nato nel dicembre 2004 dall’ unione di tre imprenditori, Luciano Barbera noto nel settore tessile è il socio maggioritario e Presidente dell’ azienda, il suo polo commerciale è sempre stato nel biellese, gli altri due soci fondatori sono la coppia Andrea Nicola e la piemontese Alessandra Fulginiti, legale rappresentante nonché Amministratore delegato.

L’azienda nasce dal connubio che hanno i soci verso la storia e la tradizione valdostana ispirandosi ad esse per la creazione dei capi di abbigliamento e accessori. La linea riprende gli abiti del passato e cosi pure la lavorazione dei tessuti, lane locali provenienti da capi molto rari e protetti. Per quanto riguarda i materiali l’azienda si basa quasi esclusivamente sull’uso del velluto e del fustagno in combinazione con altri tessuti raffinati come il cachemire.

Ogni capo viene confezionato artigianalmente, le lane particolari e non trattate fanno si che ogni capo possa avere delle tonalità di colore diverse conferendo al prodotto caratteristiche unicità senza nulla togliere alla qualità. Il tutto viene abbinato con sistemi di impermeabilizzazione di ultima generazione che rendono il tessuto resistente agli agenti atmosferici tipici di montagna come la neve e le basse temperature.

Il capo simbolo del marchio è la giacca «Lodrà», questa, è stata concepita ispirandosi fortemente alla divisa indossata dalle guide alpine di Courmayeur durante il XIX sec.

8 maggio 2009

Speciale «Quitouring» mette la Valle d'Aosta in vetrina

Da lunedì in tutte le edicole italiane è possibile acquistare un numero di «Speciale Qui Touring» interamente dedicato alla Valle d’Aosta. Il numero, realizzato in partnership con l’assessorato al Turismo è stato presentato lunedì pomeriggio dall’Assessore Aurelio Marguerettaz, il direttore di Qui Touring Marco Berchi, il Console Touring per la Valle d’Aosta Debora Ferrari, l’artista Chicco Margaroli e la guida alpina e medico del Soccorso alpino valdostano Roberta Vittorangeli. Attraverso le parole di esperti giornalisti e le splendide immagini dei migliori fotografi di turismo (fra cui i valdostani Camisasca e Unthertiner), in 176 pagine la monografia racconta tutti gli aspetti della regione, soffermandosi su sport, parchi e natura, storia, tradizioni e gastronomia. Un ampio dossier intitolato «Le gite più belle»propone le più scenografiche escursioni in 12 valli laterali, adatte ad ogni età e ad ogni livello di allenamento, mentre grande spazio è dedicato alle informazioni pratiche, ai consigli per la visita e agli indirizzi per vivere la Valle d’Aosta al meglio. Allegata alla rivista, una carta TCI 1:200.000 della regione. Un modo per raccontare l’Aosta più vera e per ricordare quanto la Valle sia particolarmente bella anche d’estate. Anche io ho dato un piccolo contributo all'iniziativa e ho potuto scrivere un mini-articolo avendo la soddisfazione di veder comparire la mia firma tra coloro che hanno collaborato alla riuscita della rivista. Qui sotto trovate il testo del mio scritto. Qui invece potete leggere il sommario dello speciale.

Barbera e l'amore per la Valle
Luciano Barbera è uno degli ultimi rari drapier del biellese. Ed è anche un grande amante della Valle d’Aosta dove viene in vacanza ininterrottamente dall’età di 8 anni (oggi ne ha 71) innamorato di queste montagne che soprattutto d’estate regalano un contatto con la natura inusuale. Le due passioni improvvisamente si uniscono in Valgrisa, griffe del prêt-à-porter montagnard lanciata nel 2004 insieme agli amici Andrea Nicola e Alessandra Fulginiti (oggi amministratore delegato della società). Barbera rimane affascinato dall’incontro con la Cooperativa Les Tisserands di Valgrisenche e dalla loro capacità di portare avanti un’arte secolare. «Ero alla ricerca di tessuti tradizionali – racconta - per la realizzazione dei divani all’interno della Club House del Golf Club Courmayeur di cui sono presidente. Siamo rimasti così ben impressionati dal lavoro e dall’enorme disponibilità dei componenti della cooperativa da decidere che dovevamo impegnarci nel rilancio dell’abbigliamento di tradizione valdostano». E così nacque il capospalla «Lodrà», che in francoprovenzale sta ad indicare sia il panno che il vestito. Le forme sono quelle della giacca che indossavano le guide di Courmayeur nel XIX secolo, rese attuali dalla maestria di Barbera.

11 febbraio 2009

Valgrisa ha presentato al Pitti il jeans di canapa fatto a mano

La Valle da Aosta da indossare è sbarcata, dal 13 al 16 Gennaio, alla manifestazione «Pitti Immagine Uomo», ospitata a Firenze nella Fortezza da Basso. Valgrisa, azienda simbolo del «prêt-à-porter montagnard» che può contare fra i suoi soci fondatori Luciano Barbera, nome notissimo della moda italiana e internazionale, è stata fortemente voluta alla manifestazione dalla Commissione del Pitti «per l’originalità e la raffinatezza dei suoi capi», alcuni dei quali realizzati con la lana proveniente dalla tosatura delle circa 1.800 pecore «Rosset», rarissima razza autoctona, e «per la particolarità della lavorazione artigianale effettuata nei piccoli laboratori di tessitura, collocati in alta montagna», da parte delle socie delle cooperative «Les Tisserands» di Valgrisenche e «Lou Dzeut» di Champorcher, presenti anche quest’anno con un loro stand alla fiera di Sant’Orso. «La nostra presenza al Pitti – spiega l’amministratore delegato Alessandra Fulginiti, insieme alla socia Silvia Tambosco, il braccio operativo della griffe sui mercati nazionali ed esteri – è stata caratterizzata da quattro mini eventi che ci hanno permesso di far conoscere i nostri nuovi prodotti, il sistema di tracciabilità che caratterizza tutti i nostri capi e la realtà del Valgrisa Club una vera e propria community di clienti estimatori che nel tempo si sono fidelizzati al marchio e si sono avvicinati al territorio valdostano, scoprendone le qualità e le emozioni che può offrire». L’attenzione di molti buyers è stata in particolare attratta dalla presentazione del primo jeans realizzato in canapa tessuta a mano. «Oggi quasi tutte le griffe hanno interpretato questo capo rifinendolo e arricchendolo fino a farlo diventare un cult esclusivo. – sottolinea Fulginiti – Come Valgrisa, per i patiti del fatto a mano, proponiamo un prodotto davvero esclusivo. Solo quaranta centimetri di tessuto realizzati in un’ora di duro lavoro manuale: ecco l’unicità di questo tessuto in cui è bello scoprire le appena percettibili irregolarità date dalla lavorazione artigianale». Ma c’è di più. La griffe valdostana (circa 400 mila euro di fatturato nel 2008) ha allargato i propri orizzonti al mondo dello sport offrendo alla propria clientela una linea di sci costituita da tre diversi modelli: uno sci pensato per il mondo femminile contraddistinto dal la sobrietà dei colori e per la grafica originale delle decorazioni; un modello da gran turismo, adatto a tutte le nevi e, infine, per i più nostalgici, uno sci costruito interamente con legno di noce valdostano «che - commenta Fulginiti - “regala” la sensazione e il piacere di sciare con uno sci d’antan, ma realizzato con le più attuali tecniche artigianali». Sul fronte commerciale il Pitti è stata una vetrina importante. «Sono stati davvero molti i contatti ma – conclude Tambosco – è però ancora presto per stabilire con chiarezza quelli che si concretizzeranno nel breve termine e definire la nostra programmazione per il 2009. Il nostro obiettivo prioritario è quello di consolidarci sul mercato nazionale e coprire l’area dell’arco alpino dove esistono ancora alcune piazze scoperte, ad esempio Cortina e Madonna di Campiglio, sicuramente interessate alla nostra linea di abbigliamento». (Pubblicato sul Sole 24 Ore Nord Ovest del 28 gennaio 2009)

18 ottobre 2008

Decolla il business di Valgrisa: è finalmente tempo di prêt-à-porter montagnard

Cresce del 25% il fatturato di Valgrisa, azienda simbolo del «prêt-à-porter montagnard», rispetto al 2008 e allarga i suoi orizzonti con nuovi capitali e nuovi soci. La griffe (di cui ho già scritto in passato) nata per volontà, e un po’ per scommessa, tra Andrea Nicola, Alessandra Fulginiti (moglie di Andrea e oggi amministratore delegato), Luciano Barbera, nome notissimo della moda italiana e internazionale e Rita, sua consorte, dopo aver potuto contare sull’esperienza del manager Jean-Claude passerin D’Entrèves, ha accolto nel team Silvia Tambosco e il marito Nicola Rosset, oltre che ad di Saint-Roch un lunga esperienza nel marchio internazionale Napapijry, brand di fama internazionale nato proprio in Valle d’Aosta e oggi in mano statunitensi. Un fatturato che sfiorerà i 400mila euro e che si sta trasformando in un volàno importante per l’artigianato locale oltre che in una interessante operazione di comunicazione dell’immagine della Valle d’Aosta sui media della moda di alta qualità. Tutti i capi prodotti fanno riferimento alla Valle d’Aosta: o per l’uso di materie prime (come la rarissima lana Rosset) o di lavorazioni autoctone (come la tessitura a Valgrisenche e a Champorcher) o per la storia contenuta nel capo (come nel caso di Chasse Royale, che riprende l’uniforme dei Guardia Caccia di re Vittorio Emanuele II). Il primo capo lanciato da Valgrisa è stato il capospalla chiamato Lodra’: il nome è quello del tipico tessuto realizzato a Valgrisenche dalla cooperativa Les Tisserand. Le forme sono quelle della giacca che indossavano le guide di Courmayeur nel XIX secolo, rese attuali dalla maestria di Luciano Barbera. La rarità, quindi la numerazione di ciascuna giacca, deriva dalla scarsità del vello di queste rare pecore Rosset, iscritte nei registri della F.A.O. delle razze in via d’estinzione: solo 1.600 capi, che fanno di questa razza una delle meno diffuse al mondo. «Valorizziamo il lavoro di queste cooperative – spiega Fulginiti – commercializzandoli nei più prestigiosi negozi di abbigliamento in Italia e all’estero. Denver, Gstaad, Bruxelles, Hannover e Mosca (Bosco di Ciliegi, all'interno dei Magazzini GUM) sono state le prime località dove la moda valdostana è entrata con forza e con risultati di vendita decisamente soddisfacenti».
Un impegno importante che però si scontra con il fatto che simili lavorazioni incontrano sempre meno il favore delle nuove generazioni. «Dal punto di vista economico - conclude Fulginiti - c’è molto interesse, e diversi nostri clienti desiderano visitare le Cooperative dove vengono prodotti i capi. Noi vorremmo trovare un modo per incentivare i giovani ad avvicinarsi a questa attività». (Pubblicato sul Sole 24 Ore Nord Ovest dell'8 ottobre)

14 febbraio 2008

Massobrio e il turismo enogastronomico di alta montagna

Segnalo un’iniziativa di promozione come piace a me. Sinergica, che sa scegliersi i testimonial, destinata a durare e, soprattutto, realizzata grazie all’ingegno imprenditoriale di un gruppo di privati. Leggete con attenzione credo ci sia un’interessante lezione da imparare.
Alla Borsa Internazionale del Turismo (BIT), in programma dal 21 al 24 febbraio nella nuova fiera di Milano/Rho una parte del padiglione 9 è riservato a CerticiBit, il nuovo evento dedicato al turismo delle buone abitudini alimentari e delle produzioni di qualità. Paolo Massobrio – giornalista e autore de Il Golosario, – è stato chiamato ad identificare «certi cibi» che hanno promosso fenomeni di ricettività turistica in Italia. Così ogni giorno, sfileranno sotto forma di talk show «le pillole di CerticiBit» col racconto delle case history più curiose legate al cibo che produce un nuovo modo di intendere il turismo: dagli «alberghi diffusi», alle stazioni ferroviarie in disuso, dai relais di charme nel Monferrato all'agriturismo del vino sui Colli Euganei. Ogni giornata termina poi con l'incontro di artisti e scrittori che parleranno con Massobrio del loro viaggio, attraverso musiche antiche e moderne. «Il fenomeno del turismo enogastronomico in Italia - dice Paolo Massobrio - cresce del 6% annuo e le motivazioni per un viaggio oggi sono le più diverse. Il successo del Golosario ne è un esempio, essendo passato da guida per il prodotto artigianale di qualità a guida turistica dove è particolarmente apprezzato il negozio di prodotti o il caffè storico di una città». Papillon, il movimento di consumatori fondato da Massobrio (www.clubpapillon.it) ha poi registrato il successo per tre iniziative di carattere gastronomico legate al turismo: da Goloway, il software per il palmare satellitare con 1000 segnalazioni del Golosario, da scaricare gratuitamente dal sito, a Golosaria, la manifestazione che il 7 - 8 - 9 marzo prossimo aprirà 30 castelli del Monferrato per accogliere oltre 40 mila persone (http://www.golosaria.it/). E infine l'itinerario d'autore "Se dici gusto dici Sedici" creato da Papillon per Fiat, che ogni mese conduce gli appassionati in 16 luoghi imperdibili. E il prossimo, dopo Valle D'Aosta e Valtellina, sarà proprio Il Monferrato.
«In Valle d’Aosta – spiega Massobrio - stiamo assistendo ad una vera e propria rivoluzione del turismo d’alta montagna, non solo itinerari sui monti, ma anche viaggi enogastronomici alla ricerca del prodotto tipico del territorio, percorsi all’insegna della buona cucina, ma anche spa dove passare momenti di totale relax».
La giornata dedicata alla Valle d’Aosta sarà giovedì 21 febbraio alle 12 nell’incontro dal titolo: «Valle d'Aosta: la rivoluzione qualitativa del turismo enogastronomico d’alta montagna». Massobrio presenterà quattro case history rappresentative dell’offerta turistico-enogastronomica della Vallè, oltre ad approfondimenti su Fontina, Seupa Valpellinentze, vini e altre specialità scovate nei suoi innumerevoli viaggi.
«L’incontro – spiega ancora Massobrio - esordirà con il caso dell'Hotel Bellevue di Cogne, villaggio con offerta diversificata: ristoranti, cantina, grotta per la stagionatura dei formaggi, ma anche spa e proposte di percorsi e attività sportive su tutto il territorio; si passerà poi al caso di Valgrisa di Aosta con Andrea e Alessandra Nicola che hanno ideato una linea di capi di abbigliamento ispirati alla tradizione valdostana e realizzati con la lana della pecora Rosset, razza ovina autoctona. Ogni capo è confezionato a mano e numerato. Si parlerà poi del Grand Hotel de la Ville di Saint Vincent la cui titolare Silvana Perucca, ha puntato la sua offerta sulla colazione d'autore, un modo per fidelizzare i clienti. Infine Marilena Bertolin, produttrice dell'inimitabile lardo d'Arnad, ma anche creatrice di uno show room unico, La Maison Bertolin di Arnad (Ao), dove è possibile incontrare in un solo colpo tutti i prodotti della Vallèe».

6 dicembre 2007

Il marchio Valgrisa comunica l'immagine valdostana

«Il marchio “Valgrisa” sta facendo conoscere le realtà artigianali valdostane al di fuori dei
confini regionali e, credo, che abbia portato la stessa immagine della Valle d’Aosta sui media della moda di alta qualità
». Jean-Claude Passerin d’Entrèves così sintetizza il successo del prête à porter montagnard lanciato nel 2004 dalla piccola regione autonoma.
Una griffe nata per volontà, e un po’ per scommessa, tra Andrea Nicola, Alessandra Fulginiti – moglie di Andrea -, Luciano Barbera, nome notissimo della moda italiana e internazionale e Rita, sua consorte, i quali hanno preso ispirazione dall’esistenza di una realtà di tessitura a Valgrisenche, in Valle d’Aosta. Tutti i capi prodotti fanno riferimento alla Valle d’Aosta: o per l’uso di materie prime (come la rarissima lana Rosset) o di lavorazioni autoctone (come la tessitura a Valgrisenche e a Champorcher) o per la storia contenuta nel capo (come nel caso di Chasse Royale, che riprende l’uniforme dei Guardia Caccia di re Vittorio Emanuele II). «E’ questa la caratteristica di un progetto – sottolinea Passerin d’Entrèves - che in poco
tempo ha interessato numerosi proprietari dei più prestigiosi negozi d’abbigliamento in Italia
ed all’estero : il recupero di antiche lavorazioni associato alla storia di una Regione che ha saputo preservare l’autenticità delle proprie tradizion
i».
Il primo capo lanciato da Valgrisa è stato il capospalla chiamato Lodra’: il nome è quello del tipico tessuto realizzato a Valgrisenche dalla cooperativa Les Tisserands, che per semplificazione ha subìto l’elisione. Lo drap è infatti il nome del panno – ma anche del vestito – nella tradizione franco-provenzale. Le forme sono quelle della giacca che indossavano le guide di Courmayeur nel XIX secolo, rese attuali dalla maestria di Luciano Barbera. La rarità, quindi la numerazione di ciascuna giacca, deriva dalla scarsità del vello di queste rare pecore Rosset, iscritte nei registri della F.A.O. delle razze in via d’estinzione: solo 1.600 capi, che fanno di questa razza una delle meno diffuse al mondo. A questo primo capo è seguita la Queelta (coperta in drap e fustagno), quindi altri capi quali Chasse Royale e Arc-en-Ciel e poi altri accessori, quali borse, ombrelli, cinture. «Il 2007 – aggiunge Passerin d’Entrèves - sarà l’anno dei capi in canapa: non paga del filato contemporaneo, Valgrisa e la cooperativa Lou Dzeut di Champorcher hanno scoperto delle scorte di filato militare, che risalgono all’inizio del secolo scorso. Un filato realizzato a mano, quindi irregolare e sovente con qualche impurità ma carico di storia, quella di una fibra funzionale e solida, coltivata anche in Valle d’Aosta sino alla fine del XVIII secolo. Il connubio con i telai di concezione rinascimentale ha prodotto un tessuto unico, frutto del paziente lavoro delle socie della cooperativa. Una produzione limitatissima: in condizioni ottimali, infatti, sui telai piccoli si producono circa 80 cm. di tela all’ora, mentre su quelli più grandi la produttività scende a 50/60 cm. all’ora ».
In poco tempo, i capi e gli accessori si sono fatti conoscere anche grazie alla collaborazione di oltre 40 rivenditori, tra i più prestigiosi in Italia ed all’estero. Germania, Austria, Stati Uniti, Giappone, Francia e Svizzera: Paesi dove un’alternativa alla moda dell’Oriente alpino è stata accolta con attenzione particolare. Il 2007 sarà anche l’anno di nuove giacche in drap, di nuove borse ed ancora nuovi accessori. «Ovunque in Valle d’Aosta – conclude Passerin d’Entrèves - vi sia ispirazione e storia, ovunque vi sia cultura, lì Valgrisa interviene con gusto ed eleganza». (Pubblicato sul Corriere della Valle d'Aosta del 30 agosto 2007)
 

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