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20 marzo 2014

Pietro Giorgio (#Sea): «Per fare impresa è meglio fare a meno delle #banche»

Intervista a Pietro Giorgio della Sea, un’azienda dalla lunga storia e che ha dovuto lottare strenuamente contro una crisi che per durata e coriacità mette in difficoltà aziende anche dalla lunga storia. 

Pietro Giorgio che cosa è successo?
Effettivamente un’azienda come la nostra che da oltre trent’anni era attiva sul territorio di Aosta in posizione anche da leader nel settore dell’energia ha dovuto affrontare una forte crisi di liquidità che ci ha portato a delle soluzioni di ripiego per assicurarci un futuro.

Prima di spiegarmi la soluzione che avete individuato vorrei sapere In cosa questa crisi è diversa da quelle precedenti?
In realtà la crisi di liquidità è l’atto ultimo. In questi vent’anni abbiamo affrontato altre crisi ma devo dire con argomenti ben distinti e separati. Qui mi è sembrato come si dice una tempesta perfetta. Ci sono più elementi che hanno contribuito ad aggravare la situazione. Ad esempio la crisi immobiliare che non ci ha permesso di cedere alcuni beni che potevano in un momento di crisi di liquidità essere utili vendendoli sul mercato, crisi delle banche, impossibilità di ottenere credito, la spending rewiew in genere che ha portato le pubbliche amministrazioni in genere  a ridurre le commesse, quindi a ridurre i lavori e devo dire che c’è stata una ricaduta anche  a livello internazionale. Nel settore dell’energia c’è stata la riduzione degli incentivi il che ha bloccato a sua volta le banche che a loro volta non hanno provveduto ad erogare crediti.

Come avete salvato l’azienda?
Rispetto a questa tempesta perfetta abbiamo cercato di ripararci in un porto più o meno sicuro. E questo lo abbiamo fatto con coscienza grazie al nostro ottimo management, grazie anche ad un buon portafoglio di commesse e abbiamo cercato di salvaguardare tutti gli attori che fanno parte del complesso aziendale, in particolare i dipendenti, ma anche i creditori, i nostri fornitori con i quali avevamo un rapporto ventennale. Non volevamo creare delle situazioni incresciose con nessuno.

Pietro Giorgio (Sea)
Non sono passaggi semplici. Serve anche la ferma volontà dell’imprenditore. Non è stata una scelta scontata.
Assolutamente no. Evidentemente pur essendoci dei fattori esterni l’imprenditore ha la responsabilità in prima persona. Questo è fuor di dubbio. Quindi tocca  a lui trovare le migliori soluzioni possibili. E per questo noi abbiamo pensato che fosse possibile, come lo è stato realmente, cedere l’azienda d imprenditori che avessero della liquidità da immettere nel sistema. Questo ci ha permesso di continuare l’attività e soprattutto salvaguardare praticamente tutta l’occupazione.

Con un imprenditore che già conoscevate o ex novo?
E’ nata in maniera come tutte le decisioni imprenditoriali nell’arco di 48 ore. Pur conoscendoci come imprenditori abbiamo affrontato questo problema rapidamente risolvendolo in maniera molto positiva a cavallo di Natale tra il 23 e il 27 dicembre. L’azienda è stata così affittata con l’impegno da parte dell’imprenditore all’acquisto una volta chiariti tutti i rapporti con i vari creditori.

 C’è qualcosa che poteva essere fatto prima che la situazione diventasse critica?
Purtroppo nel mondo imprenditoriale i se non esistono. Certamente si poteva non rischiare.  Ma in sé non era sbagliato. Anzi. In un momento in cui il mercato valdostano ci andava un po’ stretto abbiamo cercato di diversificare ed andare all’estero questo ha comportato dei problemi seri ma proprio per il momento critico che stiamo attraversando.

L’impressione è che il sistema Valle d’Aosta non sia preparato ad una simile tipologia di crisi?
In realtà non è preparato neppure il sistema Italia in genere. Fermo restando che l’imprenditore si deve assumere in genere le sue responsabilità e, quindi, deve lottare in proprio, in più nel sistema valle d’Aosta d’Aosta gioca anche la dimensione. L’imprenditore che sbaglia è emarginato in quanto vige il principio che non si dovrebbe sbagliare mai. Non c’è questa volontà di comprendere anche come sia possibile sbagliare, di imparare e di rifare. Invece nei piccoli ambienti questo non avviene e tutti giocano un po’ a nascondino…

Il far parte di una associazione di categoria, nel suo caso Confindustria, è stato utile?   
Io credo che uno dei meccanismi più importanti per gli imprenditori siano proprio i sistemi a rete, anche se in Valle siamo ancora un po’ indietro. L’associazione rappresenta in fondo un momento di rete, di colloquio fra imprese e devo dire che grazie anche alla competenza di chi opera all’interno dell’associazione abbiamo ottenuto un ottimo aiuto.

Come è stato il dialogo con i sindacati?
Devo dire che è la prima volta dopo vent’anni che affrontiamo una tematica di tipo sindacale. Noi siamo metalmeccanici e mi aspettavo – vedendo quello che sostiene a livello televisivo la Fiom - delle posizioni molto più dure, molto più drastiche, mentre invece c’è stato un confronto positivo in quanto il sindacato in tutte le sue sigle ha capito il momento. Credo anche che abbiano apprezzato la sincerità nel proporsi e nel proporre soluzioni, tant’è che anche loro hanno lavorato durante il periodo natalizio con noi a trovare una soluzione dichiarata da tutti adeguata. Grande collaborazione.

Dopo questa esperienza cosa possiamo consigliare a chi sta già facendo impresa e soprattutto ad un giovane imprenditore che intende dare vita ad una nuova impresa…
A chi fa già impresa non mi permetto di consigliare nulla. A chi invece si avvicina al fare impresa io credo che ci siano degli elementi molto importanti che noi abbiamo seguito sempre nel portare avanti la nostra attività. Prima di tutto il mettere insieme la fatica, la fiducia, la competenza e la passione. Elementi che con un po’ di fortuna riescono a fare l’imprenditore poi si può sbagliare ma si deve avere il coraggio di riprendersi e di andare in prima linea sempre, in qualsiasi momento. Per i giovani devo aggiungere che bisogna guardarsi intorno e non fermarsi solamente  a ciò che il mercato i dà in maniera tradizionale. Per esempio evitare le banche può essere importante. Utilizzare cioè i propri fondi, oppure utilizzare meccanismi diversi, ad esempio il crowfounding, cioè il mettere sul mercato le idee e farsele finanziare. Bisogna trovare questi modi innovativi in quanto sul tradizionale si sconteranno dei problemi a cui sarà difficile rimediare. Senza contare il fatto che poi oggi il sistema bancario non finanzia le idee ma il patrimonio.

Un sogno imprenditoriale da realizzare? 
Bisogna essere sempre sognatori anche quando si è passati i sessant’anni. E’ certo che trovare paradigmi diversi è essenziale per qualsiasi imprenditore, cioè trovare “oceani blu”, realtà inesplorate. Vorrei chiudere con una frase di Papa Francesco: “occorre che nessuno rubi la speranza ai giovani”. 

12 marzo 2014

Venerdì 14 marzo Luca #Ragnotti (#Thallosjet) ospite a #ImpresaVda su Radio Proposta in Blu

Carissimo visitatore Venerdì 14 marzo, torna il ventesimo appuntamento con «ImpresaVda», alle 9,35, su Radio Proposta in Blu. Il programma come già negli anni passati è realizzato in collaborazione con la Chambre Valdôtaine, con il coinvolgimento anche quest'anno dello sportello europeo di supporto alle imprese «Enterprise Europe Network».

Ti aspetto allora Venerdì 14 marzo, sempre alle 9,35 per la puntata numero 144.   Avrò come ospite Luca Ragnotti della Thallosjet, azienda che svolge attività di ricerca, produzione e commercio di prodotti per la stampa destinati ad applicazioni industriali e biomedicali. Il progetto innovativo di impresa è volto allo sviluppo di prodotti per la stampa industriale, in particolare per stampare tramite getto d'inchiostro su materiali dove oggi è difficile o impossibile stampare: alimenti, tessuti, prodotti biologici utilizzanti nel settore life-science. Nel frattempo ti segnalo che qui puoi trovare l'intervista del 7 marzo  a Pietro Giorgio della Sea Energia di Pollein,  la versione cartacea è disponibile anche sul Corriere della Valle che troverai in edicola venerdì. In proposito ti ricordo che sta terminando la campagna abbonamenti. A 40 euro avrai un Corriere tutto a colori.

Ti ricordo che il programma è in diretta per cui puoi intervenire sia telefonicamente (0165 - 44575) sia via mail diretta@radiopropostainblu.it).

Come sempre ti chiedo di scrivere nell'oggetto della mail «ImpresaVda» in modo che io possa capire subito se si tratta di un lettore del blog.

Puoi naturalmente anche lasciare messaggi direttamente su ImpresaVda, possibilmente prima della trasmissione. Di che genere? E' molto semplice: domande sui temi trattati e suggerimenti sugli argomenti da trattare o gli ospiti da invitare.

Se non conosci ancora la radio ti ricordo le sue frequenze: Courmayeur 103.8 - La Salle 93.7 - Saint-Nicolas 107.6 - Aosta 107.8 - Saint-Vincent 107.4 - Bassa Valle 107.8 - Brusson 88.5 - Ayas 107.6 - Valtournenche 107.6 - Valle del Gran San Bernardo 107.6 e Valgrisenche 88.0.

Buon ascolto.

5 marzo 2014

Venerdì 7 marzo Pietro Giorgio (#SeaEnergia) ospite a #ImpresaVda su Radio Proposta in Blu

Carissimo visitatore Venerdì 7 marzo, torna il diciannovesimo appuntamento con «ImpresaVda», alle 9,35, su Radio Proposta in Blu. Il programma come già negli anni passati è realizzato in collaborazione con la Chambre Valdôtaine, con il coinvolgimento anche quest'anno dello sportello europeo di supporto alle imprese «Enterprise Europe Network».

Ti aspetto allora Venerdì 7 marzo, sempre alle 9,35 per la puntata numero 144.   Avrò come ospite Pietro Giorgio della Sea Energia di Pollein con cui ci interrogheremo su questa crisi e su come sia riuscito a salvaguardare azienda e posti di lavoro. Nel frattempo ti segnalo che qui puoi trovare l'intervista del 28 febbraio  aVivien Charrey, Master black belt del metodo Lean Six Sigma, la versione cartacea è disponibile anche sul Corriere della Valle che troverai in edicola venerdì. In proposito ti ricordo che è iniziata la campagna abbonamenti. A 40 euro avrai un Corriere tutto a colori.

Ti ricordo che il programma è in diretta per cui puoi intervenire sia telefonicamente (0165 - 44575) sia via mail diretta@radiopropostainblu.it).

Come sempre ti chiedo di scrivere nell'oggetto della mail «ImpresaVda» in modo che io possa capire subito se si tratta di un lettore del blog.

Puoi naturalmente anche lasciare messaggi direttamente su ImpresaVda, possibilmente prima della trasmissione. Di che genere? E' molto semplice: domande sui temi trattati e suggerimenti sugli argomenti da trattare o gli ospiti da invitare.

Se non conosci ancora la radio ti ricordo le sue frequenze: Courmayeur 103.8 - La Salle 93.7 - Saint-Nicolas 107.6 - Aosta 107.8 - Saint-Vincent 107.4 - Bassa Valle 107.8 - Brusson 88.5 - Ayas 107.6 - Valtournenche 107.6 - Valle del Gran San Bernardo 107.6 e Valgrisenche 88.0.

Buon ascolto.

31 ottobre 2012

Telcha: Aosta teleriscaldata entro il 2018 | In Valle arriva Cofely Italia del gruppo Cofely GdF Suez

Da sinistra Pietro Giorgio (Sea), Agostino Albertazzi (Cogely Italia), il sindaco Bruno Giordano, Riccardo Trisoldi (Cva), il presidente Augusto Rollandin e l'Assessore comunale Delio Dozel
Questa mattina, presso il Salone Ducale del Comune di Aosta è stato presentato, da Telcha, il progetto di teleriscaldamento della città. Le novità principali? Sostanzialmente tre:

- Aosta sarà completamente teleriscaldata entro il 2018

- Per il teleriscaldamento la compagine originaria (CVA, SEA, F.lli Ronc) rimane confermata, ma ad essa si affianca, con un ingresso con quota maggioritaria Cofely Italia, del gruppo Cofely GdF Suez. La nuova compagine sarà pertanto Cofely (51%) CVA 24%, SEA 12.5% e F.lli Ronc 12.5%. Si tratta di un socio di peso come si deduce da una semplice occhiata al sito.


- Dal 6 novembre si può già aderire al teleriscaldamento


Nel dettaglio. Questa mattina hanno preso la parola il Presidente di Telcha Riccardo Trisoldi, il Sindaco della Città di Aosta Bruno Giordano, l’Assessore comunale allo Sviluppo sostenibile, al Servizio idrico integrato, all’Ambiente, all’Igiene urbana e alla distribuzione del gas naturale Delio Donzel, i Consiglieri d’Amministrazione Telcha Agostino Albertazzi di Cofely Italia e Pietro Giorgio di Sea e il Presidente della Giunta Regionale Augusto Rollandin.

Ha aperto l’incontro Trisoldi, comunicando che «con la nuova compagine azionaria prende il via un progetto che porterà alla città di Aosta un indubbio valore. I nuovi soci raccolgono infatti, sia competenze tecniche, sia la forza finanziaria e la capacità attuativa per portare a termine, nel migliore dei modi, un’iniziativa complessa e tecnologicamente innovativa». Ha poi espresso soddisfazione per il progetto il Sindaco di Aosta che ha detto «Non posso che salutare con soddisfazione l’impulso ricevuto dal progetto del teleriscaldamento, inserito tra le grandi opere previste dal programma di Governo Aosta capitale dell’Autonomia, da oggi più vicino alla sua realizzazione nonostante la difficile fase economica in atto». L’Assessore Donzel ha spiegato come «il teleriscaldamento apporterà benefici importanti alle famiglie non solo in termini di risparmio economico, ma anche per la qualità dell’aria di Aosta, contribuendo a rafforzare le azioni intraprese negli ultimi anni, in favore dell’ambiente, dall’Amministrazione comunale».

Il Consigliere Albertazzi con piglio commerciale ha illustrato i dettagli dell’operazione soffermandosi, in particolare, sugli aspetti tecnici della realizzazione, congiuntamente ai vantaggi economici e ambientali che essa presenta. Attraverso un inquadramento generale del progetto, visto nel panorama energetico mondiale, è stata evidenziata la modernità e la coerenza con gli indirizzi europei e nazionali ed è stato illustrato poi ai presenti il cronoprogramma che prevede, nella stagione di riscaldamento 2014, la prima fornitura di energia termica ai cittadini. Sono stati richiamati inoltre i vantaggi di tipo ambientale conseguenti a una riduzione importante di emissioni di anidride carbonica che, rispetto alla generazione attuale di circa 50.000 tonnellate annue emesse in atmosfera, si attesterà su di una riduzione di circa 15.000 tonnellate annue (considerando nel paniere sia gli impianti alimentati attualmente a gas, sia a gasolio). 

Albertazzi ha anche dichiarato come rilevanti saranno le economie generate per i cittadini che potranno aderire al teleriscaldamento già da subito; il Consigliere Giorgio ha sottolineato che la campagna di adesioni inizierà il 6 novembre, invitando quindi tutti i residenti a informarsi sulle opportunità offerte, soprattutto in questa prima fase che offre maggiori vantaggi. Ha inoltre aggiunto che i responsabili commerciali Telcha saranno presenti sul territorio interfacciandosi direttamente sia con i tecnici, sia con gli amministratori di condominio e gli utenti finali.

Gli interventi si sono quindi conclusi con le parole del Presidente della Giunta Rollandin che ha sottolineato i vantaggi economici per le famiglie della città che potranno dare la loro adesione al progetto e ha aggiunto: «Un progetto la cui affidabilità e la cui potenzialità sono dimostrate dall’interesse con cui una delle aziende leader nel settore dell’energia ha voluto aderirvi. E nel suo intervento Rollandin ha anche evidenziato come: “In un momento in cui tanti parlano di green economy, la Valle d’Aosta risponde nei fatti con un’iniziativa che valorizza il patrimonio ambientale della regione e fornisce risposte concrete a favore dei cittadini».

Da oggi, prende quindi il via il progetto di teleriscaldamento della città per il quale, dal 6 novembre, sarà possibile avere maggiori informazioni presso il punto di contatto allestito ad Aosta, in Via Duc, n.3 (zona Piazza Plouves), aperto tutti i giorni, dal lunedì al venerdì, in orario 10-12.

Per saperne di più visita il sito di Telcha.

11 novembre 2009

A Tam Tam News Imprenditori Monica Pirovano (Confindustria Valle d'Aosta)


Carissimo visitatore, metto on line anche la quinta puntata di «Tam tam News imprenditori», il programma che conduco ogni venerdì mattina, alle 10, su Radio Proposta in Blu, e che è stata trasmessa il 30 ottobre. Con me in studio Pietro Giorgio che mi ha raccontato il suo impegno con la Sea nell'affascinante settore delle energie alternative.

Qui - se te la sei persa - puoi trovare la puntata registrata. Ti chiederei la cortesia (anche da anonimo) di segnalare se ascolti o scarichi la trasmissione dal blog. Questo per capire se questo servizio ti è davvero utile.

Questo venerdì, il 12 novembre, come sempre alle 10, sarà invece mia ospite Monica Pirovano, presidente di Confindustria Valle d'Aosta e amministratore delegato della Cogne Acciai Speciali. Con lei approfondirò le prospettive dell'industria in Valle d'Aosta.

Il programma - non mi stancherò mai di ripeterlo e di scriverlo - è in diretta per cui puoi intervenire sia telefonicamente (0165 - 44575) sia via mail (diretta@radiopropostainblu.it).

Come sempre ti chiedo di scrivere nell'oggetto della mail «ImpresaVda» in modo che io possa capire subito se si tratta di un lettore del blog.

Puoi naturalmente anche lasciare messaggi direttamente su ImpresaVda, possibilmente prima della trasmissione. Di che genere? E' molto semplice: domande sui temi trattati e suggerimenti sugli argomenti da trattare o gli ospiti da invitare. A livello locale non sono molte le situazioni in cui ti è concessa una simile interattività. Perchè non approfittarne?

Se non conosci ancora la radio ti ricordo le sue frequenze: Courmayeur 103.8 - La Salle 93.7 - Saint-Nicolas 107.6 - Aosta 107.8 - Saint-Vincent 107.4 - Bassa Valle 107.8 - Brusson 88.5 - Ayas 107.6 - Valtournenche 107.6 - Valle del Gran San Bernardo 107.6 e Valgrisenche 88.0.

Buon ascolto.

27 ottobre 2009

A Tam Tam News con Pietro Giorgio (Sea) si Parla di Energie Rinnovabili


Carissimo visitatore, metto on line anche la quarta puntata di «Tam tam News imprenditori», il programma che conduco ogni venerdì mattina, alle 10, su Radio Proposta in Blu, e che è stata trasmessa il 16 ottobre. Con me in studio Alessandra Fulginiti che mi ha raccontato la curiosa esperienza di Valgrisa.

Qui - se te la sei persa - puoi trovare la puntata registrata. Ti chiederei la cortesia (anche da anonimo) di segnalare se ascolti o scarichi la trasmissione dal blog. Questo per capire se questo servizio ti è davvero utile.

Questo venerdì, il 30 ottobre, come sempre alle 10, sarà mio ospite Pietro Giorgio della Sea. Con lui approfondirò il tema delle energie alternative e farò il punto sul nuovo progetto del teleriscaldamento di Aosta. Sea è una delle imprese che fa parte di Telcha, la società che realizzerà l'impianto.

Il programma - non mi stancherò mai di ripeterlo - è in diretta per cui puoi intervenire sia telefonicamente (0165 - 44575) sia via mail (diretta@radiopropostainblu.it).

Come sempre ti chiedo di scrivere nell'oggetto della mail «ImpresaVda» in modo che io possa capire subito se si tratta di un lettore del blog.

Puoi naturalmente anche lasciare messaggi direttamente su ImpresaVda, possibilmente prima della trasmissione. Di che genere? E' molto semplice: domande sui temi trattati e suggerimenti sugli argomenti da trattare o gli ospiti da invitare. Fino ad adesso hai lasciato cadere il mio appello nel vuoto e se per questo venerdì provassi a fare un'eccezione?

Se non conosci ancora la radio ti ricordo le sue frequenze: Courmayeur 103.8 - La Salle 93.7 - Saint-Nicolas 107.6 - Aosta 107.8 - Saint-Vincent 107.4 - Bassa Valle 107.8 - Brusson 88.5 - Ayas 107.6 - Valtournenche 107.6 - Valle del Gran San Bernardo 107.6 e Valgrisenche 88.0.

Buon ascolto.

2 maggio 2009

Energia: un'operazione da 225 milioni di euro per Sea e Fratelli Ronc in Romania

Un impianto a biomassa e quattro campi eolici di 1000 ettari per un investimento complessivo di 225 milioni. Sono questi i numeri imponenti dell’operazione che da più di un anno in Romania impegna menti e energie delle aziende Sea di Pollein e Fratelli Ronc di Introd. Imprese che ormai sono diventate portabandiera sui mercati esteri del savoir faire valdostano nel settore dell’energia alternativa.

Un cambio di marcia
Obiettivi estremamente impegnativi che richiedono alle due aziende un significativo cambio di marcia. «E’ chiaro che l’operazione per essere portata a termine – spiega Pietro Giorgio, ad di Sea -, data la sua consistenza finanziaria, ci impone una serie di alleanze strategiche con altre Pmi italiane e straniere che contiamo di definire a breve». «Un’adeguata patrimonializzazione della società – prosegue l’ad - ci permetterà di poter ottenere dagli istituti di credito i finanziamenti necessari al suo completamento. Inoltre sono convinto che, soprattutto in tempi di crisi, si debba fare squadra».

L'asset rumeno
In Romania sono state costituite cinque società di scopo controllate all’80% dalla Ma & D (45% Sea, 45% Fratelli Ronc e 10% altri partner rumeni) e per il restante 20 per cento in mano a Amministrazioni comunali e imprese locali. A Miercurea-Ciuc, cittadina di circa 40mila abitanti, situata nella regione di Harghita sorgerà una centrale cogenerativa a biomassa già concessionata in grado di produrre 7 megawatt elettrici. «L’impianto – osserva Pietro Giorgio – servirà una parte della città attraverso una rete di teleriscaldamento in grado di produrre 15 milioni di Kwh termici. La spesa prevista è di 25 milioni. Qui si tratta soltanto di iniziare i lavori». I campi eolici sorgeranno nelle regioni di Dobrojea e Buzao che danno sul Mar Nero. «Anche qui siamo in una fase molto avanzata - aggiunge Pietro Giorgio -. Stiamo già chiedendo le concessioni avendo misurato i campi. E’ infatti da più di un anno che monitoriamo l’area e secondo i nostri calcoli questi mille ettari potranno produrre circa 150 megawatt elettrici».

La strategia delle alleanze
L’investimento agli occhi degli imprenditori valdostani è estremamente redditizio. «Un campo concessionato – spiega Pietro Giorgio – vale cento volte l’investimento iniziale per questo ci stiamo impegnando per poter giocare la partita fino alla fine. E’ vero che si potrebbe anche vendere le proprie operazioni ottenendo comunque dei risultati economici importanti, ma significherebbe restare fuori da un business in cui crediamo molto». Da qui la già citata strategia di alleanze per combattere la scarsità di liquidità che sta caratterizzando questo 2009. Pietro Giorgio del resto scommette da tempo sulla Romania. «In questo momento tutte le economie sono in difficoltà, ma quando il sistema finalmente ripartirà – conclude l’imprenditore - essere presenti su un mercato come questo sarà importantissimo in quanto i suoi margini di crescita si dimostreranno sicuramente superiori a quelli italiani. Non dimentichiamoci che qui sul fronte delle infrastrutture c’è da fare davvero tantissimo».

L'impegno della Regione
Un piccolo aiuto arriva anche dalla Regione che recentemente ha predisposto un progetto di dichiarazione di intenti tra la Regione autonoma Valle d’Aosta e la Conte dell’Harghita, realtà che condividono affinità di ordine geografico ed economico derivanti dalla comune dimensione montana dei due territori. La dichiarazione – oggetto il 22 e il 23 aprile di un incontro del Presidente della Giunta Augusto Rollandin con il collega della contea rumena Borboly Csaba – prevede fra l’altro l’impegno delle parti a «operare congiuntamente per assistere e sostenere, in maniera diversificata, gli imprenditori, i soggetti portatori di interessi particolari ed i rappresentanti dei vari settori che partecipano alle attività di cooperazione». Le aziende valdostane insomma non devono sentirsi sole.

20 gennaio 2009

E' di nuovo tempo di Rigenergia: la Vallée sogna l'automotive ecosostenibile

Centocinquanta espositori, 6000 metri quadri di area espositori (3000 l’anno scorso), una nuova sede, il «Pala Expo» in località Autoporto, al fianco del quale sorgerà una pista di prova per permettere ai visitatori di sperimentare i veicoli a basse emissioni, leggasi auto elettriche. Sono questi alcuni dei numeri della terza edizione di Rigenergia in programma dal 5 al 7 giugno 2009. Le tre giornate, organizzate dalla Chambre Valdôtaine e dall’Assessorato alle Attività Produttive, saranno precedute da un percorso di avvicinamento orientato soprattutto verso le imprese. «Dopo gli impiantisti, i professionisti e le scuole, oltre naturalmente al grande pubblico, abbiamo ritenuto opportuno – commenta il vicepresidente della Chambre Mario Felix Rissocompletare il percorso formativo e informativo coinvolgendo e interessando da vicino proprio le imprese del settore che, in base ai registri camerali, costituiscono con oltre 2.000 unità un potenziale di sviluppo di tutto rilievo». Del resto da tempo Rigenergia vuole essere un laboratorio d'eccellenza su energie rinnovabili, risparmio energetico e riduzione delle emissioni nelle zone di montagna e l’edizione 2009 si apre anche ai temi dell’arredo urbano, della mobilità sostenibile e della gestione ambientale. «L’apertura a questi nuovi temi – spiega l’assessore alle Attività Produttive Ennio Pastoretnon deve trarre in inganno. Il tutto è affrontato in una chiara logica di politica industriale. Occuparsi di mobilità infatti è tutt’altro che fuori luogo. Se l’automotive è in difficoltà non si può dire la stessa cosa dello sviluppo di una mobilità legata a fonti energetiche alternative». In attesa che qualcuno raccolga la sfida lanciata dall’assessore per dare vita nella piccola regione autonoma a qualche progetto che metta in rete il know how dell’automotive, presente ad esempio nella bassa valle, con quello della produzione di energia ecosostenibile il comparto manifesta comunque una certa effervescenza, pur nella delicatezza del momento. La Sea di Pollein (13,8 milioni di fatturato e 80 dipendenti) unitamente alla Fratelli Ronc (14 milioni e 55 occupati) da tempo è impegnata in progetti al di fuori in Albania e Romania. E nel corso del 2009 potrebbero concretizzarsi nuove occasioni di business al di fuori dei confini nazionali anche se i vertici aziendali ritengono ancora prematuro fare annunci. «Stiamo esportando know-how – spiega l’amministratore delegato di Sea Pietro Giorgiosia per quanto riguarda le piccole centrali di montagna che gli impianti di teleriscaldamento cittadini. Le richieste sono crescenti». In particolare su quest’ultimo versante è di rilievo il ruolo di Icssea, società del gruppo Sea, che recentemente si è occupata della progettazione del futuro impianto di teleriscaldamento della città di Aosta e sta lavorando ad altri impianti simili in Toscana, Veneto, Piemonte e Basilicata. La Compagnia Valdostana delle acque, con i suoi 650 milioni di fatturato e una produzione di 5,5 miliardi di Kwh vero dominus del settore, ha appena incassato la riconferma del rating «A1 stabile» da parte di Moodys, merito della posizione finanziaria netta e del mantenimento di una elevata redditività con un utile ante imposte sui livelli dell’anno precedente (104,536 nel 2007). «Guardiamo con attenzione – spiega il presidente Riccardo Trisoldiai settori dell’eolico e del fotovoltaico con l’obiettivo di cogliere le opportunità di business offerte dal mercato. Nel frattempo prosegue il nostro programma di investimenti in nuovi impianti idroelettrici con un investimento di circa 400 milioni entro il 2013». Punta fortemente sull’innovazione Lachesi Impianti, start up nata alla fine del 2007 dall’integrazione di Ecogas Energia, Sie Service e Lachesi, con la costruzione e successiva gestione della centrale a trigenerazione di Variney presso la sede della Comunità Montana Grand Combin, un intervento da 2,5 milioni di euro. «La grossa novità – spiega l’ad Mauro Papagniè che si tratta di una centrale di produzione termica, elettrica e di refrigerazione alimentata a biomassa con filiera corta, cioè con materiale raccolto nell’arco di settanta chilometri in modo da poter accedere ai certificati verdi. Un progetto particolarmente apprezzato dalle amministrazioni comunali. Morgex e Hône si sono dette interessate anche se per concretizzare nuove operazioni si preferisce attendere l’andamento dell’impianto-pilota di Valpelline».

23 ottobre 2008

73 milioni di euro per il teleriscaldamento ad Aosta: ecco una delle grandi opere del prossimo decennio

Oltre settantatre milioni di euro spalmati in cinque anni. L’impianto di teleriscaldamento a servizio della città di Aosta è certamente una delle più importanti grandi opere regionali del prossimo decennio sia per l’impegno finanziario che per l’impatto che avrà sulla qualità ambientale del capoluogo con un riduzione delle emissioni di Co2 stimata in circa 50mila tonnellate. A costruirlo sarà la neonata Telechauffage Aoste srl (Telcha), società con sede a Châtillon, costituta ad hoc per dare vita all’impianto, di cui fanno parte la Compagnia Valdostana delle Acque con una quota del 49 per cento e la Società Energetica Aostana e i Fratelli Ronc, entrambe con il 25,5%. Il 6 ottobre è stato depositato il progetto per le autorizzazioni ai competenti organismi, cioè gli assessorati all’Ambiente e alle Opere Pubbliche, la commissione per la valutazione d’impatto ambientale, il comune di Aosta e l’Arpa. A predisporre la progettazione e lo studio di impatto ambientale Icssea, società del gruppo Sea, che ha già al suo attivo gli impianti di Morgex, San Benedetto del Tronto e Pré-Saint-Didier e sta lavorando ad altri impianti simili in Toscana, Veneto, Piemonte e Basilicata, oltre che Romania. 236 pagine (allegati esclusi) che Pietro Giorgio, amministratore delegato di Sea, sfoglia illustrandoci le peculiarità dell’intervento. «Prima di tutto – osserva l’ingegnere mostrandoci alcune pagine del documento – va evidenziata la diversificazione delle fonti che garantisce l’utilizzo di fonti rinnovabili, efficienza e risparmio energetico e ne fa un unicum a livello italiano. Non è un caso che riceviamo richieste di partnership da tutta Italia per la realizzazione di simili opere. In questo momento stiamo esportando, al di fuori dei confini regionali, il nostro know how». La Centrale di Teleriscaldamento sarà dotata infatti delle seguenti tecnologie: una caldaia a biomassa alimentata a cippato di legna, consentendo così di sfruttare una fonte energetica rinnovabile largamente disponibile sul suolo regionale. In aggiunta alla caldaia è previsto l’installazione di un cogeneratore alimentato a olio diatermico, scaldato dalla caldaia a biomassa stessa, che consente sensibilmente di migliorare il rendimento dell’impianto e di produrre energia elettrica e termica da fonte rinnovabile. A questi si aggiungono altri due cogeneratori a gas metano, in grado di erogare, ciascuno di essi, una potenza elettrica pari all’assorbimento della pompa di calore altro macchinario facente parte della centrale termica. «La pompa di calore che installeremo e che recupera energia termica dalle acque di raffreddamento dello stabilimento siderurgico della Cogne Acciai Speciali – precisa Pietro Giorgio – è un impianto di alto livello tecnologico, ritenuto degno oltretutto di un finanziamento di tre milioni di euro da parte del Por. Attualmente in Italia ne è stato istallato uno simile soltanto a Milano. Una soluzione innovativa che ci permetterà di riscaldare l’acqua della rete di teleriscaldamento fino a 90°, partendo da 15° e mantenendo una buona performance energetica».
Il tutto naturalmente sarà collegato da una rete che dovrebbe estendersi su tutto il territorio comunale per una lunghezza totale di circa 10 chilometri. «Aosta – commenta Giorgio – ha una volumetria pari a 7,1 milioni di metri cubi. Noi contiamo di allacciare circa 5,2 milioni, pari al 72,8%. Si tratta di una stima prudenziale che ci auguriamo per difetto».
La rete sarà suddivisa in dorsali principali e stacchi secondari. I primi sono le tubazioni di diametro maggiore che servono interi quartieri o grandi zone abitate, mentre gli stacchi secondari sono le tubazioni che raggiungono direttamente le singole utenze, e, generalmente, hanno diametri ridotti. «La rete – aggiunge Pietro Giorgio – sarà di tipo ramificata e in parte in cunicolo tecnologico di tre metri di diametro. Una scelta che nasce dalla constatazione che il tragitto del nuovo impianto insisterà per la maggior parte del suo percorso all’interno dell’area monumentale archeologica della città. In questa maniera i cantieri oltre a non imbattersi in reperti romani non impatteranno sulla viabilità cittadina».
Per rendere più fluidi i lavori saranno suddivisi in tre rami in modo che, se in una zona si dovesse trovare qualche impedimento imprevisto, sarà possibile procedere con gli interventi negli altri due. I lavori saranno perciò avviati al Quartiere Dora, in regione Tzamberlet e nella zona del centro. Sul fronte della tempistica il pool di aziende ha le idee molto chiare. «Entro l’inverno del 2009 – conclude l’ad - puntiamo già a dare il calore in alcune case e contiamo di essere a régime nell’arco del già annunciato un quinquennio. Il cunicolo, in particolare, che si estenderà per circa tre chilometri dovrà essere costruito in otto mesi». (Pubblicato sul Sole 24 Ore Nord Ovest del 15 ottobre 2008)

26 gennaio 2008

Energia: tecnologia valdostana alla conquista di Albania e Romania


«Le Pmi valdostane si possono proporre all’estero soltanto se si consorziano». Per Pietro Giorgio, ad della Sea Energia di Pollein, il fare rete è molto più di uno slogan, soprattutto quando la pillola di saggezza in materia di management è dispensata a pochi giorni dall’aggiudicazione di ben cinque gare bandite dal Ministero dell'Ambiente, Foreste e Gestione idrica dell'Albania, in collaborazione con quello italiano, riguardanti lo sviluppo delle energie rinnovabili e dell'efficienza energetica con investimenti previsti di circa tredici milioni, cifra calcolata per difetto in quanto si tratta ancora di stime preliminari. La Sea operante nel settore dei servizi energetici e delle reti, e la Fratelli Ronc, specializzata nella costruzione e gestione di centrali idroelettriche, hanno infatti guidato ben sette differenti raggruppamenti (di alcuni faceva anche parte la valdostana Lachesi Impianti, operante nel settore degli impianti tecnologici e delle energie rinnovabili) – differenziati in base alle competenze necessarie alla realizzazione del progetto – sui nove complessivi banditi dal Governo albanese avendo la meglio per cinque volte su altre sei cordate italiane. «La collaborazione tra i due governi – spiega Pietro Giorgio – ha come obiettivo principale quello di introdurre i requisiti necessari per lo sviluppo dei progetti per la riduzione delle emissioni nel sistema istituzionale e nel sistema giuridico albanese, tramite la costituzione di una unità locale permanente in grado di attuare le disposizioni della Convenzione Quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici ratificata dall’Albania nell’ottobre 1994 e in vigore dal 1° gennaio 2005». In questa logica Sea e Fratelli Ronc costruiranno la mini-centrale idroelettrica di Zalli (investimento stimato 5,5 milioni), l’impianto di cogenerazione del Centro ospedaliero universitario Madre Teresa di Calcutta (5,7 milioni), realizzeranno l’efficienza energetica nella casa dello studente a Tirana (stima preliminare attualmente non disponibile) e le discariche di Elbasan (600mila) e Vlore (600mila). «Gli interventi – osserva l’ad – sono in parte finanziati dallo Stato italiano e in parte dalle aziende che ottengono il diritto alla commercializzazione attraverso i crediti di carbonio generati appunto da progetti per la riduzione delle emissioni, come previsto dal Protocollo di Kyoto. Il potenziale dell’Albania si aggira tra i 14,5 e i 22 milioni all’anno».

Un’analisi del ministero dell’Ambiente italiano sottolinea come l’Albania abbia «un enorme potenziale elettrico, ma solo il 35% è stato sinora utilizzato». Le riserve di energia idroelettrica sono stimate in circa 3000 MW con una generazione potenziale annua che potrebbe raggiungere i 10 TWh. E c’è ampio spazio anche per le altre energie rinnovabili: dal geotermico (numerose sono le sorgenti terminali lungo il confine greco-albanese) al solare. Ecco perché, allo scopo di operare con continuità sul territorio di Tirana, Sea e Fratelli Ronc, con una quota del 25%, in partnership hanno dato vita con il gruppo italo albanese «Curraj Hydropower station» alla società di diritto albanese Hidropower Nord Albania e stanno valutando la realizzazioni di altri due nuovi impianti. Ma l’azione delle aziende valdostane intende svilupparsi con forza anche nell’area dell’est-europeo, in particolare in Romania. «Abbiamo fatto un partenariato – conclude l’imprenditore valdostano - con la municipalità di Râmnicu-Sărat per uno studio di un campo eolico e realizzeremo un impianto a biomassa in joint-venture con l’amministrazione comunale di Miercurea Ciuc». In entrambi i casi si tratta di cittadine di circa 40.000 abitanti, gli stessi abitanti di Aosta. (Pubblicato sul Sole 24 Ore Mord Ovest del 23 gennaio)

17 dicembre 2007

A margine del convegno sulla qualità

L'imprenditore Pietro Giorgio, amministratore delegato della Sea, ha tenuto venerdì scorso, presso la Pépinières d'entreprises di Aosta, come rappresentante di Confindustria Valle d'Aosta, un intervento durante il convegno dal titolo “Fare qualità: come ridurre i costi della non qualità nell’industria, nei servizi, nella pubblica amministrazione, in sanità”. Ci sembra interessante riproporlo ai nostri lettori.
L'analisi di Pietro Giorgio
In merito al convegno sul sistema qualità “Toyota” organizzato dalla società Galgano e dall’Assessorato attività produttive della Regione Valle D’Aosta, ho presentato una breve relazione per cercare di “contestualizzare” alcune indicazioni dei successivi relatori, in pratica conoscere il “brodo di coltura” nel quale il sistema economico valdostano si muove.

In sintesi:

· La popolazione residente valdostana negli ultimi anni è cresciuta. Questo grazie ad un apporto di immigrazione nonostante il saldo negativo anagrafico, Ciò implica un’attenzione particolare verso un fenomeno che sta diventando sensibile in valle come in tutta l’Italia, vale a dire la crescita di imprenditorialità giovane proveniente da immigrati

· il numero delle piccole e micro imprese al di sotto dei dieci dipendenti rappresenta oltre il 95% del totale delle circa 13000 imprese attive presenti sul territorio regionale

· negli ultimi anni l’Agricoltura ha perso quasi il 30%d a vantaggio delle Costruzioni e dei Servizi

· il settore dei servizi rappresenta l’80% del valore aggiunto regionale, l’Industria il 14%, l’Agricoltura poco piu dell1%

· il tasso d’innovazione (rapporto tra le spese di R&S rispetto al PIL) è pari a metà del Trentino ed un quarto dell’area Nord Ovest

· le esportazioni verso l’estero sono concentrate quasi al 90% su un unico settore e praticamente su un’unica azienda siderurgica

Gli elementi sopra esposti inducono a dedurre che il tessuto economico regionale è caratterizzato da piccole e piccolissime imprese con scarsa attitudine a crescere e con vocazione locale. L’economia è fortemente terziarizzata e attorno alle poche grandi aziende non si è creato distretto. Inoltre , se si vuole veder il “bicchiere mezzo pieno”, esiste una potenziale crescita nell’innovazione e nelle imprese si incomincia asperimentare concretamente la società multietnica

Se poi si guarda solo al settore industriale si ha la sensazione che l’impresa non risulti al centro delle attenzioni, per l’eccessiva burocrazia nei rapporti con la PA, per l’assegnazione delle risorse, per la scarsa considerazione del sistema formativo in genere e delle stesse famiglie .

Quali allora le riflessioni possibili per un’economia locale più equilibrata e soprattutto con forti valori capaci di affrontare mercati futuri sempre più complessi?

· semplificare, semplificare, semplificare: vale a dire rendere la pubblica Amministrazione capace di erogare servizi in modo “lean” , rimuovendo gli ostacoli e legittimando la funzione sociale dell’impresa

· eccellere nella qualità: le piccole imprese non hanno altro modo per garantirsi il futuro

· cercarsi “oceani blu”: essere competitivi in nicchie di mercato inesplorate attraverso l’innovazione e la creatività

· fare rete: espandersi verso il mercato attraverso partenariati con altre aziende sia pubbliche che private. “Fare rete locale” con le istituzioni, con la scuola, con la formazione, con le famiglie per creare il “ brodo di coltura” adatto alla crescita del senso di “fare impresa”


In Valle D’Aosta si percepiscono alcuni timidi segnali positivi:
- si sta attivando il polo scolastico di Verres con l’insediamento del Politecnico e, si spera, di altre istituzioni dedicate alla ricerca e all’innovazione

- alcune imprese stanno facendo rete per attivare programmi comuni di sviluppo e ricerca industriale

- il sistema legislativo di incentivi sia alla ricerca che, in genere, alle imprese, si sta rinnovando, anche se con alcuni limiti

Sul versante della “semplificazione” buio pesto, anzi ormai sta prendendo piede il controllo di “secondo livello” (si controllano i controllori!!)
Si registrano, inoltre, ancora carenze nella formazione di personale specializzato con titoli scolastici medio-alti, tant’è che è praticamente impossibile assumere personale residente in Valle d’Aosta con laurea nel settore meccanico, elettronico od elettrotecnico.
Le famiglie o, se si vuole, gli stessi ragazzi , preferiscono indirizzarsi verso più “comode” situazioni formative che in futuro, purtroppo provocheranno solo sotto occupazione

Si dice sempre che i “piccoli numeri” della Valle d’Aosta possono essere elemento per, sperimentare, creare, valorizzare esperienze quasi da laboratorio da replicare e da amplificare….si dice, si dice.. ma si stenta a farlo!!

7 dicembre 2007

Spunti di riflessione - 2

Il sistema Toyota
Si svolge oggi presso la Pépinière d’entreprises di Aosta un convegno dal titolo “Fare qualità: come ridurre i costi della non qualità nell’industria, nei servizi, nella pubblica amministrazione, in sanità”.
Il convegno, organizzato dall’Assessorato alle Attività produttive e Politiche del lavoro in collaborazione con la Galgano & Associati s.r.l., ha l’obiettivo di sensibilizzare gli operatori delle imprese e della pubblica amministrazione all’innovazione organizzativa. «Nella maggioranza delle aziende – si legge in una nota dell’Assessorato - i costi della “non qualità” superano il 10% del fatturato; riuscire a dimezzare questi costi significa aumentare il profitto dell’azienda di almeno il 5%. Se quindi si vogliono ottenere riduzioni di costi, aumenti di qualità e riduzione dei tempi di ciclo occorre combattere la variabilità dei processi principali dell’azienda e questa sfida richiede conoscenze di metodologie e strumenti specifici di tipo statistico e di tipo organizzativo». Fondamentale è la concretezza delle attività di miglioramento, che porta l’organizzazione a lavorare in tempi brevi su progetti specifici che danno risultati a breve termine. Si tratta quindi di un approccio che, a differenza dei vari tipi di programmi di qualità che richiedono un tempo lungo di preparazione culturale prima di poter operare e dare risultati, è utilizzabile da subito e offre risultati di riduzione di costi e miglioramento delle performance in tempi brevi. Aprirà i lavori l’imprenditore Pietro Giorgio ( ad Sea) di Confindustria Valle d’Aosta, seguito da Giuseppe Negro della «Galgano & Associati». Il clou dell’incontro sarà però l’intervento di Monica Maiolino della direzione regionale Inps Piemonte Area Formazione che h illustrato «L’applicazione estesa del Sistema Toyota in una realtà di servizi».
L’intervento illustrerà un Sistema che si sta affermando nel mondo dei Servizi e della Sanità. Il Sistema consente di ottenere rilevanti aumenti di produttività, forti miglioramentidella qualità, maggiore flessibilità, tempi di realizzazione molto ridotti e personalefortemente motivato. Il Corriere della Sera in merito ha pubblicato lunedì 6 marzo un articolo di 6 colonne dal titolo: «L’Ospedale Modello? Come una fabbrica – In corsia con le regole della Toyota. Risultati: cure migliori e risparmi».Chi non potesse essere presente oggi può farsi almeno un’idea visionando la seguente sintesi in powerpoint, che ho trovato su internet, cliccando sul link riportato qui sotto. Anche chi fosse indeciso se andare oppure no clicchi per farsi un'idea. Un po' di formazione non guasta mai.
http://www.forumpa.it/forumpa2006/convegni/relazioni/891_alberto_galgano/891_alberto_galgano.ppt

3 dicembre 2007

Pietro Giorgio (Sea): serve più semplificazione


La Società Energetica Aostana di Pollein, azienda operante come core business nel settore dei
servizi energetici e delle reti (1050 impianti di teleriscaldamento gestiti su tutto il territorio regionale) con un occhio di riguardo per il settore delle energie rinnovabili (dagli impianti a biomassa fino all’eolico passando per il solare), ha fatto registrare nel 2006 una crescita record
nel fatturato passando da 8,7 a 13,8 milioni (+ 50%). Un aumento che se si tiene anche conto dei livelli occupazionali (70 dipendenti nel 2006 contro i 44 del 2004 e i 30 del 2001) colloca l’azienda, che proprio quest’anno compie i suoi primi quindici anni di vita, tra le realtà industriali di dimensioni medio-grandi della piccola regione autonoma. In crescita anche la quota di fatturato ottenuta al di fuori del confine regionale, attualmente pari a circa il 20%, raggiunta anche attraverso tre società di scopo in Molise, Basilicata e Sicilia. «Stiamo esplorando
– spiega l’ingegnere Pietro Giorgio, Presidente della Sea – possibili attività in Italia con dei
partner locali nel settore delle energie rinnovabili
». «In questa logica – prosegue - abbiamo attivato una società che si occupa di energia solare in Sicilia, e altre due operative in quella idroelettrica e eolica nell’area centromeridionale. Senza dimenticare l’esperienza avviata a San Benedetto legata agli impianti di teleriscaldamento che però stiamo in parte rivoluzionando attraverso l’inserimento dell’energia solare».

Il forte trend espansivo non fa però diminuire la volontà della società di consolidare il suo radicamento sul territorio valdostano dove l’attività è nata e ha potuto svilupparsi. Pietro Giorgio chiede in particolare due attenzioni da parte dell’Amministrazione regionale.
«Ci sono alcuni aspetti che, a mio avviso, - osserva – sono più utili dei contributi. Da un lato credo che ci possa essere un partenariato con le grandi aziende pubbliche della nostra regione, Cva o Inva ad esempio. A patto ovviamente che ci sia il giusto rispetto di quanto è iniziativa privata. Tuttavia credo che sia possibile un’alleanza pubblico-privato e possa dare buoni frutti, come la recente esperienza del teleriscaldamento per la città di Aosta. Dall’altro è profondamente necessaria un’azione di semplificazione della burocrazia che nella nostra regione talvolta raggiunge livelli davvero eccessivi». «Ad esempio – prosegue Pietro Giorgio - sul nuovo disegno di legge in materia di ricerca e sviluppo inspiegabilmente la nostra Regione ha fatto tutta una serie di scelte più restrittive rispetto ai paletti indicati dall’Unione europea. Questo ovviamente ci rende meno competitivi. In un quadro italiano che già non ci aiuta. E’ sufficiente citare l’aumento dei contributi per l’apprendistato. Un aumento di oneri che rischia di rendere sempre più difficile fare nuove assunzioni. Sono costi che pesano sulle Pmi come la nostra e finiscono per assorbire una parte ingente delle agevolazioni che, magari, altre leggi ci concedono. La cultura del fare in Italia e in Valle d’Aosta va aiutata di più».

Pietro Giorgio crede che anche le imprese valdostane debbano però operare tra di loro in maniera più sinergica. E in questa logica l’imprenditore è stato fra i fondatori del Consorzio Intese, nato circa un anno fa. Si tratta del primo consorzio industriale di servizi della Valle d’Aosta, e coinvolge una decina di aziende (circa 400 occupati), creato con lo scopo di potersi confrontare ad armi meno impari con le grosse aziende di servizi nazionali che con sempre maggiore intensità, nell’ultimo quinquennio, si sono presentate agli appalti banditi dagli enti pubblici della piccola regione autonoma (dal Comune di Aosta alla Regione), sfruttando l’atout di
una migliore competenza territoriale. «Questa iniziativa – conclude l’a.d. di Sea - è la prova che in Valle d’Aosta è possibile aggregarsi e dare servizi di qualità uguale se non superiore alle grandi aziende di servizi. Credo che da parte del mondo industriale si sia fatto uno sforzo importante e doveroso per rimanere competitivi. E’ una dimostrazione che in Valle l’industria dei servizi esiste, è viva e vegeta e vuole lavorare». (Pubblicato sul Corriere della Valle d'Aosta del 19 luglio 2007)
 

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