16 aprile 2012

Una nuova Legge per Inva

L'audizione del presidente di Inva Maurizio Martin
Solitamente non mi occupo dell'attività delle commissioni consiliari ma la nuova legge su Inva è un argomento che indubbiamente riesce ad accendere il dibattito e merita attenzione. Un tema che so interessare parecchio il settore informatico valdostano che spesso (anche se non sempre ufficialmente) si lamenta un po' dell'onnipresenza della partecipata Inva. Leggi qui. E commenta. 

4 commenti:

Twitter @paoloconta ha detto...

A mio parere il punto fondamentale nella individuazione del ruolo di INVA non sta nel ricercare prezzi più bassi di fornitura rispetto al mercato. La cosa non ha equilibrio in un mercato che per essere all'avanguardia ha bisogno di continui investimenti e nemmeno nei confronti dei fornitori, soprattutto aziende locali che rischiano di essere schiacciate dalla compressione dei prezzi. Ciò non significa non essere competitivi, ma competitivi non vuol dire solo prezzo più basso (però doverosamente allineato al mercato), ma anche qualità e tempistica. E’ su questi due fattori che bisogna puntare, ricercando il valore aggiunto complessivo nei benefici dell’evoluzione tecnologica dei soci e nello sviluppo economico delle aziende di territorio.

Anonimo ha detto...

Mi piacerebbe leggerlo ma c'è un errore sul sito, e la cosa non mi stupisce... come tutte le cose fatte da INVA: qualità scadente e prezzi esorbitanti.

Se entrassero davvero sul mercato senza avere favoritismi morirebbero nel giro di qualche anno.

Fabrizio Favre on 17 aprile 2012 12:02 ha detto...

Il link funziona di nuovo.

Anonimo ha detto...

L'intervento del collega Anonimo si commenta da solo: attribuire ad INVA l'errore su di un link del blog impresavda è ben distante da un dibattito costruttivo!

Credo invece che @paoloconta abbia centrato il punto. Avere prezzi più bassi del mercato è di per se poco auspicabile per i fornitori, a maggior ragione se si considera che le società in house sono soggette ai vincoli della PA. Banalmente, gli acquisti tramite bando di gara a cui sono tenute, si portano dei costi indiretti che i privati non hanno.
Putroppo però troppe volte per semplicità, o peggio per negligenza, le considerazioni su INVA si fermano agli aspetti economici. In realtà il punto è proprio la qualità dei servizi offerti: se questi sono insufficienti, la PA regionale valuti alternative anche drastiche, come può essere la privatizzazione di tutto l'ICT.
Si badi bene che però che lo scenario non è dei più esaltanti, perchè i piccoli fornitori difficilmente potrebbero rispondere in maniera congrua alla complessità di richiesta del mondo pubblico, e molto facilmente si finirebbe con un mercato mangiato da un monopolista privato: con un solo grande cliente, non ci sono i numeri per una concorrenza concreta.

 

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