Ti propongo la sintesi che ho fatto sul Corriere della Valle dell'Assemblea pubblica di Confindustria dove ho fatto da moderatore nei giorni scorsi.
Cinque numeri per definire un decennio:
popolazione +9%, occupazione + 15%, Pil + 28%, export +51% e 30mila nuovi posti
di lavoro creati. Il Presidente di Assoimprenditori Stefano Pan (amministratore
delegato della Pan Surgelati, una delle più grandi aziende a livello mondiale
nella produzione dello strudel) ha illustrato con grande passione i risultati
conseguiti dagli imprenditori della Provincia autonoma di Bolzano e lo ha fatto
martedì scorso, alla Cittadella, di fronte ad un uditorio particolarmente
qualificato.
Pan era stato invitato dalla Presidente di Confindustria Valle d’Aosta,
Monica Pirovano per partecipare al convegno «Il futuro dell’Impresa manifatturiera, due
realtà alpine a confronto: Valle d’Aosta e Provincia autonoma di Bolzano», evento
centrale quest’anno dell’Assemblea Pubblica dell’associazione. A
tratteggiare la positività del modello altoatesino del resto era stata la
stessa Presidente valdostana che aveva aperto i lavori del convegno con una
serie di slides. Pirovano aveva mostrato come la disoccupazione in Valle avesse
toccato quota 9,14% nel primo trimestre 2013, un dato negativo senza
precedenti, mentre a Bolzano la disoccupazione era passata dal 2,9% del 2009 al
5,4% del secondo trimestre 2013.
Sul fronte poi della occupazione giovanile se la Valle d’Aosta
cala dell’1,9% Bolzano cresce della stessa percentuale. E’ poi toccato a Pan cercare di meglio
tratteggiare il modello imprenditoriale sintetizzato anche con frasi fulminanti
come «“Small is beautiful”, ma quando sei nano non riesci a correre. Bisogna
creare sistemi di rete per cui ci si prende per mano a vicenda».
Ha poi preso
la parola il Presidente della Giunta Augusto Rollandin che, dopo aver lodato il
modello virtuoso altoatesino, ha spiegato come il calo dell'occupazione sia «dovuto
soprattutto alla crisi dell'edilizia» e alla chiusura, avvenuta appena prima
della crisi, «di alcune industrie importanti, tra cui le imprese di Châtillon e
della Bassa Valle, mentre a Bolzano questo non è accaduto. Oggi stiamo cercando
di recuperare, di attrarre nuove imprese, ma con difficoltà».
La riflessione è poi
proseguita con la successiva tavola rotonda (presente anche il docente di
economia aziendale dell’Università della Valle d’Aosta Federico Visconti). Fra
i temi affrontati anche il documento predisposto dall’Assoimprenditori di
Bolzano per descrivere la loro visione del futuro dell’Alto Adige. Un testo
dove «la prima priorità» è creare posti di lavoro per i giovani e dove si chiedono
misure concrete come «l’eliminazione dell’Irap, la riduzione dei costi dell’energia
e la riduzione della burocrazia».
Un dibattito dove è emerso in tutta la sua
forza il modello imprenditoriale altoatesino che la Presidente Pirovano ha sintetizzato
come una ricetta vincente: «Ci crediamo e probabilmente dovrebbe essere
applicata anche da noi». Tanti gli
elementi messi in campo: dal modello duale nelle scuole, al partenariato
sociale, alla crescita e alla pace sociale, alla ricchezza prodotta dalla
ricerca, fino alla forte spinta verso l’internazionalizzazione, indubbiamente
aiutata dalla forza della locomotiva tedesca. «Ci ispiriamo - ha spiegato Pan -
al partenariato sociale adottato in Germania. Una volta al mese incontriamo i
sindacati, che hanno un ruolo di responsabilità all’interno delle fabbriche. E
noi con la politica non discutiamo se ridurre un tasso o di concedere un
contributo, ma parliamo della società e di come gestire insieme i cambiamenti».
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