12 gennaio 2012

Sondaggio sul miglior Produttore di Vino valdostano del 2012: ma tu che «non elettore» sei?


Il wineblogger Franco Ziliani, mio compagno di viaggio nel sondaggio su quale sia il miglior produttore di vino valdostano che, per il secondo anno consecutivo propongo ai miei visitatori (qui puoi leggere come si era conclusa la prima edizione), si chiede su Vino al Vino se davvero Didier Gerbelle sia il più bravo produttore di vino valdostano, scatenando come spesso gli capita un intenso dibattito.

Da tempo mi occupo di sondaggi on line e so che uno degli aspetti più importanti e la cura del panel da proporre ai visitatori e sono convinto che la selezione fatta dallo stesso Ziliani, al di là dei suoi dubbi, garantisca un risultato, magari a sorpresa (il che non guasterebbe visto che l'anno scorso molti sostenevano che fosse quasi inutile data la notorietà del brand Les Crêtes), ma di valore.

E sulla capacità di utilizzo dei nuovi media (o meglio dei social network)  personalmente non mi scandalizzo. Il vino è anche comunicazione, capacità di fidelizzare la clientela, se poi si riesce addirittura a crearsi un gruppo di fans indubbiamente il vino che produco avrà un suo peso.

In realtà a fare specie (e il ragionamento di Franco andava anche in questa direzione e di certo non mirava a manovrare il sondaggio) non sono tanto i numeri di chi è in testa (evidentemente tutti meritatissimi), ma di chi insegue. Possibile che alcuni produttori, tutto sommato noti, incontrino un così scarso successo fra gli internauti?

Inoltre ho notato un curioso fenomeno: il post è molto, ma molto più letto di quanto sia votato.
Il che, anche in virtù di alcuni scambi di idee avuti in questi giorni, lascia spazio all'ideazione di alcuni  profili di non elettore da sondaggio. Vediamo se ti ritrovi in qualcuno di questi?


Profilo A: Sindrome del voto utile

- «Non voto perchè il mio candidato non ha alcuna possibilità di vincere!»

Se ti sei fatto spaventare dallo scatto bruciante di Gerbelle ti  ricordo - oltre che al di là di vincere è comunque  bello pure partecipare - che questo sondaggio premierà anche il secondo e il terzo classificato. Inoltre mancano ancora 67 giorni. Non è un po' troppo presto per gettare la spugna?



Profilo B: Sindrome del voto scrupoloso

-  «Non conosco tutti i produttori come posso scegliere chi votare!»

L'ipotesi di completare le tue lacune prima che il sondaggio sia terminato sarebbe indubbiamente un eccezionale risultato per questo blog sul fronte della promozione dei vini valdostani, ma forse un po' dispendioso. Inoltre se così fosse non avrei potuto votare neppure io. Al massimo tra le persone che conosco soltanto il già citato Ziliani e Fabrizio Gallino (in arte blogger Enofaber). Insomma se anche conosci due al massimo tre produttori vota pure tranquillamente il tuo paladino.



Profilo C: Sindrome del voto rivelato

- «Il titolare del blog può risalire al mio voto e dire a Tizio da cui compro il vino che ho votato Caio!»

No. Non è assolutamente possibile. Il voto è davvero segreto. E poi a Tizio l'ho detto e non si è arrabbiato. Stai solo attento se ti invita a guardare una delle vasche più da vicino...

E' chiaro che sin qui abbiamo fatto un po' di ironia. Anche se  fra le righe (e camuffato da un certo gusto parodistico) ci sono delle motivazioni che mi sono state realmente addotte per spiegare la momentanea scelta di non votare.

Al di là di tutte le considerazioni che si possono fare invece l'invito è e rimane sempre il solito:
votate, votate e votate...

8 commenti:

Patrick on 13 gennaio 2012 10:42 ha detto...

Non centra col sondaggio sul vino (per il quale ho votato), ma per congruenze con i sondaggi on-line e magari per un nuovo Profilo D...

[http://www.aostasera.it//articoli/2012/01/12/20902/sondaggio-sul-miglior-assessore-qualche-perplessita]

enzo zappalà ha detto...

vi è un'altra possibilità:

Qual'è la mottivazione di questo tipo di sondaggi? Che bene fa al vino e a quello della Val d'Aosta in particolare? Possdibile che si debba copiare la spazzatura televisiva e vivere solo di concorsi, di votazioni, di "dimmi chi è il migliore?".

No, il fantastico vino valdostano non merita di essere abbassato a livello del gossip e del Grande Fratello.

Mi spiace, pessima idea... e priva di alcun significato collegato alla cultura e alla storia del vino e dei suoi interpreti..

Poi ognuno vive il mondo e i momenti culturali come vuole, ovviamente.... Esistono anche gli interessi privati e molti devono vivere sul vino e su chi lo fa. però, almeno, non facciano i puristi...

Fabrizio Favre on 13 gennaio 2012 16:27 ha detto...

@Zappalà
Comprendo il suo disamore per i concorsi, ma non riesco a capire in cosa questo concorso contribuisca al Gossip... A meno che lei non intenda che in questa maniera il sondaggio ingenera chiacchiericci. Tuttavia se la gente si interroga sul concorso, se ne parla in rete anche con obiettivi partigiani, se addirittura si indigna arrivando a dichiarare giustamente, come fa lei, il suo amore per tutto il vino valdostano forse i frutti di questo sondaggio non sono così malvagi? Credevo poi che il tono un po' spiritoso del mio post potesse aiutare astemperare gli animi, ma evidentemente mi sbagliavo...

Anonimo ha detto...

sperare nei chiacchericci per parlare del vino di una regione... è veramente offensivo per la tradizione e la cultura che sta dietro a una bevanda che è parte integrante di tutta la storia dell'uomo...
Comunque, se chiacchericci ci sono stati (e non umorismo come il suo) è stata la richiesta quasi esplicita di Ziliani nel volere che si cercasse di cambiare il trend del voto (nemmeno nei regimi comunisti si arrivava a tal punto...). Se mi permette, questa richiesta puzza molto di bruciato e molto poco di umoristico...
Comunque, vinca il "migliore" e non quello che forse si sarebbe voluto o pensato in anticipo. Se Dio vuole, l'uomo ha ancora un minimo di libero arbitrio...
Vado subito a votare lo scomodo produttore che è saldamente in testa. Viva Davide contro Golia e poi mi comincia a stare veramente simpatico...
arrivederci!

Fabrizio Favre on 13 gennaio 2012 19:30 ha detto...

@Zappalà
Bravo. Questo è lo spirito giusto. Allegramente combattivo....

Fabrizio Favre on 13 gennaio 2012 19:32 ha detto...

Mi sono reso conto di avere ipotizzato che l'anonimo sia Zappalà, ma potrei essermi sbagliato. Mi scuso eventualmente con entrambi gli interessati...

enzo zappalà ha detto...

ero io, ero io...
mi ero solo dimenticato di inserire il nome... Lungi da me l'anonimità...

Comunque, da vecchio amante del vino, consiglierei vivamente di valorizzare e stimolare la conoscenza dei vini della Val d'Aosta attraverso ben altre, più vincenti possibilità. Avete montagne, foreste, vigneti eroici, una storia complessa e avvincente, cavalieri, donzelle, affreschi, castelli, strade e vestigia romane, e chi ne ha più ne metta!
Che bisogno c'era di chiedere il produttore "migliore"? E poi esiste un "migliore"? No! Un vino particolare può piacere oppure no, ma IL VINO, quello non può essere valutato con punteggi o sondaggi. Mi spiace per Ziliani che vede nella bevanda solo un mezzo per vivere e per tirare a fine mese (più che giusto), ma nascondere dietro messinscene da TV spazzatura le vostre stupende realtà per accontentare interessi più terra-terra, necessari solo a pochi, mi sembra profondamente ingiusto. Facciamo parlare di Val d'Aodta a chi ne conosce veramente storia, cultura, fatica, passione, ecc., ecc.
Insomma, sceglete iniziative e personaggi più informati verso le tradizioni e meno indirizzati verso la parte puramente commerciale.
Ovviamente, questo è solo un mio pensiero, che nasce dal rispetto per il lavoro dei vignaioli (specialmente in situzioni limite) e dalla poca simpatia personale verso chi nasconde il vino dietro polemiche, gossip, "dictat" imperiosi, condite con un pizzico di arroganza e un cucchiaino ben pieno di ricerca di visibilità a tutti i costi. Tutto lecito, s'intende... ma per me prima IL VINO e chi gli sta dietro e poi il resto (se proprio ci deve essere).

OK, alla prossima... e Viva la Valle!!

Fabrizio Favre on 15 gennaio 2012 10:44 ha detto...

@Zappalà
Ho riflettuto a lungo sulla pubblicazione di questo commento e su come risponderle. Non volevo assumere un atteggiamento pregiudiziale a priori ma si rende conto che quest'ultimo commento presenta degli accenti che non posso accettare. Non capisco da dove derivi la sua rabbia verso Ziliani e non la condivido. Oltretutto Ziliani è stimato dai produttori locali e nessuno tra questi si è mai sentito maltrattato dal nostro modo (noti il plurale) di far parlare dei vini valdostani. Pensavo che ce l'avesse più con l'idea del sondaggio, e allora ho dato spazio alla sua critica, ma è chiaro che il problema principale è il coinvolgimento di Ziliani. Oltretutto il suo modo di fare è davvero contraddittorio se Ziliani fosse come lei lo descrive i suoi commenti acidi tornerebbero perfino comodi. Su Vino al vino è così pesante che è impossibile non prendere le parti di Ziliani e inoltre fa crescere le visite al suo blog perchè sicuramente gli scontri fanno aumentare l'interesse per vedere fino a che punto possono arrivare. Eppure Ziliani ha deciso di non pubblicarla più stremato dalla sua ripetitività. Il che, onestamente, non coincide per nulla con il profilo che lei tratteggia nel suo commento. Le consiglio vivamente di utilizzare meglio il suo tempo...

 

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