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4 dicembre 2011

Valle d'Aosta: Dieci Imprenditori Innovativi

Ti propongo la versione extralarge dell'articolo che ho pubblicato sul Rapporto Valle d'Aosta del Sole 24 Ore Nord Ovest, accompagnato da alcune foto quasi del tutto inedite e pubblicitariamente subliminali. Buona lettura....

Il tessuto imprenditoriale valdostano è da sempre particolarmente polverizzato. In base ai dati della Camera di Commercio al 30 giugno 2011 le imprese registrate attive erano 12.360 con 40.225 occupati, numeri da cui si deduce facilmente come molte aziende siano spesso costituite da un dipendente. Ecco perché non sempre i tradizionali canoni dimensionali ai piedi delle Alpi sono i migliori per mettere in evidenza le eccellenze territoriali. Lo sa bene Carmine Garzia, docente di Economia aziendale presso la facoltà di Scienze Politiche e relazioni internazionali dell'Università della Valle d'Aosta, che da tempo studia cosa significhi fare impresa nella più piccola regione d'Italia, localizzata agli estremi della penisola e caratterizzata da un territorio complesso e poco favorevole all'insediamento di attività industriali. Tuttavia «nel sistema economico valdostano - precisa il professore - non mancano aziende industriali e di servizi di successo con un posizionamento forte e un'operatività internazionale». Garzia, attraverso la sua ricerca «Imprenditorialità innovativa e sviluppo del territorio», finanziata dall'ateneo valdostano e, recentemente sfociata in una pubblicazione per Egea (vedi copertina in alto a destra...ndr ), focalizzandosi sull'analisi dei modelli di business ha individuato un panel di dieci aziende che ha suddiviso in tre categorie: «Pionieri dell'innovazione», «Innovatori high-tech» e «Campioni del territorio».
Gioachino Gobbi (Grivel)

I pionieri dell'innovazione
Si tratta di aziende che nascono con un posizionamento innovativo, competendo con una proposta di valore basata su un elevato contenuto di unicità e che fondano il proprio modello di business sullo sviluppo e la valorizzazione delle risorse locali. E' il caso della Grivel di Verrayes (20 dipendenti e un fatturato 2010 di circa 10 milioni che dovrebbe essere superato nel 2011), azienda che produce attrezzi per montagna (scalata e trekking, per uso professionale, leader, soprattutto con le sue piccozze, a livello internazionale e con una quantità di export pari al 90%. Gioachino e Betta Gobbi hanno dato vita ad una rete di distribuzione indipendente presente in 25 paesi. Grivel ha rifornito dal punto di vista tecnico il primo team di scialpinismo creato dal Governo cinese. «Lo sforzo di globalizzazione di Grivel, - spiega Gobbi - indispensabile in un mercato piccolo come quello dell’alpinismo, ci ha sempre portato a ricercare il mercato ovunque nel mondo esistessero delle montagne e, soprattutto, il desiderio di salirle».
Costantino Charrère (les Crêtes)

Passione e unicità muovono anche la famiglia Charrère che con il brand Les Crêtes (1,5 milioni di fatturato, 220mila bottiglie e circa 25 dipendenti) ha portato la Valle d'Aosta sui maggiori mercati mondiali. Oggi l’azienda, decollata negli anni ’90 grazie al papà Costantino, da poco più di un anno Presidente della Federazione nazionale dei vignaioli indipendenti, ha il volto giovane delle figlie Eleonora  ed Elena, e realizza il 10% dei suoi fatturati in terra asiatica (l’export complessivo è del 30%). Si può trovare il Chardonnay Cuvée Bois, ormai da un decennio segnalazione immancabile tra i Tre Bicchieri della guida Gambero Rosso, sulle tavole dei ristoranti più prestigiosi di Tokio, Honk Hong e Singapore.

Marilena Péaquin (Maison Bertolin)
Fra i pionieri anche la Maison Bertolin (5 milioni e 30 occupati), oggi guidata da Marilena Péaquin e dal figlio Guido dopo la prematura scomparsa del fondatore Rinaldo. L'azienda ha il merito di avere restituito all’enogastronomia nazionale un lardo Dop come quello di Arnad di cui è il maggior produttore industriale, presente nelle maggiori catene distributive nazionali: da Esselunga a Carrefour. Guido Bertolin non ha dubbi in merito: «Negli anni novanta i cultori dei prodotti tipici costituivano un piccolo gruppo che assorbiva una quota di mercato poco rilevante, dieci anni dopo erano diventati una nicchia interessante, oggi rappresentano il segmento con il più alto potenziale di sviluppo dell'intero mercato del food, tanto che la grande distribuzione ha investito e sta investendo nello sviluppo di linee dedicate a questi consumatori».

Alessandra Fulginiti (Valgrisa)
Infine merita una segnalazione la scommessa di Valgrisa, microimpresa ideata da un gruppo di amici con esperienze professionali molto diverse tra cui l'attuale amministratore delegato Alessandra Fulginiti il cui core-business consiste nel valorizzare l'abbigliamento alpino, traendo spunto dalle centenarie tradizioni tessili valdostane. Il prodotto Valgrisa si caratterizza così per un posizionamento di prezzo elevato e presenta giacche invernali (realizzate dalla Cooperativa Les Tisserands di Valgrisenche con lana proveniente dalle pecore di razza autoctona "Rosset") vendute al pubblico a 1.300 euro.

Gli innovatori high-tech
Sono imprese che puntano a competere con strategie di differenziazione basate sull'offerta di prodotti e servizi unici, tuttavia i loro modelli non sono basati in modo rilevante su risorse locali, quanto su risorse tangibili ed intangibili di carattere tecnologico. Hanno la comune caratteristica di investire in ricerca percentuali decisamente superiori alla poco brillante media nazionale.

Roberto Enrietti (Thermoplay)
Si va dalla Thermoplay  di Pont-Saint-Martin: 25 milioni di fatturato previsto nel 2011 (contro i 23,6 del 2010), 160 addetti e 80 tecnici negli uffici commerciali localizzati in 44 paesi. L'azienda è la quarta al mondo nella produzione di sistemi di iniezione per stampi con una quota di mercato stimata di circa il 6% e nel corso del 2010 ha aperto una piccola unità produttiva in Cina per valutare le potenzialità di espansione sul mercato orientale.

Gaetano Capula (Gps Standard)
Alla Gps Standard di Arnad (18 milioni di fatturato nel 2010 e 80 dipendenti), azienda leader nel settore della sicurezza ed in particolare nella realizzazione di sistemi di protezione perimetrale integrati con sistemi di videosorveglianza. Un ufficio commerciale in Cina ed una consociata in Turchia ad Instambul che testimoniano l'interesse per il Far East e il Medio oriente. Una vocazione internazionale recentemente rafforzata dal coinvolgimento dell'azienda valdostana nel colossal holliwoodiano Transformer 3 in qualità di consulente per tutto quello che concerne la parte tecnica dei sistemi anti intrusione e videosorveglianza presenti nel film.

Paolo Conta (Laser)
Fino alla Laser di Aosta (un fatturato 2010 a 2,36 e una previsione per il 2011 a 2,65 con 27 dipendenti),  società specializzata nella progettazione e realizzazione di soluzioni di Mobile Integration per l’erogazione di servizi nell’ambito di Sanità, Turismo e Logistica, Ricco il panel delle partenership avviate: da Vodafone all'Ospedale San Camillo, alla torinese Mizar Automation (Gruppo Swaroski), leader internazionale nella realizzazione di piattaforme telematiche nell'ambito del traffico e dei trasporti, fino a Vivaticket per la quale l'azienda valdostana ha recentemente realizzato un'applicazione per poter acquistare in tutta sicurezza biglietti per concerti, eventi e spettacoli.

I campioni del territorio
Riccardo Trisoldi (Cva)
Pietro Giorgio (sea)
Hanno un modello di business legato in parte alle risorse locali, ma competono in settori dove non è possibile implementare strategie di differenziazione. Le energie Alternative sono così il Core Business della Compagnia valdostana delle acque (azienda arcinota e di cui pure questo blog ha scritto diffusamente ndr) e della Sea Energia (10 milioni di euro e 60 collaboratori) che ha sviluppato competenze nella progettazione e nella costruzione di impianti di teleriscaldamento di piccole dimensioni. Sea opera con successo anche al di fuori dei confini regionali: basta pensare alle centrali per la produzione di energia elettrica in Garfagnana e quella a sansa di olive a treglio, in provincia di Chieti. Infine concludiamo il nostro viaggio con un occhio alla grande distribuzione.

Chiara Celesia (Gros Cidac)
Tocca a Gros Cidac (quasi 90 milioni di ricavi con 310 occupati e una penetrazione del 43% del mercato alimentare valdostano), brand regionale situato nel capoluogo regionale che fa parte del gruppo di acquisto C3 e che come ricavi per punto vendita è notoriamente nella top ten stilata dalle riviste di settore. La parola d'ordine del fondatore Alberto Celesia - che oggi condivide il ponte di comando con la figlia Chiara - è «tipicità e tecnologia per vendere qualità». E così accanto alle casse automatiche, già presenti da diversi anni, campeggia un corner dedicato ai vini regionali con un'offerta da fare invidia ad una enoteca.

14 novembre 2010

Balzo in Avanti della Grande Distribuzione: una Palazzina dello Shopping alle Porte di Aosta

Duemilacinquecento metri quadri di calzature, accessori e pelletterie (Pittarello), altri 1400 di alimentari (Conad) e circa altri 4000 metri suddivisi fra 30-40 punti vendita. Una vera e propria palazzina dello shopping, su due piani, proprio alle porte di Aosta. 

Fa registrare un improvviso scatto in avanti la Grande distribuzione organizzata in Valle d’Aosta. Dopo un biennio 2008-2009 sostanzialmente stabile – con una crescita quasi impercettibile delle superfici da 92.689 a 92.938 metri quadri suddivisi fra 57 strutture (2 ipermercati, 14 supermercati alimentari, 13 grandi magazzini, 19 minimercati e 9 specializzati) e un più significativo incremento degli addetti da 1.147 a 1.179 – il mese di novembre sposta inesorabilmente l’asticella verso quota 100mila metri quadri. L’11 novembre è una data destinata a far dormire sonni poco tranquilli agli esercizi commerciali della città (e a qualche specializzato non molto distante) e contemporaneamente darà un po’ di fiato all’occupazione. In questa data hanno aperto a  Saint-Christophe, Conad, con un punto vendita da 1400 metri quadri che darà lavoro a 40 dipendenti fra full e part time e Pittarello, brand padovano presente su tutto il territorio nazionale (e anche in Austria) dedito alla vendita di calzature, di accessori e di pelletterie. Il punto vendita si estenderà per circa 2500 metri quadri e occuperà 25 persone. 

L’apertura della nuova struttura è stata oggetto di dibattito anche in Consiglio regionale. L’assessore al Commercio Aurelio Marguerettaz ha però precisato come «non essendo pervenute alla Direzione dell'Assessorato istanze da parte di alcun Comune per quanto riguarda la convocazione di una conferenza di servizi per la valutazione di nuove grandi strutture di vendita, si presume che l'apertura del supermercato sia riferita ad una media struttura di vendita alla cui autorizzazione deve provvedere direttamente l'Amministrazione comunale territorialmente competente». In effetti la normativa regionale definisce «medie» strutture di vendita, quelle ricomprese tra i 251 e i 2.500 metri quadrati nel Comune di Aosta e tra i 151 e i 1500 metri quadrati negli altri Comuni. Quelle che superano tali superfici sono considerate invece strutture per la grande distribuzione. «Formalmente – spiega Paola Gottardi, direttore di Confesercenti – il provvedimento del comune è inattaccabile però c’è da chiedersi se è stato rispettato lo spirito della legge. In un momento di grande difficoltà per il piccolo commercio, dopo che nel corso del 2009 abbiamo registrato 197 cessazioni contro 131 su uno stock di 2.335 esercizi, queste nuove aperture su che tessuto commerciale si inseriscono? A quale tipo di domanda rispondono?». «D’altra parte – prosegue Gottardi – è anche giusto riconoscere che la normativa regionale ha evitato comunque un proliferare selvaggio presente in altre realtà. In realtà nei momenti di crisi occorrerebbe da parte della categoria un maggior spirito di gruppo e, invece, si corre il rischio di regredire a comportamenti auto-conservativi». Giuseppe Sagaria, vicepresidente di Ascom-Confcommercio non nasconde la sua amarezza. «I negozi di vicinato andrebbero più tutelati». Anche sul fronte dei consumi la torta si restringe. Nel 2009 i ricavi sono stati pari a 705 milioni contro i 716 del 2008 e i 746 del 2007. In crescita la Gdo (da 331 a 335) che però non recupera il calo della piccola e media (da 383 a 371). «La concorrenza non ci spaventa – dicono al Gros Cidac – non nascondiamo però che il bacino di utenza non ci appare illimitato. Certe catene puntano probabilmente sul turismo, ma l’area di Saint-Christophe, forse con l’unica eccezione di chi scende da Pila, non beneficia moltissimo di questi flussi».

1 aprile 2010

Commercio: Calano i Piccoli Esercizi e Cresce la Grande Distribuzione

Il Gros Cidac nel 2009 ha registrato ricavi pari a 87 milioni di euro
Cala la propensione ad aprire nuove attività e si consolida il saldo negativo fra iscrizioni di nuove imprese e cessazioni. Nel 2009 a fronte di 133 nuovi esercizi commerciali, il dato più basso dell’ultimo quadriennio, Movimprese registra 196 chiusure su uno stock di 2335. Inoltre in Valle d’Aosta, trend consolidato in tutto il Nord Ovest, ma meno evidente nel resto d’Italia, la grande distribuzione organizzata con i suoi 1012 addetti e 39.173 metri quadri di superficie di vendita (2 ipermercati, 14 supermercati alimentari, 7 grandi magazzini e 19 minimercati) avanza a spese degli altri esercizi commerciali.

«E’ un dato di fatto – spiega Giuseppe Sagaria, vicepresidente di Ascom-Confcommercio - i piccoli esercizi sono in difficoltà, mentre c’è una vera e propria corsa alla grande distribuzione. Nel 2010 Conad aprirà un nuovo punto vendita. Si tratta di un supermercato alimentare di 1500 metri quadri a Saint-Christophe, praticamente alle porte di Aosta». Una percezione suffragata anche dai numeri ufficiali. Nel 2008, in base agli ultimi dati messi a disposizione dall’Osservatorio nazionale del Commercio, la Gdo è passata dai 326 milioni di fatturati del 2007 ai 331 del 2008, strada inversa per gli altri esercizi che da 390 sono calati a 383. Un travaso quasi perfetto, segno che, comunque, i consumi non sono diminuiti, ma semplicemente si sono modificati. Nel 2009 il trend si conferma in virtù della netta performance dell’ipermercato Gros Cidac.

Il brand regionale, guidato da un azionariato tutto valdostano, ha festeggiato i suoi primi sessant’anni di vita con una quota record di ricavi pari a 87 milioni (+3,5% rispetto all’anno precedente) tanto da risultare il sesto punto vendita su tutto il territorio nazionale con un penetrazione del 43% del mercato alimentare valdostano. «Va fatto rilevare – osserva Chiara Celesia, 36 anni, terza generazione ad affacciarsi sul ponte di comando del Gros Cidac in qualità di responsabile degli acquisti -, che il target della nostra clientela è caratterizzato da possibilità economiche medio-superiori, questo fa sì che siano più sensibili alla variabile qualità del servizio offerto piuttosto che a quella del prezzo».

Per aiutare il settore l’Assessore al Commercio Aurelio Marguerettaz, in aggiunta alle misure anti-crisi varate dalla Giunta a favore di tutti i comparti produttivi, ha provveduto a far modificare alcune disposizioni di attuazione della l.r. 19/2001 «Interventi regionali a sostegno delle attività turistico-ricettive e commerciali». In particolare è stata incrementata l’intensità dell’aiuto pubblico (dal 15% al 20% per le piccole e dal 7,5% al 10% per le medie) per le domande di agevolazione effettuate ai sensi del regime PMI alternativo al regime de minimis in cui l’intensità dell’aiuto è normalmente del 30%. «Tale iniziativa – spiegano in assessorato - ha generato vantaggi soprattutto sui mutui che nella totalità dei casi sono stati concessi ad un tasso agevolato dell’1% fisso». E’ stata poi agevolata la nascita di nuove imprese create da giovani le quali hanno potuto beneficiare di contributi in conto capitale nella misura del 40% della spesa ammessa, ampliata la platea dei soggetti beneficiari delle agevolazioni e sono stati semplificati i procedimenti di concessione delle agevolazioni previste dalla legge.

Per Luciano Scarlatta, presidente di Confesercenti, le misure anticrisi hanno aiutato indubbiamente il settore. «Purtroppo – conclude – non ha invece avuto gli esiti sperati l’iniziativa “Io Centro”, messa in campo dall’amministrazione comunale di Aosta, mirata a garantire in alcuni negozi convenzionati degli sconti nell'ultima settimana di ogni mese». (Pubblicato sul Sole 24 Ore Nord Ovest del 30 marzo 2010)

12 marzo 2010

Il Gros Cidac Eccelle nell'Informare sulle «Allerte Alimentari»

Segnalo un articolo tratto da Nova, supplemento del Sole 24 Ore su tutto ciò che è innovazione tecnologica, dove si segnala come l'ipermercato Gros Cidac da tempo abbia sviluppato una vera eccellenza nell'informare sulle «allerte alimentari». Leggete qui.

25 marzo 2009

I 60 anni del Gros Cidac

L’ipermercato Gros Cidac di Aosta festeggia i suoi sessant’anni con una ricca campagna promozionale, in particolare a favore dei suoi clienti, ma soprattutto facendo registrare una crescita dei ricavi del 3% rispetto al 2007 (da 82 a 84 milioni) e del 4,4% nei primi due mesi del 2009. Un risultato inaspettato visto che, in generale, nella grande distribuzione a livello nazionale i ricavi sono calati un po’ dappertutto, ma che non sorprende i vertici dell’ipermercato. «In buona parte è merito della neve che ha creato un movimento turistico sicuramente più intenso dell’anno scorso – commenta Alberto Celesia, 61 anni, amministratore delegato, da 35 anni alla guida della società con un azionariato completamente valdostano -, poi va fatto rilevare che il target della nostra clientela è caratterizzato da possibilità economiche medio-superiori, questo fa sì che siano più sensibili alla variabile qualità del servizio offerto piuttosto che a quella del prezzo».

Con un occhio più attento alla storia si scopre che la Cidac nasce ad Aosta nel 1949 come azienda di distribuzione all’ingrosso, dopo un periodo come cash and carry, nel 1974 si trasforma in un ipermercato di medie dimensioni, passando poi alla vendita al dettaglio. Nel tempo l’azienda provvede ad acquisire nel circondario un’area di circa sessantamila metri quadri e nel 1988 deposita la domanda dove già si ipotizza l’attuale ristrutturazione radicale del negozio. Il resto è storia recente. In pratica nell’ultimo decennio sono stati investiti circa 25 milioni di euro e nell’ultimo decennio (56 milioni nel 2001 e 84 nel 2008) i ricavi hanno proseguito il loro trend di crescita. «In questi 60 anni – prosegue Celesia – siamo stati vicini a tre generazioni di valdostani, infatti, facciamo parte integrante dell’economia della Valle, avendo una quota di penetrazione del mercato alimentare nella regione del 43 per cento, come certificato dai dati IRI-Infoscan».

Anche il gruppo di acquisto C3 di cui la Cidac fa parte da 35 anni ha fatto registrare una crescita del 10,70%. Si tratta di 23 ipermercati sparsi su tutto il territorio nazionale e fortemente radicati ciascuno nella sua realtà regionale che portano avanti una politica commerciale comune (ad esempio la contrattualizzazione dei fornitori) e sono particolarmente attente all’evoluzione tecnologica aziendale. Le iniziative legate ai festeggiamenti per i 60 anni avranno ovviamente un occhio di riguardo per la clientela. «Dal primo marzo – osserva Celesia – verranno sorteggiate per i nostri clienti nove auto di alta gamma. Inizieremo a marzo e aprile con due Honda CRV. Sarà possibile partecipare semplicemente conservando gli scontrini della spesa e si potrà così concorrere all’estrazione di un auto». Il concorso durerà fino a novembre. (Pubblicato sul Sole 24 Ore Nord Ovest del 18 marzo 2009)

15 novembre 2007

Cidac: tipicità e tecnologia per poter vendere qualità



Tipicità e tecnologia per vendere qualità. E’ questo il segreto dell’ipermercato Gros Cidac. Alberto Celesia, 60 anni, amministratore delegato della società, con un azionariato completamente valdostano che da 35 anni guida la società mette in stretto legame questi due elementi. «Da un lato – spiega Celesia - c’è il radicamento sul territorio e i nostri buoni rapporti con i produttori locali, in particolare con quelli dell’agroalimentare (vini, salumi, formaggi); dall’altro tra Piemonte e Valle d’Aosta siamo sicuramente una delle aziende tecnologicamente più avanzate. Il nostro impianto di climatizzazione non teme confronti». Celesia sottolinea anche come la Valle d’Aosta abbia un parco clienti particolarmente interessante, con possibilità economiche medio-superiori e propenso ad accettare proposte di qualità. «Fare impresa però sarebbe impossibile – aggiunge – senza un collegamento esterno». Il riferimento è al Gruppo di acquisto C3 cui la Cidac aderì 35 anni fa’ a Milano. Si tratta di 23 ipermercati sparsi su tutto il territorio nazionale che insieme si occupano di tutte le politiche commerciali (ad esempio la contrattualizzazione dei fornitori) e di evoluzione tecnologica delle nostre aziende. «Queste strutture sono tutte fortemente radicate sul loro territorio regionale – aggiunge Celesia – E in effetti a differenza di Francia e Germania dove le grandi distribuzioni classiche hanno annullato la distribuzione locale – proprio per la capacità tutta italiana di meglio percepire i gusti del consumatore e di saper crescere avendo il coraggio di investire – la grande distribuzione italiana non soltanto ha retto, ma addirittura sta crescendo. Al consumatore italiano e valdostano non piacciono le strutture clonate, una uguale all’altra, ma apprezza l’assortimento che nasce anche dalla capacità di saper entrare nei prodotti di nicchia seguendo con attenzione i produttori».

La Cidac nasce ad Aosta nel 1949 come azienda di distribuzione all’ingrosso di proprietà al 100% valdostana, dopo un periodo come cash and carry, nel 1974 si trasforma in un ipermercato di medie dimensioni, passando poi alla vendita al dettaglio. Nel tempo l’azienda provvede ad acquisire nel circondario un’area di circa 60 mila metri quadri e nel 1988 deposita la domanda dove già si ipotizza l’attuale ristrutturazione radicale del negozio. «Una delle nostre particolarità – spiega Celesia- è quella di essere situati a poche centinaia di metri dal centro storico del capoluogo regionale e proprio per questa nostra collocazione il nostro ampliamento ha dovuto piegarsi a precisi criteri che garantissero un basso impatto ambientale. Ad esempio sul tetto abbiamo dovuto predisporre un manto erboso di circa 5000 metri quadri con un impianto di microirrigazione che ci comporta anche degli evidenti costi di manutenzione. D’altra parte chi guarda Aosta da Pila vede un vero e proprio prato che segue il normale corso delle stagioni e quasi non si accorge della nostra struttura».

Operazioni che nell’ultimo decennio hanno visto investimenti pari a circa 25 milioni, ma che stanno avendo positive ricadute sugli incassi, in continua crescita nell’ultimo quinquennio. La qualità dell’offerta Cidac attrae anche i consumatori francesi, anche loro alla ricerca di una grande distribuzione alternativa, in grado di offrire le ricchezze del proprio territorio. «In Francia – osserva Celesia - abbiamo pianificato numerose campagne pubblicitarie mirate nelle regioni d’oltreconfine, come ad esempio la Savoia, proprio per meglio intercettare questa clientela. E abbiamo un bel ritorno con una clientela regolare».

Celesia sottolinea anche l’importanza della risorsa umana e del lavoro di équipe. «La nostra azienda – dice l’ad – occupa circa 300 persone ed è soltanto grazie alla collaborazione di un gruppo che si riescono ad ottenere dei risultati. La nostra è una struttura creata sui capireparto, attualmente 22, e c’è da parte di tutti la massima voglia di fare, di specializzarsi, di garantire professionalità. Proprio quest’anno abbiamo fatto, ad esempio, dei corsi ad hoc per loro. Una struttura di questo genere del resto è estremamente impegnativa perché si è aperti sette giorni su sette alla settimana e la vita comincia alle cinque del mattino nel punto vendita e finisce alle dieci di sera con le pulizie». «Soprattutto nei freschi e freschissimi, dove ormai facciamo il 50% del nostro fatturato – conclude – è fondamentale avere dei professionisti: dalla macelleria al pescivendolo. La professionalità comunque, ribadisco, è quella
che dà i risultat
i». (Pubblicato sul Corriere della Valle del 24 maggio 2007)
 

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