16 luglio 2012

Lettera Aperta di Confcommercio sul Commercio in Valle d'Aosta


Pierantonio Genstrone

Pubblico volentieri la lettera aperta dei Commercianti di Confcommercio VdA con la quale esprimono preoccupazione per il Ddl regionale sulla Media e Grande distribuzione.

A tutte le forze politiche valdostane e a tutti i Consiglieri regionali

Se un negozio chiude contribuisce a spopolare i nostri paesi.
Se i nostri paesi si spopolano muore il turismo.
Se muore il turismo l’economia valdostana va a rotoli.
Se l’economia va a rotoli noi non saremo più padroni della nostra Valle
perché altri ne approfitteranno per trarne vantaggio.
Noi saremo semplici valdostani senza patria.

Per questo gli oltre 2.000 commercianti della Confcommercio chiedono che la proposta di legge sulla grande
distribuzione che oggi, martedì 17 luglio 2012, approda in Commissione Sviluppo economico della Valle d’Aosta venga attentamente valutata nei contenuti. Se approvato così come predisposto il disegno di legge consente l’apertura di nuovi centri commerciali per la media e grande distribuzione in tutti i comuni valdostani che lo prevedano nel Piano Regolatore Generale.

I Commercianti di Confcommercio sono preoccupati perché eventuali nuove aperture in Valle d'Aosta di centri
per la grande distribuzione, sono inopportune; quelle esistenti già soddisfano il fabbisogno locale e turistico.

Nelle province autonome di Trento e Bolzano che contano una popolazione di circa un milione di abitanti vi è una struttura di vendita tra gli 800-1499 mq. ogni 16.000 abitanti mentre in Valle d’Aosta se ne registra una ogni 8.000. E ancora, una struttura di vendita superiore ai 1.500 mq. ogni 71.000 abitanti in Trento e Bolzano ed una ogni 40.000 abitanti in Valle d’Aosta.

E’ evidente che una legge che favorisce l’insediamento di nuovi centri commerciali per la grande distribuzione pregiudica la sopravvivenza di tanti esercizi a conduzione familiare.
Gli interessi di pochi, se non di singoli, non possono compromettere l'esistenza di tanti negozi di prossimità che hanno contribuito a mantenere vivi i nostri villaggi i nostri paesi, le nostre città favorendo lo sviluppo e creando ricchezza per tutta la comunità.

Confcommercio chiede alla Commissione e alle forze politiche del Consiglio Valle di operare per:
- ridare dignità professionale e morale ai piccoli commercianti
- preservare i negozi di montagna, in particolare quelli multiservizi, per contrastarne lo spopolamento
- dare nuovo impulso ai negozi di prossimità
- sostenere maggiormente i negozi storici
- favorire l’apertura di negozi che esaltano il particolarismo produttivo valdostano

La Valle d’Aosta non ha bisogno di leggi che difendano le multinazionali e i grandi gruppi, quelli si difendono alla grande da sole. Servono politiche rispettose delle nostre piccole realtà commerciali. 
I Commercianti di Confcommercio chiedono alla Commissione Sviluppo economico che alla ripresa autunnale del Consiglio Valle, istituisca un tavolo di confronto sul disegno di legge regionale 204 in modo che il nuovo articolato tuteli ed esalti il valore sociale ed economico delle attività commerciali da sempre al servizio dei cittadini.

L’ASSEMBLEA DEI RAPPRESENTANTI DI ZONA DEI COMMERCIANTI 
DI CONFCOMMERCIO IMPRESE D’ITALIA REGIONE VALLE D’AOSTA

Il Presidente Pierantonio Genestrone

5 commenti:

Fabrizio Favre on 17 luglio 2012 08:34 ha detto...

Le prime reazioni politiche:


ALPE, LEGGE SULLE LIBERALIZZAZIONE DEL COMMERCIO:
OCCORRE UNO SFORZO PER CONCILIARE LE ESIGENZE DI TUTTI
Il Gruppo esecutivo di ALPE: “È necessario pensare ad una norma che, senza penalizzare le esigenze dell'acquirente, tuteli anche le attività commerciali di taglio piccolo”


AOSTA, 16 luglio 2012 – Il disegno di legge sulle liberalizzazioni del settore del commercio, approvato dalla Giunta regionale il 6 luglio, arriva domani all'esame della IV Commissione consiliare regionale.
Il testo modifica la legge 12 del 1999 – “Principi e direttive per l'esercizio dell'attività commerciale”.
In questi anni, più volte ALPE ha affrontato la criticità rappresentata dal proliferare di strutture commerciali medie e grandi in Valle d'Aosta. Da un lato c'è la necessità di far collimare le esigenze del potenziale acquirente, dall'altro le esigenze dei sindacati e delle attività commerciali di taglio piccolo a salvaguardare un proprio spazio per evitare che solo le grandi catene siano competitive.
Lo scorso dicembre, in sede di approvazione della legge finanziaria regionale, il nostro Gruppo consigliare ha proposto di sospendere per il 2012 il rilascio delle autorizzazioni all'apertura di nuove strutture di vendita medie e grandi, proposte non accolte.
Con l'approdo in IV Commissione del disegno di legge sulle liberalizzazioni del settore del commercio, chiediamo un sforzo all'intero Consiglio regionale per modificare il disegno di legge approvato dal Governo regionale, in modo da tutelare, senza riserve, i piccoli esercizi commerciali, la cui presenza sul territorio e la loro dignitosa sopravvivenza è vitale per la comunità.
Chantal CERTAN

Fabrizio Favre on 20 luglio 2012 09:23 ha detto...

La querelle cresce

Giovedì 19 luglio, alle ore 11.30, nella Saletta Commissioni consiliari
Conferenza stampa sui lavori della quarta Commissione


I Consiglieri dei gruppi ALPE e Partito Democratico hanno abbandonato i lavori della quarta Commissione “sviluppo economico” durante la discussione del disegno di legge che modifica i principi e le direttive per l’esercizio dell’attività commerciale (l.r. 12/1999)e ne illustreranno i motivi nel corso di una conferenza stampa che si terrà oggi, giovedì 19 luglio, alle ore 11.30, nella saletta delle Commissioni consiliari, al primo piano di Palazzo regionale ad Aosta.

Fabrizio Favre on 20 luglio 2012 09:24 ha detto...

Comunicato Stampa

Con il ddl regionale 204/2012 su Media e Grande distribuzione a rischio centinaia di posti di lavoro nel comparto del commercio

Rete Imprese Italia Valle d’Aosta convocata dalla Commissione consiliare permanente Sviluppo Economico del Consiglio Valle per un’audizione sul ddl 204/2012 non ha aderito all’invito per denunciare la scarsa attenzione posta dalla Commissione che ha effettuato la convocazione con sole 22 ore di anticipo; un tempo assolutamente esiguo per organizzare la delegazione composta da persone che svolgono la propria attività principalmente presso le proprie aziende.
Inoltre non vi è stato il tempo necessario per investire della problematica i propri consulenti alcuni dei quali residenti fuori Valle.

Rete Imprese Italia Valle d’Aosta, considerato che il provvedimento non riveste il carattere d’urgenza (altre Regioni e Provincie autonome devono ancora legiferare in merito, a meno che in Valle ci siano altri interessi da tutelare che non sono quelli dei negozi di prossimità) chiede alla Commissione di sospendere l’esame dell’articolato fino alla ripresa autunnale dei lavori del Consiglio Valle e di istituire, da subito, un Tavolo di Confronto con tutti i soggetti interessati alle ricadute che provocherà il ddl così come proposto se trasformato in legge. Il fatto che il Cpel (Consiglio permanente Enti Locali) abbia formulato delle osservazioni sul ddl, dimostra che il medesimo non è stato oggetto di confronto, né di dibattito, né di condivisione con le categorie professionali e le forze sociali.
“Il testo all’esame della Commissione – sottolineano Pierantonio Genestrone, Presidente di Confcommercio, nonché di Rete Imprese Italia VdA, e Paola Gottardi, Confesercenti VdA – rischia di mettere in ginocchio oltre 2000 aziende valdostane che occupano quasi 5000 addetti”.
Rete Imprese Italia Valle d’Aosta, Confcommercio e Confesercenti Valle d’Aosta confidano nella sensibilità delle forze politiche perché la posta è ad alto rischio visto che è in gioco la dignità e la sopravvivenza dei piccoli commercianti valdostani.

Aosta 19 Luglio 2012
R. E TE. Imprese Italia Valle d’Aosta

Fabrizio Favre on 20 luglio 2012 09:25 ha detto...

Conferenza stampa sui lavori della quarta Commissione



I commissari dei gruppi ALPE e PD hanno abbandonato questa mattina, 19 luglio 2012, i lavori della quarta commissione consiliare “Sviluppo economico” durante l’esame del disegno di legge n.204 recante modificazioni alla legge regionale 7 giugno 1999, n. 12 (Principi e direttive per l'esercizio dell'attività commerciale) e annunciato che non vi prenderanno più parte in relazione all’esame di questo provvedimento.

Si tratta di un disegno di legge di fortissimo e drammatico impatto economico, soprattutto per i piccoli esercizi commerciali di dettaglio valdostani che operano in un contesto particolare come quello montano, in presenza di piccoli numeri e già confrontati ad una proliferazione eccessiva delle grandi superfici di vendita.

La materia richiede un approfondimento incompatibile con la fretta con cui la maggioranza intende fare approvare questo provvedimento, trasmesso al Consiglio solo otto giorni fa e che si vorrebbe fare approvare senza discussione nello spazio di poche ore.
Le tensioni provocate dalla proposta della Giunta regionale, che sposa acriticamente posizioni ultraliberali e si colloca pericolosamente in contrasto con gli interessi sia del comparto che della comunità regionale nel suo insieme, richiedono un esame che sia al riparo da qualsiasi ombra o dubbio sulla trasparenza e l’imparzialità dell’operato della Commissione rispetto agli interessi in gioco.

Allo scopo di rendere ineccepibile in questo contesto l’operato della Commissione, il Vicepresidente del Consiglio Albert Chatrian, componente della quarta commissione, seppur soltanto titolare di modesti interessi in una piccola azienda familiare del settore, ha delegato un altro collega del proprio gruppo alla discussione del provvedimento.

I gruppi di minoranza hanno poi, congiuntamente, richiesto al Presidente della Commissione Empereur, titolare di rilevanti interessi immobiliari oggetto di possibile insediamento di strutture di grande distribuzione, di operare analogamente e di astenersi dal presiedere la Commissione in relazione a questo provvedimento.


Gli stessi gruppi hanno dovuto prendere atto con rammarico dell’indisponibilità del Presidente Empereur di farsi sostituire da un altro collega, pur in presenza di un evidente, rilevante e significativo conflitto di interessi.

In un momento così difficile della vita politica, che richiede serenità, imparzialità e rigore, comportamenti come quello che, come forze di opposizione, abbiamo stigmatizzato questa mattina devono aprire gli occhi sulla grave mancanza di sensibilità che sta dimostrando platealmente la condotta del Governo regionale e della sua maggioranza.

Fabrizio Favre on 21 luglio 2012 16:00 ha detto...

Fine primo atto. Leggi l'articolo di oggi di Martinet su La Stampa

http://edizioni.lastampa.it/aosta/articolo/lstp/12714/

 

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