15 aprile 2014

Il #Celva e Il «gusto del territorio»


Ieri mattina, presso la Scuola dell’Infanzia di Morgex, in via Abbé Cerlogne (accanto al Parco giochi e alla Biblioteca), il CELVA ha organizzato, in collaborazione con l’Assessorato regionale Istruzione e Cultura, il primo laboratorio didattico “Il Gusto del territorio. Educazione rurale e consumo consapevole”, promosso nell’ambito del progetto ALCOTRA 2007/2013 “Dégust’Alp”, che porta l’esperienza di “Io mangio valdostano” su scala transfrontaliera.

Grazie a Diego Bovard dell’AREV, con il “Gioco della spesa” i 68 bambini e gli insegnanti della Scuola di Morgex hanno potuto scoprire importanti nozioni sulle differenze che ci sono fra i prodotti agroalimentari di prossimità rispetto a quelli che vengono da lontano.

L’iniziativa si è svolta in italiano, francese e patois, e rappresenta il primo dei 26 appuntamenti che si svolgeranno fra la metà di aprile e l’inizio di maggio in altrettante Scuole dell’Infanzia e Primarie della Valle d’Aosta.

I laboratori dedicati al “Gusto del territorio” sono uno dei diversi momenti formativi che coinvolgono i ragazzi delle scuole valdostane in vista della prossima edizione del 52° Concours Cerlogne, che quest’anno l’Assessorato regionale istruzione e cultura dedica al tema “Alla scoperta dei nostri comuni e dei loro prodotti tipici”.

“Io mangio valdostano” è il progetto del CELVA che porta i prodotti valdostani sulle tavole dei servizi di ristorazione collettiva gestiti dagli enti locali: mense scolastiche per i bambini delle Scuole dell’Infanzia e Primaria, centri di preparazione pasti per le microcomunità e i servizi di somministrazione pasti a domicilio per gli anziani.

In chiave transfrontaliera, con “Dégust’Alp” gli enti locali intendono migliorare la conoscenza dei prodotti agroalimentari di qualità, per favorire il loro utilizzo da parte del consumatore e sensibilizzare i cittadini sulle relazioni tra alimentazione, salute e ambiente. 

9 commenti:

giancarlo borluzzi ha detto...

Quale ipareggiabile concentrato di insensatezze, lavaggio di cervelli, indottrinamenti linguistico-dialettali relativi a una lingua inesistente e un dialetto che è anacronistico nel 2014,culto di cibi del territorio della cui bontà si discute con maggiorenni. Da neurodeliri.Un blog "cattolico" dovrebbe evidenziare il non rispetto della persona, specie se indifesa per età, non riferire con sotterranea condivisione.

Fabrizio Favre on 16 aprile 2014 15:07 ha detto...

@Borluzzi
Complimenti non perde mai un colpo per segnalare la mia azione collaborazionista. Di questo passo finirò per convincermene anch'io.

Ironia a parte Buona Pasqua.

giancarlo borluzzi ha detto...

Se considera ironia la sua ultima frase, non è sulla via della redenzione. Che sarebbe doverosa, apra gli occhi.Ma ritengo che lei non sia una persona libera in questa situazione.Brutto, ma vero.
Buona Pasqua.

Fabrizio Favre on 16 aprile 2014 21:42 ha detto...

@Borluzzi
Trovo il suo preoccuparsi per me davvero commovente anche se esprimere giudizi sulla redenzione altrui può apparire un tantino presuntuoso. Stia attento però. Sostenere a tutti i costi che gli altri non sono liberi potrebbe nascondere il fatto di essere i principali "carcerieri di sé stessi".

giancarlo borluzzi ha detto...

Non mi preoccupo di FF in primis, penso a questo regno delle frottole (offensive per i residenti che capiscono)che è la VDA e vorrei diversa. Io carceriere di me stesso? Artificio di penna.Io dico verità, centratissime anche su questa performance da Corea del Nord del cosiddetto Celva, verità che ogni persona illuminata del pianeta confermerebbe come tali.

giancarlo borluzzi ha detto...

Non si poteva scrivere di più, riprendo qui. Se una persona dice che 3+3 fa 6, e lo ribadisce, non può essere giudicata carceriera di se stessa perché cavalca una verità condivisa da ogni persona che capisce (e FF capisce) ed è libera di esprimersi (non è il caso di FF, che deve propagandare quanto premessa per l'incarico che evidenzia e comporta obbligatoriamente il dire che 3+3 fanno 33).

giancarlo borluzzi ha detto...

FF non può, ad esempio, tenere un blog collegato al Tea Party e dare voce a chi propaganda il dirigismo statale. Cioè, credere alla difesa della persona unica e irripetibile e poi dare spazio ai bruti che, per un'ideologia violenta da clinica psichiatrica,vuole che i bimbi crescano tutti accomunati da credenze funzionali a culti localistico/pallonar/medioevali.

Fabrizio Favre on 17 aprile 2014 15:04 ha detto...

@Borluzzi
Temo di essere ai suoi occhi ormai irrecuperabile, ma i suoi commenti e il post in questione mi appaiono profondamente disallineati.

giancarlo borluzzi ha detto...

E'disallineato con la realtà imbonire bambini (per instillare il culto del localismo)sulla presunta superiorità dei cibi del territorio preparati senza guanti alle mani e talora col naso che cola nel piatto. Uno deve essere libero di tifare Rana, ove tutto è perfetto anche per non compromettere quella firma che talora manca nel territorio, a qualunque regione appartenga. Di più, c'è la beceraggine dell'uso strumentale del francese e del dialetto. FF non entra mai nei meandri del male in tema, nella fattispecie evidente nella volontà di instillare ideologie ai bambini indifesi.

 

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