15 luglio 2014

Genta (#Confidi #Commercio): «La Regione cambi la legge»

Questa mattina è stato presentato il Bilancio di Confidi C.T.S. Valle d’Aosta. A guidarlo ancora Pierluigi Genta confermato anche per il trienno 2014-2016 con i vice Pietro Meynet e Corrado Oreiller. Del direttivo fanno anche parte  Pierantonio Genestrone,  Davide Merlet,  Elio Pocobello,  Giovanni Rossi, Ernestina Sibona, Giancarlo Viola e Mauro Mauro. Genta è stato anche rieletto amministratore all'interno del Consiglio di Amministrazione di Fin.promo.ter., Confidi di secondo grado, intermediario vigilato del Sistema Confcommercio il quale rilascia controgaranzie ai Confidi soci e amministratore della Federascomfidi, Federazione nazionale dei Confidi del sistema Confcommercio.

I numeri del Confidi
L’esercizio appena terminato si è concluso con una perdita di 21.673 Euro. «Analizzando nello specifico l’operatività 2013 della cooperativa - ha spiegato Genta - questa è stata caratterizzata da un calo dei costi operativi, quale risultato di un’accresciuta attenzione al contenimento generale dei costi. Sono calati purtroppo, anche sensibilmente, i proventi derivanti dall'attività tipica della cooperativa ossia i ricavi derivanti dalla concessione delle garanzie consortili quale conseguenza della riduzione sia dei flussi operativi che dello
stock. In particolare il flusso di nuove garanzie erogate nel corso del 2013 si è attestato a 7.953.146 Euro, in calo dell’8,8% rispetto all'esercizio precedente. Come noto del resto, così come confermato anche dall'Osservatorio regionale di Banca d’Italia, il 2013 è stato ancora caratterizzato da una contrazione dei prestiti alle imprese. Contrazione generata dal duplice risvolto del calo della domanda, determinato dall'incertezza che caratterizza periodi di crisi prolungati e dal timore degli istituti bancari di concedere credito ad aziende sempre più rischiose poiché a loro volta sopraffatte dal calo generalizzato dei consumi». Genta ha indicato fra le cause del calo anche le restrizioni imposte dalla legge regionale n. 21/2011. Anche lo stock di garanzie in essere alla data del 31.12.2013 riportava un saldo di 31.891.659 Euro con un calo del 15,7%. 122 in meno rispetto al 2012 il numero delle imprese associate. I soci risultavano alla fine del 2013 1730.

Il giudizio del presidente
Genta ritiene che il Confidi abbia sempre operato nel migliore dei modi con interventi che avevano l'obiettivo «di sostenere le aziende sempre più intrappolate nelle continue esigenze di liquidità. Le operazioni che hanno caratterizzato l’operatività 2013, infatti, sono state finalizzate al circolante o al consolidamento di passività di breve termine per circa il 90%. Un dato estremamente significativo che certamente ha molteplici chiavi di lettura. Se da un lato, infatti, le imprese hanno sensibilmente ridotto le richieste finalizzate ad investimento per via dell’incertezza che contraddistingue i periodi di crisi, dall'altro non si può che rimarcare l’impatto causato dalla legge regionale n. 21/2011 che di fatto ha emarginato la nostra cooperativa dal servizio di prestazione di garanzie ad imprese che intendono promuovere iniziative volte ad operazioni di investimento».

La critica alla legge
Duro il giudizio di Genta: «Le motivazioni che hanno indotto l’Amministrazione regionale ad introdurre nuovi dettami normativi in materia di retrocessione di contributi regionali in conto interessi nel corso del 2011, da questa cooperativa sempre ritenute prive di fondamento, nel corso degli anni a venire sono state completamente disattese dall'evoluzione socio-economica che ha coinvolto il nostro Paese. Per questo riteniamo che in oggi si renda ancora di più indispensabile che l’Amministrazione sostenga i vari modelli che il territorio ha plasmato in risposta ai problemi concreti delle aziende. Di tale avviso, peraltro, sono le voci autorevoli della Federascomfidi o di luminari in tema di Confidi come il prof. Erzegovesi. Ricordiamo, poi, come in altre realtà regionali i Confidi, anche non vigilati, continuano a sostenere le aziende attraverso retrocessioni di contributi in conto interessi per conto di Amministrazioni ed Enti pubblici, essendo il Confidi esclusivamente un mandatario all’incasso dell’agevolazione pubblica, il cui beneficiario unico ed esclusivo permane l’impresa. Occorre ricordare, inoltre, il paradosso per cui la nostra cooperativa ha in dotazione fondi della Chambre Valdotaine appositamente destinati a prestare garanzie a favore di nuove imprese, nell'ambito del progetto regionale per la creazione di nuove aziende, volte ad operazioni di investimento e di fatto di difficile attuazione proprio a causa delle limitazioni imposte dalla legge regionale 21/2011. Infine,
evidenziamo come la nostra cooperativa è legittimata alla gestione dei fondi antiusura ai sensi della L. 108/96 direttamente dal MEF. Insomma, è chiaro ed evidente il contrasto tra i dettami normativi della legge 21/2011 e la volontà generale di sostenere le imprese. Riteniamo essere giunto il momento di dare risposte concrete alle centinaia di istanze di lamentele e proteste inoltrate dalle nostre imprese associate in Assessorato Finanze oramai dodici mesi fa. Nel mentre è nuovamente variato l’Assessore competente con il quale cercheremo ancora una volta di riaprire un tavolo rispettoso e proficuo per il bene della nostra compagine sociale, nella speranza che tale diatriba con l’Amministrazione regionale possa risolversi attraverso il dialogo ed in tal senso è massima la nostra apertura ad un confronto serio e concreto». 

1 commenti:

Fabrizio Favre on 16 luglio 2014 10:03 ha detto...

Il commento dell'Assessore al bilancio, finanze e patrimonio Ego Perron

"Innanzitutto è innegabile riconoscere il ruolo e l’importanza che le Confidi nel tempo hanno avuto sul territorio valdostano, costituito da piccolissime imprese, nel sostegno al credito alle imprese e quindi, di riflesso, alle famiglie. Detto questo, in un momento di grave difficoltà economica, e dal nostro punto di vista di forte impossibilità di spesa - perché paradossalmente a volte abbiamo le risorse ma i patti con lo Stato ci impediscono di spenderle - è necessario razionalizzare e quindi fare sistema. Fare sistema dal mio punto di vista vuol dire che tutti gli attori economici del territorio, dalla Regione alle Confidi alle stesse banche, devono ragionare su politiche di aiuto, su politiche di contenimento dei costi, ma senza chiusura eccessiva del credito".

"Voglio ricordare che questa Regione, nel tempo, ha visto ridursi drasticamente il proprio bilancio. Ricordavo poc’anzi che nel 2008 il bilancio della Regione - quindi sono sei anni fa, non è un’eternità - era un bilancio di 1miliardo 700milioni, oggi è 1miliardo e 70. Quindi nell’arco di 6 anni ha visto ridursi praticamente di un terzo la sua capacità di spesa. Di questo bisogna tener conto per delle politiche che devono essere mirate, delle politiche innovative, come ad esempio quelle rivolte all’esterno, a mercati nuovi".

 

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