1 gennaio 2014

Buon #2014: Che sia l'Anno del #Lavoro! | Il #CorrieredellaValle regala il #calendario degli antichi #mestieri con le foto di #Cossavella

Con l’aiuto delle splendide foto di Cesare Cossavella questa settimana con il numero del 3 gennaio  faccio dono ai lettori del Corriere della Valle (abbonati o semplici acquirenti in edicola) di un calendario sugli antichi mestieri. Dalla battitura della segala, al taglio dell’orzo, fino alla vendemmia.

La semina
Per ogni mese è proposta un’attività specifica come già sapevano fare i nostri nonni. Tempi in cui il lavoro avvicinava alla terra, consolidava le radici, aveva i suoi tempi precisi ed era il risultato di un’azione comune, dove la proprietà non divideva ma era risorsa condivisa. 

Le immagini che vi propongo vogliono essere un duplice auspicio, un duplice augurio. 

L’assenza di lavoro anche nella nostra realtà si sta facendo drammatica. E’ difficile – per non dire impossibile – che pure all’interno della nostra rete di conoscenze non ci sia qualcuno che in questi ultimi anni ha perso il lavoro. Da qui il desiderio, espresso in immagini, che il 2014 sia l’anno del lavoro. Un anno in cui chi si è trovato in difficoltà possa riacquistare la sua dignità. Ma non solo. 

Da questa crisi si deve uscire anche all'insegna di un’economia nuova, più solidale, rispettosa dell’ambiente e dei lavoratori. Dove non trovi più spazio l’arricchimento fine a sé stesso che – inutile dirlo – è stato all'origine di quest’ultima terribile crisi economica. 

Con Papa Francesco bisogna dire no ad una economia che uccide: «Una delle cause di questa situazione scrive il Pontefice nell’Evangelii Gaudium - si trova nella relazione che abbiamo stabilito con il denaro, poiché accettiamo pacificamente il suo predomino su di noi e sulle nostre società. La crisi finanziaria che attraversiamo ci fa dimenticare che alla sua origine vi è una profonda crisi antropologica: la negazione del del primato dell’essere umano!Abbiamo creato nuovi idoli. L’adorazione dell’antico vitello d’oro (cfr Es 32,1-35) ha trovato una nuova e spietata versione nel feticismo del denaro e nella dittatura di una economia senza volto e senza uno scopo veramente umano. La crisi mondiale che investe la finanza e l’economia manifesta i propri squilibri e, soprattutto, la grave mancanza di un orientamento antropologico che riduce l’essere umano ad uno solo dei suoi bisogni: il consumo».

A tutti, anche a nome della redazione, l’augurio di un 2014 guidati dalla gioia del Vangelo. 

P.S.P
Ovvero post scriptum pubblicitario. Questa settimana il Corriere esordisce anche con il full color ed una nuova impostazione grafica. Se sei un sostenitore di questo blog e ci tieni ad essere informato sulla vita della comunità diocesana ti invito ad abbonarti. Costa soltanto 40 euro!

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