12 giugno 2014

7 priorità per ridare slancio al sistema imprenditoriale e occupazionale valdostano


Sono sette le priorità che le associazioni valdostane rappresentative delle Attività produttive valdostane (ADAVA, AGCI Valle d’Aosta, Confindustria Valle d’Aosta, Confcommercio Valle d’Aosta, CNA Valle d’Aosta, Confartigianato Valle d’Aosta, Associazione degli Artigiani della Valle d’Aosta, Coldiretti Valle d’Aosta, Fédération des Coopératives Valdôtaines, Legacoop Valle d’Aosta, e R.ETE Imprese Italia della Valle d’Aosta), insieme alla Consulta delle professioni, porranno all’attenzione della nuova Giunta regionale nel corso di un prossimo incontro, richiesto con l’obiettivo ridare slancio al sistema imprenditoriale valdostano che ha visto sommare alla congiuntura negativa anche una paralisi politica.

«Esprimiamo la nostra soddisfazione – spiega la portavoce delle associazioni, nonché presidente di
Confindustria Monica Pirovano –– per la fine di uno stallo politico che di fatto ha bloccato l’attività legislativa ed esecutiva di Consiglio regionale e Giunta. Ora però bisogna cercare di recuperare il tempo perduto senza ulteriori indugi. Quello che sottoporremo al presidente Rollandin e ai suoi Assessori non è e non vuole essere un ‘cahier des doléances’. Tutt’altro. Attraverso l’individuazione di soluzioni o percorsi di miglioramento, esso vuole rappresentare una proposta costruttiva da cui partire per dare delle risposte concrete e immediate a chi produce ricchezza e occupazione in Valle d’Aosta».

«Caso più unico che raro, credo, tutto il mondo produttivo valdostano – ha aggiunto Pirovano  - ha deciso in maniera compatta di individuare sette problematiche che, se risolte, consentiranno alla Valle d’Aosta di segnare un momento di svolta produttivo, occupazionale e sociale. E per meglio intendere la portata storica di questo documento, è bene ricordare che le associazioni che lo hanno redatto e approvato all'unanimità rappresentano 13.365 imprese, ossia 55.200 occupati, oltre a 4.326 liberi professionisti, in grado di produrre un PIL di 3.829,3 milioni di euro, il quale porta alle casse regionali, attraverso l’Irap, 76 milioni e 861.709 euro».

Il documento che verrà sottoposto al Governo regionale evidenzia al Punto 1 le difficoltà nell'accesso al credito che impediscono alle imprese di investire, e quindi di crescere oltre che di pagare i debiti e salvaguardare i posti di lavoro. In particolare si chiede l’istituzione di un fondo di garanzia rotativo volto a supportare il credito alle imprese da parte degli istituti, con lo scopo di assicurare nel breve termine maggiore liquidità alle stesse. Le imprese potrebbero così onorare i loro debiti (fornitori, dipendenti ecc.) creando un circolo virtuoso che consente di immettere sul mercato “del denaro fresco”.

Il Punto 2, invece sottolinea la carenza dell’incontro tra mondo del lavoro e scuola. Per far fronte a tale necessità individua 15 diverse proposte che, se attuate, potrebbero, fra l’altro migliorare l’occupabilità dei lavoratori, mettere in atto azioni tese ad innalzare il livello di competenze, di istruzione e di formazione della popolazione e realizzare un modello valdostano di istruzione che connoti la nostra regione come laboratorio all'avanguardia nel campo dell'educazione.

Il tema della disoccupazione giovanile è analizzato al Punto 3 in cui si suggerisce un percorso di
avvicinamento e sostituzione graduale tra giovani e pensionabili attraverso l’attivazione di un intervento sperimentale a beneficio dei lavoratori prossimi al pensionamento, a fronte dell’assunzione di giovani con contratto di apprendistato e/o a tempo indeterminato.

Di fronte alla ormai costante riduzione delle risorse disponibili il Punto 4 suggerisce un miglior utilizzo delle stesse con destinazioni basate sull'effettivo ritorno sul PIL.

Il Punto 5 è di contro una richiesta di aiuto non onerosa, ma limitata a un chiarimento sulla situazione dei Fondi di rotazione e alla non crescita dei tassi sui finanziamenti regionali.

D’altro canto, il Punto 6 coinvolge Università, la Ricerca e lo Sviluppo, con una richiesta di riforma
dell’Ateneo valdostano che lo porti a perseguire una specializzazione estrema legata al contesto geografico, economico ed imprenditoriale della nostra Regione.

Infine, al Punto 7 si affronta il tema della burocrazia, ormai diventata oltre che spesso inutile, anche
un’eccessiva fonte di costo. A titolo d’esempio si porta la Regione Lombardia: qui si stima che ai 45 giorni lavorativi del singolo imprenditore dedicati allo smaltimento degli adempimenti burocratici se ne debbano aggiungere altri 28 impiegati per gli stessi fini dai suoi dipendenti. 

1 commenti:

Fabrizio Favre on 20 giugno 2014 16:46 ha detto...

Mini-aggiornamento
http://www.aostasera.it/articoli/2014/06/20/32078/crisi-saranno-aperti-dei-tavoli-di-confronto-sulle-sette-priorita-degli-imprenditori

Sarà... ma a me i tavoli di confronto fanno sempre pensare a tempi lunghi...

 

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