19 febbraio 2016

Piaerantonio Genestrone (#Confcommercio): «Più professionalità e più voglia di fare rete»

A destra Pier Antonio Genestrone
Questa settimana proponiamo l'intervista a Pierantonio Genestrone, Presidente di Confcommercio.

Quest'anno l'associazione festeggia 70 anni di vita. Come li avete festeggiati?
Si tratta di una ricorrenza nazionale che è stata portata in tutte le regioni e il tour si conclude con noi. Li abbiamo festeggiati il 6 di febbraio, all'Hotel Billia, presente il Presidente nazionale di Confcommercio Gianfranco Sangalli e i vicepresidenti nazionali oltre a tutte le autorità nazionali.

Non dico in 70 anni, ma negli ultimi dieci anni come è cambiato il Commercio in Valle d'Aosta?
In 70 anni è cambiato tutto nel mondo e in Italia non soltanto in Commercio e in questi ultimi 10 è nota la crisi che abbiamo attraversato che non reputo una crisi soltanto economica ma epocale. E' cambiato il sistema di vita e anche quello di fare commercio. Di conseguenza occorre mettersi in linea con i tempi perché quello che c'era fino a qualche anno fa è completamente sparito.

Dal vostro osservatorio come è lo stato di salute del settore?
La Valle d'Aosta ha una industria sola che deve essere implementata, migliorata e modificata ed è il turismo. Il Signore ci ha dato una Valle impareggiabile per bellezze naturali, ma non abbiamo mai trasformato il sistema di fare turismo in un percorso industriale. E' sempre stato un insieme di iniziative neanche legate fra di loro che sì hanno dato visibilità alla Valle, basta pensare al rinnovo di tutti gli impianti di risalita, il fenomeno Sky way, evidentemente però non c'è mai stato un progetto univoco che in qualche modo percorreva la strada del turismo. Questo è il primo impegno che dobbiamo prendere per il futuro anche in mancanza delle risorse che come sappiamo avevamo nel passato e, quindi, dobbiamo fare rete sapendo che non è più possibile farlo con le risorse economiche ma con le idee e la crescita professionale.

Analizzando le varie tipologie chi sta meglio e chi sta peggio?
Partiamo dal presupposto che questa è una Valle piccola e cioè che al di fuori dei picchi turistici siamo sempre 120mila abitanti. Il commercio e non solo, aggiungiamo i pubblici esercizi, i campeggi e quant'altro, e la collaborazione in atto da sempre con l'Adava dà vita ad un pacchetto unico. Il sistema di fare commercio e distribuzione è cambiato nel tempo. Non dimentichiamoci che per scelta europea, nei limiti delle regole sulla concorrenza, esiste anche la possibilità di aprire dei supermercati o comunque delle aree commerciali riconducibili alla grande distribuzione. E allora come può sopravvivere il commerciante? Migliorando in professionalità e stando dietro ai tempi. Fra i tanti problemi che abbiamo c'è l'e-commerce che la fa da padrone. E allora come riusciamo a mantenere il piccolo commercio? Soltanto crescendo professionalmente e occupando quegli spazi di volontà del pubblico di avvicinarsi al negozio piuttosto che comprare la giacca o l'elettrodomestico via e-commerce.

Qualche consiglio ad un giovane che vuole dedicarsi all'attività commerciale?
Tanti anni fa io avevo la possibilità di fare il bancario. Mio padre è nato commerciante e io ho scelto la strada di fare il commercio che da una parte è autonomia di scelta, ma dall'altra è molta fatica perché noi siamo sommersi oggi più che mai da burocrazia, cosa che deve cambiare, che ci impegna tantissimo. Inoltre oggi si deve crescere più che mai in professionalità. Quindi al giovane dico fare l'imprenditore è una scelta di autonomia ma anche difficile di sopravvivenza.

In Valle d'Aosta come il rapporto con la Grande distribuzione?
Noi abbiamo in accordo con la Regione legiferato in materia cercando di limitare se non bloccare la nascita di altri centri commerciali o di insediamenti della Grande distribuzione. E' stata una scelta di cui sono stato sempre grato alla parte politica ma che purtroppo il Governo nazionale ricorrendo alla Corte Costituzionale ha bocciato legandosi al criterio di liberalizzazione voluto dall'Unione europea. Allora abbiamo spostato la nostra attenzione sul fatto che comunque le strutture della Gdo debbano sottostare alle regole previste dal piano urbanistico comunale. Da quel periodo ad oggi, anche per la crisi probabilmente, non abbiamo avuto altre iniziative di questo tipo. Speriamo che sia così sapendo che la concorrenza non si fa piangendo ma con la professionalità e il fare rete, aspetto, quest'ultimo, difficile in questa Valle, che per cultura è popolata da persone molto individualiste e potate a gestire il proprio orticello. Oggi occorre un campo di tanti orticelli che fanno rete tra loro. Altrimenti non si va da nessuna parte.

Con l'amministrazione regionale c'è qualche tema di confronto?
Io parlo sempre di turismo e commercio e, in proposito ci sono due temi per noi importanti, uno condiviso e uno un po' meno. Il primo riguarda il fatto che nell'ultimo Consiglio regionale del 2015 l'Assessore al Turismo, Aurelio Marguerettaz, ha annunciato la creazione di un ente di scopo che dovrebbe gestire al di fuori dei confini regionali l'immagine della Valle d'Aosta. Non conosciamo ancora i contenuti di questa legge ma approviamo il fatto che il turismo debba essere gestito globalmente. Si esce dalla Valle con un pacchetto unico per vendere la Valle d'Aosta e questo ci trova d'accordo. Siamo abbastanza in conflittualità per quanto riguarda il credito. Come tutti ben sanno la Confidi commercianti si è fusa con quella di Torino creando un polo unico del credito di Piemonte e Valle d'Aosta per gli interessi degli imprenditori in quanto più si fa massa e più si riesce ad intervenire in merito al problema del credito. Non dimentichiamoci che il 93% degli imprenditori valdostani del commercio, del turismo, dei servizi e dell'artigianato sono microimprese che da soli non possono affrontare il problema del credito e delle esigenze di cassa. Tramite questa nostra operazione potremmo garantire meglio il loro avvicinamento al credito senza ledere il criterio di rispetto delle autonomie e della nostra realtà regionale. In parole povere voglio dire che l'accordo Piemonte-Valle d'Aosta è paritario e dà visibilità alla regionalità delle due realtà.

 Per il 2016 qualche novità da annunciare?
Abbiamo ideato tre anni fa la manifestazione “Commercianti in festa” che è iniziata ad Aosta e si è allargata a tutte le realtà del centro valle. Quest'anno ripartirà questa manifestazione che vuol dire fare rete, mettere assieme i commercianti, i pubblici esercizi, le manifestazioni collaterali, promozione non solo in Valle ma pure all'estero. Un evento che riguarderà quindi Courmayeur, La Thuile, Aosta, Saint-Vincent, Châtillon, Verrès e Pont-Saint-Martin. Non è nulla di nuovo, il “fora totte” c'è in tutta Italia, ma significa comunque mettersi insieme, correre insieme, renderci conto che non dipende più soltanto dalla parte pubblica ma dalla nostra volontà di fare di conseguenza reputo questa manifestazione importante in quanto porta 600 commercianti a lavorare ad un progetto comune. Cercheremo di coinvolgere anche altre realtà con l'aiuto della Regione, della Camera di Commercio fino a quando ci sarà viste le scelte nazionali di taglio delle risorse e anche di altre realtà associative in quanto il mio impegno da decano delle presidenze è quello di far capire che la realtà di rappresentanza deve fare un tavolo di concertazione in quanto l'economia tira tira per tutti, se va male va male per tutti.

Un sogno da Imprenditore da realizzare?
Lo dico a modo mio. Smettiamola di volerci male, vogliamoci bene perché essere assieme vuol dire sopravvivere. 

0 commenti:

 

© ImpresaVda Template by Netbe siti web