9 maggio 2016

Teatro Giacosa venerdì 20 maggio: Tutto quello che sto per dirvi...è falso

Il progetto Legalità 2.0 sviluppato nel 2016 dalla Chambre rappresenta la prosecuzione del percorso  iniziato nel 2014 con il progetto "Sportello legalità - Azioni e strumenti per la trasparenza e la conoscenza". L'attuale progetto si sviluppa, infatti, da una parte sulla base dei risultati emersi alla conclusione e delle attività già svolte in passato della Chambre, e dall’altra nella direzione del coinvolgimento di cittadini e studenti, nella convinzione che la legalità sia tema che merita un approccio globale ed integrato, essendo tema che nelle sue molte declinazioni interessa tutti noi.

Per quanto riguarda le imprese, le risultanze dell'indagine condotta nel 2014 hanno evidenziato come il territorio valdostano abbia esigenze di diffusione e approfondimento di informazioni e di sensibilizzazione in materia di cultura della legalità.

Da questa esigenza è nata l’organizzazione del corso di educazione finanziaria “Datevi credito”, previsto per oggi, e proposto dall’associazione Articolo 47, che intende dare una opportunità alle imprese che desiderano avvicinarsi al mondo bancario e finanziario in modo consapevole, con un percorso di formazione dal  vivo in aula, di taglio divulgativo e pratico-operativo

E’ proseguita, inoltre, con grande soddisfazione espressa dagli interessati, la collaborazione, mediante la fornitura di accessi alle banche dati camerali e a strumenti informativi aggiuntivi, con le forze dell'ordine, la magistratura e la prefettura. Quest’anno si è anche pensato di incrementare l'utilizzo degli strumenti innovativi fornendo una formazione specifica agli utilizzatori.

La grande scommessa del 2016 è però l'educazione alla legalità di giovani e cittadinanza. Per quanto riguarda il sistema scolastico, si sono realizzate specifiche iniziative rivolte sia ai docenti sia agli studenti. Per questi ultimi sono state pensate attività di promozione strutturate in modo da catturarne l'interesse veicolando in modo più efficace il messaggio (spettacoli, animazioni). Si si sono tenuti quindi, oltre ad un corso di formazione per insegnanti, programmato per il 28 aprile, una conferenza-spettacolo, “Brutti come il debito”, programmata per la mattina del 27 aprile, anche questa realizzata dall’associazione Articolo 47, in materia di usura.

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Il progetto più ambizioso, che si rivolge, oltre alle scuole con una replica a loro dedicata, alla platea più vasta della cittadinanza, è lo spettacolo “Tutto quello che sto per dirvi è falso” , che indaga per la prima volta il business della contraffazione a 360 gradi, gli ambiti in cui il “falso” prospera (agroalimentare, moda, farmaceutica, meccanica, audio/video ecc). La protagonista, l’attrice Tiziana Di Masi della compagnia la Piccionaia, coinvolgendo anche direttamente il pubblico racconterà come, sulla contraffazione e il mercato dei falsi, ci siano molti luoghi comuni da sfatare. Lo spettacolo concluderà il Progetto Legalità 2.0, e si terrà venerdì 20 maggio, alle ore 21, presso il teatro Giacosa di Aosta.


«L’economia, come la società, è fatta di vittime e di carnefici. Le prime si aiutano, le seconde si combattono». 



Questo è il motto di uno spettacolo che ha fatto più di 100 repliche e da tre anni è in scena, compresa una data alla Camera dei deputati. Una donna sola sul palco, l’attrice Tiziana Di Masi, che coinvolgendo il pubblico racconta come, sulla contraffazione e il mercato dei falsi, ci siano molti luoghi comuni da sfatare.

Ad esempio, quello per cui la crisi sarebbe una delle ragioni per cui la gente compra i falsi anziché gli originali. Perché invece esistono molte persone ricche, in Italia e all’estero, che acquistano borse e altri pezzi contraffatti perché “identici agli originali”, senza preoccuparsi di dove e come quei pezzi siano stati prodotti. Per loro, per molti, acquistare prodotti falsi è semplicemente un gioco, una “shopping experience” di cui non valutano le conseguenze.

O che in una degustazione alla cieca si possa distinguere un olio extravergine di alta qualità da  un olio lampante trattato con betacarotene e clorofilla, le sostanze che truccano l’olio. Pochissimi percepiscono la differenza e indovinano quale tra i due è l’olio buono. Non è colpa loro, perché chi si occupa di contraffazione e sofisticazione alimentare è sempre più abile. Non illudiamoci di essere sempre in grado di individuare i falsi…

Insomma, uno spettacolo che oltre a raccontare ad ogni replica i dati (impressionanti) sulla repressione della contraffazione, che c’è ed è necessaria, cerca di portare avanti un investimento culturale concreto, senza il quale il fenomeno continuerà a prosperare. La contraffazione finirà quando la gente smetterà di comprare i falsi, scegliendo ciò che è vero (in ogni fascia di prezzo) e premiando chi segue le regole, versa i contributi ai lavoratori, paga le tasse. Per farlo, le persone devono essere informate e consapevoli. Il teatro serve anche a questo.

Con Tutto quello che sto per dirvi è falso il teatro civile e d’informazione indaga per la prima volta il business della contraffazione a 360 gradi, gli ambiti in cui il “falso” prospera (agroalimentare, moda, farmaceutica, meccanica, audio/video ecc) e assicura utili alle mafie che lo gestiscono.
In un palcoscenico trasformato in magazzino merci, Tiziana Di Masi alterna racconto e interazione con il pubblico nella costruzione di un appassionante show multimediale. Le sua parole accompagnano le immagini dello sfruttamento dell’uomo sull’uomo, le riprese di irruzioni in laboratori clandestini indegni di un Paese civile, il contatto diretto con l’industria del falso che si fa sistema economico malato in grado di contagiare la parte sana dell’economia.

Lo spettatore tocca, assaggia, indossa, gioca, ride, impara cose nuove.

È un viaggio nel cuore del fenomeno attraverso le testimonianze di chi lo subisce e di chi lo combatte, nella consapevolezza che c’è una guerra in atto e che questa guerra si può vincere soltanto diventando consumatori consapevoli e responsabili, accettando la propria identità e isolando l’industria del falso inteso come negazione dell’autenticità della vita.
Il consumatore ha il potere di scegliere.

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