21 giugno 2016

#Arer: approvato il #bilancio consuntivo

Patrizia Diemoz
Il Cda dell'Azienda Regionale Edilizia Residenziale (ARER) ha approvato il bilancio consuntivo dell’esercizio 2015 che chiude con un avanzo d’amministrazione di 1.517.000 euro. Dal documento contabile si rileva che le entrate ammontano complessivamente a 6.837.900 euro mentre le spese sommano a 6.773.000 euro per cui la gestione di competenza evidenzia un avanzo di 64.900 euro. Le spese correnti ammontano a 2.692.400 euro e riguardano principalmente il personale per 950.900 euro, l’amministrazione degli stabili per 133.700 euro, la manutenzione dei fabbricati per 765.700 euro, nonché gli oneri tributari per 616.000 euro; le entrate correnti ammontano a 2.794.600 euro e derivano soprattutto dai canoni di locazione per 1.951.900 euro, dai corrispettivi per i servizi erogati per 300.600 euro e dagli interessi attivi per 343.800 euro. Le spese d’investimento ammontano complessivamente a 1.032.000 euro e rappresentano il 15,6% del totale delle spese.
Nel corso dell’anno l’ARER ha dato attuazione al Piano Operativo nell’ambito del quale spicca l’avvenuta sottoscrizione dell’Accordo di programma tra il Comune di Aosta, la Regione e l’ARER per l’affidamento all’Azienda della gestione del patrimonio di e.r.p. di proprietà comunale. 
«Riconosco – afferma la Presidente Patrizia Diemozche l’attuazione dell’Accordo di programma sia piuttosto complessa e impegnativa, poiché va a toccare una pluralità di aspetti, e proprio per questo auspico che ogni Ente coinvolto svolga le attività di competenza rispettando puntualmente il crono programma concordato. Sempre nel 2015 è stata realizzata la nuova struttura nel comune di Arvier, costata complessivamente un milione di euro, che consiste in n. 6 alloggi già consegnati agli assegnatari. Durante l’anno sono stati appaltati i lavori di recupero degli alloggi di proprietà dell’Azienda ubicati nel fabbricato sito in Via Chanoux nel comune di Saint Pierre. L’intervento consentirà di reimmettere 6 alloggi e 6 autorimesse attualmente sfitti nel circuito delle locazioni ERP. Nel corso del 2015 sono stati approvati anche il progetto esecutivo e la procedura di affidamento dell’intervento di manutenzione straordinaria di un fabbricato nel comune di Hône. L’intervento è finanziato con fondi erogati dalla Regione per 400.000,00 euro ed interessa prioritariamente la realizzazione di tre nuovi alloggi nel fabbricato di Via Les Bois Vuillermoz che vanno ad aggiungersi agli attuali sei, già a suo tempo realizzati nell’ambito di programmi ERP. L’intervento manutentivo comprenderà anche la riqualificazione dal punto di vista energetico dell’intero stabile». 
L’anno scorso l’ARER ha anche formalizzato un protocollo d’intesa con la Guardia di Finanza. «Ho ritenuto particolarmente opportuno – sottolinea Diemoz – sottoscrivere il protocollo con le Fiamme Gialle per avviare una collaborazione che garantisca un servizio pubblico adeguato ed efficace a beneficio di tutti i nostri inquilini. Questo atto permette all’Azienda di avere ulteriori strumenti di controllo, poiché non è accettabile che ci siano appartamenti assegnati a soggetti che hanno la titolarità ma vivono da altre parti, che nascondono le proprietà immobiliari, che tengono vuote case che potrebbero servire alle persone in lista d'attesa o che truccano le dichiarazioni dei redditi. L’obiettivo che si intende raggiungere è quello di garantire una maggior legalità a beneficio delle persone oneste che sono tante contro i cosiddetti “furbetti delle case popolari».
Un’altra iniziativa che l’ARER ha messo in atto nel 2015 riguarda la campagna di sensibilizzazione affidata al personale tecnico dell’Azienda che in appositi incontri ha illustrato agli inquilini, in modo molto semplice ma efficace, tutto quanto va o non va fatto per garantire la sicurezza negli alloggi. In occasione delle riunioni l’ARER ha anche distribuito all’inquilinato alcuni opuscoli informativi in materia di sicurezza negli ambienti domestici «poiché – sostiene la Presidente – molto spesso in casa, per disattenzione o sottovalutazione del rischio, si compiono gesti o si eseguono azioni, a volte anche inconsapevolmente, che mettono a repentaglio la nostra vita e quella di chi ci è vicino. Questi episodi possono accadere anche in fabbricati di nuova costruzione o ristrutturati e conformi a tutte le normative vigenti; inoltre in considerazione del fatto che in alcuni fabbricati c’è una significativa presenza di nuclei provenienti da Paesi extraeuropei, che notoriamente mantengono una serie di comportamenti abitudinari dei rispettivi Paesi di origine, i quali non sempre si coniugano con i nostri criteri abitativi e comportamentali, è stata richiesta la presenza di un Mediatore culturale, oltre che dei Servizi sociali della Regione, al fine di superare anche eventuali incomprensioni o l’instaurazione di conflitti ideologici». 

20 giugno 2016

Assemblea di #Confindustria Valle d'#Aosta (nuovo orario)

Poalo Giachino
Il 27 giugno, al termine dell’Assemblea Privata, si terrà l’Assemblea Generale Pubblica di Confindustria Valle d’Aosta alle 16,30 (inizialmente era alle 18 ma la concorrenza con Italia-Spagna appariva un po' antipatriottica),  in Aosta, presso la Sala Convegni della Banca di Credito Cooperativo Valdostana, Via Garibaldi n. 3. A porgere il saluto alle Autorità che interverranno sarà il Presidente, Paolo Giachino, cui seguiranno gli interventi dell’Assessore alle attività produttive, Raimondo Donzel, e del Presidente della Regione autonoma Valle d’Aosta, Augusto Rollandin.

Al termine dei lavori, si terrà il consueto “Welcome Day” ovvero la consegna dell’attestato di benvenuto per 9 nuove imprese associate a Confindustria Valle d'Aosta nel 2015.

Ad accogliere i rappresentanti delle imprese il Presidente Giachino, per la consegna dell’attestato alle new entry: Centrale Laitiere Vallée d’Aoste per la categoria Alimentari, La Cisa Trasporti Industriali S.r.l., per la categoria Trasporti, Lee Hecht Harrison S.r.l., Rina Services S.p.A., VIC Advisory S.a.S. per la categoria Servizi, Ambiente e Salute, Péaquin S.r.l. per la categoria Altre Industrie Manifatturiere, Tekno Siag S.r.l. per la categoria Metalmeccanici, ThallosJet S.r.l. per la categoria ICT e Tecnologie Innovative. 

A seguire, si terrà la consegna del premio “Eccellenze al lavoro” dedicato ai dipendenti delle aziende associate che si sono distinti per talento, professionalità e dedizione al lavoro. Un progetto nato per valorizzare lo spirito di collaborazione di squadra tra impresa e risorse umane.

#Energia: La Compagnia Valdostana delle Acque (#CVA) compra due parchi eolici in Puglia

Asja, leader nella produzione di energia da fonti rinnovabili con oltre 50 impianti realizzati e gestiti sia in Italia che all’estero, e produttrice dell’innovativo microcogeneratore TOTEM, ha venduto i suoi due parchi eolici di Laterza (TA) a C.V.A. S.p.A. (Compagnia Valdostana delle Acque).

I due impianti, per complessivi 22,2 MW, sono stati progettati, realizzati e allacciati da Asja tra il 2012 e il 2013 e, grazie agli 11 aerogeneratori Gamesa modello G97 installati, hanno già prodotto oltre 146.500 MWh di energia pulita. Ogni torre è alta circa 80 metri ed i rotori hanno un diametro di 97 metri. Sulla base delle caratteristiche di ventosità del sito è attesa una produzione annua di energia elettrica pari a circa 50 GWh.

Per questa operazione, Asja è stata assistita dal team di Corporate & Investment Banking di Banca Popolare di Bari e dall’Ufficio Affari Legali interno dell’azienda. CVA è stata assistita da Hideal Partners S.r.l. in qualità di M&A e financial advisor, e dallo studio Crowe Horwath in qualità di legal advisor. «Stiamo crescendo molto sia in Italia, sia all’estero - ha dichiarato Agostino Re Rebaudengo, fondatore e presidente di Asja - Progettare, costruire e gestire impianti che producono energia rinnovabile è il nostro business storico, l’attività di asset turnover è quindi naturale complemento per continuare a crescere».

Il Presidente di C.V.A. S.p.A. a s.u., dr. Riccardo Trisoldi ha dichiarato: «Attraverso questa acquisizione il Gruppo CVA continua nella propria crescita nell’ambito della generazione eolica, che raggiunge ora i 90MW di capacità installata, consolidando al contempo la propria posizione di spicco nella generazione di energia da fonti rinnovabili in Italia, raggiunta attraverso un piano di investimenti che negli ultimi anni è stato caratterizzato da realizzazioni di impianti non solo idroelettrici, ma anche fotovoltaici ed eolici». 

Da sapere su Asja Ambiente Italia 
Asja Ambiente Italia Spa www.asja.energy dal 1995 progetta, costruisce e gestisce impianti, tecnologicamente avanzati, per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili: biogas, eolico, fotovoltaico. Con oltre 200 MW di potenza installata in Italia e all’estero, Asja riduce le emissioni dei gas ad effetto serra responsabili dei cambiamenti climatici e fornisce ogni anno 550 GWh di energia verde. Asja, attraverso Totem Energy, produce e commercializza la linea di microcogeneratori ad alto rendimento TOTEM, progettati per garantire il massimo dell’efficienza energetica.

Sulla home del #Sole24Ore di oggi

In mezzo a Brexit e ballottaggi sulla home (almeno per ora) del Sole 24 Ore di oggi trovi anche un mio articolo. 

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18 giugno 2016

#Ascomfidi Nord Ovest lancia #EquitySartup

Da sinistra Pasquale Sinatra  Paolo Ferré Maria Luisa Coppa Carlo Nebiolo Pier Luigi Genta e Alessandro Violante
E' stata presentata giovedì 16 giugno, presso il salone di Palazzo Visconti in Milano, “EquityStartup”, piattaforma di “equity crowdfunding”, un mercato di capitali digitale attraverso il quale le imprese possono raccogliere risorse finanziarie da investitori individuali o professionali in cambio di quote capitale. 

L'iniziativa è stata promossa da AscomFidi Nord-Ovest, la cui piattaforma è stata autorizzata dalla Consob. Presenti, oltre al presidente di AscomFidi Nord-Ovest Carlo Nebiolo, il vicepresidente Pier Luigi Genta e il direttore e vicedirettore Pasquale Sinatra e Alessandro Violante. 
Al tavolo degli oratori, rappresentanti del commercio, grande industria e banche. Nebiolo, presidente Ascomfidi Nord-Ovest, ricordando che le nuove imprese trovano difficoltà nell'individuazione di canali di finanziamento adeguati, ha affermato pertanto che c'era la necessità di nuove soluzioni, “ed è quello che abbiamo voluto fare con EquityStartup”, mentre il vicepresidente Genta, confermando l'importanza di questa iniziativa, ha sostenuto che la presentazione di Crowdfunding è stata fatta a Milano poiché questa città è la capitale della finanza, “ma sicuramente a breve sarà presentata anche in Valle d'Aosta, dove saranno invitate tutte le autorità e tutti gli operatori del settore”. 

Oltre ai vertici di Ascomfidi Nord-Ovest, sedevano al tavolo degli oratori Paolo Ferré, presidente FederAscomFidi e incaricato delle politiche del credito di ConfCommercio, Fabrizio Barini, Head of Bussiness Development e Intermonte SIM, Alessandro Lerro, presidente Associazione Italiana Equity Crowdfunding, e Luciano Tommasi, Head of New Ventures Initiatives ENEL.

17 giugno 2016

Giornata Economia 3 - Un'analisi territoriale

Propongo a puntate (questa è la terza e ultima) una ricca sintesi, fatta dagli stessi interessati, del lavoro svolto dall'Osservatorio economico e sociale della Regione Autonoma Valle d’Aosta (Dario Ceccarelli) e dall'Ufficio studi ed informazione economica della Chambre Valdôtaine (Claudia Nardon e Maria Angela Buffa).

L’APPROFONDIMENTO: UN’ANALISI TERRITORIALE
UNA PROSPETTIVA 
TERRITORIALE SUB-REGIONALE
Nonostante la crescente globalizzazione, si stanno facendo strada studi ed analisi che considerano il territorio come una dimensione strategica importante. La crisi economica, sociale e culturale che stiamo attraversando, incentiva i territori, in particolare quelli montani quale quello regionale, ad intraprendere percorsi di sviluppo prevalentemente fondati sulla qualità, sulla sostenibilità e sulla valorizzazione di risorse.
Rispetto a questi orientamenti è pertanto opportuno approfondire la conoscenza delle peculiarità territoriali. In questo senso, abbiamo operato un tentativo di individuazione di aree che presentavano nessi economici, sociali e culturali che potevano essere ricondotti a unità. Abbiamo così ripartito i diversi comuni regionali rispetto a aree territoriali sub regionali omogenee, che prescindono da quelle disponibili definite in via amministrativa, che tenessero conto della specifica dimensione sociale del territorio e che potessero dare conto del modello insediativo regionale.
La ripartizione per aree adottata è dunque la seguente :
AREA
COMUNI
AOSTA
AOSTA
CINTURA URBANA
CHARVENSOD – GRESSAN – POLLEIN - SAINT-CHRISTOPHE SARRE
ALTRI COMUNI ASSE CENTRALE
ARNAD - ARVIER -- BARD
CHAMBAVE - CHAMPDEPRAZ
CHATILLON – DONNAS- HONE
ISSOGNE – MONTJOVET - PONTEY
PONT-SAINT-MARTIN -
SAINT-VINCENT- VERRES
CAMPAGNA URBANIZZATA
AYMAVILLES - BRISSOGNE
FENIS - JOVENCAN
NUS - QUART
SAINT-MARCEL
SAINT-PIERRE - VILLENEUVE
MEDIA MONTAGNA
ALLEIN - ANTEY-ST-ANDRE' - AVISE
CHALLAND-ST-ANSELME
CHALLAND-ST-VICTOR - DOUES
EMARESE- ETROUBLES - FONTAINEMORE
GABY - GIGNOD
INTROD - ISSIME
- LA SALLE- LILLIANES - MORGEX
PERLOZ – PONTBOSET- PRE'-SAINT-DIDIER -
- ROISAN - SAINT-DENIS - SAINT-NICOLAS
VALPELLINE - VERRAYES
ALTA MONTAGNA NON TURISTICA
BIONAZ – CHAMOIS- LA MAGDELEINE- OLLOMONT- OYACE
RHEMES-ST-GEORGES SAINT-OYEN
SAINT RHEMY EN BOSSES- VALGRISENCHE - VALSAVARENCHE
ALTA MONTAGNA TURISTICA
AYAS – BRUSSON - CHAMPORCHER - COGNE – COURMAYEUR - GRESSONEY- LA-TRINITE'
GRESSONEY-ST-JEAN - LA THUILE
RHEMES-NOTRE-DAME -- TORGNON
VALTOURNENCHE


IMPRESE E TERRITORIO: SINTESI DI CONFRONTO FRA AREE
L’area che presenta il maggior numero di imprese è Aosta, dove si concentra quasi un quarto delle imprese valdostane (24,4%), seguita dagli altri comuni dell’area centrale (20,5%); tuttavia l’area più densamente popolata di imprese in rapporto alla popolazione risulta essere quella dell’alta montagna turistica, dove si contano ben 191 imprese registrate ogni 1.000 abitanti (la media Italia è di 99,6). In termini di imprese, il settore delle costruzioni predomina o ricopre ruoli rilevanti in quattro aree su sette.
Se lo stock di imprese valdostane ha subìto complessivamente una flessione del 2,5%, dalla disamina per area si evince che, benché tutte siano state interessate da un decremento, il calo maggiore è stato registrato per la campagna urbanizzata (-3,3%). Meno intaccata dalla contrazione è risultata l’area dell’alta montagna: la non turistica (-1,1%), che presenta la fetta più piccola di imprese, e la turistica (-1,6%) .
Le aree con la maggiore quantità di imprese individuali sono la media montagna e l’alta montagna non turistica che contano anche le quote più basse di imprese non di micro dimensioni.
Le imprese più longeve si trovano nell’ alta montagna turistica, prevalentemente nel turismo e nel commercio, e nell’area di Aosta, principalmente nel commercio.
Le imprese femminili sono maggiormente presenti nell’area dell’alta montagna non turistica, nei settori di alloggio e ristorazione e agricoltura.
Le giovanili sono più rappresentate nella media montagna, nei settori costruzioni e agricoltura. Le straniere sono più concentrate nell’area di Aosta, nei settori delle costruzioni e del commercio.
Da un raffronto di più lungo periodo, è l’asse centrale ad aver perso la maggiore quantità di imprese, seguito dalla media montagna che è anche quella che ha visto peggiorare maggiormente il rapporto tra imprese e popolazione residente. Ad eccezione dell’area di Aosta, nella quale le imprese individuali si sono lievemente incrementate, le altre aree presentano delle percentuali inferiori, il che testimonia una mutata composizione del tessuto imprenditoriale.
DEMOGRAFIA, DOMANDA DI LAVORO E FLUSSI TURISTICI NELLA PROSPETTIVA TERRITORIALE
Aspetti demografici
La gran parte dei residenti, circa tre quarti della popolazione si concentra, come noto, sull’asse centrale, circa il 14% nella media montagna e il restante 11% nell’alta montagna. La media montagna, insieme alla cintura urbana ed alla campagna urbanizzata sono le realtà dove è maggiore la quota di giovani di età inferiore ai 15 anni. L’alta montagna e nuovamente la cintura urbana e la campagna urbanizzata sono le aree dove l’incidenza della popolazione in età lavorativa è più elevata, mentre Aosta evidenzia la quota maggiore di ultrasessantacinquenni. Osserviamo altresì che l’incidenza dei residenti con cittadinanza straniera è più elevata nell’asse centrale, in particolare nell’area di Aosta e negli alti comuni dell’asse centrale, ma anche nella montagna turistica.
Se la distribuzione della popolazione è un dato sufficientemente conosciuto, certamente meno si conosce sulle dinamiche demografiche. La natalità nel periodo 2007-2014 appare maggiore nella media montagna e nelle aree a ridosso del capoluogo (cintura urbana e campagna urbanizzata). D’altra parte si tratta delle sole aree che presentano saldi demografici positivi, che uniti ad una dinamica migratoria più intensa, portano a tassi di incremento della popolazione maggiori.
I fabbisogni occupazionali
Anche la domanda di lavoro, misurata in questo caso attraverso le assunzioni, si concentra prevalentemente sull’asse centrale (57,6%), ma risulta significativa anche per l’alta montagna (poco meno del 25%, una quota non molto dissimile dai fabbisogni occupazionali espressi da Aosta). Per questa specifica dimensione si è dovuto tenere conto anche del fatto che una quota dell’offerta di lavoro regionale è impiegata in sedi di lavoro al di fuori della regione.
In termini dinamici, osserviamo che nel corso dell’ultimo anno la domanda di lavoro di flusso evidenzia un’importante crescita nell’alta montagna, dovuta esclusivamente alla montagna turistica, mentre nelle altre aree regionali si contrae, anche se Aosta e l’area urbana mostrano una crescita significativa.
Anche in una prospettiva temporale di più lungo periodo (per ragioni metodologiche in questo caso 2009-2015), in larga parte in ragione delle caratteristiche della crisi più volte richiamate, le aree che vedono rafforzare maggiormente la domanda di lavoro sono l’asse centrale e l’alta montagna, specificatamente quella turistica.
È interessante, infine, notare come la domanda di lavoro soddisfatta dall’offerta di lavoro non residente si sia contratta in misura maggiore di quella regionale, soprattutto nel lungo periodo.
I flussi turistici
In ragione della metodologia utilizzata per la costruzione delle aree, i flussi turistici risultano concentrati principalmente nella montagna turistica, la quale nel 2015 da sola spiega oltre la metà degli arrivi e quasi il 60% delle presenze.
Tuttavia, è altrettanto rilevante rimarcare come anche altre aree stiano definendo un proprio profilo turistico, evidenziando dinamiche positive, soprattutto nel medio periodo. È questo ad esempio il caso della media montagna che tra il 2007 ed il 2015 registra una dinamica particolarmente positiva, sia per gli arrivi, sia per le presenze.


Giornata economia 2 - Mercato del #Lavoro, Benessere economico e Coesione sociale

Propongo a puntate (questa è la seconda) una ricca sintesi, fatta dagli stessi interessati, del lavoro svolto dall'Osservatorio economico e sociale della Regione Autonoma Valle d’Aosta (Dario Ceccarelli) e dall'Ufficio studi ed informazione economica della Chambre Valdôtaine (Claudia Nardon e Maria Angela Buffa).


IL MERCATO DEL LAVORO

Il quadro che caratterizza la regione a inizio 2016, pur manifestando alcuni segnali di miglioramento, permane segnato da una fase di grande incertezza, da un’elevata disomogeneità e conferma la presenza di difficoltà settoriali e la persistenza di fenomeni di criticità sul mercato del lavoro. Nello specifico, il mercato del lavoro per il 2015 evidenzia segnali non lineari che determinano un risultato finale che, rispetto all’anno precedente, ci restituisce un quadro sostanzialmente invariato nei suoi principali aggregati. La prima parte dell’anno ha mostrato tendenze maggiormente positive, vanificate da un secondo semestre più critico. Ne consegue che, nonostante si siano evidenziati alcuni modesti segnali di arresto della caduta, permangono ancora trend critici.
Nel 2015 gli occupati sono mediamente pari a circa 54.800 unità, le forze di lavoro si attestano a 60.200 unità, mentre l’area della disoccupazione interessa, in media, circa 5.300 unità. Rispetto all’anno precedente i dati indicano una modesta diminuzione degli occupati (-0,5%), a cui è corrisposta una più elevata contrazione della partecipazione, in quanto le forze lavoro sono diminuite dello -0,6% rispetto all’anno precedente. Questi andamenti hanno quindi prodotto una riduzione quantitativamente contenuta delle persone in cerca di occupazione (-1%), interrompendo però una fase di crescita costante che si protraeva dal 2010.
In termini comparativi osserviamo che, pur in presenza di forti tensioni occupazionali, i principali indicatori del mercato del lavoro confermano che la regione si colloca su posizioni di eccellenza nel panorama italiano. In particolare, si può notare che il tasso di occupazione è inferiore soltanto a quelli della Provincia di Bolzano e della Regione Emilia-Romagna, è allineato a quello della Provincia di Trento, è di molto superiore a quello medio italiano, oltre che essere migliore di quello relativo al complesso del nord ovest. Per contro, il tasso di disoccupazione resta inferiore di quello di gran parte dei territori considerati, superiore però a quelli delle Province di Trento e di Bolzano e della Lombardia, allineato a quello del nord ovest, ma inferiore e a quello medio italiano.
Il quadro dei principali indicatori del mercato del lavoro risulta sostanzialmente stazionario, con il tasso di attività (15-64 anni), attestato anche per il 2015 al 72,8%, il tasso di occupazione 15-64 anni al 66,2% e il tasso di disoccupazione fermo all’8,9%.
Questi risultati sono, tuttavia, dovuti a trend contrapposti, con una situazione che migliora per la componente femminile, la quale registra un aumento del tasso di occupazione. Per contro, la componente maschile registra una contrazione del tasso di attività unitamente alla riduzione del tasso di occupazione, che danno luogo ad una nuova crescita del tasso di disoccupazione.
Andamenti disomogenei si osservano anche settorialmente, con l’industria che evidenzia una contrazione dei propri posti di lavoro nel corso dell’ultimo anno (-5,4%), dovuta in larga parte alla dinamica particolarmente critica dell’edilizia (-9,2%), mentre la domanda di lavoro cresce nel settore terziario (+0,7%), in particolare nelle attività commerciali e turistiche (+6%).
Osserviamo altresì che nel 2015 il lavoro alle dipendenze si espande (+0,3%), a fronte però di una nuova contrazione del lavoro indipendente (-2,9%). Inoltre, un ulteriore andamento contrastante è dato dal fatto che l’occupazione stabile si riduce (-0,7%) e quella a tempo determinato cresce del 6,8%. Segnaliamo, altresì, un’espansione dei posti di lavoro con orario part-time (+6,4%), prevalentemente determinata dalla componente maschile (+14,4%), nonostante interessi anche quella femminile (+4,1%) che continua a rappresentare la componente più importante dell’occupazione part time. (quasi 3 donne su 10 occupate sono impiegate in un lavoro con orario ridotto).
Segnali incoraggianti possono poi essere tratti dalle dinamiche dei fabbisogni occupazionali misurati attraverso le assunzioni registrate dai dei Centri per l’impiego.
Su queste basi si può, infatti, osservare che nel 2015 le assunzioni si attestano su di un valore non molto dissimile dall’anno precedente (+0,3%), ma anche in questo caso il saldo finale sconta dinamiche eterogenee. Infatti, la componente femminile (+2,2%) mostra performance migliori di quella maschile (-1,8%)
Rispetto ai dati occupazionali, emergono invece alcune differenze rilevanti che si può ipotizzare essere l’espressione, ancorché piuttosto “timida”, dell’emergere di segnali di ripresa della domanda di lavoro che i dati di stock non riescono ancora a cogliere.
Infatti, il settore industriale mostra una importante crescita dei fabbisogni occupazionali (+8,2%), ma se considerata al netto delle costruzioni l’aumento risulta pari al +23,4%. Il settore terziario evidenzierebbe una battuta di arresto della domanda di lavoro di flusso (-0,5%), ma tra le sue componenti quella ricettiva alberghiera è in crescita (+7,1%).
Anche guardando al carattere dell’occupazione, i dati delle assunzioni mostrano alcune discontinuità. Segnaliamo, in particolare, la crescita del lavoro a tempo indeterminato (+48,4%), la cui incidenza sul totale della domanda di flusso resta però ancora modesta (15%) e pertanto, presumibilmente anche per questo motivo, si riproduce con difficoltà sullo stock degli occupati.

BENESSERE ECONOMICO E COESIONE SOCIALE

Il permanere, seppure con intensità attenuata, di una crisi economica senza precedenti, influenza la fascia di popolazione esposta ai rischi di esclusione e di povertà.
Nonostante che il reddito medio annuo pro-capite in Valle d’Aosta, secondo gli ultimi dati disponibili (anno 2014), risulti ancora superiore di circa il 15% rispetto alla media nazionale, nel corso dell’ultimo anno ha registrato una contrazione (-0,8%). Tuttavia, la nostra regione è una delle realtà con la minore diseguaglianza reddituale: il reddito posseduto dal 20% della popolazione con i redditi più alti è di 3,6 volte quello posseduto dal 20% con i redditi più bassi ( 5,8 Italia e 4,6 per la ripartizione Nord).
Come si è visto, i dati di previsione sui consumi delle famiglie indicano una ripresa che troverebbe conferme dall’indagine Istat sui consumi correnti delle famiglie, da cui emerge una crescita nel 2014 in Valle d’Aosta della spesa media mensile per famiglia (+0,8%) dopo un biennio di contrazione.
Un leggero miglioramento della situazione viene registrato anche dagli indicatori di natura soggettiva, misurati attraverso una specifica indagine dell’Istat. Infatti, nel 2015 la percentuale di persone che giudicano la propria situazione peggiorata rispetto all’anno precedente si riduce sensibilmente, così come si riduce la percentuale di coloro che ritengono di disporre di risorse economiche inadeguate.

Segnali positivi vengono poi anche dai dati di deprivazione che vedono una riduzione: sia delle persone a rischio di povertà o esclusione sociale residenti in Valle d’Aosta, sia degli individui che vivono al di sotto della soglia della povertà relativa.

#Delibere di Giunta (349) - Standard FER



ATTIVITA’ PRODUTTIVE, ENERGIA E POLITICHE DEL LAVORO

Standard FER
È stato approvato lo standard formativo e professionale per l’attività di installazione e manutenzione straordinaria degli impianti alimentati da fonti energetiche rinnovabili (FER).
BILANCIO, FINANZE E PATRIMONIO

Nuvolari in Valfidi
E’ stato nominato rappresentante della Regione nel Consiglio di amministrazione di Valfidi il dirigente dell’Assessorato al Bilancio Roberto Nuvolari

La #Torrefazione Caffè #Ollietti-Lucianaz scelta da #DeLonghi per la guida «L'eccellenza delle torrefazioni italiane» (scarica gratis la guida)


La Torrefazione Caffè Ollietti-Lucianaz di Charvensod è una delle 25 torrefazioni italiane scelte per far parte de “L’eccellenza delle torrefazioni italiane”, la prima guida digitale, realizzata da De’Longhi e Slow Food Educazione.

La scelta delle torrefazioni da inserire nella guida è stata difficile e complicata: Gabriella Baiguera, autrice ed esperta di caffè, ha girato l’Italia per circa 3 mesi durante i quali ha raccolto le storie, studiato i metodi di lavorazione del caffè, valutato le origini o miscele proposte e solo al termine di questo importante lavoro ha selezionato le migliori 25 che sono oggi presenti ne “L’eccellenza delle torrefazioni italiane”.

«La storia del caffè in Val D’Aosta - si legge in una nota - passa da Charvensod: qui vive e lavora la famiglia Lucianaz, che dal 1962 possiede lo storico marchio valdostano Caffè Ollietti, con il quale produce un caffè artigianale eccellente, in grado di soddisfare i palati più esigenti. La miscela, dal gusto intenso e rotondo, è stato ideato da Eugenio Lucianaz, decano dell’azienda, oggi ottantenne ma ancora attivo in torrefazione. Fu lui a selezionare delicate qualità di caffè Arabica dal Centro America e preziose varietà Robuste dell’Africa centrale per dare vita a una miscela raffinata, ancora oggi rinominata ed apprezzata in Val D’Aosta e non solo».

«Il segreto della qualità? Sta nel rumore del chicco ma anche nell’olfatto esperto degli artigiani. E’ la passione per il caffè – dichiara Paola Lucianaz, titolare della Torrefazione – che ci contraddistingue e che ci ha reso parte di questo primo importante progetto editoriale sull’eccellenza delle torrefazioni italiane con partner di altissimo livello come Slow Food e De’Longhi».

La guida, consultabile on line e scaricabile gratuitamente dal sito, ha l’obiettivo di orientare i cultori del caffè e i semplici appassionati, non solo nella scelta di caffè tra i migliori disponibili in Italia, ma anche nel suggerire i luoghi dove poter trovare le lavorazioni più artigianali, esclusive o storiche. 

Marco Linty (#BCCValdostana): «nel primo trimestre è tornato l'utile»

Marco Linty 
Questa settimana abbiamo intervistato Marco Linty, presidente della BCC Valdostana

Avete organizzato una serie di incontri su come sta cambiando il mondo del credito. In cosa consistevano questi incontri?
Il CDA della BCC, alla luce delle novità che hanno interessato il sistema bancario a livello nazionale negli ultimi mesi, visto che sui giornali e in televisione, non si parlava che di banche, e non se ne parla bene, vista la preoccupazione manifestata da alcuni clienti e soci della banca abbiamo deciso in un tale contesto era importante mettere in campo un’informazione chiara e completa facendo degli incontri sul territorio per informare clienti e non su temi di attualità come il nuovo sistema di salvataggio delle banche (Bail-in), la riforma delle BCC e i dati andamentali della nostra banca. Gli incontri si sono tenuti nel mese di aprile a Verres, in bassa valle, a Morgex, in alta valle e per la zona centrale a Gressan. Tali incontri sono stati moderati dal giornalista Giacomo Sado, ex capo-redattore della Rai di Aosta con interventi del giornalista del Sole24ore Morya Longo per il tema Bail-in, del sottoscritto per la riforma BCC e del Direttore generale per i fondamentali della BCC. 

Quali erano i temi più gettonati da parte dei presenti alle conferenze?
Devo dire che i partecipanti erano interessati a tutti tre i temi, questo perché tali temi avevano un filo comune che è la solidità della nostra banca. I partecipanti infatti erano principalmente risparmiatori, soci e clienti della banca, che volevano avere informazioni precise e tranquillizzanti in un momento in cui si sente parlare di risparmiatori, come quelli di Banca Etruria ad esempio, che hanno perso tutti i propri risparmi.

Il mondo del credito sembra presentare molte criticità. Quali sono i problemi veri e quelli che in realtà non hanno fondamento? Le Bcc hanno qualcosa in più o in meno delle altre Banche? Soci e Clienti possono dormire – si fa per dire- sonni relativamente tranquilli? 
Dal 1 gennaio sono entrate in vigore le nuove regole sul salvataggio delle banche e mi riferisco all’ormai noto “BAIL-IN” che tradotto letteralmente vuol dire “salvataggio dall’interno”, questo perché, in caso di dissesto di una banca, non è più possibile l’intervento pubblico, ma sono gli stessi azionisti, risparmiatori a essere toccati. Le BCC hanno però qualcosa in più, perché alle BCC non si arriverà mai ad applicare il bail-in. Grazie alla propria rete di protezione interna (una rete di solidarietà), le BCC hanno strumenti di garanzia nei confronti dei risparmiatori, dei clienti e degli obbligazionisti, anche nel caso in cui siano possessori di obbligazioni subordinate. Anche nel caso di default (commissariamento) di una di loro, i fondi di ogni BCC sarebbero garantiti dal FGI (Fondo di Garanzia Istituzionale), dal FGD (Fondo di Garanzia Depositanti e dal FGO (Fondo di Garanzia Obbligazionisti) e fino ad oggi i risparmiatori clienti delle BCC non hanno mai perso un soldo. Anche per questo le BCC sono differenti non solo a livello «pubblicitario», ma lo sono nella sostanza. Tale sistema diventerà ancora più forte, si rafforzerà con la Riforma appena approvata a seguito della quale è stato istituito un nuovo Fondo di Garanzia Temporaneo , che è un ulteriore garanzia per i risparmiatori in attesa della completa attuazione della riforma.

Torniamo a quanto Lei diceva : che le Bcc hanno senz’altro qualcosa in più delle altre banche. Mi citi allora esemplificativamente qualcosa che possa tranquillizzare di più i Vostri Clienti
Un’altra importante differenza che contraddistingue le BCC è il Fondo di garanzia degli Obbligazionisti: questo strumento permette a ogni cliente delle BCC che possiede obbligazioni ordinarie emesse dalla Banca di avere un’ulteriore garanzia fino a 100.000 euro sui propri investimenti (che le altre banche non hanno), che si aggiunge ai 100.000 euro già riconosciuti per legge a tutti i depositanti (che diventano 200.000 se vi sono 2 cointestatari)

Il 2015 in termini di bilancio non è stato un anno positivo. Cosa che devo dire, sicuramente con meno clamore, avevate già annunciato in una intervista a ImpresaVda nel gennaio del 2016. A bocce più ferme cosa possiamo dire di più rispetto ad allora?
Rispetto ad allora, abbiamo i dati definitivi relativi al 2015 in quanto il Bilancio dell’esercizio 2015 è stato approvato dall’assemblea dei soci lo scorso 20 maggio. Un bilancio che nonostante un risultato lordo di gestione positivo di circa 6,5 milioni di euro, chiude con una perdita di quasi 5 milioni di euro. Su di essa hanno inciso principalmente due elementi negativi. Il primo è un’attività di maggiore copertura dei crediti deteriorati operata nel 2015, anche per via degli sforzi richiesti da Banca d’Italia, applicando criteri di prudente apprezzamento sui rischi e tempi di recupero di quegli stessi crediti, per circa 12 milioni di euro; il secondo elemento è costituito dai versamenti che abbiamo dovuto fare al sistema bancario per gli istituti in crisi, per circa 1,5 milioni di euro. Tra questi c’è anche circa mezzo milione di euro che abbiamo dovuto versare, su richiesta del Governo, per contribuire al soccorso di altri istituti di credito (mi riferisco alle 4 ormai famose banche salvate Etruria, Marche, Ferrara e Chieti). Sottolineo inoltre che queste quattro banche non sono BCC. Si tratta comunque di un risultato, quello del 2015, da ritenersi del tutto estemporaneo e che è garantito dalla solidità patrimoniale della Banca: il patrimonio netto, dopo l’assorbimento della perdita, si attesta comunque a 49 milioni di euro. Una situazione, quindi, che ci permette di guardare con serenità al futuro.

Un anno difficile...
Devo aggiungere però che non è stato un anno perso, in quanto nel 2015 la nostra banca: ha aumentato sia la raccolta diretta (i depositi dei risparmiatori) del 2,7% passando da 638 a 655 milioni, sia la raccolta indiretta del 7% da 112 a 120 milioni; questo dato rappresenta che la fiducia dimostrata dai nostri soci e clienti risparmiatori non è venuta meno, neppure dopo le notizie di cronaca negative sulla banche di fine 2015; ha continuato a fare prestiti alle imprese e famiglie valdostane e a fine anno gli impieghi hanno avuto una leggera flessione del 1,2% passando da 506 a 500 milioni, ma tenendo conto che ha sostituito la riduzione naturale di 40/50 milioni dovuta agli ammortamenti dei mutui e finanziamenti con nuove erogazioni; altro aspetto che dimostra la fiducia nei confronti della nostra banca sono i soci che el 2015 sono aumentati del 7% passando da 9.000 a 9.620 infine segnalo che siamo presenti sul territorio con 22 filiali, 124 dipendenti con il 52% di donne. Sottolineo che questi sono gli “asset” importanti della Banca di Credito Cooperativo Valdostana.

Cosa potete dirci sull'andamento del 2016?
A oggi abbiamo già approvato i dati relativi al 1’ trimestre 2016 che confermano quanto vi ho detto prima circa la estemporaneità del risultato del 2015. Ecco i dati fondamentali: la raccolta diretta è aumentata del 5,35% passando a 690 milioni, quella indiretta del 2,10% passando a 122 milioni, gli impieghi sono in linea con quelli dello scorso anno pari a 500 milioni e i soci sono passati a 9.760 con un aumento del 1,4%; il risultato lordo di gestione del 1’ trimestre 2016 è positivo e si attesta a 1,2 milioni di euro 

Tra il 2016 e il 2017 quali novità potete annunciare come istituto?
Abbiamo approvato un nuovo piano strategico per il triennio 2016-2018 i cui elementi cardine sono: radicamento sempre più forte sul territorio regionale, continuando come sempre ad assistere famiglie e piccole imprese in Valle d’Aosta; aumento dei servizi di consulenza, per contribuire a sviluppare una conoscenza del sistema bancario e delle peculiarità delle BCC; e attenzione ai costi e alla qualità del servizio reso alla clientela attraverso la rete territoriale delle BCC. La BCC Valdostana crede profondamente nel suo essere una banca del territorio: la scelta di concentrarsi esclusivamente sulla realtà regionale le permette un’azione mirata al sostegno dell’economia reale e la creazione di una struttura forte e consolidata, anche con l’avvio della riforma del sistema delle Banche di credito cooperativo.

La prima Cassa Rurale ed Artigiana di Gressan nacque nel 1978. Vi avvicinate al quarantennale...
La Cassa Rurale ed Artigiana di Gressan, a seguito di varie fusioni con altre 4 consorelle e l’acquisizione della BVA, è diventata oggi la BCC Valdostana che ha pertanto quasi 40 anni di vita, ma che è particolarmente giovane rispetto al resto del mondo delle BCC e Casse rurali italiane che hanno 130 anni di attività. Ci avviciniamo ai 40 anni, con all’orizzonte dei cambiamenti abbastanza importanti e mi riferisco all’attuazione della riforma del credito cooperativo che è appena stata approvata. Una riforma che prevede la costituzione di un gruppo bancario a cui tutte le BCC avranno obbligo di aderire per poter continuare l’attività bancaria. Mi preme però evidenziare che, come ho avuto modo di dire negli incontri sul territorio, comunque sarà garantita l’autonomia della nostra banca come di tutte le altre 360 BCC, perché la riforma prevede che all’Assemblea dei soci delle singole Banche rimanga il potere di nominare i propri Organi sociali. Le BCC, inoltre, manterranno anche la propria licenza bancaria individuale. Altro aspetto da sottolineare è che il controllo del capitale della Capogruppo del Gruppo Bancario Cooperativo rimarrà in capo alle BCC, in quanto è stata accolta la richiesta di Federcasse secondo la quale il capitale della Capogruppo deve essere detenuto in misura almeno maggioritaria dalle BCC. L’autonomia è importante anche perché la BCC Valdostana potrà continuare a fare ciò che di importante ha fatto in questo quarant’anni, e cioè che tutta la raccolta dei risparmi fatta in Valle d’Aosta verrà reimpiegata in Valle d’Aosta, mediante prestiti alle famiglie e alle imprese valdostane.

Un minuto per chiudere. Un sogno imprenditorial-creditizio da realizzare?
Le novità sono già state tante come ho avuto modo di raccontarvi, per cui non vorrei aggiungere altro se non invitare tutti i soci e i clienti a continuare ad approfittare delle opportunità, dei servizi e dei prodotti che la BCC Valdostana mette a loro disposizione. 

16 giugno 2016

Giornata economia 1: Quadro economico e Struttura produttiva

Propongo a puntate una ricca sintesi, fatta dagli stessi interessati, del lavoro svolto dall'Osservatorio economico e sociale della Regione Autonoma Valle d’Aosta (Dario Ceccarelli) e dall'Ufficio studi ed informazione economica della Chambre Valdôtaine (Claudia Nardon e Maria Angela Buffa).

IL QUADRO MACROECONOMICO
I dati macroeconomici previsionali di fonte Prometeia sul 2015 delineano un quadro di moderato miglioramento, prevalentemente grazie ad una domanda interna più vivace.

Esaminando infatti i principali aggregati, tra il 2014 ed il 2015 il PIL della Valle d’Aosta è cresciuto dello 0,8%, più del dato nazionale (0,5%) e la variazione 2015/2016 è dell’1,2%, pari all’attesa nazionale.

Secondo la stessa fonte, il valore aggiunto si è incrementato dello 0,7% (Italia 0,3%), la spesa per consumi delle famiglie è cresciuta dell’1,3%, più del dato nazionale (1,1%) sostenuta dall’incremento del reddito disponibile in termini reali (potere di acquisto) e da una sostanziale stabilità dei prezzi al consumo.

Gli investimenti fissi lordi (+0,8%) hanno registrato variazioni moderatamente positive con prospettive di un sensibile incremento per l’anno in corso.

L’export regionale per l’anno 2015 ammonta a circa 605,7 milioni di euro e rispetto alla performance nazionale e dell’area di riferimento si dimostra più debole: la diminuzione rispetto all’anno precedente è stata dello 0,3% (Italia +3,8%, Nord Ovest +2,7%) .
I flussi più rilevanti si confermano essere quelli relativi alle vendite di metalli e di prodotti in metallo (354 milioni di euro complessivi), che incidono sempre in misura preponderante sulle esportazioni regionali, ed in particolare di prodotti della metallurgia (331 milioni), tradizionale comparto di specializzazione.
Fra questi, gli impulsi più favorevoli in rapporto al 2014 si sono riscontrati per le bevande (+21,4%) e i macchinari (+20,4%); l’export di prodotti della metallurgia e di mezzi di trasporto ha invece subìto un calo (rispettivamente del -3,1% e del 23,9%).

LA STRUTTURA PRODUTTIVA
Anche dal punto di vista della demografia delle imprese, i risultati non sono incoraggianti, soprattutto per i settori del commercio e dell’ edilizia, sebbene costituiscano tuttora i comparti numericamente più rilevanti (sommati rappresentano più di un terzo del totale delle imprese).

Le imprese registrate in Valle d'Aosta nel 2015 sono 13.012, costituite per più della metà come imprese individuali, che però continuano a mostrarsi in calo (-177 imprese rispetto al 2014) insieme alle società di persone (-149 imprese). Si conferma invece la tenuta delle società di capitali e delle cooperative. Rispetto al 2014, lo stock di imprese è calato nel complesso del 2,5% ( - 330 imprese, dato Italia +0,3%).

Considerando i settori di attività, si registra stabile la consistenza delle imprese appartenenti al turismo e ai servizi alle imprese. Le imprese agricole e del manifatturiero hanno riportato un calo, per quanto contenuto. Maggiori sofferenze emergono invece dai settore del commercio, che perde 117 imprese, e dell’edilizia (-112 imprese) 1.

Le imprese artigiane, circa un terzo delle imprese registrate, fanno rilevare una dinamica meno favorevole rispetto alla totalità delle imprese, andamento che non sorprende alla luce del fatto che si ripercuote sull’intero comparto l’andamento negativo del settore delle costruzioni che assorbe più del 50% delle imprese artigiane.

Le imprese artigiane registrate nel 2015 sono 3.786, in netta preponderanza costituite sotto forma di impresa individuale, che, anche in questo caso, insieme alle società di persone, si registrano in calo (-92 imprese e – 37 rispettivamente).

In raffronto al 2014 scontano un calo del 3,2%, con un saldo negativo di 124 unità. (dato Italia -1,6%). Prendendo in esame i settori di attività più rilevanti per dimensione, si evidenzia come la flessione sia quasi interamente concentrata nel settore delle costruzioni (-97 imprese che spiegano quasi l’80% della flessione) restituendo un quadro ancora di profonda difficoltà del comparto.

La tendenza alla contrazione si riflette sulle principali fattispecie imprenditoriali: in controtendenza con quanto verificatosi a livello nazionale, si registrano infatti in calo sia le imprese femminili sia le straniere, mentre quelle giovanili mostrano una maggiore tenuta.  (continua)

#CompagniaValdostanadelleAcque: utile da 51,5 milioni (#Trisoldi domani sarà ospite di #ImpresaVda su #RadioPropostainBlu)

Riccardo Trisoldi

Domani a ImpresaVda su Radio Proposta in Blu ci sarà ospite proprio Riccardo Trisoldi, il presidente della Compagnia Valdostana delle Acque che proprio oggi ha diffuso una nota sul bilancio 2015 che torna a macinare numeri imponenti con un utile da 51,5 milioni. Qui sotto la nota dell'azienda

Il Consiglio di Amministrazione di C.V.A. S.p.a. ha approvato il progetto di bilancio d’esercizio relativo all’anno 2015, che sarà presentato all’Assemblea dei Soci a fine mese. 
Il 2015 è stato un anno positivo: la produzione complessiva del Gruppo è di oltre 3.187 GWh, di cui oltre 3.037 GWh da impianti idroelettrici, oltre 134 GWh da impianti eolici e oltre 16 GWh da impianti fotovoltaici.

Il valore della produzione della C.V.A. S.p.A. è stato pari a 217,7 milioni di euro nel 2015. Il Margine Operativo Lordo è stato di 138,2 milioni di euro contro i 134,6 milioni dell’anno precedente. Il risultato ante imposte è stato di 79,9 milioni di euro nel 2015 con un aumento di oltre 39 milioni di Euro sul 2014.
Dopo aver scontato imposte per un totale di 28,2 milioni di euro, il risultato di esercizio si è chiuso con utile netto di 51,5 milioni di euro contro un utile netto di 3,1 milioni di euro del precedente esercizio.

A livello consolidato, il Valore della Produzione è stato di 1.141 milioni di Euro, il margine lordo di 161 milioni di Euro e l’utile netto di 52,7 milioni di Euro.
Il Gruppo CVA, tramite CVA Trading, ha venduto complessivamente 4.766,5 GWh a più di 95.000 clienti, rifornendo oltre 185.000 punti di prelievo sul territorio nazionale.
Con particolare riferimento alla Valle d’Aosta, sono stati somministrati circa 28 mila punti di prelievo per circa 93 GWh sul segmento retail mercato libero, e circa 89 mila punti di prelievo per 134 GWh sul mercato di maggior tutela.
La potenza complessiva degli impianti del Gruppo è pari a 1013 MW, di cui 933,2 MW idroelettrici, 67,3 MW eolici e 12,5 MW fotovoltaici.

Da sapere
Il Gruppo CVA, sulla base dei dati AEEGSI del 2014 detiene circa il 5,2% del mercato nazionale per la produzione di energia da fonti rinnovabili, posizionandosi al 4° posto come produttore nazionale da fonte idroelettrica; con riferimento alle vendite complessive sul mercato libero il Gruppo detiene una quota di mercato del 2,3% posizionandosi quale 11° operatore nazionale. Per quanto concerne il mercato della maggior tutela, CVA Trading è il 10° operatore. A riguardo si noti che Enel Servizio Elettrico detiene l’85,4% del mercato e che i primi quattro operatori sommano per il 95,2% di detto mercato. Per la distribuzione e misura, Deval è l’11° operatore nazionale nell’ambito della distribuzione dell’energia elettrica e misura con 133.000 punti di prelievo (Fonte AEEGSI dati 2014) su un totale di 36.682 migliaia di punti sul territorio nazionale. Anche in questo caso Enel distribuzione detiene l’85% del mercato italiano e i primi quattro operatori nazionali il 95%.
 

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