21 febbraio 2019

25 febbraio #Grandangolo delle Professioni su #RadioPropostainBlu: I #Geologi

Lunedì 25 febbraio, alle 10,35, su Radio Proposta in Blu settima puntata di un nuovo ciclo di «Grandangolo: incontri con le professioni della Valle d'Aosta». L'ospite di questa settimana sarà Paolo Castello, il presidente dei Geologi.

Sul Corriere della Valle in edicola trovi l'intervista a Alessandro Trento, Presidente dell'Ordine regionale degli Psicologi.

Tutti gli iscritti riceveranno una copia PDF omaggio del Corriere direttamente dal proprio Ordine.

L'intervista a Castello sarà invece disponibile in formato cartaceo sul Corriere della Valle del 28 febbraio. Buona lettura.

Graziano Dominidiato (#Confcommercio) ospite il 22 febbraio a #ImpresaVda su #RadioPropostainBlu

Carissimo visitatore, domani, venerdì 22 febbraio, alle 9,35, ventidueesima puntata del nuovo ciclo di ImpresaVda su Radio Proposta in BluIn studio il presidente di Confcommercio Graziano Dominidiato

Sul Corriere della Valle in edicola trovi invece l'intervista a Andrea Orso della Intecos. 

A circa un'ora dalla trasmissione della puntata puoi scaricare il podcast nell'apposita sezione sul sito di Radio Proposta in Blu.

Se non conosci ancora la radio ti ricordo le sue frequenze: Courmayeur 103.8 - La Salle 93.7 - Saint-Nicolas 107.6 - Aosta 107.8 - Saint-Vincent 107.4 - Bassa Valle 107.8 - Brusson 88.5 - Ayas 107.6 - Valtournenche 107.6 - Valle del Gran San Bernardo 107.6 e Valgrisenche 88.0. 

#ProImpresa 7 : Workshop Fondazione Courmayeur: Gestione manageriale come asset di successo (#crosa07)


L'8 marzo, ore 15,30, la Fondazione Courmayeur, in collaborazione con Deloitte & Touche, organizza il workshop “Gestione manageriale come asset di successo. Essere una Best Managed Company”. L'evento rientra nel filone “Problemi di diritto, società e economia” del programma pluriennale di attività della Fondazione, che nei suoi 30 anni di vita ha dato luogo ad un'intensa attività scientifica, sviluppata in quattro aree. Oltre a Problemi di diritto, società e economia con il suo annuale convegno di settembre su diritto e procedura civile, troviamo l'Osservatorio sul sistema
montagna Laurent Ferretti che si focalizza su temi legati al nostro territorio con un approccio transfrontaliero, gli incontri di Courmayeur, ad agosto e dicembre, che trattano problematiche di attualità con esperti del mondo dell'economia, della politica e del giornalismo ed infine l'attività
editoriale con le numerose pubblicazioni, a disposizione di chiunque ne faccia richiesta, e da quest'anno anche l'alternanza scuola-lavoro. L'evento è aperto a tutti, in particolare agli imprenditori
che vogliono ottimizzare la gestione della propria attività migliorandone i risultati, ai figli di imprenditori destinati a un progressivo coinvolgimento nella gestione aziendale e a coloro che
hanno aperto da poco un'attività o sono interessati a creare una nuova azienda per capire quali siano le conoscenze e le competenze necessarie per una concreta e lineare visione di una managerialità
moderna.

L'8 marzo gli esperti di Deloitte spiegheranno come una buona gestione manageriale, caratterizzata da alcuni elementi chiave, quali l’eccellenza nella capacità organizzativa, la strategia e la performance, e l’attenzione alla sostenibilità ed alla innovazione possano rappresentare un asset di successo delle PMI.

Seguiranno testimonianze aziendali e di Confindustria Valle d'Aosta. Ampio spazio verrà dato
a ELITE, programma internazionale del London Stock Exchange Group nato in Borsa Italiana nel
2012, in collaborazione con Confindustria, a supporto delle PMI che vogliono crescere in modo
strutturato o pianificato, che verrà illustrato da Marta Testi, Head of Elite Italy & Europe. Sono
più di 1000 le imprese entrate in ELITE, grazie anche alla collaborazione con Deloitte che affianca
le aziende attraverso un percorso disegnato in modo congiunto per supportare il loro percorso
di crescita, incluso la raccolta di capitale. L’avvocato Lukas Plattner di Nctm farà un’analisi approfondita dal punto di vista legale dei temi di governance nelle aziende familiari e dei modelli di
governance evoluti per le PMI, richiamando il documento di Borsa- Elite sulla governance ed infine
verranno analizzati da Ernesto Lanzillo di Deloitte gli elementi di successo della gestione manageriale che ricorrono nel programma di training e networking di Borsa Elite. Il workshop è accreditato ai fini della formazione professionale continua di avvocati e dottori commercialisti. Per
iscriversi: info@fondazionecourmayeur.it.

Edda Crosa

#ProImpresa 6: #Burocrazia #ammazzaimprese (#crosa06)

La burocrazia ammazza le imprese. 31 miliardi all'anno, tempo e risorse sottratti al lavoro, lo dice la Cgia di Mestre. Nel rapporto OCSE 2017, l'Italia si piazza al 14° posto tra i 19 Paesi dell'area euro per facilità di fare impresa. Ai primi posti troviamo Finlandia, Paesi Bassi e Lussemburgo.Siamo all'ultimo posto per i costi per avviare un'impresa e per recuperare i crediti in caso di fallimento. Per avviare un'impresa ci vogliono 6,5 giorni, meno della media UE (9 giorni). L'OCSE ha calcolato che le imprese italiane destinano 238 ore (dato medio UE 149) per pagare le imposte, sono 30 giorni tolti al lavoro, che nelle piccole realtà sono un macigno. Ci vogliono 227,5 giorni, cioè 7,5 mesi (media UE 6,1), per ottenere un permesso per costruire e quasi 3 anni (media UE 1,8 anni) per avere una sentenza su di una disputa commerciale.

La regione più virtuosa in Europa è la finlandese Åland, la prima regione italiana, al 118° posto è il
Trentino, la Valle d'Aosta si piazza al 142° posto, sesta in Italia. Assolombarda stima che il peso della burocrazia sul fatturato tocca il 4% per le piccole imprese (2,1% per le medie), si passa dai 108 mila euro per una piccola impresa ai 710 mila euro per un’azienda di medie dimensioni, e ha rilevato che tra le 10 procedure esaminate le più lunghe e complesse sono quelle ambientali.

Sono dati impietosi che ci fanno capire quanta mala burocrazia ci sia in Italia e che demoralizza tanti imprenditori che lottano ogni giorno per tenere aperta la loro attività. Non a caso gli investitori stranieri sono restii a venire nel nostro Paese per mancanza di trasparenza, incertezza giuridica
e adempimenti troppo onerosi. Le imprese minori sono le più penalizzate perché non hanno uffici interni dedicati alle incombenze burocratiche e si devono avvalere di professionisti esterni. In Valle d'Aosta non sempre abbiamo saputo sfruttare il vantaggio di avere dimensioni ridotte e quindi la facilità di interazione con tutti i livelli dell'Amministrazione pubblica. Gli operatori valdostani,
per esempio, trovano molto complesso il SISPREG2014. Nella relazione sulla performance 2017 della Regione si legge che l'edilizia è uno dei settori più critici per i tempi lunghi (175 giorni di media) e per i costi per il rilascio di titoli abilitativi, numero eccessivo di amministrazioni ed enti interlocutori, differenze nelle procedure seguite dai Comuni e incertezza sugli adempimenti da
espletare.

La relazione elenca anche una serie di procedure che sono state semplificate: dal bando per il micro
credito, ai mutui per l'uso più razionale di energia, all'iscrizione on line alla Fiera di Sant'Orso. E se nel 2018 è la privacy che ha appesantito il carico burocratico, il 2019 è iniziato male con la fatturazione elettronica.

Sono anche previsti maggiori adempimenti per coloro che operano con l'ester: un'impresa  commerciale con 5 dipendenti dovrà inviare documentazione all'erario 88 volte e una piccola impresa industriale con 50 dipendenti addirittura 99.

20 febbraio 2019

Etichetta made in Italy (#mossoni08)

La norma, contenuta nel decreto semplificazione, consente di adeguare ed estendere a tutti i prodotti alimentari l’etichettatura obbligatoria del luogo di provenienza geografica degli alimenti ponendo fine ad un lungo e faticoso contenzioso aperto con l’Unione europea oltre 15 anni fa. In particolare si individuano disposizioni nazionali autorizzate nell’ambito di una consultazione con la Commissione sulla base del Regolamento quadro sull’etichettatura n. 1169 del 2011, in ragione della protezione della salute pubblica e dei consumatori, della prevenzione delle frodi e della protezione dei diritti di proprietà industriale e di repressione della concorrenza sleale. Sono previste sanzioni in caso di mancato rispetto delle norme che vanno da 2mila a 16mila euro, salvo che il fatto non costituisca reato di frode penalmente rilevante. L’obiettivo è dare la possibilità di conoscere  finalmente la provenienza della frutta impiegata in succhi, conserve o marmellate, dei legumi in scatola o della carne utilizzata per salami e prosciutti fin ad ora nascosta ai consumatori, ma anche difendere l’efficacia in sede europea dei decreti nazionali già adottati in via sperimentale in materia di etichettatura di origine di pasta, latte, riso e pomodoro.

L’esperienza di questi anni dimostra l’importanza di una informazione corretta con l’obbligo di indicare in etichetta l’origine nazionale dei prodotti che va esteso a tutti gli alimenti. Secondo una ricerca di Beuc (l’organizzazione europea dei consumatori) il 70% dei cittadini europei (82% in Italia) vuole conoscere da dove viene il cibo sulle loro tavole, che diventa 90% nei casi di derivati
del latte e della carne.

Una misura importante anche di fronte al ripetersi di scandali alimentari nell’Unione Europea dove si sono verificati nel 2018 quasi dieci allarmi sul cibo al giorno che mettono in pericolo la salute dei
cittadini e alimentano psicosi nei consumi per le difficoltà di confinare rapidamente l’emergenza. Le
maggiori preoccupazioni sono proprio determinate dalla difficoltà di rintracciare rapidamente i  prodotti a rischio per toglierli dal commercio con un calo di fiducia che provoca il taglio  generalizzato dei consumi che spesso ha messo in difficoltà ingiustamente interi comparti economici, con la perdita di posti di lavoro.

L’obbligo di indicare l’origine è una battaglia storica della Coldiretti che, con la raccolta di milioni di firme, ha portato l’Italia all’avanguardia in Europa. A livello comunitario il percorso di trasparenza è iniziato dalla carne bovina dopo l’emergenza mucca pazza nel 2002, mentre dal 2003 è d’obbligo indicare varietà, qualità e provenienza nell’ortofrutta fresca.

Dal primo gennaio 2004 c’è il codice di identificazione per le uova e, a partire dal primo agosto 2004, l’obbligo di indicare in etichetta il Paese di origine in cui il miele è stato raccolto, mentre la Commissione Europea ha recentemente specificato che l’indicazione dell’origine è obbligatoria
anche su funghi e tartufi spontanei.

CIBI CON ETICHETTA DI ORIGINE....
Carne di Pollo e derivati – Carne Bovina – Frutta e Verdura fresche – Uova – Miele – Extravergine di oliva – Pesce*- Derivati del pomodoro e sughi pronti* - latte/formaggi* -Pasta*- Riso* Tartufi e funghi spontanei. (*a seguito provvedimenti di carattere Nazionale)

...E QUELLI ANCORA SENZA ETICHETTA
Salumi – Carne di Coniglio – Carne trasformata – Marmellate, succhi di frutta, Verdura in scatola, - Pane – Insalate in busta – Frutta e verdura essiccata.

Riflessioni sul modello agricolo valdostano (#mossoni07)

Articolo già pubblicato sul Corriere della Valle del 24 gennaio. Ezio Mossoni, già direttore di Coldiretti scrive da diverso tempo per il Corriere. Buona lettura.

Dal documento di economia e finanza regionale per il prossimo triennio emerge un forte segnale per il rilancio del settore agricolo attraverso misure mirate e anche attraverso la riorganizzazione dell’Assessorato.
Bene, bene, molto bene, il passaggio è vitale per il settore agricolo e i nostri nuovi (?) Amministratori dovranno mettere in campo competenze – che certo non mancano – ma soprattutto risorse e qui, permettetemi, (sarò felice di sbagliarmi) in tempi di ristrettezze, qualche piccolo dubbio mi sorge.
Affronto il problema attraverso una tesi che mi è cara e che ho maturato in tanti anni di attività nel settore. Grazie al mio lavoro ho avuto l’opportunità di uscire dalla nostra Regione e vedere anche realtà diverse. Credo che, anche senza tali esperienze, chiunque abbia attraversato la pianura padana in automobile abbia potuto notare grandi stalle in capannoni prefabbricati e, vicino, altrettanti grandi silos pieni di mangime. I campi, a fianco, coltivati con seminativi, mais, grano, frutteti o altro. E’ il sistema agricolo economico, quello che permette di vivere (a volte solo sopravvivere). Spero che vedendo questo sistema qualcuno lo abbia paragonato a quello che io definisco “Il Modello Agricolo” valdostano che niente ha a che vedere con tale organizzazione compresi, purtroppo, i ricavi economici. Anzi, giungo a dire – in maniera provocatoria e soprattutto per l’allevamento - che fare agricoltura in Valle d’Aosta sia antieconomico, i costi sono più alti dei ricavi e non è possibile fare impresa sperando, legittimamente, di mantenere la propria famiglia .

Allevare capi di razza autoctona significa produrre molto, molto meno rispetto alle tradizionali razze vocate alla produzione di latte; prendere terreni in affitto, lavorare per la fienagione con i relativi costi di manodopera e meccanizzazione non ha senso in confronto ai costi dei mangimi insilati e figuriamoci se poi, dopo tanto lavoro, una settimana di pioggia manda il raccolto a quel paese ! Tutte queste operazioni erano legittime e logiche per l’agricoltura dell’autosussistenza, dalla quale siamo – per fortuna – usciti da tempo.

E l’alpeggio? Peggio che peggio. Orari assurdi, lavoro estremo in condizioni estreme, costi del personale, di trasporto, e di affitto. Le strutture poi, non ne parliamo. I costi di realizzazione di una stalla ben inserita nell’ambiente (vuol dire pietra a vista, finiture in legno, tetti in lose) non hanno confronto con i costi del prefabbricato in cemento.

Per generare più reddito l’agricoltura dovrebbe, quindi, spostare il “modello” verso l’organizzazione della pianura ma significherebbe anche valutare - da parte della società intera e non solo dal settore agricolo - alcune contropartite. La razza autoctona non vuole solo dire “affezione” ma anche biodiversità e, soprattutto vuol dire Fontina, ad essa legata indissolubilmente. Ne vogliamo (e possiamo) fare a meno? Sfalciare i prati vuol dire mantenimento del territorio, lotta al dissesto idrogeologico e, soprattutto, ambiente. Una regione come la nostra può fare a meno dei prati in fiore per lasciare spazio ad incolti ingialliti? E il mantenimento dell’ambiente in alpeggio attraverso il presidio diretto e la viabilità rurale, e di nuovo la produzione di qualità della Fontina,.... ne possiamo fare a meno? Possiamo fare a meno di quella che A.Bétemps chiama “la montagna umanizzata”? E in questa stessa montagna opere edilizie rurali in piena integrazione con l’ambiente alpino sono, o no, meglio del cemento prestampato?

Questa è la storia non solo dell’agricoltura valdostana ma è la storia della Valle d’Aosta. Appunto un “Modello agricolo” molto sociale e poco economico; è, però, un anello della catena indispensabile al mantenimento del sistema complessivo Valle d’Aosta che è fondato sul territorio, sull’ambiente, sul turismo, su commercio e artigianato di prossimità, un sistema basato sulla produzione di qualità e non di quantità, per evidenti ragioni di dimensione. Non dimentico l’industria anch’essa votata sempre più alla qualità. Ma mentre tutti i settori, sia pur tra mille difficoltà, possono lavorare per fare impresa, l’agricoltura - che non è più, come detto, quella dell’autoconsumo - si deve confrontare con il mercato e non ha possibilità di fare reddito quando le condizioni generali operative lo impediscono e, soprattutto, vede all’orizzonte delle alternative, semplicemente “spostandosi” verso l’organizzazione
della pianura.

I nostri politici conoscono bene la questione (almeno lo spero!) in quanto la politica stessa, ben
conscia di questa situazione, è stata, nel tempo, vicina al settore agricolo trovando sistemi di  integrazione del reddito non oggettivamente raggiungibile. Le recenti difficoltà del settore primario
sono legate proprio alla difficoltà di reperire queste risorse che la “politica” ha cercato di spostare dalle casse Regionali a quelle Statali e Comunitarie. Se si vogliono mantenere gli agricoltori e gli allevatori in montagna, e con la stessa struttura operativa, servono le risorse (puntuali !) per continuare a integrarne il reddito. Se questo non accadrà piano piano, ma inesorabilmente, ci si avvicinerà sempre più al modello della pianura, con le relative conseguenze, e per tutti. Quando vediamo dei terreni incolti sono l’effetto, non la causa.

Ezio Mossoni (già pubblicato sul Corriere della Valle del 24 gennaio)

15 febbraio 2019

18 febbraio #Grandangolo delle Professioni su #RadioPropostainBlu: Gli #Psicologi

Lunedì 18 febbraio, alle 10,35, su Radio Proposta in Blu sesta puntata di un nuovo ciclo di «Grandangolo: incontri con le professioni della Valle d'Aosta». L'ospite di questa settimana sarà Alessandro Trento, Presidente dell'Ordine regionale degli Psicologi. La settimana successiva toccherà a Paolo Castello, il presidente dei Geologi.

Sul Corriere della Valle in edicola trovi l'intervista a Anna Jacquemet, Presidente del Consiglio regionale dell'Ordine degli Assistenti Sociali.

Tutti gli iscritti riceveranno una copia PDF omaggio del Corriere direttamente dal proprio Ordine.

L'intervista a Trento sarà invece disponibile in formato cartaceo sul Corriere della Valle del 21 febbraio. Buona lettura.

14 febbraio 2019

Paolo Marjolet (#3Commessi) ospite il 15 febbraio a #ImpresaVda su #RadioPropostainBlu

Carissimo visitatore, domani, venerdì 15 febbraio, alle 9,35, ventunesima puntata del nuovo ciclo di ImpresaVda su Radio Proposta in BluIn studio, Paolo Marjolet, componente del direttivo di Confcommercio e titolare del negozio 3Commessi di Aosta

Sul Corriere della Valle in edicola trovate invece l'intervista a Flavio Lanese della speedybrick. 

A circa un'ora dalla trasmissione della puntata puoi scaricare il podcast nell'apposita sezione sul sito di Radio Proposta in Blu.

Se non conosci ancora la radio ti ricordo le sue frequenze: Courmayeur 103.8 - La Salle 93.7 - Saint-Nicolas 107.6 - Aosta 107.8 - Saint-Vincent 107.4 - Bassa Valle 107.8 - Brusson 88.5 - Ayas 107.6 - Valtournenche 107.6 - Valle del Gran San Bernardo 107.6 e Valgrisenche 88.0. 

Luisa Silvestri (Poésie Chocolat Artisanal de Montagne): «Creare un cioccolato che sia una vera poesia»

Questa settimana proponiamo l'intervista a Luisa Silvestri di Poésie Chocolat Artisanal de Montagne, start up insediata nell’incubatore di Aosta.

Partiamo dal nome: Poésie Chocolat Artisanal de Montagne…
Perché il cioccolato è per noi poesia e parla di montagna, del nostro territorio, della Valle d'Aosta e
delle bellezze della natura.

Questo è il momento del food: ma in cosa una cioccolateria artigianale può distinguersi dalle altre? L'artigiano in genere si differenzia per l'interesse e la cura che pone in ogni singolo prodotto. L'artigiano ripone l'anima nel proprio prodotto, per come la vedo io.

Un passo indietro come è nata questa passione? 
La passione per il cioccolato c'è sempre stata ed è diventata un'attività perché sono state unite varie passioni: quella per il cioccolato, il mio grande amore per la montagna e la natura. Quando c'è una grande passione è sempre facile trovare una scusa per avviare una simile attività...

Avevate già una attività legata al settore?
Eravamo già legati al mondo alimentare, conoscevamo il mondo del cioccolato, ma abbiamo studiato
tanto prima di partire. Per tre anni abbiamo fatto tanti corsi in Italia e anche oltre confine con dei francesi molto bravi unendo un po' le varie tradizioni di produzione di cioccolato. Tornando poi alla scusa che abbiamo trovato per cominciare questo sogno c'è anche un libro che leggevo la sera ai miei ragazzi prima di andare a dormire ed è la grande storia di Roald Dahl “La fabbrica di cioccolato”. Da lì è partito questo sogno...

Cosa possiamo definire innovazione nel vostro prodotto....
Di base il nostro prodotto è molto classico. L'innovazione sta nei macchinari utilizzati. Abbiamo scelto una linea innovativa dove i macchinari sono a bassissimo consumo energetico e occupano uno spazio minimo e, quindi, siamo riusciti a mettere su una vera fabbrica di cioccolato in uno spazio relativamente piccolo.

Come siete arrivati all’idea di incubarvi ad Aosta...
La nostra regione fortunatamente ci dà delle opportunità molto grandi che purtroppo vengono  sfruttate poco. Noi abbiamo avuto l'opportunità di insediarci alla Pépinières con il nostro progetto innovativo. Lo abbiamo presentato, è stato approvato e ci siamo insediati. Siamo stati molto seguiti. Il team di ragazzi dell'Associazione Brodolini è veramente in gamba. Hanno creduto in noi e ci hanno supportato tanto.

A che punto siete nello sviluppo dell’azienda?
All'inizio, ma già soddisfatti dei risultati ottenuti. Abbiamo distribuito il nostro prodotto in molte località in Valle e stiamo partecipando a molti eventi Infatti venite da un intenso periodo di commercializzazione destinato a proseguire. Siamo stati al Marché Vert Noël che è stata veramente
una grande opportunità per noi. È stato anche bello stare insieme con tutti gli altri artigiani. C'era una
splendida atmosfera e poi si è rivelata per noi un'ottima vetrina per presentare il prodotto. A  Sant'Orso eravamo presenti nel Padiglione enogastronomico e per la prima volta sempre nella location del Teatro Romano, in una area dedicata allo street food con una decina di operatori.

Novità per il 2019?
Il 16 e il 17 febbraio saremo a Cogne per la Coppa del Mondo di Sci di Fondo e poi lì proporremo un
nuovo prodotto: il quadrotto, un formato tascabile adatto per l'occasione. Sul fronte della commercializzazione presto saremo anche oltre confine nella zona di Chamonix.

Raccontiamo un vostro prodotto...
Potrei citare la trilogia del gianduiotto con tre tipi di gianduiotti ripieni. Infatti una delle nostre particolarità è il gianduiotto ripieno in questo caso di pistacchio, nocciola e mandorla.

Un sogno imprenditoriale da realizzare?
Creare un cioccolato che sia una vera e propria poesia.

13 febbraio 2019

#Grandangolo sulle #Professioni in Valle d'Aosta: Gli #Architetti

IDENTIKIT DEGLI ARCHITETTI
Iscritti totali anno 2018: 348
Composizione del Consiglio Direttivo
Presidente: Sergio Togni
Vice Presidente: Claudio Borgis
Segretario: Marzia Bertello
Tesoriere: Mario Bernasconi
Consiglieri: Simona Agostino - Luciano Bonetti - Maurizio Fea - Adriana Sorrentino - Donatello
Vitulli
Trend: Il trend nei prossimi anni in termini di iscritti si prevede: un calo degli iscritti che è iniziato dal 2010

E-Mail:
info@ordinearchitettivda.org
Sito internet:
www.ordinearchitettivda.org


INTERVISTA AL PRESIDENTE SERGIO TOGNI

Quali sono le principali problematiche a livello regionale e nazionale?
Calo del lavoro, numero iscritti elevato, compensi inadeguati in assenza di meccanismi di  salvaguardia da un mercato selvaggio, mancato riconoscimento dell’intellettualità della professione e sola considerazione in termini di fornitura economica, mancanza di tariffe certe per cliente e  professionista, affidamenti con bandi e non con concorsi, assenza di politiche serie di riuso (inadeguatezza norme urbanistiche), mancanza di regole contemporanee (inadeguatezza leggi  edilizie),  errori nei bandi, fallimento della laurea triennale con pochissimi iscritti, tassazione della casa, ma soprattutto una burocrazia in continuo aumento con la complicazione di cose che fino a ieri erano semplici, dalla fattura elettronica alle nuove normative (a causa degli esperti normatori ad unica visione in un mondo sempre più iperspecializzato).

Esistono possibilità di lavoro in Valle d’Aosta oppure il settore è saturo?
Il settore è completamente saturo, numerosi colleghi hanno cambiato lavoro, altri per il sostentamento
hanno altre attività oltre la professione. L’invenzione di nuovi regolamenti e norme non creano lavoro
ma solo burocrazia che è più dannosa per il collega che deve fare nuove prestazioni allo stesso prezzo
che per il cittadino che tanto è disposto a pagare sempre la stessa cifra per il progetto in rapporto al costo dei lavori edili.

Esistono nuovi sbocchi professionali?
Sì, settori molto specialistici ma che si allontanano un po’ dalla tradizionale figura dell’Architetto o
PPC, figura di cui la società e il sistema economico ha ancora bisogno. In ogni caso le competenze che ha un architetto sono tali da permettere una gestione di problemi complessi, non è un caso che da quando la gestione politica è diventato un sistema complesso abbiamo visto l’aumento del numero di architetti tra amministratori. L’architetto ha le competenze giuste per adattarsi rapidamente in un mondo in mutamento ma con lacrime e dolore.

Iniziative di formazione realizzate nel 2018 e in programma nel 2019? 
Innumerevoli, dai veri e propri aggiornamenti professionali sulle tematiche tipiche della disciplina: restauro, urbanistica, sicurezza, lavori pubblici, sismica, edilizia, energetica, ambiente, arredo, design,
ecc.. Ai tanti convegni, con studiosi, amministratori, cittadini, che aprono un dibattito culturale e che interessano il rapporto tra il lavoro degli architetti e le ricadute sulla vita delle persone, che ricordo, abitano sempre spazi progettati da architetti: dal mobile, alla stanza, alla casa, la chiesa, gli uffici, le scuole, alla città (urbanisti e pianificatori), all’ambiente (i paesaggisti). Questi ultimi, gli architetti paesaggisti, molto spesso dimenticati perché vivere in una bella regione significa anche saperla gestire nella macro-scala del paesaggio: mi riferisco all’attenzione che di solito si ha per il piccolo,
esempio mi concentro sulla la finestra dimenticando il capannone, il ponte, la rete viaria, che disegnano il paesaggio che viviamo.

Consigli per chi si vuole avvicinare alla professione?
Carriera che si deve intraprendere solo se si è veramente ma veramente appassionati, in un mercato
molto saturo solo chi è molto appassionato troverà quella grinta in più che gli permetterà di
emergere. Alternativa: si prenderà una laurea e non farà l’architetto ma il burocrate o l’impiegato.
Fare esperienza all’estero è un elemento fondamentale e se vuole fare architettura dovrà lavorare  all’estero, in Italia si fanno soprattutto pratiche. Ma come Ordini e architetti italiani stiamo lavorando perché ciò cambi, in Italia e in Valle abbiamo bisogno di progetti non di pratiche.

Ci sono problemi sul fronte pensionistico?
Non particolari, abbiamo una cassa sana, sostenibile, in attivo, è ovvio che non eroghi pensioni d’oro,
ma adeguate se si sono versati i contributi regolari. Il rischio e che la nostra cassa, che condividiamo
con gli ingegneri, proprio per la sua floridità, venga carpita da quel pozzo senza fondo che si chiama INPS. C’è sempre uno spettro di un’INPS che, con il varo di una nuova legge in vista un suo  risanamento, vorrebbe rapinare i professionisti dai loro risparmi di una vita.

Il mondo digitale è entrato nelle vostre professioni? E se sì come?
Da tanto tempo che si disegna, si lavora in maniera informatica e in rete. Gli sviluppi più recenti sono il BIM, e la realtà virtuale che permettono una gestione dei modelli edilizi digitali in 3D già in fase di
progettazione, prima della realizzazione. Non in tutti i lavori vi è una convenienza economica per i
maggiori costi del BIM e la digitalizzazione per legge e gli obblighi di modernizzazione fanno molti danni, soprattutto alle tasche dei cittadini (in fondo è sempre “Pantalone” che paga). Molto spesso si vuole introdurre la digitalizzazione per legge, ma siamo sicuri che l’Italia possa permetterselo? Non è meglio lasciare al mercato la capacità di evolversi gradualmente? Vi è poi la digitalizzazione burocratica e lì vedo solo vantaggi per le grandi imprese, le banche, gli enti statali: è una cosa che i cittadini conoscono bene, la digitalizzazione è la scusa per far fare all’utente quello che prima  facevano loro, e sta succedendo anche per la nostra professione. Il tutto sempre a detrimento del reddito del professionista e con maggiori costi per il cittadino. Il futuro sarà tutto digitale, non ho dubbi, sull’automazione della casa (la cosiddetta domotica) siamo solo all’inizio, ma il digitale ha bisogno dei sui tempi per evolversi, diamoglieli.

Un valore professionale da recuperare in questa nostra società?
Credo che in questo momento la società colta abbia molta considerazione nella funzione e nell’utilità
della “visione progettuale” che ha l’architetto. Per la parte seria e colta della società non vi è dubbio
della competenza e dell’utilità della professione dell’architetto. Non è un caso, come dicevo prima, che nel processo democratico delle elezioni molti architetti sono stati premiati, cioè eletti. Vi è però poi una parte che, con una miopia tipica di chi non ha una visione strategica, pensa di poter fare a  meno o di risparmiare sulla progettualità e sulla bellezza che sono in grado di dare gli architetti  taliani e valdostani in particolar modo. Questi ultimi non si rendono conto del danno che stanno facendo rispetto al miglioramento della qualità della vita e degli ambienti in cui viviamo, ma per fortuna sono pochi.

8 febbraio 2019

#Grandangolo sulle #Professioni in Valle d'Aosta: I #Commercialisti

IDENTIKIT DEI COMMERCIALISTI

Iscritti totali anno 2018: 190
Composizione del Consiglio Direttivo
Presidente: Dott. Andrea Bo
Vice Presidente: Dott. Jean-Claude Favre
Segretario: Dott.Ssa Marzia Rocchia
Tesoriere: Dott. Ivo Bonazzi
Consiglieri: Dott.Ssa Laura Jorioz – Dott. Corrado Girardi – Dott. Tony Ianniello
Trend: A livello nazionale, l’ultimo studio della Fondazione Nazionale dei Commercialisti pubblicato con riferimento ai dati a tutto il 31 dicembre 2017 ha evidenziato un tasso di crescita del 2017 sul 2016 dello 0,4%, il più basso dal 2008. Se questa tendenza, che presenta andamenti asimmetrici sul territorio nazionale verrà confermata, si assisterà ad una riduzione del calo degli iscritti, anche considerato che l’indice relativo alla quota di abitanti per iscritto si è ridotto, a rappresentazione di un potenziale “eccesso di offerta”. A livello territoriale il tasso di crescita risulta invece costante, ma 
non particolarmente significativo, e l’indice di abitanti per iscritto si mantiene ancora tra quelli più elevati.

E-Mail: segreteria@odcec.aosta.it
Sito internet: http://www.odcec.aosta.it/

INTERVISTA AL PRESIDENTE ANDREA BO

Andrea Bo
Quali sono le principali problematiche a livello regionale e nazionale?
Ritengo che la principale problematica che accomuna tutte le professioni, sia a livello nazionale che a livello locale, sia il processo di svilimento del ruolo professionale che, probabilmente, trova origine nel processo di trasformazione digitale in atto la cui evoluzione si sta manifestando attraverso
la spinta alla sostituzione, ormai consolidata, delle risorse umane con soluzioni informatiche
nell’ambito dei processi meramente esecutivi, ma, soprattutto, con la svalutazione del valore dell’apporto intellettuale e delle competenze tecniche quale elemento caratterizzante la figura dei professionisti, conseguente al processo di ampliamento dell’accesso alle fonti informative e di sviluppo della digitalizzazione algoritmica dei processi cognitivi. In altri termini è in atto un
processo che coinvolge tutte le professioni per cui si sta diffondendo, anche a livello politico,  l’erroneo convincimento che l’apporto intellettuale e le competenze che contraddistinguono la prestazione di un professionista possano essere validamente sostituiti da algoritmi informatici
e da ricerche sui motori di ricerca. Per semplificare il ragionamento, la mia sensazione è che nell’immaginario della clientela si stia radicando l’idea che qualsiasi attività intellettuale svolta dal
professionista per prestare la propria opera non sia il frutto di un determinato percorso formativo che
prevede un costante aggiornamento e di competenze acquisite nell’esercizio della propria attività
esercitata nell’ambito di un quadro regolamentare e deontologico proprio dell’Ordine di  appartenenza, ma sia espletata attraverso un semplice “click”. Il fenomeno di banalizzazione del valore della prestazione intellettuale che accomuna tutte le professioni e che si manifesta, anche a livello di politica nazionale con l’ampliamento dell’accesso allo svolgimento ad attività finora soggette alla vigilanza degli Ordini professionali anche a soggetti iscritti ad associazioni non riconosciute o, come successo nell’ultima legge di bilancio per alcune professioni sanitarie, a soggetti
non in possesso di titoli idonei, e con la riduzione dei compensi al di sotto di minimi dignitosi,
come avvenuto in particolare per le professioni tecniche, è ancora più pervasivo per agli iscritti
all’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili. Ciò in quanto le attività in materia di tenuta della contabilità e di assistenza tributaria sono da sempre caratterizzate dalla presenza
di attori diversi dagli iscritti all’Albo e che esercitano in assenza di titoli e di idonea preparazione e
non sono sottoposti alla funzione di Vigilanza svolta dal nostro Ordine e dalla pressione alla riduzione dei prezzi accentuata dalla crisi economica che, sia a livello nazionale che regionale,
ha inciso profondamente, in particolare sulle imprese di piccole e medie dimensioni di cui si caratterizza l’economia valdostana.

Esistono possibilità di lavoro in Valle d’Aosta oppure il settore è saturo?
Come anticipato, qualora si faccia riferimento alle attività di base che vengono considerate tipiche di un commercialista quali la tenuta della contabilità e l’assistenza per l’espletamento degli  adempimenti dichiarativi e tributari in genere, il mercato è da considerarsi saturo, anche a causa degli elevati investimenti in termini di dotazioni strumentali e soluzioni informatiche che esse richiedono.
Probabilmente, sulla base delle indagini svolte a livello nazionale, vi potrebbero ancora essere spazi di crescita nell’ambito di attività più specialistiche che si sono sviluppate in conseguenza dell’evoluzione del quadro economico e del quadro normativo di riferimento quali, a titolo esemplificativo, l’assistenza e la consulenza alle imprese nell’ambito delle procedure per la crisi di
impresa, l’assunzione di incarichi in organismi di vigilanza e altri organi di controllo in ambito societario, la difesa dei contribuenti avanti alla giustizia tributaria. Il Consiglio Nazionale ritiene,
infatti, l’acquisizione di competenze specialistiche da riconoscersi a fronte di un percorso formativo
certificato una delle risposte utili a contrastare il declino delle attività tipicamente svolte.
Occorre però considerare che la Valle d’Aosta rispetto ad altre Regioni è caratterizzata da una ridotta
dimensione del tessuto imprenditoriale esistente, sia in termini di numero di imprese che di loro taglia organizzativa, per cui, in assenza di sviluppo dell’attività specialistica oltre i confini regionali, difficilmente questa soluzione potrà consentire il conseguimento di volumi di fatturato e di reddito soddisfacenti a giustificare l’impegno e, soprattutto, i rischi in termini di assunzione responsabilità che le attività specialistiche comportano.

Esistono nuovi sbocchi professionali?
Come anticipato, il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili ha individuato nello sviluppo delle specializzazioni professionali soluzione per ampliare gli sbocchi professionali che dovrebbero svilupparsi in questi settori: revisione legale; amministrazione e controllo delle imprese (corporate governance); procedure concorsuali e risanamento d’impresa;
funzioni giudiziarie e metodi Adr; Economia degli Enti locali e no Profit; finanza aziendale; contenzioso tributario; consulenza e pianificazione fiscale; principi contabili e di valutazione; economia e fiscalità del lavoro. Sempre secondo il Consiglio Nazionale tale percorso deve essere  accompagnato  dalla capacità di fare rete attraverso l’avvio di un percorso di aggregazione e di integrazione di competenze diverse all’interno del medesimo studio. Infine, potenzialmente, il
processo di digitalizzazione oltre ad essere una fonte di minaccia per la banalizzazione
delle attività contabili e dichiarative come sopra evidenziato, può essere anche una fonte di
opportunità di crescita laddove la categoria sviluppi la capacità di gestire i processi informatici che
possano consentire di fornire consulenza mirata alle imprese al fine dello sviluppo e del miglioramento dei loro processi gestionali e organizzativi per favorirne e agevolarne la crescita.

Iniziative di formazione realizzate nel 2018 e in programma nel 2019?
Occorre premettere che la formazione professionale è da sempre uno dei principali elementi distintivi
della nostra categoria, a prescindere dall’obbligo normativamente imposto. Il programma formativo
dell’Ordine è piuttosto ricco anche per la necessità di garantire agli iscritti la possibilità di conseguire le competenze necessarie imposte sia dall’ordinamento professionale, sia dallo svolgimento di attività specialistiche quali le funzioni svolte in materia di revisione legale dei conti in ambito societario o di revisione degli enti locali. Nel corso del 2018 sono stati accreditati più di 30 eventi formativi, di cui  oltre la metà gratuiti, per un monte ore di formazione superiore alle 100. L’obiettivo per il 2019 e di
organizzare un numero almeno equivalente di iniziative.

Consigli per chi si vuole avvicinare alla professione?
Stanti le criticità sopra evidenziate è sicuramente opportuno che un giovane che voglia avvicinarsi
alla professione individui alcune aree specialistiche cui dedicare parte del proprio piano di studi con la prospettiva di realizzare forme di integrazione con altri professionisti con cui condividere l’avvio della propria attività, essendo consapevole che la crescita professionale richiederà un rilevante e costante impegno.

Ci sono problemi sul fronte pensionistico?
I problemi sul fronte pensionistico sono conseguenti al rallentamento del tasso di crescita delle iscrizioni ed alla riduzione dei redditi conseguiti dai professionisti per i motivi sopra evidenziati.
Tali fattori incidono significativamente considerato che a seguito delle riforme previdenziali il sistema, prima retributivo, è ora esclusivamente basato su un meccanismo contributivo per cui l’importo della pensione viene determinato dalla somma dei contributi accumulati e rivalutati
durante la vita lavorativa. Ne consegue che la prospettiva, soprattutto per i più giovani, è quella di vedersi riconosciuto un tasso di sostituzione della pensione rispetto al reddito non sufficiente a garantire un dignitoso tenore di vita successivamente alla cessazione dell’attività lavorativa.

Il mondo digitale è entrato nelle vostre professioni? E se sì come?
Oltre all’impatto della digitalizzazione sulla professione nei termini sopra descritti, occorre evidenziare che la nostra professione è tra quelle che più è stata interessata e coinvolta come protagonista attiva nel processo di digitalizzazione in atto nella pubblica amministrazione. Nel tempo la nostra categoria ha affrontato con impegno, rendendoli possibili, tra gli altri, a titolo semplificativo: il passaggio dalla presentazione cartacea delle dichiarazioni all’invio in formato telematico prima, e in prospettiva, alla dichiarazione precompilata; il deposito telematico degli atti presso le Camere di Commercio e la gestione in formato XBRL dei bilanci; la digitalizzazione del processo tributario. In ultimo, è di attualità di questi giorni l’introduzione dell’obbligo di fatturazione
elettronica che ci vede impegnati nel supportare i clienti nell’affrontare un adempimento che, allo stato attuale, comporta un elevato grado di difficoltà di attuazione conseguente all’ormai cronica abitudine dell’Amministrazione Finanziaria di anticipare gli obblighi a carico dei contribuenti rispetto all’implementazione di strutture informatiche funzionanti sin dall’avvio.

Un valore professionale da recuperare in questa nostra società?
Ritengo che i valori professionali che contraddistinguono i nostri iscritti siano da individuarsi nel decoro e nell’etica professionale che insieme all’impegno profuso nello svolgimento della propria attività e alla competenza unita al rispetto di rigorose norme deontologiche, costituiscono il vero fiore all’occhiello di una professione contemporanea”.

7 febbraio 2019

#ProImpresa 4 : Bando regimi di qualità dei prodotti agricoli e alimentari (CROSA04)

Il bando “regimi di qualità dei prodotti agricoli e alimentari”, cofinanziato dal Fondo Europeo per lo Sviluppo Rurale e dalla Regione, intende migliorare la conoscenza dei prodotti tutelati dai regimi di qualità riconosciuti a livello comunitario o nazionale, anche al fine di valorizzare gli aspetti  economici e commerciali delle singole produzioni.

Tra il 1° febbraio e il 30 settembre 2019 le risorse a disposizione sono 450.000 euro. I beneficiari sono associazioni di produttori coinvolte attivamente in uno o più regimi di qualità, compresi i consorzi e gli organismi promotori dei regimi di qualità, di prodotti agricoli e agroalimentari DOP e IGP, produzione e etichettatura di prodotti biologici, etichettatura e indicazione geografica di bevande spiritose, vini aromatizzati, bevande aromatizzate a base di vino e cocktail aromatizzati di prodotti vitivinicoli, settore vitivinicolo, etichettatura e di qualità dei prodotti alimentari e sistema di qualità nazionale zootecnia.

Le domande di adesione devono avvenire per via informatica tramite il portale del Sistema  informativo Agricolo Nazionale SIAN. Il sostegno è concesso nella forma di contributo in conto capitale e l’intensità del sostegno è pari al 70% della spesa ammessa. Ogni beneficiario può ottenere il sostegno per una sola iniziativa/ progetto. Sono finanziabili solo le spese sostenute dal giorno successivo alla presentazione della domanda per pubblicazioni e prodotti multimediali, realizzazione di immagini fotografiche e video a scopo promozionale, realizzazione e sviluppo di siti web,  limitatamente alle attività di informazione e promozione, costi per cartellonistica e affissioni,  realizzazione di campagne ed eventi promozionali, comprese eventuali degustazioni e il materiale
promozionale divulgativo distribuito allo stesso scopo, realizzazione di seminari, incontri, workshop,
compresi i relatori, acquisto di spazi pubblicitari e pubbliredazionali, pubblicità su media e su piattaforma internet, organizzazione e partecipazione a fiere e mostre e parte delle spese tecniche generali.

Tra le spese non finanziabili troviamo le mere missioni aziendali finalizzate a stabilire contatti commerciali, la progettazione e realizzazione di confezioni ed etichette per la commercializzazione del prodotto, l'Iva, salvo che non sia recuperabile. Ad ogni domanda è attribuito un punteggio di merito in modo da selezionare i progetti che maggiormente possono contribuire alla realizzazione
della logica dell’intervento della misura e al raggiungimento dei target degli indicatori. Il punteggio
minimo per essere ammessi è 30 e le domande sono finanziate fino alla dotazione della copertura finanziaria. La graduatoria deve avvenire entro 90 giorni dalla chiusura del bando. Gli interventi devono essere conclusi e rendicontati entro diciotto mesi dalla data di notifica di concessione dell’aiuto.

La documentazione e i modelli sono reperibili sul sito istituzionale della Regione.


#Winterschool: #comunicazione del progetto di business

Con lo scopo di implementare l’offerta formativa presente all'interno del proprio piano di incubazione Fondazione Giacomo Brodolini e Lattanzio Advisory in qualità di ente gestore delle Pépinières d'entreprises  de la Vallée d'Aoste organizzano una WINTER SCHOOL, un momento formativo intensivo di elevato profilo in cui i frequentanti possono fruire di contenuti multidisciplinari offerti da più relatori. Il tema di quest'anno è la comunicazione del progetto di business.

 Il percorso offrirà ai partecipanti spunti operativi e strumenti utili sia alle startup, sia alle imprese già operanti sul territorio valdostano. I momenti formativi saranno caratterizzanti da una costante interazione tra relatori e partecipanti, attraverso esercitazioni, lavori di gruppo e simulazioni, analisi di casi studio, e orientati alla realizzazione di output che possono tornare immediatamente utili nelle attività di business. 

«Visto la rilevanza e l'interesse del tema e nell'intenzione di voler favorire la diffusione e di divulgazione dei principali elementi che caratterizzano la cultura di impresa, - ci spiega l’hub manager Daniele Cattaneo - quest'anno si è deciso di rendere possibile la fruizione dei contenuti del corso anche ad un ristretto e profilato numero di imprenditori e professionisti oltre che alle nostre startup. La partecipazione sarà pertanto offerta gratuitamente ma il numero massimo previsto sarà di 20 partecipanti».

Gli incontri si terranno nelle giornate di: Lunedì 18 febbraio, dalle 9 alle 13, sul tema «La comunicazione come strumento di business per creare valore»; Venerdì 22 febbraio, dalle 9 alle 13, «Storytelling e comunicazione economico-finanziaria per raccontare il progetto imprenditoriale»; e, infine, Lunedì 25 febbraio, dalle 9 alle 13 e dalle 14 alle 18, «Comunicazione istituzionale e strategie di marketing». Per poter seguire gli incontri è necessario iscriversi inviando una e-mail all'indirizzo info@pepinieresvda.eu entro e non oltre venerdì 15 febbraio. 

 


Elisa Bonandini (#Ebhitech): #innovazione e #glamour

Questa settimana proponiamo l’intervista a Elisa Bonandini, Ceo della EB HiTech, “start up” che opera nel settore dell’abbigliamento termoregolabile. 

Abbigliamento termoregolabile cosa significa?
Noi ci siamo inseriti in questo settore molto innovativo cercando di includere nei nostri prodotti
il meglio della tecnologia al momento attiva a livello mondiale. L’atout è creare dei prodotti  affidabili, potenti e leggerissimi e contemporaneamente anche glamour. In sintesi le qualità peculiari per una collezione quattro stagioni essendo sottili e leggere si prestano ad un utilizzo multiforme perché grazie ad un sistema integrato collegato ad una piccola batteria quando necessiti di calore basta premere un pulsantino e l’indumento mette il caldo nell’intensità desiderata. A questo abbiamo
anche associato una app per mobile che consente di creare un tracking delle proprie prestazioni podistiche, ciclistiche e quant’altro, di calcolare le calorie consumate, di sapere, ad esempio, l’esatta
temperatura che tu hai ai piedi, all’interno della tua calzatura, e con questo sapere per esempio se le solette (nella foto), da noi prodotte, vanno accese e se sì quale intensità.

Come nasce questo interesse per un settore così  particolare?
L’interesse nasce dall’esigenza, vivendo in Valle d’Aosta e avendo un clima ostile gran parte dell’anno, di dare vita a qualcosa che potesse creare benessere a chi patisce le temperature basse.
Ci sono anche questioni patologiche. Io, ad esempio, ho scritto anche un libro sull’ipotiroidismo
e chi ne soffre, si parla del 10% della popolazione, prevalentemente femminile, ha una temperatura
corporea più bassa. Ovviamente la sensazione di freddo è soggettiva. In genere comunque le donne hanno una temperatura di due gradi e mezzo più bassa dell’uomo. Da qui l’interesse per simili capi d’abbigliamento.

Quando l’interesse è diventato idea imprenditoriale?
Lo scorso anno insieme al mio socio Giovanni Andriolo ci è venuta l’idea di creare qualcosa che facesse dimenticare quella brutta sensazione di piedi congelati e corpi intirizziti e, quindi, abbiamo immaginato una linea di prodotti innovativi che producessero benessere agli utilizzatori, una sorta
di emozione, un caldo abbraccio, una specie di centro benessere portatile in un involucro glamour e, quindi, ci siamo messi a fare ricerca e studi molto impegnativi, ho disegnato personalmente tutti i
prodotti e li abbiamo già messi sul mercato.

Incubati in Valle d’Aosta: di certo non un caso...
E’ proprio questa voglia che ci tocca un po’ tutti (sorride, ndr) di andare ai Tropici perché l’inverno
è lungo e sopportare queste temperature basse in Valle d’Aosta è difficile. Comunque i nostri
prodotti sono quattro stagioni…

E siete incubati ad Aosta…
E’ un vantaggio per noi in quanto abbiamo l’appoggio di alcuni esperti, una reception, uno spazio servito, dei tutors che al momento opportuno riescono ad organizzare delle situazioni piacevoli per le
start up incubate.

Immagino che si tratti di un mercato che sta compiendo i primi passi?
E’ un mercato che si muove nei primi passi. A livello europeo è poco conosciuto e abbiamo pochissimi competitor. Ma cerchiamo di fare le cose meglio. Abbiamo una linea di prodotti multiformi, ad esempio dei leggins che scaldano il quadricipite anteriore e posteriore, validi per gli allenamenti sportivi. La nostra linea può essere utile anche a chi soffre di reumatismi. Pensiamo
agli anziani che a volte rimangono in una grande casa e pensano di isolare la casa, risparmiando potrebbero isolare semplicemente il loro corpo.

Un passo indietro: come avete scelto il nome e il simbolo dell’azienda?
E.B ovviamente sta per Elisa Bonandini. In merito al simbolo dopo un’attenta ricerca ho scelto il
simbolo alchemico dell’oro interfacciato a tre righe che per me significano la tecnologia legata a qualcosa di veramente prezioso perché i nostri capi sono davvero creati con il massimo della qualità, fattore che per me è di fondamentale importanza.

A che punto siete nello sviluppo dell’azienda?
In questo momento siamo già attivi sul mercato e in contatto con alcuni importanti distributori sia
italiani che esteri, cioè Germania, Canada, Stati Uniti, Russia, e, forse, anche degli Emirati Arabi.

A cosa state lavorando in questi mesi?
Tutto quello che noi abbiamo in produzione in questo momento rispetta i fondamenti tecnologici
implementati all’inizio della nostra idea. Tutti i nostri capi rispettano una altissima leggerezza,
sono sottili e sono caldissimi. Qualità che possono essere tradotte in una semplicità d’uso e sono anche adattissimi a chi viaggia molto. Posso partire da Aosta fino ai Caraibi e magari sull’aereo
c’è un freddo glaciale e allora puoi prendere il tuo giacchino che sta comodamente nel trolley, lo
indossi e lo adatti alla temperatura che c’è sull’aereo o addirittura andare da un emisfero all’altro con la stessa giacca. Secondo me i nostri prodotti, ad esempio la giacca tecnica con il tessuto membranato si adattano ad un utilizzo annuale. Può essere utile anche a chi vive in zone molto umide in quanto il
tessuto membranato impedisce qualsiasi intemperie. E’ un prodotto che fa del bene e questo è il nostro vantaggio principale.

Novità per il 2019?
Anche se i nostri prodotti sono nuovissimi la ricerca di migliorie è continua. Ad esempio stiamo lavorando alla brevettazione di un accessorio. Abbiamo partecipato con grandissimo successo al salone dello Smau di Milano, importantissimo nel settore della tecnologia.

Innovazione, tecnologia e abbigliamento, indubbiamente un prodotto attrattivo…
Tantissimo. Devo dire che molte grosse aziende si stanno interessando al nostro prodotte. Di  conseguenza il lavoro sui brevetti è fondamentale. In questo senso siamo ben coperti.

Altre iniziative dove eravate presenti?
Abbiamo partecipato alla più grande regata del mondo, la Barcolana, che ogni anno si svolge a Triestre. Avevamo un nostro stand. Da notare che si è trattato di un accesso altamente selezionato. Anche lì abbiamo incontrato l’interesse di alcune associazioni sportive di primissimo livello. Non posso però dire di più.

Un sogno imprenditoriale da realizzare?
Arrivare con i nostri vestiti su Marte. Se deve essere un sogno sogniamo veramente alla grande (ride ndr)

11 febbraio #Grandangolo delle Professioni su #RadioPropostainBlu: Gli #AssistentiSociali

Lunedì 11 febbraio, alle 10,35, su Radio Proposta in Blu sesta puntata di un nuovo ciclo di «Grandangolo: incontri con le professioni della Valle d'Aosta». L'ospite di questa settimana sarà Anna Jacquemet, Presidente del Consiglio regionale dell'Ordine degli Assistenti Sociali.

Sul Corriere della Valle in edicola trovi l'intervista a Adriano Consol, Presidente dell'Ordine degli Avvocati della Valle d'Aosta.

Tutti gli iscritti riceveranno una copia PDF omaggio del Corriere direttamente dal proprio Ordine.

L'intervista a Jacquemet sarà invece disponibile in formato cartaceo sul Corriere della Valle del 14 febbraio. Buona lettura.

Andrea Orso (#Sitecos) ospite l'8 febbraio a #ImpresaVda su #RadioPropostainBlu

Carissimo visitatore, domani, venerdì 8 febbraio, alle 9,35, ventesima puntata del nuovo ciclo di ImpresaVda su Radio Proposta in BluIn studio, Andrea Orso della Intecos, parleremo di risparmio energetico

Sul Corriere della Valle in edicola trovate invece l'intervista a Luca Napoletano della Embedded Systems. 

A circa un'ora dalla trasmissione della puntata puoi scaricare il podcast nell'apposita sezione sul sito di Radio Proposta in Blu.

Se non conosci ancora la radio ti ricordo le sue frequenze: Courmayeur 103.8 - La Salle 93.7 - Saint-Nicolas 107.6 - Aosta 107.8 - Saint-Vincent 107.4 - Bassa Valle 107.8 - Brusson 88.5 - Ayas 107.6 - Valtournenche 107.6 - Valle del Gran San Bernardo 107.6 e Valgrisenche 88.0. 

31 gennaio 2019

4 febbraio #Grandangolo delle Professioni su #RadioPropostainBlu: Gli #Avvocati

Lunedì 4 febbraio, alle 10,35, su Radio Proposta in Blu quinta puntata di un nuovo ciclo di «Grandangolo: incontri con le professioni della Valle d'Aosta». L'ospite di questa settimana sarà Adriano Consol, Presidente dell'Ordine degli Avvocati della Valle d'Aosta.

Sul Corriere della Valle in edicola trovi l'intervista a Pietro Giglio, Presidente dell'Unione Guide di Alta Montagna.  

L'intervista sarà disponibile in formato cartaceo sul Corriere della Valle del 7 febbraio.

Pierre Noussan (#ConfidiValledAosta): «Siamo un partner finanziario dell'imprenditore»

Pierre Noussan
Questa settimana proponiamo l'intervista a Pierre Noussan, Presidente del Confidi Valle d’Aosta.

Cosa possiamo dire sul 2018 del vostro Confidi? Diamo un po’ di numeri?
Il nostro Consorzio che ha una lunga storia ha ormai raggiunto i 1000 soci. Parlando di numeri parliamo anche di garanzie. Il nostro Consorzio ha come missione aggiungere la nostra garanzie all'importo che il nostro socio assume in qualità di debito all'interno della banca e nel nostro caso si tratta di 70 milioni di garanzie date, cioè un volume che supera i 150 milioni in quanto noi garantiamo il 50%. Per quanto riguarda il patrimonio che rappresenta la principale leva finanziaria su cui noi diamo alle banche la certezza di avere in caso di insolvenza la quota che noi garantiamo si tratta di 20 milioni, cioè una leva assolutamente importante. Con due parametri che rappresentano la qualità del garante e della nostra Confidi. Il primo è il CET 1, acronimo di Common Equity Tier 1, indice che dice quanto vale il nostro consorzio. Noi siamo al 33% quando la legge prevede un minimo dell'8%. Noi siamo, dunque, certamente, fra i migliori consorzi di Italia.

Ormai la fusione albergatori e industriali è completa...
C'è stato un percorso. Prima le realtà erano più variegate poi man mano c'è stato un processo di aggregazione che sta caratterizzando tutto il mondo finanziario. E così cinque anni fa c'è stata questa fusione tra albergatori e industriali che, a nostro avviso, si è rivelata particolarmente fortunata - e non sempre è così – perché ha permesso di unire persone che avevano la stessa cultura, la stessa mentalità per affrontare il lavoro da svolgere. Un caso insomma di win-win. Tutti ne hanno tratto vantaggio: i nostri soci, la compagine degli albergatori e degli industriali. All'interno del nostro CDA c'è l'espressione di queste due anime, ma va detto che sempre di più la Confidi si allarga sia come numeri che come settori merceologici a categorie con una storia diversa.

Il buon momento del turismo ha avuto anche delle ricadute sulla vostra attività?
Certamente. Il turismo rappresenta oggi il comparto che nei prossimi anni avrà un trend di crescita costante. Il lavoro da fare sempre di più è quello di dare a tutte le strutture che vogliono ampliare i propri servizi ricettivi la capacità finanziaria per fare quegli investimenti e proseguire in quell'adeguamento, miglioramento per un turista sempre più esigente alla ricerca di effetti speciali nella sua vacanza. E la Valle d'Aosta ne ha tanti. Noi dobbiamo accompagnare una crescita naturale verso un mercato che potrà darci soltanto soddisfazioni.

Avete avviato una intensa campagna di comunicazione: come mai?
La comunicazione ormai ha una rilevanza sempre maggiore. E' chiaro poi che ci devono essere contenuti. Ecco perché anche noi abbiamo sentito l'esigenza di dotarci di un nuovo logo che offrisse una immagine più moderna, un look più caldo, più famigliare, e trasmettere l'idea, come noi siamo sempre stati con i nostri soci, che siamo dei partner, non voglio dire una famiglia, ma sicuramente un gruppo di persone che condividono obiettivi. Di qui la scelta di alcuni volti per promuoverci che oltre nelle pubblicità compaiono anche in un calendario dove i 12 mesi dell'anno vedono protagonisti 12 imprenditori e la loro attività. Come dire loro, imprenditori, sono il vero motore di questa regione e rappresentano il nostro futuro.

In Valle d’Aosta due Confidi, nonostante tutto la situazione sembrerebbe essersi stabilizzata...
La domanda è legittima ed è giusto che ci sia una risposta altrettanto chiara. Premesso che abbiamo sempre sviluppato mercati diversi. Noi ci siamo sempre occupati di realtà corporate rispetto ad un retail che era la richiesta dei 3000-4000 euro, cioè importi un po' più bassi. L'obiettivo rimane sempre quello della fusione. E' una richiesta che arriva dal sistema di Banca d'Italia che vuole strutture alte, certamente oggi le nostre due realtà sono efficienti, capaci di creare valore quindi se non avessimo potrebbero avere un'identità autonoma. Per arrivare alla fusione devono essere rispettati degli indici, delle patrimonialità che i due confidi non hanno in pari misura. Noi riteniamo che all'interno di una funzione debba esserci una importanza maggiore nella governance per chi porta più capitale, più patrimonio

Ipotizziamo che in ascolto ci sia un imprenditore che non ha mai fatto ricorso ad un Confidi. Che cosa può ottenere da voi?
Diventare socio vuol dire appartenere ad una organizzazione forte, capace. Ed è un vero partner finanziario dell'imprenditore. L'imprenditore ha un progetto, ha bisogno di liquidità, ha una esigenza finanziaria, rivolgendosi a noi può avere immediatamente da parte degli istituti di credito con cui opera o segnalati da noi condizioni più favorevoli, un'assistenza per modulare al meglio il prodotto di cui ha bisogno dopodiché, appartenendo alla Confidi, abbiamo il diritto di riconoscere al nostro associato un contributo che la Regione mette a disposizione in termini di investimenti. Riassumendo c'è un vantaggio in termini di pricing, di assistenza e un aiuto. C'è anche da parte nostra il servizio del Medio credito centrale, linee di finanziamento nazionali, e anche nei momenti di difficoltà e di crisi, purtroppo abbastanza frequenti, siamo in grado di assistere il nostro associato se deve affrontare una crisi di liquidità e fare in modo che non vada in affanno e verso una terra di non ritorno.

Come è il rapporto con le banche?
Sono la terza gamba del tavolo. Fondamentali sia perché sono loro stesse a chiedere all'imprenditore di poter aggiungere la nostra garanzia in modo da poter essere più competitivi e aumentare la quantità di denaro da mettere a disposizione. Certamente oggi nel mondo del credito stiamo assistendo ad un mondo che sta cambiando in maniera velocissima. La Confidi invece è una certezza. Noi offriamo anche informazioni che le banche non hanno più sia perché dispongono di personale ridotto e spesso utilizzano mezzi informatici rispetto alle conoscenze che noi possediamo della località e dei singoli imprenditori.

Previsioni per il 2019?
L'obiettivo di tutti oggi è crescere, ovviamente in termini qualitativi. Per noi si tratta di crescere sul fronte delle garanzie potendo scegliere quelle che potranno essere onorate alle scadenze. Ci stiamo allargando anche sul vicino canavese in quanto c'è una domanda, ci sono situazioni molto interessanti per sostenere un'economia che ormai non finisce più in Valle. Tutti coloro che fanno impresa guardano anche all'esterno. Chi fa bene raccoglierà dei frutti. Certamente oggi la sezione è molto forte.

L'economia valdostana potrà crescere?
Lo spazio c'è. Io continuo a pensare che la Valle d'Aosta possa diventare una eccellenza a tutto tondo

Un sogno come Presidente di Confidi da realizzare?
Il sogno è quello di costruire un piano strategico all'interno non soltanto del nostro gruppo ma coinvolgendo Confindustria, Adava e tutte quelle organizzazioni imprenditoriali disposte ad investirvi tempo e denaro. Un piano in tre step: a due anni, a cinque e a 10. E individuare priorità, risorse e ruoli. Oggi gli imprenditori hanno il compito e il dovere di mettere in pista capacità, competenze e anche risorse finanziarie per costruire questo piano. Detto questo – ed è un augurio che riguarda tutta la comunità valdostana - occorre però anche che ci sia più stabilità politica, più competenze, più capacità di ascolto. E nell'ascoltare ci sono le soluzioni perché oggi grazie alla rete si possono trovare. Si tratta soltanto di fare un passo indietro in quelli che sono i privilegi partigiani e guardare al bene della Valle.



#ProImpresa 3 : Bando di ricerca per le PMI Prism-e (#CROSA03)


La Valle d'Aosta mette a disposizione 500mila euro e aderisce al bando piemontese Prism-e che incentiva la realizzazione da parte di micro, piccole e medie imprese di progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale negli ambiti individuati dalla Strategia regionale di specializzazione intelligente. Prosegue dunque la collaborazione con il Piemonte che ha lo scopo di consentire alle imprese valdostane di inserirsi in un sistema più ampio di ricerca e costruire delle relazioni per il loro sviluppo.

Le grandi imprese possono partecipare solo se collaborano con le PMI. Tutte le imprese devono essere iscritte al registro delle imprese da almeno due anni e avere due bilanci chiusi ed approvati, oltre alla sede o l’unità locale, dove verranno prevalentemente svolte le attività di R&S, sita e operativa in Piemonte, o in Valle d’Aosta per le sole imprese valdostane, e provvista di carattere
attivo e produttivo. L'impresa valdostana può presentare un solo progetto in forma singola o  collaborare con un'impresa piemontese,  che sarà capofila, senza obbligo di assunzione di un giovane in apprendistato di alta formazione e ricerca.

Gli Organismi di Ricerca possono partecipare ai progetti solo in qualità di fornitori di servizi di ricerca contrattuale, nei limiti del 10% massimo dei costi ammissibili di progetto e solo per spese di
personale. Le domande si possono presentare fino all'8 marzo 2019, compilando un apposito modulo
telematico scaricabile dal sito della Regione Piemonte. Sono elementi caratterizzanti del progetto: innovatività, composizione partnership, dimensione progetto e collaborazione. L'investimento minimo è di euro 300.000 per progetti che coinvolgono solo PMI, euro 600.000 per quelli che
coinvolgono una o più grandi imprese. La durata massima del progetto è di 24 mesi. Non è obbligatorio aderire ad uno dei poli di innovazione piemontesi.

Le tipologie di agevolazione sono due. Il contributo a fondo perso, nella misura massima del 75% del costo ammissibile di progetto per singolo beneficiario, che riguarda il costo del personale, consulenze, spese per prestazioni rese dai soci/amministratori e spese generali. Il restante 25% a copertura di materiale e forniture, strumenti e attrezzature, spese viaggio e consulenze è coperto da un finanziamento agevolato (1%) a valere sulla LR 6/2003 della durata di 60 mesi, oltre un anno di
preammortamento, la cui valutazione spetta alla Regione Valle d'Aosta. L'intensità massima di aiuto
per il fondo perso è del 55% dei costi per le piccole imprese, del 45% per le medie e del 35% per le
grandi. Le domande sono soggette a valutazione formale, tecnica-finanziaria e di merito tecnico-scientifico da parte del Piemonte, da chiudersi entro settembre, e sono previste premialità di punteggio in presenza di PMI innovativa, rating di legalità o SOE certificato di eccellenza europeo, inclusione di almeno un Polo di innovazione.

Tutta la documentazione e maggiori informazioni  scaricabili dal sito della Chambre Valdôtaine

Edda Crosa 

Flavio Lanese (#Speedybrick) ospite il 1° febbraio a #ImpresaVda su #RadioPropostainBlu

Carissimo visitatore, domani, venerdì 1° febbraio, alle 9,35, diciannovesima puntata del nuovo ciclo di ImpresaVda su Radio Proposta in BluIn studio, una vecchia conoscenza, Flavio Lanese di SpeedyBrick

Sul Corriere della Valle in edicola trovate invece l'intervista a Luisa Silvestri di Poésie Chocolat Artisanal de Montagne. 

A circa un'ora dalla trasmissione della puntata puoi scaricare il podcast nell'apposita sezione sul sito di Radio Proposta in Blu.

Se non conosci ancora la radio ti ricordo le sue frequenze: Courmayeur 103.8 - La Salle 93.7 - Saint-Nicolas 107.6 - Aosta 107.8 - Saint-Vincent 107.4 - Bassa Valle 107.8 - Brusson 88.5 - Ayas 107.6 - Valtournenche 107.6 - Valle del Gran San Bernardo 107.6 e Valgrisenche 88.0. 
 

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