Visualizzazione post con etichetta Elezioni Usa 2008. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Elezioni Usa 2008. Mostra tutti i post

9 novembre 2008

La nonna di Obama

Come sempre propongo on line i fondi che scrivo sul Corriere della Valle. Questo è stato pubblicato giovedì 6 novembre.

Mentre scrivo da poche ore Barack Obama è il nuovo presidente degli Stati Uniti. Ma non è di politica che voglio parlarvi o del significato che ha questa elezione o della piattaforma politica del futuro presidente (troverete un ampio servizio nelle pagine interne). Non è questo che mi interessa. Sono invece rimasto colpito da come il candidato abbia descritto sua nonna, scomparsa proprio nell’ultimo giorno della campagna elettorale, in un crescendo di emozioni intense, continue. «Era una donna umile e diretta. – ha detto Obama parlando in un comizio, a Charlotte, in North Carolina - Un eroe silenzioso come ce ne sono molti qui tra voi, che lavorano sodo, che pensano alla famiglia, che si sacrificano per figli e nipoti». «E’ stata - ha proseguito l'allora senatore - la pietra angolare della nostra famiglia, una donna di una straordinaria forza e umiltà. Era fiera dei suoi nipoti e pronipoti e ha lasciato questo mondo con la consapevolezza che la sua impronta su tutti noi è stata significativa e sarà durevole».
In queste parole non c’è soltanto abilità retorica, ma traspare un messaggio, anzi ne traspaiono molti: si evidenzia il ruolo degli anziani che, in quest’ultima fase della loro vita - anche se spesso si sentono messi da parte - possono in realtà ancora dare molto; si sottolinea il valore del sacrificio, senza tornaconti, per gli altri. Proprio nell’omelia dei santi, lo stesso Vescovo, ha introdotto l’importanza che si riscopra con i figli l’importanza di un rapporto educativo personale, basato su un dialogo quotidiano. «I figli, troppo spesso, – ha precisato Mons. Giuseppe Anfossi - sono invece affidati ad altri: scuola, tv, mezzi informatici, compagni e, invece, occorre riscoprire un rapporto personale con i figli e ritagliarsi i giusti spazi per poterlo esercitare. In questo il ruolo delle persone anziane è privilegiato. Ora che la loro responsabilità educativa diretta - in quanto genitori - è finita possono mettersi in rapporto con i giovani in modo gratuito». Recentemente un giovane sacerdote della città ha chiesto ad un gruppo di giovani con quale persona avessero sperimentato la bontà. Oltre la metà dei ragazzi interpellati ha risposto i nonni. Sono convinto che questa disponibilità del cuore, l’esempio di questa generosità di amore, unita ad una preghiera fedele, che caratterizza molti anziani, li fa messaggeri di fede verso i più piccoli. La loro testimonianza può aiutare la nostra chiesa locale a raccogliere il frutto di nuove vocazioni. In questi casi è però necessaria la pazienza del contadino che conosce i tempi della natura. Non bisogna mai stancarsi di seminare nei cuori.

7 novembre 2008

Messaggi in bottiglia - 18: Sono anch'io un imbecille

Lo confesso. Sono un imbecille. E molto probabilmente anche un co.... (parola che io non uso in quanto non amo il turpiloquio e vorrei che altri seguissero il mio esempio). Non sono però abbronzato. Ma non importa. Sapete tutti a cosa sto facendo riferimento e non serve che aggiunga molto altro. Trovo però disdicevole che il nostro capo del governo cerchi sempre di fare lo spiritoso con battute di dubbio gusto (non importa se razziste o no) e si rivolga ad avversari politici e semplici cittadini insultandoli perchè non la pensano come lui. Sono convinto che il nostro capo del governo debba chiedere scusa a tutti e interpretare il suo ruolo con maggior dignità. Scusatemi lo sfogo poco in linea con i precedenti post ma, come padre di famiglia, trovo che sia stato dato un pessimo esempio ai nostri figli. Una simile battuta ridicolizza un evento storico epocale di fronte al quale mi sarei aspettato dichiarazioni più serie, più ispirate. Tutto questo cabaret mi ha personalmente stufato. Aggiungerei poi che il nostro capo del governo si farà anche chiamare «l'amerikano», ma ultimamente le sue frequentazioni russe (peraltro molto apprezzate dalle nostre imprese, purtroppo questo va detto...), non sembrano andare in una direzione estremamente filo-atlantica, senza dimenticare il fatto che la democrazia in Russia manifesta qualche criticità. E esibirsi in certe uscite da Mosca, proprio il giorno in cui viene eletto il Presidente degli Stati Uniti, non è diplomaticamente una grande trovata, anche valutati i primi segnali de guerra fredda lanciati immediatamente dall'ex-colosso sovietico.

5 novembre 2008

Yes we did!

Barack Obama è il 44° presidente degli Stati Uniti. Su questo giorno ho già scritto nei mesi passati e scriverò nei prossimi giorni (ad esempio sul Corriere della Valle di venerdì). Ma non oggi.

31 ottobre 2008

It's Obama's time: i want to believe

Sono convinto che l'Economist abbia ragione. E l'ho già scritto in tempi non sospetti. Serve una leadership nuova in grado di ispirare gli americani a sentirsi una nazione indipendentemente dalla forza della loro macchina bellica. A rinunciare al governo della paura. Una leadership che interpreti la politica come un aver a cuore il bene delle persone. Che rimetta in primo piano concetti attualmente impolverati come bene comune, etica, responsabilità, rispetto, perfino cultura. Spero di non essere un ingenuo ma era da tempo che un politico non mi dava l'impressione di credere davvero in quello che dice. Il disincanto regnava sovrano e annacquava ogni tipo di passione. Destra, sinistra, perfino centro per me pari sono. E Obama in questo invece c'è riuscito. So che qualcuno dirà è troppo perfetto. Non può essere vero. Eppure io voglio crederci. I want to believe. E voi?

2 ottobre 2008

Giorno per giorno le elezioni Usa 2008

Per gli appassionati di appuntamenti elettorali come il sottoscritto, in particolare delle elezioni americane, che mai come quest'anno sono un appuntamento davvero fondamentale per il futuro del mondo (da leggere l'intervista all'economista Joseph Stiglitz sul Sole di ieri), nella colonna di destra trovate una simpatica «tool» che vi tiene aggiornati sull'andamento dei sondaggi delle elezioni «made Usa», stato per stato. Se ci cliccate sopra potete ampliare il vostro desiderio di sapere. Io non vi nascondo la mia simpatia per Obama.

2 settembre 2008

Obama batte McCain ma di un soffio: qual è la tua previsione?

80 a 78. Se il mio mini-sondaggio fosse un test serio ci dobbiamo preparare di nuovo ad una conta all'ultimo voto e all'ultimo Stato per sapere chi sarà il nuovo presidente degli Stati Uniti. Il campione, come si sa, è tutt'altro che significativo, tuttavia il voto nazionale ha evidenziato in questi mesi il trend di recupero del repubblicano McCain che, piano piano, si è rifatto sotto all'avversario democratico. E ora la gara negli Usa si fa davvero dura.
Chi ha voglia di lanciarsi in una previsione? Io ipotizzo 54% Obama e 46% McCain. Sono convinto che l'elemento economia peserà tantissimo nella scelta degli elettori.

23 agosto 2008

Sondaggio Obama-Mc Cain - Con Joe Biden un passo indietro?

Approfitto della nomina di Joe Biden come vice di Barack Obama per ricordare ai visitatori che ormai mancano pochi giorni alla chiusura del mio sondaggio su chi votereste fra lo stesso Obama e Mc Cain se foste degli elettori Usa. Curiosamente anche il mini-elettorato italiano, sulla falsa riga di quello americano, in questi ultimi giorni ha cominciato a schierarsi con più convinzione con Mc Cain e ora siamo al testa a testa. Come sempre anche qualche commento sarebbe gradito. Io mi limito ad una prima impressione. Il profilo di Biden è indubbiamente valido però, secondo me, ci sono due note stonate. Da un lato Obama con la scelta di questo vice ammette chiaramente la sua debolezza in politica estera e dice a tutti «state tranquilli ho trovato chi decide per me». Dall'altro il curriculum del candidato vice, decisamente istituzionale, fa segnare un passo indietro al messaggio di rinnovamento che ha spinto con forza Obama in questi mesi. Si tratta di capire che cosa farà Mc Cain...

2 agosto 2008

Sondaggio Usa 2008: e tu stai con Mc Cain o Obama?

Sono per ora 78 i suffragi raccolti dal mio giochino estivo sulle elezioni americane. Il quesito è semplice ma può dire molto del nostro attuale sentire politico: voi state con John McCain o con Barack Obama? Il 55% dei votanti per ora si è espresso a favore di Obama e, del resto, l'ultimo viaggio in Europa ha dimostrato quanto interesse ci sia intorno alla sua candidatura. Comunque ci sono ancora 30 giorni per esprimere la propria preferenza e mi piacerebbe veder crescere in maniera significativa i suffragi del mio sondaggino. Come ho già scritto proviamo a sognare per un minuto di essere tutti americani. E tu stai con McCain o Obama?

20 giugno 2008

John McCain o Barack Obama? Se fossi in America chi voteresti?

Anche se il dollaro è messo all'angolo dall'euro ciò non toglie che le decisioni di chi guida la casa Bianca non ci tocchino da vicino su qualunque fronte. Economia in primis. E' sufficiente pensare ai mutui sub-prime. Ecco perchè un simile argomento può interessare anche un blog iperlocale come il mio. Del resto la campagna elettorale USA 2008 oltretutto piace agli italiani, e penso anche ai valdostani, i quali, molto probabilmente, sognano che, prima o poi, avvenga qualcosa di simile anche da noi. Due grossi partiti divisi non tanto dalle ideologie del passato o da interessi particolari ma con due diverse visioni di futuro. Con pregi e difetti ma, comunque, in grado di guidare una nazione a tutto tondo. Con un tot di valori ben definiti, senza inutili reciproche demonizzazioni e senza inciuci. Si può essere molto duri con l'avversario politico senza lederne la dignità. Ecco perchè vi propongo questo simpatico giochino estivo. Proviamo a sognare per un minuto di essere tutti americani. E tu stai con McCain o Obama?
 

© ImpresaVda Template by Netbe siti web