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1 dicembre 2016

Pierre Noussan (#Sicav2000): «D'ora in poi l'unica certezza sarà l'incertezza ma questo non ci deve fermare»

Pierre Noussan
Questa settimana proponiamo l'intervista a Pierre Noussan, Presidente del Gruppo Sicav2000, componente di Confindustria Valle d'Aosta e vicepresidente del Confidi Industriali.

La trimestrale di Confindustria disegna una fine d'anno ancora nell'incertezza. Che cosa rende ancora la situazione critica?
Il contesto è cambiato molto. In passato eravamo abituati ad avere periodi lunghi che ci davano una garanzia di continuità oggi l'unica certezza che abbiamo è l'incertezza. Le aziende devono essere ripensate, strutturate in modo da operare in un contesto diverso. Oggi la digitalizzazione e la velocità di tutti i settori ci pongono dentro ad una centrifuga. Questa centrifuga è e sarà sicuramente il terreno su cui noi dovremmo misurarci. Ecco perché oggi parlare di crisi, di difficoltà del momento non è attuale. Oggi bisogna operare day by day con delle strategie, ma sapendo che oggi il mercato è una montagna russa.

Lei opera in un settore come quello dell'automotive: qual è lo stato di salute del vostro comparto?

Come gruppo operiamo nella distribuzione, però è chiaro che tutta la filiera è coinvolta. Per quanto riguarda l'Italia fino al 2007 si era raggiunto l'apice commerciale con 2,5 milioni di auto vendute, 6000 in Valle d'Aosta, dopodichè è iniziata la discesa lenta e inesorabile che ha portato il mercato italiano a scendere a 1,5 milioni di pezzi e a sfiorare in Valle d'Aosta i 2000 pezzi che percentualmente sono dei numeri che evidentemente hanno selezionato il mercato e hanno creato e rigenerato strutture nuove. Si è ripartiti da circa un triennio per vari motivi cioè l'invecchiamento del parco macchine, la capacità delle case automobilistiche di essere sempre più propositive con modelli nuovi. Pensate che ogni anno escono 150 modelli nuovi. Anche la leva finanziaria ha permesso alle famiglie di rinnovare un parco auto ormai obsoleto.

La manualistica e molti esperti sostengono che questi sono momenti in cui si deve investire per aggredire la crisi e non farsi travolgere. Un consiglio poco seguito. Eppure modi per trovare risorse ci sono. Basta pensare ai confidi…

Chi si ferma è perduto non è una frase banale. Anzi oggi non bisogna soltanto correre ma riuscire a rincorrere in maniera sempre più rapida e in un contesto più altalenante. Certamente per fare questo occorrono le risorse finanziarie, le risorse umane e la determinazione. Per quanto riguarda quelle finanziarie, fondamentali per fare quegli investimenti irrinunciabili sempre più assoggettati a rinnovamenti più brevi il nostro Confidi, figlio della fusione tra il Confidi industriali e quello degli albergatori, è la risposta immediata e puntuale a quelle che sono le domande di liquidità sia di breve che di investimenti e anche di consulenza. Questo ci permette oggi di dare a tutti gli imprenditori valdostani una risposta in tempi rapidi e a condizioni ottime grazie al nostri patrimonio, senza comunque dimentica che queste condizioni dipendono anche dalla capacità di rimborso dell'azienda, cioè da quella parola odiata che si chiama rating.

Il 2016 per il Confidi Valle d'Aosta è stato un anno molto importante…

Il nostro Confidi è cresciuto dal punto di vista di qualità. Certamente la domanda di investimento si è ridotta rispetto agli anni passati. Abbiamo invece la componente degli albergatori che sta andando molto forte in quanto la necessità di rinnovare le strutture è ormai un trend consolidato e questo ha fatto sì che molte attività stiano investendo. Il nostro Confidi poi in questo momento è chiamato a una possibile, probabile fusione con l'altro Confidi valdostano, Valfidi, però i tempi per queste scelte necessitano ancora di ponderazioni, di valutazioni che dipendono molto dal contesto locale e nazionale.

 E per il 2017 che cosa avete in previsione?

Il nostro impegno è quello di lavorare per le aziende. Noi tutti i giorni incontriamo aziende, analizziamo situazioni, ci confrontiamo con le banche. Quindi siamo operativi- La nostra strategia è di vedere questo percorso insieme per valutare le opportunità per avere delle opzioni in più da dare ai soci. Certamente la nostra componente rispetto a quella di Valfidi è diversa, però se ci saranno le condizioni l'obiettivo è quello di un percorso comune, cercando però di mantenere le specificità e le competenze di ciascun confidi.

Da imprenditore da sempre attento all'economia valdostana qual è la sua ricetta per affrontare una congiuntura che forse non è più critica ma è ancora problematica…

La consapevoelzza delle turbolenza è qualcosa cui dobbiamo fare riferimento in ogni nostra azione. La Valle d'Aosta ha risorse uniche – lo diciamo spesso – che spesso trascuriamo, senza condividerle e non facendo rette con tutti i settori, parola busata ma che in Valle d'Aosta rimane più teorica che sostanziale. Dobbiamo fare rete, dobbiamo uscire dai nostri territori. Dobbiamo essere proattivi. Dobbiamo guardare in maniera nuova ai mercati intorno a noi. Intendo Francia, Svizzera, dove già molte realtà hanno già iniziato ad essere presenti. E poi c'è il vicino canavese, Biella. Di fatto dobbiamo guardare la Valle come un punto da cui uscire e andare – perdonatemi il termine – al'attacco di tutti questi mercati che cercano soluzioni, che cercano professionalità che la Valle d'Aosta ha.

Che cosa può mettere in campo la pubblica amministrazione che sia realmente di aiuto per il mondo delle imprese?

La pubblica amministrazione è fondamentale per ogni sviluppo, per ogni paese. Certamente oggi rispetto al passato, come in parte già sta facendo, deve fare un passo indietro. Io direi addirittura tanti passi indietro. Lo scollamento di ciò che la politica vede, di ciò che la politica fa è sotto gli occhi di tutti. Basta pensare alle ultime elezioni americane. Oggi non c'è il contatto con quella che noi chiamiamo la pancia della società, la pancia delle imprese. Altro problema importantissimo – e questo riguarda anche le aziende private – deve esserci un ricambio. Dobbiamo lasciare il passo a chi ha competenze nuove, energie nuove. Ma soprattutto dobbiamo essere consapevoli che le persone che hanno più di 50 anni oggi devono farsi aiutare da quelli che ne hanno meno di 30. Senza di questa consapevolezza si rimarrà piantati al passato. E' un ricambio irrinunciabile. Se non lo faremo noi lo faranno gli altri. E' questo che il mercato chiede e chi nons arà in grado di rispondere in tempi brevissimi sarà pasto per quelli più bravi.

Dal punto di vista aziendale qualche novità?

Il nostro gruppo è cresciuto. Si è aperto. Negli ultimi anni abbiamo aperto due sedi fuori Valle e adesso andremo a consolidare due realtà a Rivarolo e Ivrea legati ai brand Renault e Dacia. Questo significa di nuovo che c'è spazio per i valdostani che sanno dimostrare di essere capaci di onorare le parole e fuori dalla Valle tutte le volte che ci proponiamo ci riconoscono che siamo gente seria, che si impegna e, come si dice, che ci mette sempre la faccia.

Il ruolo dell'associazionismo imprenditoriale nel futuro?

Questa è una domanda importantissima in quanto per tante situazioni anche questo ruolo deve essere ridisegnato. Oggi Confindustria Valle d'Aosta con i suoi 70 anni è una, se non la più autorevole, associazione che di fatto deve cercare di innovare e portare avanti quelle tematiche che oggi noi riteniamo necessarie per le aziende, e cioè il rinnovamento. Come Confindustria abbiamo avuto una manifestazione importantissima, e cioè il PMIDay, organizzato dal vicepresidente Gianfranco Giachino, che ha visto 800 studenti incontrare e visitare le aziende. Il sabato prima c'è stata un'altra iniziativa, per merito dei giovani industriali guidati da Simone Lingeri, dove le scuole della primaria hanno presentato la loro offerta formativa contemporaneamente a molte aziende che hanno illustrato le loro opportunità occupazionali. C'è stato in quell'occasione un fervore di ragazzi, di interesse che secondo me è qualcosa di emozionante e rappresenta la garanzia che è lì che oggi le associazioni, i movimenti, le aziende devono guardare. Dobbiamo aiutare i giovani a formarsi, a fare le loro scelte e poi dar loro lo spazio che meritano. Le nostre aziende hanno bisogno di loro per rinnovarsi.

I giovani di oggi sembrano guardare più al privato che al pubblico?

Evviva. Fortunatamente oggi hanno capito che il posto pubblico non è più garantito e spesso non rappresenta una possibilità di crescita, ma una sedia e basta. I giovani che sono dinamici, hanno voglia di misurarsi e non hanno paura di prendere una valigia è andarsene sono pronti a raccogliere quella sfida. Dobbiamo noi però creare le condizioni altrimenti andranno a cercare da altre parti.

Un sogno imprenditoriale da realizzare?

I sogni sono due. Come Gruppo vorrei aprire una sede nella vicina svizzera, che rappresenta un territorio in cui c'è bisogno di professionalità e di quella tipicità valdostana di cui parlavo prima: correttezza, serietà, cordialità, il sorriso. Quei valori un po' da montanari che però sono sempre molto intensi. L'altro è quello di creare delle condizioni più strutturate affinché i giovani valdostani che sono andati fuori Valle e hanno fatto grandi cose possano avere voglia di tornare e dare il loro contributo alla terra d'origine.

23 novembre 2016

Venerdì 25 novembre Mauro Papagni (#e4Servizi) ospite a #ImpresaVda su #RadioPropostainBlu

Carissimo visitatore, dopodomani, venerdì 25 Novembre, ottava puntata di ImpresaVda. su Radio Proposta in Blu. Anche quest'anno per le prime 24 puntate abbiamo come sponsor la BCCValdostana. Questa settimana tocca a Mauro Papagni della e4Servizi, azienda attiva nel settore dell'edilizia.

Se ti sei perso l'intervista della scorsa settimana a Guido Bertolin della Maison Bertolin, la puoi trovare qui.  

Il prossimo appuntamento sarà, dunque, Venerdì 25 Novembre, sempre alle 9,30

Sul Corriere della Valle in edicola questa settimana trovi l'ntervista a Perre Noussan e nelle prossime settimane quelle a Bertolin e Papagni. Dopodomani a circa un'ora dalla trasmissione della puntata - se te la sei persa - puoi scaricare il podcast nell'apposita sezione sul sito di Radio Proposta in Blu.

Ti ricordo che il programma è in diretta per cui puoi intervenire sia telefonicamente (0165 - 44575) sia via mail diretta@radiopropostainblu.it).

Come sempre ti chiedo di scrivere nell'oggetto della mail «ImpresaVda» in modo che io possa capire subito se si tratta di un lettore del blog.


Puoi naturalmente anche lasciare messaggi direttamente su ImpresaVda, possibilmente prima della trasmissione. Di che genere? E' molto semplice: domande sui temi trattati e suggerimenti sugli argomenti da trattare o gli ospiti da invitare.


Se non conosci ancora la radio ti ricordo le sue frequenze: Courmayeur 103.8 - La Salle 93.7 - Saint-Nicolas 107.6 - Aosta 107.8 - Saint-Vincent 107.4 - Bassa Valle 107.8 - Brusson 88.5 - Ayas 107.6 - Valtournenche 107.6 - Valle del Gran San Bernardo 107.6 e Valgrisenche 88.0.

Buon ascolto. 

16 novembre 2016

Venerdì 18 novembre Guido Bertolin (#MaisonBertolin) ospite a #ImpresaVda su #RadioPropostainBlu

Carissimo visitatore, dopodomani, venerdì 18 Novembre, ottava puntata di ImpresaVda. su Radio Proposta in Blu. Anche quest'anno per le prime 24 puntate abbiamo come sponsor la BCCValdostana. Questa settimana tocca a Guido Bertolin della Maison Bertolin

Se ti sei perso l'intervista della scorsa settimana a Pierre Noussan, Presidente del Gruppo Sicav2000, impegnato da sempre in Confindustria Valle d'Aosta e vicepresidente del Confidi Valle d'Aosta, la puoi trovare qui.  

Il prossimo appuntamento sarà, dunque, Venerdì 18 Novembre, sempre alle 9,30

Sul Corriere della Valle in edicola questa settimana trovi l'ntervista a Giulia Mona e nelle prossime settimane quelle a Noussan e Bertolin. Dopodomani a circa un'ora dalla trasmissione della puntata - se te la sei persa - puoi scaricare il podcast nell'apposita sezione sul sito di Radio Proposta in Blu.

Ti ricordo che il programma è in diretta per cui puoi intervenire sia telefonicamente (0165 - 44575) sia via mail diretta@radiopropostainblu.it).

Come sempre ti chiedo di scrivere nell'oggetto della mail «ImpresaVda» in modo che io possa capire subito se si tratta di un lettore del blog.


Puoi naturalmente anche lasciare messaggi direttamente su ImpresaVda, possibilmente prima della trasmissione. Di che genere? E' molto semplice: domande sui temi trattati e suggerimenti sugli argomenti da trattare o gli ospiti da invitare.


Se non conosci ancora la radio ti ricordo le sue frequenze: Courmayeur 103.8 - La Salle 93.7 - Saint-Nicolas 107.6 - Aosta 107.8 - Saint-Vincent 107.4 - Bassa Valle 107.8 - Brusson 88.5 - Ayas 107.6 - Valtournenche 107.6 - Valle del Gran San Bernardo 107.6 e Valgrisenche 88.0.

Buon ascolto. 

23 gennaio 2012

Pierre Noussan (Sicav 2000) e il Mercato dell'Auto in Valle e non solo...

Pierre Noussan (Sicav 2000)
Intervista a  Pierre Noussan, amministratore delegato di Sicav 2000 che commercializza sul territorio regionale Fiat, Lancia, Mitsubishi, Hunday, Dacia e Renault con lui  approfondiremo alcuni temi legati al mercato dell'auto.
Il mercato dell'auto quanto sta risentendo della crisi?
Per noi la crisi è stata doppia in quanto la Regione aveva anticipato i consumi con le doppie rottamazioni. per noi è un momento difficile con un meno 18% a livello nazionale e un meno 30-33 per la Valle d'Aosta.

E' una crisi generalizzata o qualche brand galleggia meglio di altri?
Chiamarla crisi è perfino, forse, inopportuno. E' un fatto fisiologico. Prima era come se una persona invece di mangiare tre pasti al giorno ne volesse mangiare uno ogni dieci minuti. Era un evento che ci attendavamo però non si riesce a metabolizzarlo finché non si manifesta nel modo più acuto. Inoltre il low cost che doveva garantire una ripresa sul mercato di target medio-basso non ha portato i risultati sperati. I segmenti che hanno tenuto meglio sono quelli medio-alti.

Un giudizio sull'operato di Marchionne?
E' ancora prematuro. Bisogna meglio comprendere il suo progetto una volta che sarà completo. Sicuramente si tratta di un cambiamento mentale per tutto il sistema industriale. Ci sono molte aspettative e molto dipenderà dai mercati. L'Europa comunque non è più il mercato. E' un mercato.

Fiat punta al mercato mondiale è possibile che in Italia si crei anche une effetto disaffezione nei confronti del marchio?
Assolutamente sì. Speriamo però che con i nuovi prodotti, fra cui Panda che abbiamo presentato in questi giorni, si possa ricreare quel feeling - anche perché si tratta di un prodotto per qualità e contenuti veramente made in Italy - con un brand che comunque ha segnato profondamente il nostro Paese
Parliamo di nuovi mercati: quando vedremo circolare sulle strade della nostra regione un numero significativo di auto ibride o comunque che utilizzano energie alternative?
Si parla di quote tra il 5 e il 7%. Di conseguenza si tratta sempre di numeri molto piccoli. Io ritengo che per ora le soluzioni tecnologiche debbano ancora venire. Io sono più convinto della validità dell'elettrico con un motore piccolissimo di emergenza. Al momento le lobby che stanno dietro ai prodotti petroliferi sono ancora troppo importanti e fanno comodo a troppi. Temo che i tempi si stanno allungheranno.

La vostra concessionaria come si sta muovendo su questo mercato?
Noi abbiamo due brand - Renault e Mitsubishi - che stanno investendo nell'elettrico. Riteniamo che sia un servizio, un'immagine, ma dal punto di vista dei fatturati è difficile ipotizzare che ci sia un futuro. Si tratta però di una presenza importante che dobbiamo offrire anche per provare a far vedere che ci sono delle alternative.

Anche perché deve svilupparsi una rete di distribuzione?
Questo, in parte non è più così vero, in quanto le ricariche rapide ti permettono in 30-40 minuti di attrezzare l'auto per le long distance. Per il breve è sufficiente la presa del garage di casa e in due-tre ore l'auto è già pronta.

Quali sono le sue caratteristiche del mercato dell'auto valdostano? La crisi quanto ha inciso?
Le caratteristiche attuali sono il risultato di un mercato che si è alleggerito in modo molto violento. Abbiamo comunque clienti su tutti i segmenti. Quello che è il nostro problema, come accade in altri settori merceologici, sono i volumi. Il nostro bacino di clientela è molto piccolo, molto esigente e con consumi che non permettono di assorbire certi costi di una normale struttura di vendita.
Esiste il fenomeno di stranieri che acquistano l'auto in Valle d'Aosta?
Questa domanda è opportuna in questo momento in cui abbiamo aperto un canale commerciale con la svizzera legato al differenziale tra Euro e Franco Svizzero. Per i nostri cugini d'oltralpe sono diventati interessanti i listini italiani. Si tratta comunque sempre di volumi molto piccoli.

Con il venir meno dei buoni di benzina è cambiato qualcosa sul fronte dell'offerta?
Sicuramente questo fenomeno è già stato assorbito dal mercato. Oggi con questi ultimi rialzi che diventano insostenibili e sono un danno per l'intero sistema i conti non tornano. Il tipo di alternativa - elettricità e metano Gpl - per quanto riguarda distribuzione, costi postumi e incertezze della svalutazione del veicolo - non sono ancora una soluzione così valida per risparmiare.

Dalle statistiche i valdostani non sono molto esterofili
Oggi il valdostano si muove nella misura in cui trova sul territorio una rete efficiente e amichevole. Nel passato, ad esempio, fu particolarmente forti Nitri con il brand Renault. Segno che l'esterofilia la fa, in realtà, il concessionario più efficiente.
Una novità da raccontare in esclusiva a ImpresaVda
Un anno fa abbiamo impiantato un magnifico impianto fotovoltaico sul tetto della concessionaria Mitsubishi-Hiunday e questo ci ha permesso di esplorare un settore che non conoscevamo e soprattutto dare un contributo concreto in termini di emissioni in quanto noi stessi siamo tra coloro che producono e commercializzano veicoli che emettono Co2. Un vantaggio per i valdostani, ma anche per l'azienda che nel medio termine può garantirsi dei margini che possono sopperire alle crisi del settore.

Un sogno imprenditoriale da realizzare…
Con una battuta direi che sono un cultore del teletrasporto. Però è difficile pensarlo a breve. Andando su qualcosa di più reale mi piacerebbe produrre qualcosa che sia pieno di valdostanità e di esperienza rispetto all'auto di cui siamo sicuramente attori principali, ma in realtà produciamo poco e,  commercializziamo soprattutto beni e servizi.

13 gennaio 2012

In Valle d'Aosta Boom delle Immatricolazioni, ma flop del Mercato regionale dell'Auto

Boom delle immatricolazioni (+117,5%), ma flop del mercato regionale dell'auto (-32%). Il paradosso tutto valdostano ha visto nel corso del 2011 immatricolare nella piccola regione autonoma ben 31.019 auto (contro le 14.260 dell'anno precedente), praticamente poco meno di un terzo di quelle torinesi (99.729). Ma sbaglierebbe chi immaginasse valdostani «paperoni» perennemente alla ricerca dell'auto ultimo modello o concessionari recordman di vendite. Il fattore scatenante, come spesso accade in Italia, è stato l'obiettivo di pagare meno tasse e sull'Imposta provinciale di trascrizione (Ipt) le regioni a Statuto speciale in seguito all'entrata in vigore del decreto legislativo sull'autonomia finanziaria delle Regioni a Statuto Ordinario e delle Province si sono trasformate improvvisamente in piccoli "paradisi fiscali".

Mentre nelle Regioni a Statuto Ordinario le Province applicano l'IPT con criteri proporzionali rispetto alla potenza del veicolo in quelle a Statuto Speciale questo non è possibile, poiché lo stesso decreto sull'autonomia finanziaria non si applica alle province situate in queste Regioni, come previsto dalle Legge delega sul federalismo fiscale. «Questa anomalia - spiega Giuseppe Castiglione, Presidente dell'Unione delle Province italiane, il primo  constatare l'anomalia - ha fatto sì che non appena entrato in vigore il decreto, sia iniziata una sorta di migrazione delle società che acquistano per noleggio ingenti parchi veicolari, dalle Province di Regioni a statuto Ordinario verso quelle di Regioni a statuto speciale, attraverso l'apertura fittizia di sedi secondarie, dove immatricolare i veicoli in quelle sedi, sebbene la loro attività principale, il personale ed i servizi siano stabiliti in altre sede».  E così le richieste di immatricolazione sono vistosamente cresciute nelle Regioni a Statuto speciale (Trento ed Aosta su tutte) e parallelamente si sono ridotte nelle Regioni a statuto ordinario, soprattutto nelle città in cui hanno sede le principali società di noleggio flotte e grandi concessionari con un inevitabile danno fiscale.

Una «concorrenza sleale involontaria» che ha perfino messo in imbarazzo l'Assessore regionale al Bilancio Claudio Lavoyer che si è premurato di sottolineare come si trattasse di una "mera conseguenza legislativa" e che la giunta regionale non aveva approvato nessun provvedimento sulla materia.

Se comunque le casse dell'erario valdostano trarranno indubbiamente giovamento dall'improvviso boom si tratta di una tragica beffa per le società concessionarie. Tra il 2009 e il 2011 il mercato dei privati è calato di quasi il 50%. Le auto commercializzate sono state 3.264 nel 2011 contro le 4.273 del 2010 e le 4.964 del 2009. Nel solo mese di dicembre sono state vendute 186 auto contro le 275 dell'anno precedente. E il calo di Aosta, confermano i concessionari, è indubbiamente uno dei più vistosi di tutta l'area del Nord Ovest. «In qualche maniera - spiega Pierre Noussan, amministratore delegato di Sicav 2000, concessionaria multibrand che commercializza sul territorio regionale Fiat, Lancia, Mitsubishi, Hunday, Dacia e Renault - era un evento atteso da tempo. In Valle paghiamo tre effetti negativi, in parte inevitabili: la fine della rottamazione regionale, la fine della rottamazione statale, la fine dei buoni di benzina. Potremmo dire che negli ultimi due anni sono stati anticipati i consumi futuri. Purtroppo la necessità di metabolizzare il nuovo scenario si è presentata proprio in questo momento di crisi con una domanda destinata a rimanere depressa per almeno altri due anni. Potrà limitare i danni chi potrà disporre di modelli vincenti. Come Fiat, ad esempio, confidiamo molto nella nuova Panda. Per contro ci sarà una sicura ripresa del mercato dell'usato. Anche datato». La crisi tuttavia può anche offrire nuove opportunità. «Da pochi mesi - conclude Noussan -  abbiamo aperto un canale commerciale con la Svizzera. In virtù della debolezza dell'Euro per i nostri cugini d'oltralpe sono improvvisamente diventati particolarmente interessanti i listini italiani. Si tratta di piccoli volumi, ma la criticità del momento consiglia di sfruttare al meglio anche le nicchie di mercato».

23 dicembre 2011

Andrea Celesia (Adava): Ospite a ImpresaVda su Radio Proposta in Blu


Carissimo visitatore metto on line la puntata del 16 Dicembre. Ospite  di «ImpresaVda», Pierre Noussan, titolare della concessionaria multibrand Sicav 2000. Con lei ci siamo interrogati sull'andamento del settore dell'automotive. Qui - se te la sei persa - puoi trovare la puntata in questione. 

L'ospite della puntata di oggi, venerdì 23 dicembre, alle 9,30, su Radio Proposta in Blu, è invece Andrea Celesia, titolare dell'albergo Notre Maison di Cogne nonchè vicepresidente dell'Associazione regionale degli albergatori e responsabile del Club di prodotto Wellness regionale, con lui faremo un po' il punto sul turismo in Valle. 

Con questa puntata si chiude un altro ciclo di ImpresaVda. Ci risentiremo a marzo. Un grazie alla Camera di Commercio che con la sua sponsorizzazione ha indubbiamente dato ulteriore credibilità al programma. In primavera ImpresaVda potrebbe presentarsi ai nastri di partenza con un format nuovo. Ci sto meditando...
Come sempre ti ricordo che ImpresaVda è disponibile a dare voce ai tuoi dubbi, ai tuoi quesiti, ai tuoi commenti critici. Scrivi a: diretta@radiopropostainblu.it.

Anche a trasmissione terminata non esitare a mandare una tua impressione o a lasciare un tuo commento anche su questo blog. Sarà apprezzata anche la segnalazione di un ospite che vorresti fosse invitato in trasmissione. Anche le autosegnalazioni di imprenditori desiderosi di far conoscere i loro progetti aziendali sono ben accette. Ne farò buon uso.


Non dimenticare che è possibile ascoltare Radio Proposta anche sul tuo pc: clicca qui.


Qui invece puoi riascoltare tutte le puntate andate in onda sino ad oggi.

Se non conosci ancora la radio ti segnalo le sue frequenze: Courmayeur 103.8 - La Salle 93.7 - Saint-Nicolas 107.6 - Aosta 107.8 - Saint-Vincent 107.4 - Bassa Valle 107.8 - Brusson 88.5 - Ayas 107.6 - Valtournenche 107.6 - Valle del Gran San Bernardo 107.6 e Valgrisenche 88.0.
Buon ascolto

16 dicembre 2011

Pierre Noussan Ospite a ImpresaVda su Radio Proposta in Blu


Carissimo visitatore metto on line la puntata del 9 Dicembre. Ospite  di «ImpresaVda», Anna De Santis, titolare di una start up nel settore vitivinicolo. Con lei ci siamo interrogati su cosa significhi avviare un'attività imprenditoriale, in particolare una di questo tipo. Qui - se te la sei persa - puoi trovare la puntata in questione. 

L'ospite della puntata di oggi, venerdì 16 dicembre, alle 9,30, su Radio Proposta in Blu, è invece Pierre Noussan, titolare di Sicav 2000, con lui focalizzereo la nostra attenzione sul mercato dell'automotive. 

Come sempre ti ricordo che ImpresaVda è disponibile a dare voce ai tuoi dubbi, ai tuoi quesiti, ai tuoi commenti critici. Scrivi a: diretta@radiopropostainblu.it.

Anche a trasmissione terminata non esitare a mandare una tua impressione o a lasciare un tuo commento anche su questo blog. Sarà apprezzata anche la segnalazione di un ospite che vorresti fosse invitato in trasmissione. Anche le autosegnalazioni di imprenditori desiderosi di far conoscere i loro progetti aziendali sono ben accette. Ne farò buon uso.


Non dimenticare che è possibile ascoltare Radio Proposta anche sul tuo pc: clicca qui.


Qui invece puoi riascoltare tutte le puntate andate in onda sino ad oggi.

Se non conosci ancora la radio ti segnalo le sue frequenze: Courmayeur 103.8 - La Salle 93.7 - Saint-Nicolas 107.6 - Aosta 107.8 - Saint-Vincent 107.4 - Bassa Valle 107.8 - Brusson 88.5 - Ayas 107.6 - Valtournenche 107.6 - Valle del Gran San Bernardo 107.6 e Valgrisenche 88.0.
Buon ascolto

16 marzo 2010

Welcome Day: le 9 Aziende con più di 50 Anni di Iscrizione a Confindustria Valle d'Aosta

Gli attestati sono stati consegnati dalla Presidente di Confindustria Valle d'Aosta Monica Pirovano, dal veterano dei past president Michele Pignataro e dal Presidenta della Giunta Augusto Rollandin
Ecco le nove aziende con più di 50 anni di iscrizione premiate in occasione del Welcome day con un attestato firmato dalla presidente nazionale di Confindustria Emma Marcegaglia.
Per ciascuna ti propongo il profilo aziendale predisposto da Confindustria Valle d'Aosta.

COGNE ACCIAI SPECIALI S.P.A.

Lavoro, impegno e innovazione: questo il volto attuale della Cogne Acciai Speciali, l’azienda siderurgica che a partire dagli inizi del ‘900 ha legato indissolubilmente la sua storia a quella del capoluogo regionale e dell’intera Valle d’Aosta. La nascita dello stabilimento, fissata dai libri di storia nel 1917, oltre alla crescita economica di Aosta e della Regione, ne ha determinato le caratteristiche sociali; basti pensare alle ondate migratorie avvenute durante e dopo le guerre.
Oggi la CAS occupa oltre mille dipendenti (almeno 1.400 persone se contiamo l’indotto) e al di là dei fasti del passato (quando era azienda statale era arrivata ad occupare addirittura 7 mila persone) e viceversa, delle seppur dolorose ma necessarie razionalizzazioni interne, che hanno dapprima portato al rischio della chiusura dello stabilimento e poi ad un progressivo ridimensionamento, la Cogne, nel 1993 affronta il passaggio, non indolore, della privatizzazione. Da quel momento nasce la nuova Cogne Acciai Speciali, sintesi di due tradizioni, una quasi centennale imperniata sulla Valle d’Aosta e una di imprenditoria familiare consolidata in più generazioni. Da una parte, lo stabilimento siderurgico, fondato nel 1917, capace di distinguersi a livello mondiale nell’immediato dopoguerra nella produzione di acciai speciali e inossidabili; dall’altra, la holding svizzera di cui fa parte la famiglia Marzorati desiderosa di far crescere queste eccellenze, investendo per rivitalizzare una società che sotto la gestione pubblica aveva perso la capacità di credere in se stessa. Così, da questo connubio, fatto di tradizione, lavoro e impegno, ma anche di progettualità, innovazione e persone qualificate, la Cogne Acciai Speciali ha tratto la forza necessaria per riconquistare i mercati mondiali e affermarsi tra i principali produttori di acciai inossidabili e speciali lunghi nelle linee della vergella, delle barre, dei semiprodotti, dell’automotive, degli utensili e delle infrastrutture.
Un lungo percorso che trova il suo approdo nel progetto “Eccellenza Cogne 2008”, attraverso il quale, in accordo con l’Amministrazione regionale e il Comune di Aosta, l’azienda ha inteso ottimizzare gli spazi e razionalizzare l’utilizzo strutturale dei capannoni allo scopo di consentire uno sviluppo impiantistico e produttivo dello stabilimento, riducendo l’impatto ambientale sulla piana di Aosta e restituendo importanti porzioni di terreno all’utilizzo pubblico.
Oltre allo stabilimento di Aosta, il Gruppo Cogne può contare su altre due unità produttive: una a Novara, la “Novacciai”, e una in Cina a Dong Guan, la “Cogne China”.

HEINEKEN S.P.A.
Nel 1837 viene costituita in Aosta una Società per la produzione della birra: la Brasserie Zimmermann. L’azienda, strutturata su un modello di gestione familiare, dispone inizialmente di un piccolo impianto sito in Via Xavier de Maistre. La birra Zimmermann conosce un immediato successo sia tra gli abitanti della Valle sia tra i turisti che all’epoca frequentavano la Regione; anno dopo anno la Brasserie Zimmermann si afferma e realizza nuovi e ambiziosi programmi di aggiornamento della produzione.
Alla fine dell’800 la Brasserie Zimmermann comincia a diversificare la produzione: alla Munchen scura si affianca la Pilsen chiara che stava riscuotendo un grandissimo successo su scala europea.
All’inizio della prima guerra mondiale la Brasserie Zimmermann cambia ragione sociale e diventa la Società in accomandita semplice Birra Aosta di Matilde Vincent & C.
Negli anni ‘20 vengono creati depositi a Torino, Milano e Genova, e si arriva al 1931 con una produzione di 2.600 ettolitri che salgono a 7 mila nel 1955.
Gli eredi della famiglia Vincent decidono di mettere l’azienda in vendita e dopo varie trattative viene accettata l’offerta del Gruppo Faranda in quanto l’unico a garantire la continuazione in loco dell’attività imprenditoriale. Il 7 novembre 1966 nasce la Società per Azioni S.I.B. (Società Internazionale Birraria – Société Internationale de Brasserie) con un capitale sociale di 160 milioni di lire. La nuova società nasce con l’obiettivo di operare su scala nazionale. Non ritenendo perciò più sufficiente il vecchio stabilimento di Via Xavier de Maistre viene acquisita una vasta superficie di 40.000 metri quadri in “Località Autoporto” a Pollein su cui viene eretta una nuova grande fabbrica inaugurata il 31 marzo 1973.
Nel frattempo un’intesa commerciale con la Henninger Bräu di Francoforte assicura un importante know-how frutto di oltre 500 anni di tradizione di mastri birrai ed un marchio di indiscusso prestigio internazionale. Nel 1987 lo stabilimento di Pollein arriva a coprire un’area di 80.000 metri quadri di cui 30.000 coperti. Il capitale sociale ammonta a 5.625 milioni, la maestranza, da 37 dipendenti del 1966, è passata a 190, la produzione dai 7.000 ettolitri del 1955 è arrivata a 500.000. Tra la fine del 1988 e l'inizio del 1989, la S.I.B. entra a far parte del gruppo Heineken, rappresentato in Italia dalla Birra Dreher S.p.A. Oggi Pollein produce lattine dei brand di proprietà di Heineken, tra cui Heineken, Birra Moretti, Foster’s, Amstel, Dreher, e altri marchi.

IMPRESA VIRANDO E PIGNATARO S.R.L.
Il sodalizio professionale tra il Geom. Michele Pignataro e l’Ing. Agostino Virando nasce nel 1955 quando fu costituita la Società Semplice Santa Lucia che da lì a poco avrebbe iniziato i lavori di costruzione di un fabbricato di otto piani fuori terra, posto in Viale Partigiani, il cui progetto era stato redatto dallo stesso Pignataro. L’operazione fu realizzata in 14 mesi; ne seguirono altre due, anche in quel caso vennero costruiti due fabbricati di otto piani ciascuno. Dopo queste esperienze, nel 1958 venne costituita la “Impresa di Agostino Virando e Michele Pignataro”, con sede in Aosta.
Passeranno altri 50 anni durante i quali la Società progetta e costruisce in tutta la Valle d’Aosta e a Torino.
Tra le opere realizzate citiamo i complessi residenziali: Santa Lucia, St. Martin, Nuova St. Martin, complesso in Regione Chabloz e Gran Nomenon, Cogne e Torri in zona Consolata, capannoni industriali in zona Tzamberlet e in Regione Sogno, complesso residenziale Miramonti in 3 blocchi, Tour Blanche e la Torille, ospedale geriatrico Beauregard, capannoni e invertitore Acciaieria Nazionale Cogne, modifiche e ristrutturazioni di numerosi impianti all’interno dello stabilimento, demolizione e ricostruzione delle murature refrattarie degli alti forni e altre opere per oltre 10 anni all’interno dello stabilimento Nazionale Cogne.
A Courmayeur – Entrèves, invece, solo per citare uno dei tanti comuni della Valle dove la Virando e Pignataro ha lasciato il segno, sono stati realizzati: la ricostruzione del Rifugio Dalmazzi – Monte Bianco, complesso Le Volpi, Villa Mitzi, Villa Santagostino, complesso Brenva, Freney, Brouillard.

MUSUMECI S.P.A.
Musumeci S.p.A. è un’azienda di tradizione centenaria, nasce infatti ad Aosta nel 1837 come Imprimerie Lyboz, diventando poi Mensio, Allasia e Marguerettaz, con sede in Via De Tillier, e come tale viene rilevata dalla famiglia Musumeci negli anni Sessanta. La sua iscrizione all’Associazione Valdostana Industriali risale al 1946. La tipografia cresce negli anni, svariata è la tipologia dei prodotti dai primi giornali e libri, agli opuscoli, dépliants, manifesti, etc. Cambia la tecnologia, aumenta il parco macchine e anche la clientela che da locale diventa internazionale. Nel 1981, l’azienda lascia la seconda sede di Aosta centro (nel frattempo si è, infatti, trasferita in Via Xavier de Maistre) per entrare in quella di Quart, più consona alle nuove esigenze di spazio e logistica, diventando uno stabilimento di dimensioni industriali in grado di competere con importanti complessi nazionali. Alla prima vocazione di tipografia, Musumeci ne affianca una nuova e diventa Editore nel 1977, continuando a evolvere nel tempo. Primo in Italia a pubblicare una collana sui parchi nazionali e le zone protette in generale, si specializza ben presto nelle tematiche ambientali. Prodotto di punta di questo settore è stata la rivista Oasis, una delle principali testate italiane di ambiente, natura, fotografia e viaggi che ha ricevuto il prestigioso premio statunitense Trans World Visions quale migliore rivista europea del settore.
La produzione di Musumeci Editore, si articola in varie collane. Conosciuto e apprezzato per i Grandi Libri illustrati: libri d’arte, di storia, ma anche di montagna e di fotografia, dove la qualità di stampa è sempre stata collocata al primo posto, nel corso degli anni ha avviato una decina di collane a carattere nazionale ed è stato anche il primo Editore a pubblicare in Italia libri dedicati alla salute naturale. Vincitore del premio ITAS Cardo d’Argento nel 1988 e nel 2007, molte sue pubblicazioni hanno ricevuto altri riconoscimenti nazionali ed esteri. Molte iniziative editoriali di Musumeci, dopo il successo avuto in Italia, sono state chieste per la traduzione in varie lingue da numerosi editori europei. Oggi la produzione principale è rappresentata da grandi libri illustrati, guide turistiche e il patrimonio culturale della Valle d’Aosta.
L’esperienza accumulata da Musumeci S.p.A. nel corso degli anni, sia dal punto di vista tecnico che di conoscenza del mercato editoriale, le ha permesso di rafforzare la sua posizione di stampatore d’eccellenza, consolidando la sua vocazione di esportatore abituale, e di ampliare notevolmente il mercato verso Svizzera, Francia, Germania e Stati Uniti.
Nel 2005 una nuova grande svolta: l’azienda entra a far parte del gruppo svizzero P.C.L (Presses Centrales Lausanne), passando da un assetto societario a carattere famigliare, non più adatto alle attuali caratteristiche del mercato, a una dimensione di respiro internazionale.
Oggi la sua presenza sui mercati esteri si è consolidata, mantenendo al contempo la più completa autonomia sul mercato italiano, completando un impegnativo processo di rinnovamento degli impianti di produzione per realizzare qualunque pubblicazione editoriale e di comunicazione con estrema rapidità e convenienza. La filosofia che guida l’azienda oggi è il servizio al cliente, garantito dall’esperienza e da un forte lavoro di gruppo.

NUOVA CEVAL S.R.L.
La Nuova Ceval S.r.l., già Maison Carlo Luchini, inizia la propria attività, a partire dagli anni ‘30, nel settore degli impianti idro-termo sanitari e del condizionamento. Negli anni ’40 il settore di attività si amplia all’edilizia pubblica: scuole, ospedali, sedi di assessorati regionali; ed edilizia privata: residenziale, terziaria ed industriale. Negli anni ‘70/’80, invece, la ditta si specializza nel campo delle ristrutturazioni e dei restauri.
In tale contesto spiccano il restauro del Castello di Ussel nel comune di Châtillon e la costruzione-ristrutturazione della nuova Biblioteca Regionale di Aosta. Negli ultimi anni le specializzazioni dell’impresa si sono rivolte alla progettazione e alla realizzazione di edifici a basso consumo energetico, impianti tecnologici a fonti energetiche rinnovabili, piscine pubbliche, private e centri polifunzionali.

ST. ROCH S.R.L.
Angelo Levi e il figlio Guglielmo, alla fine dell’800, fondano ad Aosta, nel millenario Borgo di Sant’Orso, la Distilleria Levi. Lì nasce la Grappa Sant’Orso, che per molti anni rimarrà il prodotto storico dell’azienda.
Nel 1968 Natalina Levi, ultima figlia di Guglielmo, e il marito Cesare Rosset, danno vita alle Distillerie St. Roch. Oggi la distilleria ha sede a Quart, alle porte di Aosta, dove modernità e tecnologia convivono con il rispetto della tradizione, consentendo la produzione dei liquori tipici valdostani. Oltre ai prodotti St. Roch, l’azienda firma i distillati Levi e ha recentemente acquisito il marchio Ottoz. Marchio che sin dal 1902, grazie a Laurent Ottoz, ha contraddistinto il primo génépy prodotto in Valle d’Aosta, per molti anni uno dei simboli dei prodotti tipici valdostani. L’azienda St. Roch S.r.l. ha un fatturato di 7 milioni di euro e un organico di circa 20 dipendenti. L’export vale il 35%, ed è diretto verso Francia, Svizzera, Olanda e Gran Bretagna.

SAVDA S.P.A.
La SAVDA, Società Autoservizi Valle d’Aosta da oltre 60 anni è sinonimo di trasporto con autobus e vetture con conducente, nel territorio valdostano e con collegamenti tra questo e le principali città delle regioni e Stati confinanti con la Valle d’Aosta.
I servizi di autotrasporto persone sono suddivisi in: autolinee regionali, autolinee nazionali, autolinee internazionali e servizi privati di noleggio. Attualmente la Società impegna circa 140 dipendenti tra personale di terra e di bordo. Il parco macchine è costituito da circa 110 veicoli per servizi privati di autonoleggio e per servizio di trasporto pubblico locale. La SAVDA nasce nel 1947 nell’ambito della ristrutturazione del sistema di trasporto del Gruppo FIAT. Inizia la sua attività nella zona di Châtillon/Saint-Vincent con l’acquisizione di alcune piccole ditte locali. Nel 1962 si fonde con la Società TOSCO ed assume così la configurazione attuale, estendendo i suoi servizi all’intero bacino valdostano.
Attualmente la Società esercita in regime di concessione circa il 45% dei servizi di trasporto pubblico locale su gomma previsti dal Piano di Bacino di Traffico della Valle d’Aosta, ed, inoltre, ha in concessione la gestione dell’autostazione “Terminal Bus” di Aosta dove fanno capo tutte le autolinee extraurbane in transito nel capoluogo della Regione. In campo nazionale gestisce i collegamenti autostradali con Novara, Milano, e Torino. In campo internazionale gestisce i collegamenti via Tunnel del Gran San Bernardo con Martigny (Canton Vallese – CH), via Tunnel del Monte Bianco con Chamonix, Annecy e Chambery, nonché numerose autolinee internazionali estive a carattere turistico nel territorio della Savoia, Alta Savoia e Vallese.
Nel campo dei servizi privati di noleggio autobus annovera i più importanti clienti del panorama valdostano e fornisce i suoi servizi a gran parte degli Operatori Turistici stranieri che promuovono i soggiorni in Valle d’Aosta. La SAVDA opera nel campo del turismo tramite l’Agenzia di Viaggio, controllata totalitaria “Mont Blanc Tour Operator S.r.l.” di Courmayeur (AO).

SICAV 2000 S.P.A.
La Sicav, Società Industriale Commerciale Autoveicoli Valdostana, storica concessionaria di automobili in Valle d’Aosta, nasce nel 1950, dalla volontà di Efisio Noussan, che dopo una breve esperienza nello stabilimento Cogne decide di partire con un’iniziativa imprenditoriale per la produzione di conserve alimentari. La denominazione iniziale di Sicav infatti era ICAV, acronimo di Industria Conserve Alimentari Valdostana. Oggi, dopo 60 anni, l’azienda è cresciuta in qualità ed offerta e rappresenta la più importante realtà valdostana del settore con 9 marchi automobilistici rappresentati, tre sedi e oltre 35 dipendenti per un fatturato variabile da 25 a 30 milioni di euro....”60 anni portati bene”.

V.I.CO. S.R.L.
La V.I.CO. (Valdostana Impresa Costruzioni) nasce nel 1987 come evoluzione e sviluppo dell’originaria Colliard Giovanni, ditta fondata nel dopoguerra dall’intraprendenza dei fratelli Colliard.
Dall’impronta familiare dalle caratteristiche artigianali, che aveva caratterizzato inizialmente l’attività, la V.I.CO. si è via via trasformata in azienda moderna con competenze sempre più specialistiche, cosi come sono cresciute in termini numerici le maestranze. Oggi la V.I.CO. è un’impresa con caratteristiche di management e strutturali solide, in grado di intervenire con professionalità nei vari settori dell’edilizia.
In questi due decenni la V.I.CO. ha costruito edifici, strade, ponti, acquedotti, arginature, impianti di irrigazione e di innevamento, piste da sci, bonifiche e sistemazioni ambientali. Inoltre si è specializzata nella realizzazione di parchi, giardini, impianti sportivi e nella manutenzione del verde.

5 gennaio 2010

Rottamazione: la Valle d'Aosta nel 2010 Non Lascia ma Raddoppia


«Un anno come il 2009 per comprarsi un auto non c’è mai stato e, forse, non ci sarà mai più». Ettore La Carrubba, 39 anni, concessionario dei marchi Audi e Bmw con Alpicar, così commenta il mix di ecoincentivi statali e regionali garantiti nel corso del 2009 e che, a consuntivo, dovrebbe portare ad una crescita di circa il 10% delle vendite di auto rispetto al 2008. Ma non è detto che il 2010 sia più avaro di soddisfazioni. Se lo Stato ancora tentenna la Regione Valle d’Aosta ha già deciso di attuare l’ennesima misura anti-crisi di sostanza. Anche per il 2010 sarà infatti possibile accedere agli ecoincentivi regionali.
E’ scritto tutto nero su bianco nell’ultima finanziaria regionale dove con un articolo è stata prorogata per il 2010 la Legge regionale numero 11 del 26 maggio 2009 che disciplina gli «Incentivi regionali, per l'anno 2009, per il rinnovo tecnologico del parco auto e moto circolante in Valle d'Aosta».
Un milione e mezzo il primo impegno di spesa.

Ddl per i carburanti alternativi
«Parallelamente a questa politica di sostegno all’iniziativa dei cittadini, l’assessorato - spiega l’assessore alle Attività Produttive Ennio Pastoret - sta lavorando alla predisposizione di un disegno di legge regionale (arrivato la settimana scorsa in Giunta ndr) che si propone di ampliare l’offerta al pubblico dei carburanti alternativi, soprattutto con riferimento al g.p.l. ed al metano per autotrazione: sarà pertanto prevista la possibilità di riconoscere contributi in conto capitale alle imprese che aprono un impianto nuovo oppure che intendono potenziare un distributore di carburanti già esistente».

Le domande evase
Numeri alla mano nel 2007 le domande evase sono state 1.767 per un importo pari a 2,25 milioni, 1636 nel 2008 pari a 2,08 milioni, e nel 2009 le domande giunte agli uffici regionali sono state 3.645 di cui 1.243 ancora da evadere e l’importo fino ad ora liquidato è stato pari a 3,02 milioni. Cifre di tutto rispetto se si calcola che per gli operatori del settore il 2009 si concluderà con circa 4900 auto vendute.
Un dato migliore del 2008 quando i veicoli immatricolati furono 4.374, ma inferiore al 2008 anno in cui si arrivò addirittura a 5.366.

Il mercato del 2010
«Il 2010 - spiega Pierre Noussan, amministratore delegato di Sicav 2000 che commercializza sul territorio regionale Fiat, Lancia, Mitsubishi, Hunday, Dacia e Renault - sarà condizionato dalla misura degli incentivi che sicuramente, per quanto riguarda lo Stato, saranno inferiori al 2009».
Nessuna modifica invece per quanto riguarda il contributo regionale, cumulabile eventualmente con quello statale, e che varierà per autovetture e autocarri Euro 4 o Euro 5 tra i 1300 e i 1.500 euro, qualora i veicoli di nuova immatricolazione siano dotati di filtro antiparticolato oppure siano omologati per la circolazione mediante alimentazione, esclusiva o doppia, del motore con gas metano o Gpl oppure alimentazione elettrica o ad idrogeno. E’ previsto anche un contributo di 500 euro per la riconversione dei veicoli da benzina a gas metano o Gpl. Di certo si è trattato di un bel volano per il mercato.
«La rottamazione - prosegue Noussan - rappresenta circa il 60% delle vendite con punte fino al 80% per marchi come Fiat o Hyundai che sono maggiormente dotati di motori gpl e metano».

Più auto alimentate in maniera alternativa
E rispetto al passato - anche in vista dell’addio ai buoni benzina che si concretizzerà nel 2010 - i valdostani iniziano a scegliere auto alimentate in maniera alternativa. «Su questo fronte - aggiunge Noussan - circa 1000 vetture di quelle vendute sono alimentate a metano o gpl con una fortissima accelerazione negli ultimi mesi grazie alla recente apertura di un impianto a metano a Charvensod e alla ormai definitiva certezza che i buoni non ci saranno più». «E’ un dato che riscontriamo anche nelle domande di ecoincentivi - spiegano in Assessorato - Rispetto agli anni precedente c’è un vero boom». In effetti i numeri lasciano spazio a pochi dubbi: nel 2007 gli autoveicoli alimentati a benzina/gpl o benzina/metano sono stati 69, diventati 120 nel 2008 e, addirittura, 995 nel 2009.

A Fiat il 25% del mercato
Rispetto al 2008 sul fronte dei brand automobilistici non cambiano i gusti dei valdostani. Se l’anno scorso le prime tre piazze erano occupate da Fiat (con un quarto del mercato), Toyota (8,7%) e Citroen (8%), quest’anno al primo posto troviamo ancora Fiat con l’unica novità di una Ford che abbandona la quarta piazza per occupare la seconda, ma sempre con quote inferiori al 10%. Ma non tutti vedono con favore il fenomeno rottamazione. La Carrubba di Alpicar, ad esempio, non appare del tutto entusiasta come altri suoi colleghi. «Premesso che la mia concessionaria tratta marchi che sicuramente per gamma e caratteristiche beneficiano in maniera minore degli ecoincentivi credo che prima o poi ci si dovrà interrogare su come uscire dalla rottamazione che alla fin fine sta generando una pesante sovrapproduzione. E su questo prima o poi si dovrà avviare una seria riflessione».

16 aprile 2009

Ecoincentivi regionali auto: la Valle d'Aosta raddoppia

La Valle d’Aosta torna a proporre gli ecoincentivi regionali. Inutile dire che l’obiettivo di incentivare il rinnovo tecnologico del parco auto e moto circolante in Valle d’Aosta assume anche quest’anno il connotato di una ulteriore misura anticrisi, come fatto recentemente notare dall’Assessore alle Attività Produttive Ennio Pastoret in occasione dell’approvazione da parte della Giunta regionale del disegno di legge. (Il testo del provvedimento lo trovate qui)
Del resto il peso del precedente provvedimento è stato notevole. Nel biennio 2007-2008 le domande evase sono state 3087 per una spesa totale di 3,94 milioni. La nuova legge ricalca la precedente e, soprattutto – una buona notizia per molti automobilisti – è retroattiva dal 1° gennaio 2009.

Il contributo regionale, cumulabile con quello statale, varierà per autovetture e autocarri Euro 4 o Euro 5 tra i 1300 e i 1.500 euro, qualora i veicoli di nuova immatricolazione diano dotati di filtro antiparticolato oppure siano omologati per la circolazione mediante alimentazione, esclusiva o doppia, del motore con gas metano o Gpl oppure alimentazione elettrica o ad idrogeno. E’ previsto anche un contributo di 500 euro per la riconversione dei veicoli da benzina a gas metano o Gpl. 500 euro sono anche concessi per l’acquisto di nuovi motocarri o motoveicoli per trasporti specifici (in Vallée è molto diffusa l’Ape). 300 euro di contributo spettano invece a motocicli, quadri cicli leggeri e ciclomotori nuovi immatricolati come Euro 2 o Euro 3.

Una misura da tempo attesa che va in aiuto di un mercato in forte difficoltà come quello dell’auto. Tra il 2007 e il 2008 il calo delle immatricolazioni di veicoli da parte di privati è stato del 18,48%: da 5366 a 4374 veicoli. E nei primi due mesi del 2009 si è passati dalle 436 auto a 281. «L’inizio anno particolarmente depresso – spiega Roberto Balloco, amministratore delegato di Sicav 2000 che commercializza sul territorio regionale Fiat, Lancia, Mitsubishi, Hunday, Dacia e, prossimamente con un nuovo impegnativo investimento di 800mila euro anche Renault attraverso la creazione di una sede ad hoc – deriva da una situazione di forte attesa degli ecoincentivi prima nazionali e poi regionali. Tra la fine di marzo e i primi giorni di aprile, acquisita la certezza del rifinanziamento del provvedimento, il mercato dell’automotive si è rimesso in movimento».

Il cliente si ripresenta nei saloni ma con un approccio diverso. «E’ indubbiamente cresciuta l’attenzione all’ambiente – aggiunge Ballocco – e soprattutto l’auto non è più vista come un bene da possedere. Il cliente si è fatto più attento. Inoltre è in aumento la domanda di veicoli con alimentazione alternativa. Circa due clienti ogni dieci ci chiedono di simili prodotti. Prima non accadeva».

Ettore La Carrubba, concessionario dei marchi Audi e Bmw con Alpicar, un passato da presidente dei giovani industriali valdostani vede il comparto davanti ad un bivio. «Bisogna essere realisti c’è stato un eccesso di produzione favorito dal fenomeno delle auto a chilometro zero che da un lato ha permesso alle case costruttori di mantenere la produzione su livelli elevati e dall’altro ha lentamente eroso i margini di redditività di tutti i soggetti abituando il cliente ad auto offerte a prezzi sempre più scontati e abbassando il valore dell’usato».

13 novembre 2007

Noussan: più confronto tra imprenditori e politici





Chi si ferma è perduto”. In bocca a Pierre Noussan - con Roberto Balocco e Massimo Nale, alla guida di Sicav 2000, concessionaria esclusiva dei marchi Fiat, Lancia (veicoli commerciali delle due case italiane compresi), Mitsubishi e Hiunday – una frase apparentemente banale prende una concretezza immediata anche perché nel corso dell’intervista l’imprenditore ti conduce a vedere davvero tutto quello che ha in cantiere e lì ti accorgi, senza ombra di dubbio, che non si tratta di uno slogan e nulla più.


Dal suo ufficio sempre aperto nella storica sede di Corso Battaglione (cui si aggiunge la sede autoprestige dedicata ai fuoristrada nipponici e coreani) illustra con lo stesso slancio e dinamismo che furono del padre Efisio, per diversi anni alla guida del Confidi industriali, il futuro dell’azienda a partire dai nuovi lanci Fiat (500 in testa) che hanno dato il via alla ristrutturazione dei locali aostani. “Dal 1950 ad oggi – ci racconta – ne abbiamo fatta di strada, ma chi si ferma è perduto. E oggi siamo ad un nuovo passo epocale. Presenteremo tra pochissimi giorni i nuovi saloni Fiat al 100%. 1000 metri quadri di bianco immacolato e nuove insegne per dare più spazio e luminosità alle coloratissime nuove Fiat e Lancia. L’obiettivo è migliorarsi continuamente per stare al passo con le sempre crescenti attese dei clienti. Un’azione portata avanti attraverso una gestione e con capitali completamente valdostani. E’ sicuramente questo il vero patrimonio della Sicav”.

Con Noussan ci soffermiamo sugli aspetti positivi e negativi del fare impresa in Valle d’Aosta. Un viaggio, quello del Corriere, che l’imprenditore dimostra di conoscere e di apprezzare, segno anche di come il mondo dell’impresa da tempo desideri luoghi dove riflettere ad alta voce. “L’elenco degli aspetti positivi è semplice. - precisa - Un contesto naturale spettacolare, la facilità di rapporto fra le persone, la centralità rispetto all’Europa, il bilinguismo, un grande passato, la necessità di fare cambiamenti e quindi la possibilità di crescere ancora, la disponibilità finanziaria del comparto pubblico e un forte potenziale turistico e ambientale”. Non mancano ovviamente le note dolenti. “Il conoscersi troppo bene – dice Noussan – può diventare anche un ostacolo. Le contrapposizioni diventanoinevitabilmente personali. Molti ragionano “o con me o contro di me”. Questo rende faticoso e anche costoso mantenere l’equidistanza nei giudizi e la libertà di pensiero. Constato anche che si ha poca possibilità di intervenire nelle scelte strategiche. O fai l’imprenditore o fai il politico, ti dicono spesso. Il sistema non accetta le critiche. Tutto diventa attacco personale. Ma questo non è soltanto un problema valdostano. Purtroppo la classe politica non è riuscita a creare dei vasi comunicanti con il mondo dell’imprenditoria. In più bisogna anche ammettere che anche il confronto fra imprenditori è modesto. Del resto siamo molto pochi, se ci limitiamo soltanto alla realtà valdostana”.

Noussan prova anche a suggerire quelle che sono le sue ricette per lo sviluppo dell’economia della piccola regione autonoma. “Bisognerebbe individuare quei settori – osserva Noussan – che nei prossimi cinque-dieci anni potranno avere una condizione di mercato non sfavorevole e quindi consolidare tutte quelle attività che vi fanno riferimento. Penso anche che bisognerebbe dedicare più risorse per creare percorsi di studio all’interno delle aziende valdostane maggiormente virtuose e motivate da parte degli studenti post diploma o post laurea. Sono necessari stage più mirati in termini di domanda e di offerta”.

Noussan non manca anche di evidenziare soluzioni più drastiche. “Sono convinto che si debba individuare in maniera anche graduale – dichiara l’imprenditore – una strada per ridurre di almeno un 30% le risorse dedicate alle spese correnti sia per prepararci ad un futuro in cui si ridurranno inevitabilmente le disponibilità sia per stimolare le ingenti risorse umane ad una maggiore efficienza”.

Noussan si interroga anche sull’indennità di bilinguismo. “Credo – conclude – che sia una questione da rivedere in modo da trovare una soluzione che riconosca pari dignità fra impresa privata e amministrazione pubblica”. (Pubblicato sul Corriere della Valle d'Aosta del 3 maggio 2007)
 

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