11 maggio 2019

#Grandangolo sulle #Professioni in Valle d'Aosta: Gli #Odontoiatri

Questa settimana proponiamo l’intervista a Massimo Ferrero, Presidente dell’Albo degli Odontoiatri.

IDENTIKIT

Iscritti totali anno 2018: 79


Presidente:Massimo Ferrero
Segretario: Fabrizio Perret
Consiglieri: Walter Madiai, Franz Stuffer, Carel Kreutzberg

                                                          
Il trend nei prossimi anni in termini di iscritti si prevede in lieve aumento

Sito internet: www.omceo.vda.it


Intervista al Presidente Massimo Ferrero

Quali sono le principali problematiche a livello regionale e nazionale?

La professione negli ultimi 25 anni ha subito moltissimi cambiamenti e adattamenti in linea con quello che è avvenuto nella nostra società e quindi un incremento delle problematiche di carattere fiscale, previdenziale, organizzativo, autorizzativo, inoltre il rapporto con il cittadino-paziente è diventato sempre più complesso in quanto non c’è più quel paternalismo che ammantava la professione medica e odontoiatrica, ma il cittadino è spesso più cosciente e competente, anche se spesso la competenza deriva da una conoscenza approssimativa acquisita dai media o via internet e così si creano delle difficoltà comunicative cui dobbiamo ovviare grazie alle nuove tecnologie.

Esistono possibilità di lavoro in Valle d’Aosta oppure il settore è saturo?
Una dei maggiori problemi è stato quello legato alle frammentazioni delle competenze in seguito alla devoluzione di esse alle regioni. In effetti le nostre difficoltà derivano dal confrontarci con le specifiche normative che la Regione emana a volte difformi da quelle vicine. Da un punto di vista professionale in questi ultimi venti anni possiamo dire che il numero degli odontoiatri è rimasto costante. Abbiamo però - proprio a seguito dell’introduzione di normative nazionali che in qualche modo consentivano anche la pubblicità dell’attività odontoiatrica – avuto l’accesso e la creazione di nuovi centri odontoiatrici anche nella nostra regione che si vanno ad affiancare a quella che è l’offerta tradizionale dell’odontoiatra come professionista esercente una professione eminentemente intellettuale. Le nuove normative prevedono infatti che il Direttore sanitario della struttura in questione deve essere iscritto all’Ordine regionale. Per le strade si vedono molti cartelloni pubblicitari che pubblicizzano sorrisi splendenti, visite gratuite presso centri odontoiatrici aperti ad Aosta ma pure centri aperti fuori regione che in qualche modo pubblicizzano addirittura trasporti e rimborsi delle spese di viaggio gratuiti. Non solo nelle regioni vicine, ma pure in altre nazioni, come la Croazia, con tutte le problematiche, in questo caso, che possono derivare dal non avere un dialogo con il proprio curante. La vigilanza su tutto questo mondo è un nostro cruccio.

Esistono nuovi sbocchi professionali?
Il settore è saturo. In 20 anni gli iscritti a livello nazionale sono passati da 25mila a quasi 60mila. Anche per noi che siamo ai confini italiani c’è una migrazione costante dalle regioni vicine, soprattutto dalle città con sedi universitarie. Ma non è questo il problema visto che si tratta di un numero programmato da 30 anni pari a 900 nuovi accessi alla facoltà all’anno. Il problema che abbiamo maggiormente riscontrato in questo ultimo triennio e l’iscrizione di un numero sempre maggiore di laureati provenienti da università straniere: Romania e Spagna ad esempio. Un numero che si aggira intorno alle 500 unità. Di conseguenza la programmazione basata sulle effettive esigenze e sul trend i anzianità dei nostri iscritti non ha più un riscontro perché oltre la metà dei nuovi iscritti provengono da università estere e non rientrano nella programmazione nazionale.

Iniziative di formazione realizzate nel 2018 e in programma nel 2019?
E’ uno dei compiti previsti istituzionalmente dalla nostra legge istitutiva che ormai ha oltre 70 anni e che prevede che gli Ordini si facciano promotori della formazione e la garantiscano. Più recentemente è nato il programma di educazione continua in medicina (ECM) che prevede l’acquisizione di 150 crediti formativi, pari a 150 ore nell’arco di tre anniv e l’Ordine è garante del fatto che i propri iscritti abbiano seguito questa formazione come previsto dalla Commissione nazionale. Noi a livello locale abbiamo degli eventi per i nostri iscritti. Delle conferenze dedicate a vari temi ad esempio questa settimana ne abbiamo organizzato uno sulla fotografia in quanto la documentazione fotografica sta diventando sempre più importante: da un lato nel rapporto con il paziente che deve vedere e rendersi conto delle problematiche del suo cavo orale, dall’altro dal punto di vista storico perché ci consente di registrare delle situazioni che in un futuro ci potrebbero essere contestate. A maggio abbiamo in programma un evento sull’endodonzia cioè sulla devitalizzazione dei denti con il professor Berutti dell’Università di Torino. In autunno altri eventi sull’odontoiatria legale e anche sui problemi previdenziali.

Consigli per chi si vuole avvicinare alla professione?
E’ una professione molto complessa con un’alta valenza dal punto di vista tecnologico oltre che sanitario. Bisogna avere una certa predisposizione manuale. La giornata non finisce mai. C’è sempre da fare, da studiare e continuare per tutta la vita ad attivarsi per essere sempre più efficienti. Ma soprattutto i giovani che si approcciano alla professione esclusivamente per motivazioni economiche ci devono un po’ ripensare in quanto non è più una professione così attrattiva, probabilmente potrebbero trovare altri sbocchi.

Ci sono problemi sul fronte pensionistico?
L’ente di previdenza e assistenza della Fondazione odontoiatri è attiva da oltre 70 anni. Ed è l’ente di previdenza privatizzato con le maggiori disponibilità economiche. Abbiamo un capitale che supera i 22 miliardi di euro. E grazie ad una gestione oculata e attenta possiamo dire di avere raggiunto un equilibrio fra contributi e pensioni erogate a 50 anni. Noi a seguito delle normative emanate da Monti e Fornero abbiamo dovuto procedere ad alcune modifiche del nostro sistema, ma riusciamo comunque a essere perfettamente pronti a garantire queste pensioni per un periodo di tempo così lungo. I nostri iscritti devono però rendersi conto che la pensione sarà proporzionale al contributo versato, cosa che non sempre si ricordano.

Il mondo digitale è entrato nelle vostre professioni? E se sì come?
E’ entrato anche in una professione che è molto a contatto con l’uomo, con la persona. Una professione che cura e provvede anche alla riabilitazione che passa storicamente attraverso i momenti in cui si prende l’impronta della dentatura, del cavo orale. Adesso con la digitalizzazione riusciamo ad utilizzare delle telecamere che ci consentono la ripresa dell’impronta e la trasmissione del file al laboratorio che può essere anche distante 4000 chilometri, negli Stati Uniti, per cui un file di rilievo di una cavità a livello dentale può essere trasmesso così distante e l’azienda negli USA può mandarci il manufatto finito. Poi abbiamo le stampanti 3D, attualmente ancora con costi elevati, ma in un futuro si potrà pensare di realizzare delle protesi, delle dentiere, realizzate con la stampante 3D. E poi c’è tutta la documentazione che ci aiuta nella acquisizione e conservazione dei dati.

Un valore professionale da recuperare in questa nostra società?
Come cultore della deontologia professionale da molti anni – la prima volta che sono stato presidente è stato nel 1990 – posso dire che rispetto a quegli anni si è perso molto del senso del decoro della professione, un termine forse desueto, ma per me ha ancora un significato. Per me decoro significa non eccedere in quello che è il messaggio pubblicitario. Il professionista poi non deve seguire il codice soltanto nell’attività professionale, ma deve trattarsi di uno stile di vita e quindi io richiamerei tutti quanti a riflettere su questo. Non dimentichiamoci che noi non vendiamo un prodotto ma curiamo le persone. 

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