14 maggio 2011

Delibere di Giunta: Segnalazioni per le Aziende (101): Zucchero Fornaciari ad Aosta


ATTIVITA’ PRODUTTIVE


Imprenditoria giovanile
E’ stato concesso un contributo in conto capitale di 56 mila euro, a un’impresa di Châtillon, ai sensi della legge regionale n. 3 del 2009 Interventi regionali per lo sviluppo dell’imprenditoria giovanile. Si tratta dell'impresa Didier Viérin. (delibera 1.110)


Contributi Cooperative
Sono stati concessi contributi, per un ammontare di 42 mila euro, a favore di due imprese di Aosta, ai sensi della legge regionale n. 27 Testo unico in materia di cooperazione. Le cooperative in questione sono Ecogeo (36.842 euro) e Achillea (5700)  (delibere 1.111 e 1.112)




AGRICOLTURA E RISORSE NATURALI


Novità per gli agriturismi
Sono state adottate le nuove disposizioni applicative dell’articolo 15 della legge regionale n. 29 del 2006 Nuova disciplina dell’agriturismo. Abrogazione della legge regionale 24 luglio 1995, n. 27 e del regolamento regionale 14 aprile 1998, n. 1. (delibera 1.148)





ISTRUZIONE E CULTURA
Stage formativo all'Ecema
E’ stata approvata la realizzazione di uno stage formativo destinato agli studenti delle istituzioni scolastiche tecniche e professionali valdostane e adottata la convenzione con l’Ecole supérieure de management en Alternance-ECEMA di Lione.L'impegno di spesa è di 5.500 euro. (delibera 1.088)




OPERE PUBBLICHE, DIFESA DEL SUOLO ED EDILIZIA RESIDENZIALE PUBBLICA


92 milioni per il Fospi
E’ stato adottato il programma degli interventi, per il triennio 2012/2014, del fondo per speciali programmi di investimento (FOSPI). Pari a circa 92 milioni in un triennio. (delibera 1.129)


TURISMO, SPORT, COMMERCIO E TRASPORTI

Zucchero Fornaciari ad Aosta
E’ stata decisa l’organizzazione, in collaborazione con il Comune di Aosta, della manifestazione Aosta Blues & Soul Festival 2011 a cura dell’agenzia Carrara & Peaquin e del concerto del cantautore Zucchero Fornaciari a cura dell’agenzia Opere Buffe di Battisti Francesco e C. Sas per una spesa complessiva, a carico della Regione, di 110 mila euro. La data del concerto è il 5 luglio e il costo del biglietto è di 25 euro. (delibera 1.147)

13 maggio 2011

Ulteriore aggiornamento sulla vicenda Blogger

Se vuoi saperne di più clicca sul titolo...

Tutto quello che c'è da Sapere sullo Sportello Unico

Il futuro dello Sportello unico degli enti locali (alias Sportello unico delle Attività Produttive), attualmente gestito dal Celva (Il Consorzio Valdostano degli enti locali) passa attraverso l’applicazione a livello regionale della direttiva 2006/123/CE, relativa ai servizi nel mercato interno (la cosiddetta direttiva servizi o Blockstein), attraverso la legge comunitaria 2011, proprio in questi giorni sottoposta all’analisi delle commissioni consiliari (relatore Luciano Caveri). Venerdì scorso sull’argomento è stato ascoltato il Presidente del Celva Elso Gerandin che ha sottoposto all’attenzione dei componenti della commissione “Affari generali”, presieduta da Andrea Rosset, un nutrito numero di emendamenti, necessari per armonizzare l’attività dello Sportello, che da pochi giorni presenta una nuova interfaccia on line, con la nuova normativa. Da notare che l’esperienza maturata dallo sportello nel triennio 2008-2010 ha consentito ai Comuni valdostani di accreditarsi, tramite il portale nazionale impresainungiorno.gov, garantendo il possesso dei requisiti minimi per operare secondo le nuove regole. Allo stato attuale la Valle d’Aosta è l’unica Regione che ha tutti i Comuni accreditati.


I numeri
Ad un mese dalla sua attivazione non ci sono ancora dati statistici significativi del funzionamento dello Sportello on line. Diverso ovviamente è il discorso per l’attività di front office precedente. Tra il 2006 e il 2010 i procedimenti unici, cioè la domanda o dichiarazione che ingloba tutti i pareri, nulla osta o certificazioni necessari per l’avvio o la modificazione dell’attività, sono passati da 175 a 5.544. «Considerato l’interessamento di aziende e associazioni professionali - secondo i responsabili dello sportello – è possibile prevedere per il 2011 un utilizzo del sistema via via crescente per la presentazione della domanda». Tra il 2006 e il 2010 i costi di mantenimento del servizio sono passati da 1,67 a 1,9 milioni di euro.


L’impegno del Celva
«Nel corso del 2010, - spiega Gerandin - numerose disposizioni normative hanno profondamente modificato la disciplina generale dello Sportello unico e le procedure necessarie ad avviare o modificare un’attività produttiva. La novità principale riguarda l’obbligo della gestione telematica dei procedimenti sia fra imprese e Sportello unico, sia fra lo stesso Sportello unico e le altre amministrazioni (Regione, USL, Arpa) che devono rilasciare pareri o nullaosta. Le modifiche normative hanno comportato la necessità di avviare un processo di riorganizzazione dello Sportello sia dal punto di vista informatico che organizzativo». All’interno di questo processo d’innovazione, per fare fronte ai nuovi riferimenti normativi e alla necessità di migliorare il servizio di compilazione della domanda da parte dei cittadini imprenditori e dei consulenti, il sito dello Sportello è stato interessato da un significativo restyling. In particolare, è stato deciso di mettere da parte una trasmissione della documentazione tramite l’invio di modelli cartacei scannerizzati, offrendo invece una compilazione completamente online della domanda grazie allo sviluppo di modelli integrati. Più nel dettaglio, per modelli integrati s’intende una modulistica che contenga tutte le informazioni necessarie all’impresa (amministrative, sanitarie, ambientali...), eliminando tutti i doppioni e le incongruenze. «Il nuovo sito è andato online il 29 marzo. - prosegue Gerandin - Il lavoro preparatorio è stato complesso, perché ha richiesto il riesame di tutte le procedure che regolano l’attivazione e la gestione delle attività produttive secondo una nuova logica. Infatti non si ragiona più in termini di settore - non esiste più il modello sanitario, quello edilizio, quello ambientale -, ma secondo l’attività che svolge l’impresa e in relazione al suo bisogno».


Il parere di Confindustria
Positivo il giudizio di Confindustria Valle d’Aosta. «Lo Sportello ad oggi – spiega la Presidente di Confindustria Valle d’Aosta Monica Pirovano - è utilizzato per procedure amministrative minori e attendiamo le modifiche della Legge regionale che deve adeguarsi alla riforma nazionale. La possibilità di presentare le pratiche in via telematica semplifica le procedure e riduce i tempi. Qualche problema riguarderà soprattutto le microrealtà, che dovranno fare i conti con sistemi di pagamento online e l'utilizzo della firma digitale ancora poco diffusi. Promuoveremo degli incontri per far conoscere le nuovo disposizioni».


Sulla direttiva
«L’ho detto spesso al Presidente Rollandin. Dove l’Amministrazione regionale ha competenza bisognerebbe avere l’ambizione di fare di più e non sempre aspettare che le direttive siano recepite dallo Stato italiano per poi adeguarvisi». Ad esprimersi con tanta sicurezza è Luciano Caveri, relatore del disegno di legge sulla comunitaria regionale, forte anche della sua esperienza di europarlamentare. In merito poi all’applicazione della direttiva sui servizi fa notare come anche le modificazioni alla l.r. 19/2007 in materia di procedimento amministrativo previste dal nuovo testo legislativo possano essere di interesse per le aziende. «Tutto ciò che  va in una logica di semplificazione amministrativa – commenta il consigliere – non va soltanto a vantaggio del cittadino tout court, ma pure del cittadino-imprenditore e come legislatori dobbiamo impegnarci con convinzione in questa direzione. Spesso si possono fare delle riforme importantissime, praticamente a costo zero».

Problema della Piattaforma Blogger: tutto (o quasi) da rifare!

Per quasi 48 ore questo blog è stato muto. Anzi. Alcuni post e alcuni commenti pubblicati sono spariti. Mi dispiace ma si è trattato di un problema molto grave che ha colpito a livello mondiale la piattaforma che utilizzo per gestire il blog, cioè Blogger. Riposterò i post nella sequenza da me inizialmente prevista. Purtroppo per i commenti persi c'è poco da fare salvo che voi decidiate di riscriverli (sic). Qui trovate alcune informazioni che dimostrano l'entità e la gravità del problema. Mi dispiace per l'inconveniente.

12 maggio 2011

Monte Rosa Ski: Incassi + 11%

La stagione invernale nel Monterosa Ski si chiude in positivo: gli arrivi in stazione registrano un +4%, mentre gli incassi si attestano intorno all’11%, con un bilancio complessivo in netta crescita per la Monterosa S.p.A. dal punto di vista economico, confermando il comprensorio come meta favorita per le vacanze invernali.
«Premiata - si legge in una nota dell'azienda -  la scelta della vendita multicanale degli skipass, con un forte aumento dell’acquisto online e un grande successo del Teleskipass, servizio simile al Telepass autostradale con comodo addebito su carta di credito. In controtendenza rispetto al dato che vede privilegiati i soggiorni brevi, Monterosa Ski ha registrato un incremento nell’acquisto di skipass plurigiornalieri da 6-8 giorni».
«Oltre ai suggestivi paesaggi del Monte Rosa - si legge ancora - e all’impareggiabile cura nella gestione delle piste e degli impianti, Monterosa Ski trova la sua formula vincente nel ricco calendario di eventi proposti, che permettono di vivere a 360 gradi l’offerta del comprensorio: sia gli appuntamenti ormai ricorrenti, sia le nuove iniziative sono state accolte anche quest’anno con molto entusiasmo da parte della clientela».

Un Assestamento di Bilancio in funzione anti-crisi

Claudio Lavoyer
La giunta regionale ha deciso l’invio al Consiglio regionale di due disegni di legge: Approvazione del rendiconto generale della Regione per l’esercizio finanziario 2010 e Assestamento del bilancio di previsione per l’anno finanziario 2011, modifiche a disposizioni legislative e variazioni al bilancio di previsione per il triennio 2011/2013.

Relazione al Rendiconto generale 2010

L'esercizio finanziario 2010 chiude con un avanzo di amministrazione di 128 milioni di euro, che saranno attribuiti all'esercizio 2011 con la legge di assestamento.

Le entrate nell'anno 2010, escluse le partite di giro, ammontano a 1.506 milioni di euro e sono in aumento del 3,37% rispetto all'anno 2009 quando si assestarono a 1.457 milioni di euro. «Tale aumento – ha spiegato l’Assessore al Bilancio Claudio Lavoyer - si è manifestato anzitutto nel Titolo I, relativo ai tributi erariali, che con un aumento del 4,4% nel 2010 ha riposizionato il gettito ai livelli dell'anno 2008». 

Le spese dell'esercizio finanziario 2010, al netto delle partite di giro, sono pari a 1.688 milioni di euro e rappresentano il 91% delle previsioni definitive (88,47% nel 2009) e risultano diminuite di 8 milioni rispetto al 2009. «Con questo livello di spesa – prosegue Lavoyer - la Regione ha rispettato i vincoli del patto di stabilità con lo Stato e con l'Unione europea. L'incidenza delle spese correnti rispetto a quelle di investimento è in miglioramento rispetto alla previsione, assestandosi a167,34% contro i169,1% autorizzato dalla legge». 

I residui attivi relativi agli esercizi precedenti in carica al 1° gennaio 2011 ammontano a 914 milioni di euro (in diminuzione di circa 46 milioni rispetto all'anno precedente). I residui passivi relativi agli esercizi precedenti in carica al 1° gennaio 2010 ammontano a 999 milioni di euro (in aumento di circa 99 milioni rispetto all'anno precedente per effetto dell'eliminazione della perenzione amministrativa). L'aumento delle entrate (40 milioni) abbinata alla diminuzione delle spese (-8 milioni) nonché l'aumento dei residui passivi, sono alla base dell'avanzo di amministrazione 2010 che è pari a 128 milioni contro i 276,6 dell'anno 2009.

Relazione all'Assestamento 2011
Il Bilancio di previsione per l'anno 2011 presentava tra le entrate una presunzione di avanzo di 20 milioni di euro che riducono avanzo disponibile da 128 milioni a 108 milioni.

Questo importo ha una destinazione vincolata, per 53,7 milioni di euro, al finanziamento: Riassegnazione dei fondi Stato (30,8 milioni), Finanza locale (8,9 milioni), Mobilità sanitaria passiva (14 milioni). Il Governo può pertanto discrezionalmente distribuire 54,3 milioni di euro che sono stati così ripartiti (voci più rilevanti): 10 milioni di euro ai fondi di rotazione (anti-crisi) 1,2 milioni fondo politiche del lavoro (anti-crisi) 1,5 milioni per i cantieri stradali (anti-crisi) 3 milioni per i cantieri forestali (anti-crisi), 320.000 euro per completamento contributi rinnovo parto auto (anti-crisi) e 5 milioni a parziale ripristino degli stanziamenti decurtati all'agricoltura. 

«Il DDL di assestamento – conclude Lavoyer - è pertanto fortemente caratterizzato dagli interventi anti-crisi. A questo va aggiunta la destinazione di 1,1 milioni di euro di finanza locale quale misura compensativa dei mancati introiti derivanti dalle esenzioni tributarie e tariffarie in funzione anti-crisi. Sono stati inoltre destinati prudenzialmente 6,5 milioni ai fondi di riserva e 25 alla riduzione del mutuo a pareggio. Nell'identificazione degli altri interventi, si è inoltre tenuto conto dell'impatto che questi hanno sul rispetto del patto di stabilità».

Felix Risso Ospite a ImpresaVda su Radio Proposta in Blu


Carissimo visitatore, metto on line la puntata del 6 maggio, ospite  di «ImpresaVda», Elio Desayeux, titolare in Valle d'Aosta della Ecos, con lui ci siamo confrontati sul tema dell'edilizia sostenibile e, soprattutto, sull'imprenditoria giovanile nella nostra regione e intende proporre alcune riflessioni su come attuarla.  Qui - se te la sei persa - puoi trovare la puntata registrata.

Venerdì 13 maggio, alle 10, sarà invece mio ospite, Mario Felix Risso, vicepresidente della Camera di Commercio di Aosta, con il quale approfondiremo i contenuti della Fiera internazionale delle fonti alternative «Rigenergia».


Ti ricordo che ImpresaVda è disponibile a dare voce ai tuoi dubbi, ai tuoi quesiti, ai tuoi commenti critici. Scrivi a: diretta@radiopropostainblu.it.

Anche a trasmissione terminata non esitare a mandare una tua impressione o a lasciare un tuo commento anche su questo blog. Sarà apprezzata anche la segnalazione di un ospite che vorresti fosse invitato in trasmissione. Anche le autosegnalazioni di imprenditori desiderosi di far conoscere i loro progetti aziendali sono ben accette. Ne farò buon uso.

Non dimenticare che è possibile ascoltare Radio Proposta anche sul tuo pc: clicca qui.

Se non conosci ancora la radio ti segnalo le sue frequenze: Courmayeur 103.8 - La Salle 93.7 - Saint-Nicolas 107.6 - Aosta 107.8 - Saint-Vincent 107.4 - Bassa Valle 107.8 - Brusson 88.5 - Ayas 107.6 - Valtournenche 107.6 - Valle del Gran San Bernardo 107.6 e Valgrisenche 88.0.
Buon ascolto.

11 maggio 2011

Innovatori alpini: gli Imprenditori Valdostani si Raccontano

Ultimo atto con qualche variante sul tema.

Come da copione Giovedì 19 maggio, alle 14,30, presso la sala Cogne della Pépinière d’Entreprises Espace Aosta, Vallée d’Aoste Structure proporrà, all’interno del ciclo «I Dialoghi dell’innovazione» di cui ho scritto in lungo e in largo su questo blog,  la Tavola Rotonda dal titolo «Innovatori Alpini: gli imprenditori valdostani si raccontano». Invece la conferenza serale con Piero Angela sulle grandi innovazioni della Storia si farà più avanti a causa di un’improvvisa indisponibilità del relatore (e vi assicuro che non si tratta di una formula rituale).

Ma chi saranno i protagonisti della tavola rotonda? Oltre all'autore di questo blog, presente in qualità di moderatore,  parteciperanno Ennio Pastoret, Assessore Regionale alle Attività Produttive, Carmine Garzia dell’Università della Valle d’Aosta, Riccardo Trisoldi, Compagnia Valdostana delle Acque, Gioachino Gobbi, Grivel, Costantino Charrère, Les Crêtes, Guido Bertolin, Maison Bertolin, e Alessandra Fulginiti, Valgrisa.

Durante l’evento sarà presentato il volume «Dieci casi di ordinaria imprenditorialità ‐ Fra Innovatori alpini e Campioni del territorio», edito da Egea e realizzato a cura dell’Università della Valle d’Aosta. Per chi si fosse perso qualche pezzo per strada gli autori della pubblicazione sono il titolare di questo blog e il già citato professor Garzia. Vorrei però che fosse chiaro da subito che non si tratta di un «the best of», ma di una selezione di aziende, analizzate anche con un approccio scientifico o meglio di dottrina economica, che, ad avviso degli estensori dell'opera, sono esempi interessanti di cosa sia fare impresa in Valle d'Aosta. Chissà che di lavori simili non ne seguano altri?

Mi sembra giusto offrire qualche dato in più sul mio co-autore (anzi in realtà sono io il suo co-autore visto che sicuramente il suo contributo è stato indubbiamente maggiore del mio). Carmine Garzia è ricercatore di economia aziendale presso l’Università della Valle D’Aosta, Facoltà di Scienze Politiche e delle Relazioni Internazionali, e professore a contratto di strategia e Politica Aziendale presso l’Università Bocconi di Milano è inoltre membro fondatore del centro di ricerca sull’imprenditorialità - CEF - presso l’Università della Svizzera Italiana, Lugano. Le sue aree di interesse scientifico sono la nascita e lo sviluppo di nuove imprese e l’innovazione e il cambiamento strategico. Si è laureato in Economia Aziendale e ha ottenuto il Ph.D in Management presso l’Università Bocconi di Milano.

Siccome si avvicina l'ultimo atto ti ricordo che come sempre sono interessato ai tuoi commenti. Mi piacerebbe fare con te un bilancio di questo evento. Che cosa era ok e che cosa va rimesso a punto. Scrivimi pure. Ti leggerò volentieri.

Come sempre ti ricordo che l’iniziativa, promossa dalla Regione Autonoma Valle d’Aosta, Assessorato alle attività produttive, Direzione assistenza alle imprese, ricerca, qualità e formazione professionale, è realizzata nell’ambito del progetto di Animazione Territoriale di Carattere Economico finanziato dal Programma operativo FESR Competitività Regionale 2007/2013. L’attuazione del progetto è affidata a Vallée d’Aoste Structure in qualità di soggetto attuatore con il supporto organizzativo dell’associazione Centro Scienza Onlus.

Fopadiva fra i migliori Fondi Pensione Italiani

Il 28 aprile 2011 si è riunita l’Assemblea dei Delegati del Fondo pensione FOPADIVA, composta da 60 rappresentanti eletti dai lavoratori iscritti e dai datori di lavoro, che ha approvato all’unanimità il Bilancio relativo all’esercizio 2010, come sempre pubblico un po' di dati sull'andamento del fondo:

I numeri

• 6.410 iscritti;

• 383 datori di lavoro associati;

• un Patrimonio Netto di euro 83.647.035;

• rendimenti netti: comparto prudente +4,19%; comparto dinamico +4,04%; comparto garantito +0,21%.

Le decisioni dell'Assemblea
L’Assemblea ha deliberato, di mantenere invariate anche per l’anno 2011 la quota di iscrizione di euro 7 (una tantum di euro 3,50 a carico del lavoratore e di euro 3,50 a carico del datore di lavoro) e la quota associativa annuale di euro 14,50.

«Rispetto ad altre forme pensionistiche complementari, Fopadiva - si legge in una nota - offre condizioni economiche favorevoli grazie al coinvolgimento delle parti sociali ed ai servizi amministrativi forniti a tariffa agevolata dalla Servizi Previdenziali Valle d’Aosta S.p.A., Società istituita dalla Regione Autonoma Valle d’Aosta con il compito, tra gli altri, di supportare e di promuovere lo sviluppo della previdenza complementare a livello regionale. Con soddisfazione si è, inoltre, preso atto che il primo quadrimestre 2011 ha fatto registrare un incremento significativo delle adesioni a quota 6.619, pari al +3,26% (mentre a livello nazionale il numero di iscritti è rimasto sostanzialmente invariato), in particolare sul versante del settore pubblico, in ragione prevalentemente delle importanti novità introdotte di recente in materia di modalità di calcolo della liquidazione che hanno reso ulteriormente vantaggiosa l’adesione al Fondo».

A testimonianza del buon lavoro fin qui svolto i vertici del Fondo fanno notare che - come riportato nell’articolo pubblicato in data 23 aprile 2011 dall’inserto settimanale SOLE Plus 24 de Il Sole 24 ORE - al 4° posto della classifica dei migliori rendimenti conseguiti dai Fondi Pensione Negoziali italiani nel quinquennio ricompreso tra il mese di marzo 2006 ed il mese di marzo 2011 (includendo quindi la fase più acuta della crisi finanziaria internazionale), si è situato il Comparto prudente di Fopadiva (unico comparto del Fondo attivo per tutto quest’arco temporale, che ricomprende ad oggi quasi l’ 80% degli aderenti complessivi al Fondo) con il +2,85% di tasso di rendimento medio composto su base annua. Il rendimento medio annuo composto dei Fondi Pensione Negoziali che è stato pari al +2,1%.

Fopadiva rientra così nel novero degli unici 6 fondi negoziali attivi in Italia che negli ultimi 5 anni sono riusciti a superare o ad uguagliare la performance del TFR (che, per il medesimo periodo, si è assestata al +2,6%).

«Ciò, oltre al positivo risultato finanziario, - si legge sempre nella nota - non tiene in considerazione gli ulteriori significativi vantaggi, derivanti dalla scelta di aderire ad un fondo pensione piuttosto che mantenere il TFR secondo le vecchie modalità costituiti dai più favorevoli trattamenti fiscali e dal contributo aggiuntivo versato a carico del datore di lavoro».

«Tali dati - si legge ancora - ribadiscono ulteriormente l’affidabilità di FOPADIVA, confermando l’efficacia delle scelte di gestione operate, nel quadro delle oculate linee di investimento definite dal Consiglio di amministrazione del Fondo stesso. La gestione ha, così, dimostrato di essere in grado di coniugare efficacemente le esigenze di crescita patrimoniale con quelle imprescindibili di contenimento dei rischi e dei costi, avvalorando la consapevolezza che l’investimento di natura previdenziale deve essere valutato su orizzonti temporali di lungo periodo. Per il futuro, si confida in un ulteriore consolidamento della congiuntura economica mondiale, al fine di migliorare le performance e i rendimenti che il Fondo sarà in grado di garantire ai propri iscritti. A tal fine, si sottolinea l’importanza che l’organo di amministrazione, nell’esercizio della funzione di indirizzo e di controllo della gestione stessa, continui la puntuale verifica delle performance ottenute e delle evoluzioni del quadro di riferimento, con l’obiettivo di intervenire, ove le condizioni lo richiedano, sull’impostazione di gestione adottata».

10 maggio 2011

Alessandro Profumo ad Aosta

Mercoledì 11 maggio, alle 20.30, nel salone delle manifestazioni del Palazzo regionale ad Aosta,  Alessandro Profumo, Unicredit Group’s former CEO, terrà una conferenza sul ruolo del sistema bancario in un momento di crisi economica e l’espansione degli istituti di credito italiani all’estero. Un evento che avviene a pochi giorni dalla vicenda delle molotov.

L’iniziativa rappresenta il secondo appuntamento di un ciclo di conferenze, voluto dall’Assemblea regionale, per condividere tematiche di grande attualità. Gli argomenti trattati stanno affrontando, infatti, aspetti salienti del momento, con particolare riferimento a settori di fondamentale importanza, quali il ruolo dell’informazione nella delicata situazione politica, l’allargamento dell’Unione europea e la situazione della giustizia in Italia.

Profumo, laureato in Economia aziendale all’Università commerciale Luigi Bocconi, ha iniziato la sua attività al Banco lariano, dove ha lavorato per dieci anni, dal 1977 al 1987. Nel dicembre 1987 ha assunto il ruolo di responsabile progetti strategici e organizzativi per aziende finanziarie presso la McKinsey & Company, per poi diventare, due anni dopo, responsabile delle relazioni con le istituzioni finanziarie e di progetti di organizzazione e sviluppo integrati per la Bain, Cuneo & Associati. Nel 1991 ha lasciato il settore della consulenza aziendale per ricoprire l’incarico di Direttore centrale responsabile dei settori bancario e parabancario per la RAS. Sua anche la responsabilità dello sviluppo reddituale dell’azienda di credito di proprietà del gruppo e delle società di distribuzione e di gestione operanti nel settore della gestione del risparmio. Nel 1994 è stato nominato Condirettore centrale del Credito Italiano, con l’incarico di responsabile della Direzione pianificazione e controllo di gruppo. Un anno dopo è Direttore generale e nel 1997 è Amministratore delegato del Gruppo UniCredit, carica che ha mantenuto sino al settembre 2010.
Attualmente è Consigliere dell’Università Commerciale Luigi Bocconi e della Fondazione Arnaldo Pomodoro. A livello internazionale è stato Presidente della European Banking Federation a Bruxelles e dell’International Monetary Conference a Washington.
Nel 2004 è stato nominato Cavaliere al Merito del Lavoro dal Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi.

9 maggio 2011

La Creatività e l'Innovazione in Azienda: il Caso di Dora

Da sinistra Pietro Menniti e Paolo Legrenzi
In occasione dell'intervista pubblica ai docenti di psicologia Paolo Legrenzi e Rino Rumiati sula tema «Creativi si nasce o si diventa?» di giovedì 28 aprile la testimonianza locale è stata affidata a Pietro Menniti, amministratore delegato di Dora S.p.A, società ospitata nell’area industriale Espace Aosta, che svolge attività di ricerca e sviluppo nel settore della microelettronica. Fondata nel 2000, Dora è stata rilevata al 100% nel 2002 dalla STMicroelectronics, produttore globale indipendente di semiconduttori e leader nello sviluppo, produzione e  commercializzazione di soluzioni integrate per un’ampia gamma di applicazioni microelettroniche, ed ha conseguentemente ampliato il proprio campo di ricerca. 


Ti propongo le slides che Menniti ha utilizzato per illustrare il suo intervento

8 maggio 2011

Luce e Tenebra

Dopo molto tempo torno a proporti un mio editoriale del Corriere della Valle sul blog. Il tema è di così grande attualità che credo possa essere di interesse anche per i miei 15 manzoniani lettori on line...

La storia, talvolta, è fatta di improvvise e inaspettate accelerazioni. E così può accadere che la Beatificazione
di Giovanni Paolo II preceda di poche ore la cattura e l’uccisione di Osama Bin Laden.

Due eventi storici, collocati spazialmente a distanze abissali in una impressionante visione manichea di luce e tenebra. Tutto questo può aprire un decennio nuovo? Difficile affiancare personaggi così distanti: il Papa che ha abbattuto il Muro di Berlino, riunendo Est e Ovest, e l’uomo che ha creato morte e terrore facendo crollare le Torri Gemelle a New York, dando vita a quella lapide dell’orrore che è Ground zero. Tuttavia Giovanni Paolo II – se fosse stato ancora in vita – di certo non avrebbe esitato a metterci in guardia da questo strano clima che attualmente tutti ci pervade un po’, dove giustizia e vendetta sembrano stare sullo stesso piano.

Come giustamente ha sottolineato Riccardo Moro, direttore della Fondazione Giustizia e Solidarietà della Cei, «affermare – come ha fatto il Presidente Obama - che “giustizia è fatta” dopo aver ucciso unuomo non è accettabile. Nessuno vuole proporre angelismi, è del tutto chiaro che la morte di Osamafosse nelle prospettive possibili dell’azione Usa. La violenza e la morte dell’altro fanno parte – purtroppo – della storia dell’uomo. Un padre non rimane inerme se stanno violentando sua figlia. Ma la giustizia è altra cosa. È creare e alimentare quotidianamente relazioni umanizzanti, che promuovono la vita, non la violano».

Posso comprendere che questo distinguo possa apparire sproporzionato se paragonato al male fatto da quell’uomo e al male che ancora potrebbe essere fatto da chi crede in lui, ma – se ci diciamo cristiani – il «nessuno tocchi Caino» è scolpito a lettere incandescenti nelle nostre coscienze e proviene addirittura dall’Antico Testamento, dove ancora non è di casa la misericordia evangelica. Tutto questo tenendo conto di
come sia mia chiara convinzione che l’azione americana ha realmente indebolito il processo di aggregazione del terrorismo fondamentalista. Non ho timori sul futuro. Non ho paura che il blitz americano abbia aperto un nuovo vaso di Pandora. Anzi.

E credo sia giusto anche non colpevolizzarci eccessivamente se - in cuor nostro - improvvisamente ci è sembrato di vivere in un mondo migliore. Mia figlia è nata nell’agosto del 2001 e quando un amico mi ha telefonato dicendomi di accendere la Tv perché stava accadendo qualcosa di terribile, al vedere quelle torri in fumo il mio mondo, ma soprattutto il suo mi è sembrato crollare. Ieri mi sono scoperto anch’io a fare nuovi ragionamenti sul futuro. E’ una tentazione innegabile, ma dobbiamo aver ben chiaro che togliere la vita non può mai essere giustizia.

Sono andato a leggermi le parole di Giovanni Paolo II in occasione della XXXV Giornata mondiale della pace. Era il primo gennaio 2002, poco dopo i fatti di New York. Parole che ci possono aiutare ancora oggi. Scriveva il pontefice: «In questa Giornata della Pace, salga dal cuore di ogni credente più intensa la preghiera per ciascuna delle vittime del terrorismo, per le loro famiglie tragicamente colpite, e per tutti i popoli che il terrorismo e la guerra continuano a ferire e a sconvolgere. Non restino fuori del raggio di luce della nostra preghiera coloro stessi che offendono gravemente Dio e l'uomo mediante questi atti senza pietà: sia loro concesso di rientrare in se stessi e di rendersi conto del male che compiono, così che siano spinti ad abbandonare ogni proposito di violenza e a cercare il perdono. In questi tempi burrascosi, possa l'umana famiglia trovare pace vera e duratura, quella pace che solo può nascere dall'incontro della giustizia con la misericordia!».

L'editoria Valdostana al Salone del Libro di Torino

Dal 12 al 16 maggio, su una superficie di 90 mq, la Regione autonoma Valle d’Aosta sarà presente al XXIV Salone Internazionale del Libro di Torino con uno stand allestito dall’Assessorato Istruzione e Cultura. Ospite d’onore sarà la Russia che presenterà gli autori emergenti e grandi capolavori del Novecento mentre l’ospite speciale sarà la Palestina.

La rassegna torinese, giunta alla sua XXIV edizione, conta ogni anno centinaia di migliaia di visitatori ed è ormai un appuntamento imprescindibile per scrittori ed editori di tutto il mondo. Il padiglione valdostano è situato quest’anno all’interno dell’Oval, il palazzo di 20.000 metri quadri a campata unica nato per ospitare le gare di pattinaggio ai Giochi Olimpici Invernali di Torino 2006, dal luglio 2009 parte del polo espositivo. In questa struttura saranno presenti tutte le regioni d’Italia per la prima volta riunite in un’unica area in occasione del 150° anniversario dell’Unità d’Italia oltre che la mostra “1861-2011 L’Italia dei Libri”.

L’evento è un’occasione per la promozione dei beni culturali della Valle d’Aosta e veicolo di informazione delle tematiche del turismo culturale, oltre che un’opportunità per veicolare il materiale promozionale sui beni culturali e in particolare le brochure Mostre ed Eventi Estate 2010.”

Lo stand proporrà, accanto ai testi locali delle oltre venti case editrici che diffondono gli usi, i costumi e la cultura della nostra Regione, una selezione di cataloghi delle mostre che hanno composto il programma espositivo regionale più recente, permettendo al numeroso pubblico di apprezzare le iniziative artistiche della nostra regione. All’interno un’area è dedicata all’Università della Valle d’Aosta che presenterà i suoi corsi. Le cinque giornate saranno impreziosite dalla presenza di scrittori ed editori valdostani che presenteranno le loro ultime produzioni letterarie.

Questo il programma delle presentazioni:

VENERDI’ 13 maggio

Ore 11.00 KELTIA “Nel nulla alla ricerca dell’io

Ore 14.30 VIDA “Inseguire la vita

Ore 16.30 END “Noire. Autobiografia di un disastro


SABATO 14 maggio

Ore 11.00 LIAISON “Planpincieux. La magia ai piedi del Monte Bianco

Ore 14.00 LIAISON “Anuk

Ore 16.00 MUSUMECI “Andar per sassi

Ore 17.30 VIDA “I Ferrero


DOMENICA 15 maggio

Ore 10.30 LE CHATEAU “L’ultimo treno per Cuneo”, “Cronaca di una restituzione”, “Voci della resistenza ebraica italiana”, “Racconti di Israele”, “Terezin Voci di una resistenza…” e “Sulla montagna della paura

Ore 15.30 CONSULTA REGIONALE FEMMINILE “Donne in opera 2011

Ore 17.45 EQUIPE D’ACTION CULTURELLE “Progetto la ragazza di Benin City

Laureati on Line (4): Il Federalismo Fiscale e l'Ordinamento Finanziario della Regione Autonoma Valle d'Aosta

Nome: René
Cognome: Tonelli
Titolo tesi di laurea: IL PERCORSO DI RIFORMA VERSO UN MODELLO DI FEDERALISMO FISCALE – LE POSSIBILI IMPLICAZIONI DELL’ATTUAZIONE DELLA LEGGE DELEGA N. 42/2009 SULL’ORDINAMENTO FINANZIARIO DELLA REGIONE VALLE D’AOSTA
Relatore: Prof. Massimo Lévêque
Anno accademico: 2009-2010

Obiettivi della tesi

La tesi si pone l’obiettivo di delineare ed evidenziare impatti e conseguenze che gli importanti cambiamenti del quadro normativo nazionale, legati al processo di riforma in corso per l’attuazione di un modello di federalismo fiscale, possono produrre o hanno già prodotto sull’ordinamento finanziario della Regione Autonoma Valle d’Aosta.

La prima parte del lavoro si concentra sulla riforma costituzionale, dalla quale scaturisce la necessità di predisporre un nuovo modello di finanza degli enti territoriali, delineato nei suoi confini e nella sua struttura dalla legge delega 5 maggio 2009 n. 42. Dopo un’approfondita analisi della normativa, il capitolo si concentra sui decreti da emanare, in attuazione delle disposizioni ivi contenute.

La seconda parte del lavoro delinea ed esplicita nel dettaglio il quadro istituzionale e finanziario della Valle d’Aosta, attraverso il percorso storico e le tappe più significative che hanno dato attuazione alle disposizioni dello Statuto Speciale e che hanno contribuito a modificare di volta in volta l’assetto fiscale della Regione Autonoma, fino ai giorni nostri, in cui l’incognita del Federalismo Fiscale si identifica come un’ulteriore elemento in grado di modificarne la struttura fiscale e finanziaria.

La terza ed ultima parte, infine, analizza in dettaglio le caratteristiche della finanza pubblica in Valle d’Aosta, nella fase antecedente e successiva all’attuale processo di riforma in senso federale. Il capitolo si sofferma sull’analisi strutturale e dinamica dei dati di bilancio della Regione, prendendo a riferimento cinque esercizi contabili particolarmente significativi nel percorso storico e finanziario della Valle d’Aosta, a partire dagli Anni Ottanta fino ai giorni nostri. In seguito viene affrontato il tema del recente accordo per la nascita di un nuovo ordinamento fiscale per la Valle d’Aosta, inserito nell’importante modifica del quadro normativo fiscale nazionale e quindi nel processo di riforma in senso federale.

L’ultimo paragrafo, senza avere la pretesa di affrontare un’analisi dettagliata ed approfondita, fornisce alcuni spunti ed osservazioni sulle sfide e sulle prospettive future per la Valle d’Aosta: la realizzazione di una zona franca montana in attuazione dell’art. 14 dello Statuto Speciale, al fine di poter fruire di una fiscalità di vantaggio che sappia tutelare e fornire sostegno alle aree svantaggiate di montagna.


Figura 1. Entrate Conto Consuntivo - Dinamica Titolo I° e Titolo II° nel periodo 1982 - 2008

Metodo di indagine

La sintesi e la classificazione dei valori di bilancio presenti nella tesi si basano sui dati contenuti nei rendiconti consuntivi annuali predisposti dall’Assessorato al Bilancio, Finanze, Programmazione e Partecipazioni Regionali della Regione Valle d’Aosta.

La classificazione iniziale dei dati è stata effettuata a valori nominali iscritti a bilancio, non riportando tutte le singole voci, bensì gli aggregati funzionali e necessari alle valutazioni successive.

Al fine di rendere organico ed omogeneo il confronto e l’analisi di dati relativi a periodi diversi, i valori nominali sono stati equiparati sulla base degli indici ISTAT, riportando il confronto al periodo iniziale considerato, il 1982. La composizione delle voci di bilancio è stata predisposta seguendo due approcci distinti utili al confronto successivo: una composizione strutturale del bilancio, in cui i valori sono riportati considerando il loro peso e la loro incidenza percentuale sul totale di ogni singolo periodo contabile ed una composizione dinamica, in cui i valori reali e le relative percentuali possono essere messe a confronto in forma dinamica tra i diversi periodi contabili, osservandone l’evoluzione nel tempo. Nella scelta dei periodi e degli esercizi contabili si sono presi in considerazione alcuni specifici anni che nel contesto storico, istituzionale, economico e finanziario della Regione Autonoma Valle d’Aosta, sono stati caratterizzati da eventi di particolare significato sotto il profilo finanziario e fiscale.


Conclusioni

La tesi conclude che, alla luce dell’applicazione del nuovo quadro normativo, la riduzione delle entrate per la Regione comporterà comunque una penalizzazione rispetto al quadro fiscale vigente fino a questo momento, associata ad una realtà di montagna specifica con i suoi sovraccosti gestionali e le sue peculiarità.

Le maggiori difficoltà del vivere in montagna possono essere direttamente riconducibili alle caratteristiche fisiche dell’ambiente montano, come la morfologia e la pedologia dei luoghi, le condizioni climatiche, il rischio idrogeologico e ambientale, oppure legati al modello di sviluppo, ovvero agli elementi di carattere antropico, come le limitate dimensioni delle comunità locali, la loro dispersione territoriale e il loro maggior grado di isolamento.

Da ciò deriva la possibilità di sopperire alle maggiori spese con l’identificazione e la progettazione di un sistema di fiscalità di vantaggio, che darebbe piena attuazione a quanto riportato nell’art. 14 dello Statuto Speciale, ovvero l’istituzione sul territorio valdostano di una zona franca.

L’applicazione di un modello di fiscalità regionale di vantaggio, in aree di montagna disagiate ed in situazione di crisi sociale, economica e demografica, potrebbe rivelarsi importante per il sostegno alle imprese ed all’occupazione, per attrarre nuovi investimenti, tutelare e rilanciare l’artigianato, il commercio di vicinato, l’agricoltura e la tradizione enogastronomica, che rappresentano, in queste microaree, veri e propri presidi sociali da conservare.

Infine, poiché la Regione Valle d’Asta, con il nuovo sistema di riparto disporrà della totalità (10/10) di quasi tutti i grandi tributi riscossi sul territorio regionale, l’eventuale applicazione di agevolazioni fiscali in ottica di zona franca non andrebbero ad incidere sul bilancio dello Stato, in quanto gli unici riflessi di carattere fiscale si produrrebbero sulle entrate regionali e non su quelle statali.


Bibliografia di riferimento

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Brosio G., Maggi M., Piperno S. - Governo e finanza locale. Un’introduzione alla teoria e alle istituzioni del federalismo fiscale, Giappichelli, Torino, 2003.

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“Valori” mensile di Economia sociale, finanza etica e sostenibilità – Dossier sul Federalismo Fiscale n. 80 di Giugno, Milano, Soc. coop. Editoriale Etica, 2010.

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Lettera (di un Valdostano) da Barcellona - Catalunya: 28° Stato dell'Unione Europea

Come promesso ecco la prima puntata dell'annunciato «Lettere da Barcellona» di Federico Martire, universitario valdostano in terra iberica dove sta portando a termine il suo Phd. 


La Spagna intera aspetta con trepidazione le elezioni autonomiche e municipali del 22 maggio prossimo, una tornata elettorale che, sebbene non avrà riflessi sul Parlamento statale, le Cortes Generales, sicuramente produrrà effetti sulla politica del paese iberico e potrebbe segnare la fine anticipata dell'era Zapatero, attuale primo ministro che ha comunque annunciato di non volersi ripresentare nel 2012.

Tutta la Spagna aspetta, dunque. Tutta o quasi. Perché in Catalunya, terra notoriamente percorsa da fremiti indipendentisti sin dalla nascita del Regno, l'attenzione è rivolta altrove. Non si tratta della finale di Champions League che vedrà impegnato il Barça, tuttavia. E non è neppure dovuto al fatto che le elezioni autonomiche nella Comunità si sono già svolte lo scorso autunno, riportando al governo i nazionalisti catalani di Convergencia i Uniò (CiU) di Artur Mas. La ragione è, invece, le consultazioni popolari sull'indipendenza della Catalunya. Un referendum alegale, nel senso che non è illegale ma che neppure produrrà effetti vincolanti per lo Stato spagnolo, iniziato il 13 settembre 2009 nel piccolo comune di Arenys de Munt e che è andato poco a poco crescendo anche nelle municipalità più grandi, sino a raggiungere il climax a Barcellona lo scorso 10 aprile. L'iniziativa, pressoché unica nel suo genere in Europa, è stata promossa dalla Coordinadora Nacional per la Consulta sobre la Independència, un'associazione politica apartitica che si pone quattro semplici obiettivi: favorire il raccordo tra le varie piattaforme indipendentiste catalane, favorire la partecipazione democratica dei cittadini, promuovere la realizzazione di un referendum istituzionale sull'indipendenza della Catalunya e raccontare al mondo che la nazione catalana è pronta a esercitare il proprio diritto all'autodeterminazione.

I risultati, finora, danno ragione agli organizzatori: circa 200 comuni della Comunità Autonoma hanno aderito all'iniziativa, contro solo 36 che si sono dichiarati contrari, quantunque questi ultimi siano in maggior parte le municipalità costiere maggiormente popolate. Alle consultazioni hanno partecipato, a tutt'oggi, quasi 900mila persone, circa il 21% di quelle potenzialmente interessate. Un risultato indubbiamente ragguardevole, soprattutto che si considera che le consultazioni non hanno ricevuto supporto istituzionale (sono state interamente condotte dalla Coordinadora e da volontari locali) e che l'affluenza alle ultime elezioni catalane è stata inferiore al 60%. La partecipazione, inoltre, ha raggiunto percentuali ben oltre il 50% in svariati comuni, toccando punte del 70% nelle zone più interne della Catalunya. 
I risultati, ovviamente, premiano gli indipendentisti, con i 'sì' alla secessione che si assestano, al momento, al 92,2% e sono stati validati da esperti osservatori internazionali, tra cui anche l'ex presidente della Valle d'Aosta Robert Louvin che – a seguito della partecipazione ai referendum a Vilanova i la Geltrú, Vilafranca del Penedès eL'Arboç – definì le consultazioni "un punto di riferimento per il futuro della democrazia europea".

I referendum, ad ogni modo, non si sono ancora conclusi – l'obiettivo dei promotori è di coinvolgere tutti i comuni catalani – ma gli effetti si fanno già sentire. E se i media spagnoli tendono, erroneamente, a sottovalutare la vicenda, all'estero le voci a favore sono molteplici, soprattutto in altre nazioni senza Stato come la Scozia, il Galles, i Paesi Baschi e le Fiandre, e hanno raggiunto anche l'Italia, con reazioni positive in Valle d'Aosta (vedi sopra) e in Sardegna. A livello di Parlamento catalano, la sinistra repubblicana indipendentista (Esquerra Republicana de Catalunya) ha proposto una risoluzione sull'indipendenza della nazione, bocciata solo perché il partito di maggioranza, CiU, ha optato per una diplomatica astensione, chiedendo di rinviare la votazione "a tempi più fecondi". Molti, invece, osteggiano le consultazioni per mere ragioni economiche, in quanto la Catalunya fa registrare il più alto debito pubblico regionale spagnolo – oltre 31 miliardi di Euro a fine 2010, in aumento del 36% rispetto al 2009 e pari al 27,6% del totale del debito autonomico (fonte: Banco de España) – e un tasso di disoccupazione a fine marzo 2011 pari al 19% della popolazione attiva (fonte: Institut de Estadistica de Catalunya), in ogni caso in linea con il dato statale spagnolo.

L'esplosione dei referendum indipendentisti è però frutto di un lungo percorso secessionista che ha raggiunto il suo culmine con la parziale bocciatura dello Statuto di Autonomia catalano da parte del Tribunal Supremo spagnolo, che ha cassato tutti i riferimenti alla nazione e alla lingua catalana, chiudendo, di fatto, la porta alla possibilità di una creazione di una federazione multi o plurinazionale. Gli independentisti, comunque già contrari allo Statuto, hanno avuto buon gioco nel coinvolgere anche porzioni di popolazione generalmente più moderate e meno favorevoli alla secessione. L'idea di fondo è di condurre un referendum come quello sostenuto in Montenegro nel 2006 o in Kosovo (Stato peraltro non riconosciuto dalla Spagna) due anni più tardi, già basati sull'esperienza degli anni '90 in Québec.

E se la storia catalana si ripetesse anche altrove? E se altre nazioni senza Stato seguissero questo percorso anche in altri paesi? E' possibile ipotizzare un percorso verso l'Europa delle regioni e dei popoli? Il Parlamento europeo si è già occupato del caso delle consultazioni catalane lo scorso 25 novembre, per iniziativa della deputata gallese Jill Evans, ragionando sul cambio in atto in Spagna e sulle possibili ripercussioni fuori dai confini iberici. L'Europa sta cambiando, lo sappiamo, ma la via che può seguire potrebbe anche portare, nel lungo periodo, alla disgregazione degli Stati che conosciamo oggi? E riguardo il caso valdostano, storicamente un'altra nazione senza Stato, è ipotizzabile un percorso come quello catalano?
 

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