20 luglio 2018

Filippo Gerard (#Adava): «Devono tornare a crescere gli investimenti promozionali»

Questa settimana proponiamo l’intervista a Filippo Gerard, il presidente degli albergatori valdostani.

L’aeroporto come location della vostra ultima assemblea. Quale messaggio avete voluto lanciare?
Voleva essere un messaggio innanzitutto di ottimismo e di speranza. L’aeroporto è una infrastruttura che c’è. Non ha mai chiuso nonostante molti di noi albergatori nemmeno lo sapessero perché comunque ha continuato ad operare. Adesso con il nuovo Presidente Pellizzeri è partita questa nuova collborazione, grazie anche all’assemblea dell’Adava e ci auguriamo che lui possa continuare nel suo lavoro di far partire dei voli come ad esempio da noi sollecitato quelli per Roma e quelli della neve per il periodo invernale.

Avete presentato la realtà trentina della Gestor, una cooperativa di acquisto. E anche in Valle state lavorando ad un progetto simile. Di cosa si tratta e quali sono i vantaggi?
Nasce da una richiesta specifica di molti associati che ci hanno sempre chiesto di cercare di creare dell’economie di scala che andassero a vantaggio soprattutto dei più piccoli che hanno maggiori difficoltà nel creare dei risparmi e per comprare le merci alle stesse condizioni di quelli più grandi. Gestor nasce circa 20 anni fa a Trento da un’idea di un gruppo di 12 ristoratori che constatano i continui aumenti delle derrate e delle utenze e decidono di unirsi per avere un benificio. E così nasce questa società che oggi impiega 12 dipendenti e ha un fatturato di 35 milioni. Si tratta di una società cooperativa dove gli utenti, cioè ristoratori e albergatori trentini, pagano una quota e la contrattazione degli acquisti è fatta dal personale della Gestor che va a trattare con le ditte di ristorazione, le case vitivinicole, ma non solo anche con la Ferrero per le Nutelle in modo da avere dei prezzi bloccati per i componenti della cooperativa.

Come sempre l’Assemblea è il momento per fare il punto sul turismo in Valle d’Aosta. Qual è il quadro?
Il quadro è positivo come ha ben riassunto l’allora assessore uscente al Turismo Aurelio Marguerettaz che ha riportato l'attenzione sulla crescita delle presenze e degli arrivi. Detto ciò ci sono ancora dei problemi che vanno affrontati a partire dagli investimenti nel settore che sono sempre calati negli ultimi tempi per quanto riguarda la parte promozionale. E in questo senso abbiamo lanciato la palla ai nuovi eletti che erano un po’ gli invitati d’onore alla nostra assemblea. Abbiamo toccato anche il problema dei trasporti e la location dell’aeroporto si collegava molto a questo.

Pressione fiscale e rete di trasporti decente sono stati altre due richieste molto specifiche. A parole sembrano tutti d’accordo però poi…
Per noi i trasporti sono fondamentali. Ad esempio abbiamo le autostrade che danno un servizio che non ha pari dal punto di vista della raggiungibilità. In mezz’ora dal casello si è sui campi da sci e questo è un lusso che nessun’altra regione alpina ha in modo così diffuso, però è anche vero che è una autostrada cara per tutta una serie di motivazioni storiche a partire dai costi di costruzione che ci sono stati in partenza. L’altro aspetto importante è il trasporto ferroviario che non è utilizzabile in quanto il tempo che ci si mette da Roma per arrivare a Torino è di poco superiore a quello che ci si mette per arrivare da Torino ad Aosta con i vari cambi e la rottura di carico. Questo problema verrà risolto in parte dai bimodali ma rimane il fatto che la linea è molto lenta e questo lo abbiamo più volte sottolineato anche in occasione degli incontri che abbiamo avuto con i candidati alle elezioni politiche. Questo rimane uno dei limiti della nostra regione.

Sul tema AirBnb la regione ha annunciato un disegno di legge elaborato in accordo con il Celva che introduce l’obbligo di dotarsi di un codice identificativo e di iscriversi ad un apposito registro presso il comune in cui si intende affittare il proprio appartamento e che questo permetterà alle amministrazioni locali di fare i dovuti controlli. Vi convince?
Vorrei precisare che non è un problema valdostano. Anzi forse in Valle d’Aosta è meno forte rispetto a tante altre località, come ad esempio le citta d’arte o località come Parigi, Amsterdam dove il fenomeno ha preso delle dimensioni che stanno sconvolgendo il tessuto sociale stesso delle città. Vorrei far capire che non vi è da parte nostra nessuna contrarietà nei confronti coloro che affittano appartamenti a fini turistici, l’unica cosa che richiediamo alla Regione è che - visto che tutte le nostre aziende sono sottoposte a moltissimi controlli da quelli in remoto, cioè il controllo delle licenze, a quelli in cui è necessario entrare nella struttura – vi sia una equità di trattamento affinché anche queste attività turistiche siano soggette ad un censimento e ad un controllo di base, nello spirito più collaborativo possibile perché sappiamo benissimo essere questa una offerta alternativa alle strutture alberghiere, ma anche una risorsa fondamentale per il patrimonio immobiliare, per il tessuto economico della nostra regione e non ultimo per poter mantenere tutta una serie di servizi, ad esempio gli impianti a fune, che senza i posti letto degli appartamenti avrebbero grandissime difficoltà ad investire e a rinnovarsi.

Ma uno dei temi più complessi è stato quello della riforma dell’organizzazione turistica. A che punto siamo?
Noi chiediamo da tempo un marchio cappello ed un coordinamento unico sul fronte della promozione della Valle d’Aosta e del made in Vda, dal vino al lardo al formaggio. Siamo piccoli, siamo pochi, se ancor andiamo a frammentare le nostre risorse, la nostra visibilità, rischiamo di perdere un grande potenziale, tempo e disperdere delle risorse che mai come oggi è importante unire e focalizzare su pochi ma che diano una risposta. Di qui il nostro invito alla riorganizzazione di tutto il sistema promozionale.

Iniziative da segnalare come Adava per il 2018?
Da tempo abbiamo un’asse con la Francia e la Svizzera. Ci vedremo a luglio a Evian. Ogni 3-4 mesi incontriamo i nostri colleghi d’oltralpe per condividere dei progetti e stiamo cercando di dar vita ad un progetto che riguarderebbe il turismo estivo, in particolare i colli, con l’obiettivo di dare vita ad un turismo itinerante che possa coprire tutte quelle carenze in termini di presenze che ci sono in alcune località della Valle dove c’è poca genet d’estate essendo prettamente improntate allo sci. Questo percorso dovrebbe toccare le tre nazioni e offrire così un prodotto denominato “Tour delle tre Alpi”.

Un sogno da Presidente di associazione da realizzare?
L’entrata dei ristoranti nell’Adava. Abbiamo messo a votazione nell’ultima assemblea con una maggioranza schiacciante la proposta di aprire le nostre porte anche ai ristoratori, che hanno da sempre un’affinità culturale con noi per quanto riguarda l’ospitalità e gli aspetti normativi. Inoltre molti ristoranti della Valle d’Aosta lavorano con il turismo. Avevamo diverse richieste che rifiutavamo sempre in quanto non avevamo mai deciso di aprirci, ma credo con lungimiranza abbiamo preso questa decisione e il mio sogno è quello di avere entro un anno almeno 100 ristoratori associati. Se poi saranno di più sarà la realizzazione di un grande sogno. 

18 luglio 2018

Giancarlo Giachino è il nuovo Presidente di #Confindustria Valle d'#Aosta


Da sinistra Guido Bertolin, Francesco Bonfiglio, Giancarlo Giachino e Simone Lingeri

Lunedì 16 luglio si è tenuta a Gressan, presso la Sala Convegni della BCC, l’Assemblea generale ordinaria privata di Confindustria Valle d’Aosta. Nel corso dell’Assemblea è stata presentata la relazione sull’attività svolta e son approvato il bilancio consuntivo 2017 e la delibera contributiva.
L’Assemblea ha inoltre deliberato una delibera contributiva specifica per le start up per favorire le condizioni necessarie allo sviluppo e crescita delle imprese attraverso il sostegno alla nuova imprenditorialità.

L’Assemblea ha, quindi, eletto Giancarlo Giachino Presidente per il quadriennio 2018-2022, Amministratore Delegato della Viérin Cesarina S.r.l., e i tre Vice Presidenti Guido Bertolin (Vicario), Francesco Bonfiglio e Simone Lingeri. Giancarlo Giachino è iscritto all’Albo dei Giornalisti della Valle d’Aosta ed è stato Presidente del Comitato della Piccola Industria di Confindustria Valle d’Aosta dal 2014. La Viérin Cesarina S.r.l., nata nel 1978, è un’azienda leader nel settore delle imprese di pulizie ed è iscritta all’Associazione dal 1986.

Terminata la parte privata dell'Assemblea ha proseguito i lavori in forma pubblica con l’intervento del Presidente neo eletto Giancarlo Giachino e dell’Assessore alle Finanze, attività produttive, artigianato e politiche del lavoro Stefano Aggravi. Al termine ha preso il via la ormai consueta consegna degli attestati di benvenuto alle aziende iscritte nel corso del 2017. Ad accogliere i rappresentanti delle imprese il neo eletto Presidente Giachino, e i Vice Presidenti Bertolin, Bonfiglio e Lingeri che hanno consegnato l’attestato alle new entry: Acerbi Carpenterie S.r.l. e Operval S.r.l. per la categoria metalmeccanici; Chaco S.r.l., Cioccolato Valle d’Aosta S.r.l. e Vertosan S.r.l. per la categoria alimentari; Club Med S.a.s., Compal S.r.l., Grange Antonella Sicurezza & Ambiente, Sant’Orso Immobiliare di Aresu Angelo e Stefano Deandrea – Allianz S.p.A. per la categoria Servizi, Ambiente e Salute.

E’ proseguita la cerimonia di consegna dei riconoscimenti per le "Eccellenze al lavoro 2017”, sesta edizione del premio istituito da Confindustria Valle d’Aosta che ha voluto offrire ad ogni azienda associata l’opportunità di premiare un dipendente che si sia particolarmente distinto per il valore del suo contributo professionale. La consegna dei riconoscimenti, un “Tatà” personalizzato e una pergamena ricordo, consegnati da Giachino, affiancato dai Vice Presidenti, per sottolineare la
valenza sociale del riconoscimento del merito.

I premiati

PIERANTONIO CALVANO dell’azienda AIMAR MATTEO
Motivazione: Pierantonio Calvano, dal 2014 in Aimar, è un ingegnere meccanico che lavora nell’ufficio progettazione e ha sempre svolto l’incarico affidatogli con correttezza, precisione, professionalità e passione, presentandosi con puntualità al lavoro e dimostrando versatilità anche nel prestarsi a mansioni non attinenti direttamente al suo ruolo, tutte queste caratteristiche l’hanno reso per noi un prezioso collaboratore.

PAOLO ALBERTI dell’azienda COGNE ACCIAI SPECIALI S.p.A.
Motivazione: Paolo Alberti entra in Cogne Acciai Speciali nel 1995 ed è stato fino a dicembre 2017 il responsabile dell’officina elettronica e reti. E’ dotato di grandi conoscenze e competenze tecniche, professionalità ed esperienza, che ha sempre messo al servizio dell'azienda e dei colleghi che ha affiancato nella formazione sul campo e in aula.

TRANQUILLO SUSANNA dell’azienda HONESTAMP S.r.l.
Motivazione: Tranquillo Susanna entra in Honestamp nel 1971 dove lavora fino al 1998. Nel corso della sua carriera lavorativa, in qualità di responsabile progetto e costruzione stampi, ha contribuito alla crescita della Honestamp portando avanti progetti importanti e guadagnando la stima della proprietà e dei colleghi di lavoro.

MAURA TACCORI dell’azienda POSTE ITALIANE S.p.A.
Motivazione: Maura Taccori entra in Poste Italiane nel 1990 ricoprendo diversi ruoli nell’azienda fino a diventare Direttore dell’ufficio postale di Nus. Persona stimata per la sua dedizione al lavoro e per la sua professionalità.

SAVERIO PASCALE dell’azienda SICAV 2000 S.p.A.
Motivazione: Saverio Pascale è stato per Sicav una figura fondamentale e insostituibile all'interno dell’officina. Entra in Sicav nel 1997 e per tutti gli anni in cui ha lavorato come Capo officina è stata una persona di rilevante importanza ai fini dello sviluppo e dell'attuazione degli obiettivi della nostra azienda. Riconosciuto da tutti i clienti come punto di riferimento e figura di fiducia costante. Ancora oggi i clienti chiamano chiedendo di Saverio e volendo parlare solo con lui nonostante sia ormai in pensione.

GIORGIO ODDONE dell’azienda ST MICROELECTRONICS S.r.l.
Motivazione: Giorgio Oddone è in StMicroelectronics dal 2010 e ricopre il ruolo di design Manager. Per la sua dedizione e professionalità dimostrate nella gestione del suo gruppo di progetto di regolatori switching di tensione nell’ambito dello “smart power”, contribuendo così a rafforzare la posizione di leadership che la ST occupa in questo settore. Con l’obiettivo di sviluppare tali dispositivi nei tempi stabiliti ed in perfetto accordo con i requisiti tecnici, affidabili e di qualità richiesti, Giorgio Oddone ha saputo gestire il suo team e le attività di sua responsabilità con determinazione, accuratezza, meticolosità e massima efficienza.

ADRIANO PIARDI dell’azienda TECNOMEC S.r.l.
Motivazione: Adriano Piardi entrato in Tecnomec nel 1995 è persona preparata, capace e competente. Capoturno, conduce il reparto di assemblaggio robotizzato con maestria, dimostrandosi sempre disponibile a fronte di esigenze aziendali. La sua professionalità lo rende persona stimata ed apprezzata dai suoi collaboratori e responsabili.

LIDIA BERTHOD dell’azienda SOCIETA’ ITALIANA PER AZIONI PER IL TRAFORO
MONTE BIANCO
Motivazione: Lidia Berthod è una risorsa poliedrica e ha ricoperto, alle dipendenze della Società Italiana per Azioni per il Traforo Monte Bianco - SITMB, numerosi ruoli professionali in ambito sia contabile che risorse ricoprendo, nel corso degli ultimi anni della sua carriera professionale, iniziata nel 1975, l'importante ruolo di Capo Ufficio Personale. Sempre estremamente professionale ha supportato colleghi e superiori nelle attività quotidiane con responsabilità ispirandosi essenzialmente a criteri di efficacia orientandosi sempre al raggiungimento dell'obiettivo.

VANDA GERANDIN dell’azienda V.I.CO S.r.l.
Motivazione: Vanda Gerandin entra in V.I.CO nel 1997 ed è la responsabile amministrativa. Professionalità, spirito di collaborazione, riservatezza e concorso alla crescita aziendale fanno di lei una risorsa preziosa per l’Azienda.

15 luglio 2018

Nicola Rosset (#ChambreValdôtaine): «Digitalizzazione e internazionalizzazione al centro della nostra azione»

Nicola Rosset
Questa settimana proponiamo l’intervista a Nicola Rosset, riconfermato alla guida della Chambre Valdôtaine.
Una conferma è sempre il segno che il lavoro fatto è stato ben fatto, ma lei stesso ha sottolineato che c’è ancora del lavoro da fare...
Si tratta di una conferma che mi fa molto piacere ma che mi carica anche di responsabilità nei confronti di un comparto imprenditoriale che, nonostante qualche segnale di ripresa, sta ancora lottando per uscire dalla crisi. Come ho avuto modo di dire in occasione della prima riunione del nuovo consiglio il lavoro da portare avanti è ancora molto e siamo già all’opera per garantire la necessaria continuità alle iniziative avviate e per mettere in piedi altre attività che ci vedranno ancora una volta collaborare con l’amministrazione regionale e con le associazioni di categoria in un ottica di promuovere e supportare le imprese. In questo senso l’attenzione si concentrerà su alcuni temi di fondamentale importanza. Penso ad esempio alla digitalizzazione, ma anche all’accesso al credito e alla possibilità di cercare una convergenza tra il mondo delle imprese e quello della formazione al fine di trovare un punto di contatto sempre più stretto tra coloro che cercano lavoro e coloro che lo offrono.
Sulla sua figura c’è stata una ampia convergenza, ultimamente in Valle sembra molto difficile che questo avvenga. La situazione politica, ad esempio, è nuovamente frammentata...
Questo è uno degli elementi che personalmente mi ha fatto più piacere. La scelta di far convergere sulla mia persona la fiducia di tutte le associazioni di categoria rappresentate in seno alla Chambre è infatti un segnale importante che, oltre a confermare la bontà del metodo di lavoro che siamo riusciti a sviluppare nel corso di questi ultimi anni, dimostra come, nei momenti di difficoltà, sia necessario far prevalere l’interesse comune per riuscire a lavorare in una direzione condivisa. Nel corso degli ultimi anni abbiamo cercato di proporre un metodo di lavoro trasversale che privilegiasse il lavoro di squadra, quella capacità di fare rete che ci ha permesso di ottenere importanti traguardi mettendo in comune esperienze e professionalità per ottimizzare le risorse e massimizzare i risultati.
Un bilancio del mandato precedente: quali i punti di forza della vostra azione?
Il quinquennio che si è appena concluso è stato particolarmente impegnativo per il sistema delle Camere di Commercio che, a livello nazionale, sono state impegnate in un importante percorso di riforma che ha visto un forte calo dei fondi a disposizione. Non è certamente stato un percorso facile che però ci ha anche permesso di dare vita un percorso virtuoso attraverso il quale siamo riusciti a contenere i costi pur mantenendo invariata la qualità dei servizi oltre a sviluppare nuove attività. Di questo si deve ringraziare certamente tutto il personale della Chambre ed i suoi dirigenti che hanno saputo cogliere ed affrontare in maniera seria e costruttiva questa sfida.
Che cosa, invece, pensate di non riproporre?
Si può sempre migliorare e quindi abbiamo monitorato con attenzione le cose fatte per poter apportare le naturali e necessarie modifiche e per fare in modo che le iniziative possano rispondere in maniera sempre più puntuale alle esigenze delle nostre imprese. In questo senso abbiamo cercato e cercheremo un dialogo sempre più stretto con le aziende e con le associazioni di categoria per cogliere quella che è l’evoluzione del mercato e le nuove esigenze che, di volta in volta, si presenteranno. Ci sono certamente cose che non riproporremo, e penso in particolare a quelle iniziative che ci vedono presenti solo per onore di firma. Oggi dobbiamo incanalare le nostre energie per fare qualcosa che sia operativo, concreto e che serva per la crescita del settore economico valdostano e delle nostre piccole aziende.
Come valutate lo scenario economico sul breve e sul lungo periodo?
I dati dell’ultimo trimestre, seppur in un contesto ancora negativo, hanno mostrato alcuni segnali di ripresa. Pensa ad esempio ai dati riguardanti le nuove iscrizioni, che testimoniano comunque che la voglia di fare impresa è ancora presente sul nostro territorio. Nel breve termine è possibile che ci siano ancora delle difficoltà, anche legate alla difficile situazione politica nazionale e all’incertezza che sembra ancora caratterizzare questo momento storico. Guardando più avanti invece, se saremo capaci di valorizzare le esperienze maturate in questi anni e di sviluppare una maggiore collaborazione tra tutti gli attori economici al fine di promuovere le nostre eccellenze, sono certo che avremo la possibilità di crescere e di superare questo momento difficile.
Quali sono i temi su cui vi impegnerete?
La carne al fuoco è certamente molta. La digitalizzazione è un tema fondamentale per le nostre piccole aziende che possono in questo modo liberare fondi ed energie da dedicare alla propria crescita. A questo si lega in maniera significativa anche il dossier legato all’internazionalizzazione, altro aspetto di estrema rilevanza per cercare di ampliare il proprio mercato di riferimento andando oltre al semplice mercato interno. Un ulteriore aspetto è quello legato all’accesso al credito che, sulla scia di quanto fatto in passato da Chambre con i Confidi e, quest’anno, da Finaosta sempre in collaborazione con i Confidi, deve permettere alle nostre imprese di guardare avanti e di cogliere le diverse opportunità offerte dal mercato in termini di crescita ed innovazione. Un ultimo aspetto che credo meriti attenzione è quello legato ad un miglioramento del dialogo tra chi cerca e chi offre lavoro. Le imprese sono quelle che sanno cosa potrebbe servire al loro interno per crescere e quindi poter dialogare con chi si occupa della formazione professionale sarebbe certamente un elemento estremamente importante per rendere ancora più efficace l’inserimento di nuove figura professionali nelle realtà imprenditoriali del territorio.
Da qui a fine anno in quali eventi sarete impegnati?
Alla luce di quanto detto in precedenza i prossimi mesi ci vedranno impegnati nel dare concretezza a quanto messo “su carta”. La Chambre coordinerà, nell’ambito del progetto VDA- Passport recentemente approvato dalla Giunta regionale e grazie anche all’utilizzo di alcuni fondi europei, la presenza delle imprese valdostane in alcune importanti fiere nazionali ed internazionali. Proseguirà poi la collaborazione con le Associazioni di categoria per la realizzazione di eventi espressamente dedicati ai diversi settori economici cercando di valorizzare e promuovere la trasversalità delle iniziative. Non mancherà l’attività di formazione e di supporto per le imprese per supportarle nell’affrontare i nuovi adempimenti normativi nazionali ma anche per favorire l’internazionalizzazione. Ci saranno poi le iniziative più classiche che ci vedono da sempre impegnati al fianco delle istituzioni quali ad esempio il Marché Vert Noel o il Marché au Fort.
Per il nuovo mandato c’è una nuova iniziativa che pensate di proporre per la prima volta
Idee ci sono ma è necessario confrontarsi anche all’interno della nuova Giunta camerale. Un argomento sul quale certamente continueremo a lavorare è quello delle reti di impresa. E’ questo un tema che ormai da tempo rientra tra le nostre priorità e sul quale stiamo iniziando a vedere i primi frutti. Sarà quindi fondamentale continuare in questa direzione perché siamo certi che lo sviluppo di una sempre più diffusa capacità di lavorare in squadra sia un elemento di grande importanza per tutto il nostro comparto imprenditoriale.
Un sogno imprenditoriale da realizzare?
Siamo piccoli e per sopravvivere dobbiamo essere migliori e puntare all’eccellenza attraverso progetti che siano immediatamente attuabili e valutabili. In quest’ottica, pur sapendo di correre il rischio di ripetermi, quello che vorrei è vedere un comparto imprenditoriale coeso e capace di sfruttare al meglio tutte le possibilità che un lavoro in rete potrebbe mettergli a disposizione. Sono consapevole che è un processo che necessità di tempistiche lunghe, ma ho anche constatato che qualcosa inizia a muoversi e che, in più di una occasione, siamo stati capaci di mettere da parte gli interessi personali per privilegiare obiettivi più ampi. Quando questo è successo siamo stati capaci di raggiungere traguardi importanti e credo che il Marché Vert Noel sia l’esempio più evidente. Questa è la direzione nella quale dobbiamo continuare a lavorare ed insistere e che credo potrebbe darci i risultati migliori. 

14 luglio 2018

Xausa e Collé (Bières du Gran Saint Bernard): «puntiamo al mercato francese)


Questa settimana proponiamo una intervista doppia: Stefano Collé, socio della società Les bières du Grand Saint Bernard e il responsabile commerciale Marco Xausa.

Con Collé ho trovato una intervista fatta nel 2013 e una intervista televisiva del 2016. Si strada ne è stata fatta parecchia…
Collé: Speriamo di farne ancora tanta. Dal giugno dell’anno scorso abbiamo aperto il nuovo stabilimento di Gignod. Ci siamo trasferiti da Etroubles per motivi produttivi e per il bisogno di spazi maggiori. Siamo passati da 300 a oltre 4000 metri quadri. Abbiamo cambiato azienda praticamente. Una nuova realtà, una nuova sfida e il primo anno si sta concludendo con dei buoni risultati

In termini di produzione cosa sono oggi Les Bières du Grand Saint-Bernard
Collé: Siamo sempre un piccolo birrificio ma con l’obiettivo di chiudere il 2018 con quasi 4000 ettolitri venduti nei nostri mercati attuali. Considerate che nel 2010 quando abbiamo avviato la produzione ne abbiamo fatti 70-80 e l’anno scorso abbiamo chiuso a quota 2200.

Questa sarà la prima annata vera con il nuovo stabilimento…
Collé: Sì. L’anno scorso non siamo riusciti a produrre al massimo in quanto il trasferimento è avvenuto a metà dell’anno e ci ha fatto perdere un po’ di vendite. I trasferimenti sono sempre un po’ traumatici per le aziende. Quest’anno la macchina è operativa al 100% c’è soltanto da spingere sulle vendite e cercare di piazzare la nostra birra il più possibile.

Xausa, come è la situazione dal punto di vista commerciale…
Xausa: Noi attualmente abbiamo in essere una serie di mercati, ovviamente il nostro mercato di riferimento è quello italiano e ancora più quello valdostano, dove ci siamo resi conto prima di tutto che la clientela risponde ottimamente al nostro prodotto e c’è ancora uno spazio da poter coprire. In Italia cominciamo ad avere delle collaborazione grazie alla nostra crescita capacità produttive, anche nelle religione più vicine. Il secondo mercato importante per noi è la Svizzera che conta per 20-25% del nostro fatturato. Abbiamo anche delle esportazioni altrove, quindi si sono aperti altri mercati. Esportiamo perfino in Australia grazie ad una collaborazione con un partner storico della nostra azienda. Ci siamo aperti al mercato belga con delle piccole esportazioni e l’obiettivo 2018 è di arrivare in Francia, l’anello che ci mancava per chiudere questo triangolo di prossimità e avere Italia, Francia e Svizzera.

Sono cambiate anche le strategie commerciali, il modo di proporre il prodotto…
Xausa: E’ chiaro che si tratta di un’azienda nuova pur essendo la stessa azienda. Sono cambiate le esigenze produttive, ma pure gli obiettivi. Adesso pur essendo un piccolo birrificio abbiamo una capacità di produrre in quantità maggiori rispetto al passato, ma ovviamente ci dobbiamo confrontare con clienti sempre più grandi. Noi ad esempio produciamo il 50% delle nostra birra in fusto, cioè la classica birra alla spina che in un locale dà maggiori consumi, ma che comporta anche dinamiche di prezzo e di contratti diversi. Di conseguenza sia i formati, sia i prodotti li stiamo sviluppando insieme alla nostra crescita.

Un bilancio su come è andato il 2017 e su cosa avete fatto e prevedete di fare nel 2018?
Collé: Il bilancio 2017 è positivo. Nonostante il trasloco siamo ancora cresciuti di un 35% rispetto all’anno prima. Nel 2018 c’è di nuovo alle porte un importante aumento della produzione e siamo alle porte della nostra prima estate con una struttura produttiva importante e stimiamo rispetto al 2017 di raddoppiare la produzione. Con la stagione cercheremo nuovi partner visto che per quanto riguarda i comprensori di sci siamo un po’ carenti.

Avete proposto nei giorni scorsi un evento di un certo rilievo. Di cosa si è trattato?
Xausa: Da tempo cerchiamo di essere presenti sul territorio attraverso l’organizzazione di eventi sportivi e non. E’ già un’attività che ci impegna e ci vede consapevolmente interessati. L’8 e il 9 giugno in collaborazione con la Pro Loco Comité di Poudzo di Gignod abbiamo organizzato la prima edizione di “Les Bières en Fête”. E’ stata un’occasione per festeggiare tutti insieme il nuovo birrificio di Gignod.

Quali sono i prossimi passi? Biennio 2019-2020?
Collé: Sicuramente sarà un momento di consolidamento di questa nuova avventura sia dal lato produttivo che da quello commerciale. Dal punto di vista produttivo porteremo avanti nuovi prodotti con nuove tecnologie e anche qualcosa che non c’entri con la birra. Ci stiamo pensando.

Ricordiamo le referenze dei vostri prodotti?
Collé: Si tratta di sei referenze presenti tutto l’anno: due lager, la Napea chiara e la Balance più ambrata, la Blou, tipo weiss, fatta con la segale, la Amy (oatmeal stout), la Gnp, una tripel al Génépi) e la Via Francigena, una ordinary bitter. Da ottobre abbiamo lanciato la Napea in lattina per il comparto montano per facilità di stoccaggio e riciclo del prodotto oltre ad essere un prodotto molto adatto per la birra, forse meglio del vetro. Da una decina di giorni abbiamo anche presentato una gluten free.
Xausa: Sicuramente punteremo sul mercato francese.

Un sogno imprenditoriale da realizzare?
Collé: Siamo quasi a dieci anni di vita, ma noi vorremmo esserci anche tra venti, questo significherebbe aver realizzato un prodotto che è rimasto sul territorio e vorremmo diventare davvero la birra del territorio.

13 luglio 2018

Assemblea Confindustria Valle d'Aosta


Il 16 luglio, al termine dell’Assemblea Privata, si terrà l’Assemblea Generale Pubblica di Confindustria Valle d’Aosta alle ore 17,30 in Gressan, presso la Sala Convegni della Banca di Credito Cooperativo Valdostana, Fraz. Taxel n. 26. Interverrà il neo Presidente eletto per il quadriennio 2018-2022 cui seguiranno gli interventi delle Autorità.

Al termine dei lavori, si terrà il consueto “Welcome Day” ovvero la consegna dell’attestato di benvenuto per 11 nuove imprese associate a Confindustria Valle d'Aosta nel 2017.
Le neo imprese che riceveranno l’attestato di benvenuto sono: Acerbi Carpenterie S.r.l. e Operval S.r.l. per la categoria metalmeccanici; Chaco S.r.l., Cioccolato Valle d’Aosta S.r.l. e Vertosan S.r.l. per la categoria alimentari; Club Med S.a.s., Compal S.r.l., Grange Antonella Sicurezza & Ambiente, PM Immobiliare S.r.l., Sant’Orso Immobiliare di Aresu Angelo e Stefano Deandrea – Allianz S.p.A. per la categoria Servizi, Ambiente e Salute.

A seguire, si terrà la consegna del premio “Eccellenze al lavoro” dedicato ai dipendenti delle aziende associate che si sono distinti per talento, professionalità e dedizione al lavoro. Un progetto nato per valorizzare lo spirito di collaborazione di squadra tra impresa e risorse umane.

Ad oggi Confindustria Valle d’Aosta rappresenta 161 imprese associate, compresi gli aggregati, rispetto alle 152 dello stesso periodo.

28 giugno 2018

Venerdì 29 Giugno Giovanni Pellizzeri (#Avda) ospite a #ImpresaVda su #RadioPropostainBlu

Carissimo visitatore, domani, venerdì 29 Giugno, alle 9,35, ultima puntata di ciclo di ImpresaVda su Radio Proposta in Blu. In studio Giovanni Pellizzeri, il Presidente di Avda, la società di gestione dell'aeroporto valdostano Corrado Gex.

Sul Corriere in edicola trovi l'intervista a Nicola Rosset, riconfermato alla presidenza della Chambre Valdôtaine.

Domani a circa un'ora dalla trasmissione della puntata - se te la sei persa - puoi scaricare il podcast nell'apposita sezione sul sito di Radio Proposta in Blu.


ImpresaVda tornerà in ottobre. A tutti buone vacanze!!!

Se non conosci ancora la radio ti ricordo le sue frequenze: Courmayeur 103.8 - La Salle 93.7 - Saint-Nicolas 107.6 - Aosta 107.8 - Saint-Vincent 107.4 - Bassa Valle 107.8 - Brusson 88.5 - Ayas 107.6 - Valtournenche 107.6 - Valle del Gran San Bernardo 107.6 e Valgrisenche 88.0. 

21 giugno 2018

Venerdì 22 Giugno Laurent Vicquéry (#Valfidi) ospite a #ImpresaVda su #RadioPropostainBlu

Carissimo visitatore, domani, venerdì 22 Giugno, alle 9,35, trentatreesima puntata di ImpresaVda su Radio Proposta in Blu. In studio Laurent Vicquéry, Presidente del Confidi Valfidi.

Sul Corriere in edicola trovi l'intervista a Stefano Collé e Marco Xausa de "Les bières du Grand Saint Bernard.

Domani a circa un'ora dalla trasmissione della puntata - se te la sei persa - puoi scaricare il podcast nell'apposita sezione sul sito di Radio Proposta in Blu.


Se non conosci ancora la radio ti ricordo le sue frequenze: Courmayeur 103.8 - La Salle 93.7 - Saint-Nicolas 107.6 - Aosta 107.8 - Saint-Vincent 107.4 - Bassa Valle 107.8 - Brusson 88.5 - Ayas 107.6 - Valtournenche 107.6 - Valle del Gran San Bernardo 107.6 e Valgrisenche 88.0. 

Giorgio Augusto Neyroz: «con la #Rimchain puntiamo al mercato mondiale»

Questa settimana proponiamo l’intervista a Giorgio Augusto Neyroz, nella veste di inventore e futuro startupper. L'intervista però è preceduta da un aggiornamento molto importante. 

Rimchain ha infatti vinto il premio Early Stage alla Finale Nazionale dei Giovani Industriali di Rapallo. A seguito della vittoria alla selezione di Firenze che gli ha dato accesso diretto alla finale, lo Startupper Giorgio Augusto Neyroz, Amministarore Unico della Rimchain Srl di Aosta, comunica che in data 8 giugno ha vinto il Premio Early Stage alla finale del Concorso Nazionale GI Startup Contest 2018. Il premio consiste nel Mentoring di un anno alla Startup Valdostana presso la famosa struttura di Business Angels Network di Firenze (BAN) a supporto delle imprese innovative incubate nel Murate Idea Park (MIP) di Firenze. «Questo premio è un grande riconoscimento che i Giovani Industriali italiani, hanno riconosciuto nella creatività e nell’ingegno della mia idea, valutandone positivamente sia le prospettive produttive che la distribuzione sul mercato mondiale. La mia speranza è che il sistema Rimchain (catene da neve pronte all’uso inserite nei mozzi dei camion) possa diventare uno standard, anche perché  garantisce velocità di montaggio e sicurezza sulle strade in condizioni di neve e ghiaccio pressoché immediate; il sistema è disponibile alla bisogna grazie al fatto che le catene sono a pronte e a disposizione inserite nei cerchi, basta estrarle e agganciarle». Rimchain ringrazia la Commissione Nazionale dei Giovani industriali italiani e la Pepiniére des Entreprises ma anche Honestamp, Sanson, Tecnofuni, Subri e Monte Bianco Servizi che credendo nel progetto si sono occupati di sviluppare i prototipi. «Questo premio non è che un punto di partenza perché Rimchain Srl è alla ricerca di partner produttivi ed economici importanti dato il vasto mercato a cui il sistema Rimchain si indirizza».

A seguire il testo dell'intervista come è stata rilasciata durante la trasmissione ImpresaVda su Radio Proposta in Blu.

Prima di tutto parliamo dall’idea: lei ha inventato un nuovo tipo di catena per gomma. Di cosa si tratta e perché è rivoluzionario?
Rivoluzionario forse. Io non ho inventato le catene, ma un sistema che permette di avere le catene sempre pronte, disponibili, veloci da maturare, già posizionate nel cerchio della macchina, o meglio, per ora, in quello del camion.

Nessuno ci aveva pensato prima…
Nella realtà no e difatti a livello di brevettazione non ha avuto problemi di sorta perché era un’idea mai presentata.

Immagino che questa idea sia nata dalla sua grande passione per il mondo del motociclismo?
Ho una passione per il motorismo, sono fotografo del motomondiale da 17 anni, ho iniziato facendo foto di motorismo in Formula Uno, però questa esigenza che sorgeva nelle persone è nata dal fatto che io vivevo a Cervinia, che la mia famiglia aveva un albergo a Cervinia e, quindi, dovevo montare le catene clienti...

Ora però lei vuole produrre queste catene in modo industriale e nasce così Rimchain. Prima di tutto mi piacerebbe sapere perché questo nome?
E’ semplice. In inglese rim significa cerchio e chain catena.

Come è la vita dello startuppers? Lei ha vinto anche la startcup Piemonte-Valle d’Aosta…
Facile, facile non è. Sei seguito ma non è così rosa e fiori. Bisogna muoversi, avere il tempo di muoversi, creare contatti, aggirarsi nei meandri della burocrazia.

Non ha partecipato soltanto ad Aosta...
Recentemente sono stato a Firenze dove ho partecipato alla starcup dei giovani imprenditori e ho vinto la selezione per cui ho avuto accesso di diritto alla finale di Rapallo dell’8 giugno (vedi nota a inizio intervista ndr).

Sul fronte investitori come sta andando?
Ho un paio di investitori interessati, aziende che mi stanno seguendo e che comunque conto di far entrare in partnership anche soltanto la Honestamp di Pont-Saint-Martin che si è occupata di realizzare la prototipazione, il converse engineering e che ringrazio.

Pensa che un tipo di produzione come questa possa rimanere in Valle d’Aosta?
Attualmente siamo incubati nella pépinière di Aosta. L’idea nostra è quella di rimanere in Valle in quanto la Valle ha delle potenzialità e sono presenti imprese innovative. Penso alla Svizzera o all’Austria dove ci sono comunque imprese che, pur sfavorite dal territorio montano, riescono ad essere presenti sul mercato mondiale, per cui perché non noi in Valle d’Aosta.

Il brevetto è europeo?
Di più. Non è mondiale però è puntato su alcuni territori molto importanti e cioè Italia, Europa, Russia, Canada, Stati Uniti, Cina e Giappone. Diciamo che è mondiale dal punto di vista della neve. Poi ci poteva anche essere Corea e Argentina. Comunque la produzione principale si muoverà sul mercato dell’automotive dei mezzi pesanti. E’ più semplice dal punto di vista produttivo perché di cerchi dei camion ce ne sono soltanto due tipi, mentre delle macchine ce ne sono molti di più. In questa maniera si riesce a fare una produzione del cesto che contiene le catene molto più standardizzata e meno complessa dal punto di vista dell’omologazione.

Il sistema Valle d’Aosta la sta aiutando nell’avviare la sua attività?
Direi che mi sostiene. Ci sono degli investitori che ci stanno puntando, a livello amministrativo ci sono delle normative come la legge 14 che possono aiutare i finanziamenti e ai quali sto puntando in quanto le spese ovviamente sono molto significative.

Quali sono i prossimi passi?
Due sono le strade. Una strategica in quanto si tratta di andare a ulteriormente sviluppare le certificazioni e quindi strategico anche per quanto riguarda il prototipo. L’altro passo è quello di muovermi con le aziende di trasporti valdostane che vogliano provare il prodotto e magari diventare partner. Ho già contatti con grosse aziende italiane, ma prima di tutto volevo muovermi sul mercato regionale. In questo momento stiamo cercando di capire quanto può essere la domanda del prodotto. I numeri potrebbero essere importanti.

Un sogno da futuro imprenditore da realizzare?
Il sogno è quello – siccome credo in questo prodotto e sono convinto delel sue qualità – fare in modo che diventi fruibile per tutti. Le catene sono difficili da montare, con questo metodo l’operazione è molto più veloce e possono garantire una maggior sicurezza sulle strade. Mi auguro che questo prodotto sia utilizzato e diventi uno standard. 

18 giugno 2018

#Bancaditalia: «L'economia valdostana torna a crescere»

Proponiamo anche quest'anno la sintesi della relazione sull'economia della Valle d'Aosta di Banca d'Italia, presentata la scorsa settuimana. Sul Corriere della Valle nelle prossime settimane approfondiremo alcuni dei temi trattati in maniera più diffusa

Nel 2017 l’attività economica in Valle d’Aosta è tornata a crescere. Nel 2016 il PIL aveva ristagnato, dopo cinque anni consecutivi di recessione. 

Le imprese
Nell’industria l’attività produttiva si è intensificata ed è proseguito il recupero degli investimenti. Anche nel terziario l’andamento è migliorato. Vi ha contribuito in misura significativa la perdurante dinamica positiva del turismo, cresciuto per il terzo anno consecutivo, e dei comparti a esso più strettamente collegati. I pernottamenti di turisti sono saliti a 3,6 milioni, il valore massimo dell’ultimo decennio, grazie soprattutto alla componente straniera. Nelle costruzioni per contro l’attività è rimasta debole. Nel mercato immobiliare è proseguita la graduale ripresa delle compravendite di abitazioni, anche se a ritmi più contenuti rispetto all’anno precedente; è continuato il lieve recupero dei prezzi delle case, iniziato nella seconda metà del 2016. La dinamica dei prestiti alle imprese valdostane è migliorata, anche per effetto di alcune operazioni straordinarie di elevato ammontare. Rimane alta l’eterogeneità degli andamenti tra settori produttivi e classi di rischio.

Il mercato del lavoro
 L’occupazione è tornata a crescere dopo due anni di calo, grazie al positivo andamento nell’industria e nei servizi; si è invece intensificato il calo nelle costruzioni. All’aumento degli occupati si è associata la riduzione del ricorso alla Cassa integrazione guadagni. Anche il tasso di disoccupazione è diminuito.

Le famiglie
Nel 2017, secondo le informazioni preliminari disponibili, sarebbe proseguito il recupero dei consumi avviatosi nel 2015; vi avrebbe contribuito l’ulteriore incremento della spesa per acquisti di beni durevoli. Il risparmio finanziario delle famiglie si è ancora indirizzato soprattutto verso i depositi in conto corrente e le quote di fondi comuni di investimento. Nel complesso, il valore a prezzi di mercato dei titoli depositati presso il sistema bancario è ulteriormente calato. È proseguita la crescita dell’indebitamento delle famiglie: sono ancora aumentate sia le erogazioni per l’acquisto di abitazioni, anche se a tassi inferiori a quelli dell’anno precedente, sia il credito al consumo. Il reddito disponibile e la ricchezza pro capite dei valdostani si mantengono su livelli notevolmente superiori alla media del Paese; rimane assai più basso il rapporto tra il debito verso banche e società finanziarie e il reddito disponibile delle famiglie.

Il mercato del credito
 L’andamento dei prestiti bancari alla clientela residente in regione si è rafforzato. La qualità del credito è migliorata per le famiglie e per il complesso delle imprese; per queste ultime, tuttavia, le dinamiche sono state differenziate tra i settori di attività economica. Il numero di sportelli bancari si è lievemente ridotto nel 2017, ma in rapporto agli abitanti rimane elevato nel confronto nazionale. È proseguito lo sviluppo dei canali alternativi di contatto tra banche e clienti. Economie regionali

 La finanza pubblica
 Nell’ultimo triennio disponibile (2014-16) la spesa corrente delle Amministrazioni locali ha continuato a ridursi. Nel medesimo periodo anche la spesa per investimenti si è contratta significativamente; il calo sarebbe proseguito nel 2017. Nonostante tale dinamica, la spesa per investimenti e quella complessiva rimangono in termini pro capite notevolmente più elevate rispetto alla media delle regioni a statuto speciale. È proseguito il calo del debito delle Amministrazioni locali, la cui incidenza sul PIL si è sostanzialmente allineata a quella media nazionale.

14 giugno 2018

Jean Paul Chadel (#Arev): «Chiediamo di dare dignità alla categoria»

Questa settimana proponiamo l’intervista a Jean Paul Chadel, Presidente dell’Arev, l’associazione degli allevatori valdostani.

In vista della tornata elettorale avevate presentato un documento molto dettagliato sul fare zootecnia in Valle d’Aosta come è nato questo testo.
E’ nato dall’idea mia personale condivisa con il direttivo che, pur sapendo noi allevatori e noi rappresentanti degli allevatori che spetta alla politica gestire il bilancio in toto, chiediamo e crediamo che sia logico far sì che siano i rappresentanti delle associazioni a proporre come investire nel settore che rappresentano perché sono quelli che lo conoscono meglio.

Analizziamolo nel dettaglio. Prima di tutto ponete il tema della burocrazia e dell’efficienza amministrativa…
E’ una vita che non soltanto in Valle d’Aosta ma in tutta Italia si sente parlare della burocrazia come di un mostro alieno impossibile da combattere e in parte è vero perché la burocrazia nasce a Bruxelles, poi prosegue a Roma per poi arrivare in Valle d’Aosta e ognuno ci mette un pezzo in più e complica ulteriormente qualcosa che è già complesso di suo. E le strade sono due: laddove è possibile, dove le norme regionali possono semplificare le cose, chiediamo alla politica un intervento e abbiamo una serie di proposte amplissime, che vanno dall’agriturismo ai fabbricati rurali a mille altre cose che si possono fare a livello regionale; in altre situazioni però ci troviamo di fronte a un principio gerarchico per cui la Valle d’Aosta non può andare contro a direttive comunitarie o norme nazionali e lì l’unica strada possibile è quella di delegare. Esiste anche all’interno del PSR ma non è stata sfruttata una misura che permette di ottenere finanziamenti da Bruxelles perché ci sia qualcuno che noi possiamo delegare, come agricoltori e allevatori, alla gestione di questa parte burocratica. L’allevatore deve fare l’allevatore, ma deve potersi permettere di pagare qualcuno che vaghi per la giungla di uffici che dobbiamo affrontare al posto nostro.

Ponete poi quello che, a mio avviso, è un tema nuovo quello della concertazione e della condivisione di cosa si tratta?
Partiamo dagli errori del passato. Il PSR attuale, che sta evidenziando un’infinità di malfunzionamenti, di complessità burocratiche che lo rendono difficile da attuare oltre a vanificare tante volte gli interventi in quanto dispersi in mille piccole misure, è frutto di una concertazione. Coldiretti, Cia e la stessa Arev tanti anni fa presentarono un documento con una serie di proposte, in primo luogo ai tecnici dell’Assessorato all’Agricoltura e che poi avrebbero dovuto essere sottoposte a Bruxelles, ma questo non si è verificato. Queste proposte non sono state prese in considerazione e il piano è stato approvato e presentato alle parti sociali così come è stato deciso in funzione delle scelte dei dirigenti, non delle parti sociali, degli allevatori, non degli agricoltori. Questo deve cambiare.

Sulla programmazione dello sviluppo rurale passata siete molto critici... Un esempio?
Come potremmo non essere critici sono arrivati 20 milioni su 140. Non voglio essere polemico, ma resto dell’idea che il problema politico sia stato nel momento della stesura del piano. Allo stato attuale la politica ha responsabilità limitatissime. E’ più un problema dirigenziale. Io penso che con le competenze che abbiamo tra i tecnici all’interno della Regione un minimo di lungimiranza ci doveva essere e quindi capire che questo sistema non poteva funzionare non era così fantascientifico. Il problema è che di fondo chi deve pagare le conseguenze di questa inefficienza siamo sempre e soltanto noi. Io capisco che ci sia a volte la contrapposizione tra due punti di vista forse opposti. Noi agricoltori, anche nella nostra ignoranza, me ne rendo conto io per primo, abbiamo pretese che poi si scontrano con una serie di norme, di procedure, e poi vorremmo tutto più semplice. Però dall’altra parte tuta la parte burocratica - che vede all’interno dirigenti, funzionari e parte politica – esiste perché esistiamo noi, non il contrario. I finanziamenti che arrivano da Bruxelles giustificano l’esistenza stessa di tutta una serie di persone in Assessorato. Se non arrivano i fondi all’agricoltura che senso hanno questi fondi?

Per il 2020/2026 cosa si deve e anche cosa non si deve fare?
La parola d’ordine deve essere semplificazione. Stiamo vedendo quanto cercare di dare un incentivo puntuale per questo o quel tipo di intervento che l’agricoltore e l’allevatore svolge sul territorio sia un principio nobile, ma nella sua applicazione vado poi a prolungare i tempi in modo esponenziale. Ci sono due assi di agevolazione che possono essere illustrati. Uno riguarda il premio unico, un aiuto superficie che spetta a tutti quanti gli agricoltori d’Europa indipendentemente dal territorio più o meno svantaggiato. In questo la Regione, l’Assessorato, ha un ruolo marginale. Sono il sindacato, i patronati, che caricano le domande e le inviano ad Agea l’organismo pagatore che si trova a Roma presso il Ministero. E questo ha funzionato bene dove sono state presentate le domande, ma non tutti i sindacati, per ragioni diverse, le hanno presentate per tutti gli agricoltori e così buona parte degli agricoltori valdostani oggi si trovano ad avere un premio che non è paragonabile a quello del loro vicino di casa che fa lo stesso mestiere. E quindi a livello di competitività dell’azienda siamo in una situazione disastrosa. Per quanto riguarda l’altra parte del PSR con tutte le misure che passano sotto il controllo di Area Vda e sono il frutto di quanto legiferato dall’Assessorato nella concertazione con Bruxelles siamo in una situazione ugualmente disastrosa, ma per ragioni diverse in quanto è la complessità che chiede un controllo ulteriore da parte degli organismi regionali ad aver bloccato tutto. Perché le regole che si sono studiate sono molto complesse e tante volte controverse. Una altro esempio che posso fare sul PSR sono gli investimenti per i giovani agricoltori dove il sistema di regole è così complesso da impedire nei tre anni in cui il giovane agricoltore deve fare l’investimento di avere effettivamente il contributo che gli spetta. E per dirla in modo molto concreto, se io giovane agricoltore devo costruire una stalla e ho tre anni di tempo per farlo, ma non ho la risposta né tantomeno l'erogazione del contribuito prima del terzo anno come faccio? Ipoteco casa mia per costruire la stalla? Se ce l’ho la casa da ipotecare...Altrimenti sono finito prima di iniziare. Certo è che l’allevamento per oltre 50 anni ha dato una mano a tutta l’economia valdostana. Quando abbiamo investito sui fabbricati rurali abbiamo investito non sull’agricoltura, ma sull’edilizia, perché il fabbricato che in Piemonte costruisco con 200mila euro, in Valle d’Aosta lo costruisco con 400mila euro. E’ un dato di fatto che i nostri prodotti devono essere aiutati per essere competitivi su altri mercati, diversamente costerebbero già troppo in partenza.

Sulla valorizzazione dei prodotti avete molto da dire. Il prezzo è un tema inevitabilmente centrale...
Il documento era indirizzato alla politica, ma non è soltanto in funzione della politica in quanto una forte autocritica la dobbiamo fare. La valorizzazione dei prodotti spetta agli allevatori attraverso le proprie forme organizzate, ma ci sembrava corretto nel documento far sapere che c’è voglia d aparte degli allevatori di investire sui prodotti perché si è parlato a lungo di contributi, e noi non vogliamo assistenzialismo e non è assistenzialismo quello che permette alle aziende agricole di campare perché il 70% delle entrate sono i prodotti. La differenza grossa tra incentivo e assistenzialismo è che il primo va a premiare chi lavora in un certo modo. Se io produco una buona fontina, un buon formaggio e c’è la mia faccia su quel prodotto io azienda che lavoro bene avrò un ritorno superiore rispetto a chi produce un prodotto di qualità inferiore, niente è più incentivante di questo. Il contributo purtroppo questo non lo fa. Noi vogliamo quindi slegarci il più possibile da questa logica. Noi crediamo tantissimo nel prodotto fontina in quanto risponde perfettamente a quello che i consumatori chiedono non solo a livello regionale, ma a livello europeo perché parlare di allevamento di razze in via d’estinzione che si adattano ad un territorio montano, che vivono in un benessere che non è neppure paragonabile a quello di altre razze allevate in pianura che muoiono a cinque anni anziché 15, come può capitare ai nostri animali, chiuse in ambienti che non hanno nulla a che fare con i nostri alpeggi. Tutto questo è da promuovere e da far sapere e una forte autocritica va fatta in quanto non abbiamo saputo valorizzare tutto questo negli anni.

Un appello per il prossimo Governo regionale?
Vorremmo che si investisse di più e si spendesse di meno. Dare i soldi all’allevamento perché tiri avanti è una strategia che può avere senso soltanto in un momento di disperazione, di grave crisi, di difficoltà insormontabile, ma investire significa crearsi un futuro. Su ogni euro speso per l’agricoltura vorremmo che la parte importante andasse per la valorizzazione del prodotto in quanto è quella che dà dignità all’allevatore e gli permette di camminare sulle sue gambe. Investire non vuol dire dare dei soldi perché ci facciano pubblicità non sappiamo bene come. Ma mettere dei fondi o delle competenze affinché il prodotto possa essere conosciuto e valorizzato di più dentro e fuori la nostra regione. I sistemi per incentivare la qualità ci sono senza bisogno di risorse esterne e i sistemi per farci conoscere pure con un investimento di risorse esterne sicuramente inferiore rispetto ad altre modalità

Un sogno da Presidente dell’Arev da realizzare?
Dare dignità alla categoria. Io vorrei tanto che gli allevatori si rendessero conto del lavoro che fanno per tutti, non soltanto per se stessi, e che la Valle d’Aosta anche turisticamente è quella che è anche grazie a noi. E un po’ di autostima in più ci servirebbe anche nel prenderci qualche libertà che non ci siamo mai concessi perché qualunque lavoratore, qualunque imprenditore i frutti del proprio lavoro li merita, non gli sono regalati, e questa distorsione mentale è nata proprio da questo sistema di contributi. Ma l'agricoltore che lavora 10 ore al giorno - e curando gli animali in un modo che è fuori dal mondo se paragonato all’allevamento intensivo – si merita qualche cosa in più: un giorno libero ogni tanto, di poter stare con la propria famiglia, di poter vivere la montagna che noi stiamo curando, e al momento non è così.



Venerdì 15 Giugno Filippo Gerard (#Adava) ospite a #ImpresaVda su #RadioPropostainBlu

Carissimo visitatore, domani, venerdì 15 Giugno, alle 9,35, trentaduema puntata di ImpresaVda su Radio Proposta in Blu. In studio Filippo Gerard, Presidente degli albergatori valdostani.

Sul Corriere in edicola trovi l'intervista a Giorgio Augusto Neyroz di Rimchain.

Domani a circa un'ora dalla trasmissione della puntata - se te la sei persa - puoi scaricare il podcast nell'apposita sezione sul sito di Radio Proposta in Blu.


Se non conosci ancora la radio ti ricordo le sue frequenze: Courmayeur 103.8 - La Salle 93.7 - Saint-Nicolas 107.6 - Aosta 107.8 - Saint-Vincent 107.4 - Bassa Valle 107.8 - Brusson 88.5 - Ayas 107.6 - Valtournenche 107.6 - Valle del Gran San Bernardo 107.6 e Valgrisenche 88.0. 
 

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