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3 dicembre 2009

Messaggi in Bottiglia - 64: Piro-Gassificatore?

Per il «Comitato Rifiuti Zero Valle d'Aosta» l'inceneritore rientra dalla finestra.

3 settembre 2009

Mondo blog: lettere aperte e buoni di benzina

Oggi voglio fare due segnalazioni di blog.

La prima riguarda il blog degli «Amici del Viale della Pace» dove potete trovare una lettera aperta alle massime istituzioni regionali firmata da Legambiente Vda Amici del Viale della Pace, Codacons Vda, Diritto al futuro e Comitato rifiuti Zero VdA. L'argomento della lettera sono le strategie da mettere in campo a livello regionale per ridurre i rifiuti. Potete leggerla qui.  Se volete leggere altri post sull'argomento...

Per la seconda segnalazione devo ringraziare Christian Pellissier che ha messo il link su facebook. Il blog in questione si chiama «The invisible hand». L'autore è Federico Martire, uno studente valdostano, attualmente a Barcellona, e propone alcune interessanti considerazioni sull'addio ai buoni di benzina dal titolo «Appiedati». Leggete qui. Sui buoni di benzina potete anche leggere questi post.

30 maggio 2009

Delibere di giunta: segnalazioni per le imprese (11) - Rifiuti e metropolitana

Ennesimo spulciamento delle delibere.

PRESIDENZA DELLA REGIONE

Piano triennale politiche del lavoro
La Giunta ha approvato l’invio al Consiglio regionale della deliberazione Approvazione del Piano triennale di politica del lavoro. (Direzione Agenzia del lavoro - resp. Nadia Savoini - delibera 1.494).

ATTIVITA’ PRODUTTIVE

Contributi a favore di imprese industriali e artigianali
Sono stati erogati 309 mila euro di contributi a favore di imprese industriali e artigiane, ai sensi della legge regionale n. 6 del 2003. (Direzione Attività Produttive e Cooperazione - resp. Rino Brochet - delibera 1.462).

Progetti di innovazione
La Giunta ha stanziato un contributo di 350 mila euro a favore di cinque imprese per la realizzazione di progetti in attuazione del Bando a favore di imprese per la realizzazione di progetti di innovazione. Il contributo va alle imprese VNTECH srl , Givone srl in collaborazione con Brique srl, Le Voieux Village srl, Pastoret Engineering & Consulting srl e a Icssea srl. E’stato invece revocato il contributo concesso a Cva e Minteos di cui avevamo scritto anche in questo blog. (Direzione Assistenza imprese, ricerca, qualità e formazione - resp. Fabrizio Clermont - delibera 1.464)

BILANCIO, FINANZE E PATRIMONIO

Bilancio: controllo strategico e controllo di gestione
La Giunta ha approvato l’invio al Consiglio regionale del disegno di legge Nuove disposizioni in materia di bilancio e di contabilità generale della Regione Autonoma Valle d'Aosta/Vallée d'Aoste e principi in materia di controllo strategico e di controllo di gestione. (Dipartimento Bilancio, Finanze e Patrimonio - resp. Peter Bieler - delibera 1.436).

OPERE PUBBLICHE, DIFESA DEL SUOLO ED EDILIZIA RESIDENZIALE PUBBLICA

Metropolitana: incarico di fattibilità a Geodata
E’ stato affidato un incarico di consulenza alla società Geodata di Torino, per la redazione di uno studio di fattibilità riguardante la realizzazione di una metropolitana nella città di Aosta e le possibili sinergie con lo sviluppo degli interventi di teleriscaldamento. L’impegno di spesa è di 195.840 euro.
Ribadisco che a me questa proposta della metropolitana non mi convince. Anzi non mi sembra per niente una buona idea. Sono convinto che prima di affidare l’incarico a Geodata, società indubbiamente di grande livello sul fronte delle costruzioni (guardatevi il sito) sarebbe stato meglio trovare il modo di commissionare uno studio sull’utilità e sulla sostenibilità di una simile struttura. Farla è probabile che si possa, ma dopo? Se ci fosse qualche esperto on line che ha voglia di regalarmi un suo parere lo gradirei davvero molto. Mi permetto soltanto un commento un po’ maligno in merito all’ultima seduta del Consiglio comunale (di cui leggerete questa settimana sul Corriere della Valle grazie ad un nostro nuovissimo collaboratore). E se ad un certo punto la Giunta decidesse (cosa che apprezzerei molto) di fare dietrofront? Forse qualcuno in Comune resterebbe con un bel cerino acceso in mano… Bisogna stare molto attenti ad essere più realisti del Re. (Direzione Opere Pubbliche ed edilizia residenziale - comp. Edmond Freppa – 1.498).

TERRITORIO E AMBIENTE

Inceneritore addio. Ma al suo posto che cosa arriva?
La Giunta ha assunto determinazioni in merito alle azioni finalizzate all’attuazione e revisione del Piano regionale di gestione dei rifiuti, con particolare riferimento al sistema di trattamento finale dei rifiuti. Con questa delibera viene messo da parte il vecchio progetto di inceneritore. Ma a cosa si dice di sì? Credo possa essere interessante riportare il testo integrale della parte conclusiva della delibera. La mia personale impressione, in questo caso, è positiva. Mi sembra che l’assessore Manuela Zublena stia affrontando l’argomento con notevole onestà intellettuale.

La giunta concorda (curioso il verbo utilizzato) sui seguenti punti:

- di propendere per una valorizzazione energetica dei rifiuti tenuto conto delle risultanze dello Studio di comparazione;

- di non procedere al momento alle operazioni di smantellamento della discarica controllata di Brissogne in considerazione del fatto che l’azione di contenimento degli impatti connessi con la discarica stessa non può essere attuata ricorrendo a tecniche di messa in sicurezza senza attivare un “landfil mining” con il conseguente avvio dei rifiuti estratti ad un impianto di termovalorizzazione;

- di avviare la sperimentazione di tecnologie innovative per la produzione di un CdR di alta qualità da destinare alla valorizzazione energetica anche in impianti di cogenerazione e teleriscaldamento che possano garantire un ulteriore contenimento dell'impatto ambientale su scala regionale;

- di potenziare le attività finalizzate a perseguire livelli importanti di raccolta differenziata anche volte a migliorare i quantitativi e soprattutto la qualità delle singole frazioni in accordo con le autorità di sotto-ambito;

- di avviare un piano di azioni volte alla riduzione e prevenzione nella produzione dei rifiuti;

- di proseguire in azioni di informazione e sensibilizzazione dell'utenza;

- di avviare la sperimentazione attraverso la realizzazione di un impianto tecnologicamente innovativo, ai fini della produzione di combustibile da rifiuto (CdR) di alta qualità caratterizzato da un basso livello di contaminanti, in grado di assicurare, in una prima fase di attuazione e osservazione, il trattamento di una frazione significativa dell'attuale indifferenziato, al fine di differire i tempi oggi prevedibili di esaurimento della discarica di Brissogne;

di individuare il sistema più innovativo mediante un'indagine tra le tecnologie di produzione di CdR di qualità;

di procedere ad una valutazione dei risultati di questa sperimentazione a seguito di verifica di funzionalità e sostenibilità del sistema, da attuarsi entro un anno dall'avviamento, prima di procedere al consolidamento del sistema in modo da permettere il trattamento di tutti i rifiuti indifferenziati prodotti nella Regione;

di stabilire che dalla sperimentazione del sistema innovativo debbano emergere tutte le informazioni ed i dati caratterizzanti l'impianto ed in particolare che dovranno essere prodotti una serie di documenti che descrivano come livello minimo:

- la modalità di esecuzione del sistema innovativo;

- la configurazione impiantistica prevista (opere civili, opere elettromeccaniche, presidi, ecc.);

- le superfici necessarie e l'ubicazione prevista dell'impianto;

- le caratteristiche impiantistiche principali ed il bilancio energetico complessivo del trattamento;

- i costi di investimento;

- la modalità di gestione dei flussi di rifiuti oggetto di trattamento nell'impianto innovativo;

- i quantitativi e le modalità di smaltimento dei rifiuti solidi e liquidi prodotti durante il trattamento;

- i flussi, i quantitativi e le modalità di utilizzo del CdR prodotto dal trattamento; le modalità gestionali;

- i costi gestionali;

- di stabilire che venga definito un apposito protocollo di sperimentazione avvalendosi di una qualificata istituzione scientifica che, con il supporto degli organi regionali di controllo dovrà seguire sistematicamente tutte le fasi di sperimentazione e certificare e validare i risultati della stessa nonché prevedere, da parte di ARPA, la realizzazione di un piano di monitoraggio del sistema di trattamento innovativo con il coinvolgimento dell'Osservatorio regionale dei rifiuti;

- di stabilire che tale impianto venga localizzato, in accordo con la Società Valeco s.p.a. in un’area presso l’attuale centro regionale di trattamento RU ed assimilati di Brissogne o nelle immediate vicinanze. (Direzione Ambiente - comp. Fulvio Bovet - delibera 1.500).

TURISMO, SPORT, COMMERCIO E TRASPORTI
Sponsorizzazione atleti valdostani
E’ stata approvata la pubblicizzazione dell'immagine turistico-sportiva della Valle d'Aosta mediante la sponsorizzazione di atleti residenti in Valle, per la stagione estiva 2009. L’impegno di spesa è di 81.600 euro. (Direzione infrastrutture, attività e manifestazioni sportive - resp. Paolo Ferrazin - delibera 1.458).

27 maggio 2009

Inceneritore o termovalorizzatore addio?

Così sembrerebbe a leggere le Ansa di oggi (qui e qui). Qualcosa di più si trova anche su Aostasera. A quanto pare la Giunta regionale di venerdì ci darà una notizia per molti inaspettata. Qui trovate i miei precedenti post sull'argomento. I commenti sono, come sempre, benvenuti.

14 novembre 2008

Messaggi in bottiglia - 22: troppi pregiudizi intorno all'inceneritore?

Su La Voce.info trovate un articolo, a mio avviso di grande interesse, sulla tematica dell'inceneritore (qui trovate gli altri articoli scritti sull'argomento). Significativo il titolo «Quel pregiudizio che brucia l'inceneritore» a firma di Antonio Massaruto. L'autore dello scritto basa in buona parte il suo articolo su una ricerca, tuttora in corso, effettuata dal Centro di ricerca Iefe in collaborazione con il Politecnico di Milano e le Università di Piacenza, Bologna e Trento. Ricerca dalla quale si evince che non è per forza detto che l'inceneritore sia a tutti gli effetti la scelta più inquinante o che comunque le differenze tra le varie ipotesi percorribili sono meno significative di quello che si è normalmente portati a pensare. Trattandosi di una fonte indubbiamente neutrale e visto il dibattito attualmente in corso nella nostra regione mi è sembrato interessante sottoporlo all'attenzione dei miei visitatori. E' chiaro che su questo argomento il dibattito è aperto e che questo blog non ha particolari interessi a parteggiare per l'una o per l'altra soluzione. L'importante è che si faccia realmente il bene della collettività.

15 ottobre 2008

Manuela Zublena: sul tappeto Ptp, inceneritore e legge urbanistica (2)

Seconda parte dell'intervista all'assessore all'ambiente Manuela Zublena. La prima parte la potete trovare qui.

La situazione attuale?
Esiste una delibera adottata nel mese di marzo che definisce una linea di indirizzo dove vengono considerati congiuntamente la gestione del materiale non recuperabile dei nuovi rifiuti insieme a quello derivante dallo smaltimento della vecchia discarica, trattati entrambi attraverso un termovalorizzatore di cui deve essere prevista la realizzazione. Questo è lo scenario che è stato definito e che ha avuto l’avallo della maggioranza dei soggetti rappresentati nel Consorzio
degli enti locali. Sulla base di quanto previsto dalla delibera di marzo sono stati attivati una serie di approfondimenti sul corpo di discarica.

A che scopo?
Per individuare dei parametri di tipo geotecnico, geofisico. Si tratta di studi avviati la scorsa settimana. Sono approfondimenti che servono per valutare le modalità di smaltimento della discarica.

Ma questo significa che potrebbero essere anche valutate altre strade?
No. L’assessorato porta avanti l’indirizzo indicato dalla delibera. Questi approfondimenti servono per comprendere le caratteristiche merceologiche del rifiuto, per sapere quantificare la tipologia di rifiuto presente oggi a seguito di vent’anni di stoccaggio. In modo da definirne il potere calorifico.

Esistono tempistiche?
Parlerei di qualche mese. Parallelamente poi deve essere completato una caratterizzazione del cosiddetto fondo ambientale, partita un anno fa e che riguarda la matrice aria, acqua e suolo e che vuole descrivere lo stato di qualità di queste matrici. E’ una prassi comune, cioè definire la qualità dell’acqua, dell’aria e del suolo a livello di plaine.

Chi sta operando?
In parte Valeco che si avvale di collaborazioni esterne e in parte da Arpa, soprattutto in merito
alle nanopolveri. Quest’ultima indagine si chiude ad ottobre dopo un anno di rilevazioni.

In merito ai problemi ambientali legati al passaggio dei tir e al limite dei passaggi fissato dal Consiglio regionale qual è la situazione?
Siccome il valore stabilito è stato definito in tempi recenti ha una sua validità, ma deve comunque essere verificato. L’Arpa sta monitorando l’area in modo da verificare se sussiste il rispetto dei limiti e, soprattutto, quali effetti può avere avuto sulla qualità dell’aria l’evoluzione del parco-mezzi. Non va dimenticata l’esistenza di un Comitato Tir chiamato ad esprimersi sull’argomento. E in quella sede andranno fatte delle valutazioni.

Nel programma di legislatura sottoposto all’attenzione degli elettori è indicata l’intenzione di produrre una norma sulla Valutazione Ambientale Strategica. Può illustrarcela?
Da parte degli uffici è in corso la redazione di una prima bozza. Si tratta di una legge complessiva che definisce degli indirizzi per valutare le compatibilità dei vari interventi rispetto agli standard ambientali. Questa legge in qualche modo accorperà anche la valutazione di impatto ambientale. Si configura insomma come una norma quadro. Attraverso questa norma si vorrebbe semplificare i vari iter amministrativi esistenti.

Ci sono novità sull’Espace Mont Blanc?
Questa forma di collaborazione ha da tempo fatto richiedere agli enti che ne fanno parte la definizione di una figura giuridica specifica in modo da assicurarle uno status giuridico. Gli ambiti normativi in cui si muovono i tre stati sono diversi anche in ragione del fatto che la Svizzera è al di fuori dell’Ue e pone ovviamente alcune difficoltà di raccordo supplementari. Di per sé la volontà è di continuare nella collaborazione nell’ambito di Espace Mont Blanc che è stato il motore di una serie di progetti molto fruttuosi. Questa esperienza ha permesso uno scambio di pratiche ed una crescita professionale notevole di chi ha potuto fruire di queste collaborazione.Nella recente riunione si è poi portato avanti il discorso di un piano integrato che al suo interno prevede ben sei progetti.Per la valle sono coinvolte l’Arpa, la Fondazione Montagna sicura, i comuni del Valdigne.

Un esempio?
La gestione integrata e innovatrice di villaggi in una logica di sviluppo sostenibile. Si vorrebbe anche arrivare a dare vita a dei modelli di azioni pilota. E poi dare il via ad una azione divulgativa facendo informazione-formazione a partire da queste iniziative affinché diventino un patrimonio comune di tutta l’area. (Pubblicato sul Corriere della Valle d'Aosta del 2 ottobre)

14 ottobre 2008

Manuela Zublena: sul tappeto Ptp, inceneritore e legge urbanistica (1)

Questa settimana incontriamo l’assessore all’Ambiente Manuela Zublena (Uv), nome già noto nel panorama politico regionale, anche se alla sua prima esperienza in Consiglio regionale. Come sempre l'intervista è divisa in due tranche. Oggi e domani.

Partiamo dal Ptp. Come pensate di agire? Prima l’adeguamento di tutti i piani regolatori e poi il suo adeguamento?
Il primo impegno, tenendo conto anche delle esigenze espresse dagli enti locali, è quello di completare l’iter di adeguamento dei piani regolatori al Ptp. Un iter molto lungo, travagliato, anche per via di eventi come l’alluvione del 2000 che hanno posto la necessità di nuove riflessioni e approfondimenti. Nel frattempo si è verificata la produzione di ulteriori strumenti di pianificazione territoriale per cui oggi come Giunta intendiamo completare l’adeguamento in tempi abbastanza contenuti, anche se ancora da definire.

Ma quanti ne mancano ancora?
Circa una cinquantina. Anche se quasi tutti sono in fase di completamento. Noi comunque stiamo facendo una nuova ricognizione per capire esattamente a che punto sono. In particolare vogliamo verificare se ci sono ritardi legati ai Comuni oppure ad approfondimenti di tipo geologico richiesti dall’amministrazione regionale. Finita questa ricognizione si cercherà con gli enti locali di concordare una tempistica il più possibile omogenea.

Già nel 2009?
L’iter di approvazione è molto lungo. Molto ottimisticamente parlerei di 2010. E’ difficile prevedere dei tempi anche perché nel 1998 erano stati dati cinque anni di tempo per realizzarlo. E poi c’è stata l’alluvione che,come ho detto, ha costretto a nuovi ripensamenti. Compatibilmente con le difficoltà dei singoli comuni comunque dovremmo portare a conclusione quell’iter. Soltanto a quel punto si potrà procedere ad un aggiornamento del Ptp. E porre quindi le basi per uno strumento la cui adozione andrà molto più avanti. Sulla previsione dei tempi è necessaria molta cautela.

Prevedete di revisionare la legge urbanistica?
Sicuramente sì. In una logica di semplificazione delle procedura. Ma dopo il completamento del Ptp. Oggi è importante non mutare il quadro normativo perché questo è un elemento di alterazione della pianificazione fatta dai comuni.

Inceneritore e incenerimento discarica attuale. Dato ormai per assodato che per voi è l’unica soluzione percorribile a che punto siamo? E che cosa rispondete alle preoccupazioni delle opposizioni, degli ambientalisti e di una parte della cittadinanza?
Vorrei precisare che in materia di gestione dei rifiuti l’orientamento di base è quello di sostenere tutta una serie di azioni e di scelte che vanno nella direzione di prevenire la produzione di rifiuti e di incentivare ulteriormente la raccolta differenziata, il riciclaggio e il riutilizzo, cioè avere dei livelli sempre più spinti di queste azioni. Questo è, tra l’altro, previsto nel programma elettorale ed è coerente con le varie direttive europee. In particolare ce ne è una recentissima che stabilisce un ordine di priorità nella modalità di gestione dei rifiuti. In prima battuta la prevenzione e poi il recupero, anche quello energetico, e come ultima opzione lo smaltimento in discarica. Mi sembra che le azioni messe in campo siano coerenti con questi indirizzi. C’è poi un fatto oggettivo da tenere in considerazione. Studi fatti evidenziano che c’è una situazione di prossimo esaurimento della discarica di Brissogne nel giro di massimo cinque-sei anni. Questo impone di definire certe scelte in tempi brevi. (Pubblicato sul Corriere della Valle d'Aosta del 2 ottobre)

13 aprile 2008

Termovalorizzatore in Valle d'Aosta: perchè sì (2)

Prosegue l'intervista (la prima parte è stata pubblicata nel post precedente) all'Assessore al Territorio, Ambiente e Opere Pubbliche Albert Cerise sulle motivazioni che hanno indotto la Giunta regionale a sostenere l'ipotesi del termovalorizzatore.

La preoccupazione maggiore di molti è la sostenibilità ambientale del progetto. Cosa dice in merito lo studio?
Dal punto di vista degli impatti, dallo Studio comparativo e dagli studi di approfondimento, emerge sinteticamente quanto segue:

a) per quanto concerne gli impatti ambientali, sulla base del confronto fra i due scenari attraverso la tecnica del ciclo di vita LCA (Life Cycle Assessment), emerge quanto segue:
- L’indicatore di riscaldamento globale (effetto serra), è sostanzialmente uguale per entrambi gli scenari;
- La soluzione alternativa basata sulla realizzazione del termovalorizzatore in Valle d’Aosta risulta invece nettamente più vantaggiosa rispetto alla soluzione di Piano per tutti e tre i restanti indicatori (acidificazione, formazione fotochimica di ozono e tossicità umana): la compensazione della tossicità umana in particolare, operata dalla soluzione alternativa, è superiore di ben quattro volte rispetto a quella della soluzione di Piano.

b) per quanto concerne gli impatti igienico-sanitari: Sulla base delle conclusioni riportate nel documento specifico emerge che sia l’accumulo al suolo dei principali microinquinanti persistenti derivanti dalla presenza dell’impianto di termovalorizzazione, sia l’ingresso nella catena alimentare, assumono valori frazionari rispetto ai valori massimi ammessi dalla vigente legislazione ovvero rispetto ai valori attualmente permessi negli alimenti (carne e uova). Lo studio conclude pertanto che si può ragionevolmente ritenere che l’eventuale attivazione dell’impianto di termovalorizzazione non determinerà un incremento significativo dell’esposizione della popolazione ai microinquinanti presi in considerazione.
E’ stata, altresì, valutata la compensazione ambientale derivante dalla presenza dell’impianto di termovalorizzazione la cui ubicazione è prevista in prossimità della città di Aosta. Dal punto di vista della cogenerazione tale ubicazione è favorevole in quanto vi è la possibilità di intercettare un numero di utenti importante per l’erogazione di calore in teleriscaldamento in sostituzione delle centrali termiche attualmente utilizzate dagli utenti. In questo caso gli impatti evitati corrispondono in modo univoco con quelli degli impianti effettivamente sostituiti. Nella stesura di un bilancio ambientale i due termini citati di impatto evitato rappresentano una compensazione del carico introdotto dal termovalorizzatore.
La collocazione dell’impianto sul sito di Brissogne ottimizza tale compensazione (a livello locale).
Da elaborazioni effettuate si è stimato che grazie al recupero energetico realizzabile con l’impianto di termovalorizzazione sarà possibile, in un anno, fornire calore a circa 5.000 appartamenti, sostituendo quindi una quota parte dell’energia termica prodotta dagli impianti termici civili presenti ed eliminando quindi i relativi impatti.
In particolare per ciò che riguarda le emissioni di polveri sottili e di ossidi di azoto, poiché da elaborazioni effettuate è emerso che il quantitativo prodotto ed emanato dagli impianti termici civili è molto superiore rispetto allo stesso emanato dagli impianti di termovalorizzazione è possibile ottenere a livello locale una riduzione di tali concentrazioni inquinanti.

Ci descriva i numeri dell’operazione: costi, tempistiche, tonnellate bruciate, energia prodotta...
All’impianto di termovalorizzazione saranno destinati circa 83.471 t/a di rifiuti, corrispondenti a una potenzialità di 250 t/g, così suddivisi:
· Rifiuti effettivamente prodotti a fine 2012 (anno assunto a riferimento per l’avvio del nuovo sistema di smaltimento dei rifiuti): 48.671 t/a, corrispondenti ad una potenzialità di 136 t/g, costituiti più dettagliatamente da:
· Rifiuti indifferenziati (RU + assimilabili): 45.223 t/a, corrispondenti ad una potenzialità di 120 t/g;
· Fanghi essiccati: 2.844 t/a corrispondenti ad una potenzialità di 9 t/g;
· Farmaci + rifiuti sanitari + carogne animali: 603 t/a, corrispondenti ad una potenzialità di 2 t/g.
· Rifiuti derivanti dall’attività di bonifica delle discariche di Brissogne: 34.800 t/a, corrispondenti ad una potenzialità di 104 t/g.
Le caratteristiche tecniche di un impianto di termovalorizzazione, individuato ai fini dello studio in un forno a griglia, idoneo a soddisfare le necessità della Regione sono:
- N° linee 1 linea
- Carico termico 32 MW +/- 20%
- Portata Nominale giornaliera 250 ton/giorno
- n° ore di funzionamento annue 8.000 h/a
- Energia elettrica cedibile ca. 55.000 MWh/anno


Qual è la durata dell’attuale discarica. Entro quanto tempo si dovrebbe realizzare il termovalorizzatore o comunque una soluzione alternativa?
Con la prossima realizzazione del IV lotto di discarica controllata, l’autonomia di smaltimento è di circa sei anni. Il nuovo sistema di trattamento e smaltimento finale, qualunque sia la scelta che il Consiglio regionale formulerà, dovrà essere assolutamente operativo entro la fine del 2012.
Quale sarà l’impatto sulle tariffe della nuova struttura: il costo all’utente in generale dovrebbe crescere. Voi avete ipotizzato che la vendita di energia possa abbattere le tariffe applicate agli utenti. E’ un’ipotesi fatta sulla base di quali dati? E l’abbattimento permetterà il mantenimento delle tariffe attuali con leggeri scostamenti?
Lo studio predisposto dalla Regione affronta in modo approfondito le problematiche legate all’adeguamento delle tariffe che dovranno essere praticate agli utenti finali. Nella tabella seguente sono riportati i valori economici emersi dal confronto effettuato su i due scenari assunti a riferimento. Tutte le valutazioni tengono già conto degli introiti che deriveranno dalla vendita dell’energia prodotta.
In ogni caso non sarà possibile l’applicazione di tariffe come quelle attuale. Ciò in quanto i sistemi di trattamento e smaltimento che in ogni caso saranno realizzati sono più complesse rispetto a quello attuale che si basa sulla sola discarica.
Tabella riepilogativa dei costi di smaltimento

Costo unitario (€/t)
A – Configurazione attuale (che si basa sulla presenza della sola discarica per lo smaltimento dei rifiuti indifferenziati): 77,00


B – Configurazione di pianificazione prevista dal vigente Piano regionale (approvato nel 2003) che non prevede la realizzazione di un termovalorizzatore in Valle d’Aosta: 132,00


C – Configurazione alternativa, che prevede la realizzazione di un termovalorizzatore in Valle d’Aosta, senza i costi di bonifica delle discariche di Brissogne: 106,00


C1 – Configurazione alternativa, che prevede la realizzazione di un termovalorizzatore in Valle d’Aosta, con i costi di bonifica delle discariche di Brissogne: 150,00

12 aprile 2008

Termovalorizzatore in Valle d'Aosta: perchè sì (1)

Per illustrare la posizione favorevole al termovalorizzatore la scelta non poteva che cadere sull'Assessore al Territorio, Ambiente e Opere Pubbliche Albert Cerise. Ecco le le sue risposte.

Assessore Cerise da dove nasce lo studio in base al quale avete deciso che in Valle si debba costruire un termovalorizzatore?
Lo Studio nasce dall’esigenza di fornire risposte alla mozione votata dal Consiglio regionale in data 21 dicembre 2005, che impegnava la Giunta regionale a “presentare una valutazione tecnica, economica ed ambientale delle diverse possibilità di valorizzazione energetica dei rifiuti valdostani, compresi eventuali accordi con impianti ubicati fuori del territorio regionale, oppure attraverso l’ipotesi di realizzazione in Valle d’Aosta di un impianto di termovalorizzazione ad uso esclusivo dei rifiuti termovalorizzabili prodotti e/o già stoccati in Valle d’Aosta, comprendendo la valutazione di percorsi amministrativi per attuare le diverse soluzioni”.
Le attività di studio, condotte a partire dalla primavera 2006, hanno fornito alla Regione Autonoma Valle d’Aosta gli elementi per una valutazione comparata dei possibili sistemi di riorganizzazione e gestione dei servizi di smaltimento e recupero finale dei rifiuti urbani e assimilati e dei rifiuti speciali assimilabili agli urbani, tenuto anche conto dell’evoluzione normativa che condiziona il rispetto degli obiettivi della pianificazione regionale vigente e della mancanza di un luogo idoneo ad accogliere l’eventuale collocazione di una nuova discarica.
Tale documento individua ed analizza due possibili scenari di gestione dei rifiuti:
- il primo basato sull’analisi degli interventi attuativi previsti dal Piano regionale di gestione dei rifiuti, approvato con deliberazione del Consiglio regionale n. 3188/XI, in data 15 aprile 2003, e integrati con le norme introdotte dal decreto legislativo 13 gennaio 2003, n. 36;
- il secondo, in forza della mozione del Consiglio regionale approvata in data 21 dicembre 2005, basato su una soluzione di gestione dei rifiuti alternativa a quella prevista dal Piano regionale, fondata su un intervento integrato di termovalorizzazione dei rifiuti prodotti in Valle d’Aosta e di recupero e riqualificazione ambientale del sito ospitante l’attuale discarica regionale di Brissogne. Lo studio riporta un confronto tecnico, impiantistico, ambientale, economico e tariffario dei due scenari assunti a riferimento con il sistema attuale di gestione, che si basa fondamentalmente sulla discarica come impianto di riferimento.
Bisogna, inoltre, tenere presente che lo Studio sviluppato dalla Regione è riferito alla sola fase terminale di gestione dei rifiuti (trattamento e smaltimento) e presuppone che a monte sia pienamente operativo tutto il sistema di raccolta e trasporto, affidato alle Comunità Montane e al Comune di Aosta, che si basa sul potenziamento e miglioramento delle raccolte differenziate.
Va poi anche ricordata la condivisione del progetto espressa dal Consiglio Permanente degli Enti locali, come documentata dall’allegato alla delibera n. 807 del 20 marzo 2008, nonché quella della IIIA Commissione consiliare.

Quali sono gli aspetti che vi hanno fatto maggiormente propendere per la soluzione del termovalorizzatore?
Così come evidenziato nella relazione allegata alla deliberazione della Giunta regionale n. 807, del 21 marzo 2008, le principali motivazioni che emergono dall’esame dello Studio comparativo predisposto, nonché dai documenti di approfondimento, a supporto del parere espresso dalla Giunta regionale, a favore dello scenario di smaltimento che prevede la realizzazione dell’impianto di termovalorizzazione in Valle d’Aosta ed il recupero ambientale del sito di Brissogne attraverso la bonifica delle discariche annesse al Centro regionale di trattamento dei rifiuti urbani e la selezione dei rifiuti da avviare alla termovalorizzazione, sono le seguenti:
- consente di rispettare a pieno le prescrizioni gestionali conseguenti all’entrata in vigore delle nuove norme in materia di gestione e smaltimento dei rifiuti;
- consente di attuare un sistema coordinato di recupero e smaltimento dei rifiuti che permette una semplificazione dei flussi di gestione delle diverse tipologie di rifiuto rispetto alla soluzione di piano attualmente in vigore;
- consente alla Regione Valle d’Aosta di conseguire l’autosufficienza in materia di gestione dei rifiuti che rappresenta uno dei requisiti richiesti dalle disposizioni comunitarie nell’ambito dell’individuazione di un sistema coordinato di recupero e smaltimento dei rifiuti;
- consente la programmazione della riqualificazione ambientale di una importante zona posta alle porte della città di Aosta conseguente alla progressiva eliminazione delle discariche del Centro regionale di Brissogne;
- comporta un elevato investimento per la realizzazione del termovalorizzatore ma consente importanti introiti derivanti dalla vendita dell’energia elettrica prodotta, che costituiscono elementi di abbattimento delle tariffe applicate agli utenti, oltrechè la valorizzazione del cascame termico, con possibilità di fornire calore ad un numero significativo di utenti, riducendo di conseguenza le emissioni in atmosfera derivanti dai relativi impianti di riscaldamento, concorrendo, pertanto, ad un miglioramento della qualità ambientale;
- consente di affrontare e risolvere il problema della gestione dei rifiuti per un periodo relativamente lungo (non meno di 25 anni) a partire da fine 2012 in avanti. (Continua)

11 aprile 2008

Termovalorizzatore in Valle d'Aosta: perchè no (2)


Propongo la seconda parte del documento del Comitato Zero Rifiuti sul termovalorizzatore. Domani tocchera ad un'intervista all'Assessore Albert Cerise.


Si può passare adesso a parlare delle problematiche della termovalorizzazione.
La prima questione che si pone è la scala dell’impianto: in Valle d’Aosta siamo 125.000 abitanti e
vogliamo fare un impianto da 85.000 tonnellate annue, nella provincia di Bolzano sono oltre 4 volte noi e hanno un impianto da 70.000 tonnellate annue, con raccolta differenziata oltre il 70% e una tassa aggiuntiva per il materiale che anziché essere recuperato viene avviato ad incenerimento.
Non si sognano di bruciare una discarica. Gli aspetti di ricaduta sulla popolazione dell’inceneritore sono piuttosto articolati: l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) ha recentemente prodotto un documento nel quale si ammette che in prossimità degli impianti di incenerimento vi sono aumenti di concentrazione di diossine, metalli pesanti e altre sostanze patogene e cancerogene. L’OMS non nega la nocività degli impianti, bensì afferma che è difficile attribuire agli stessi una relazione di causa diretta con gli aumenti di patologie della popolazione, a causa dei tempi di latenza, dei numeri ristretti, di concause disturbanti. Questo è ben diverso dal dire che gli impianti di incenerimento non hanno effetti negativi sulla salute umana, occorrono semplicemente maggiori e più approfondite indagini. Viceversa in 46 studi epidemiologici pubblicati fra il 1987 e il 2003, nei quali veniva principalmente puntata l’attenzione sul cancro, ma anche su effetti avversi sulla riproduzione e sul sistema respiratorio, vengono evidenziati con una certa riproducibilità rischi significativi per i tumori polmonari, i sarcomi dei tessuti molli, i linfomi non Hodgkin e le leucemie infantili. Gli studi sull’aumentato rischio di sarcomi dei tessuti molli e linfomi non Hodgkin corroborano un ruolo di causa diretta della diossina, mentre non ci sono per motivi di tempi di latenza studi epidemiologici relativi agli effetti a lungo termine sugli inceneritori di nuova generazione.
Riteniamo gravi le dichiarazioni del prof. Veronesi e invitiamo di andare a leggere sul sito
della fondazione Veronesi chi sono gli sponsors. Ascoltare anche un’altra opinione potrebbe
essere utile per farsi una propria idea, quindi chiediamo alla popolazione di partecipare alle
conferenze della prof. Gentilini, oncologa di riconosciuta fama, che sarà a Pont Saint Martin e
ad Aosta il 28 aprile. Il principio di precauzione vorrebbe che quando esiste il sospetto che un impianto possa immettere nell’ambiente sostanze nocive, non bisogna costruire l’impianto. Per gli inceneritori non v’è il sospetto, si sa che emettono diverse sostanze cancerogene, non ultime le PM 2.5 e le nanopolveri, per cui anche l’OMS ha dichiarato che occorrono approfondimenti a riguardo.
Apprendiamo con stupore che la rivista Panorama venga annoverata dai nostri
amministratori come rivista scientifica al pari di Science e Health environment e con altrettanto
rammarico abbiamo letto del parere positivo al termovalorizzatore del Consiglio Permanente degli Enti Locali. Sappiamo però che era presente solo la metà dei sindaci valdostani, e gli altri?
Il fatto che in diversi paesi si ricorra all’incenerimento non implica che si inceneriscano
anche le discariche, né che non esistano oggi sistemi di trattamento meno impattanti che in una
regione a valenza ambientale e turistica come la nostra dovrebbero essere presi in
considerazione. Il “così fan tutti” non è un motivo valido e contribuisce soltanto ad aumentare la
disaffezione dalla politica dei cittadini.
Diciamo due parole sui costi dell’operazione che la Giunta intende mettere in atto: nella
relazione Genon - Ziviani si legge che i costi di trattamento attuali per una tonnellata di rifiuti è di 73,61€. Tale cifra, dopo la realizzazione del piano regionale e in assenza di incentivi salirebbe a
176,61€. Oltre il doppio! Nell’analisi dei costi contenuti negli allegati della relazione di cui sopra
non compaiono i costi per il trasporto e lo smaltimento delle ceneri leggere, che dovrebbero essere smaltite in impianti dedicati perché pericolose, mentre si citano unicamente i costi per il trasporto delle scorie a Issogne, sapete dare ragione di questo fatto? Nella medesima analisi compaiono i contributi per l’incenerimento dovuti ai certificati verdi per la produzione di energia da fonti rinnovabili ed assimilate. Gli inceneritori godono di questo contributo perché i rifiuti vengono inseriti nella categoria “assimilabili”, per questo l’Unione Europea ha aperto procedure di infrazione nei confronti dell’Italia ed è probabile che tali incentivi spariscano, di sicuro mettere a bilancio un introito incerto per i prossimi 25 anni è un azzardo. Senza questi contributi l’impianto avrebbe una gestione in perdita, nonostante le vendita di calore e di una minima quota di energia elettrica. Se sommiamo a tutto ciò i costi per la costruzione e per la ristrutturazione dell’impianto, necessaria dopo 12 anni, si arriva ad un ammontare complessivo di circa 300 milioni di Euro: non sembra una soluzione proprio economica per smaltire il rifiuto annuo prodotto dalla nostra regione.
Questi ed altri punti critici si trovano nelle precisazioni della Giunta, noi siamo dei semplici
cittadini e non abbiamo la pretesa di essere i depositari della verità, né sappiamo l’esito di questo dibattito. Certo è che su un tema così importante che determinerà il nostro futuro ci siamo
documentati in modo approfondito e invitiamo la popolazione valdostana a fare altrettanto
informandosi in modo consapevole, nel sito web del nostro Comitato http://www.rifiutizerovda.altervista.org/ vi sono diversi documenti consultabili e comunque in internet l’informazione sul tema è ampia è accessibile a tutti. (...). Facciamo un breve riassunto e concludiamo. La Valle d’Aosta è una regione alpina, di dimensioni ridotte e delicata dal punto di vista ambientale. La produzione di rifiuti è minima, se si intraprendessero azioni di riduzione, di riuso e di aumento della raccolta differenziata, con reale recupero dei materiali, introducendo la raccolta della frazione organica laddove viene prodotta, l’avanzo di rifiuti indifferenziati sarebbe di 20/25.000 tonnellate annue, meno delle ceneri del termovalorizzatore che si intende costruire. Questa quantità è insufficiente a mantenere un impianto di incenerimento. Svuotare la discarica per asservirla al termovalorizzatore è un evento mai realizzato, la normale gestione post chiusura garantirebbe da sola l’abbattimento degli odori e l’inertizzazione del rifiuto. Non si può parlare di bonifica di discarica perché non vi è un sito contaminato, fatta eccezione per le vecchie discariche non impermeabilizzate. Il rifiuto indifferenziato residuo potrebbe essere trattato con sistemi a freddo, sul modello di altre realtà italiane ed estere già consolidate. Questi sistemi garantiscono il recupero di alcuni materiali come vetro e metalli e lo scarto in uscita può essere depositato in discarica senza i problemi delle ceneri. Il Comitato Rifiuti Zero Valle d’Aosta intende organizzare una visita ad un impianto esistente, gli amministratori sono invitati. Ci sembra che non si possa paragonare la Valle d’Aosta alla Germania, non è detto che le scelte altrui siano ottimali e per una volta si potrebbe optare per qualche scelta all’avanguardia, vista la particolarità della nostra regione. La scelta del termovalorizzatore nella nostra terra è ricca di incognite e di aspetti critici.

10 aprile 2008

Termovalorizzatore in Valle d'Aosta: perchè no (1)

Il tema del termovalorizzatore sta creando un intenso dibattito nella comunità valdostana tanto che, messo all'ordine del giorno dell'ultimo Consiglio regionale, su pressione delle forze di opposizione è stato rinviato alla prossima legislatura. Il materiale a disposizione è particolarmente ricco. Io stesso sul Sole 24 Ore Nord Ovest di ieri ho dedicato due articoli all'argomento e la settimana precedente me ne ero anche occupato sul Corriere della Valle. Tuttavia non nascondo che riuscire a fornire un informazione davvero completa sull'argomento è molto difficile. E in questo l'on line ci aiuta un po' di più. Per questo ho deciso di dedicare quattro post del mio blog all'argomento. Due dedicati a chi è contro e due a chi è favorevoli, puntando a permettere ad entrambe le parti di avere uno spazio possibilmente ampio. Per illustrare le posizioni di chi è contro ho scelto un recente documento, diffuso dal Comitato Zero Rifiuti. Il documento polemizza con precedenti affermazioni della Giunta regionale, ma può essere tranquillamente letto senza esserne a conoscenza.

Ridurre la produzione di rifiuti, aumentare la raccolta differenziata, introdurre un sistema di
tariffazione a peso ed evitare come smaltimento finale la discarica e l’incenerimento sono proposte del nostro Comitato e di un altro organismo riconosciuto come sovversivo: l’Unione Europea. Addirittura l’Unione Europea ha pubblicato una “Guida per la gestione dei rifiuti in aree di montagna” in cui sta scritto: “l’incenerimento presenta numerosi inconvenienti, soprattutto
ambientali, in quanto genera importanti impatti negativi sull’aria e sull’acqua ma anche sul piano
paesaggistico; tali impatti sono aggravati, nelle aree di montagna, dalle condizioni naturali (rilievo e inversione termica) e sono maggiormente subiti a causa della fragilità del territorio.
L’incenerimento non esclude la necessità di uno stoccaggio definitivo, in questo caso di rifiuti
pericolosi, più oneroso e con vincoli più restrittivi”.
Il Ministero dell’Ambiente in ogni suo comunicato sull’argomento afferma che occorre
“buttare meno e buttare meglio”. Sarebbe interessante conoscere quali iniziative valide di riduzione della produzione dei rifiuti e di incremento della raccolta differenziata ha perseguito questo governo regionale. Certo è che nella recente legge regionale gli obiettivi proposti sono minimi: 60 per cento di raccolta differenziata e 50 per cento di valorizzazione, entro il 31 dicembre 2011. Basti pensare che ad oggi la città di Ivrea ha raggiunto il 69% di raccolta differenziata, e anche in valle il comune di Etroubles è passato dal 25 al 60% in meno di un anno. Il piano regionale approvato il 15 aprile 2003 è stato così lungimirante da necessitare oggi di una revisione. Riguardo agli scenari studiati, occorre innanzitutto fare una critica di metodo. Una legge regionale ha istituito l’ARPA (Agenzia Regionale per la protezione dell’Ambiente) come ente strumentale della Regione. Sono assegnati all’ARPA diversi compiti, quali la consulenza e l'assistenza tecnico-scientifica alle strutture regionali, la collaborazione con l'Amministrazione regionale per la predisposizione e l'attuazione dei piani regionali in materia ambientale e sanitaria anche in riferimento a particolari rischi ed emergenze per l'ambiente e la popolazione.
Gli studi comparativi di valutazione degli scenari dovevano essere affidati all’ARPA, invece
si è preferito incaricare consulenti esterni, pagati con soldi pubblici e senza garanzia di imparzialità. Come se ciò non bastasse, gli stessi consulenti che hanno prodotto le valutazioni
sull’inceneritore, hanno anche ricevuto l’incarico di valutare i sistemi di trattamento alternativi,
come quelli a freddo, scartandoli senza tanti complimenti.
Lo scenario del termovalorizzatore è stato comparato con quello del piano regionale, non
con il trattamento meccanico biologico. C’è stata insomma una mancanza di imparzialità e di
serietà di base sulla quale è inutile dilungarsi.
Secondo la Giunta la bonifica della discarica sarebbe indipendente dalla realizzazione del
termovalorizzatore. Per legge la discarica costituisce il luogo finale di smaltimento del rifiuto, la
bonifica è possibile solo se il sito risultasse contaminato e costituisse un fattore di rischio per la
popolazione. Se si togliesse al rifiuto prodotto in Valle d’Aosta la frazione minima di raccolta differenziata obbligatoria per legge al 2012, rimarrebbero 35/40.000 tonnellate all’anno: insufficienti a far funzionare un impianto di incenerimento. Da dove prendere la parte mancante? Importare rifiuti da fuori valle non incontra troppo il consenso popolare, eliminare la discarica sembrerebbe un colpo di genio. Peccato che nessuna discarica sia mai stata svuotata per alimentare un inceneritore, peccato che l’attuale discarica non inquini la falda, come provano le misure dell’ARPA, peccato che i teli impermeabili possano resistere oltre 2 secoli, peccato che una volta esaurita tra pochi anni, realizzate le operazioni obbligatorie per legge di copertura e di aspirazione di biogas e di percolato, la discarica smetterebbe di diffondere odori che causano gravi disturbi alla popolazione. Nello studio specifico che consiglia la bonifica si legge che oltre il 60% dell’attuale discarica è costituito da materiale inutilizzabile, che l’operazione di svuotamento andrebbe avanti per 25 anni con liberazione di odori, che non vi sono precedenti si asservimento di una discarica ad un inceneritore. Perché l’esperto incaricato dalla Regione per fare valutazioni sulla bonifica della discarica durante l’incontro con la popolazione ha detto che i costi sarebbero stati di 3,5 € alla tonnellata e pochi giorni dopo in un seminario tenuto ad Aosta e organizzato dalla Valeco, è emerso che i costi sarebbero stati di 50 € alla tonnellata? Memoria corta o malafede? Nello studio non si dice quanto renderebbe i termini economici lo smantellamento della discarica, di certo c’è che la bonifica da sola costerebbe 75 milioni di Euro. (Continua).
 

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