22 marzo 2019

La scelta digitale di #Sweexo

Questa settimana proponiamo l’intervista ad Alessandro Ristaino della start up Sweexo, insediata nell’incubatore di impresa di Pont-Saint-Martin.

Prima di tutto spieghiamo il nome: cosa significa Sweexo?
Francamente ci abbiamo pensato molto. Volevamo un nome fresco e con un suono accattivante, non un acronimo o una sigla. Alla fine come nelle migliori tradizioni prima di andare a registrare il nome qualcuno ha pronunciato Sweexo, ci siamo guardati e l’abbiamo registrato. Quindi non ha un significato, ma a noi è subito piaciuto, speriamo di aver centrato il punto.

Come nasce la vostra azienda?
Volevamo mettere in pratica la nostra idea di IT. Qualcosa che rendesse l’informatica semplice, utilizzabile ovunque e che fosse vicina all’utente. Per questo motivo abbiamo basato le nostre scelte progettuali pensando ai nostri servizi come Cloud based. E devo dire che questo mix di requisiti ci ha aperto un mercato molto ampio tra le micro e piccole aziende, un po’ come siamo noi, che hanno bisogno di essere reattive ed efficaci nei loro processi.

Voi operate nel settore dell’ICT...Aprendo il vostro sito colpisce lo slogan scelta digitale. Cosa volete comunicare?
Scelta Digitale è il nostro payoff. Oggi le potenzialità sono tante e solo poche aziende le sfruttano. Si parla molto di industria 4.0, ma non tutti sanno davvero quali sono i vantaggi. Ad esempio il documento nativo digitale semplifica molto la gestione documentale ed il rapporto con i terzi, ma oggi quando vado dai clienti mi parlano ancora di fotocopie…. C’è molto da lavorare…Oggi il mercato è infatti complesso, in tutti i settori, noi abbiamo una vision: i dati al sicuro, disponibili sempre e ovunque!

Qual è stata la maggior difficoltà in questo periodo di avvio dell’attività di impresa?
A differenza di quanto ci aspettassimo, in questo momento, l’elemento più delicato che stiamo affrontando è il saper gestire al meglio le nostre risorse, mantenendo un equilibrio virtuoso tra il fatturato e la qualità del lavoro. Alle volte per mantenere i nostri standard siamo infatti costretti ad comprimere la nostra sfera privata e lavorare anche la notte. A tal proposito però ci ha aiutato molto la macchina a supporto delle startup messa a disposizione dalla Regione VDA che si è rivelata molto utile con la formazione e le relazioni messe a disposizione che sono di alto livello.

In quanti siete attualmente in azienda..
Siamo 3 operativi full time, ad essere sinceri anche oltre, e poi abbiamo 2 consulenti, stiamo cercando di crescere con equilibrio ma non è semplice….

A cosa state lavorando in questo periodo?
Stiamo aggiornando l’architettura di un nostro cliente, un tour operator con sedi tra la Liguria e il Piemonte, per permettergli di gestire in maniera più agevoli i contatti e le nuove esigenze di crescita. Inoltre, cosa non meno importante, di contenere in maniera importante i costi.

Un progetto particolare che avete affrontato in questi mesi?
Abbiamo risolto un problema legato alle postazioni virtuali, ovvero quelle postazioni condivise in biblioteche, co-working e internet cafè, garantendo ad ogni utente che ne usufruisce di ritrovarsi un ambiente simile al suo PC, ma sempre pulito, aggiornato e sicuro. Per il momento lo abbiamo implementato in una biblioteca, quindi mondo pubblico, che oggi come mai prima è attento ai temi della privacy e della sicurezza.

Novità per il 2019?
Nel 2019 avvieremo un nuovo progetto di ricerca e sviluppo sul mondo IoT e sensoristica applicata alla produzione, ma con un approccio diverso. Non daremo infatti solo prodotti, ma vogliamo dare ai nostri clienti anche il supporto tecnologico e organizzativo che è imprescindibile nel momento in cui si decide di approcciarsi all’Industria 4.0, ed aiutarli a mettere in atto quelle azioni correttive che sanino le lacune produttive o gestionali che creano inefficienza. Noi vogliamo essere preparati a questo. Non siamo i primi sul mercato lo sappiamo, ma non eravamo i primi sul mercato nell’ICT e nel Cloud nel 2016, però ci piacciono le sfide…

Un sogno imprenditoriale da realizzare?
Oggi abbiamo realizzato una piccola parte del sogno, le prime cose che ti dicono ai corsi di formazione per i nuovi imprenditori sono i numeri delle startup che chiudono e quelle che rimangono in vita… credo il 90% non sopravviva al primo anno. Al futuro guardiamo con ottimismo e stiamo continuando a crescere con il passaparola dei nostri clienti soddisfatti, oggi il marketing ed il mercato sono cambiati anche solo rispetto a 5 anni fa… il mio compito è proprio quello di generare e mantenere relazioni… il sogno è continuare a crescere ancora per qualche anno… poi chissà… nuovi stimoli nuovi ambiti di mercato….

25 marzo #Grandangolo delle Professioni su #RadioPropostainBlu: Gli #Odontoiatri

Lunedì 25 marzo, alle 10,35, su Radio Proposta in Blu undicesima puntata di un nuovo ciclo di «Grandangolo: incontri con le professioni della Valle d'Aosta». L'ospite di questa settimana sarà Massimo Ferrero, Presidente dell'Albo degli Odontoiatri.

Sul Corriere della Valle in edicola trovi l'intervista a Roberto Rosset, il presidente dell'Ordine dei Medici della Valle d'Aosta.

Tutti gli iscritti riceveranno una copia PDF omaggio del Corriere direttamente dal proprio Ordine.

L'intervista a Ferrero sarà invece disponibile in formato cartaceo sul Corriere della Valle del 28 marzo. Buona lettura.

21 marzo 2019

Michelangelo Chasseur (#Touchware) ospite il 22 marzo a #ImpresaVda su #RadioPropostainBlu

Carissimo visitatore, domani, venerdì 22 marzo, alle 9,35, ventiseiesima puntata del nuovo ciclo di ImpresaVda su Radio Proposta in BluIn studio Michelangelo Chasseur della Touchware.

Sul Corriere della Valle in edicola trovi invece l'intervista a Simon Bobba del Centro della Sicurezza. 

A circa un'ora dalla trasmissione della puntata puoi scaricare il podcast nell'apposita sezione sul sito di Radio Proposta in Blu.

Se non conosci ancora la radio ti ricordo le sue frequenze: Courmayeur 103.8 - La Salle 93.7 - Saint-Nicolas 107.6 - Aosta 107.8 - Saint-Vincent 107.4 - Bassa Valle 107.8 - Brusson 88.5 - Ayas 107.6 - Valtournenche 107.6 - Valle del Gran San Bernardo 107.6 e Valgrisenche 88.0. 

14 marzo 2019

18 marzo #Grandangolo delle Professioni su #RadioPropostainBlu: I #Medici

Lunedì 18 marzo, alle 10,35, su Radio Proposta in Blu decima puntata di un nuovo ciclo di «Grandangolo: incontri con le professioni della Valle d'Aosta». L'ospite di questa settimana sarà Roberto Rosset, il presidente dell'Ordine dei Medici della Valle d'Aosta. Prossima settimana toccherà alla sezione degli Odontoiatri.

Sul Corriere della Valle in edicola trovi l'intervista a Remy Vauterin, il presidente del Collegio dei Geometri.

Tutti gli iscritti riceveranno una copia PDF omaggio del Corriere direttamente dal proprio Ordine.

L'intervista a Rosset sarà invece disponibile in formato cartaceo sul Corriere della Valle del 21 marzo. Buona lettura.

#Grandangolo sulle #Professioni in Valle d'Aosta: I #Geologi

IDENTIKIT DELL'ORDINE DEI GEOLOGI

Iscritti totali anno 2018: 48
di cui 10 donne (42 Albo Professionale sez. A, 2 Albo Prof. - sez. B Iunior, 4 Elenco Speciale)
Composizione del Consiglio Direttivo in carica dal febbraio 2016 al febbraio 2020
Presidente: Paolo CASTELLO
Vice Presidente: Ilaria ROSSETTI
Segretario: Alessandro ZOJA
Tesoriere: Davide BOLOGNINI
Consiglieri: Elena GUERRIERI, Alex THÉODULE, Roby VUILLERMOZ
Il trend nei prossimi anni in termini di iscritti si prevede: stabile o in diminuzione; attualmente sono 48, erano 53 all’epoca della precedente intervista, a gennaio 2013
E-Mail: info@geologivda.it
Sito internet: www.geologivda.it

INTERVISTA AL PRESIDENTE PAOLO CASTELLO
Quali sono le principali problematiche a livello regionale e nazionale?
Le principali problematiche sono legate alla crisi economica che da ormai troppi anni interessa il nostro paese e che è evidenziata, a livello statistico, dal calo del reddito professionale e dalla riduzione del numero di iscritti; la riduzione del reddito e degli incarichi professionali qualificanti comporta a sua volta una diminuzione degli investimenti e una riduzione delle possibilità di crescita professionale. Nel nostro settore tale crisi risulta particolarmente evidente, ad esempio, dal fatto che nonostante a livello nazionale si dichiari periodicamente che è importante e urgente intervenire contro il dissesto idrogeologico, i fondi necessari per i relativi interventi continuino a scarseggiare.
Un’altra problematica che negli ultimi dieci anni ha colpito la nostra e le altre professioni tecniche è stato il tentativo di svilire l’attività professionale, riducendo e talora quasi azzerando i compensi per le prestazioni con la conseguenza di ostacolare la crescita professionale e di rischiare di compromettere la corretta progettazione ed esecuzione di importanti opere pubbliche, impedendo di mantenere il livello minimo di qualità a tutela dell’interesse generale di sicurezza. Speriamo che le iniziative a carattere nazionale e regionale finalizzate a garantire l’equo compenso delle prestazioni e lo snellimento delle procedure per l’affidamento dei servizi professionali abbiano un esito favorevole e veloce.
Si segnala inoltre, per quanto riguarda le tematiche dei rischi naturali, una certa mancanza di cultura sulla prevenzione dei dissesti da parte dei cittadini, che tendono talora a dimenticarsi dei fenomeni accaduti in passato e, per quanto riguarda l’attività di consulenza nella progettazione, la difficoltà nel far comprendere la necessità di effettuare specifiche indagini in sito.
Esistono possibilità di lavoro in Valle d’Aosta oppure il settore è saturo?
Secondo il “Rapporto ISPRA 2018 sul dissesto idrogeologico” l’Italia è uno dei paesi più franosi d’Europa e la Valle d’Aosta ha il maggior valore percentuale (81,9%) di aree a pericolosità elevata e molto elevata, valore legato evidentemente alle sue caratteristiche geologiche e geomorfologiche, oltre che alla particolare attenzione che l’Amministrazione Regionale e i vari tecnici hanno posto nello studio del territorio. Inoltre è previsto che gli importanti cambiamenti climatici in atto comportino nei prossimi anni un aumento dei fenomeni meteorici estremi con, ad esempio, un incremento degli eventi di frana del tipo delle colate rapide di fango e detrito, e un aumento progressivo della temperatura con conseguente riduzione del permafrost e delle aree glaciali, causa, tra l’altro, di un aumento delle deformazioni di versante e della formazione di laghi glaciali a rischio di svuotamenti improvvisi.
Fatte queste premesse l’attività professionale del geologo in Valle d’Aosta, attualmente in crisi per carenza di incarichi conseguenti alla mancanza di fondi, dovrebbe avere possibilità di sviluppo in particolare nell’attività di analisi delle problematiche relative alle pericolosità geologiche e di predisposizione degli interventi di prevenzione e mitigazione dei rischi relativi.
Esistono nuovi sbocchi professionali?
L’attività del geologo continuerà ad essere essenziale per la messa in sicurezza e la manutenzione del territorio e nel settore della geologia applicata alle costruzioni; non sono comunque da trascurare le innovazioni inerenti allo studio dei “nuovi” fenomeni geomorfologici conseguenti ai cambiamenti climatici.
Iniziative di formazione realizzate nel 2018 e in programma nel 2019?
I Geologi hanno istituito l’obbligo di Aggiornamento Professionale Continuo già nel 2008, alcuni anni prima che fosse previsto dalla normativa nazionale; alla fine di quest’anno si concluderà il quarto periodo triennale di aggiornamento.
Al fine di garantire agli iscritti la possibilità di frequentare eventi formativi, per lo più gratuiti, il Consiglio dell’Ordine ha stipulato apposite convenzioni con la Regione Autonoma Valle d’Aosta, il Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università degli Studi di Torino e Fondazione Montagna Sicura e organizza o patrocina, anche in collaborazione con gli altri Ordini e Collegi della Valle d’Aosta o con il Consiglio Nazionale Geologi e l’Ordine dei Geologi del Piemonte, numerosi corsi inerenti all’attività professionale. Nel 2018 sono stati, ad esempio, proposti corsi su “aggiornamento coordinatori della sicurezza”, “utilizzo del software QGIS per la gestione informatizzata e l’analisi dei dati territoriali”, “perizia di interferenza valanghiva”, “presentazione dei risultati ottenuti nell’ambito del Progetto GRETA (inerente alla geotermia di bassa entalpia) sull’area pilota Valle d’Aosta”, “Corso specialistico di approfondimento delle NTC 2018”. Tra le iniziative per il 2019 si segnalano il “Seminario formativo sulla consulenza tecnica nel processo civile e penale” svoltosi lo scorso 8 febbraio e l’evento su “Lo studio e il monitoraggio dei fenomeni franosi: stato dell’arte e nuove prospettive” del prossimo 21 febbraio.
Consigli per chi si vuole avvicinare alla professione?
Avere interesse e rispetto per il territorio in cui viviamo e per i processi che lo hanno formato e che lo regolano, privilegiare un percorso formativo che dia particolare importanza alle moderne metodologie di studio del territorio e alle materie inerenti alla geologia applicata e prendere coscienza che la laurea rappresenta solo un punto di partenza e che l’attività professionale richiede un successivo periodo di pratica e poi un continuo aggiornamento.
Ci sono problemi sul fronte pensionistico?
Purtroppo il nostro Ente di previdenza ed assistenza, relativamente giovane essendo stato istituito nel 1996, è basato su di un sistema contributivo inadeguato a garantire una rendita pensionistica di livello decoroso, anche a causa dell’importo relativamente basso del contributo versato (10%) e della bassa percentuale fissata per legge alla rivalutazione annuale dei montanti individuali.
Il mondo digitale è entrato nelle vostre professioni? E se sì come?
Certamente: oltre all’evidente e consolidato utilizzo del web, della posta elettronica e dei vari servizi di comunicazione e messaggistica, per la trasmissione e ricezione di informazioni, pratiche e documentazione, nei rapporti con enti e privati sono ormai di uso comune e spesso obbligatorio la firma e la fatturazione elettronica e la posta certificata. Inoltre è da tempo che l’attività professionale contempla l’utilizzo di software dedicati per la progettazione, per l’utilizzo di strumentazione e per le varie verifiche geologiche e geotecniche.
Un valore professionale da recuperare in questa nostra società?
È opportuno che si consolidi la consapevolezza del nostro importante ruolo nella difesa del fragile territorio montano, sforzandoci nel contempo di migliorare continuamente la nostra professionalità. 

Simon Bobba (#CentrodellaSicurezza) ospite il 15 marzo a #ImpresaVda su #RadioPropostainBlu

Carissimo visitatore, domani, venerdì 15 marzo, alle 9,35, venticinquesima puntata del nuovo ciclo di ImpresaVda su Radio Proposta in BluIn studio Simon Bobba del Centro della Sicurezza.

Sul Corriere della Valle in edicola trovi invece l'intervista a Laura Ricchetti della SEC. 

A circa un'ora dalla trasmissione della puntata puoi scaricare il podcast nell'apposita sezione sul sito di Radio Proposta in Blu.

Se non conosci ancora la radio ti ricordo le sue frequenze: Courmayeur 103.8 - La Salle 93.7 - Saint-Nicolas 107.6 - Aosta 107.8 - Saint-Vincent 107.4 - Bassa Valle 107.8 - Brusson 88.5 - Ayas 107.6 - Valtournenche 107.6 - Valle del Gran San Bernardo 107.6 e Valgrisenche 88.0. 

7 marzo 2019

11 marzo #Grandangolo delle Professioni su #RadioPropostainBlu: I #Geometri

Lunedì 11 marzo, alle 10,35, su Radio Proposta in Blu nona puntata di un nuovo ciclo di «Grandangolo: incontri con le professioni della Valle d'Aosta». L'ospite di questa settimana sarà Remy Vauterin, il presidente del Collegio dei Geometri.

Sul Corriere della Valle in edicola trovi l'intervista a Corrado Cavallero, Presidente dell'Ordine regionale degli Ingegneri.

Tutti gli iscritti riceveranno una copia PDF omaggio del Corriere direttamente dal proprio Ordine.

L'intervista a Vautherin sarà invece disponibile in formato cartaceo sul Corriere della Valle del 14 marzo. Buona lettura.

Laura Ricchetti (#SEC) ospite il l'8 marzo a #ImpresaVda su #RadioPropostainBlu

Carissimo visitatore, domani, venerdì 8 marzo, alle 9,35, ventiquattresima puntata del nuovo ciclo di ImpresaVda su Radio Proposta in BluIn studio Laura Ricchetti della SEC. Un modo per celebrare l'8 marzo anche se a ImpresaVda le imprenditrici donne non sono mai mancate.

Sul Corriere della Valle in edicola trovi invece l'intervista a Alessandro Ristaino della start up Sweexo

A circa un'ora dalla trasmissione della puntata puoi scaricare il podcast nell'apposita sezione sul sito di Radio Proposta in Blu.

Se non conosci ancora la radio ti ricordo le sue frequenze: Courmayeur 103.8 - La Salle 93.7 - Saint-Nicolas 107.6 - Aosta 107.8 - Saint-Vincent 107.4 - Bassa Valle 107.8 - Brusson 88.5 - Ayas 107.6 - Valtournenche 107.6 - Valle del Gran San Bernardo 107.6 e Valgrisenche 88.0. 

5 marzo 2019

#Grandangolo sulle #Professioni in Valle d'Aosta: Gli #Psicologi

IDENTIKIT ORDINE DEGLI PSICOLOGI

Iscritti totali anno 2018: 220


Composizione del Consiglio Direttivo 
Presidente: Alessandro Trento
Vice Presidente: Letizia Martinengo
 Segretario: Elena Nogara
 Tesoriere:Clotilde Forcellati
Consiglieri: Anselmo Fosson, Francesca Graziano, Caterina Quarello, René Savoye e Raffaella Sanguineti
                                                          
Il trend nei prossimi anni in termini di iscritti si prevede: in crescita lieve

E-Mail: info@ordinepsicologi.vda.it
Sito internet: www.ordinepsicologi.vda.it



INTERVISTA AL PRESIDENTE ALESSANDRO TRENTO

Quali sono le principali problematiche a livello regionale e nazionale?
Negli ultimi anni stiamo assistendo ad una maggior difficoltà del sistema sanitario sia regionale che nazionale in termini di risorse e quindi di risposte alla popolazione. Questo sicuramente influisce anche sulla nostra professione che proprio nei primi mesi del 2018, attraverso la legge 3 Lorenzin, è diventata a tutti gli effetti professione sanitaria e, quindi, partecipa in qualche modo al sistema sanitario e alle sue difficoltà. Siamo tra l'altro in un periodo di anniversari perché l'anno scorso abbiamo festeggiato i 40 anni del Sistema sanitario nazionale e quest'anno il 18 febbraio festeggiamo i 30 anni della nostra legge costitutiva, la 6 del 1989 che 30 anni fa istituiva lo psicolo come una figura professionale a tutti gli effetti.
Alessandro Trento


Esistono possibilità di lavoro in Valle d’Aosta oppure il settore è saturo?
Ci sono degli spazi di sviluppo interessanti al di là dello psicologo inserito nei servizi pubblici. Come Presidente dell'Ordine rappresento 220 iscritti e soltanto una minima parte di questi lavora nel servizio pubblico. Per chi invece ha intenzione di sviluppare un'attività privata oltre a quella clinica, psicoterapeutica, ci sono molti sbocchi anche i latri settori. Bisogna pensare di sviluppare dei progetti, delle nuove proposte per poter andare a rispondere a dei bisogni piscologici nuovi.

Esistono nuovi sbocchi professionali?
Non ne esistono di fatto. Forse bisogna un po' inventarseli. E' vero che la psicologia negli anni ha avuto un grandissimo sviluppo anche in settori e territori dove prima non era tanto immaginata. Sto pensando ad esempio alla psicologia del traffico, dell'ambiente o del turismo visto che viviamo in una regione che ha una spiccata caratterizzazione di questo tipo oltre ad altri ambiti che già di per sé sono conclamati e negli anni si sono sviluppati come la psicologia del benessere e molti altri ambiti esistenziali.

Iniziative di formazione realizzate nel 2018 e in programma nel 2019?
Negli anni come Ordine abbiamo proposto, oltre alle formazioni rivolte ai nostri iscritti, delle serate, delle conferenze aperte alla popolazione su tematiche differenti sulle quali abbiamo portato il nostro punto di vista professionale. Nel 2018 abbiamo affrontato, per esempio, con il giornalista de La Stampa Quirico il tema del Terrorismo apartire da un punto di vista psicologico. Per il 2019 stiamo programmando ma posso anticipare che stiamo immaginando una serata su un tema di grossa attualità cioè quello della salute mentale in quanto abbiamo vissuto un 2018 particolarmente tragico sotto questo punto di vista e sappiamo quanto la nostra Regione sia fragile in questo senso e per questo la nostra proposta andrà in questa direzione. Per questa proposta coinvolgeremo tutti gli attori quotidianamente presenti sul territorio regionale. Continueranno poi le attività previste per gli iscritti che hanno ovviamente l'obbligo della formazione continua e quindi come ordine facciamo delle proposte per loro. Recentemente abbiamo avuto una formazione sul codice deontologico proprio perché la nostra professione è tutelata e tutela soprattutto i pazienti e gli utenti rispondendo ad un codice di questo tipo. C'è anche una commissione ad hoc dedicata a questo.

Consigli per chi si vuole avvicinare alla professione?
Non è mai facile dare consigli anche perché quando ho iniziato non pensavo di arrivare dove sono arrivato e i percorsi si costruiscono strada facendo. Sicuramente ritengo oggi fondamentale per la nostra professione mostrare una competenza significativa e avere un approccio etico, deontologico diritto, che possa rispondere a questi aspetti nella consapevolezza che la nostra professione nel passaggio alla sanità a tutti gli effetti deve prendersi un ruolo all'interno del sistema sanitario, ma deve essere anche pronta per farlo. Il suggerimento che posso dare ai colleghi è quello di pensarsi in un ruolo molto significativo e strategico per la sanità.

Ci sono problemi sul fronte pensionistico?
La situazione non è rosea perché non è rosea la situazione economica degli psicologi che tra le professioni ordinistiche credo che siano tra quelle che guadagnano di meno. Mi sembra che siamo intorno ai 15mila euro come reddito medio annuo di uno psicologo. Quindi si può ben immaginare come questo incida sui nostri fondi pensionistici.

Il mondo digitale è entrato nelle vostre professioni? E se sì come?
E' entrato sicuramente. E' chiaro che, ad esempio, svolgere una psicoterapia a distanza o attraverso i mezzi di comunicazione digitale è una tematica piuttosto delicata che però abbiamo già affrontato come Ordine nazionale degli Psicologi attraverso delle linee guida che danno delle indicazioni su come approcciarsi alle prestazioni fornite a distanza. Oramai è abbastanza usuale l'uso di skype o anche della mail per consulenze specifiche. Viene fatto e può anche essere molto utile in alcuni casi.

Un valore professionale da recuperare in questa nostra società?
Credo che noi Psicologi abbiamo la fortuna di svolgere una professione che io adoro e mi verrebbero molti spunti a partire da questa domanda. Però mi soffermerei sul fatto che la nostra professione fa dell'ascolto e della relazione dei punti cardine del proprio lavoro, punti che soprattutto oggi mi appaiono come molto importanti. Lavoriamo prevalentemente a partire dalla relazione nell'incontro con il paziente, e darei a quest'ultimo termine una valenza particolarmente significativa proprio perché è dall'incontro che nascono i percorsi e nel nostro caso le possibilità di stare meglio. Questo sicuramente è un tema che come Psicologi portiamo tutti i giorni nella nostra professione. 

28 febbraio 2019

4 marzo #Grandangolo delle Professioni su #RadioPropostainBlu: Gli #Ingegneri

Lunedì 4 marzo, alle 10,35, su Radio Proposta in Blu ottava puntata di un nuovo ciclo di «Grandangolo: incontri con le professioni della Valle d'Aosta». L'ospite di questa settimana sarà Corrado Cavallero Cavallero, il presidente degli Ingegneri.

Sul Corriere della Valle in edicola trovi l'intervista a Paolo Castello, Presidente dell'Ordine regionale dei Geologi.

Tutti gli iscritti riceveranno una copia PDF omaggio del Corriere direttamente dal proprio Ordine.

L'intervista a Cavallero sarà invece disponibile in formato cartaceo sul Corriere della Valle del 7 marzo. Buona lettura.

Andrea Orso (#Intecos): «Vogliamo aiutare le aziende a ridurre i loro consumi energetici»

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Questa settimana proponiamo l’intervista ad Andrea Orso della Intecos, start up insediata nell’incubatore di Aosta.

Come nasce la vostra azienda?
Oggigiorno i costi legati ai consumi energetici sono in costante aumento. La nostra azienda nasce per rispondere alle esigenze delle aziende private e delle pubbliche amministrazione di abbattere gli sprechi e ridurre i propri consumi energetici. Questa riduzione dei consumi consente una riduzione dei costi ed un minor impatto ambientale. Per far questo il primo passo è avere la consapevolezza dei propri consumi, sapere come viene utilizzata l’energia all’interno della propria azienda o struttura e di conseguenza pianificare e realizzare gli interventi necessari per migliorare la propria efficienza energetica

Qual è la mission aziendale?
Essere, per i nostri clienti, il punto di riferimento per tutte le tematiche energetiche. Rispondere in tempo reale alle loro esigenze per risolvere i loro problemi. In ambito energetico questo richiede un team flessibile, dinamico ed in continuo aggiornamento. Peculiarità che contraddistinguono Intecos.

Voi operate nel settore dell’energia a largo raggio…
Chiunque, dall’azienda agricola all’industria manifatturiera, dalla struttura ricettiva alla pubblica amministrazione, consumano quotidianamente energia. Dall’illuminazione ai sistemi di riscaldamento e climatizzazione, ai più complessi sistemi di produzione industriale tutti quanti consumiamo energia e dove ci sono dei consumi energetici molto spesso ci sono degli sprechi. Noi siamo qui per ridurli al minimo.

Qual è stata la maggior difficoltà in questo periodo di avvio dell’attività di impresa?
Letteralmente: farsi aprire la porta! Riuscire ad arrivare a parlare direttamente con chi si occupa delle problematiche energetiche all'interno dell’azienda. Spesso ci identificano come dei venditori di prodotti e tecnologie. Il nostro obiettivo invece è quello di fornire un servizio che consenta una riduzione dei consumi, sviluppando soluzioni su misura. Solitamente poi, una volta risolto questo problema iniziale, il cliente tende a richiamarci proprio perché, oltre ad essere soddisfatto del nostro servizio, ha la necessità di essere affiancato per risolvere le varie problematiche energetiche presenti all’interno di tutte le aziende.

In quanti siete attualmente in azienda?
Attualmente l’azienda conta 4 dipendenti, oltre ad una serie di collaboratori esterni; è un team molto dinamico, con competenze complementari e trasversali.

A cosa state lavorando in questo periodo?

Recentemente abbiamo aperto una unità operativa presso la Pepiniere d’entreprise ad Aosta con l’obiettivo di sviluppare un progetto trasversale di efficientamento e monitoraggio energetico in una ottica di sviluppo sostenibile. Poi in ambito industriale e terziario, presso una serie di clienti, abbiamo realizzato sistemi di monitoraggio dei consumi che consentono all’imprenditore di capire dove e come viene consumata l’energia elettrica, il gas, o qualsiasi altro vettore energetico, e quindi di proporre soluzioni che consentono di migliorare l’efficienza energetica dell’impianto o della struttura in oggetto.

Un lavoro particolare che avete affrontato in questi mesi?
In questo ultimo periodo, insieme all’azienda Res Nova Samsic, stiamo sviluppando progetti di partenariato pubblico privato per l’efficientamento di impianti di pubblica illuminazione in una serie di comuni. Questi progetti consentono all’ente pubblico di riqualificare, mettere a norma ed in sicurezza i propri impianti, senza nessuno investimento iniziale e generalmente andando a ridurre la spesa annua (quindi di energia + manutenzione) relativa alla gestione dell’illuminazione.

Qualche novità per il 2019?
Sicuramente il concetto della gestione come facility, cioè il poter operare in maniera integrata per quanto riguarda tutta l’attività di monitoraggio, gestione e manutenzione fino ad arrivare ad una manutenzione predittivita, cioè cercare di avere degli elementi, tramite la raccolta e analisi, per poter già stimare a livello di budgettizzazione i costi e i miglioramenti che verranno l’anno successivo, porteli mettere a budget e gestire.

Voi siete dunque in qualche modo una figura consulenziale…un partner…

In effetti è così anche la storia ci insegna un po’ questo. Si tratta di un mercato giovane, in continua evoluzione sia per le esigenze, sia per le direttive europee sia per la consapevolezza del nostro interlocutore. Quando noi entriamo in un’azienda in qualche maniera ci riconoscono la professionalità e ci danno un incarico. Normalmente entriamo per un problema specifico e poi l’affrontiamo a 360° e veniamo così coinvolti per tutto il consumo energetico dell’azienda nei suoi varia aspetti: commerciali, valutazioni di costi, valutazioni tecniche, cioè monitoraggi e analisi e anche scelte in funzione dei dati raccolti e aggregati. Grazie a questo lavoro l’imprenditore o la struttura potranno fare delle scelte per il futuro. Possiamo loro offrire il modo di fare futuri investimenti per efficientare tutta l’attività.

Il sogno imprenditoriale da realizzare?

Poter fare un sistema integrato e soddisfare le varie esigenze dei clienti

#ProImpresa 8 : Il nuovo ruolo del rappresentante dei lavoratori per la #sicurezza (#crosa08)

L’8 febbraio nella Biblioteca di Aosta si è parlato del ruolo del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza (RLS). La tavola rotonda era organizzata dalla Regione, nell’ambito delle attività del Comitato regionale per la sicurezza, in collaborazione con INAIL, INPS e le organizzazioni datoriali e sindacali. L’obiettivo era offrire ai partecipanti un’opportunità per riflettere su salute e sicurezza negli ambienti di lavoro e in particolare sul ruolo del RLS, troppo spesso assente nelle piccole realtà perché ci sono pochi dipendenti, che lavorano a strettissimo contatto con il datore di lavoro e non sempre conoscono questa figura, o solo lavoratori per lo più stagionali o che lavorano in limitati periodi dell’anno o solo soci lavoratori o perché nessuno vuole accollarsi questo ruolo di responsabilità.

L’RLS è invece una valida risorsa per l’azienda per la diffusione della cultura della sicurezza e la sua elezione deve essere incoraggiata, perché talvolta nei dipendenti manca una percezione del rischio: adottano comportamenti non corretti o non sicuri, o gli stessi datori di lavoro non pretendono dai propri dipendenti il rispetto delle norme di sicurezza o considerano la valutazione dei rischi e la formazione in materia di sicurezza come un mero adempimento burocratico.

L’RLS ha una posizione privilegiata: conosce i lavoratori e le problematiche aziendali e svolge una funzione di intermediario tra il datore di lavoro, il responsabile per il servizio di prevenzione e
protezione (RSPP), il medico competente e i lavoratori che non riguarda solo l’adempimento normativo, ma l’adozione di comportamenti virtuosi per ridurre e/o eliminare i fattori di rischio in azienda.

Lo sviluppo della cultura della sicurezza all’interno della Cogne Acciai Speciali, ha spiegato il responsabile per la sicurezza, ha permesso di ridurre gli incidenti negli ultimi 10 anni, da 150 a 29, ma il loro obiettivo è migliorare ancora, perché ogni infortunio è considerato un fallimento organizzativo. Nelle aziende fino a 15 unità, l’RLS viene eletto dai lavoratori al proprio interno, mentre in quelle con più di 15 addetti viene eletto tra le rappresentanze sindacali. In assenza di elezione il suo ruolo è affidato all’RLS territoriale(RLST), di designazione sindacale, ove previsto da
accordi collettivi nazionali, come nel settore dell’edilizia, dove in Valle molto si è fatto per garantire
una formazione adeguata in materia di sicurezza, anche grazie all’RLST. Manca invece l’RLST in alcuni comparti quali agricoltura, commercio e industria.

Tra le tante testimonianze è emerso che capacità di comunicazione, intelligenza emotiva, ma anche
tanta passione, sono requisiti fondamentali per svolgere bene il ruolo di RLS. Come ha detto il moderatore la fortuna non è un dispositivo di sicurezza e, aggiungo io, gli incidenti non sono una fatalità, ma l’esito della mancanza della cultura della prevenzione e del rispetto delle norme e dobbiamo fare di tutto per salvaguardare il bene più prezioso che abbiamo: la vita.

Alessandro Ristaino (#Sweexo) ospite il 1° marzo a #ImpresaVda su #RadioPropostainBlu

Carissimo visitatore, domani, venerdì 1° marzo, alle 9,35, ventitreesima puntata del nuovo ciclo di ImpresaVda su Radio Proposta in BluIn studio Alessandro Ristaino della start up Sweexo

Sul Corriere della Valle in edicola trovi invece l'intervista a Graziano Dominidiato (Confcommercio) e a Paolo Marjolet (3Commessi).  

A circa un'ora dalla trasmissione della puntata puoi scaricare il podcast nell'apposita sezione sul sito di Radio Proposta in Blu.

Se non conosci ancora la radio ti ricordo le sue frequenze: Courmayeur 103.8 - La Salle 93.7 - Saint-Nicolas 107.6 - Aosta 107.8 - Saint-Vincent 107.4 - Bassa Valle 107.8 - Brusson 88.5 - Ayas 107.6 - Valtournenche 107.6 - Valle del Gran San Bernardo 107.6 e Valgrisenche 88.0. 

24 febbraio 2019

#Grandangolo sulle #Professioni in Valle d'Aosta: Gli #Avvocati

IDENTIKIT DEGLI AVVOCATI

Iscritti totali anno 2018: 173 al 31.12.2018 (di cui 99 uomini e 74 donne)
Composizione del Consiglio Direttivo
Presidente: Adriano Consol
Vice Presidente: non previsto
Segretario: Claudia Tomiozzo
Tesoriere: Elena Nelva Stellio
Consiglieri: Domenico Palmas, Giovanni Borney e Laura Mangosio
Trend: Il trend nei prossimi anni in termini di iscritti si prevede: le iscrizioni all’albo degli avvocati sono in fase stazionaria
E-Mail: segreteria@ordineavvocatiaosta.it
Sito internet: http://www.ordineavvocatiaosta.it


INTERVISTA AL PRESIDENTE ADRIANO CONSOL

Il direttivo al completo

Quali sono le principali problematiche a livello regionale e nazionale?
Le problematiche che gli esercenti la professione di Avvocato incontrano a livello regionale, laddove
non sono comuni al contesto nazionale, sono legate essenzialmente alle carenze di Giudici di pace, mentre oggi in Tribunale ed in Procura gli organici sono al completo; in un prossimo futuro, tuttavia, vi è il timore che si possano presentare carenze di organico nell’ambito del personale di cancelleria anche per i blocchi nei turnover. A livello nazionale, i problemi dell’Avvocatura sono tanti: i costi della giustizia, il carico di lavoro arretrato, le insufficienti risorse messe a disposizione del comparto giustizia, i tempi della giustizia, l’organico sia con riferimento ai Magistrati che agli addetti alle
cancellerie; la sostanziale inapplicabilità del principio dell’equo compenso e la non adeguata remunerazione dell’attività svolta dagli avvocati che operano nell’ambito del patrocinio a spese dello Stato; le prospettive di riforma del processo civile volute dallo Stato centrale, dirette a mettere in discussione il principio dispositivo del processo; l’affollamento delle carceri e la tutela della funzione rieducativa della pena; la riforma in materia di prescrizione.

Esistono possibilità di lavoro in Valle d’Aosta oppure il settore è saturo?
Oggi il numero degli avvocati rispetto a 30 anni fa è quasi triplicato: il settore è dunque saturo, anche in ragione del fatto che la crisi del sistema giustizia, sia in termini di efficienza che in termini di efficacia, allontana i cittadini dai Professionisti che sono preposti alla tutela dei diritti fondamentali,
riducendo in modo significativo la remunerabilità degli addetti ai lavori.

Esistono nuovi sbocchi professionali?
Ci possono sicuramente essere, soprattutto nell’ambito della consulenza nei nuovi settori della Tutela della Privacy e della Consulenza nei confronti delle imprese: ciò richiede tuttavia una maggiore propensione alla specializzazione.

Iniziative di formazione realizzate nel 2018 e in programma nel 2019? 
Al fine di garantire l’adempimento dell’obbligo formativo che ogni Avvocato ha, il Consiglio dell’Ordine ha organizzato numerosi eventi formativi, per lo più gratuiti: lo ha fatto nel corso del 2018 e lo farà anche nel corso del 2019, anche in collaborazione con altri Ordini professionali e
con enti ed associazioni che operano sul territorio (Regione, Università della Valle d’Aosta, ecc.).

Consigli per chi si vuole avvicinare alla professione?
Rigore morale, senso di appartenenza e di rispetto nei confronti delle Istituzioni forensi, consapevolezza del ruolo sociale della professionale di Avvocato, alta professionalità, fedeltà al cliente nel rispetto delle leggi e della Costituzione.

Ci sono problemi sul fronte pensionistico?
Allo stato attuale la Cassa Forense garantisce una buona remuneratività dei contributi che vengono
versati dai Colleghi e l’equilibrio di bilancio sui cinquant’anni così come previsto dal Ministro Fornero, tale da garantire per un analogo periodo il pagamento delle pensioni.

Il mondo digitale è entrato nelle vostre professioni? E se sì, come?
Certamente: non vi è ufficio in cui le tecniche di comunicazione e le tecnologie del mondo digitale
non siano entrate, lo stesso si è verificato negli studi legali. L’esempio più evidente è rappresentato
dal Processo civile telematico, seguito dal Processo amministrativo e tributario telematico.

Un valore professionale da recuperare in questa nostra società?
Occorre consolidare il senso di appartenenza alla Professione e la consapevolezza del ruolo sociale
della professionale, rafforzando il ruolo pubblicistico svolto dall’avvocatura, sia pure nel rispetto della natura libera della professione forense, mediante una modifica dell’art. 111 della Costituzione, così da prevedere la libertà e l’autonomia del professionista e la necessità della difesa tecnica.

22 febbraio 2019

#Costruzioni in #legno: #Speedybrick punta a creare una filiera tutta valdostana

Questa settimana proponiamo l'intervista a Flavio Lanese della Speedy- Brick, start up insediata nell’incubatore di Aosta.

SpeedyBrick: a che punto siamo con quella che, semplificando molto, possiamo chiamare la versione adulta dei lego?

Alla luce dell'esperienza fatta in questi anni ho imparato che il percorso di un brevetto, di una soluzione innovativa, è una avventura che allena alla pazienza, a partire proprio dalla pratica burocratica della brevettazione che è dal punto di vista della documentazione, dello scambio epistolare, estenuante sia come tempi che come costi. In effetti una considerazione che andrebbe fatta è che è così complicato e costoso che mettendomi nei panni di un giovane, che non ha una struttura finanziaria alle spalle, ma che ha un'idea brillante, risulta veramente difficile riuscire a proteggere la propria idea e a darle gambe imprenditoriali. Su questo qualche riflessione, a livello di governo
italiano ma anche internazionale andrebbe fatta perché veramente è molto complessa e costosa.
Non tutti se la possono permettere se non hanno un lavoro, una attività o qualche rendita.

Adesso è tutto a posto?
Per i paesi più grossi, cioè Stati Uniti, Cina, Canada, Australia, Europa, Russia, il percorso è completato, mi manca ancora la certificazione per Brasile e Giappone ma è questione di pochi mesi.
Resta il fatto che per un giovane che parte con pochi mezzi è un bel problema... Sì. Si rischia di vedere precluse le opportunità di chi ha una idea innovativa ma non ha le risorse finanziarie.

Sul fronte della produzione a che punto siamo?

Ho in corso un paio di contatti interessanti con dei produttori per stringere un accordo di partnership. Nel frattempo ho anche trovato nel torinese un'azienda che potrebbe produrmi i moduli in  outsourcing a dei prezzi accettabili. Sono una via di mezzo tra l'artigiano che mi faceva i prototipi e la grande industria con cui spero di riuscire a chiudere qualche accordo.

E su quello della commercializzazione?
C'è ancora un passaggio da fare, cioè la certificazione del prodotto. Per la versione destinata all'utilizzo come materiale edile strutturale, cioè per costruire i muri portanti delle case occorre ottenere una certificazione europea per cui poi il prodotto può essere commercializzato con la sua scheda tecnica in modo che progettisti, ingegneri, architetti e impresari lo utilizzino sapendo qual è il carico, la resistenza strutturale che quel sistema garantisce. Anche questo è un percorso complicato
e costoso: circa un anno di lavoro e 70-80mila di costo. In questo momento sto decidendo a quale ente certificatore affidare la realizzazione.

Sembrava che il noto imprenditore Elon Musk di Tesla si stesse interessando al settore. Qualche contatto?
Siccome il sistema, all'inizio, sembrava avere qualche analogia con il mio, ho indagato un po' e ho  capito che lui prevedeva di costruire questi mattoni utilizzando come materia prima i detriti di roccia dei tunnel che sta scavando nel suolo di Los Angeles per quel suo progetto di metropolitana  superveloce. E sono anche arrivato a capire che è stata un po' una scelta obbligata per lui in quanto l'amministrazione di Los Angeles gli concedeva il permesso di scavare i tunnel soltanto se lui dichiarava che cosa ne avrebbe fatto dei materiali di risulta. Quindi si è dovuto inventare un prodotto
che giustificasse l'impiego di questo materiale.

Ma così è molto diverso?
Sì. Inoltre non aveva dettagliato molto le caratteristiche tecnico-strutturali del sistema. Si parlava soltanto di mattoni tipo lego...

Ha nobilitato il settore in qualche maniera...

Effettivamente. Ho anche cercato un contatto con lui per proporgli il mio brevetto. La società di Torino che segue la mia pratica di brevetto ha scritto alla società americana che segue i brevetti di Elon Musk per chiedere genericamente un interessamento. Per ora non c'è stata risposta. Non è che ci contassi molto, però un tentativo andava fatto.

Dove si può già vedere qualche mattone montato?

Al di là delle varie fiere cui ho partecipato, l'ultima è stata la Maker Faire di Roma dove c'è stato un afflusso e un grande interessamento. I prototipi sono nel mio studio. Adesso però sto lavorando alla costruzione di una unità abitativa dimostrativa completa di tutto, camera, bagno, cucina, anche come demo di come potrebbero essere realizzate con questo sistema le unità abitative nei casi di emergenza legata a catastrofi come terremoti e alluvioni. Ho anche un accordo con un impresario valdostano che dedicherà un'area destinata proprio alla costruzione di case in legno dimostrative. Si tratta di un impresario che costruisce case in legno di varie tipologie e mi ha proposto di ospitarne anche una mia.

Novità per il 2019?
Il brevetto di questo sistema di costruzione sino ad ora l'ho utilizzato per costruire i muri verticali, ora sto realizzando con lo stesso brevetto, la stessa soluzione anche la versione per fare orizzontamenti,
cioè solai e tetti con un rapporto dimensionale un po' diverso ma la soluzione è la stessa. Il sistema
porterà a essere in grado di costruire l'intera struttura di un edificio, non soltanto i muri ma pure i
solai e i tetti. Il sogno nel cassetto è proprio quello di arrivare a costruire questo chalet di cui ho fatto
cenno tutto con il sistema, pareti, solai e tetto e quindi testarlo e mostrare l'effettiva funzionalità. Il sistema manterrà comunque la sua semplicità e potrà essere utilizzato anche da chi non ha né forza fisica né competenza tecnica: questa rimane la caratteristica distintiva di questa soluzione.

Un sogno imprenditoriale da realizzare?
Continuo a coltivare il sogno di riuscire a mettere insieme attorno a questa idea un po' le migliori energie valdostane. Mi piacerebbe riuscire a coinvolgere chi già opera in Valle e produce nel settore della costruzione di case in legno e creare una realtà tutta made in Aosta Valley sia come concezione che come produzione. So che è difficile. Ma sono in buoni rapporti con tutti gli operatori regionali del settore e cercherò di tirarli ancora un po' per la giacca per vedere se si trova la strada. Chissà che alla prossima Fiera di Sant'Orso...

#Grandangolo sulle #Professioni in Valle d'Aosta: Gli #Assistentisociali

Identikit degli Assistenti Sociali

Iscritti totali anno 2018: 83
Composizione del Consiglio Direttivo
Presidente: Anna Jacquemet
Vice Presidente: Sofia Lanzavecchia
Segretario: Floriana Battistioli
Tesoriere: Barbara Griva
Consiglieri: Paola Gamba, Marta Simonato, Maria Luisa Traversa
Trend: Il trend nei prossimi anni in termini di iscritti si prevede: la nostra Regione mantiene un trend
di iscritti abbastanza regolare. A fronte di una media di 6/7 iscritti all'anno ci sono numeri simili di
colleghe che si cancellano in quanto cessano attività lavorativa.
E-Mail: oasvda@gmail.com
Sito internet: www.oasvda.com

Intervista alla Presidente Anna Jacquemet

Quali sono le principali problematiche a livello regionale e nazionale?
Il servizio sociale è una professione di cambiamento e anche di accompagnamento delle persone
Anna Jacquemet
in difficoltà. Questo fa sì che la nostra sia una professione abituata a lavorare con persone in difficoltà
e soprattutto con altre figure professionali con lo scopo di contenere il danno. Una problematica emergente nella nostre regione è che sempre più, a causa della contrazione di risorse non
solo economiche ma anche professionali, mancano professionisti, operatori nei vari servizi per cui il lavoro di équipe è messo in difficoltà. Nella nostra regione si registra poi una instabilità politica
che non ci facilita. Una altra problematica emersa a livello nazionale grazie ad un grosso lavoro da
parte del Consiglio Nazionale riguarda l'aggressività nei confronti degli operatori. Si tratta purtroppo
di un fattore emerso attraverso questa ricerca svolta nel 2017 e che ha coinvolto 20000 assistenti sociali su tutto il territorio italiano, circa la metà degli iscritti. Questa ricerca ha preso in considerazione sia la violenza verbale, cioè minacce, che quella fisica, cioè aggressioni verbali e  ntimidazioni, ed è particolarmente significativo che rispetto a quella verbale l'88,2% delle colleghe ha
rilevato questa problematica almeno una volta nella propria carriera professionale. Per fortuna i dati
su quella fisica sono più bassi anche se rasentano comunque il 16%. 872 intervistati hanno dichiarato
che in tali eventi l’aggressore ha utilizzato un oggetto o un’arma.

Esistono possibilità di lavoro in Valle d’Aosta oppure il settore è saturo?
La nostra regione sino ad ora ha sempre avuto buone possibilità di sbocco lavorativo; negli ultimi anni sono stati assunti nuovi assistenti sociali, dopo anni di precariato. La stabilizzazione del personale è fondamentale per garantire continuità nei servizi. Da poco tempo è stato bandito un concorso dalla Società di Servizi e la graduatoria è già in esaurimento.

Esistono nuovi sbocchi professionali?
Gran parte degli iscritti lavorano alle dipendenze dell'ente pubblico. In altre regioni, per esempio la
Lombardia, il Veneto e la Calabria, in maniera abbastanza significativa, iniziano ad esserci parecchie
colleghe che lavorano come libere professioniste sia in studi associati con altre colleghe, in particolare rispetto ad aspetti di formazione, oppure presso l'Università come docenti o ricercatori, o anche nel settore della mediazione, ad esempio durante le separazioni famigliari, che in questi anni sono aumentate. Nella nostra regione abbiamo colleghe che non lavorano in ambito pubblico ma come responsabili delle cooperative sociali o in altre attività sempre però nell'ambito del servizio sociale.

Iniziative di formazione realizzate nel 2018 e in programma nel 2019?
Nel 2018, proprio in relazione alla ricerca sull'aggressività di cui abbiamo detto prima, abbiamo  vuto
una Giornata formativa con assistenti sociali di altre regioni per confrontarci su eventuali strategie
per affrontarla. Abbiamo organizzato come tutti gli anni, il 19 marzo, il World Social Work Day che ci ha visti impegnati in un lavoro con le scuole superiori dell'area sociale sull'immagine dell'assistente sociale in quanto è una problematica sempre più critica. Spesso l'assistente sociale è individuata come la figura che porta via i bambini. Abbiamo anche costituito a livello regionale una commissione ad hoc. L'anno scorso abbiamo anche dato il patrocinio a un evento formativo in collaborazione con il Centro donne contro la violenza dedicato alla tematica della violenza di genere. Lavoriamo anche a livello interno con un metodo che si chiama dell'altervisione. Questo metodo affronta le tematiche
specifiche del servizio sociale come sostegno ed accompagnamento. Consiste nell’allestimento di
uno spazio di confronto e di riflessivita intraprofessionale riconoscibile e legittimato (un tempo, un
luogo, un gruppo, un metodo) per gli assistenti sociali e per l’organizzazione in cui lavorano, come
opportunità di accrescimento delle competenze già presenti. L’adozione del metodo dell’Altervisione consente di fare emergere, rendere evidente e fruibile a più professionisti la competenza professionale di ciascuno, spesso implicita e raramente condivisa, rendendola patrimonio incrementabile nell'organizzazione (know-how) e confrontabile tra colleghi, anche di altre identità professionali.
Nel 2019 avremmo intenzione di proseguire con il metodo dell'altervisione prevedendo anche un
confronto con il Professor Gui dell'universita di Trieste, uno dei massimi esperti a livello nazionale sul metodo cogliendo anche l'occasione per presentare il suo libro sull'argomento. Nel prossimo consiglio si valuterà anche l'organizzazione di un evento formativo relativo alla giornata del WSWD che quest'anno affronta la tematica della promozione delle relazioni umane.

Consigli per chi si vuole avvicinare alla professione?
È una professione complessa che richiede un tempo e un pensiero e soprattutto una capacità di esser pronti a camminare a fianco di persone che per svariati motivi si trovano in situazioni di fragilità economica, relazionale, sociale, sanitaria e con loro condividere la fatica, in termini positivi e negativi, del cambiamento. Come dicevo la nostra è una professione complessa che, se affrontata con professionalità e preparazione, riesce anche a regalare momenti di grande soddisfazione. È una professione che può interessare molto i giovani.

Ci sono problemi sul fronte pensionistico?
Al momento attuale non sono state rilevate problematiche in tal senso tenuto anche conto del fatto
che la quasi totalità dei colleghi andati in pensione negli ultimi anni era dipendenti pubblici e quindi
con tutte le regole pensionistiche previste per tale categoria.

Il mondo digitale è entrato nelle vostre professioni? E se sì, come?
È entrato sia come Ordine professionale, in quanto dobbiamo in termini di trasparenza rendere visibile ciò che facciamo: abbiamo pertanto un sito istituzionale, che stiamo migliorando per renderlo più accessibile. Più a livello operativo tutte le colleghe hanno in dotazione una cartella sociale informatizzata che consente loro una registrazione più puntuale e un mantenimento dei dati più significativo. La comunicazione della professione vorrebbe essere un punto di forza non solo nella nostra Regione, ma seguendo le indicazioni del nostro Consiglio Nazionale, una voce per le persone e le situazioni più fragili… una voce che passa anche attraverso il mondo digitale. Pur con le dovute attenzioni e restrizioni legate all’obbligo del rispetto della privacy di coloro con cui lavoriamo, il cosiddetto segreto professionale e al rispetto del segreto d’ufficio previsti dal nostro Codice deontologico. Infatti a tale proposito è in corso di revisione il codice deontologico (l’ultima stesura
risale al 2009) e proprio recentemente a Roma si è tenuto un incontro dell'Osservatorio codice
deontologico che ha portato in discussione proprio l'aspetto dei social cercando di individuare all'interno del codice un capitolo che affronti tale tematica.

Un valore professionale da recuperare in questa nostra società?
Il nostro codice deontologico contiene numerosi valori cui la professione deve riferirsi. In questo momento storico in cui emergono sicuramente gravi indicatori di intolleranza e di disuguaglianza
sociale, crediamo che la nostra professione abbia molto da dire. Il nostro codice dice in maniera molto chiara che gli assistenti sociali devono riferirsi in modo particolare ai principi di giustizia, di uguaglianza, di equità sociale ricordandoci continuamente che noi siamo al servizio delle persone indipendentemente dalla loro provenienza, dalla loro cultura, dalla loro estrazione sociale, dalla loro religione, per cercare di svolgere questo ruolo di mediazione nei confronti di questa società che appare sempre più orientata verso atteggiamenti di razzismo. In chiusura ricorderei tre concetti fondamentali: l’umanità, il rispetto della persona umana e, soprattutto, la comprensione reciproca.

21 febbraio 2019

#Grandangolo sulle #Professioni in Valle d'Aosta: Le #GuideAlpinediAltaMontagna


IDENTIKIT DELL'UNIONE GUIDE DI ALTA MONTAGNA

Iscritti totali anno 2018: 240

Presidente:Pietro Giglio
Vice Presidente: Mario Oliengo
 Segretaria: Michela Deffeyes
Giunta esecutiva: Alex Chabod, Guido Azzalea, Oscar Cametti

Il trend nei prossimi anni in termini di iscritti si prevede: in leggera crescita

E-Mail:  info@guidealtamontagna.com
Sito internet: www.guidealtamontagna.com


INTERVISTA AL PRESIDENTE PIETRO GIGLIO 

Quali sono le principali problematiche a livello regionale e nazionale?
Pietro Giglio
A livello nazionale la problematica principe è quella della modifica della legge 6 1989 «Ordinamento della professione di Guida alpina», una legge che è ormai obsoleta, nel frattempo la professione è profondamente cambiata e di conseguenza la legge deve essere cambiata. Oltretutto questa legge regola oltre che la professione di guida alpina altre figure professionali cioè l’accompagnatore di media montagna, che in Valle d’Aosta non è presente anche se speriamo di inserirla, e quella della guida vulcanologica. Per quanto riguarda la Valle d’Aosta la problematica è un po’ la stessa, cioè la modifica della legge regionale, la numero 7 del 1997. La professione è profondamente cambiata e ci sono delle esigenze stringenti che devono trovare spazio nella legge ovviamente in accordo con la politica.

Esistono possibilità di lavoro in Valle d’Aosta oppure il settore è saturo?
L’offerta di lavoro è in costante crescita da qualche anno e quindi c’è l’esigenza di avere nuove guide in Valle d’Aosta, fra l’altro si registra un ingresso di guide provenienti da altre regioni perché le guide al contrario di altri ordini professionali possono appartenere a più collegi oltre a quello principale e quindi c’è una domanda di entrare in Valle d’Aosta e l’esigenza di avere nuove guide in Valle d’Aosta.

Esistono nuovi sbocchi professionali?
Le competenze delle guide alpine sono individuate dalla legge nazionale e di conseguenza poi da quella regionale, quanto ad altre attività che si potrebbero aggiungere qualcosa forse, però la domanda è soprattutto legata all’alpinismo di alta montagna. D’altra parte le guide sono vocate a questo tipo di attività. Ed è in forte aumento, basta pensare alle problematiche legate al Monte Bianco e alla limitazione della salita alla vetta. Se ne è parlato anche per il Cervino. E’ un dato che ci sono sempre più persone che vogliono salire sulle cime.

Iniziative di formazione realizzate nel 2018 e in programma nel 2019?
E’ in corso di svolgimento una selezione per accedere al corso di formazione per aspiranti guide alpine. Ricordo che l’ordine professionale prevede due gradi di professione: aspirante guida alpina prima e poi guida alpina. Il periodo più impegnativo è il primo. Si tratta di 100 giorno distribuiti nell’arco di due anni nei quali gli allievi devono sottostare a delle prove molto selettive per acquisire il titolo di aspirante guida alpina dopodiché dopo due anni di praticantato possono accedere al corso finale per diventare guida alpina, più leggero pur avendo carattere di selezione.

Consigli per chi si vuole avvicinare alla professione?
Andare in montagna perché l’accesso alla professione è regolato da una selezione e per accedervi bisogna presentare un curriculum importante di salite. Di conseguenza per diventare aspiranti guida bisogna essere alpinisti formati, l’autonomia della movimentazione in alta montagna devono averla già acquisita. Ed è sempre più difficile per i giovani acquisire questo curriculum perché richiede soprattutto investimento di tempo e di denaro.

Ci sono problemi sul fronte pensionistico?
Bisogna dire che l’Unione regionale Guide di Alta Montagna – Collegio regionale delle Guide alpine forma dei liberi professionisti che sono regolati dal punto di vista della previdenza in vario modo. C’è chi lo fa a tempo pieno per cui accede alla categoria dei commercianti mentre ci sono altre guide che svolgendo altre professioni hanno altre casse previdenziali. Non fa parte delle prerogative del nostro ordine di occuparsi della previdenza.

Il mondo digitale è entrato nelle vostre professioni? E se sì come?
Prepotentemente. Basta pensare al problema dell’orientamento che un tempo veniva affrontato con carta, bussola, altimetro mentre oggi ci sono i Gps e i telefonini con le app adeguate pur con i limiti rappresentati dall’autonomia di questi strumenti. Le guide sono tutte digitali ormai.

Un valore professionale da recuperare in questa nostra società?
Uno dei valori cardini della montagna è sempre stata la solidarietà. Le guide su questo portano avanti un principio che è di generazioni ormai. Fra l’altro l’Unione Valdostana Guide di Alta Montagna ha istituito anche un fondo di solidarietà che è il fondo Solidalmonte che fa capo alla Fondazione Comunitaria della Valle d’Aosta, un fondo destinato ai figli minori delle guide alpine cadute in servizio.

Luca Napoletano (#Embedded): «Trasformiamo le tue grandi idee in realtà»


Questa settimana proponiamo l’intervista a Luca Napoletano della Embedded Systems, azienda insediata nell’incubatore di Aosta.

Come nasce la vostra azienda?
Sicuramente dalla mia passione per l’elettronica e per l’informatica. Poi nel 2008 avviene l’incontro con il mio socio Fabio Barbieri. Lui gestiva progetti per un’azienda che realizza panel pc e totem per conto terzi, io ero il consulenti informatico e così abbiamo collaborato insieme in diversi progetti. Nel 2016 poi abbiamo deciso di dedicare il nostro tempo “libero” a progettare una scheda elettronica industriale. In pratica un PC industriale. Nel giro di un anno e mezzo realizziamo dei prototipi, scriviamo il software dimostrativo e facciamo la messa a punto. Il nostro prodotto ha suscitato interesse e nell’Aprile 2018 è nata la Embedded Systems srl.

Qual è la mission aziendale?
La mission aziendale è la progettazione e distribuzione di prodotti e/o servizi nel campo dei sistemi digitali. La parte più difficile è decidere dove investire il nostro tempo e le nostre risorse, concretamente significa: individuare una nicchia di mercato dove ci sono richieste non coperte completamente o in parte e fare una stima della quota di mercato per determinare la sua rilevanza economica. Le nostre capacità e la nostra esperienza la mettiamo a disposizione anche per aiutare le start-up che vogliono realizzare il loro prodotto. Sul nostro sito web aziendale www.embeddedsystems.it abbiamo inserito come slogan “Trasformiamo le tue grandi idee in realtà”, ovviamente le grandi idee che hanno bisogno di un sistema digitale.

Di quali servizi vi occupate?

I nostri servizi sono: progettazione di circuiti stampati. Dalle esigenze funzionali e dimensionali utilizziamo strumenti e software CAD elettronico per produrre la documentazione necessaria alla fabbricazione e assemblaggio della scheda elettronica; sviluppo firmware. Molte schede elettroniche sono controllate da uno o più microcontrollori. Noi sviluppiamo il software da installare sulle schede elettroniche progettate da noi o da terzi; GUI ( Graphical User Interface ) development, molte schede elettroniche dispongono di un’interfaccia di comunicazione che consente lo scambio di dati e comandi di controllo con il PC. Per questi sistemi realizziamo applicazioni sia per ambiente Windows che per ambiente Linux; infine Progettazione meccanica. Per l’alloggiamento dell’elettronica e l’integrazione con sensori e attuatori utilizziamo software CAD 3D per progettare il contenitore. Realizziamo prototipi in ABS con una stampante 3D.

Come avete scelto il nome dell’azienda?
Il nome dell’azienda è la definizione di quello che facciamo, cioè sistemi elettronici di elaborazione digitale a microprocessore progettati AD HOC per una determinata applicazione. Sistemi che sono sempre più presenti nella vita di tutti i giorni: Automotive, Internet of Things, Domotica, Sicurezza, Bilance intelligenti, Self service...

In quanti siete?
Attualmente siamo in 2 e lavoriamo in azienda solo part-time. Non abbiamo sufficiente disponibilità finanziaria che ci permetta di lavora a tempo pieno nella nostra azienda. Ultimamente un’azienda lombarda vorrebbe finanziare alcuni dei nostri progetti. Quindi stiamo preparando un piano di sviluppo per il 2019/2020 che prevede il potenziamento del reparto progettazione, e l’assunzione di ingegneri elettronici o affini.

A cosa state lavorando in questo periodo?
Siamo impegnati nella produzione della nostra scheda industriale, ci sono arrivati ordini a fine 2018 e stiamo per evadere i primi ordini per il 2019. Siamo piacevolmente sorpresi per le vendite, non ci aspettavamo di dover pianificare una produzione per il primo semestre 2019.

Un lavoro particolare che avete affrontato in questi mesi?

Lavorando da molti anni nel settore dell’informatica ci sembra tutto ordinario. Forse il lavoro più interessante è stato quello dell’imprenditore: parlare con i clienti, programmare le attività, gestire una produzione, partecipare ad eventi e corsi di formazione. A tal proposito vorrei esprimere il mio apprezzamento per la qualità della formazione organizzata dal gruppo di supporto delle Pépinières , molto interessante, soprattutto per un neo-impreditore come me.

Novità per il 2019?
Abbiamo messo in cantiere diversi progetti, i più rilevanti sono PC industriali con i processori di ultima generazione; telecontrolli su onde convogliate con uno standard industriale (PRIME), un dispositivo che utilizza la linea elettrica come canale di comunicazione. Inizialmente era stato pensato per il controllo delle linee di illuminazione stradale, ma stiamo lavorando per renderlo interessante anche per la domotica o in generale per un sistema internet of things. E, infine, Cloud IoT, un server per la connessione di un dispositivo elettronico con funzioni per il controllo remoto realtime, la raccolta dati e la reportistica.

Un sogno imprenditoriale da realizzare?
Visto che è un sogno puntiamo in alto: rendere la Valle d’Aosta uno dei più importanti poli tecnologici d’Italia.
 

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