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14 ottobre 2009

Scenari Possibili Oltre la Crisi (2): Sei Elementi per Far Scoccare lo Sviluppo


Secondo post dedicato al Convegno,  organizzato dall’Assessorato delle attività produttive, svoltosi venerdì scorso al Centro congressi del Gran Hôtel Billia di Saint-Vincent, sul tema «Oltre la crisi: scenari possibili nel settore industriale e ruolo dei territori. Le prospettive della Valle d’Aosta». Qui trovate il primo post.



Su ricerca e formazione si è concentrato l’intervento di Marco Gilli, Pro-rettore del Politecnico di Torino, che ha parlato dell’esperienza del Politecnico in relazione alla collaborazione formativa con le imprese e all’attività che, su questo fronte, si è sviluppata sul territorio valdostano concentrandosi su sistemi e tecnologie innovative di supporto ai sistemi di monitoraggio ambientale.

Sara Bedin, referente della società Ambrosetti SpA, ha invece analizzato il sistema Valle d’Aosta e le relative strategie competitive per lo sviluppo, affermando come l’incapacità di progettare il futuro sia un grave handicap per le imprese «ecco perché – ha precisato Bedin – la crisi deve essere intesa anche come generatore di nuove capacità imprenditoriali. La ricerca per le imprese non è un lusso».

Per Bedin sono sei gli elementi in grado di far scoccare lo sviluppo


- Voglio cambiare! Segnale forte («fame» di migliorare)

- Leader forte e rappresentativo che convoglia il consenso verso un percorso di sviluppo condiviso

- Azione di minoranze illuminate, ruolo della business community e di associazioni di categoria.

- Rinnovamento urbano significativo, infrastrutture, capitale edilizio, design urbano.

- Iniezione di idee e persone nuove nel tessuto sociale, ruolo dei creativi

- Promozione di un grande evento o di un grande progetto catalizzatore di energie.

A chiudere gli interventi è stato Carlo Vigna, consulente dell’Assessorato delle attività produttive, che ha presentato le principali novità e iniziative di sostegno a disposizione delle imprese valdostane. Fra le attività in corso di valutazione anche la riproposizione, con eventuali variazioni nelle modalità operative, e il rifinanziamento dei Bandi per progetti di innovazione (misura del POR competitività 2007-2013 ad oggi conclusa, 1,4 milioni di euro, finanziati 8 progetti), focalizzati sulle «piattaforme tecnologiche prioritarie».

5 settembre 2008

Attività produttive: si riparte dalla ricerca e sviluppo e dalla nomina del nuovo coordinatore

Riparte dalla ricerca e sviluppo l’attività del nuovo assessore alle Attività Produttive Ennio Pastoret. Fra le prime delibere del nuovo corso l’assegnazione di un contributo di 583.333 euro all’impresa Electro Power Systems Spa di Torino per la realizzazione di un progetto di ricerca industriale nell’ambito dello sviluppo di sistemi di generazione di energia elettrica, basati sulla tecnologia fuel cell Pem con generatore di idrogeno on-site. Sullo sfondo rimane l’ipotesi di ulteriori interventi sull’Irap e lo studio Ambrosetti con la sua importante dotazione finanziaria: 184 milioni di euro di investimenti pubblici e privati distribuiti in otto anni. Il tutto in un quadro congiunturale estremamente critico che sicuramente necessita di aiuti più consistenti rispetto al passato. Giuseppe Bordon, presidente di Confindustria Valle d’Aosta ha definito l’estate che si è appena conclusa come economicamente gelida, mentre Ennio Pastoret (Union Valdôtaine), 58 anni, personalità eclettica visto che alla sua terza legislatura è già stato Assessore all’Educazione e Cultura e al Turismo, dal 1° luglio alla guida dell’Assessorato alle Attività produttive, non nasconde i suoi timori di un autunno caldo per il mondo dell’industria valdostana. «Non posso non pensare – commenta Pastoret, che vanta anche una lunga esperienza da sindacalista nel mondo della scuola con il Savt, nel suo nuovo ufficio di Piazza della Repubblica - che certe turbolenze non toccheranno la nostra regione. Le difficoltà di imprese importanti come Fiat provocheranno delle ricadute e bisognerà essere pronti». La stessa ultima trimestrale previsionale predisposta da Confindustria gli dà ragione. Il settore rallenta e a livello globale crescono i timori recessionisti. L’assessore sulla scrivania ha il dossier predisposto dallo studio Ambrosetti per il rilancio dell’economia valdostana. Nessuna azione legata al dossier è però ancora annunciata nel breve periodo. Il primo nodo critico per garantire una piena operatività all’assessorato in effetti è stato sciolto soltanto recentemente. Nella seduta di giunta dell’8 agosto è stato individuato il nuovo coordinatore al Dipartimento Artigianato, Industria ed Energia. La scelta è ricaduta sul funzionario regionale Massimiliano Cadin, 40 anni, dal 1° settembre 2006 al 31 luglio 2008 direttore del Segretariato per la concertazione. Una decisione non rituale, e più delicata rispetto ad altri dicasteri, visto che si trattava di sostituire Luciano Mussanet, presenza ormai decennale, giunto proprio a fine legislatura all’età della pensione. Ora Pastoret si prepara con l’intera Giunta ad incontrare le parti sociali. «Successivamente però – precisa - ho intenzione di promuovere degli incontri più specifici con le categorie imprenditoriali e i sindacati, senza dimenticare il mondo della cooperazione. E’ una questione di metodo. Nessun provvedimento nelle mie esperienze precedenti è mai giunto sul tavolo della decisione politica senza un confronto con i soggetti interessati». Sono incontri fondamentali per favorire l’elaborazione di forme semplificate di incentivi «per agevolare l’accesso al mondo dell’imprenditoria e il sostegno nella fase di start up» come si legge anche nel programma di giunta. In questo la Regione guarda all’Europa e punta all’inserimento della Valle nel quadro di riferimento comunitario che consente di applicare maggiorazioni agli incentivi per le imprese. C’è da rispondere alle critiche serrate che provengono dal mondo dell’industria: la Valle perde appeal e le risorse per il settore sono da troppo tempo stabili. In occasione dell’ultima assemblea di Confindustria Valle d’Aosta uno studio dell’associazione ha dimostrato come i trasferimenti al settore industriale a partire dal 1990 fino al 2005 siamo rimasti costantemente intorno al 5%, mentre artigianato e commercio sono passati dal 3 al 9%. «Le regole comunitarie in materia di aiuti di Stato – commenta l’assessore - limitano i tradizionali effetti positivi della leva finanziaria. Ciò non toglie che non si debba individuare delle soluzioni affinché possa diventare di nuovo vantaggioso o meno svantaggioso per le imprese operare in Valle d’Aosta. Penso, ad esempio, ad un maggiore impegno in merito all’efficacia dei servizi alle imprese. Su questo fronte dobbiamo accelerare la nostra azione». Ritorna sul tappeto la richiesta degli imprenditori di un ulteriore taglio dell’Irap di almeno un punto. «Non è un tema nuovo. – aggiunge Pastoret – Nel bilancio regionale di un anno fa la volontà politica era già stata espressa con un primo provvedimento che andava in questa direzione. Si può fare di più. Approfondiremo il tema con le associazioni di categoria». (Pubblicato sul Sole 24 Ore Nord Ovest del 27 agosto 2008)

25 luglio 2008

Ennio Pastoret: «Sarò molto attento al dialogo con le associazioni di categoria e le organizzazioni sindacali» (2)

Completo il testo dell'intervista all'Assessore Ennio Pastoret. La prima parte è stata pubblicata ieri.

Lei si è detto preoccupato per l’occupazione. Il prossimo autunno potrebbe diventare particolarmente critico…
Non posso non pensare che certe turbolenze non toccheranno la nostra regione. So che ci sono alcune aziende che sono state sagge e hanno diversificato le loro forniture. Certo è che un impatto forte dal punto di vista economico su aziende importanti come Fiat in qualche modo qualche ricaduta la provocherà. Ho apprezzato il cauto ottimismo di Marchionne, in parte dovuto alla consapevolezza della dirigenza Fiat di avere un’organizzazione industriale più robusta rispetto al passato, in parte anche al tentativo di difendere il titolo che sottoposto a turbolenze borsistiche ne uscirebbe troppo deprezzato ed è una circostanza che loro non si possono permettere nei confronti degli azionisti. Credo e spero che una combinazione di queste due situazioni possa rendere l’autunno meno critico.

C’è già qualche azione in vista a partire dall’Ambrosetti?
No. Per ora riprendiamo in mano il dossier.

Spostiamo l’attenzione sull’artigianato, anzi sull’artigianato tipico. Lei ha parlato di applicazione di buon senso delle nuove regole per la tutela dell’artigianato tipico valdostano. Cioè?
Non c’è molto da spiegare di più. Non c’è niente di immutabile a questo mondo. Oggi c’è un quadro regolamentale sul quale tenere aperti i canali della riflessione e del confronto. Dobbiamo difendere l’artigianato tradizionale senza penalizzare troppo questo tipo di attività. Però dobbiamo stare attenti che non appena perdiamo il contenuto del brand che l’artigianato tradizionale porta con sé ci apriamo alla possibilità di avere Taiwan che produce oggetti di artigianato tradizionale. E così il non avere previsto delle regole per quanto condivise con dei limiti precisi ci metterebbe in una condizione di cui pagherebbero le conseguenze gli stessi artigiani.

Beni contingentati: legge per il settore dei liquori e buoni benzina. Ci può fare il punto della situazione.
Sul settore liquori ci confronteremo con le ragioni di insoddisfazione del settore e valuteremo. Per i buoni benzina invece la situazione è nota e nulla è cambiato. Dobbiamo porci noi nella condizione di sapere come ci muoveremo e cosa vorremo fare. Di idee ce ne sono molte si tratta di scegliere quella giusta. Confesso che a fianco delle idee ci sono anche molte leggende metropolitane. E’ un po’ come la composizione delle squadre di calcio tutti hanno una teoria in proposito. Evidentemente dobbiamo garantire delle ricadute che coinvolgano la maggior parte della popolazione che siano compensative se si dovrà porre fine all’esperienza dei buoni benzina.

Quella dei buoni energetici è una strada percorribile?
E’ fra quelle prese in considerazione ma al momento non ho elementi tecnici sufficienti per dire se è fattibile.

Le aziende faticano a trovare manodopera specializzata e un po’ si lamentano che il mondo della scuola è poco permeabile alle loro esigenze. Cosa si può fare?
L’organizzazione del sistema scolastico occidentale è da tempo in crisi, soprattutto in Italia. La scuola è stata ed è un soggetto autoreferenziale che si rigenera per conto suo. Ad esempio la proliferazione delle facoltà universitarie negli ultimi dieci anni è stata spaventosa. E tutto questo è andato avanti senza nessun controllo. Ad un certo punto il ministero è intervenuto dicendo che bisognava avere un certo numero di docenti e così in Valle ci siamo trovati in questo tipo di contraddizione perché avendo il Corso di Scienza della Formazione abbiamo dovuto immettere in ruolo tutto un certo numero di professori. In Italia queste situazioni sono state sempre regolate dopo che tutti i fatti erano accaduti senza mai mettere mano prima ad un progetto serio di riforma che ponesse dei vincoli. L’autonomia scolastica, grande invenzione della riforma Berlinguer, ha reso il governo della scuola autoreferenziale rendendolo ancora più sfuggente rispetto alle esigenze della società, della comunità. Noi siamo preda di un sistema così congegnato che non possiamo modificare neanche noi perché fa parte di un quadro generale più ampio. Del resto tutte le discussioni sul titolo terzo della Costituzione era che la centralità del governo della scuola doveva rimanere saldamente nelle mani dello Stato e non avere delle scuole differenziate sul territorio per delle ragioni anche in parte condivisibili. Però quell’elefantiasi fa in modo che la scuola non risponda alle esigenze della comunità o vi risponde nella misura in cui in micro-situazioni ci siano organizzazioni di istituto più attente che mettano insieme relazioni, capacità di confronto. Noi possiamo favorire l’incontro ma questo va fatto da scuola e imprese.

Il mondo delle imprese nel passato ha avvertito da parte della pubblica amministrazione un atteggiamento di sospetto. Anche l’eccesso burocratico è stato avvertito come una sfiducia nei confronti del settore. Cosa vi sentite di dire oggi alle imprese…
Ma questo è stato uno degli elementi programmatici che il Presidente della Regione ha enunciato pubblicamente e trova tutti concordi. Negli incontri che faremo verificheremo i tempi di risposta che ci siamo dati codificandoli in delibere e leggi applicative e poi detto questo faremo un’analisi dei tempi effettivi se sono rispondenti o meno e definiremo un quadro che ci possa consentire di avere un quadro chiaro e eventualmente porre dei correttivi laddove si registrassero delle anomalie. Dove, probabilmente, si dovrà sicuramente intervenire sarà sulla mole di documentazione che deve essere presentata, caratterizzata da molti doppioni.

24 luglio 2008

Ennio Pastoret: «Sarò molto attento al dialogo con le associazioni di categoria e le organizzazioni sindacali» (1)

A distanza di una settimana propongo anche ai lettori dell'on-line l'intervista all'Assessore Ennio Pastoret che ho pubblicato giovedì scorso sulle colonne del Corriere della Valle. Il testo, come sempre, è leggermente più lungo della versione cartacea e perciò lo pubblico in due puntate. Prosegue così il ciclo d'interviste agli assessori della Giunta Rollandin. Come sempre sono ben accetti i commenti (il link lo trovate alla fine del post). Soprattutto da parte dei rappresentanti dei settori interessati.

Il primo nodo critico per l’Assessore Ennio Pastoret, nuovo responsabile delle Attività Produttive, sarà la scelta del coordinatore. Luciano Moussanet, per diversi anni alla guida del Dipartimento Industria, Artigianato ed Energia, è andato in pensione e ora si deve provvedere alla non facile scelta di sostituirlo e così Pastoret si trova ancora privo di uno dei tasselli principali del suo dicastero. Comunque i dossier (in primis l’Ambrosetti) già occupano la scrivania dell’assessore che ci fa capire di essere ancora in una fase di studio. Diciamo di presa di possesso.

Al di là delle iniziative concrete credo che un elemento fondamentale sarà il confronto con le categorie sociali. La Giunta ha già espresso la sua intenzione di incontrare le parti sociali…
Sì. Questi incontri non sono ancora stati calendarizzati e, in una prima fase esplorativa, avverranno appunto da parte della Giunta nella sua collegialità. Successivamente però io ho intenzione di farne di più specifici con le categorie imprenditoriali e i sindacati, senza dimenticare il mondo della cooperazione.

Non sempre nel passato è stato così…
Per quanto mi riguarda è una questione di metodo. Nessun provvedimento nelle mie esperienze precedenti è mai giunto sul tavolo della decisione politica senza un confronto con i soggetti interessati.

Industriali e artigiani sostengono da tempo la necessità di rimettere mano alla Legge 6? Voi cosa ne pensate?
Non mi pare che io oggi debba dire che ciò si farà. Evidentemente dagli incontri che faremo con questi soggetti emergeranno delle richieste, delle aspettative, delle considerazioni che se andranno in questa direzione verranno tenute nel debito conto. Non ci sono delle resistenze pregiudiziali. Quello che è stato detto dal Presidente della Regione, dalla mia parte politica, dall’intera maggioranza, è di procedere ad un confronto con gli attori coinvolti.

Si stava lavorando a fine legislatura ad una legge sul precariato proposta dai sindacati…
C’è un testo pronto. Ma io voglio incontrare i soggetti promotori. Non do per scontato che possa essere in questa fase politica successiva alle elezioni, necessariamente condiviso tutto quanto era stato condiviso precedentemente.

C’è la necessità di un tagliando?
Esatto.

Stesso ragionamento per la legge sull’imprenditoria giovanile?
Stesso ragionamento.

Il Presidente degli industriali Giuseppe Bordon parla di una Valle con poco appeal per chi fa industria. Una Valle dove è più difficile fare industria. Condividete questa analisi? E se sì che cosa pensate di fare?
Rispetto a qualche anno fa sono cambiate molte condizioni. Uno degli elementi forti rispetto alla possibilità di finanziamento che la Regione aveva in passato è venuta meno o per lo meno è stata incanalato all’interno di un quadro di regole comunitarie per quanto riguarda gli aiuti di Stato e la libera concorrenza e a queste ci si deve attenere. La Valle d’Aosta ha la necessità di non violare le regole, ma nello stesso tempo di darsi delle dotazioni tali per cui possa diventare di nuovo vantaggioso o meno svantaggioso per le imprese operare in Valle d’Aosta. Penso, ad esempio, che si debba lavorare sull’efficacia dei servizi alle imprese. Individuare delle opportunità che possano fare la differenza per il futuro.

Le imprese chiedono un ulteriore taglio dell’Irap. Premesso che la materia tributaria non è di sua competenza tuttavia pensate che sia necessario lavorare in questa direzione?
Ma certamente. Non è un tema nuovo. Negli scorsi anni c’è stato un dibattito particolarmente intenso a livello nazionale anche se di fatto non si è mosso molto. Nel bilancio di alcuni fa’ la volontà politica era già stata espresso con un primo provvedimento che andava in questa direzione.

Le risorse per l’Industria sono stabili da parecchio tempo. Con il piano Ambrosetti sono destinate ad aumentare?
E’ chiaro che io vorrei avere a disposizione il maggior numero di risorse finanziarie possibili però è chiaro che dobbiamo avere i piedi per terra. Il bilancio è uno strumento che riguarda l’insieme di questa regione. E all’interno di questo quadro generale ci sono alcune priorità che sono obbligatorie. Pensiamo alla sanità, all’assistenza sociale, all’assistenza alle famiglie. Tutto deve trovare una sua coerenza all’interno di un disegno generale. Oggi credo che ci siano le premesse politiche per fare una valutazione di questo genere. Ragionare solo sulle cifre mi sembrerebbe limitativo rispetto al fatto che si deve avere un occhio attento rispetto a quelle che sono le realtà d’insieme di questa regione. Certamente sono necessarie delle accelerazioni rispetto a quelle che potranno essere le iniziative che la Regione prenderà per sostenere le attività produttive sul suo territorio. Come queste debbano essere declinate. Oggi è ancora prematuro dirlo. (continua)

21 marzo 2008

Valle d'Aosta: per l'industria piano strategico da 160 milioni di euro

La Valle d’Aosta ha il suo piano strategico regionale di posizionamento e sviluppo del territorio. Il Comitato di pilotaggio (presieduto dall’Assessore alle Attività Produttive Leonardo La Torre) ha dato la scorsa settimana il suo ok al progetto elaborato dalla Società Ambrosetti di Milano, incarico finanziato nel quadro del Programma operativo regionale «Competitività regionale 2007/2013» e cofinanziato dall’Unione europea attraverso il Fondo europeo di sviluppo regionale. Unica incognita, per ora, l’ammontare della dotazione finanziaria complessiva su cui si dovrà esprimere nei prossimi giorni la Giunta regionale guidata da Luciano Caveri. Le prime stime ipotizzano una cifra tra i 120 e i 160 milioni spalmati nel sessennio 2007-2013, di cui il 50% a carico della Regione e il restante 50% dei partners privati che non saranno soltanto valdostani. Le risorse dovranno essere reperite non soltanto all’interno del bilancio regionale, ma anche sui programmi operativi comunitari e statali. Un’operazione delicata anche perché per la sua durata va ad impegnare il futuro governo regionale (in Valle d’Aosta si vota anche il 25 maggio per il rinnovo del Consiglio regionale). Il piano individua per la prima volta un modello di specializzazione produttiva della Valle d’Aosta incentrato su tre obiettivi. Prima di tutto la valorizzazione della specificità ambientale alpina che da «elemento di marginalizzazione» deve trasformarsi in eccellenza e risorsa per lo sviluppo. Poi la focalizzazione di quattro piattaforme tecnologiche regionali (vedi tabella) che permettano di creare la massa critica sufficiente per garantire lo sviluppo orientandosi verso ambiti ad alta intensità di innovazione e valorizzando la qualità degli insediamenti già presenti sul territorio. Quattro gli ambiti individuati: tecnologie per il monitoraggio e la sicurezza del territorio; energie rinnovabili e risparmio energetico; tecnologie per la salvaguardia ambientale e il ripristino di ecosistemi e elettronica, microelettronica, micro robotica e meccatronica. Ambiti nei quali la Valle intende trasformarsi entro il 2015 in una realtà di eccellenza veicolando sul proprio territorio il maggior numero di tecnologi innovative applicate anche in modo sperimentale. «Il modello di trasferimento tecnologico ottimale – spiega l’assessore la Torre – prevede che la predisposizione di progetti e bandi faccia perno sulla domanda di innovazione e ricerca derivante dalle imprese che verranno messe in competizione tramite meccanismi di selezione delle proposte di progetto presentate». «Tale approccio – prosegue La Torre –, oltre a mettere alla guida del processo di sviluppo gli imprenditori stessi e i loro progetti di business, vuole garantire maggiore flessibilità evitando la creazione di sovrastrutture pubbliche». In base all’analisi fatta dal team di professionisti messi a disposizione dalla società milanese il modello «mette in campo le capacità manageriali e strategiche delle imprese coinvolte, si inserisce all’interno di un orientamento strategico definito, richiede un impegno finanziario delle aziende, oltre alla capacità delle stesse di tradurre la ricerca in risultati economici e incentiva alla cooperazione strategica con enti scientifici e università e allo stesso tempo con partner locali e sovra-regionali, dando origine a reti scientifiche e di aziende». Terzo obiettivo del modello di specializzazione definito la qualificazione del tessuto socio-economico regionale puntando a creare prospettive occupazionali qualificate in imprese, università e centri di ricerca e favorendo la diffusione di reti regionali e sovra-regionali di Ricerca e Sviluppo, settore, quest’ultimo, dove dovrebbe aumentare in maniera consistente la disponibilità di risorse regionali. Il piano nel concreto prevede quattro iniziative strategiche di sviluppo del business nelle quattro piattaforme tecnologiche, con il chiaro intento di superare una logica di incentivazione generalista e ricorrendo al meccanismo competitivo della «chiamata di idee», e ventuno iniziative strategiche di sistema finalizzate a creare le condizioni di contesto, ad esempio la predisposizione di pacchetti di attrazione degli insediamenti produttivi tramite l’armonizzazione del sistema degli incubatori d’impresa, la definizione di servizi reali alle imprese, la facilitazione degli insediamenti. Lo studio ipotizza anche l’attivazione di tavoli negoziali a livello centrale per la creazione di un distretto tecnologico. (Pubblicato sul Sole 24 Ore Nord Ovest del 19 marzo 2008)

25 febbraio 2008

Cresce la spesa per le consulenze in Valle d'Aosta

Cresce la spesa per consulenze e incarichi in Valle d’Aosta (Vedi tabella). Dai 3,23 milioni del 2006 ai 4,35 del 2007, con una previsione di 5,88 milioni per il 2008 (quest’ultimo dato però, a detta dei tecnici regionali, è fisiologicamente sovrastimato). Nella piccola regione autonoma la materia è normata da un decennio attraverso la Legge regionale n. 18 del 28 aprile 1998 «Norme per il conferimento di incarichi a soggetti esterni all’Amministrazione regionale, per la costituzione di organi collegiali non permanenti, per l’organizzazione e la partecipazione a manifestazioni pubbliche e per azioni promozionali e pubblicitarie».
In base a questa normativa presso la segreteria della Giunta regionale è tenuto un elenco cartaceo, costantemente aggiornato e pubblico, degli incarichi conferiti nel quale sono indicati l’oggetto dell’incarico, i soggetti destinatari e i compensi previsti.
«La legge regionale n. 18/1998 – spiega Peter Bieler, coordinatore del Dipartimento bilancio, finanze, programmazione e partecipazioni regionali - prevedeva già fin dall’inizio il rispetto del principio di trasparenza, in quanto all’art. 10 istituiva l’elenco degli incarichi conferiti. Tale elenco trimestralmente aggiornato viene pubblicato sull’albo notiziario della regione, oltre che mediante comunicazione al Consiglio regionale. E’ in corso la predisposizione della pagina del sito web per una ulteriore pubblicazione. Peraltro, come noto, tutte le deliberazioni sono pubbliche e disponibili sul sito, ciò che manca è un elenco organizzato, ma le informazioni sono disponibili per i cittadini». Lista che sarà messa on line nel corso del 2008. Fra gli incarichi più significativi va segnalato il recente rinnovo (26 gennaio 2008) al prof. avv. Gianfranco Garancini e all’avv. Antonella Banfi dello Studio Legale «Garancini e Associati» di Varese, dell’incarico per undici mesi di prestare alla Regione consulenza in materia giuridico-amministrativa di 134.640 euro oppure quello di 207.000 euro alla società Ambrosetti di Milano per l’elaborazione del Piano strategico regionale di posizionamento e sviluppo del territorio. Sulla materia è spesso acceso il dibattito con le opposizioni. Enrico Tibaldi (Casa della libertà) ritiene che il ricorso alle consulenze da parte dell’amministrazione regionale sia eccessivo. «Soprattutto – spiega il consigliere – se teniamo conto delle dimensioni della macchina amministrativa, cioè circa 3000 dipendenti regionali per 120mila abitanti. Le risorse professionali interne non mancano. Bisognerebbe utilizzarle di più e meglio». Anche la trasparenza nell’assegnazione degli incarichi è spesso oggetto delle attenzioni da parte delle opposizioni. Recentemente in Consiglio regionale il gruppo Arcobaleno ha presentato una mozione in base alla quale doveva essere indicato in delibera l’eventuale grado di parentela con componenti dell’esecutivo di persone destinatarie di incarichi di consulenza da parte dell’Amministrazione. Il Presidente Luciano Caveri, ricordando come già in simili casi fosse previsto l’allontanamento del componente della Giunta dalla sala prima dell’inizio della discussione della proposta e fino all’effettuazione del voto, si è impegnato a precisare nella parte preliminare delle delibere che quando un assessore si assenta è perché l’incarico comporta legami di parentela. L’argomento è tornato nuovamente in Consiglio con un'iniziativa del Gruppo Arcobaleno. (Pubblicato sul Corriere della Valle del 21 febbraio 2008).
La consigliere Secondina Squarzino durante la seduta del Consiglio regionale della settimana scorsa ha evidenziato in particolare la mancanza di un miglioramento della qualità dei servizi forniti dalla pubblica amministrazione nonostante l'aumento della spesa di consulenza. Affermazione ritenuta «denigrante» dal Presidente Caveri nei confronti dei dpendenti regionali e in particolare dei dirigenti. In merito al ricorso al personale esterno all'amministrazione il Presidente ha poi specificato come esso avvenga in funzione «di puntuali esigenze».

22 novembre 2007

Quale settore industriale può dare alla Valle d'Aosta più opportunità nel prossimo decennio? Vota il sondaggio e scrivici le tue opinioni

Dopo alcuni giorni di sperimentazione per arricchire di contenuti il blog oggi mi permetto di dedicare un post al sondaggio in modo che oltre alla possibilità di votare sia offerta ai nostri visitatori l’occasione, se lo desiderano, di commentare il tema e motivare le proprie scelte.
“Elettronica-microelettronica” e “monitoraggio e sicurezza del territorio” e, leggermente distanziati i comparti delle energie rinnovabili, dell’Ict e dell’agroalimentare sono infatti le specializzazioni settoriali maggiormente coerenti con la vocazione regionale e gli asset territoriali valdostani secondo la Società Ambrosetti di Milano su cui la Valle d’Aosta dovrà scommettere per dare un futuro al settore industriale valdostano. Lo studio in questione è stato incaricato dalla Regione Autonoma Valle d’Aosta di predisporre un piano strategico regionale di posizionamento e di sviluppo del territorio,
L’analisi con i primi indirizzi strategici – condotta in questi mesi attraverso interviste ad attori istituzionali, imprenditori ed esperti – è il primo passo di un percorso che prevede, fra l’altro, azioni di marketing territoriale a supporto del tessuto industriale esistente e una revisione dell’impianto normativo a sostegno dello sviluppo delle imprese.
Noi abbiamo voluto raccogliere il parere dei nostri lettori on line su un tema che ci sembra importante per il futuro della nostra regione. Prossimamente proporremo altri quesiti che ogni volta verranno lanciati da un post dove sarà possibile per chi lo desidera avviare un dibattito

A proposito di…

La Società Ambrosetti S.p.A di Milano da quarant’anni opera nel campo della consulenza strategica rivolta all’Alta Direzione di aziende ed Enti pubblici mediante attività di ricerca e studio sui temi dello sviluppo economico e di assistenza allo sviluppo strategico di territori in Italia e all’estero. In particolare ha svolto numerosi incarichi analoghi a quello realizzato per la Regione Autonoma Valle d’Aosta tra i quali alcuni rivolti a Regioni a statuto speciale e Province autonome. Inoltre vanta occasioni già costituite di promozione e confronto con la “business community” quali, ad esempio, il Workshop annuale a Villa d’Este di Cernobbio in aggiunta ad un proprio “network” di opinion leader e interlocutori nazionali ed internazionali di prestigio.
 

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