10 giugno 2011

Vuoi fare il Coltivatore di Lamponi? Ecco il tuo Manuale

Nell’ambito dei progetti di ricerca e sperimentazione, i tecnici del settore di Frutticoltura dell’Institut Agricole Régional hanno condotto un interessante studio sull’adattabilità in ambiente montano di diverse varietà di lampone.

Al fine di valorizzare i risultati ottenuti, fin dall’inizio era stato posto l'obiettivo di pubblicare un manuale pratico per la coltivazione del lampone, destinato innanzitutto agli agricoltori che si volessero specializzare nei piccoli frutti e agli studenti, ma anche a chi scegliesse questa coltura per integrare il reddito o semplicemente per il proprio auto-consumo. Il manuale dal titolo La Coltivazione del Lampone, a cura di Morgan Diemoz con la collaborazione di Ivan Barrel e Pierre Diemoz, è disponibile gratuitamente in forma cartacea presso l’Institut Agricole Régional o sul sito dell'Istituto, in formato PDF, nella sezione “pubblicazioni”del settore di Frutticoltura.

Il manuale si propone come utile strumento per affrontare correttamente i problemi che si presentano, dal punto di vista pratico, nell’impianto del lamponeto, nelle cure colturali, nella scelta varietale, nelle principali avversità della coltura e nella difesa da malattie fungine e insetti parassiti in produzione integrata.

Rapporto Piccole Imprese Unicredit: Fondamentale l'Internazionalizzazione

«L’internazionalizzazione, in particolare le esportazioni e l’approccio a nuovi mercati, rappresenta la grande opportunità che le piccole imprese della Valle d’Aosta possono e devono cogliere per rilanciare il proprio business e trainare l’economia dell’intero territorio». E’ così che Vladimiro Rambaldi, responsabile UniCredit per il Nord Ovest, ha commentato i risultati valdostani del Settimo Rapporto Piccole Imprese curato dall’Ufficio Studi della banca. L’indagine è stata presentata mercoledì nel corso dell’incontro del Consiglio di Territorio Valle d’Aosta di UniCredit, l’organo consultivo creato per rafforzare il dialogo fra la banca con la comunità locale e presieduto da Gioachino Gobbi della Grivel, nella cui sede di Courmayeur si è svolto l’appuntamento.

L’indagine approfondisce inoltre tematiche relative alle aspettative dei piccoli imprenditori del territorio e fornisce indicazioni circa le azioni da sviluppare per avere successo sui mercati internazionali, sia nell’esercizio dell’attività di impresa sia nel rapporto con banche e istituzioni.

Effetti del processo di internazionalizzazione sulle Piccole Imprese
In un contesto economico generale caratterizzato da una domanda interna che stenta a ripartire sia sul versante privato che su quello pubblico, l’export appare oggi l’unica vera strategia che le piccole imprese della Valle d’Aosta hanno per uscire dalla crisi e attuare nuove politiche di crescita. Secondo i risultati del Rapporto, tra le piccole imprese locali, è diffusa l’opinione che il processo di internazionalizzazione abbia risvolti positivi per il sistema microimprenditoriale locale.
In particolar modo secondo gli imprenditori aostani intervistati il processo di internazionalizzazione avrà come principale conseguenze una maggiore richiesta di personale qualificato (36,4%).
Il dato, superiore alla media nazionale, indica che le imprese locali hanno percepito che le sfida sui mercati internazionali si giocherà per lo più sul terreno di un miglioramento qualitativo dei prodotti e servizi offerti.

Per quanto riguarda l’area in cui si sviluppa il business, per oltre l’80% delle imprese della regione, essa non supera i confini provinciali e regionali. Va tuttavia sottolineato come il dato regionale rifletta una più ampia tendenza nazionale.




Cosa fare per avere successo sui mercati internazionali?
Il Rapporto individua alcuni aspetti su cui le imprese che intendono intraprendere percorsi di internazionalizzazione possono puntare:

- una maggiore focalizzazione sul made in Italy, inteso come attenzione agli aspetti qualitativi del prodotto, unito a un rinnovato focus sulle strategie aziendali; in Valle d’Aosta le imprese paiono aver già intrapreso percorsi virtuosi di upgrading qualitativo, anche se con intensità minore rispetto alla media nazionale. Da rilevare come in regione, a differenza di quanto avvenuto nel resto del Paese, un buon numero di imprenditori abbia avviato importanti politiche di rafforzamento patrimoniale (33,3%), cercando di sopperire a quello che è un problema endemico della piccola impresa in Italia.



- ricerca di nuovi sbocchi commerciali: occorre abbandonare logiche monomercato e aumentare la presenza sui mercati emergenti ad alto potenziale di crescita, compresi quelli geograficamente vicini come i Paesi dell’Est Europa;

- superamento dei vincoli dimensionali: per ovviare ai vincoli posti dalla piccola dimensione emerge un invito a dare vita a reti di imprese, necessarie a far massa critica e consolidare il posizionamento competitivo sui mercati internazionali. In tutta la regione, infatti, si nota ad oggi una scarsa propensione delle imprese a collaborare tra loro (oltre il 50% degli intervistati dichiara di non avere avviato alcuna forma di collaborazione con altre imprese della zona).


Tra le forme di collaborazione più idonee per superare i vincoli dimensionali si segnalano le reti di impresa e le filiere globali, forme aggregative che consentono anche a realtà di piccole dimensioni di affacciarsi più facilmente sui mercati esteri.

Il ruolo della banca e delle istituzioni

I risultati dell’indagine confermano l’importanza di un rapporto stabile con la banca, specie se internazionalizzata, in un’ottica di reciproca trasparenza e informazione. Dal canto suo, la banca deve offrire prodotti e servizi mirati, per ridurre i costi fissi associati ai processi di internazionalizzazione. In particolare, per il 75,4% delle imprese della Valle d’Aosta interpellate risulta prioritario che la banca di riferimento possa contare su una rete sportelli capillarmente diffusa sul territorio e, al tempo stesso, per il 61% del campione, caratterizzata da una presenza diffusa a livello internazionale.

Per quanto riguarda le altre istituzioni, il supporto all’internazionalizzazione delle piccole imprese passa attraverso un maggior coordinamento e una razionalizzazione dei diversi soggetti, con una regia governativa forte, specialmente nella costruzione dei primi contatti con le controparti commerciali estere.

9 giugno 2011

Roberto Montrosset (Arcev) Ospite a ImpresaVda su Radio Proposta in Blu


Carissimo visitatore, metto on line la puntata del 3 giugno, ospite  di «ImpresaVda», Giuseppe Bordon, amministratore delegato di Savda e per due trienni alla guida della Confindustria Valdostana. Trasporti ed economia regionale sono stati i piatti forti della puntata. Qui - se te la sei persa - puoi trovare la puntata registrata.


Venerdì 10 giugno maggio, alle 10, sarà invece mio ospite, Roberto Montrosset, titolare della ditta edile omonima, per diversi anni presidente di Cna Costruzioni, da pochi mesi alla guida dell'Arcev, l'albo regionale dei costruttori edili valdostani. Con lui faremo il punto sul comparto.


Ti ricordo che ImpresaVda è disponibile a dare voce ai tuoi dubbi, ai tuoi quesiti, ai tuoi commenti critici. Scrivi a: diretta@radiopropostainblu.it.


Anche a trasmissione terminata non esitare a mandare una tua impressione o a lasciare un tuo commento anche su questo blog. Sarà apprezzata anche la segnalazione di un ospite che vorresti fosse invitato in trasmissione. Anche le autosegnalazioni di imprenditori desiderosi di far conoscere i loro progetti aziendali sono ben accette. Ne farò buon uso.


Non dimenticare che è possibile ascoltare Radio Proposta anche sul tuo pc: clicca qui.


Se non conosci ancora la radio ti segnalo le sue frequenze: Courmayeur 103.8 - La Salle 93.7 - Saint-Nicolas 107.6 - Aosta 107.8 - Saint-Vincent 107.4 - Bassa Valle 107.8 - Brusson 88.5 - Ayas 107.6 - Valtournenche 107.6 - Valle del Gran San Bernardo 107.6 e Valgrisenche 88.0.
Buon ascolto.

Consiglio Regionale (30): I Temi Economici dell'Ultima Seduta

Mercoledì 8 giugno è tornato a riunirsi il Consiglio regionale, come sempre ti propongo una rassegna degli argomenti trattati di tipo economico.


Nell'ambito delle interrogazioni, il Vicepresidente del Consiglio Valle, Albert Chatrian, ha chiesto notizie in relazione alla concessione in gestione delle strutture di proprietà regionale agli operatori economici dell'agro-alimentare.


Il Consigliere Roberto Louvin (Alpe) ha voluto sapere, attraverso un'interpellanza, notizie circa la variazione di destinazione d'uso di un immobile di proprietà della società Mont Blanc Funivie Spa nel comune d Courmayeur.


Nell'ambito delle interpellanze, la Capogruppo del Partito Democratico, Carmela Fontana, ha posto l'attenzione sul viadotto di accesso al raccordo autostradale del Gran San Bernardo, chiedendo informazioni sulla verifica dello stato di salute statica della struttura.


L'Assemblea ha approvato all'unanimità il disegno di legge recante interventi regionali in favore delle nuove imprese innovative. Sul testo sono stati presentati sette emendamenti, di cui uno dalla quarta Commissione consiliare, due dalle forze di maggioranza e quattro dai gruppi Alpe e PD, che sono stati ritirati.


Il Consiglio ha approvato all'unanimità il disegno di legge che modifica la legge regionale n. 1/2010 recante disposizioni urgenti in materia di scadenza temporale di vita tecnica delle sciovie a fune alta e delle funivie bifune, rinviando tale scadenza sino al termine della stagione invernale 2011/2012. Il testo è stato presentato in aula dal Consigliere Mauro Bieler (UV).

Il Welcome Day di Confindustria Valle d'Aosta: 10 new-entry nel corso del 2010

Il 13 giugno, alle 18,45 presso l´Hotel Milleluci di Aosta (Loc. Porossan Roppoz n. 15), al  termine dell'Assemblea privata, si terrà il Welcome Day per 10 nuove imprese associate a Confindustria Valle d'Aosta nel 2010.

Appuntamento annuale che fa seguito a quello dello scorso anno del 12 marzo, quando le neoassociate nel 2009 erano state accolte con un attestato di benvenuto.
Ad accogliere i rappresentanti delle imprese la Presidente Monica Pirovano ed i Delegati delle rispettive Categorie per la consegna dell’attestato alle new entry cioè le aziende associate nel 2010: Alma, Marco Mammoliti, Mavel e WRT per i metalmeccanici e componentistica, Val.BO per l’Energia, Alpitel e Interpellets per i Prodotti e Servizi per le costruzioni, Centro Colture Sperimentali Valle d'Aosta per il Terziario Innovativo, Cappio Baccanetto per i Trasporti e Isav per le Varie.


Al tradizionale saluto ed al brindisi augurale saranno presenti tutti gli associati riuniti nella consueta Assemblea annuale privata, occasione per fare il consuntivo dell’anno appena trascorso, approvare il bilancio ed eleggere i cinque Probiviri ed i cinque Revisori Contabili, tre effettivi e due supplenti, per il prossimo triennio.

A trainare la crescita degli associati, dal 2009, le imprese delle Categorie dei Metalmeccanici, delle Varie e del Terziario Innovativo. Ad oggi Confindustria Valle d’Aosta rappresenta 150 imprese associate, con circa 6040 dipendenti, miglior risultato dal 1999, con una crescita del 12% in due anni e mezzo, frutto di una intensa politica di sviluppo associativo.

La relazione della Presidente sarà incentrata sull’attività svolta in merito alle relazioni industriali, all’area economica, al fisco e al credito, allo sportello ambiente e sicurezza, all’innovazione e ricerca, al tema della formazione; quest’ultima ha interessato 285 partecipanti ai tre seminari sul Sistri e 250 ai corsi ed incontri in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro.
L’Associazione, inoltre, è stata impegnata nell’attività di comunicazione ed eventi con diverse iniziative sul territorio, incentrate su temi concreti per sottolineare l’impegno delle imprese che hanno scelto la Valle d'Aosta per operare e svilupparsi.

Semaforo Verde per le Imprese, non per l'Occupazione

Semaforo verde per le imprese, ma semaforo ancora rosso per l’occupazione.  E’ questo in estrema sintesi il verdetto dell’'economista Massimo Lévêque che questo martedì, in occasione della Giornata dell’Economia, tradionale appuntamento organizzato dalla Camera di Commercio di Aosta ha fornito i dati di quadro e presentato l'andamento dell'economia valdostana nel 2010. «L’impatto macroeconomico della crisi – spiega Lévêque - è apparso quantitativamente meno intenso che a livello nazionale anche per l’effetto congiunto di un maggior grado di solidità economico-patrimoniale delle famiglie e per la tempestiva adozione da parte della Regione di un articolato pacchetto di misure anti-crisi indirizzate alle imprese. La crisi si è però concentrata, in anticipo e con maggior vigore, sul settore manifatturiero, in particolare quello esportatore, che sin dall’ultimo semestre del 2008 ha evidenziato una contrazione delle esportazioni proseguita poi per tutto il 2009». La propagazione geografica e settoriale della crisi, ha esteso nel 2009 gli effetti recessivi ad altri settori dell'economia locale, in particolare commercio e turismo, colpiti sia dal calo della domanda sia dalla contrazione del credito. A circa 30 mesi dal suo manifestarsi, le conseguenze sull’occupazione sono ancora consistenti (circa di duemila unità complessive in meno rispetto a fine 2008), anche se dal 2010 le assunzioni sono tornate a crescere e si è drasticamente ridotto il ricorso alla C.I.G. da parte delle imprese industriali. 
L’economista non manca comunque di sottolineare come nel corso dell’ultimo anno, non siano mancati i segnali di una positiva inversione di tendenza. A livello macroeconomico, dopo un 2009 recessivo (-4,4%), il PIL regionale è tornato a crescere e Unioncamere, nei suoi scenari di previsione sulle economie locali pubblicati di recente, prevede per il 2011 un’ulteriore crescita del valore aggiunto di circa 1 punto percentuale. I consumi finali, dopo due anni di flessione, hanno interrotto il loro trend al ribasso. Le esportazioni, dopo due anni di forte contrazione, sono tornate a crescere nel 2010 (+36%) e le indicazioni per il 2011 sono di ulteriore incremento. Gli investimenti industriali hanno fatto registrare una moderata ripartenza, a conferma di un mutato clima anche sotto il profilo delle aspettative degli operatori. 
Le imprese, dopo un triennio, hanno mostrato un numero di iscrizioni in crescita e una riduzione delle cessazioni. «Dopo un 2009 particolarmente negativo – commenta - , tornano nella normalità e al di sotto del dato medio nazionale procedure concorsuali e fallimenti di imprese e il turismo, dopo un 2010 ancora incerto soprattutto a riguardo della componente nazionale e con gli stranieri con minore capacità di spesa, nel primo trimestre 2011 fa segnare una crescita significativa sia di arrivi (+12%) sia di presenze (+10%) rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente». 
Ma le criticità dai dati congiunturali disponibili, non paiono ancora superate. «Malgrado una ripresa degli avviamenti e la riduzione del ricorso alla C.I.G. nell’industria, il mercato del lavoro nel corso del 2010 nel complesso ha evidenziato il permanere di tensioni e difficoltà – spiega Lévêque - e gli occupati a fine dicembre risultano circa 2000 in meno rispetto a fine 2008. Contestualmente, il tasso di disoccupazione a fine 2010 supera la soglia del 5 per cento e il dato medio annuo nel 2010 resta assestato su quello del 2009 (4,4 per cento)». 
Nel comparto industriale poi, benché gli ordinativi, soprattutto dall’estero, siano in rafforzamento, permangono le tensioni dal lato finanziario e si allungano i tempi medi di riscossione dei crediti. Tra le famiglie, si registra nel 2010 una riduzione della consistenza dei depositi bancari (-3,4 per cento a fine 2010 rispetto a 12 mesi prima) e un incremento dei prestiti (+15 per cento), quindi una riduzione delle disponibilità che si accompagna ad un maggior ricorso al credito. La qualità del credito nel 2010 è solo lievemente migliorata e la consistenza delle sofferenze bancarie, sia delle famiglie consumatrici che delle imprese, a fine anno è aumentata del 30% circa. Infine ai segnali di ripresa della domanda interna ed estera, fa riscontro un innalzamento del livello dei prezzi, in Valle d’Aosta più marcato rispetto al dato nazionale, e tali nuove tensioni inflazionistiche non possono che concorrere a determinare ulteriori riduzioni del potere d’acquisto delle famiglie. (Pubblicato sul Sole 24 Ore Nord Ovest dell'8 giugno 2011)

8 giugno 2011

Batterio Killer ed Etichette Trasparenti

Interessante e attuale contributo di Ezio Mossoni, direttore di Coldiretti Valle d'Aosta.

Nel 2003 la Coldiretti della Valle d’Aosta ha partecipato alla raccolta firme per la presentazione di un disegno di legge di iniziativa popolare volto ad ottenere l’etichettatura trasparente sui prodotti alimentari, etichettatura che garantisca il consumatore sul contenuto ma – soprattutto – sull’origine delle materie prime che compongono l’alimento. Vorrei sottolineare che le firme (autenticate da un pubblico ufficiale) sufficienti per presentare l’istanza al Parlamento devono essere almeno 50.000. Ebbene Coldiretti ne ha raccolte oltre 1,2 milioni ! Non si può certo dire che i cittadini consumatori non si siano espressi, eppure...eppure stiamo ancora percorrendo un lungo e tortuoso percorso.

Di fronte ad una presa di posizione così forte il Parlamento ha legiferato (legge 204/2004) ma – come quasi sempre – la legge rinvia a numerosi e successivi provvedimenti e decreti applicativi che si trascinano nel tempo. Evidentemente Coldiretti non molla e pressa continuamente le istituzioni che sono giunte, a oggi, a identificare tutta una serie di prodotti per i quali la trasparenza è d’obbligo (carne di pollo e derivati, carne bovina, frutta e verdure fresche, uova, miele, passata di pomodoro, latte fresco, pesce, olio extravergine di oliva) ma la battaglia è stata dura, anche contro le opposizioni interne di alcune industrie alimentari nazionali che sono giunte – all’epoca – a scrivere alla Commissione Europea chiedendo la messa in mora dell’Italia per aver voluto una legge che favorisce la trasparenza (!) ma che condizionerebbe la libera circolazione delle merci e leso il principio della concorrenza.

L’Unione, si sa, si è mobilitata con provvedimenti di etichettatura a livello Europeo sulla carne di pollo e su quella bovina a seguito delle epidemie “aviaria” e “mucca pazza”...come dire se non ci scappa il morto niente etichette, ora – c’è da giurarci - si provvederà a far etichettare a livello europeo anche la verdura (o solo i cetrioli o i germi di soia o cos’altro sembrerà di origine del batterio killer).

Ma ora che si stanno limando favorevolmente le resistenze Comunitarie il neo Ministro all’Agricoltura, Saverio Romano, ha “dovuto” presentare un decreto che indica le dimensioni dei caratteri e il posizionamento della dicitura che deve avere l’indicazione di origine sulle etichette per gli alimenti che le prevedono obbligatoriamente !

Certo si fa presto a dire che le etichette ci devono essere ma ecco che i (soliti) furbi applicano etichette nei posti più nascosti, con caratteri minuscoli ed illeggibili, con codici e codicilli che quasi mai sono interpretabili dai consumatori. Perché ?

L’origine del prodotto non è solo garanzia per il consumatore, che è così in grado di fare autonomamente e consapevolmente le proprie scelte, ma il settore agricolo subisce dalla contraffazione un furto di reddito e un furto di identità. I produttori nazionali non hanno nulla contro i prodotti che vengono dall’estero, ma sono furibondi contro i prodotti esteri che poi “diventano” italiani per il solo fatto di essere transitati sul nostro territorio. Al consumatore possiamo dire che i prodotti nazionali sono più garantiti, non per solo per merito dei produttori, ma per l’accurato sistema dei controlli, un gruppo specializzato di carabinieri come i NAS esistono solo in Italia, e quando avvengono i sequestri si deve essere soddisfatti in quanto i controlli esistono. Dove non viene mai a galla nulla non è certamente perché non esiste nulla da far emergere, ma perché i controlli sono meno seri e meno accurati, salvo poi lo scoppio di epidemie, anche con relative vittime umane.

Detto questo ricordo che le verdure e la frutta fresca italiane sono soggette ad obbligo di etichettatura d’origine, che sono alla base della dieta mediterranea, che fanno bene alla salute e l’importanza della etichetta non deve essere ricordata solo in questi periodi di panico alimentare...quando sapremo l’origine di pasta, della carne di maiale, di coniglio, di agnello, del latte a lunga conservazione, dei salumi, dei lavorati e derivati di frutta e verdura come i succhi di frutta, ecc. ?

Basti sapere al consumatore che facendo una semplice sottrazione tra i prodotti consumati e quelli prodotti in Italia risulta che sugli scaffali dei supermercati tre cartoni di latte UHT su quattro sono stranieri, due prosciutti su tre provengono da maiali allevati all’estero e che la metà delle mozzarelle sono fatte con latte e cagliate provenienti dall’estero.

Auguri a consumatori e produttori…..ne abbiamo bisogno.

7 giugno 2011

Giornata dell'Economia 2011: i Percorsi di Ripresa secondo Massimo Lévêque

Massimo Lévêque
Oggi l'economista Massimo Lévêque per la Giornata dell'Economia, promossa come sempre dalla Camera di Commercio, ha offerto un quadro sull'andamento economico della piccola regione autonoma. Sui dati di scenario avrò modo di tornare nelle prossime settimana. Oggi vorrei proporti quelli che lui definisce «I percorsi di ripresa». Proviamo a guardare al futuro. Come sempre mi interessa sapere che cosa ne pensi di questa road map.

I percorsi di ripresa

Le direttrici su cui si stanno delineando, per le imprese italiane ed europee, i percorsi di ripresa, sono principalmente centrate su tre fattori, distinti ma tra loro interdipendenti: innovazione, produttività, internazionalizzazione.

Ø  L’innovazione è il principale strumento a disposizione delle imprese per mantenere quei differenziali di qualità e competitività (nei prodotti o nei processi) in grado di conferire loro protezione dalla concorrenza proveniente da prodotti a basso costo e quasi sempre a bassa qualità; e ciò sia sul mercato domestico sia su quelli internazionali;

Ø  La produttività – l’aumento della produttività – è sicuramente interconnesso alla capacità di innovare nei processi ma va oltre e richiede sforzi e capacità, di tutte le parti in causa, di innovare anche sui piani organizzativo, contrattuale, e delle relazioni industriali. Nei Paesi europei nulla è più come prima della crisi: la flessibilità diviene un fattore strategico ma può essere condivisa e produrre benefici solo se accompagnata da sistemi a forte premialità e condivisione sia dei processi decisionali sia dei risultati.

Ø  Data la debole crescita prevista per la domanda interna, l’internazionalizzazione è una via obbligata per agganciarsi, direttamente o indirettamente, alla domanda estera, cercando così di accelerare i tempi di uscita dalla crisi. Ciò è possibile sia per le imprese “export-oriented” sia per quelle inserite in “cluster nazionali” aventi sbocchi sui mercati esteri.

A livello locale gli asset su cui fare leva esistono ed il sistema produttivo nel suo insieme deve dimostrare di essere capace di approfittarne. Sinteticamente:

Ø  Nel settore industriale non va persa di vista la possibilità di agganciarsi alla dinamica della domanda estera, investendo in “internazionalizzazione” per chi è nelle condizioni di farlo o riposizionandosi verso quelle filiere produttive orientate ai mercati esteri nelle quali l’impresa locale può anche rappresentare solo un livello di sub-fornitura del bene finale destinato all’esportazione; a tal fine, ove possibile, occorre sostenere con tutti i mezzi a disposizione, chi esporta (proseguendo negli sforzi già intrapresi sui mercati esteri) e aiutare chi vuole iniziare a farlo, anche attraverso la costituzione di “reti di imprese”, ricercando nuovi mercati di sbocco per i propri prodotti.

Ø  Proseguire, anche beneficiando dell’importante supporto regionale esistente, negli sforzi in R&S ed innovazione, già sostenuti anche in questi anni di crisi, al fine di non vanificare, proprio in questa congiuntura “in ripartenza”, i risultati faticosamente conseguiti.

Ø  La positiva crescita della domanda estera e la crescita economica e del tenore di vita dei Paesi emergenti, si traducono - e potenzialmente si tradurranno in misura crescente - anche in domanda di servizi turistici. Il complesso ed articolato sistema di offerta turistica locale, che sta già dimostrando il gradimento della clientela straniera, deve essere attrezzato per cogliere e sviluppare tali opportunità. Unicità, qualità ed efficienza, di imprese e infrastrutture, costituiscono i fattori chiave di successo per mantenere ben posizionata la Valle d’Aosta nel panorama dell’offerta turistica internazionale.

Ø  La ripresa economica difficilmente produrrà, in tempi rapidi, ampliamenti significativi della base occupazionale se non si creeranno nuove attività, in nuovi settori e con nuove figure professionali.

 In un territorio come quello valdostano, una riflessione sulle opportunità che possono generare sviluppo e valorizzazione della cosiddetta “Green Economy” e dei relativi “Green Jobs” parrebbe importante.

Dalla GE in senso stretto (energie alternative, efficienza energetica, ciclo dei rifiuti, reti idriche) a quella intesa in senso più ampio, applicando fattori e requisiti di sostenibilità anche a settori tradizionali (ad esempio al turismo), i potenziali di crescita attesi sono considerati superiori alla media.

Dal punto di vista occupazionale, la “Green Economy” rappresenta uno dei pochi settori non toccati dalla recente crisi e il profilo qualitativo dei “green jobs” risulta mediamente elevato.

Un sforzo imprenditoriale in tal senso sarebbe auspicabile e potrebbe anche trovare supporto nelle politiche formative e di alta istruzione che la Regione può porre in essere grazie alle proprie competenze e strumenti.

Ø  In ultimo, ma non meno importante, dai servizi per la qualità della vita, già di buon livello in Valle d’Aosta ma con continui bisogni evolutivi, possono nascere ulteriori occasioni di impresa, anche nel settore “non-profit”, e di occupazione.

Oltre all’importante “out-come” a beneficio della Comunità, un sistema di welfare locale  ancora più articolato, potrebbe, da un lato, creare valore socio-economico aggiuntivo adeguandosi progressivamente al mutato scenario sociale e demografico venutosi a creare negli ultimi due decenni e, dall’altro, se costruito con la regìa delle politiche regionali, potrebbe beneficiare anche delle disponibilità finanziarie che sempre meno potranno essere indirizzate alle imprese ma che, verso cittadini o famiglie, al momento risultano relativamente meno limitate da vincoli nazionali o comunitari.    

6 giugno 2011

Chambre: Dimessi Giunta e Presidente

Nicola Rosset (Saint-Roch) verso la presidenza

Confindustria Valle d’Aosta è stata incaricata da tutte le Associazioni di Categoria e Ordini Professionali presenti nel Consiglio della Camera Valdostana delle Imprese e delle Professioni ad emettere il seguente Comunicato Stampa.

Oggi, lunedì 6 giugno, si sono riuniti i Presidenti ed i rappresentanti delle Associazioni di Categoria ed hanno trovato l’accordo nelle dimissioni congiunte e contemporanee del Presidente e dei componenti della Giunta della Chambre.

Il Consigliere Luigi Cerise è stata incaricato di consegnare tali dimissioni alla Segreteria della Chambre.

Le Associazioni di Categoria si sono, inoltre, trovate d’accordo nel rideterminare il numero dei componenti della nuova Giunta a sei membri oltre il Presidente, riducendo così da dieci a sette i componenti totali, dimostrando senso di responsabilità per valorizzare l’operato della Chambre ed in armonia con le nuove norme in vigore.

Sin qui la nota diffusa via mail. Di mano mia posso aggiungere soltanto - come già si sa - che in corsa per la presidenza c'è Nicola Rosset, ad di Saint-Roch e vicepresidente di Confindustria Valle d'Aosta.

Pirogassificatore: Si fanno avanti i possibili Gestori

L’Assessorato del territorio e ambiente informa che è scaduto oggi alle 12 il termine per la presentazione delle offerte per la gara di appalto relativa all’affidamento in concessione del servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani della Valle d’Aosta.
Le offerte pervenute appartengono a due soggetti:

1) Costituenda A.T.I. composta da:
- NOY AMBIENTE SpA; REA DALMINE SpA; VALECO SpA; GEA Srl; COGEIS SpA; I.V.I.E.S. SpA.
2) Costituenda R.T.I. composta da:

Il prossimo adempimento è dato dalla nomina della commissione di gara, che sarà composta da cinque esperti, come previsto dall’articolo 84 del decreto legislativo n. 163 del 2006, e che dovrà esaminare la documentazione amministrativa, tecnica ed economica presentata dai due soggetti partecipanti.

5 giugno 2011

Viaggi di Affari: Aosta Meta Low Cost

Sei in viaggio di affari? C'è da augurarsi che fra le tue mete ci sia Aosta.

In effetti gli alberghi più cari d'Italia si trovano a Venezia e Milano, quelli più economici ad Aosta e Palermo.

A rilevarlo è la Business Travel Survey di Uvet American Express, società specializzata nei viaggi d'affari del gruppo Uvet, polo distributivo nel turismo con un giro d'affari di 1,65 mld euro. Pernottare per lavoro nella città lagunare costa mediamente 137 euro a notte, due euro in più che a Milano. Al nord le tariffe degli alberghi più convenienti si spuntano ad Aosta (77 euro per notte), Torino (92 euro) e Trento (96 euro).

Pe saperne di più clicca qui.

Casa da Gioco di Saint-Vincent: Gli incassi calano ma...

L'articolo de La Stampa di ieri dal titolo «Casinò, la festa è già finita Incassi a picco» non piace al Cda della Casa da gioco tanto da originare una nota dove al di là di alcune considerazioni riguardanti l'articolo in questione (che  a me  non interessano) vengono offerti un po' di numeri sull'andamento della Casa da Gioco che invece mi sembra giusto sottoporti. Trovi tutto virgolettato.

«Nell'ultimo biennio Saint Vincent ha visto un deciso aumento della quota di mercato che è cresciuta dal 20,8% al 23% del primo quadrimestre 2011, inoltre, nel corso del 2010, Saint Vincent è stata l'unica Casa da gioco italiana ad avere un aumento del fatturato.
Elemento fondamentale per la valutazione degli andamenti di un'azienda è anche la contestualizzazione delle sue performance rispetto al mercato di riferimento: il mercato delle Case da gioco è ormai profondamente cambiato, è da qualche anno in grave crisi, ogni paragone, anche con il recente passato, non solo è inutile, ma è anche fuorviante.
La maggior parte delle Case da gioco concorrenti, nazionali e non, presentano anche nei primi mesi dell'anno diminuzioni degli introiti pari o superiori al 10%, quindi, se si contestualizzano le performance della Casa da gioco di Saint Vincent le stesse risultano ampiamente in controtendenza.
In considerazione della situazione del mercato e dell'economia più in generale, i risultati della Casino de la Vallée S.p.A. acquistano ancora più valore in quanto, al 31 maggio 2011, i proventi lordi complessivi sono stati pari a Euro 39.876.895, con una minima flessione rispetto allo stesso periodo del 2010 (-1,22% pari a -490 mila Euro circa), e una crescita significativa rispetto al 2009 (+3,73% pari a + 1 milione 441 mila Euro circa), mentre, come già evidenziato, alla data odierna, si registra un ritorno al pareggio del progressivo annuale, ad ulteriore conferma della variabilità dei risultati di gioco sul breve periodo (Euro 41.000.972,00 rispetto ai 41.003.471,00 del 2010). 
Dati molto positivi si registrano anche sul fronte delle Presenze che crescono del 7,34% nei primi cinque mesi dell'anno e che sono, per 30.000 ingressi, superiori al dato registrato nello stesso periodo del 2009. La crescita di presenze interessa anche e soprattutto il target dei Clienti VIP, nei confronti dei quali, anche nel 2011, sono stati incrementati gli investimenti per l'offerta di servizi gratuiti, in primis di ospitalità, nonostante la redditività pro capite risulti, a fronte della crisi, conseguentemente ridimensionata rispetto al passato.  
Pare veramente improprio e scorretto definire l'andamento poco sopra citato come disastroso o in picchiata. Purtroppo le analisi di settore indicano una possibile ed ulteriore contrazione del mercato globale delle Case da gioco e dell'economia in generale, questo sicuramente potrà avere effetti anche sugli andamenti del Casino de la Vallée, indipendenti dalla sua gestione». 

4 giugno 2011

Delibere di Giunta: Segnalazioni per le Aziende (104): Agea

AGRICOLTURA E RISORSE NATURALI


7 milioni di euro per Agea
La Giunta ha approvato la quota di cofinanziamento regionale e le risorse aggiuntive regionali 2011 da trasferire all'AGEA (Agenzia per le Erogazioni in Agricoltura) per l'attuazione delle misure previste dal Programma di sviluppo rurale 2007/2013. L’impegno complessivo di spesa è di 7 milioni di euro. (delibera 1.290)


ATTIVITA’ PRODUTTIVE

Imprenditoria giovanile
E’ stato concesso un contributo in conto capitale a favore di un’impresa di La Salle, ai sensi della legge regionale n. 3 del 2009 Interventi regionali per lo sviluppo dell'imprenditoria giovanile. L’impegno di spesa è di 10.641 euro. (delibera 1.286)

La Giornata dell'Economia 2011 e il Rapporto Banca d'Italia

Due appuntamenti da non perdere per avere un quadro approfondito dell'economia valdostana.

Giornata dell'economia 2011
Il primo appuntamento, organizzato dalla Camera valdostana, consiste nel consueto appuntamento camerale dedicato all'analisi economica del territorio, la «Giornata dell'economia» ed è in programma per le 15 di martedì  7 giugno, presso la Sala conferenze della Biblioteca regionale.
Nel corso dell'incontro, che sarà introdotto dai presidenti della Regione e della Chambre Augusto Rollandin e Pierantonio Genestrone, interverranno i docenti universitari dell'Università della Valle d'Aosta Massimo Lévêque, autore dell'analisi per conto della Camera valdostana, e Carmine Tripodi.

In particolare, l'economista Lévêque, dopo aver fornito i dati di quadro e presentato l'andamento dell'economia valdostana nel 2010, proporrà un focus sulle attività manifatturiere (andamento, insediamenti, R&S, aspettative), mentre il prof. Tripodi terrà un intervento sul tema «Lo sviluppo turistico di un territorio: tra strategie d'impresa e destination management».

Rapporto Banca d'Italia
Il secondo, organizzato dalla Filiale di Aosta della Banca d'Italia, diretta dal dott. Gennaro Maria Argirò, è la tradizionale presentazione del rapporto che analizza l'evoluzione della congiuntura economica della regione, sulla base degli indicatori statistici disponibili, delle rilevazioni effettuate presso gli opertaori e dei dati sul credito e sulla finanza in possesso dell'Istituto. L'appuntamento è previsto per martedì 14 giugno, alle 17, presso il Théatre de la Ville, via Xavier de Maistre, 21.

Relatori dell'incontro saranno Paolo Piselli, funzionario del Servizio Studi e relazioni internazionali della Banca d'Italia, e Antonio Ferraro, osservatore economico regionale della Filiale di Aosta, Interverranno il presidente della Giunta Rollandin, la presidente di Confindustria Valle d'Aosta Monica Pirovano, il Magnifico Rettore dell'Università della Valle d'Aosta Pietro Passerin d'Entrèves, il professore ordinario di Economia Aziendale presso l'Università della Valle d'Aosta Federico Visconti e Alessandra Staderini,funzionario del Servizio Studi di struttura economica e finanziaria della Banca d'Italia. 

3 giugno 2011

Tavola Rotonda per le Imprese che Vogliono Investire in Innovazione

Attiva s.r.l. organizza il 7 giugno, alle 14.30, presso la Sala Colonna della Pépinière d’Entreprises di Aosta una tavola rotonda sui principali strumenti finanziari pubblici e privati destinati alle imprese che vogliono investire in innovazione.

«In Italia gli interventi in capitale di rischio - si legge nella nota - a sostegno della nascita e del consolidamento di aziende innovative sono in crescita, così come il numero degli operatori attivi.  Negli ultimi anni, oltre alle forme di finanziamento pubblico, si è anche rafforzata la filiera del venture capital; quindi sono divenuti più solidi i legami tra università e ricerca, il mondo dei business angels e quello dei venture capitalist».  

Durante la prima parte della tavola rotonda verranno illustrati i principali strumenti regionali a sostegno dell’innovazione, come gli aiuti agli investimenti innovativi, gli aiuti all’innovazione e le iniziative per la capitalizzazione destinate alle PMI.

Nella seconda parte del pomeriggio, si potranno invece conoscere alcune forme di finanziamento privato a sostegno dell’innovazione, Business Angels, Private Equity e Venture Capital , Società di Gestione del Risparmio, attraverso le testimonianze di associazioni e di investitori privati di caratura nazionale.

L’Assessore Ennio Pastoret parteciperà alle conclusioni della Tavola rotonda. Seguirà un aperitivo.

L’iniziativa si inserisce nelle attività di animazione territoriale di carattere economico, finanziate dalla Regione Autonoma Valle d'Aosta nell'ambito del Programma Operativo FESR Competitività Regionale 2007/2013.

Il Confidi CTS Presenta il suo Bilancio 2010

Martedì 7 giugno, alle 11.30, presso il Salone Ducale del Comune di Aosta, alla presenza del Presidente della Regione Augusto Rollandin e dell’Assessore al Bilancio, Finanze e Programmazione Claudio Lavoyer, si terrà la conferenza stampa di presentazione del Bilancio 2010 della CONFIDI CTS Valle d’Aosta.

Un po' di numeri
Al 31/12/2010 la compagine sociale presenta 1852 soci. I soci che hanno richiesto e perfezionato l’ammissione alla cooperativa sono stati 104. Nel corso dell’anno 2010 la cooperativa ha rilasciato garanzie per € 12.810.106 a fronte di finanziamenti erogati per € 25.415.240 raggiungendo così uno stock di affidamenti bonis pari ad € 73.799.607 per garanzie in essere pari ad € 36.009.069.

2 giugno 2011

Giuseppe Bordon (Savda) Ospite a ImpresaVda su Radio Proposta in Blu


Carissimo visitatore, metto on line la puntata del 27 maggio, ospite  di «ImpresaVda», Daniele Fassin, amministratore delegato di Monterosa Ski. Sci e turismo al centro della puntata. Qui - se te la sei persa - puoi trovare la puntata registrata.

Venerdì 3 giugno maggio, alle 10, sarà invece mio ospite, Giuseppe Bordon, amministratore delegato di Savda e per due trienni alla guida della Confindustria Valdostana. Trasporti ed economia regionale fra i temi della puntata.


Ti ricordo che ImpresaVda è disponibile a dare voce ai tuoi dubbi, ai tuoi quesiti, ai tuoi commenti critici. Scrivi a: diretta@radiopropostainblu.it.

Anche a trasmissione terminata non esitare a mandare una tua impressione o a lasciare un tuo commento anche su questo blog. Sarà apprezzata anche la segnalazione di un ospite che vorresti fosse invitato in trasmissione. Anche le autosegnalazioni di imprenditori desiderosi di far conoscere i loro progetti aziendali sono ben accette. Ne farò buon uso.

Non dimenticare che è possibile ascoltare Radio Proposta anche sul tuo pc: clicca qui.

Se non conosci ancora la radio ti segnalo le sue frequenze: Courmayeur 103.8 - La Salle 93.7 - Saint-Nicolas 107.6 - Aosta 107.8 - Saint-Vincent 107.4 - Bassa Valle 107.8 - Brusson 88.5 - Ayas 107.6 - Valtournenche 107.6 - Valle del Gran San Bernardo 107.6 e Valgrisenche 88.0.
Buon ascolto.

Il Futuro della Verrès lo si saprà a fine Giugno

Il futuro della Verrès spa, società operante nel settore della monetazione industriale, inizierà a delinearsi a fine giugno con la presentazione dei piani industriali. Allora si potrà comprendere quali sono i reali obiettivi delle tre manifestazioni d’interesse intercettate dalla Rothschild a seguito della pubblicazione, il 18 aprile, del bando attraverso il quale la Zecca dello Stato ha posto in vendita la propria quota dell’azienda (56 per cento delle azioni). Si sono fatti avanti la Zecca polacca, la Zecca francese e il gruppo siderurgico italiano Orlando.

Nella mattinata di giovedì 26 maggio si è invece svolta l’assemblea dei soci presente Sergio Ferrero, il rappresentante di Finaosta (27% delle azioni) nel Cda. All’ordine del giorno il bilancio di 2010 con un rosso di 5,4 milioni e il rinnovo delle cariche. La perdita è stata coperta con una riduzione del capitale sociale in modo da lasciare intatto il patrimonio in vista della possibile entrata di un nuovo socio. Il secondo punto è stato rinviato ritenendo necessario che l’attuale Board si facesse carico dell’intera operazione.

La Regione è intenzionata a vigilare sull’intera vicenda, anche se qualche consigliere regionale, in primis Enrico Tibaldi (Pdl), ha sottolineato come il Dossier sia stato affrontato con eccessivo ritardo. Martedì scorso Il Presidente della Regione, Augusto Rollandin, e l’assessore regionale alle Attività produttive, Ennio Pastoret, hanno incontrato le organizzazioni sindacali garantendo ai quattro rappresentanti sindacali (Gabriele Noto della Uilm, Enrico Monti della Cgil, Vittorio Albanese della Cisl e Edy Paganin del Savt) l’intenzione della parte pubblica di rimanere presente all’interno dell’azionariato tramite Finaosta «per seguire da vicino gli sviluppi dell’apertura del bando e le possibili fasi di riorganizzazione».

Amministrazione regionale e sindacati si sono dati appuntamento a metà giugno, per valutare la situazione alla luce di quanto emerso dall’assemblea dei soci e dall’incontro che l’azienda ha prospettato alle organizzazioni dei lavoratori il 9 giugno. Sulla tempistica il Presidente di Finaosta Giuseppe Cilea appare fiducioso. «L’incarico a Rothschild scade a settembre ma nulla vieta che dopo l’analisi dei piani industriali prevista per la fine di giugno già nel mese di luglio non si possa definitivamente avviare una nuova fase per l’azienda della Bassa Valle». (Pubblicato sul Sole 24 Ore Nord Ovest del 1° giugno)

Tanti Auguri a Tutti Noi!

Il Settore Edile Fatica a Costruire la Ripresa

Il settore edile, sia pubblico che privato, stenta a costruire la ripresa nella piccola regione autonoma. Imprenditori e organizzazioni sindacali si affidano allo stesso termometro per dare concretezza al loro grido di allarme: i numeri della Cassa edile. «Guardando ai dati del 2011 - commenta Fabrizio De Gattis, responsabile di Filca-Cisl - dopo un calo sul fronte occupazionale nel mese di gennaio (-11) registriamo una crescita di 88 unità a febbraio e 76 a marzo rispetto al 2010, ma il ritardo rispetto al 2008, l’anno prima della crisi è ancora alto».


In effetti, tabelle alla mano, se prendiamo il mese di marzo le ditte iscritte alla cassa edile risultano 519 contro le 624 del 2008 e gli operai 2.583 contro i 3.119 del 2008. «In 20 anni – aggiunge De Gattis - non ho mai visto una crisi così pesante e così persistente. Per la prima volta si presentano presso i nostri uffici persone in cerca di lavoro con profili professionali tutt’altro che di base. In passato era normale che qualche extracomunitario ci contattasse per capire come orientarsi, ma oggi si tratta di persone che per la prima volta nella loro carriera lavorativa stentano a trovare lavoro».


Gli unici dati positivi del settore giungono dalle compravendite nel settore privato (il che non significa tout court nuove costruzioni). I dati dell’Osservatorio sul mercato immobiliare dell’Agenzia del territorio (OMI) mostrano un trend che seppure lentamente sembra volersi indirizzare verso i numeri pre-crisi. Nel 2010 ci sono state 1972 compravendite contro le 1887 del 2009 e le 2.165 del 2008. 


A ridare fiato al settore giunge l’approvazione su proposta dell’Assessore alle Opere Pubbliche Marco Viérin del Programma Fospi 2012/2014. Il fondo per speciali programmi di investimento le cui modalità di presentazione e di selezione dei progetti degli enti locali sono stabilite dalla legge regionale 48/1995. «A conclusione dell'istruttoria, effettuata con il supporto del Nucleo di valutazione e verifica delle opere pubbliche e delle strutture regionali competenti – ha sottolineato l’Assessore Viérin -  dei 23 progetti istruiti: 13 sono stati giudicati tecnicamente ed economicamente idonei e, pertanto, includibili nel programma per una spesa a valere sul Fospi di circa 34.159.115,00 e 10 non sono stati ritenuti includibili nel programma per carenze di tipo amministrativo e/o tecnico-economico. Tuttavia tenuto conto che le risorse finanziarie regionali Fospi stanziate per il triennio 2012/2014 ammontano a 21.090.909,00 euro, per ora risultano finanziabili integralmente soltanto i primi otto progetti e parzialmente il nono». 


Pur di fronte a questa iniziativa che dimostra l’impegno della pubblica amministrazione Roberto Sapia, presidente di Cna Costruzioni non nasconde la sua preoccupazione per una congiuntura che non molla la presa sull’economia della piccola regione ai piedi delle Alpi. E questo in presenza anche di una classe imprenditoriale che ha cercato comunque di fare un primo passo più convinto verso l’aggregazione grazie alla costituzione di due consorzi –Dolmen e Costruttori Valdostani – costituiti entrambi da 14 aziende del settore.


 «L’importo del Piano Lavori delle Opere Pubbliche – spiega Sapia - è più o meno lo stesso, ma a diminuire è il numero dei lavori. Inoltre i ribassi sono sempre più consistenti. Il risultato è che cresce il ricorso al precariato con un numero elevato di contratti a tempo determinato, anche perché non si riesce a fare una programmazione precisa. I tempi di appalto sono ancora troppo lunghi. Non è più possibile attendere da 45 a 60 giorni per avere una risposta. A noi serve un calendario di attuazione degli appalti più preciso e l’accesso ai dati dell’Osservatorio in modo da poter intervenire in corso d’opera». Sapia denuncia anche il fatto che ormai lo strumento dell’offerta economicamente più vantaggiosa sia un’arma spuntata. «Un tempo – commenta – doveva mettere in evidenza le capacità dell’azienda attraverso la presentazione di una miglioria al progetto che si andava ad appaltare. Oggi le amministrazioni comunali rinunciano ad una parte del lavoro confidando sul fatto che sia regalato sul prezzo come miglioria. E’ il caso degli impianti di illuminazione o dell’arredo urbano». Per Sapia un aiuto alle aziende valdostane potrebbe venire dalle partecipate regionali. «Pubblicizzando maggiormente i loro bandi, soprattutto nel settore dell’energia o degli impianti a fune, sono convinto che ci potrebbero essere delle opportunità interessanti».
 

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