9 maggio 2019

#Grandangolo sulle #Professioni in Valle d'Aosta: I #Geometri

IDENTIKIT

Iscritti totali anno 2018: 398

Composizione del Consiglio Direttivo
Presidente:Vautherin Rémy
Vice Presidente: Lavy Ettore
Segretario: Avoyer Denise
Tesoriere: Repele Giorgio
Consiglieri: Neyroz Giuliano, Repele Stefano e Verando Davide.

Delegato Cassa per il quadriennio 2017-2021: Perruquet Carlo

Trend: nei prossimi anni in termini di iscritti si prevede in discesa

E-Mail: sede@collegio.geometri.ao.it

Sito internet: www.collegio.geometri.ao.it/


INTERVISTA AL PRESIDENTE REMY VAUTERIN

Quali sono le principali problematiche a livello regionale e nazionale?
A livello nazionale probabilmente la situazione si presenta migliore di quella regionale. C'è un lieve
miglioramento del mercato che normalmente noi gestiamo, cioè catasto, rilievi, gestione immobili,
assistenza agli atti e tutta una serie di altre situazioni in quanto è molto vasto il nostro campo. In campo regionale è venuta a mancare tutta una serie di finanziamenti e di aiuti che la Regione normalmente dava e su cui si è impostata tutta l'economia regionale, tanto che adesso lo scenario
è veramente critico in quanto sono sei anni che il trend è in continuo calo. E' tutto fermo, anche
con l'agricoltura che è stata praticamente azzerata. Il comparto dell'edilizia è calato di oltre il 30% in Valle d'Aosta.
La sede del Collegio

Esistono possibilità di lavoro in Valle d’Aosta oppure il settore è saturo?
Per paradosso sì, nel senso che ci sono alcuni nostri anziani colleghi che stanno abbandonando per via dello scenario di crisi e di una burocrazia che ormai non ha più limiti: questo fa sì che, raggiunta l'età della pensioni, abbandonino completamente l'attività. Di qui la possibilità di sostituire
questi professionisti. Per i giovani insomma un po' di mercato c'è.

Esistono nuovi sbocchi professionali? 
Ce ne sono sempre. Ad esempio tutto quello che riguarda il campo energetico può essere una buona
opportunità di lavoro. Penso alle certificazioni e via dicendo. Il Catasto è sempre in evoluzione. La
stessa Agenzia delle Entrate ha sempre maggiori necessità di più precisazioni in materia di accertamenti urbani, fabbricati, di conseguenza da quel punto di vista ci sono sempre opportunità.
E poi ci sono dei settori che possono crescere da un momento all'altro, a partire dalla gestione degli immobili che con le nuove normative di fatto comportano più professionalità e anche gli immobili
pubblici avrebbero bisogno di una management molto più professionale ed esterno alle sole degli uffici tecnici della Regione o dei Comuni.

Iniziative di formazione realizzate nel 2018 e in programma nel 2019?
E' un tema che da oltre dieci anni continuiamo a gestire. Già nel 2009 per noi era diventata  obbligatoria la formazione continua. Tanti di questi temi sono trattati dal Collegio regionale, altri più a livello nazionale. Ovviamente quello che riguarda la Regione è più attinenente alla formazione che serve direttamente ai nostri colleghi. E quindi ci attiviamo quotidianamente nel tentativo di offrire tutto quello che è utile approfondire con corsi, convegni e anche seminari.

Consigli per chi si vuole avvicinare alla professione?
Noi abbiamo anche la fortuna di avere in Valle d'Aosta la scuola collegata con la nostra professione, peccato che non ci sia più la sede di Châtillon-Saint- Vincent. Ora la scuola è diventata il Cat e noi siamo molto presenti all'interno della scuola con l'obiettivo di far capire ai ragazzi che stanno intraprendendo questo tipo di scuola in cosa consista il nostro lavoro. Tra l'altro abbiamo un progetto nazionale che si chiama “geoorientiamoci” dedicato alle Scuole Medie. Da tre anni contattiamo
i ragazzini delle Medie e facciamo loro vedere che cosa facciamo come geometri. Con un programma
specifico diamo loro la possibilità di progettare la loro classe. L'anno scorso abbiamo dato
vita a 25 laboratori, cioè 25 classi delle scuole Medie contattando quasi 500 ragazzi.

Ci sono problemi sul fronte pensionistico?
Anche noi come altri Ordini abbiamo dei problemi ereditati da situazioni precedenti. Ha avuto infatti
una evoluzione molto rapida e imprevedibile tutto il comparto del settore pensionistico.Avendo la
possibilità di gestircelo si sono fatte delle scelte talvolta non condivise da tutti in quanto voleva dire fare delle rinunce importanti. Tutto sommato noi abbiamo una proiezione per il futuro che almeno attiene ai 50 anni che è quello che il Ministero ci impone.

Il mondo digitale è entrato nelle vostre professioni? E se sì come?
Assolutamente sì. Ormai operiamo quasi quotidianamente online dalle nostre postazioni con il Catasto e con tutti i Comuni. Abbiamo la possibilità di inviare tutte le pratiche edilizie online, soprattutto con lo Sportello unico. Adesso quasi tutti i comuni si stanno attrezzando per ricevere le pratiche più semplici, ad esempio le Scia, cioè la segnalazione di certificato inizio attività, e il Catasto ormai le riceve online da un decennio. Fortunatamente abbiamo anche la possibilità di operare sul territorio, sicuramente l'aspetto più bello della professione, ma anche qui possiamo avvalerci delle tecnologie più moderne come il GPS, i rilievi fatti con i droni che dialogano direttamente con le postazioni in ufficio. Il livello tecnologico è alto.

Un valore professionale da recuperare in questa nostra società?
Tanto della professione del Geometra è rivolto alla società. Noi siamo il tramite tra la società, il cittadino, e tutte le istituzioni. Questo è un valore che va assolutamente recuperato. Non siamo noi quelli che impongono la burocrazia, ma il mezzo per cercare di risolverla e renderla più facile. Inoltre
abbiamo da sempre un po' il compito di aiutare le persone a gestire il proprio patrimonio edilizio
anche solo dei terreni. Purtroppo ci stiamo accorgendo che, messi sul mercato come se fossimo
delle persone che devono imporsi economicamente, alla fine si rischia sempre di passare dalla parte
del mercante piuttosto che del professionista. Il rapporto con il professionista nel passato era sempre
di tipo fiduciario, ora con la concorrenza, talvolta sleale, non è più così.

8 maggio 2019

#Grandangolo sulle #Professioni in Valle d'Aosta: Gli #Agenti di #assicurazione

Identikit del Sindacato nazionale degli Agenti di assicurazione



Iscritti totali anno 2018: 22


Presidente:Sergio Amail
Vice Presidente: Davide Omezzolli
Segretario e Tesoriere: Zaverio Manino
Consiglieri: Cesare Clap, Flavia Zanella, Roberto Bettanin e Nicole Moussanet
                                                          
Il trend nei prossimi anni in termini di iscritti si prevede: stabile

Sito internet: http://www.snaservice.it/


Intervista al Presidente Sergio Amail


Quali sono le principali problematiche a livello regionale e nazionale?
Noi abbiamo un contratto nazionale che è scaduto nel 2003 e che per vari motivi non è mai stato rinnovato in quanto le compagnie di assicurazione vorrebbero ridurre le tutele presenti in questo accordo e proponendo un accordo molto stringato e rimandando tutto il resto alla contrattazione di secondo livello, cioè tra gruppi di agenti e compagnie di assicurazione. Inoltre a livello professionale i competitors sono aumentati notevolmente in questi ultimi anni.


Esistono possibilità di lavoro in Valle d’Aosta oppure il settore è saturo?
Per quanto riguarda il comparto RCAuto è saturo. Come sappiamo tutti è un settore con molta competizione dove si stanno affacciando banche e compagnie online che aggrediscono il mercato in maniera piuttosto pesante. Il problema è che viene fatta una offerta dove c’è poca intermediazione, poca consulenza, una semplice offerta di prodotto puntando sul prezzo. Negli altri rami invece, cioè protezione, previdenza, tutela legale, pensione integrativa, teoricamente ci sarebbe un potenziale elevato di lavoro da fare.

Esistono nuovi sbocchi professionali?
Per i giovani sicuramente sì in quanto oggi nella nostra categoria manca il ricambio generazionale. Purtroppo il nostro lavoro sta diventando sempre più complicato quindi spesso è stato un lavoro tramandato di padre in figlio. Le difficoltà che stiamo affrontando in questi anni cioè la diminuzione della redditività e altri problemi burocratici lo rendono meno appetibile.

Iniziative di formazione realizzate nel 2018 e in programma nel 2019?
Abbiamo già un obbligo di aggiornamento professionale di 30 ore annue. Inoltre quando vi sono cambi normativi importanti come sezione provinciale di Aosta chiamiamo specialisti del settore che organizzano dei corsi di livello elevato e spesso ci sono anche colleghi di altre regioni che partecipano ai nostri corsi. Inoltre il nostro sindacato nazionale organizza diversi incontri in varie località dove noi siamo presenti per cogliere tutte le novità che possono interessare la nostra categoria. La nuova direttiva europea sulla distribuzione assicurativa in vigore da quest’anno detta nuove regole, molto severe e stringenti, a tutela del consumatore e ci obbliga ad aggiornarci su questo tema.

Consigli per chi si vuole avvicinare alla professione?
Innanzitutto converrebbe avere almeno una laurea in economia. Consigliamo comunque di rivolgersi al nostro sindacato che è in grado di preparare chi vuole avvicinarsi a questo lavoro e dargli una formazione anche per superare un esame di stato che è previsto per l’abilitazione e l’iscrizione al nostro registro unico intermediari. Una volta superato l’esame si può o collaborare con altri colleghi che hanno già mandati da compagnie sulla piazza oppure cercare una compagnia alla quale richiedere un mandato per poter operare. Chiaramente è consigliabile fare una trafila un po’ più prudente e, quindi, avvicinarsi a qualche collega e cominciare a collaborare. Insomma un po’ per gradi. Non bisogna avere fretta. Anche perché aprire subito un’agenzia significa spese immediate. Il passo rischia di essere un po’ troppo lungo.

Ci sono problemi sul fronte pensionistico?
A livello generale, chi come studia questo settore da anni, sa che problemi sul fronte pensionistico ce ne sono da più di 30 anni. Gli effetti si sono manifestati prima con la Riforma Dini, passando dal sistema retributivo a quello contributivo, e poi si sono accelerati con la Fornero. In merito alla nostra professione siamo assimilati alla Cassa dei Commercianti, inoltre abbiamo un nostro fondo di categoria dove versiamo tutti gli anni e quindi all’età dell’acquiescenza ci fornirà una pensione integrativa a quella di base statale.

Il mondo digitale è entrato nelle vostre professioni? E se sì come?
I sistemi che noi adoperiamo nelle nostre agenzie per l’emissione dei contratti, per la manutenzione e quant’altro sono tutti online già da molti anni e sono in continua evoluzione. Utilizziamo sempre di più gestionali informatici e quindi anche noi siamo stati costretti ad utilizzare questa tecnologia per tutta la nostra attività. Questo ci ha spinto sempre di più verso un profilo professionale di tipo consulenziale. Ci tengo a sottolineare che noi siamo rivolti mentre tanti nostri competitors si concentrano sul prodotto. Noi prima di tutto ascoltiamo le esigenze dei nostri assicurati, cercando di fornire lori i prodotti più adeguati.

Un valore professionale da recuperare in questa nostra società?
L’intermediazione. Come ho già detto noi siamo orientati al cliente. Non forniamo un prodotto a prescindere, ma valutiamo le sue necessità e gli forniamo il prodotto che è più adeguato per lui come del resto prevede anche la nuova direttiva comunitaria. Altri competitors hanno un prodotto e lo devono vendere e fanno così leva sul prezzo. Come dico spesso ai miei assicurati le polizze sono dei contenitori la differenza la fa il contenuto. 

6 maggio 2019

Carlo Cottarelli ad Aosta il 10 maggio

I Rotary Club Aosta e Courmayeur-Valdigne, col sostegno di Banca Passadore & C e la collaborazione di Confindustria Valle d’Aosta, Ordine dei Dottori Commercialisti Valle D’Aosta, Ordine dei Consulenti del Lavoro e Università della Valle d’Aosta, organizzano una conferenza con il Prof. Carlo Cottarelli che terrà una relazione sul tema: «Il Sistema Italia nel contesto internazionale: quale equilibrio tra competitivita’ e stato sociale?» che si terrà ad Aosta il 10 maggio, alle 20,30, presso la sala congressi dell’Hostellerie du Cheval Blanc, che avrò il piacere di moderare.

Vi aspetto.

L’evento sarà aperto al pubblico e la partecipazione gratuita, ai partecipanti dei rispettivi ordini professionali organizzatori saranno attribuiti i crediti validi ai fini della formazione continua obbligatoria.

3 maggio 2019

Complementi di arredo made in #Brazzale


Proponiamo l’intervista a Stefano e Simone Brazzale della Brazzale design, una delle tante
realtà imprenditoriali ospiti di Maison & Loisir. I due fratelli si sono alternati nell’intervista che riportiamo come fossero un’unica voce. Entrambi sono stati intervistati nel corso della Fiera Maison & Loisir.

Prima di tutto spieghiamo di cosa vi occupate?
Siamo una piccola azienda che progetta, disegna e produce artigianalmente mobili su misura e soluzioni architettoniche in legno e ferro.

Come sta andando la fiera?
Ringraziamo innanzitutto l'organizzatrice Miriam Ghigo per averci convinti a partecipare a Maison &
Loisir. Nei primi due giorni sono passate in fiera moltissime persone, abbiamo avuto l'occasione di
creare diversi contatti, di conoscere e farci conoscere da persone che appartengono a realtà più o meno vicine alla nostra, e persino di concludere qualche affare. Questo per noi non è una cosa così scontata, nelle fiere di settore ci è infatti capitato spesso di stabilire contatti per possibili occasioni future. Molto più rare sono state invece le vendite dirette.

Il vostro è un settore legato al mercato immobiliare non deve essere un momento semplice…
Non crediamo che la crisi del mercato immobiliare sia tra i maggiori responsabili delle difficoltà che
contraddistinguono il nostro settore. Crediamo invece che l'ostacolo più grande da affrontare per
le piccole imprese e gli artigiani, sia il riversarsi di una grande fetta della richiesta, verso i grandi distributori e le grandi fabbriche che producono arredamento a prezzi imbattibili. Sta succedendo secondo noi ciò che è già successo in passato alla categoria dei sarti, passati da una situazione in cui confezionavano, cucivano, riparavano abiti e accessori per tutti ad una nuova realtà dove rammendare
un calzino costa di più che comperarne tre paia di nuovi.

Festeggiate dieci anni di azienda. Iniziate ad essere una realtà consolidata...
In una realtà che è in continuo cambiamento, dopo 10 anni di attività, la nostra realtà personale sicuramente si è consolidata, e altrettanto sicuramente, per stare al passo deve essere in continua evoluzione.

Cosa vuol dire fare innovazione in un settore come il vostro?
Nel nostro settore innovare oggi significa collaborare, nel senso di appoggiarsi alle aziende concorrenti, che in questo caso diventerebbero colleghe di lavoro, per effettuare alcune lavorazioni all'interno di un processo produttivo, con il fine di contenere i costi a vantaggio del cliente
finale che lo richiede. Non tutti sanno fare tutto, è giusto riconoscere le competenze di tutti. Un altro
tipo di innovazione crediamo sia quella di dare un prodotto di alta qualità, di modo che sia ben visibile all'occhio del cliente la differenza tra un prodotto artigianale e uno fatto in catena di montaggio. Sempre più persone oggi non sono più disposte a parità di prodotto a giustificare un prezzo maggiore per il fatto che uno sia fatto a mano. Pertanto il prodotto artigianale secondo
noi deve distinguersi, adattarsi all'esigenza particolare del cliente e non limitarsi ad imitare uno standard.

Vi rivolgete esclusivamente a clientela locale?
I nostri clienti sono all'incirca per un 40% locali, per un 50% sono persone non Valdostane ma
che qui in Valle hanno una seconda casa per le vacanze. Il restante 10% delle commesse proviene
da fuori regione.

Se doveste avviare un’attività imprenditoraile oggi che cosa non fareste?
Come prima cosa crediamo sia importante capire in anticipo a quale fetta di mercato rivolgere il proprio prodotto e confezionarlo su misura per il futuro cliente. Quello che invece crediamo sia da non fare, anche se ci dispiace molto, è investire in manodopera. Un macchinario che faccia più lavorazioni sembra essere un investimento migliore rispetto alle risorse umane. Una tendenza delle grandi imprese è infatti quella di dislocare la produzione all'estero, in paesi dove gli stipendi dei lavoratori siano più bassi. E dal canto mio, io come italiano, quando indosso i panni del consumatore
pretendo un prezzo basso e mi ritrovo quindi a chiedere al me stesso che indossa quelli del lavoratore
di abbassarmi lo stipendio oppure di lavorare più velocemente. Questo sembra paradossale ma
credo che sia un po' il quotidiano di tutti noi.

Novità per il 2019 come impresa?
Investire in comunicazione col fine di farci vedere più spesso, con un più ampio raggio d'azione, per
far conoscere le capacità e i punti di forza che ci contraddistinguono ai nostri clienti potenziali.

Un sogno imprenditoriale da realizzare?
Un sogno ce lo abbiamo! Quello di avviare la produzione della nostra collezione di pezzi. Si tratta
di complementi d'arredo che negli anni abbiamo creato e che ora ci piacerebbe fare arrivare oltre i
confini della nostraValle. Questi pezzi racchiudono in loro la qualità e lo stile del made in Italy con
un’importante influenza che deriva dalla tradizione artigianale valdostana che ricordiamo, grazie alla
fiera di Sant’Orso, è per noi una scuola millenaria. Utilizziamo nei nostri prodotti materie antiche
come il legno e il ferro, li accostiamo insieme creando forme che assecondino la sostanza di cui sono fatti. Immaginate il piano in legno di un grosso tavolo, spesso per esigenza, che è sorretto da alcune lastre di ferro che invece sono molto sottili. Questo è un esempio di cosa intendiamo quando diciamo che nei pezzi di Brazzale Design la forma è sostanza.

2 maggio 2019

#Confidi agricoltori: confermati Balicco e Quendoz

Confermati alla Presidenza Giuseppe Balicco di Nus e alla vice-Presidenza Raffaella Quendoz di Gressan. Gli altri amministratori eletti dall’Assemblea, per il prossimo quinquennio sono Dalbard Remo di Pollein, De Zordo Adele di Verrès, Denarier Marino di Avise, Diemoz Italo di La Salle, Dondeynaz Marcello di Verrès, Lanièce Angelo di Champdepraz, Mossoni Ezio di Aosta, Perraillon Yves di Chambave. Faranno, inoltre, parte del Consiglio Direttivo Nicoletta Alessio di Fénis e Vacquin Savino di Brusson, su designazione di Coldiretti Aosta, e Pascal Daniele su designazione della Amministrazione Regionale. La Dottoressa Daniela Martorina segue l’organizzazione amministrativa con incarico di Direttore. «Da una parte la soddisfazione per il riconoscimento del lavoro sinora fatto, dall’altra le preoccupazioni per poter sostenere adeguatamente il mondo agricolo in un momento tanto difficile» questo il primo commento di Balicco dopo la riconferma.

Balicco ha voluto anche «ringraziare i colleghi amministratori, la struttura e le banche convenzionate, tutti elementi senza i quali non sarebbe possibile fornire l’adeguata assistenza». Balicco ha poi sottolineato alcune preoccupazioni rispetto al dibattito locale e nazionale «incentrato esclusivamente sulla creazione di grandi soggetti vigilati dalla Banca d’Italia, frutto di fusioni resesi necessarie a seguito dell’innalzamento dei parametri richiesti. Un dibattito che escluderebbe, ad oggi, le realtà più piccole come la nostra che - grazie ad una buona patrimonializzazione e una gestione snella - sono, invece, ancora fondamentali per molte piccole aziende agricole. Il nostro futuro di confidi minore sarà definito, - ha concluso Balicco - con l’ufficializzazione delle norme attuative di un decreto del 2010 che, a nove anni di distanza, ancora non hanno visto la luce, sempre nella speranza che tali norme non rappresentino esclusivamente oneri ed impegni ma anche la possibilità, per le piccole e sane realtà come la nostra, di continuare a prestare – al meglio – i propri servizi alle aziende associate».

Il Confidi Agricoltori è nato nel 1981 su iniziativa di Coldiretti Valle d’Aosta al fine di fornire
intermediazione bancaria e consulenza finanziaria alle aziende agricole della Regione. Oggi conta
circa 260 soci ed eroga garanzie per circa 9, 5 milioni di Euro. Il settore zootecnico, come da previsione, costituisce il settore di attività con il maggior peso delle garanzie in essere con ben il 79%
del totale. Una buona crescita si è registrata per le produzioni ortofrutticole e la coltivazione della
piante officinali (8%) oltre ad un aumento nel settore vitivinicolo (6%), tra i fiori all’occhiello
della realtà valdostana. Gli affidamenti a breve erogati nell’ultimo anno sono stati pari a circa € 2,
9 milioni mentre i finanziamenti (a medio e lungo termine) sono risultati pari a circa € 2, 1 milioni
per un importo complessivo di affidamenti in essere pari a circa € 17, 8 milioni. Le garanzie in essere
ammontano complessivamente a circa € 9, 5 milioni a fronte di un patrimonio netto del Consorzio di oltre € 3, 7 milioni. Gli Istituti convenzionati sono BCCV, Intesa Sanpaolo, Banca Popolare di
Sondrio, e Finaosta. Gli utenti possono trovare, presso il Confidi, diverse agevolazioni; naturalmente
la partecipazione alle garanzie, ma anche costi di istruttoria estremamente accessibili, riduzione
delle procedure burocratiche e un iter procedurale molto rapido al fine di poter erogare finanziamenti, aperture di credito e anticipazioni sui premi comunitari spettanti alle imprese agricole nel minor tempo possibile. In questo scenario va rimarcato come anche nel 2018, in maniera ormai sistematica
e cronica, gli agricoltori abbiano dovuto affrontare il problema dei contributi AGEA - un sistema
che da anni non riesce a dare garanzie sugli importi dei contributi e sui tempi di erogazione degli
stessi. Proprio per far fronte a questa criticità il Confidi Agricoltori ha continuato ad offrire il
suo prodotto specifico – anticipazioni PSR e PAC - con garanzia all’80% ed abbattimento dei costi
commissionali (0, 25% al posto del 0, 60%): un prodotto che nel corso del 2018 ha visto l’erogazione
di finanziamenti per quasi € 1, 4 milioni.

18 aprile 2019

Edy Incoletti (#PiccolaIndustria) ospite il 19 aprile a #ImpresaVda su #RadioPropostainBlu

Carissimo visitatore, domani, venerdì 19 aprile, alle 9,35, trentesima puntata del nuovo ciclo di ImpresaVda su Radio Proposta in BluIn studio Edy Incoletti, Presidente della Piccola Industria di Confindustria Valle d'Aosta.

A circa un'ora dalla trasmissione della puntata puoi scaricare il podcast nell'apposita sezione sul sito di Radio Proposta in Blu.

Se non conosci ancora la radio ti ricordo le sue frequenze: Courmayeur 103.8 - La Salle 93.7 - Saint-Nicolas 107.6 - Aosta 107.8 - Saint-Vincent 107.4 - Bassa Valle 107.8 - Brusson 88.5 - Ayas 107.6 - Valtournenche 107.6 - Valle del Gran San Bernardo 107.6 e Valgrisenche 88.0. 

12 aprile 2019

15 aprile #Grandangolo delle Professioni su #RadioPropostainBlu: I #Giornalisti

Lunedì 15 aprile, alle 10,35, su Radio Proposta in Blu undicesima puntata di un nuovo ciclo di «Grandangolo: incontri con le professioni della Valle d'Aosta». L'ospite di questa settimana sarà Bruno Fracasso, vicepresidente dell'Ordine dei Giornalisti.

Sul Corriere della Valle in edicola trovi l'intervista a Claudia Soudaz, la presidente dell'Ordine degli Infermieri.

L'intervista a Fracasso sarà disponibile in formato cartaceo sul Corriere della Valle del 18 aprile. Buona lettura.

11 aprile 2019

Hervé Grosjean (#Grosjean Vins) ospite il 12 aprile a #ImpresaVda su #RadioPropostainBlu

Carissimo visitatore, domani, venerdì 12 aprile, alle 9,35, ventinovesima puntata del nuovo ciclo di ImpresaVda su Radio Proposta in BluIn studio Hervé Grosjean di Grosjean Vins.

A circa un'ora dalla trasmissione della puntata puoi scaricare il podcast nell'apposita sezione sul sito di Radio Proposta in Blu.

Se non conosci ancora la radio ti ricordo le sue frequenze: Courmayeur 103.8 - La Salle 93.7 - Saint-Nicolas 107.6 - Aosta 107.8 - Saint-Vincent 107.4 - Bassa Valle 107.8 - Brusson 88.5 - Ayas 107.6 - Valtournenche 107.6 - Valle del Gran San Bernardo 107.6 e Valgrisenche 88.0. 

5 aprile 2019

8 aprile #Grandangolo delle Professioni su #RadioPropostainBlu: Gli #Infermieri

Lunedì 8 aprile, alle 10,35, su Radio Proposta in Blu tredicesima puntata di un nuovo ciclo di «Grandangolo: incontri con le professioni della Valle d'Aosta». L'ospite di questa settimana sarà Claudia Soudaz, Presidente dell'Ordine degli Infermieri.

Tutti gli iscritti riceveranno una copia PDF omaggio del Corriere direttamente dal proprio Ordine.

4 aprile 2019

Gianluca Ferriani (#ValdostanaGrandiCucine) ospite il 5 aprile a #ImpresaVda su #RadioPropostainBlu

Carissimo visitatore, domani, venerdì 5 aprile, alle 9,35, ventottesima puntata del nuovo ciclo di ImpresaVda su Radio Proposta in BluIn studio Gianluca Ferriani di Valdostana Grandi Cucine.

A circa un'ora dalla trasmissione della puntata puoi scaricare il podcast nell'apposita sezione sul sito di Radio Proposta in Blu.

Se non conosci ancora la radio ti ricordo le sue frequenze: Courmayeur 103.8 - La Salle 93.7 - Saint-Nicolas 107.6 - Aosta 107.8 - Saint-Vincent 107.4 - Bassa Valle 107.8 - Brusson 88.5 - Ayas 107.6 - Valtournenche 107.6 - Valle del Gran San Bernardo 107.6 e Valgrisenche 88.0. 

30 marzo 2019

1° aprile #Grandangolo delle Professioni su #RadioPropostainBlu: Gli #AgentidiAssicurazione

Lunedì 1° aprile, alle 10,35, su Radio Proposta in Blu undicesima puntata di un nuovo ciclo di «Grandangolo: incontri con le professioni della Valle d'Aosta». L'ospite di questa settimana sarà Sergio Amail, Presidente del Sindacato Nazionale degli Agenti di Assicurazione.

Tutti gli iscritti riceveranno una copia PDF omaggio del Corriere direttamente dal proprio Ordine.

Simon Bobba (#CentrodellaSicurezza): 40 anni di esperienza


Questa settimana proponiamo l'intervista a Simon Bobba del Centro della Sicurezza di Aosta.

La vostra è una storia che ha origini quarantennali?
Esattamente. Ha tutto inizio nel 1979 con l'apertura del Centro della Sicurezza da parte di Leonardi il mio vecchio capo che poi negli anni ha trasportato in questa avventura me e il mio socio, Rosario Timpano, e da ormai sei anni l'azienda è nostra dopo un periodo di affiancamento con lui che ora è in pensione. Siamo in qualche maniera la seconda generazione anche se lui ha assicurato un contributo trentennale, dandoci delle radici solide.

Descriviamo in cosa consiste la vostra attività?
Prevalentemente ci occupiamo di realizzazione di impianti di sicurezza quali impianti di segnalazione allarmi o quelli che normalmente si chiamano antintrusione, cioè contatti all efinestre e rivelatori di movimento, videosorveglianza, controllo accessi, sensoristica, rivelatori di gas e di CO2, fornitura di mezzi forti, cioè le casseforti e di tutto quello che è il corredo della sicurezza per persone e oggetti, ad esempio pulsanti di emergenza per le persone anziane. Riusciamo a esaudire qualsiasi tipo di esigenza. Ovviamente non facciamo tutto. Gli impianti elettrici li realizziamo soltanto a corredo o per clienti importanti su richiesta. In generale il 70% del nostro fatturato deriva dalle aziende.

In quest’ultimo decennio come è cambiato il mercato?
Al di là del luogo comune sulla crisi per fortuna il nostro settore non attraversa momenti di crisi, al massimo si tratta di fasi di assestamento, caratterizzate da alti e bassi. I certi periodi èmeglio seminare,in latri si raccoglie. E' cambiato tanto il rapporto con gli enti pubblici perchè fino a dieci anni fa il 50% del fatturato deriva da loro. Oggi non è così. Si è modificata anche la tipologia di concorrenza. Si è passati da una professionalità molto accurata ad una basata esclusivamente sul prezzo. Noi in passato abbiamo sempre e continuiamo investito sulla formazione dei nostri collaboratori.

Si parla molto di sicurezza, ma forse talvolta un po’ a sproposito o per lo meno in modo poco professionale...
Come in tutti i settori pesa sempre di più l'informazione che si raccoglie dalla rete con acquisti di dispositivi da Amazon o da altri canali di rivendita. Il mio consiglio non è di recarsi al Centro della Sicurezza perchè ha una professionalità migliore delle altre, ma, comunque, contattare professionisti del settore, non ci siamo soltanto noi, che però abbiano certificati per l'installazione del prodotto, abbiamo soprattutto un acontinua formazione in modo da trovare le migliori soluzioni per il cliente. E così evitare di pensare esclusivamente al prezzo più basso, ma valutare anche che cosa in post-installazione un professionista può fare.

Non si può fare l'autodidatta insomma...
Non dico questo. La semplicità in tecnologia permette in realtà di comprare dei piccoli kit di videsorveglianza su internet, ad esempio, per la carità però almeno un minimo di progettazione è necessaria.

Qual è stata la maggior difficoltà incontrata nel portare avanti l’azienda?
Spesso sono i rapporti umani che complicano il nostro lavoro. In passato avevamo più tempo da dedicare al cliente e potevamo accompagnarlo nel migliore dei modi e aiutarlo nel trovare la soluzione più adatta. Ora dobbiamo fare tutto molto velocemente con richieste di preventivo rapide e anche di soluzioni date rapidamente. Questo ci costringe a rincorrere il cliente e a fargli capire che l'importanza di un impianto di sicurezza, al di là del prezzo che è importante, sta anche nel post-vendita, nella garanzia, nel supporto. Servono soluzioni che possano essere continuamente manutenute dall'installatore. Il mio consiglio è quello di appoggiare ad aziende che offrono un supporto di assistenza tecnica sia ordinaria, in modo da mantenere l'impianto in funzione negli anni, che straordinaria.

A cosa state lavorando in questo periodo?
A un grande progetto di integrazione tra molteplici sistemi di sicurezza, cioè segnalazione eventi, videosorveglianza, controllo accessi in modo tale da avere un'unica piattaforma di gestione e ricezione allarmi perchè il nostro cliente, un grosso committente, ha la ncessità di avere una unica postazione di monitoraggio e ha bisogno di rendere più fruibile il dato, più fruibili gli eventi per i propri operatori.

Un progetto particolarmente impegnativo che avete affrontato in questi mesi?
Uno dei temi più caldi in questo periodo è il cambio delle normative sull'antincendio. In questo periodo ci stiamo concentrando maggiormente su questo settore perchè stanno intensificando i controlli.

Novità per il 2019?
Vorremmo insediare il nuovo capannone, vicino all'attuale sede in via Lavoratori vittime del Col du Mont 28. Qui confidiamo di inaugurare il tutto entro la fine dell'anno. Continua la nostra strategia di investimento sul personale

Un sogno imprenditoriale da realizzare?
Vogliamo crescere il più possibile e assumere personale assicurando nuovi posti di lavoro.

28 marzo 2019

Gianni Buffa (#CNOS-FAP) ospite il 29 marzo a #ImpresaVda su #RadioPropostainBlu

Carissimo visitatore, domani, venerdì 29 marzo, alle 9,35, ventisettsima puntata del nuovo ciclo di ImpresaVda su Radio Proposta in BluIn studio Gianni Buffa del CNOS-FAP.

A circa un'ora dalla trasmissione della puntata puoi scaricare il podcast nell'apposita sezione sul sito di Radio Proposta in Blu.

Se non conosci ancora la radio ti ricordo le sue frequenze: Courmayeur 103.8 - La Salle 93.7 - Saint-Nicolas 107.6 - Aosta 107.8 - Saint-Vincent 107.4 - Bassa Valle 107.8 - Brusson 88.5 - Ayas 107.6 - Valtournenche 107.6 - Valle del Gran San Bernardo 107.6 e Valgrisenche 88.0. 

24 marzo 2019

#ProImpresa 10: Breve guida al nuovo regolamento privacy (#crosa10)


Fa sorridere parlare di privacy, che è un diritto inalienabile, di fronte alla forza dei Big Data, perché qualsiasi intervento legislativo rischia di essere vanificato dalla forza del web. Nel 2018 siamo passati da una Direttiva che consentiva a ciascun Paese di recepirla adeguandola alla propria legislazione, ad
un unico regime di protezione dei dati personali dei cittadini e residenti dell’Unione, all’interno ed all’esterno dei suoi confini, comune e omogeneo a tutto il territorio dell’UE.

Il Regolamento 679/2016 è portatore di importanti novità, comporta una serie di nuovi obblighi a carico delle aziende e impone l’adozione di misure di protezione fin dalla fase di progettazione
del trattamento. Viene introdotto il concetto di responsabilizzazione del titolare e del responsabile
del trattamento che devono operare la raccolta in modo lecito, corretto e soprattutto trasparente.
La normativa si applica ogni volta che avviene una qualsiasi operazione compiuta sui dati personali (es. visualizzare un codice fiscale, un numero di telefono, la localizzazione satellitare, un
nickname), esclusi i trattamenti effettuati per attività esclusivamente personale o domestica.

La tenuta del registro dei trattamenti, in forma scritta o elettronica e dove bisogna indicare una serie precisa di informazioni, è un obbligo, ma non si applica alle imprese e organizzazioni con meno
di 250 dipendenti, a meno che il trattamento non sia occasionale o ad alto rischio, o includa particolari categorie di dati (es. dati sensibili).

Il Garante Privacy ha pubblicato le istruzioni sul Registro, che le PMI possono tenere in forma semplificata, e ha chiarito che devono tenerlo liberi professionisti, esercizi commerciali o artigiani
con almeno un dipendente (bar, officine, negozi) o che trattano dati sanitari dei clienti (estetisti, ottici,
odontotecnici, tatuatori) o dati relativi a condanne penali o reati. Il Responsabile del trattamento
è un soggetto particolarmente qualificato e esterno all’impresa, al quale il titolare ha delegato lo svolgimento di determinate attività (es. consulente del lavoro).

L’informativa, in forma concisa, trasparente, intelligibile per l'interessato e facilmente accessibile, va data al massimo entro 1 mese dalla raccolta o dalla comunicazione dei dati. La forma scritta per il consenso, ove previsto, resta la forma più idonea. Restano validi l’informativa e il consenso prestati ante 25 maggio 2018 se hanno tutte le caratteristiche previste dal Regolamento.
Deve sempre essere indicato il periodo di conservazione dei dati e, se non è possibile, i criteri utilizzati per determinarlo (es. termini prescrizionali di 5 o 10 anni). Il CV va conservato solo per il tempo necessario alla verifica dei requisiti degli aspiranti lavoratori, salvo che si sia specificato che può essere usato per eventuali altre posizioni. Per i dati trattati elettronicamente è necessario
fare un’analisi dei rischi e poi adottare soluzioni di sicurezza informatica per neutralizzarli.

23 marzo 2019

#ProImpresa 9 : Finanziamento per le PMI, aperto il bando della nuova #Sabatini (#crosa09)

La rubrica ProImpresa di Edda Crosa è pubblicata tutte le settimane sul Corriere della Valle d'Aosta.

480 milioni di euro messi a disposizione, dal 7 febbraio scorso, con il bando della Nuova Sabatini che facilita l’accesso al credito delle micro e piccole e medie imprese, comprese le start up, e sostiene gli investimenti sia per acquistare, sia per acquisire in leasing. È un finanziamento erogato da banche
e intermediari aderenti ad un Addendum del Ministero dello Sviluppo economico, con un contributo del Ministero stesso sugli interessi. Sono ammessi tutti i settori produttivi, inclusi agricoltura e pesca; sono escluse le attività finanziarie e assicurative, quelle connesse all’esportazione e gli interventi subordinati all’impiego preferenziale di prodotti interni rispetto ai prodotti di importazione.

I beni acquistati o acquisiti in leasing, anche da fornitori esteri, devono essere nuovi; sono escluse le spese relative a terreni e fabbricati, a beni usati o rigenerati o per mera sostituzione; a spese per pubblicità e le promozioni di qualsiasi genere, nonché riferibili a “immobilizzazioni in corso e acconti” e a quei componenti o parti di macchinari che non hanno un’autonomia funzionale
o che riguardano costi relativi a commesse interne. Sono ammesse le spese per l’acquisto di serre, a condizione che possano essere considerate impianti, di impianti di cogenerazione, mini eolico e microgeneratore, per le imprese che svolgono attività diverse dalla produzione di energia, e l’acquisto
di software di base, in quanto riconducibile alle immobilizzazioni materiali.

L’acquisto può essere interamente coperto dal finanziamento bancario e deve essere compreso tra i 20mila e i 2 milioni di euro. Il contributo del Ministero è determinato in misura pari al valore degli interessi calcolati, in via convenzionale, su un finanziamento della durata di cinque anni, comprensiva di un periodo di preammortamento o di prelocazione non superiore a dodici mesi, e di importo uguale all’investimento, ad un tasso d’interesse annuo pari al 2,75% per gli investimenti
ordinari e al 3,575% per gli investimenti in tecnologie digitali (industria 4.0).

Il contributo è erogato dal MISE in quote annuali, una volta l’anno; è concesso nei limiti dell’intensità di aiuto massima concedibile in rapporto agli investimenti previsti dai regolamenti comunitari di settore ed è cumulabile con altri aiuti pubblici concessi per le medesime spese. La richiesta di finanziamento va fatta alla banca o all’intermediario finanziario, insieme alla domanda di accesso al contributo ministeriale. Il finanziamento può beneficiare di tutti gli interventi di garanzia, pubblici e privati, compresi quelli dei Confidi e può essere assistito dalla garanzia del “Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese” fino all’80% dell’ammontare del finanziamento stesso, richiesto dalla banca/ intermediario o dal Confidi che rilascia la garanzia.

Le specifiche tecniche per accedere al finanziamento si trovano sul sito del MISE 
https://www.mise. gov.it/index.php/it/incentivi/i mpresa/beni-strumentali-nuovasabatini.

Laura Ricchetti (#SEC): Mettere in #sicurezza gli ambienti complessi


Questa settimana proponiamo l’intervista a Laura Ricchetti della Sec, start up insediata nell’incubatore di Pont-Saint-Martin. Ringraziamo Ricchetti per essere ai nostri studi.

Il vostro nome dice bene cosa fate. Ricordiamolo…
Sta per “Securité des environnements complexes”, cioè la sicurezza degli ambienti complessi in quanto nasciamo con l’idea di portare soluzioni che vadano a rispondere ai fabbisogni di ambienti soggetti a rischi ambientali, a calamità naturali, che abbiano la necessità di elevare la qualità della vita proprio in funzione di alcune complessità intrinseche dell’ambiente.

Fate questo con una rete di tecnologie all’avanguardia. Cioè?
Possiamo intendere il concetto di Rete in un duplice significato. In quello più “fisico” si tratta proprio dei nostri prodotti e della loro possibilità di essere configurati per operare nell’ambito di una rete di monitoraggio e di servizi integrati, quindi sostanzialmente abbiamo negli anni sviluppato idee e soluzioni, che sono state anche oggetto di brevetto d’invenzione depositato a livello sia italiano che europeo, e che hanno portato allo sviluppo di prodotti che possono essere sensori ottici, elettronici, termici, e piattaforme più complesse anche con integrazione di hardware e di software che vanno a svolgere attività di monitoraggio del territorio, monitoraggio di fenomeni idrogeologici, prevenzione da rischio valanghe, sistemi che consentono anche la geolocalizzazione di mezzi e persone sul territorio, e quindi anche la possibilità di gestire flotte in campo sia a fine di protezione civile piuttosto che per attività di teleassistenza medica anche in quelle zone in cui è difficile arrivare in maniera tempestiva con il medico o con altri tipi di supporto. Tutto ciò può essere integrato in una rete in cui i vari sensori operano contemporaneamente ed andare a convergere all’interno di una struttura di acquisizione ed elaborazione dei dati per poter poi fornire servizi predittivi e supportare nella prevenzioni di situazioni di rischio. Il concetto di rete, poi, può essere inteso in un senso più “imprenditoriale” in quanto per noi la rete consiste nella possibilità di poter contare sulla partnership di numerose realtà all’avanguardia che portano un importante valore aggiunto ai nostri prodotti e servizi. La partnership principale naturalmente è quella con tutte le aziende del Gruppo Insis, cui Sec appartiene, ed in primis con il laboratorio di ricerca di Insis che ha insediato una succursale proprio in Valle d’Aosta. Un laboratorio nato nel 1997 e riconosciuto dal MIUR a livello nazionale, con oltre 20 anni di ricerca svolta da ingegneri e ricercatori in materie estremamente complesse che spaziano dall’elettronica alla meccanica di precisione, dall’areonautica all’ingegneria di sistema, e che porteranno valore aggiunto nella capacità di Sec di rendere questi prodotti maggiormente rispondenti alle esigenze del contesto. Poi abbiamo numerose partnership con uno studio di ingegneria ambientale in ambito valanghe, con un’azienda che produce a livello mondiale apparati per il distacco forzato di valanghe, con alcune Università, tra cui quelle di Pisa e di Pavia e anche nuove collaborazioni che stiamo cercando in Valle d’Aosta dove abbiamo trovato un forte nucleo con competenze verticali molto spinte con cui speriamo di poter concretizzare nuove opportunità.

Essere insediati in Valle d’Aosta è quasi un fatto dovuto…

La scelta è stata veramente più che dovuta per consentire lo sviluppo di alcuni prodotti; ad esempio per la realizzazione e test della palina per il monitoraggio dell’altezza e della temperatura della neve per prevenire fenomeni di distacco valanga, ci siamo ritrovati in passato, provenendo dalla Liguria, con la forte difficoltà a trovare la neve per poter mettere a punto il prodotto, quindi siamo andati a cercarla in montagna, e sicuramente la valle d’Aosta, anche per tutte le altre linee di prodotto legate al monitoraggio aereo, offre un panorama idrogeologico assolutamente complesso e completo

Come siete stati accolti dal territorio?
Siamo stati accolti in maniera molto positiva. Abbiamo avuto modo di entrare in contatto sia con le istituzioni sia con le altre realtà imprenditoriali. C’è stata data la possibilità di insediarci all’interno di un incubatore, Pepinieres des Enterprise, che offre la possibilità alle start up come la nostra di potersi incontrare, di potersi confrontare su problematiche anche di avvio e di lancio dell’azienda e offre tutta una serie di servizi legati proprio alla crescita degli imprenditori anche con eventi formativi, eventi di confronto, workshop e quant’altro, il tutto all’interno di strutture che sono state messe a disposizione dalla Vallée d’Aoste Structure che è sempre molto presente nel cercare di comprendere le nuove esigenze eventualmente anche evolutive per poter creare ambienti di lavoro adeguati. Oltre a questo dobbiamo ricordare anche tutto il supporto degli enti regionali, ad esempio l’Assessorato alle Attività Produttive, la Fondazione Brodolini e tutti i servizi che ogni giorno ci sono messi a disposizione per poter capire come funziona la Regione e quali potrebbero essere le opportunità per noi per poter accelerare lo sviluppo della start up. Anche con le altre aziende siamo entrati in contatto e vediamo che ci sono parecchie realtà interessate ad intraprendere collaborazioni con noi.

A cosa state lavorando in questo periodo?
Oltre alla palina abbiamo sviluppato altri prodotti che nascono da brevetti del laboratorio di ricerca del Gruppo che riguardano sostanzialmente lo sviluppo di sensori che possano effettuare il monitoraggio del territorio fornendo informazioni tridimensionali dello stesso, e quindi la possibilità di fornire misure 3D dell’ambiente e prevedere fenomeni di rischio, sversamenti, smottamenti. Ma c’è anche tutta la parte legata al monitoraggio infrastrutturale che è un tema molto sensibile in questo periodo, e quindi stiamo lavorandoper poter migliorare le prestazioni degli altri prodotti che abbiamo sviluppato e che possono essere impiegati in questa direzione. Inoltre stiamo cercando di avviare un nuovo progetto che spero ci possa consentire di spostare il concetto di ambiente complesso anche all’ambiente dello spazio celeste e poter sviluppare soluzioni tecnologiche che ci portino anche nel mondo della robotica spaziale

Novità per il 2019?
Lo sviluppo di moduli radio che consentano di effettuare telecomunicazioni sicure da integrare anche con i nostri prodotti ambientali e poi massimo focus su tutti i progetti che ci permetteranno di entrare nell'ambito space e di creare una nuova divisione per l’intero gruppo e dare così una identità molto solida alla Sec.

Un sogno imprenditoriale da realizzare?
Sec è nata come una sorta di spin off del gruppo, ma è stato uno spin off un po’ differente dalle altre aziende del gruppo, perché è nata anche dall’idea di un team di ingegneri come me, che sono poi i miei collaboratori, e come me portano il nome come inventori su alcuni brevetti. Il nostro impegno è volto a dare una identità a questi brevetti e provare a farne qualcosa che possa essere proposto sul mercato. Il sogno di questo gruppo è quindi quello di portare la Sec ad avere una identità sua ed essere un terzo filone del gruppo, essendo gli altri due orientati principalmente per il momento al settore civile e a quello della difesa,un filone nuovo che sia dedicato al settore degli ambienti complessi e dello spazio, con un volume di business tale da poter costituire una line of business del gruppo totalmente autonoma.

Paolo Marjolet (#3commessi): Professionalità, specializzazione e fidelizzazione del cliente


Questa settimana proponiamo l'intervista a Paolo Marjolet, componente del direttivo di  Confcommercio e titolare del negozio 3Commessi.

Tutto inizia negli anni ‘50 con un negozio di tessuti...
Esattamente. I tre commessi a quell'epoca, il 1958, erano soltanto tre ragazzi che lavoravano al negozio Moretto ad Aosta in via Sant'Anselmo, che hanno intrapreso questa attività dandole il nome I 3 Commessi. Erano tre amici che hanno intrapreso insieme questa avventura. Dopo pochissimo tempo, il lavoro non era sufficiente per tutti e tre, sono rimasti in due, mio padre, Marjolet Renzo e Napoli Giuseppe, che hanno portato avanti l'attività fino al 1973 quando mio padre morì per un incidente stradale; a quel punto subentrò mia madre e dopo alcuni anni abbiamo rilevato la parte di Napoli che aveva dei problemi di salute e dal 1984 ad oggi la ditta è completamente in mano alla nostra famiglia cioè a me e a mio figlio, Marjolet Matteo, oltre a mia sorella e a mia mamma che adesso, avendo una certa età, non è più con noi in negozio ad aiutarci. L'anno scorso a novembre 2018 abbiamo festeggiato i 60anni di attività.

Siete longevi in quanto attività  commerciale... 
Visto il contesto attuale è sempre più difficile riuscire a mantenere un'attività in piedi...

Come sopravvive un negozio di abbigliamento sulla piazza di Aosta in tempi come gli attuali? Quali sono le strategie?
Il momento è difficilissimo per tutti. Il commercio come è stato concepito fino ad adesso sta terminando. Noi abbiamo una conduzione famigliare ma ci muoviamo molto. Andiamo a cercare nuove aziende, nuovi stimoli. Ci facciamo aiutare anche da nuove procedure di marketing, cercando di fidelizzare i clienti, anche perché ormai l'unica nostra arma che abbiamo è il contatto umano con il cliente. Questo è quello che possiamo dare alla nostra clientela e fino ad ora ha pagato.

A proposito di difficoltà: l’idea di far pagare una sorta di caparra a chi prova abiti e scarpe? Cosa ne pensa?
Purtroppo non è l'atteggiamento corretto. Anche se capisco che noi commercianti arriviamo ad adottare queste tipologie di situazioni perché dà fastidio che il nostro lavoro non è apprezzato, ma non è questo il modo di affrontarlo anche perché rischiamo di perdere altra clientela, invece dobbiamo, come ho già detto, fidelizzare il cliente, cercare di creare un rapporto umano. E' il cliente che deve cercare noi. E' questa la differenza secondo me.

Dal suo osservatorio cosa può dire sul settore dell’abbigliamento in Valle?
La nostra concorrenza spietata è la grande distribuzione, internet, e noi lì siamo indifesi. E' sotto gli occhi di tutti la chiusura di tantissimi negozi. Occorre avere molta professionalità e fare molta attenzione alla gestione amministrativa e a tutto ciò che comporta un negozio.

Lei gira molto fuori Valle: va a caccia di nuovi trend, immagino anche possibili nuovi fornitori...
In questo momento il commerciante del mio settore non può fermarsi, stare nella bottega come si diceva una volta. Deve muoversi, cercare nuove aziende, soprattutto nuovi contatti in quanto la conoscenza delle problematiche comuni a tutti i commercianti dello stesso settore fa sì che uno possa
crescere. Spesso l'errore o la particolarità di un negozio ti può far aprire gli occhi su questioni che rimanendo sempre all'interno della tua attività non vedi. Questo ci ha davvero aiutato tantissimo.

Un po' tutto il territorio italiano è di stimolo immagino...
Assolutamente, anche se il nostro raggio di azione chiaramente è limitato al Nord Italia. Muoversi,
informarsi, scambiarsi opinioni, comunicare con quelli che un tempo chiamavamo concorrenti
mentre invece sono nostri colleghi di lavoro aiuta moltissimo a crescere nella propria azienda.

La rete di Confcommercio è molto utile....
L'Unione fa la forza. Una volta purtroppo il commerciante era abituato a pensare al proprio piccolo orticello, adesso è il caso di guardarci più intorno. Non è facile, ma è necessario se vogliamo proseguire nella nostra attività.

Siete specializzati in abiti da sposo...Come è operare in questo settore?
Siamo stati spinti a specializzarci nell'abito da cerimonia in quanto noi dobbiamo dare un servizio ai
clienti, un rapporto umano e questo è un prodotto legato ad una festa e le famiglie vengono a comprarlo da noi instaurando un buon rapporto sia economico che umano. Il nostro settore ormai non può più essere limitato alla vendita della camicia, del pantalone, occorre trovarsi delle nicchie. E il settore della cerimonia è importantissimo per noi.

Novità per il 2019?
Già da un paio d'anni la ricerca di vestibilità un po' più asciutte, la ricercatezza soprattutto nella vestibilità, slimed extraslim, anche la cura dell'uomo si è fatta più sentire. Quest'anno poi continuiamo a seguire con attenzione il periodo degli sposi che inizia da febbraio e abbiamo  intenzione di creare all'interno del negozio un reparto per le taglie un po' più grandi che apriremo per la fine dell'anno.

Ci sono dei saloni particolari per l'abito da sposa?
Tantissimi. L'appuntamento più importante comunque per l'intero settore rimane Pitti a Firenze, noi ci siamo stati a gennaio e poi c'è la seconda parte a giugno per la primaveraestate. Inoltre visto che lavoriamo per molte aziende estere andiamo sia a vedere il salone dello sposo a Milano che da un paio di stagioni anche in quello di Dussenldorf, in quest'ultimo andiamo per vedere interpretazioni nuove del matrimonio in quanto in Europa non tutti hanno il concetto dello sposo come in Italia ma è un po' più naturale, un po' meno formale.

Un sogno imprenditoriale da realizzare?
Più che un sogno vorrei la tranquillità, cioè che la mia famiglia possa continuare a poter vivere grazie
a questa attività in cui noi crediamo tantissimo, soprattutto ora che mio figlio è entrato in azienda. Spero che questa storia possa andare avanti ancora tanti anni.

#PSR: a che punto siamo? (#mossoni09)

L’analisi dello stato di avanzamento della spesa dei Psr è uno dei misuratori importanti al fine
di valutare il livello di attuazione delle Politiche di Sviluppo rurale ed evitare, conseguentemente, il disimpegno delle risorse con la restituzione dello somme stanziate alla U.E.

E’ evidente, quindi, l’importanza dell’utilizzo completo ed efficace delle risorse allocate, al fine di
favorire lo sviluppo e la competitività delle aziende agricole. E’, inoltre, di grande importanza velocizzare l’iter istruttorio di pagamento delle domande presentate dagli agricoltori sui Bandi del PSR regionali. Proprio in riferimento allo stato di attuazione delle Politiche di Sviluppo
rurale, si rende noto che il Ministero ha pubblicato sul sito della Rete Rurale Nazionale, l’ultimo
report trimestrale del 2018 (4° trimestre) con i dati aggiornati al 31 dicembre 2018 sull’esecuzione
del Bilancio FEASR.

Dal documento emerge che, ad oggi, sono stati spesi complessivamente 6.008 milioni di euro pari a
2.947 milioni di euro di quota FEASR. In termini percentuali la spesa è pari al 28,73 % del totale a cui si aggiungono gli importi versati a titolo di prefinanziamento (3% del budget totale di ciascun PSR) e la riserva di efficacia. Dall’analisi specifica dello stato di avanzamento della spesa per singola regione il seguente quadro (escluso la quota di prefinanziamento e la riserva di efficacia): Abruzzo 18,80%; Basilicata 22,03%; Calabria 35,35%; Campania 25,23%; Emilia-Romagna 30,74%; Friuli Venezia Giulia 28,10%; Lazio 24,83%; Liguria 20,39%; Lombardia 25,86%; Marche 17,59%; Molise 35,41%; Piemonte 31,27%; Puglia 18,58%; Sardegna 36,11%; Sicilia 26,52%; Toscana 27,49%; Trento 36,26%; Umbria 29,64 %; Valle d'Aosta 29,64%; Veneto 43,55%.

Come si potrà notare la nostra Regione è, in una ipotetica classifica, ottava - a pari merito con l’Umbria – per capacità di spesa con una percentuale del 29,64%, appena oltre la media nazionale
(28,73). La Regione più virtuosa è il Veneto con il 43,55%. In merito a restituzioni di fondi all’Unione Europea brutte notizie per l’Italia (e altri 10 Paesi) ; è infatti comparso in gazzetta ufficiale
UE il provvedimento di recupero di circa 8,6 milioni di euro, in particolare per quanto riguarda errori
di spesa dei fondiFeaga (aiuti diretti e misure di mercato) e Feasr (sviluppo rurale), e vecchie procedure di liquidazione dei conti risalenti al 2007, 2016 e 2017. Intanto giunge notizia che
la Commissione Europea voterà in aprile sui tre regolamenti della PAC- dopo 2020. Un calendario
del genere escluderebbe la possibilità di un voto sulla nuova programmazione in questa legislatura
ponendo una grande incognita sui tempi di approvazione della riforma della Politica agricola comune.
La commissione agricoltura del prossimo Europarlamento – ricordiamo le elezioni Europee sono alle
porte - potrebbe infatti scegliere di presentare nuovi emendamenti alle proposte fatte dalla Commissione europea nel giugno 2018.

Ezio Mossoni

Dominidiato (#Confcommercio): Vogliamo la zona franca

Graziano Dominidiato
Questa settimana proponiamo una intervista al Presidente di Confcommercio Graziano Dominidiato.

Il ruolo di Confcommercio in un momento come l’attuale?
In un momento particolarmente difficile come l’attuale si tratta di dare un supporto agli associati nei
rapporti con le istituzioni e con la burocrazia che si fa sempre più complessa. Inoltre dobbiamo anche
essere come associazioni più propositivi nei confronti delle stesse Amministrazioni locali.

A livello nazionale Confcommercio dice che il quadro resta debole. La situazione valdostana qual è?
Posso confermarlo. Ho partecipato una due giorni a Roma della nostra confederazione dove abbiamo proprio approfondito le problematiche del settore e ci siamo interrogati sulla necessità di creare nuovi stimoli nell’ambito di un progetto di rigenerazione urbana che favorisca la riqualificazione delle strutture commerciali nei centri storici. In questa sede si è visto chiaramente che mentre prima poteva essere una difficoltà a macchia di leopardo oggi è tutto il territorio italiano ad essere coinvolto. In Valle d’Aosta abbiamo registrato un calo del 4% delle imprese commerciali mentre nel settore turistico e dei pubblici c’è stato un aumento del 7%. Questa crisi tocca le attività che offrono beni,
mentre chi offre servizi, ad esempio la ristorazione, attraversa un momento più favorevole. La gente in momenti come questi cerca di migliorare la qualità della propria vita.

La crisi del commercio in Valle d'Aosta ha delle peculiarità?
Credo che non ci siano grandi differenze fra la crisi nazionale e quella regionale. La situazione locale
forse è aggravata per quanto riguarda il commercio nei piccoli comuni montani. Come si sa questo è un problema di gran parte delle nostre piccole località di montagna. Le attività non reggono, le amministrazioni stanno cercando in tutti i modi di supportare queste attività affinché rimanga un servizio in ogni paese di montagna. Purtroppo i costi per l’approvvigionamento, a differenza delle zone di pianura, sono sempre più importanti e vanno organizzati. Poi sicuramente sono mutate anche alcune caratteristiche legate al turismo che si è fatto più del tipo mordi e fuggi. Chi ha una seconda casa e chi la raggiunge dal venerdì sera alla domenica spesso arriva con gli approvvigionamenti già fatti e questo non fa del bene alle nostre attività. Oltre a questi elementi la crisi è anche dettata da un clima di incertezza di tipo anche politico che non crea nelle famiglie quello stato d’animo che permetta di essere più sereni per il futuro e questo si riflette sui consumi.

Avete aperto un infopoint franchising. Di cosa si tratta?
Dall’autunno 2017 stiamo sviluppando molti servizi a favore degli associati. In questo caso abbiamo attivato uno sportello gratuito grazie ad un nostro associato, esperto nel settore, che ha diverse attività di franchising in diverse parti di Italia. Sicuramente potrà essere un valido aiuto per coloro che vogliono intraprendere questo tipo attività che si discosta dai metodi tradizionali di fare attività commerciale.

Quale è stato l'impatto della fatturazione elettronica sulla categoria?
Sicuramente è stato particolarmente traumatico, già i registratori di cassa avevano creato un problema
che ora ha assunto dimensioni ancora maggiori. Come Confcommercio abbiamo predisposto per i nostri associati una Piattaforma con un concetto primario: massima semplificazione. Chi si trova in difficoltà, chi ha problematiche di questo genere e vuole essere supportato trova in associazione un infopoint molto attento e disponibile. Inoltre l’utilizzo di questa piattaforma che abbiamo predisposto
con una azienda primaria valdostana dà un aiuto notevole assicurando una semplificazione di questo processo che prevede l’invio diretto di quanto fatturato all’Agenzia delle Entrate.

Un buon motivo per iscriversi a Confcommercio…
Direi di sì. In generale noi viviamo un momento soddisfacente in quanto grazie ai nostri nuovi servizi ci stanno avvicinando molti nuovi operatori.

Il reddito di cittadinanza potrebbe rilanciare i consumi?
Secondo me no. Poi è chiaro che si dovrà verificare quali saranno i possibili fruitori. Noi siamo una
piccola regione. Io credo che, nonostante le difficoltà ci siano anche nel nostro territorio, non saranno
particolarmente numerose le persone interessate dal provvedimento. Inoltre sono convinto che chi li
otterrà avrà sicuramente problemi molto più gravi da risolvere con queste disponibilità economiche
piuttosto che utilizzarli nelle attività commerciali.

Un provvedimento regionale o nazionale che potrebbe aiutare il settore...
Provocatoriamente vorrei poter tornare al tempo precedente al Decreto Bersani sulle liberalizzazioni
in quanto avremmo risolto molti problemi. A causa del decreto c’è stato un proliferare di attività che sono una attaccata all’altra e ogni tanto si crede che anche se si è vicini si può esprimere la propria
professionalità in modo diverso, però è chiaro che si crea della confusione anche nei fruitori di queste
attività, ma ormai non è più possibile a causa delle norme europee. Il principio della flat tax e di una
tassazione più corrispondente agli introiti potrebbe essere sicuramente di aiuto, soprattutto non applicando le tassazioni in base al valore del magazzino. Noi soffriamo di questo, cioè che ci viene conteggiato tutti gli anni il magazzino che sfortunatamente non siamo riusciti a diminuire. Inoltre si
tratta di prodotti divenuti obsoleti e che quando sono riproposti anche se avevano valore 10 devi
proporli a 5 altrimenti non riesci a venderli.

Novità per il 2019?
Il 1° di marzo, contestualmente all’inaugurazione della sede, abbiamo alla presenza del nostro
Presidente nazionale Sangalli il Progetto CREA IMPRESA, che vuole rendere consapevoli tutti coloro che vogliono aprire una nuova attività degli ostacoli burocratici, di organizzazione, di funzionamento, e accompagnarli nel creare la loro impresa tramite un servizio che è completamente gratuito, grazie al supporto economicamente rilevante ricevuto dalla confederazione e da alcuni partner che ci  hanno aiutato e hanno creduto con noi in questa iniziativa. Un progetto, quindi, ci tengo a sottolinearlo realizzato completamente con fondi privati. Invitiamo, quindi, tutti coloro
che vogliono intraprendere una attività commerciale nuova ad affidarsi ai nostri esperti. E’ importante
che non accada più come è avvenuto negli ultimi anni che aperte 130 imprese a fine anno se ne
trovano soltanto 85.

Un sogno imprenditoriale da realizzare?
Trasformare la Valle d’Aosta in una Zona Franca in modo da dare di nuovo una linfa vitale all’ormai
martoriato settore del commercio che soffre non soltanto la crisi ma soprattutto l’e-commerce.

22 marzo 2019

#Grandangolo sulle #Professioni in Valle d'Aosta: Gli #Ingegneri

IDENTIKIT DEll'ORDINE DEGLI INGEGNERI


Iscritti totali anno 2018: 451 di cui Albo A (ingegneri con laurea maguistrale 5 anni): n. 439 Albo B (ingegneri con laurea triennale - iunior): n. 12

Composizione del Consiglio Direttivo
Presidente:ing. Corrado CAVALLERO
Vice Presidente: ing. Alberto BETHAZ
 Segretario: ing. Erik CAMOS
 Tesoriere: ing. Sofia ZANCHETTA
Consiglieri: ing. Alexia BENATO; ing. Corrado COMETTO; ing. Camillo DUJANY; ing. Lorenzo NELVA STELLIO; ing. iunior Walter MUSSO;

Il trend nei prossimi anni in termini di iscritti si prevede che sia stazionario, le nuove iscrizioni compensano le cancellazioni

E-Mail: segreteria@ordineingegneriaosta.it; info@ordineingegneriaosta.it; PEC: ordine.aosta@ingpec.eu
Sito internet: 
www.ordineingegneriaosta.it 


INTERVISTA AL PRESIDENTE CORRADO CAVALLERO

Quali sono le principali problematiche a livello regionale e nazionale?
La Regione Valle d’Aosta ha sempre avuto una grossa importanza per quanto riguardava l’edificazione, i lavori pubblici e le costruzioni in generale. Ovviamente in questi anni questo mondo è venuto un po’ meno. Anzi ci sono state parecchie riduzioni in termini di denaro pubblico per ciò che riguarda il settore delle costruzioni. Di conseguenza questo è stato determinante sulla categoria creando una situazione di difficoltà. D’altronde in Valle d’Aosta la professione dell’ingegnere era cresciuta molto sulla scia dei lavori pubblici e, a maggior ragione, c’è uno stato di disagio che comunque permane ed è un po’ sotto gli occhi di tutti. Il mondo delle costruzioni è fermo non soltanto per quanto riguarda gli ingegneri, ma per tutto il settore. Si tratta perciò di numerose migliaia di lavoratori.

Esistono possibilità di lavoro in Valle d’Aosta oppure il settore è saturo?
Io ritengo che comunque la professione dell’ingegnere possa andare oltre l’edilizia e il lavoro pubblico. Io ritengo che l’ingegnere abbia una forte formazione culturale e con questa può trovare sbocchi anche al di fuori del mondo delle costruzioni, anche se tutti auspichiamo che riprendano gli investimento in questo settore. Tutto il mondo legato all’industria, alle telecomunicazioni, all’informazione gravita intorno alla figura dell’ingegnere, quindi sarà un ingegnere non più esclusivamente del tipo civile, edile, ma meccanico, informatico, delle telecomunicazioni, volto al mondo industriale.
Esistono nuovi sbocchi professionali?
Sicuramente. Dove c’è tecnologia c’è l’ingegnere. Questo è un mondo dove la tecnologia sta diventando sempre di più preponderante. Quindi io vedo la figura dell’ingegnere come protagonista di quelle che saranno le scelte, le attività e tutto l’indotto che un mondo del genere non può che avere. L’ingegnere ha questa formazione, a mio giudizio molto completa, polivalente e proprio basandosi sulla polivalenza si può compensare in questo momento un settore che non risulta appetibile né trainante con altri che invece lo stanno diventando.

Iniziative di formazione realizzate nel 2018 e in programma nel 2019?
Al di là della riforma che l’ha resa obbligatoria per gli ingegneri non è mai venuta meno. Di conseguenza gli ingegneri si sono sempre prodigati, anche prima dei 30 crediti minimi per operare, in corsi di aggiornamento. Del resto noi lavoriamo nel campo della tecnologia di conseguenza non possiamo sicuramente stare al palo. Tutta la formazione che abbiamo in termini di studi universitari costituisce una base che deve essere continuamente aggiornata e implementata. Di conseguenza noi ben volentieri l’abbiamo sempre fatto, lo facciamo tutt’ora e continueremo a farlo. Un contatto anche con l’industria per noi è importante. Sapere quelle che sono le nuove tendenze nelle produzioni aiutano l’ingegnere-progettista a poter entrare con nuove dinamiche, nuove modalità nel mondo del lavoro.

Consigli per chi si vuole avvicinare alla professione?
Io sono ottimista. La professione da ingegnere sicuramente garantisce degli sbocchi. Bisogna guardare però ad un orizzonte più ampio. Non esiste soltanto l’ingegnere come spesso abbiamo inteso, cioè soltanto edile o civile. Come dicevo prima esiste anche l’ingegnere delle telecomunicazioni, della tecnologia, non parliamo poi dei problemi ambientali e di quelli energetici. Quindi i giovani possono sicuramente avere grosse soddisfazioni da questo settore di studi, anche perché, come ripeto, c’è una formazione di base importante. Culturalmente valida che consente sicuramente delle possibilità di lavoro ampie. Anche la formazione all’estero è sempre auspicabile perché ci si confronta con realtà diverse dalle nostre. Sono tanti i programmi che permettono di completare gli studi all’estero. Sono soluzioni che devono essere perseguite.

Ci sono problemi sul fronte pensionistico?
Direi proprio di no. La nostra cassa è sostenibile, ben strutturata, gestita con oculatezza. Non vedo nessun problema di questo genere.

Il mondo digitale è entrato nelle vostre professioni? E se sì come?
Il mondo digitale da noi è sempre esistito. La mia generazione è passata dal tecnigrafo al lavoro computer di conseguenza il mondo digitale è sempre stato presente nella vita professionale di un ingegnere. Sono stati proprio gli ingegneri a diffondere questo mondo in tutti i settori del mondo produttivo. Sono strettamente legati. E’ una realtà in cui non possiamo non essere che protagonisti. Tantissimi ingegneri sviluppano software a livello industriale.

Un valore professionale da recuperare in questa nostra società?
La professione è assolutamente un valore che ha una rilevanza notevole. Il professionista si occupa di tanti aspetti. Quante realtà non si possono probabilmente permettere un ingegnere come dipendente e di conseguenza optano per un consulente che opera su più aziende. Un professionista attivo nel privato, nel pubblico. Che si deve orientare a 360°. Io continuo a vedere nel mondo professionale una possibilità di sviluppo e una notevole correlazione con quella che è la società civile. Ricordiamo che gli Ordini servono a tutelare non soltanto i professionisti iscritti, ma anche il cittadino perché garantiscono al cittadino le professionalità necessarie per poter adempiere a quelli che sono i loro bisogni. La nostra attività è rivolta anche all’esterno, alla tutela del cittadino. Noi dobbiamo aprirci. Facciamo anche dei convegni aperti alla cittadinanza su temi più specifici come l’architettura, il mondo delle costruzioni, i grandi impianti. Sicuramente l’Ordine ha questa valenza.
 

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